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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI A SANTIAGO DE COMPOSTELA E BARCELONA (6 - 7 NOVEMBRE 2010) (III), 06.11.2010


VISITA ALLA CATTEDRALE DI SANTIAGO DE COMPOSTELA

  SALUTO DEL SANTO PADRE

  TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA

  TRADUZIONE IN LINGUA INGLESE

  TRADUZIONE IN LINGUA FRANCESE

  TRADUZIONE IN LINGUA TEDESCA

Lasciato l’aeroporto, alle ore 13 il Santo Padre Benedetto XVI giunge alla Cattedrale di Santiago de Compostela. Al Suo arrivo, è accolto dal Capitolo della Cattedrale all’ingresso della Plaza de la Inmaculada.

Quindi il Papa inizia il percorso di ogni pellegrino compostelano: entra in Cattedrale dalla Porta di Azbacheria e si sofferma per un momento di adorazione nella Cappella del Santissimo Sacramento. Raggiunge poi il Portico della Gloria e si affaccia a salutare i fedeli presenti in Plaza del Obradoiro. In seguito, uscito dalla Porta Reale e rientrato dalla Porta Santa, scende nella cripta per venerare la tomba dell'Apostolo San Giacomo. Infine, seguendo un’antica tradizione, il Santo Padre abbraccia la statua dell’Apostolo davanti all’altare maggiore.

All’interno della Cattedrale si trovano riuniti religiosi e religiose spagnoli, assieme ad una rappresentanza di anziani e malati. Qui, introdotto dall’indirizzo di saluto dell’Arcivescovo di Santiago de Compostela, S.E. Mons. Julián Barrio Barrio, il Santo Padre Benedetto XVI rivolge ai presenti le parole che pubblichiamo di seguito:

  SALUTO DEL SANTO PADRE

Señores Cardenales,

Queridos Hermanos en el Episcopado,

Distinguidas Autoridades,

Queridos sacerdotes, seminaristas, religiosos y religiosas,

Queridos hermanos y hermanas,

Amigos todos

En gallego:

Agradezo a Monseñor Xulián Barrio Barrio, Arcebispo de Santiago de Compostela, as amables palabras que agora me ten dirixido e ás que correspondo compracido, saudándovos a todos vós con afecto no Señor e dándovo-las gracias pola vosa presencia neste lugar tan significativo.

[Agradezco a Monseñor Julián Barrio Barrio, Arzobispo de Santiago de Compostela, las amables palabras que me acaba de dirigir y a las que correspondo complacido, saludando a todos con afecto en el Señor y dándoos las gracias por vuestra presencia en este lugar tan significativo.]

Peregrinar no es simplemente visitar un lugar cualquiera para admirar sus tesoros de naturaleza, arte o historia. Peregrinar significa, más bien, salir de nosotros mismos para ir al encuentro de Dios allí donde Él se ha manifestado, allí donde la gracia divina se ha mostrado con particular esplendor y ha producido abundantes frutos de conversión y santidad entre los creyentes. Los cristianos peregrinaron, ante todo, a los lugares vinculados a la pasión, muerte y resurrección del Señor, a Tierra Santa. Luego a Roma, ciudad del martirio de Pedro y Pablo, y también a Compostela, que, unida a la memoria de Santiago, ha recibido peregrinos de todo el mundo, deseosos de fortalecer su espíritu con el testimonio de fe y amor del Apóstol.

En este Año Santo Compostelano, como Sucesor de Pedro, he querido yo también peregrinar a la Casa del Señor Santiago, que se apresta a celebrar el ochocientos aniversario de su consagración, para confirmar vuestra fe y avivar vuestra esperanza, y para confiar a la intercesión del Apóstol vuestros anhelos, fatigas y trabajos por el Evangelio. Al abrazar su venerada imagen, he pedido también por todos los hijos de la Iglesia, que tiene su origen en el misterio de comunión que es Dios. Mediante la fe, somos introducidos en el misterio de amor que es la Santísima Trinidad. Somos, de alguna manera, abrazados por Dios, transformados por su amor. La Iglesia es ese abrazo de Dios en el que los hombres aprenden también a abrazar a sus hermanos, descubriendo en ellos la imagen y semejanza divina, que constituye la verdad más profunda de su ser, y que es origen de la genuina libertad.

Entre verdad y libertad hay una relación estrecha y necesaria. La búsqueda honesta de la verdad, la aspiración a ella, es la condición para una auténtica libertad. No se puede vivir una sin otra. La Iglesia, que desea servir con todas sus fuerzas a la persona humana y su dignidad, está al servicio de ambas, de la verdad y de la libertad. No puede renunciar a ellas, porque está en juego el ser humano, porque le mueve el amor al hombre, «que es la única criatura en la tierra a la que Dios ha amado por sí misma» (Gaudium et spes, 24), y porque sin esa aspiración a la verdad, a la justicia y a la libertad, el hombre se perdería a sí mismo.

Dejadme que desde Compostela, corazón espiritual de Galicia y, al mismo tiempo, escuela de universalidad sin confines, exhorte a todos los fieles de esta querida Archidiócesis, y a los de la Iglesia en España, a vivir iluminados por la verdad de Cristo, confesando la fe con alegría, coherencia y sencillez, en casa, en el trabajo y en el compromiso como ciudadanos.

Que la alegría de sentiros hijos queridos de Dios os lleve también a un amor cada vez más entrañable a la Iglesia, cooperando con ella en su labor de llevar a Cristo a todos los hombres. Orad al Dueño de la mies, para que muchos jóvenes se consagren a esta misión en el ministerio sacerdotal y en la vida consagrada: hoy, como siempre, merece la pena entregarse de por vida a proponer la novedad del Evangelio.

No quiero concluir sin antes felicitar y agradecer a los católicos españoles la generosidad con que sostienen tantas instituciones de caridad y de promoción humana. No dejéis de mantener esas obras, que benefician a toda la sociedad, y cuya eficacia se ha puesto de manifiesto de modo especial en la actual crisis económica, así como con ocasión de las graves calamidades naturales que han afectado a varios países.

En gallego:

Con estes sentimentos, pídolle ao Altísimo que vos conceda a todos a ousadía que tivo Santiago para ser testemuña de Cristo Resucitado, e así permanezades fieis nos camiños da santidade e vos gastedes pola gloria de Deus e polo ben dos irmáns máis desamparados. Moitas gracias.

[Con estos sentimientos, pido al Altísimo que conceda a todos la audacia que tuvo Santiago para ser testigo de Cristo Resucitado, y así permanezcáis fieles en los caminos de la santidad y os gastéis por la gloria de Dios y el bien de los hermanos más desamparados. Muchas gracias.]

[01540-XX.01] [Testo originale: Plurilingue]

  TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA

In spagnolo:

Signori Cardinali,

Cari Fratelli nell’Episcopato,

Distinte Autorità,

Cari sacerdoti, seminaristi, religiosi e religiose,

Cari fratelli e sorelle,

Amici tutti.

In gallego:

Ringrazio Monsignor Julián Barrio Barrio, Arcivescovo di Santiago di Compostela, per le cortesi parole che mi ha appena rivolto e alle quali rispondo con piacere, salutando tutti con affetto nel Signore e ringraziandovi per la vostra presenza in questo luogo così significativo.

In spagnolo:

Andare in pellegrinaggio non è semplicemente visitare un luogo qualsiasi per ammirare i suoi tesori di natura, arte o storia. Andare in pellegrinaggio significa, piuttosto, uscire da noi stessi per andare incontro a Dio là dove Egli si è manifestato, là dove la grazia divina si è mostrata con particolare splendore e ha prodotto abbondanti frutti di conversione e santità tra i credenti. I cristiani andarono in pellegrinaggio, anzitutto, nei luoghi legati alla passione, morte e resurrezione del Signore, in Terra Santa. Poi a Roma, città del martirio di Pietro e Paolo, e anche a Compostela, che, unita alla memoria di san Giacomo, ha accolto pellegrini di tutto il mondo, desiderosi di rafforzare il loro spirito con la testimonianza di fede e amore dell’Apostolo.

In questo Anno Santo Compostelano, come Successore di Pietro, ho voluto anch’io venire in pellegrinaggio alla Casa del "Señor Santiago" [san Giacomo ndt.], che si appresta a celebrare l’anniversario degli ottocento anni dalla sua consacrazione, per confermare la vostra fede e ravvivare la vostra speranza, e per affidare all’intercessione dell’Apostolo i vostri aneliti, fatiche e opere per il Vangelo. Nell’abbracciare la sua venerata immagine, ho pregato anche per tutti i figli della Chiesa, che ha la sua origine nel mistero di comunione che è Dio. Mediante la fede, siamo introdotti nel mistero di amore che è la Santissima Trinità. Siamo, in un certo modo, abbracciati da Dio, trasformati dal suo amore. La Chiesa è questo abbraccio di Dio nel quale gli uomini imparano anche ad abbracciare i propri fratelli, scoprendo in essi l’immagine e somiglianza divina, che costituisce la verità più profonda del loro essere, e che è origine della vera libertà.

Tra verità e libertà vi è una relazione stretta e necessaria. La ricerca onesta della verità, l’aspirazione ad essa, è la condizione per un’autentica libertà. Non si può vivere l’una senza l’altra. La Chiesa, che desidera servire con tutte le sue forze la persona umana e la sua dignità, è al servizio di entrambe, della verità e della libertà. Non può rinunciare ad esse, perché è in gioco l’essere umano, perché la spinge l’amore all’uomo, "il quale in terra è la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stessa" (Gaudium et spes, 24), e perché senza tale aspirazione alla verità, alla giustizia e alla libertà, l’uomo si perderebbe esso stesso.

Permettetemi che da Compostela, cuore spirituale della Galizia e, allo stesso tempo, scuola di universalità senza confini, esorti tutti i fedeli di questa cara Arcidiocesi, e tutti quelli della Chiesa in Spagna, a vivere illuminati dalla verità di Cristo, professando la fede con gioia, coerenza e semplicità, in casa, nel lavoro e nell’impegno come cittadini.

Che la gioia di sentirvi figli amati di Dio vi spinga anche ad una amore sempre più profondo per la Chiesa, collaborando con essa nella sua opera di portare Cristo a tutti gli uomini. Pregate il Padrone della messe, perché molti giovani si consacrino a questa missione nel ministero sacerdotale e nella vita consacrata: oggi, come sempre, vale la pena dedicarsi per tutta la vita a proporre la novità del Vangelo.

Non voglio concludere senza prima esprimere felicitazione e ringraziamento a tutti i cattolici spagnoli per la generosità con la quale sostengono tante istituzioni di carità e di promozione umana. Non stancatevi di mantenere queste opere, che apportano beneficio a tutta la società, e la cui efficacia si è manifestata in modo speciale nell’attuale crisi economica, così come in occasione delle gravi calamità naturali che hanno colpito vari Paesi.

In gallego:

Con questi sentimenti, prego l’Altissimo che conceda a tutta l’audacia che ebbe san Giacomo per essere testimone di Cristo Risorto, e così rimaniate fedeli nei cammini della santità e vi spendiate per la gloria di Dio e il bene dei fratelli più abbandonati. Molte grazie.

[01540-01.01] [Testo originale: Plurilingue]

  TRADUZIONE IN LINGUA INGLESE

In Spanish:

Your Eminences,

Dear Brother Bishops,

Distinguished Authorities,

Dear Priests, Seminarians and Religious,

Dear Brothers and Sisters,

Dear Friends,

In Galician:

I thank Archbishop Xulián Barrio Barrio of Santiago de Compostela for his kind words. I am happy to greet all of you with affection in the Lord and with gratitude for your presence in this highly significant place.

In Spanish:

To go on pilgrimage is not simply to visit a place to admire its treasures of nature, art or history. To go on pilgrimage really means to step out of ourselves in order to encounter God where he has revealed himself, where his grace has shone with particular splendour and produced rich fruits of conversion and holiness among those who believe. Above all, Christians go on pilgrimage to the Holy Land, to the places associated with the Lord’s passion, death and resurrection. They go to Rome, the city of the martyrdom of Peter and Paul, and also to Compostela, which, associated with the memory of Saint James, has welcomed pilgrims from throughout the world who desire to strengthen their spirit with the Apostle’s witness of faith and love.

In this Holy Year of Compostela, I too, as the Successor of Peter, wished to come in pilgrimage to the "House of Saint James", as it prepares to celebrate the eight-hundredth anniversary of its consecration. I have come to confirm your faith, to stir up your hope and to entrust to the Apostle’s intercession your aspirations, struggles and labours in the service of the Gospel. As I embraced the venerable statue of the Saint, I also prayed for all the children of the Church, which has her origin in the mystery of the communion that is God. Through faith we are introduced to the mystery of love that is the Most Holy Trinity. We are in some sense embraced by God, transformed by his love. The Church is this embrace of God, in which men and women learn also to embrace their brothers and sisters and to discover in them the divine image and likeness which constitutes the deepest truth of their existence, and which is the origin of genuine freedom.

Truth and freedom are closely and necessarily related. Honestly seeking and aspiring to truth is the condition of authentic freedom. One cannot live without the other. The Church, which desires to serve unreservedly the human person and his dignity, stands at the service of both truth and freedom. She cannot renounce either, because what is at stake is man himself, because she is moved by love for man, "the only creature on earth which God has wanted for its own sake" (Gaudium et Spes, 24), and because without this aspiration for truth, justice and freedom, man would lose his very self.

From Compostela, the spiritual heart of Galicia and at the same time a school of unbounded universality, allow me to exhort all the faithful of this beloved Archdiocese, and those of the Church in Spain, to live their lives enlightened by the truth of Christ, confessing the faith with joy, consistency and simplicity, at home, at work and in their commitment as citizens.

May the joy of knowing that you are God’s beloved children bring you to an ever deeper love for the Church and to cooperate with her in her work of leading all men and women to Christ. Pray to the Lord of the harvest that many young people will devote themselves to this mission in the priestly ministry and in the consecrated life: today, it is as worthwhile as ever to dedicate one’s whole life to the proclamation of the newness of the Gospel.

I cannot conclude without first expressing my appreciation and gratitude to the Catholics of Spain for the generosity with which they support so many institutions of charity and of human development. Continue to maintain these works which benefit society as a whole, and whose effectiveness has been shown in a special way in the present economic crisis, as well as when grave natural disasters have affected certain countries.

In Galician:

With these sentiments, I ask Almighty God to grant all of you the boldness which Saint James showed in bearing witness to the Risen Christ. In this way, may you remain faithful in the ways of holiness and spend yourselves for the glory of God and the good of our brothers and sisters in greatest need. Thank you.

[01540-02.01] [Original text: Plurilingual]

  TRADUZIONE IN LINGUA FRANCESE

En espagnol :

Messieurs les Cardinaux,

Chers frères dans l’Épiscopat,

Chères Autorités,

Chers prêtres, séminaristes, religieux et religieuses,

Chers frères et sœurs,

Chers amis.

En galicien :

Je remercie Monseigneur Julian Barrio Barrio, Archevêque de Saint-Jacques-de-Compostelle, pour les aimables paroles qu’il vient de m’adresser et auxquelles je réponds avec plaisir, en vous saluant tous avec affection dans le Seigneur et en vous remerciant pour votre présence en ce lieu très significatif.

En espagnol :

Faire un pèlerinage ne veut pas dire simplement visiter un lieu quelconque pour admirer ses trésors naturels, artistiques ou historiques. Faire un pèlerinage signifie plutôt sortir de soi-même pour aller à la rencontre de Dieu là où Il s’est manifesté, là où la grâce divine s’est montrée avec une splendeur particulière et a produit d’abondants fruits de conversion et de sainteté chez les croyants. Les chrétiens se rendirent en pèlerinage, surtout, sur les lieux liés à la passion, à la mort et à la résurrection du Seigneur, en Terre Sainte. Puis à Rome, ville où Pierre et Paul ont été martyrisés, et à Compostelle qui est liée à la mémoire de saint Jacques et qui a accueilli des pèlerins du monde entier, désireux de fortifier leur âme à travers le témoignage de foi et d’amour de l’Apôtre.

En cette Année Sainte compostellane, en tant que Successeur de Pierre, j’ai voulu moi-aussi venir en pèlerinage dans la Maison du Señor Santiago [de saint Jacques], dont on célèbre le 800ème anniversaire de la consécration, pour affermir votre foi et raviver votre espérance, et pour confier à l’intercession de l’Apôtre vos aspirations, vos efforts et votre travail pour l’Évangile. En embrassant sa statue vénérée, j’ai aussi prié pour tous les fils de l’Église, qui a son origine dans le mystère de communion qui est Dieu. La foi nous introduit dans le mystère d’amour qu’est la Sainte Trinité. Nous sommes, d’une certaine manière, embrassés par Dieu, transformés par son amour. L’Église est cette étreinte de Dieu dans laquelle les hommes apprennent aussi à étreindre leurs propres frères, découvrant en eux l’image et la ressemblance divine qui constituent la vérité la plus profonde de leur être et qui sont à l’origine de la vraie liberté.

Il existe une relation étroite et nécessaire entre vérité et liberté. La recherche honnête de la vérité, l’aspiration à celle-ci, est la condition d’une authentique liberté. On ne peut vivre l’une sans l’autre. L’Église, qui désire servir de toutes ses forces la personne humaine et sa dignité, est au service des deux : de la vérité et de la liberté. Elle ne peut y renoncer, car c’est l’être humain qui est en jeu, car elle y est poussée par son amour pour l’homme, lui « qui est sur la terre la seule créature que Dieu ait voulue pour elle-même » (Gaudium et spes 24, 3), et parce que, sans cette aspiration à la vérité, à la justice et à la liberté, l’homme se perdrait lui-même.

Permettez-moi, depuis Compostelle, cœur spirituel de la Galice et, en même temps, école d’universalité sans frontières, d’exhorter tous les fidèles de ce cher Archidiocèse, et tous ceux de l’Église en Espagne, à vivre en se laissant éclairer par la vérité du Christ, en professant leur foi avec joie, cohérence et simplicité, à la maison, au travail et dans leur responsabilité de citoyens.

Que la joie de vous sentir fils aimés de Dieu vous incite à avoir un amour toujours plus profond pour l’Église, en collaborant avec elle dans sa tâche de porter le Christ à tous les hommes. Priez le Maître de la moisson, pour que de nombreux jeunes se consacrent à cette mission dans le ministère sacerdotal et dans la vie consacrée : aujourd’hui, comme toujours, cela vaut la peine de consacrer toute sa vie à proposer la nouveauté de l’Évangile !

Je ne veux pas terminer sans exprimer auparavant mes félicitations et mes remerciements à tous les catholiques espagnols pour la générosité avec laquelle ils soutiennent de nombreuses institutions de charité et de promotion humaine. Ne vous lassez pas de faire vivre ces œuvres, qui profitent à toute la société, et dont l’efficacité s’est manifestée de façon spéciale durant la crise économique actuelle, de même qu’à l’occasion des graves calamités naturelles qui ont affligé divers pays !

En galicien :

Avec ces sentiments, je prie le Très-Haut d’accorder à tous l’audace qui animait saint Jacques pour que vous soyez témoins du Christ Ressuscité, afin qu’ainsi vous restiez fidèles sur les chemins de la sainteté et que vous vous dépensiez pour la gloire de Dieu et pour le bien de vos frères les plus démunis. Merci beaucoup.

[01540-03.01] [Texte original: Plurilingue]

  TRADUZIONE IN LINGUA TEDESCA

Spanisch:

Hochwürdigste Herren Kardinäle,

liebe Mitbrüder im Bischofsamt,

geschätzte Vertreter des öffentlichen Lebens,

liebe Priester, Seminaristen, Ordensmänner und Ordensfrauen,

liebe Brüder und Schwestern,

liebe Freunde!

Galizianisch:

Ich danke dem Herrn Erzbischof Julián Barrio Barrio von Santiago de Compostela für die freundlichen Worte, die er soeben an mich gerichtet hat, die ich gerne erwidere. So grüße ich euch alle herzlich in Christus und danke euch für euer Kommen an diesen so bedeutsamen Ort.

Spanisch:

Pilgern heißt nicht einfach irgendeinen Ort aufsuchen, um seine Naturschönheiten, Kunstschätze oder seine Geschichte zu bewundern. Pilgern bedeutet vielmehr, aus uns herauszutreten, um Gott dort zu begegnen, wo er sich offenbart hat, wo sich die göttliche Gnade mit besonderem Glanz gezeigt hat und unter den Gläubigen überaus große Früchte der Bekehrung und Heiligkeit hervorgebracht hat. Christen pilgerten zunächst zu den Orten, die mit dem Leiden, dem Tod und der Auferstehung des Herrn verbunden sind, in das Heilige Land. Dann nach Rom, der Stadt des Martyriums der Apostel Petrus und Paulus, und ebenso nach Compostela, das als ein mit dem Andenken des heiligen Jakobus verbundener Ort viele Pilger aus aller Welt aufgenommen hat, die Sehnsucht danach hatten, ihren Geist mit dem Zeugnis des Glaubens und der Liebe des Apostels zu stärken.

In diesem Heiligen Jahr von Compostela wollte auch ich als Nachfolger des heiligen Petrus zum Haus des „Señor Santiago", des heiligen Jakobus, pilgern, das sich anschickt, sein 800jähriges Weihejubiläum zu feiern. Ich komme, um euren Glauben zu stärken, eure Hoffnung zu beleben und eure Sorgen, Mühen und Anstrengungen für das Evangelium der Fürbitte des Apostels anzuvertrauen. Als ich sein heiliges Bild umarmte, habe ich im Gebet auch alle Söhne und Töchter der Kirche mitgenommen. Die Kirche hat ja ihren Ursprung im Geheimnis der Gemeinschaft, die Gott ist. Durch den Glauben sind wir hineingeführt in das Geheimnis der Liebe, das die Heiligste Dreifaltigkeit ist. Wir werden in gewisser Weise von Gott umarmt und umgewandelt von seiner Liebe. Die Kirche ist diese Umarmung Gottes, in der die Gläubigen auch lernen, die eigenen Brüder zu umarmen, indem sie in ihnen Abbild und Ähnlichkeit Gottes entdecken, die die tiefste Wahrheit ihres Seins begründen und Ursprung der wahren Freiheit sind.

Zwischen Wahrheit und Freiheit gibt es einen engen und notwendigen Zusammenhang. Das aufrichtige Suchen und Streben nach der Wahrheit ist die Bedingung für eine authentische Freiheit. Man kann nicht das eine ohne das andere leben. Die Kirche, die bemüht ist, der menschlichen Person und ihrer Würde mit allen ihren Kräften zu dienen, steht im Dienst beider, der Wahrheit und der Freiheit. Die Kirche kann auf beide nicht verzichten, weil hier das Sein des Menschen auf dem Spiel steht und weil die Liebe zum Menschen, „der auf Erden das einzige Geschöpf ist, das Gott um seiner selbst willen gewollt hat" (Gaudium et spes, 24), sie bewegt. Ohne solches Streben nach Wahrheit, nach Gerechtigkeit und nach Freiheit würde der Mensch sich selbst verlieren.

Erlaubt mir, hier in Compostela, dem geistlichen Herzen Galiciens und zugleich Lehrstätte einer Universalität ohne Grenzen, alle Gläubigen dieser geschätzten Erzdiözese und alle Gläubigen der Kirche in Spanien aufzufordern, im Licht der Wahrheit Christi zu leben, den Glauben mit Freude, Konsequenz und Schlichtheit zu Hause, bei der Arbeit und bei den staatsbürgerlichen Aufgaben zu bekennen.

Die Freude, sich als geliebte Kinder Gottes zu erkennen, führe euch auch zu einer immer tieferen Liebe zur Kirche, indem ihr sie in ihrer Aufgabe unterstützt, Christus zu allen Menschen zu bringen. Betet zum Herrn der Ernte, daß sich viele junge Menschen dieser Sendung im Amt des Priesters und im gottgeweihten Leben übereignen: Heute, wie immer, lohnt es sich, das ganze Leben der Aufgabe zu widmen, die Neuheit des Evangeliums zu verkünden.

Ich will nicht schließen, ohne vorher allen spanischen Katholiken meine Segenswünsche und meinen Dank für die Großzügigkeit bekundet zu haben, mit der sie zahlreiche Einrichtungen der Caritas und der humanitären Hilfe unterstützen. Werdet nicht müde, diese Werke aufrecht zu erhalten, die der ganzen Gesellschaft zugute kommen und deren Wirksamkeit sich besonders in der gegenwärtigen Wirtschaftskrise sowie bei den großen Naturkatastrophen, von denen verschiedene Länder heimgesucht wurden, gezeigt hat.

Galizianisch:

Mit diesen Gedanken bitte ich den Allerhöchsten, daß er allen den Mut gebe, den der heilige Jakobus hatte, um den auferstandenen Christus zu bezeugen. Bleibt ebenso treu auf den Wegen der Heiligkeit. Gebt euch für die Ehre Gottes und das Wohl der am meisten verlassenen Brüder hin. Vielen Dank.

[01540-05.01] [Originalsprache: Mehrsprachig]

Terminato il discorso, il Papa mette l’incenso nel "botafumeiro" che viene azionato, secondo la tradizione secolare, mentre si canta l’Inno all’Apostolo Giacomo. La visita alla Cattedrale di Santiago de Compostela termina con la preghiera e la benedizione.

Quindi il Papa si reca a piedi all’Arcivescovado dove, alle ore 13.45, pranza con i Cardinali spagnoli, con i membri del Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale e con il Seguito papale.

[B0677-XX.01]