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CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA "LUX IN ARCANA - L’ARCHIVIO SEGRETO VATICANO SI RIVELA" (MUSEI CAPITOLINI, FEBBRAIO-SETTEMBRE 2012), 05.07.2011


CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA "LUX IN ARCANA - L’ARCHIVIO SEGRETO VATICANO SI RIVELA" (MUSEI CAPITOLINI, FEBBRAIO-SETTEMBRE 2012)

INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. TARCISIO BERTONE

INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. RAFFAELE FARINA

INTERVENTO DI S.E. MONS. SERGIO PAGANO 

INTERVENTO DELL’ON.LE GIOVANNI ALEMANNO

INTERVENTO DEL DOTT. DINO GASPERINI

INTERVENTO DEL DOTT. UMBERTO BROCCOLI 

Alle ore 12 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si tiene la conferenza stampa di presentazione della Mostra "Lux in Arcana - L’Archivio Segreto Vaticano si rivela".
La mostra sarà allestita nei Musei Capitolini, a partire dal febbraio 2012.
Intervengono: l’Em.mo Card. Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato di Sua Santità; l’Em.mo Card. Raffaele Farina, S.D.B., Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa; S.E. Mons. Sergio Pagano, B., Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano; l’On.le Giovanni Alemanno, Sindaco di Roma; il Dott. Dino Gasperini, Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale; il Dott. Umberto Broccoli, Sovraintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale.
Ne pubblichiamo di seguito gli interventi:

INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. TARCISIO BERTONE 

Signor Cardinale, Eccellenza,
Signor Sindaco di Roma, Signor Soprintendente, Signor Assessore,
Signori giornalisti!

Sono lieto di portare il mio saluto a tutti voi e il mio augurio ad una Mostra, che oggi si presenta alla stampa, certamente molto impegnativa sia nella fase di progettazione, sia in quella organizzativa. Il suo stesso oggetto – l’Archivio Segreto Vaticano – è infatti una realtà complessa, vastissima (fu definito un oceano), che abbraccia tutto il mondo occidentale prima, e il Nuovo Mondo poi, e tutti i Continenti, nei quali la Chiesa Cattolica si è diffusa e radicata.
La ricchezza intrinseca dell’Esposizione è inoltre accresciuta dal fatto che essa è stata allestita fuori dal Vaticano, sul Colle del Campidoglio, che simbolicamente evoca il "cuore" di Roma e il suo rapporto con la città papale lungo i secoli. Si trattava infatti di far convergere le risorse dell’Archivio Segreto Vaticano, con il loro bagaglio di conoscenze scientifiche e di esperienza, con quelle di Roma Capitale, dei Musei Capitolini e della Soprintendenza archivistica e museale del Comune di Roma.
Ancora una volta, abbiamo sperimentato che, nelle difficoltà e nello sforzo comune di mettere insieme prospettive diverse, si cresce: il dialogo, lo scambio di esperienze, la discussione scientifica migliora sempre le finalità alle quali si tende con spinte diverse.
Così ritengo che sia avvenuto anche per la prima fase di progettazione di questa iniziativa, e che avverrà certamente nel prosieguo della sua preparazione e attuazione.
Non spetta a me entrare nei dettagli della Mostra, ovviamente. Colgo però volentieri l’occasione per lodare un progetto culturale di altissimo livello, che supera anche certi stereotipi delle due sponde del Tevere; l’ambito culturale fa spesso giustizia dei luoghi comuni o delle polemiche; l’approfondimento della storia, come ho già avuto modo di dire nelle celebrazioni di Porta Pia dello scorso settembre, fa più sensibili le persone nella ricerca anzitutto della verità e quindi del bene comune.
In questa Mostra si sposeranno, credo assai bene, i documenti vaticani esposti e la sede dell’Esposizione: le magnifiche Sale del Palazzo dei Conservatori, un monumento di storia civile nella Roma dei Papi, come è stato scritto.
Mi piace pensare che questa voluta condivisione dell’iniziativa tra Archivio Segreto Vaticano, Comune di Roma, Roma Capitale e Musei Capitolini possa avere anche il merito di favorire nei visitatori, romani e non, un elevato livello civile e culturale, ricco di stimoli personali; sicché chi salirà per le ampie scalinate sorvegliate dai Dioscuri per recarsi alla mostra, ne possa poi discendere, dopo la visita a tanti preziosi cimeli documentari inseriti in contesti appropriati e suggestivi, anche grazie alle nuove tecniche mediatiche, con animo colmo di ammirazione e riconoscenza tanto alla città di Roma, quanto alla Chiesa Cattolica, che ha salvaguardato, curato, illustrato e messo a disposizione testimonianze così preziose della Chiesa stessa e del mondo della cultura, o, se si preferisce, della cultura diffusa dalla Chiesa nel mondo.
Niente quindi di più appropriato che il titolo scelto per la Mostra: "Lux in arcana", dove gli "arcana" non sono da intendersi come arcana imperii, ovvero i segreti del governo, ma i reconditi e vasti ambienti degli archivi, per loro natura gelosi, protettivi, vigili nei confronti dei tesori che custodiscono.
Che la luce dunque si diffonda nella Mostra lungo i sette mesi previsti della sua durata, e gli arcana siano pertanto illuminati e il visitatore possa vedere i veri tesori dell’Archivio Segreto Vaticano, che sono le sue innumerevoli carte e pergamene i suoi codici, manoscritti, atti e documenti, posti dai Pontefici di Roma, ormai da quattro secoli, al servizio degli storici e dei dotti.

[01056-01.01] [Testo originale: Italiano]

INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. RAFFAELE FARINA 

Come Archivista e Bibliotecario di S. R. C. ho il raro piacere di poter oggi salutare una Mostra che non riguarda soltanto una Istituzione Vaticana, sia pur essa prestigiosa, come l’Archivio Segreto Vaticano, ma anche un’Istituzione cittadina romana di altrettanto prestigio, i Musei Capitolini, presso i quali avrà sede per circa sette mesi l’Esposizione.
Documenti pontifici assai antichi e preziosi, così come significative carte della vita della Chiesa nel mondo escono per la prima volta dall’ambito Vaticano e si aprono alla visione dei visitatori sul Colle Capitolino, sede tradizionale del governo di Roma.
Quella sede però, a ben vedere, non è estranea alla Santa Sede e al Pontefice Romano, com’è ben noto; anzi essa si collega, almeno idealmente, anche con lo stesso Archivio Segreto Vaticano nel nome del grande pontefice Francesco Della Rovere, Sisto IV, mecenate rinascimentale che impresse nell’Urbe la sua impronta tuttora visibile.
Fu proprio Sisto IV a donare nel 1471 – nel suo vasto programma culturale per la rinascita di Roma classica – la Lupa bronzea e altri tesori archeologici al popolo romano, comandando che si collocassero nel Palazzo dei Conservatori al Campidoglio: quello fu il nucleo fondativo ob immensam benignitatem del pontefice (come recita l’iscrizione coeva posta in Campidoglio) degli attuali Musei Capitolini.
Ma Sisto IV fu anche il grande mecenate della Biblioteca Apostolica Vaticana, cui nel 1475 volle conferire un carattere di «pubblica utilità», aprendola agli eruditi, sempre Ad decorem militantis Ecclesiae. In alcune sale della vasta Biblioteca, dette secretae (cioè private), o Bibliotheca secreta, Sisto IV fece depositare diplomi, privilegi e molti registri dei pontefici suoi predecessori (quindi un nucleo d’archivio), ordinando poco dopo che i diplomi più preziosi fossero trasportati nello Scrinium Ferratum di Castel Sant’Angelo, dopo però che il famoso Platina e Urbano Fieschi ne avessero tratta copia autentica.
Come si vede alla base del progetto della Mostra vaticana al Campidoglio vi sono legami storici e di idealità. L’Archivio si rivela – recita il sottotitolo della Mostra – e si rivela al centro dell’Urbe, a tutti gli appassionati ed anche i curiosi; si rivela per quello che è, tramite uno spaccato esemplificativo della sua ricchissima documentazione.
Si rivela senza remore o timori, anzi con l’orgoglio di un servizio alla Chiesa e alla cultura prestato per ben quattro secoli con indefesso lavoro di custodia, di censimento, di cura, di progresso della ricerca sempre più avanzata.
Si rivela come ambito culturale, come richiamo affascinante alla memoria del nostro passato, del passato della Chiesa, di imperi, di regni, di ducati, di repubbliche. Sprone ad innalzare il livello della conoscenza oltre il vuoto stereotipo a cui purtroppo conduce, se non erro, molta della cosiddetta cultura di massa corrente.
Sulla Mostra interverrà il Prefetto dell’Archivio, Sua Ecc.za  Mons. Sergio Pagano, cui va il merito di aver voluto questa manifestazione, ma ancor più quello di guidare da circa sedici anni l’Archivio Vaticano verso un servizio alla cultura sempre più aperto, qualificato e professionale. I risultati di stima e di apprezzamento che l’Archivio Pontificio ha raggiunto nel consesso culturale internazionale si devono anche alla capacità di lavoro, di studio, di coordinamento e – posso ben dirlo – alla passione culturale che anima gli Officiali dell’Archivio Segreto e tutto il Personale. A loro va il mio sentito ringraziamento, anche per l’ulteriore impegno della Mostra.
Pari sentimenti di riconoscenza ho poi verso le Autorità del Campidoglio, il Signor Sindaco in testa, per il Signor Sovraintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma e per la Direzione dei Musei Capitolini che hanno collaborato fattivamente e collaboreranno nel futuro per la buona riuscita dell’Esposizione.
Tutto mi lascia sperare, con fondati motivi, in un pieno successo della Mostra che si inaugurerà a febbraio del 2012, quattrocento anni dopo che Paolo V fondò nel Palazzo Apostolico il nuovo Archivio Segreto Vaticano.

[01057-01.01] [Testo originale: Italiano]

INTERVENTO DI S.E. MONS. SERGIO PAGANO

Il titolo della mostra
Per illustrare brevemente l'iniziativa che oggi si presenta partiamo dal titolo: Lux in arcana. La funzione principale della luce è quella di illuminare la realtà, fare distinzione in un contesto nebuloso oppure oscuro.
Ad eccezione dei ricercatori che frequentano abitualmente l’Archivio Vaticano, esso costituisce per la stragrande maggioranza delle persone come un «arcano», una realtà misteriosa perché sconosciuta; senza contare i romanzati ambientamenti pseudo-storici e pseudo-archivistici che abbiamo avuto anche in tempi recenti sull’Archivio Segreto. Questa Mostra, oltre ad un intento naturale di visione estetica di cimeli storici noti e meno noti, parimenti affascinanti, intende far luce sulla realtà della vetusta Istituzione, sulla sua natura, i suoi contenuti, la sua attività. Da ciò «Lux in arcana».

I contenuti della mostra
Per raggiungere tale scopo abbiamo deciso di seguire la strada a noi più congeniale: far parlare i documenti. Così, forzando un poco la mano alla nostra formazione professionale che ci impone la imparzialità nella valutazione delle fonti documentarie, abbiamo di necessità «selezionato» fra i milioni di carte conservate nell'Archivio Segreto Vaticano, circa 100 documenti che possano illustrarne la complessità dei contenuti nel modo più esaustivo possibile. Fra questi documenti singolari e significativi, ne ricordo qui solo alcuni che verranno esposti e di cui Loro hanno la descrizione nella Cartella Stampa:

Dictatus papae di Gregorio VII (1073-1085);

– Deposizione dell’imperatore Federico II (1245);

– Lettera dei membri del Parlamento inglese a Clemente VII sulla causa matrimoniale di Enrico VIII (1530);

Il cosiddetto codice del processo di Galileo Galilei (1616-1633);

– Lettera su seta di Elena di Cina a Innocenzo X (1650);

Lettera su corteccia di betulla degli indiani d’America a Leone XIII (1887);

– Documenti del «periodo chiuso» relativi alla Seconda Guerra Mondiale.

L'apparato multimediale
L'arcanum citato nel titolo della Mostra è un termine assai significativo, che non può tradursi semplicisticamente con «segreto» o «mistero». Si tratta di una realtà sottratta ad una conoscenza superficiale, ma attingibile attraverso l'esperienza. Per conoscere l'Archivio Segreto Vaticano non basta accedere ai suoi locali, fossero pure i più riservati. È necessario entrare in contatto con le fonti documentarie in esso custodite, sfogliando i registri, sciogliendo i lacci dei faldoni, confrontandosi con le difficoltà offerte dalle scritture medievali, moderne e contemporanee, che riflettono l'attività di persone e istituzioni di un passato più o meno lontano. Questa conoscenza – lo sappiamo bene – è preclusa alla maggior parte delle persone, né forse ad esse interessa: le porte dell'Archivio Segreto Vaticano sono infatti aperte fin dal 1881 a studiosi qualificati che abbiano moventi e volontà per compiere ricerche storiche, solitamente lunghe e non semplici.
La mostra Lux in arcana offre dunque ora per la prima volta ad un più vasto pubblico l'opportunità di immergersi nella realtà dell'Archivio Vaticano attraverso alcuni fra i suoi documenti più preziosi, ma anche per mezzo di uno straordinario allestimento multimediale: la moderna tecnologia permetterà al visitatore di entrare nell'Archivio del papa e conoscere l'attività che questo svolge da secoli al servizio della Santa Sede e del mondo della cultura, conservando e tramandando un patrimonio di conoscenze invidiabile.

Conclusione
Nella nostra epoca così «informatizzata», che troppo spesso cerca la notizia immediata e non meditata, la curiosità delle persone è alimentata da suggestioni e da impulsi emozionali: anche a questo pubblico l’Archivio Segreto Vaticano vuole rivolgersi ora, sforzandosi di parlare un linguaggio nuovo senza rinunciare alla scientificità dei contenuti, nella convinzione che anche percorrendo questa strada si possa rimanere fedeli al compito educativo della cultura.
Questa Mostra si propone – forse con un poco di veniale presunzione – di far passare il visitatore da una fase di suggestione emotiva, ad un livello di conoscenza consapevole. È questo il significato reale del sottotitolo della Mostra: L’Archivio Segreto Vaticano si rivela. L’Archivio del papa si rivela per quello che è: il custode della memoria storica millenaria della Chiesa, quando la Chiesa era il mondo ed anche dopo.

[01058-01.01] [Testo originale: Italiano]

INTERVENTO DELL’ON.LE GIOVANNI ALEMANNO

Saluto Sua Eminenza Reverendissima il Card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità,
Saluto, altresì, sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Cardinale Raffaele Farina, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa,
Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Sergio Pagano, Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano,
ed aggiungo il mio ringraziamento a Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa Vaticana che questa mattina ci ospita in questa prestigiosa sede per esporre alla stampa la mostra "Lux in Arcana. L’archivio segreto Vaticano si rivela" che si terrà nel febbraio del 2012 presso i Musei Capitolini.
Cento preziosi documenti usciranno per la prima volta dopo 400 anni dall’Archivio Segreto Vaticano, il Cuore della Storia Universale, un luogo straordinario dove da secoli si conserva e si tramanda con infaticabile impegno e straordinaria cura la memoria dell'umanità senza distinzione di religione, cultura o appartenenza politica.
Non posso nascondere la mia emozione nel presentare una mostra che definisco storica e unica al mondo che per anni, anzi secoli, molti studiosi e storici di ogni parte del mondo hanno sperato di poter vedere. Nello stesso tempo sono orgoglioso di avere l’onore di ospitarla ai Musei Capitolini, la prima esposizione pubblica permanente al mondo creata e voluta da un Papa, Sisto IV, che volle donare solennemente al Popolo Romano nel 1471 alcune antiche statue in bronzo già conservate al Laterano (la Lupa, lo Spinario, il Camillo e la testa colossale di Costantino, con il globo e la mano) costituendo il primo nucleo di quello che diverrà il Museo Capitolino.
Un luogo nel cuore di Roma che rimanda ai Pontefici, alla loro straordinaria opera di preservazione e di promozione della cultura europea e mondiale. Nell’archivio segreto vaticano ritroviamo le radici della nostra identità e della nostra cultura. Negli oltre 70 chilometri di scaffali e documenti dell’archivio possiamo riconoscere l’uomo nelle sue molteplici espressioni, nelle sue vittorie e delusioni, nelle sue sconfitte.
È un patrimonio quello dell'Archivio Segreto Vaticano che suscita un interesse universale, sia per i documenti che riguardano in genere la storia della civiltà cristiana dal medioevo ai nostri giorni, sia per quelli relativi alla storia delle singole nazioni; anzi per alcuni Paesi i documenti vaticani sono i più antichi, i primi con cui ha inizio la loro stessa storia nazionale.
In un momento storico dove c’è il rischio di perdere la propria memoria e la propria identità, la mostra Lux Arcana appare come una straordinaria occasione per celebrare con orgoglio le nostre origini, ma anche per costruire un futuro solido e sereno soprattutto per le giovani generazioni.
La città di Roma, Capitale d’Italia e sede del Sommo Pontefice, è fiera di accogliere una mostra-evento che in un certo senso rinsalda il legame tra la città laica e quella religiosa, come disse Giovanni Paolo II «qui si ritrovano la Roma civile e la Roma cristiana, non contrapposte, non alternative, ma unite insieme, nel rispetto delle differenti competenze, dalla passione per questa città e dal desiderio di renderne esemplare il volto per il mondo intero».
Un gesto di coraggio da parte della Santa Sede nel volere organizzare una mostra di tale livello e nello stesso tempo portando questi preziosi documenti fuori dal Vaticano. Lux Arcana è un’occasione per potere raccontare ai romani e i pellegrini l’avventura straordinaria dell’uomo.

[01059-01.01] [Testo originale: Italiano]

INTERVENTO DEL DOTT. DINO GASPERINI 

L’incartamento completo del processo di Galileo Galilei, la lettera dei membri del Parlamento inglese a Clemente VII - petizione per chiedere l’annullamento del matrimonio tra Enrico VIII e Caterina d’Aragona - la lettera su seta, ornata di pizzi, inviata da Elena di Cina a Innocenzo X nel 1650 e quella incisa su corteccia di betulla inviata dagli indiani d’America a papa Leone XIII nel 1887, alcuni documenti relativi alla Seconda Guerra Mondiale e molti altri testi in una selezione di circa cento documenti che raccontano la Storia, con la maiuscola. Quella del Vaticano, certo, e della Chiesa che di questi documenti è attenta e puntualissima custode in un Archivio che si estende per circa 85 chilometri con testimonianze dall’VIII secolo d.C. al XX secolo. Ma, più in generale quella della città che con quella del Papato si intreccia dall’età medievale, e, in particolare per determinati documenti e possibili letture, del nostro Mondo e del nostro modo di intenderlo, senza limiti geografici o politici.
Per la prima volta, l’archivio Vaticano si svela ed esce allo scoperto e lo fa qui nel cuore di Roma, nel suo museo simbolo, i Musei Capitolini, che già scrigno di tesori di tutte le epoche e tutto il mondo, si apre ulteriormente a custodire, tutelare ed offrire allo sguardo secoli di storia e di sue letture, nell’intento di ribadire ancora una volta l’universalità della visione capitolina e la sua filosofia di apertura, oltre alla vocazione della città ad essere punto di riferimento e di diffusione della cultura nel tempo e nello spazio.
Non solo. I Musei Capitolini, in questo contesto, diventano anche il simbolo della volontà di mostrare e dimostrare le meraviglie della trasparenza e dell’incontro, del dialogo e della conoscenza, oltre che della condivisione. Dove il "segreto" viene svelato proprio in nome del più alto interesse del pubblico, alla ricerca di un modo sempre più profondo e forte di proporre e vivere l’offerta culturale della città.
In un’epoca in cui moda e tendenza spesso portano la storia reale ad essere schiacciata dalla storia surreale, quindi dalla favola, più o meno contaminata e soprattutto consapevole, qui i fatti tornano a reclamare per sé l’attenzione della memoria, nella valorizzazione di un "segreto" che non è semplice e arbitraria esclusione, ma richiesta di una lettura più capillare, attenta, puntuale e partecipata. Di una lettura emotiva, che ai Musei Capitolini si arricchisce di ulteriori e reciproche storie e suggestioni, a ribadire appunto lo stretto rapporto tra Roma e Chiesa e viceversa.
Non c’è bisogno di entrare nel campo della fede per rendersene conto, basta guardarsi intorno e immergersi nel campo della cultura. È l’architettura della città, il suo orizzonte scolpito e tagliato dai profili delle tante cupole, che hanno affascinato nel tempo artisti, scrittori e poeti. Sono le committenze di secoli passati che tanti pittori hanno regalato alla nostra storia dell’arte. Sono gli aspetti di rispetto reciproco dell’Altro e la promozione di una politica di dialogo costante, messa in rete delle risorse culturali, volte a creare meraviglia ma, più ancora, coscienza del nostro percorso storico ed artistico, di cui questa mostra è un’ulteriore ed importante manifestazione.
Il Museo, custode del Bello e della storia, diventa così nell’arco dell’esposizione, una sorta di immensa biblioteca dove gli osservatori possono venire a contatto con la storia e studiarla. L’archivio Vaticano è abitualmente aperto agli studiosi di tutto il mondo per questioni di studio appunto e ricerca. Qui, invece, nella concretezza delle carte e nella pratica virtualità di accessi multimediali, si offre a tutti gli sguardi, per mandare un invito e un appello a guardare alla cultura in modo chiaro e attento. A non essere mai fruitori passivi di un Bello da osservare, ma sempre osservatori partecipi di un Bello da comprendere, di un passato da capire, valorizzare e di cui appropriarsi o riappropriarsi, consapevoli del peso della cultura della storia che è anche storia della cultura.

[01061-01.01] [Testo originale: Italiano]

INTERVENTO DEL DOTT. UMBERTO BROCCOLI 

Quella di cui stiamo parlando oggi è una prima volta importante. Una duplice prima volta. I fondi segreti dell’Archivio personale del Pontefice vengono svelati. Viene tolto il velo che per anni li ha riservati solo allo sguardo attento degli studiosi e degli addetti ai lavori, e vengono mostrati al pubblico, alle persone normali.
Ma è anche la prima volta che il Vaticano concede un prestito ad un Museo di Roma Capitale.
Nell’epoca del villaggio globale, in cui in ogni momento sappiamo quello che avviene a migliaia di chilometri da noi, non poteva che essere così. Si accorciano le distanze non soltanto dello spazio ma anche del tempo. Rimanere all’oscuro della storia, delle azioni che ci anno portato fin qui oggi non è più possibile. Ai Capitolini sarà possibile fare un salto nel passato di oltre mezzo secolo.
Diceva Sant’Agostino ne Le Confessioni: "Perché mi confesso a Dio, che sa tutto?".
Dio è onnisciente e in effetti non ci sarebbe bisogno di raccontargli i nostri segreti.
"Il fatto è che non mi confesso soltanto a lui, ma di fronte a tutti gli uomini, per adempiere la verità".
È un paradosso; eppure la verità esiste solo se qualcuno ne è a conoscenza e se viene detta.
I documenti che saranno in mostra tra qualche mese raccontano proprio questa verità. Parlano dei rapporti della Chiesa con gli uomini della istituzioni, della scienza, carteggi ufficiali e lettere private.
Come Sovraintendente sono orgoglioso di questo gemellaggio con I Musei Capitolini, perché da sempre la storia di Roma e del Vaticano sono intrecciate. Anche la mia storia personale si intreccia con luoghi che stanno qui accanto per la lunga frequentazione che ho avuto con l’Università Pontificia negli anni ’70.

[01060-01.01] [Testo originale: Italiano]

[B0423-XX.01]