Questa mattina, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza i membri e il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel.
Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro:
Eccellenze, illustri Membri
del Consiglio di Amministrazione,
Reverenda Suora, Reverendi Padri, fratelli e sorelle,
la pace sia con voi!
Questo antichissimo saluto, ancora oggi in uso in molte culture, ha trovato tutta la sua forza la sera di Pasqua sulle labbra di Gesù Risorto. «La pace ha il respiro dell’eterno». Sant’Agostino avvalora questa affermazione esortando i cristiani a intrecciare un’indissolubile amicizia con la pace, affinché, custodendola nell’intimo del loro spirito, possano irradiarne tutto intorno il luminoso calore (cfr. Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2026). È con questo desiderio di pace per il nostro mondo che mi rallegro per questa udienza, la quale mi offre l’opportunità di incontrarvi per la prima volta, come membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel.
Desidero innanzitutto ringraziare Sua Eccellenza, monsignor Hassa Florent Koné, per aver svolto con zelo il mandato di Delegato pontificio affidatogli dal mio predecessore, Papa Francesco, lavorando in modo sinodale con l’insieme degli amministratori, e anche con la Curia Romana — il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, la Segreteria di Stato, la Segreteria per l’Economia tra gli altri — al fine di accompagnare insieme la Fondazione verso un nuovo inizio. Vi ringrazio tutti e vi incoraggio a segnare, con la grazia di Dio, un rinnovamento nella missione della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel.
Cari fratelli,
dopo quarant’anni di cammino, la Fondazione è arrivata a una svolta caratterizzata anche da sfide esogene legate alle crisi economiche multidimensionali a livello internazionale. È in questo contesto che la rivitalizzazione della sua missione, in conformità con le normative vigenti della Santa Sede, è diventata indispensabile. È in questo spirito che la riunione del Consiglio di Amministrazione dello scorso febbraio a Dakar è stato segnata dall’adozione dei nuovi Statuti, dall’elezione del nuovo Presidente e dalla designazione dei nuovi Membri del Consiglio di Amministrazione. Vi ringrazio tutti per il vostro contributo costruttivo a tale processo. Con questi nuovi Statuti, la Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel assume una nuova veste nella continuità della sua missione, come segno efficace dell’amore della Chiesa per i suoi figli e le sue figlie dell’Africa occidentale, nello spirito dell’appello solenne lanciato a Ouagadougou dal suo santo fondatore, Papa Giovanni Paolo II, nel 1980.
Cari fratelli,
in un mondo che deve affrontare sfide complesse quali le tensioni geopolitiche, le disuguaglianze, le guerre, i problemi legati all’insicurezza, al terrorismo, all’instabilità politica ed economica, le crisi climatiche — tra le cui conseguenze ci sono, tra l’altro, i flussi migratori — la pertinenza della missione di questa fondazione appare più evidente che mai! Attraverso il suo fine principale, contribuisce all’opera di Dio, alla tutela della “casa comune”, e mette in evidenza la vostra responsabilità sociale. Soccorrere le vittime di una calamità naturale o le persone vulnerabili è, in effetti, una questione di giustizia prima ancora che di carità. È in questa dinamica che plaudo alla vostra decisione unanime di conservare la Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel come una Fondazione Pontificia, secondo lo spirito del suo santo fondatore, e alla luce dei suoi nuovi Statuti. In quanto persona giuridica strumentale del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, auspico e vi esorto affinché, nello spirito di sussidiarietà, la vostra collaborazione nella sinodalità con questo Dicastero e con le altre istituzioni della Santa Sede, contribuisca al rispetto e alla promozione dell’inalienabile dignità umana delle popolazioni del Sahel, attraverso progetti di sviluppo umano integrale.
Sono certo che questo nuovo percorso della Fondazione vi porrà di fronte a un ignoto caratterizzato da sfide. Come diceva Papa Francesco, queste sfide sono enormi, ma insieme andremo avanti in spirito sinodale con rinnovato impegno e senza perdere la speranza. Vi affido tutti alla protezione materna della Beatissima Vergine Maria e all’intercessione di san Giovanni Paolo II, e vi benedico di cuore.
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L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 106, sabato 9 maggio 2026, p. 8.