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CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ DI MADRID 2011, 05.10.2010


CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ DI MADRID 2011

INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. STANISŁAW RYŁKO

INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. ANTONIO MARÍA ROUCO VARELA

INTERVENTO DI S.E. MONS. JOSEF CLEMENS

INTERVENTO DI S.E. MONS. CÉSAR FRANCO MARTÍNEZ

INTERVENTO DELLA SIG.RA MARIA DE JAUREGUIZAR

Alle ore 11.30, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, ha luogo la Conferenza Stampa di presentazione della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid 2011.
Intervengono: l’Em.mo Card. Stanisław Ryłko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici; l’Em.mo Card. Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid e Presidente della Conferenza Episcopale spagnola; S.E. Mons. Josef Clemens, Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici; S.E. Mons. César Franco Martínez, Vescovo Ausiliare di Madrid e Coordinatore generale della GMG 2011; la Sig.ra Maria de Jaureguizar, Vice-direttore del dipartimento di comunicazione della GMG 2011.
Ne pubblichiamo di seguito gli interventi:

INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. STANISŁAW RYŁKO

Mentre a ritmo serrato procedono i preparativi in vista del prossimo appuntamento mondiale dei giovani con il Successore di Pietro, a Madrid 2011, vale la pena soffermarsi brevemente su questo fenomeno straordinario che, ormai da 25 anni, continua a stupire il mondo: le Giornate Mondiali della Gioventù. L’istituzione delle GMG nella Chiesa è stata, senza alcun dubbio, una delle grandi scelte profetiche di Papa Wojtyła. Nel dicembre 1985, il Pontefice spiegava così i motivi della sua decisione: «Tutti i giovani devono sentirsi seguiti dalla Chiesa: perciò che tutta la Chiesa, in unione con il Successore di Pietro, si senta sempre maggiormente impegnata, a livello mondiale, in favore della gioventù, delle sue ansie e sollecitudini, delle sue aperture e speranze, per corrispondere alle sue attese, comunicando la certezza che è Cristo, la Verità che è Cristo, l’amore che è Cristo, mediante una appropriata formazione - che è forma necessaria e aggiornata di evangelizzazione».1 Così egli ha dato il via a un’avventura spirituale che ha coinvolto, in questi 25 anni, milioni di giovani di tutti i continenti. Quanti cambiamenti di vita ne sono seguiti! Quali importanti e decisive scoperte per la vita dei giovani! La scoperta di Cristo: Via, Verità e Vita; la scoperta della Chiesa come madre e maestra e come "compagnia di amici" (Benedetto XVI) che sostiene nel cammino dell’esistenza; la scoperta del Successore di Pietro come guida sicura e come amico di cui fidarsi. Per tanti giovani la GMG è diventata una specie di "laboratorio della fede" (Giovanni Paolo II), il luogo della riscoperta di una fede e di una religiosità che non sono in contrasto con l’essere giovani. Quante vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata ne sono nate! C’è chi afferma che nel mondo dei giovani è in atto una "rivoluzione silenziosa", il cui potente motore propulsore sono proprio le GMG (F. Garelli). È grazie alle Giornate Mondiali della Gioventù che la Chiesa, alle soglie del terzo millennio, ha ritrovato il suo volto giovane, il volto dell’entusiasmo e di un coraggio rinnovato. La storia delle GMG è la storia affascinante della nascita di una nuova generazione di giovani: giovani del "sì" a Cristo, dell’adesione convinta alla Chiesa e al Papa. Giovanni Paolo II li chiamava "sentinelle del mattino" (Roma, 2000), "popolo delle beatitudini" (Toronto, 2002) e Benedetto XVI, "profeti di nuova era", "messaggeri dell’amore di Dio" (Sydney, 2008). Al tempo stesso è nata anche una nuova generazione di operatori della pastorale giovanile, più sensibili ai veri bisogni dei giovani d’oggi. Si tratta di uomini e di donne che hanno il coraggio di sfidare i giovani con la radicalità proposta dal Vangelo.

Ogni nuova edizione della GMG fa ritornare la domanda su quale sia il "segreto" di questo sorprendente fenomeno che rivela al mondo un volto del tutto inaspettato, non solo della Chiesa, ma degli stessi giovani d’oggi. Le GMG sono un dono che continua a suscitare stupore all’interno della Chiesa e fuori di essa. E sono una fotografia di una gioventù molto diversa dal cliché diffuso dai media, ci mostrano una gioventù assetata di valori autentici e alla ricerca di un senso più profondo della vita. Sì, si tratta di una minoranza, ma di una "minoranza creativa" (A. Toynbee), cioè determinante per il futuro dell’umanità. Nel corso degli ultimi 25 anni, le GMG sono diventate un potente strumento di evangelizzazione del mondo dei giovani e di dialogo con le nuove generazioni perché, come ha scritto Giovanni Paolo II, «la Chiesa ha tante cose da dire ai giovani e i giovani hanno tante cose da dire alla Chiesa».2 Ogni GMG è una grande festa di una fede giovane, l’epifania di una Chiesa che ritrova, sempre nuovamente, la sua straordinaria forza attrattiva e aggregativa anche nei confronti delle giovani generazioni. Il progetto pastorale fondante delle GMG, però, non riguarda solo i giovani, ma tutta la Chiesa che ha costantemente bisogno di essere stimolata dall’entusiasmo e dallo slancio tipici della fede dei giovani. È un forte soffio di speranza di cui la Chiesa - in modo speciale ai nostri giorni - ha tanto bisogno.

Papa Benedetto XVI continua con grande impegno e con tanto amore pastorale l’opera iniziata da Giovanni Paolo II. A Sydney, il Papa confidava: «Per me è una gioia essere con loro (con i giovani), pregare con loro e celebrare l’Eucaristia insieme con loro. La Giornata Mondiale della Gioventù mi riempie di fiducia per il futuro della Chiesa e per il futuro del nostro mondo».3 Il Santo Padre evoca spesso Papa Wojtyła come «geniale iniziatore delle Giornate Mondiali della Gioventù, un’intuizione - ha affermato - che io considero un’ispirazione»4. Il Papa insiste molto sul fatto che la GMG non è riducibile soltanto ad un momento di festa. La preparazione di questo grande evento e il seguito che bisogna dare nella pastorale ordinaria ne costituiscono una parte integrante e decisiva. La festa, l’evento in sè agiscono come una sorta di catalizzatore che facilita un processo educativo già in corso. In tal senso, Papa Benedetto XVI vede nelle GMG una risposta profetica all’emergenza educativa del mondo post-moderno.

E continua ormai da 25 anni questo straordinario pellegrinaggio dei giovani attraverso i continenti, sulle orme del Successore di Pietro. La prossima tappa ci porterà a Madrid, nell’agosto dell’anno prossimo. Per la seconda volta la GMG torna in Spagna, dopo l’indimenticabile appuntamento a Santiago de Compostela nel 1989 e sarà di nuovo Sua Eminenza il Cardinale Antonio Maria Rouco Varela, questa volta come Arcivescovo di Madrid, ad accogliere il Santo Padre e i giovani del mondo intero. I preparativi procedono in maniera intensa sia a livello pastorale sia nell’ambito organizzativo-logistico. L’interesse da parte dei giovani è forte e diffuso. Siamo sicuri che, anche questa volta, i giovani non mancheranno all’invito del Papa e Madrid diventerà luogo di una nuova epifania di una Chiesa giovane, radicata e fondata in Cristo, salda nella fede (cfr Col 2,7) - come dice il tema scelto dal Santo Padre.

_______________________________

1 Giovanni Paolo II, Allocuzione al Collegio dei cardinali, alla Curia e alla Prelatura romana per gli auguri natalizi, "Insegnamenti" VIII, 2 (1985), pp. 1559-1560.
2
Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica Christifideles laici, n.46.
3
Benedetto XVI, Cerimonia di benvenuto alla Government House, "Insegnamenti" IV, 2 (2008), p.4.
4
Benedetto XVI, Ai membri della Conferenza episcopale tedesca, "Insegnamenti" I (2005), p.467.

[01324-01.01] [Testo originale: Italiano]

INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. ANTONIO MARÍA ROUCO VARELA

La Jornada Mundial de la Juventud, un regalo para España

Las Jornadas Mundiales de la Juventud han marcado la historia de la evangelización de los jóvenes en el mundo de los últimos 25 años. Para miles de chicos y chicas, han significado el encuentro o el reencuentro con la fe, otros han descubierto su vocación y todos ellos han vislumbrado que "se puede ser moderno y profundamente fiel a Jesucristo", como recalcó Juan Pablo II en su última visita a España. Las distintas Jornadas Mundiales han dejado un rastro de luz, han cambiado la vida innumerables personas, han dado lugar a incontables familias cristianas, y han renovado a la Iglesia por dentro. La idea providencial del venerado Juan Pablo II se ha demostrado una intuición pastoral de alcance incalculable.

Si cada Jornada Mundial de la Juventud es un regalo para toda la Iglesia, lo es en primer lugar para la Iglesia local que la recibe. En la JMJ de Madrid participarán jóvenes de todo el mundo, pero sin duda muchos cientos de miles serán españoles. Nosotros seremos los primeros beneficiarios de tantas gracias.

Por primera vez la Jornada Mundial de la Juventud regresa a un país en la que ya ha sido acogida anteriormente. Fue precisamente en Santiago de Compostela, en 1989, donde se inició el modelo de lo que son hoy las Jornadas Mundiales de la Juventud, y adquirió la estructura que conserva hasta el día de hoy: catequesis, vigilia de oración y celebración eucarística. Además, en la ciudad donde reposan los restos del Apóstol Santiago, meta multisecular de caminantes, la JMJ adquirió un sentido de peregrinación. No sólo lo hizo en su sentido más literal, sino en su concepción más profunda, como peregrinación hacia la fe y a la renovación interior.

Es fácil comprender, que el hecho mismo de prepararla constituye no sólo un reto sino una enorme responsabilidad. Junto a la alegría que sentimos al conocer en Sidney que la próxima JMJ se celebraría en Madrid, percibimos en ese momento también la urgencia de ponernos en camino. Por ello, el primer paso fue escribir una carta a los monasterios y casas de vida contemplativa de Madrid, para que rezaran por los jóvenes que vendrían a la JMJ.

Enseguida nos pusimos a trabajar, porque organizar una Jornada Mundial – lo sé por experiencia – es una tarea ingente. Pero estoy persuadido de que es esos millones de horas de trabajo están bien empleadas, son la mejor inversión, porque se dedican al corazón de la misión de la Iglesia: presentar a Jesús a las nuevas generaciones. Más aún en las presentes circunstancias: está demostrado que la crisis actual no es una crisis económica, sino una crisis cuya raíz está en la crisis de valores; y que no hay nada más social y asistencial que la JMJ, por el efecto catalizador que tiene en la generosidad y vocación de servicio de la juventud. Las JMJ provocan una gran movilización de jóvenes, que desempolvan su fe y se remangan en servicio de los demás.

La elección de Madrid como sede de la JMJ de 2011 es un verdadero regalo para la Iglesia en España, además de un tesoro y oportunidad que no se puede desaprovechar.

Madrid se convertirá en la capital del mundo joven

Madrid se convertirá entre el 16 y el 21 de agosto del año que viene en la capital del mundo joven: una inmensa multitud de ellos llenarán nuestras calles, plazas, lugares públicos e iglesias con la alegría desbordante de su juventud, esa edad que constituye en sí misma una gran riqueza y que es un tiempo de descubrimiento, de encontrar el sentido de la propia vida, así como buscar la vida en su inmensidad y belleza. La ciudad de Madrid, llamada a abrir las puertas de sus hogares a los participantes venidos de todo el mundo, será una auténtica fiesta.

La Jornada Mundial de la Juventud es una clara propuesta de acercamiento a Cristo, y a su Iglesia para toda la sociedad española. En el lema de la JMJ de Madrid "Arraigados y edificados en Cristo, firmes en la fe" (Col 2,6) descubrimos un verdadero reto de vida cristiana, que invita a poner las bases sólidas para seguir a Cristo. Si conseguimos mostrar la belleza de la fe, muchos jóvenes y no tan jóvenes descubrirán o redescubrirán el orgullo y el privilegio inmerecido de ser católicos, y la responsabilidad que tenemos de transformar este mundo nuestro en un lugar mejor para todos.

No se trata de inventar nada, sino de proponer el tesoro de la Iglesia (la Palabra de Dios, los sacramentos – en particular modo, la Eucaristía y la Reconciliación – y el servicio a los hermanos) a las nuevas generaciones con renovado entusiasmo. En una palabra: decir a los jóvenes que pueden y deben ser santos, que no se conformen con la mediocridad. Como ha dicho el Papa Benedicto XVI a la gente joven en su reciente viaje al Reino Unido, ""Lo que Dios desea más de cada uno de vosotros es que seáis santos. Él os ama mucho más de lo jamás podríais imaginar y quiere lo mejor para vosotros. Y, sin duda, lo mejor para vosotros es que crezcáis en santidad".

Con la ayuda de muchos

La JMJ será posible gracias a la ayuda de muchos. En primer lugar, de numerosísimas personas, que colaboran con su trabajo generoso y abnegado: el Comité Organizador, en primer término, decenas de voluntarios permanentes, y – cuando se acerque la semana crucial – hasta 20.000 voluntarios, españoles e internacionales, que serán la columna vertebral de la JMJ, su cara y sus espaldas.

Además, muchas familias madrileñas acogerán a peregrinos, y darán vida a un intercambio de dones, materiales y espirituales, que beneficiará tanto a los que acogen como a los venidos de lejos.

También desde el punto de vista económico, la JMJ se apoya en una vasta plataforma cívica, hecha de numerosísimos donativos pequeños, y de aportaciones de empresas e instituciones, en dinero y en especie, que han aceptado ser patrocinadores y se han sumado a la responsabilidad de organizar la JMJ en beneficio de la juventud del mundo.

No quiero dejar de mencionar el positivo clima de colaboración que, desde el principio, se ha entablado con las administraciones públicas españolas. La acogida de la JMJ por parte del Gobierno de la nación, de la Comunidad Autónoma y del Ayuntamiento de Madrid ha sido favorable y operativa desde el primer momento. El Gobierno colabora activamente al haber declarado la JMJ como "Acontecimiento de Excepcional Interés Público", lo cual facilita que empresas de todo tipo patrocinen la Jornada al poder beneficiarse de deducciones fiscales sobre las ayudas que aporten. El Ayuntamiento de la capital y el gobierno autonómico también nos han mostrado su máxima colaboración al ofrecernos las instalaciones públicas para los actos culturales, los alojamientos de los jóvenes, y la organización de los actos centrales. Las autoridades públicas entienden que la JMJ es un escaparate de Madrid al mundo entero, y quieren que la JMJ sea todo un éxito.

Quisiera terminar con la invitación de Benedicto XVI a todos los jóvenes, en su hermoso mensaje para este Jornada: "Con profunda alegría, os espero a cada uno personalmente en la Jornada Mundial de la Juventud en Madrid. Quisiera que todos los jóvenes, tanto los que comparten nuestra fe, como los que vacilan, dudan o no creen, puedan vivir esta experiencia, que puede ser decisiva para la vida: la experiencia del Señor Jesús resucitado y vivo, y de su amor por cada uno de nosotros".

[01332-04.01] [Texto original: Español]

INTERVENTO DI S.E. MONS. JOSEF CLEMENS

Gentili Signori e Signore,

il mio intervento di presentazione del Messaggio della GMG 2011 di Madrid si divide in due parti: nella prima, richiamerò la funzione dei Messaggi delle GMG in genere, nella seconda parte cercherò di evidenziare alcuni elementi particolari del Messaggio della prossima GMG.1 Ho scelto come chiave di lettura alcune annotazioni autobiografiche del Santo Padre.

Vorrei paragonare i Messaggi delle GMG a delle banconote di grande taglio che devono essere cambiate nel tempo della preparazione e dello svolgimento delle GMG in tante medie e piccole monete. Questo vuol dire che il tema e le grandi linee del Messaggio danno uno «specifico contenuto di valore» alle GMG e offrono un’impronta unica e inconfondibile, non paragonabile con altri grandi eventi per giovani.

Accanto alla preparazione della GMG nelle diocesi, il grande «cambio» del «valore» in unità più accessibili avviene nelle tre catechesi e celebrazioni eucaristiche guidate e presiedute dai vescovi, provenienti da tutto il mondo2, e nei discorsi e omelie del Santo Padre, durante la Cerimonia di accoglienza, la Veglia di preghiera e la S. Messa di chiusura. Anche gli altri eventi della GMG sono permeati dal tema generale dell’avvenimento.

Il tema della GMG di Madrid 2011«Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede» (cfr. Col 2, 7) ci chiama a confrontarci con la «quaestio quaestionum», la «domanda delle domande», cioè la domanda di Dio, la domanda della fede.3 Questo tema s’inserisce nell’iter spirituale di preparazione di tre anni. Vorrei ricordare brevemente i tre temi, presentati dopo la GMG di Sydney del 2008.

2009: Speranza - «Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente» (1Tm 4,10)4; 2010: Carità - «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?» (Mc 10,17)5; 2011: Fede - «Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede» (cfr. Col 2,7).

Passiamo allora ad esaminare alcuni elementi specifici del Messaggio, servendoci come chiave di lettura dei riferimenti autobiografici del Santo Padre: Papa Benedetto XVI tre volte richiama sue esperienze personali. In questo modo il Papa rivela - come già in alcuni incontri con bambini e giovani nel passato - una grande vicinanza e sensibilità per le specifiche sfide e difficoltà dell’età giovanile.6 Nelle sue parole e gesti si nota il desiderio di una sincera condivisione con i giovani, si manifesta un grande tatto e un linguaggio attento e realistico.

1. La gioventù - il tempo della grande ricerca e della ricerca del grande

Il primo riferimento autobiografico del Santo Padre muove dall’esperienza della propria gioventù come tempo di grande ricerca, ma anche della ricerca del grande. Dopo aver parlato dell’aspirazione ad un lavoro e ad un futuro personale che preoccupa tanti giovani di oggi, il Papa indirizza lo sguardo al sottostante desiderio di una vita più grande. Dice testualmente Benedetto XVI:

"Se penso ai miei anni di allora: semplicemente non volevamo perderci nella normalità della vita borghese. Volevamo ciò che è grande, nuovo. Volevamo trovare la vita stessa nella sua vastità e bellezza. Certamente, ciò dipendeva anche dalla nostra situazione. Durante la dittatura nazionalsocialista e nella guerra noi siamo stati, per così dire, "rinchiusi" dal potere dominante. Quindi, volevamo uscire all’aperto per entrare nell’ampiezza delle possibilità dell’essere uomo."7

Questi riferimenti autobiografici sono certamente determinati dalla situazione politica di allora in Germania, ma allo stesso tempo vediamo che sono trasferibili alla situazione dei giovani di oggi, che, pur in diversa modalità, fanno esperienza dell’essere «rinchiusi», in un mondo in cui spesso prevalgono il consumismo e le relazioni personali d’interesse. Così il Papa arriva al centro della questione e dice:

"Ma credo che, in un certo senso, questo impulso di andare oltre all’abituale ci sia in ogni generazione. È parte dell’essere giovane desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare di un impiego sicuro e sentire l’anelito per ciò che è realmente grande. Si tratta solo di un sogno vuoto che svanisce quando si diventa adulti? No, l’uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l’infinito. Qualsiasi altra cosa è insufficiente. Sant’Agostino aveva ragione: il nostro cuore è inquieto sino a quando non riposa in Te."8

Di conseguenza, si tratta di un progetto irresponsabile voler eliminare ogni riferimento «visibile» a Dio, volerlo escludere dalla vita pubblica e rinchiuderlo nella sfera del puramente privato.

 2. La gioventù - il tempo delle grandi decisioni

Il secondo riferimento autobiografico si trova nel contesto dell’esperienza della gioventù come tempo delle grandi decisioni, come la scelta della professione e dello stato di vita, la scelta della persona «giusta» per il matrimonio.

In questa ricerca «esistenziale» il giovane Joseph Ratzinger non partiva dalle proprie capacità o talenti, o dalle necessità del mercato di lavoro, ma partiva dalla ricerca della volontà di Dio: "Che cosa vuole Dio da me?" Dice a riguardo:

"In qualche modo ho avuto ben presto la consapevolezza che il Signore mi voleva sacerdote. Ma poi, dopo la Guerra, quando in seminario e all’università ero in cammino verso questa mèta, ho dovuto riconquistare questa certezza. Ho dovuto chiedermi: è questa veramente la mia strada? È veramente questa la volontà del Signore per me? Sarò capace di rimanere fedele a Lui e di essere totalmente disponibile per Lui, al Suo servizio? Una tale decisione deve anche essere sofferta. Non può essere diversamente. Ma poi è sorta la certezza: è bene così! Sì, il Signore mi vuole, pertanto mi darà anche la forza. Nell’ascoltarLo, nell’andare insieme con Lui divento veramente me stesso. Non conta la realizzazione dei miei propri desideri, ma la Sua volontà. Così la vita diventa autentica."

Nelle parole del Papa si riflette l’esperienza di tanti giovani che sanno bene che le grandi decisioni, spesso sofferte, devono essere poi riconquistate e difese. Conosciamo tutti la difficoltà diffusa nel nostro tempo di prendere e rimanere fedeli alle grandi decisioni, di legarsi per la durata di tutta una vita. E in questo contesto il Papa indica le virtù e gli atteggiamenti della fedeltà e della coerenza, della disponibilità e del servizio, come presupposti indispensabili per una vita «autentica», degna di questo attributo. Nello stesso tempo il Papa ci ricorda che ogni sforzo umano è portato e accompagnato da un aiuto più grande, cioè la forza di Dio.

3. La persona di Gesù - la risposta e la guida per tutta la vita

Il Santo Padre non si ferma all’esposizione delle difficoltà e dei problemi, ma offre alle grandi domande dell’età giovanile una grande risposta. Una risposta che proviene dal profondo del suo cuore e dall’esperienza di una lunga vita. La sua grande risposta è Dio, è la fede in Lui, è l’incontro con Gesù Cristo!

Qui si colloca il terzo riferimento autobiografico del Santo Padre, quando trova nella persona di Gesù la grande risposta e la guida sicura, ma non omette le difficoltà a riguardo proprie del nostro tempo. Cito le parole del Papa:

"Oggi per molti, l’accesso a Gesù si è fatto difficile. Circolano così tante immagini di Gesù che si spacciano per scientifiche e Gli tolgono la sua grandezza, la singolarità della Sua persona. Pertanto, durante lunghi anni di studio e meditazione, maturò in me il pensiero di trasmettere un po’ del mio personale incontro con Gesù in un libro: quasi per aiutare a vedere, udire, toccare il Signore, nel quale Dio ci è venuto incontro per farsi conoscere."9

Di fronte a queste odierne difficoltà con la persona di Gesù, il Papa con il suo libro «Gesù di Nazareth» intende "fare il tentativo di presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale"10, non il Gesù di un’ipotesi o di una teoria scientifica. Come base «esistenziale» offre l’esperienza della sua "ricerca personale del «volto del Signore»"11, che si è realizzata ed è maturata in lunghi anni di studio, di preghiera e di meditazione.

Così nel Messaggio invita i giovani dall’intimo del suo cuore a un incontro personale con Gesù: "Gesù stesso si presenta come nostra vita (cfr Gv 14,6). Perciò la fede cristiana non è solo credere a delle verità, ma è anzitutto una relazione personale con Gesù Cristo, è l’incontro con il Figlio di Dio, che dà a tutta l’esistenza un dinamismo nuovo. Quando entriamo in rapporto personale con Lui, Cristo ci rivela la nostra identità e, nella sua amicizia, la vita cresce e si realizza in pienezza."12

Ci sarebbero ancora molti altri elementi del Messaggio di grande attualità da presentare - come per esempio l’ecclesialità della fede, l’importanza dei sacramenti, il ruolo dei giovani nella trasmissione della fede, la riscoperta delle radici cristiane d’Europa, l’esclusione di Dio dalla vita pubblica, l’equiparazione di tutti i «valori» e possibili «modelli di vita» -, ma mi devo fermare qui, a causa del tempo limitato a mia disposizione.

Gentili Signori e Signore,

vorrei riassumere le mie brevi annotazioni con il motto del recente viaggio del Papa nel Regno Unito nella seconda metà di settembre. Il Messaggio della GMG 2011 di Madrid testimonia ancora una volta l’intento del Papa: «Cor ad cor loquitur» - «Il cuore del Papa parla al cuore dei giovani!»

Grazie per la loro attenzione.

_______________________________

1 Pontificio Consiglio per i Laici, Giornata mondiale della Gioventù. Memorandum per gli Organizzatori, Città del Vaticano, Luglio 2005, 6: "E’ il Papa che sceglie il tema della Giornata Mondiale della Gioventù e lo spiega autorevolmente in un apposito Messaggio, orientando così il cammino di preparazione che la celebrazione stessa, in cui scopi prioritari sono la catechesi, l’evangelizzazione e il pellegrinaggio nella fede."
2
Cfr. PCPL, Memorandum 10.
3
Benedetto XVI, Messaggio in occasione della Giornata della Gioventù di Madrid 2011, in: O.R., n. 203, 4 settembre 2010, 8; cfr. anche Benedetto XVI, Discorso ai giovani dell’Arcidiocesi di Madrid (Spagna) venuti a Roma per la consegna della Croce per la Giornata Mondiale della Gioventù, Aula Paolo VI, 6 aprile 2009, in: O.R., n. 80, 6-7 aprile 2009, 7.
4
Cfr. O.R. n. 53, 5 marzo 2009, 8.
5
Cfr. O.R. n. 62, 15-16 marzo 2010, 8.
6
Cfr. Benedetto XVI, Incontro di catechesi con i bambini di Prima Comunione, Piazza San Pietro, 15 ottobre 2005, in: Benedetto XVI, Insegnamenti, I (2005), Libreria Editrice Vaticana, Citta del Vaticano, 661-665; Benedetto XVI, Incontro con i giovani della diocesi di Roma per i 25 anni della Giornata mondiale, Piazza San Pietro, 26 marzo 2010, in: O.R., n. 71, 27 marzo 2010, 7.
7
Benedetto XVI, Messaggio 8; cfr. J. Ratzinger, La mia vita. Autobiografia, Edizioni San Paolo 1997, 11-39; P Pfister (ed.) Joseph Ratzinger und das Erzbistum München und Freising. Dokumente und Bilder aus kirchlichen Archiven, Beiträgen und Erinnerungen, Collana: Schriften des Archivs des Erzbistums München und Freising, vol. 10, Casa Editrice Schnell & Steiner, Regensburg 2006, 34-46.
8
Ibidem.
9
Ibid.; cfr. J. Ratzinger/Benedetto XVI, Gesù di Nazareth, Libreria Editrice Vaticana/RCS Libri, Città del Vaticano/Milano 2007.
10
J. Ratzinger/Benedetto XVI, Gesù, 18.
11
Ibid. 20
12
Benedetto XVI, Messaggio, 8.

[01335-01.01] [Testo originale: Italiano]

INTERVENTO DI S.E. MONS. CÉSAR FRANCO MARTÍNEZ

GMG Madrid 2011: programma e aspetti organizzativi

 1. Dimensioni dell’evento

Secondo i dati che ci arrivano dalle diverse conferenze episcopali, la GMG 2011 promette di essere una delle GMG più numerose fra quelle che si sono tenute in Europa (Colonia, 1.700.000; Roma (2.100.000), poiché molti paesi ci hanno informato che le loro delegazioni di giovani saranno in media il 15% più numerose delle precedenti. Il successo non è nel numero né nella logistica, ma ambedue sono fattori importanti per far sì che i giovani traggano profitto spirituale dalla GMG.

 2. Contesto di Madrid 2011

Il contesto sociale vede una diminuzione della pratica religiosa fra i giovani. Gli ultimi dati elaborati dall’Istituto Statistico ufficiale segnalano che tra i minori di 25 anni gli indici di pratica religiosa cattolica sono al di sotto del 10%, e che il 48,1% di giovani si riconosce cattolico non praticante. Vogliamo arrivare proprio a questi.

Il contesto economico è veramente problematico: la crisi ha colpito il Paese in maniera dura. Quindi, sarà una GMG caratterizzata dalla sobrietà. Infatti, i contributi dei giovani (i cosiddetti "pacchetti") sono il 20% più economici di quanto costarono a Sydney 2008.

 3. Obiettivi della GMG

Il nostro obiettivo principale è il rilancio dell’attività pastorale con i giovani. Le GMG sono diventate un’opportunità veramente preziosa per far arrivare ai giovani il messaggio cristiano, non solo durante il loro svolgimento ma anche nella fase propedeutica. I frutti si moltiplicano quanto maggiore è la preparazione. In questo senso, consideriamo la GMG un regalo alla Chiesa in Spagna da parte di Papa Benedetto, perché siamo consapevoli del fatto che i principali beneficiari di questi frutti spirituali siamo noi. Quindi i milioni di ore di lavoro sono un buon investimento.

Il piano pastorale è imperniato sui sacramenti (in particolare modo, sull’Eucarestia e sulla Riconciliazione) e sulla Parola di Dio, e nella testimonianza della carità verso i poveri, i malati e i più bisognosi, come ci ha segnalato Papa Benedetto nel Suo messaggio di preparazione alla GMG di Madrid.

 4. Programma

11-15 agosto: giorni delle diocesi. Partecipano praticamente la totalità delle diocesi spagnole.

16 martedì: Messa di inaugurazione a Plaza de Cibeles, il centro nevralgico della capitale spagnola

17-19: catechesi la mattina (350), programma culturale il pomeriggio e la sera

18 giovedì: arrivo del Santo Padre, benvenuto a Plaza de Cibeles

19 venerdì: Via Crucis, con 15 "pasos" della Settimana Santa spagnola, convenuti da 11 città, tra la Plaza de Cibeles e la Plaza de Colón

20 sabato: veglia all’aerodromo di Cuatro Vientos, un aeroporto a 8 chilometri e mezzo dal centro di Madrid, scenario di un indimenticabile incontro di Giovanni Paolo II con la gioventù spagnola, nel 2003.

21 domenica: Messa di invio e annuncio della prossima GMG.

 5. Sarà una GMG molto "spagnola"

Il Pontificio Consiglio per i Laici ci ha ricordato che le Giornate non hanno un modello unico indipendente dal luogo dove si realizzano (come se fosse un "franchising" internazionale) bensì si devono radicare nel Paese organizzatore. Quindi, ci ha chiesto che ci sia una speciale presenza della cultura e della storia spagnole. Così avverrà in molte delle manifestazioni culturali quali il teatro sacro (gli autos sacramentales), la musica (quarto centenario di Tomás Luis de Vitoria), ecc... E anche con gli orari notturni e la festa... Ma certamente accettiamo volentieri molte proposte venute anche da fuori, per assicurare che la Giornata sia veramente Mondiale.

 6. Preparazione pastorale

Come ci ha detto il Santo Padre, «la qualità del nostro incontro dipenderà soprattutto dalla preparazione spirituale". Infatti, il piano pastorale con i giovani è iniziato subito, con la messa a disposizione di materiali catechetici per gli operatori pastorali della provincia ecclesiastica di Madrid e per tutti coloro che li vogliano usare. Queste catechesi riuniscono testi per aiutare a pregare, a conoscere meglio la Bibbia e a sviluppare le verità contenute nel Credo.

Poi, il piano pastorale di tutta l’arcidiocesi durante l’anno 2010-2011, presentato lo scorso 14 settembre, è imperniato sulla GMG.

 7. Aspetti organizzativi

Le iscrizioni, iniziate il primo luglio, sono già 170.000. Aspettiamo intorno a 600.000 iscritti (come si sa, di solito, si iscrivono il 25-30% dei partecipanti). Tutto il processo si fa online.

Gli alloggi saranno scuole pubbliche, cattoliche e private, centri polisportivi, palestre, ecc., per cui i giovani sono incoraggiati a venire con il sacco a pelo e la stuoia. Si allestiranno anche due tendopoli.

Abbiamo nominato un’agenzia ufficiale di viaggi per gestire le prenotazioni alberghiere, per chiunque desideri avere un letto vero. Comunque, stiamo per lanciare la campagna di famiglie di accoglienza, per riuscire ad avere 100.000 persone con le famiglie (garantendo di offrire un ambiente sicuro).

Infine, vorrei sottolineare la grande importanza delle reti sociali, per la sensibilizzazione, la mobilitazione, la comunicazione e il finanziamento della GMG, anche se lascio un commento più concreto alla dott.ssa Maria Dolores Jaureguizar.

 8. Aspetti economici

Il preventivo è ancora provvisorio, perché stiamo gestendo i grandi contratti tramite concorsi pubblici, e questo – oltre al ritorno di immagine e alla sicurezza futura – sta riducendo notevolmente le cifre di ogni voce principale: catering, allestimenti, ecc. Ma sarà simile a quello di Roma e di Sydney.

Il programma di sponsorizzazione va bene: molte delle grandi aziende spagnole si sono unite all’evento: Banco de Santander (iscrizioni e commissioni), Bankinter (pagina web), El Corte Inglés (elettronica), Telefónica (telefono e internet), Endesa (elettricità), Iberia, ecc.; e dei grandi gruppi mediatici che ci regalano spazio pubblicitario per rendere nota la GMG in Spagna.

Ma non vogliamo che gli aiuti vengano solo dalle aziende. Abbiamo altri due canali: gli sms e il portale www.muchasgracias.info, lanciato ieri, che consente a chi vuole aiutare di decidere la quantità e anche la destinazione del suo contributo.

Infine, a tutti coloro che si iscrivono viene chiesto un contributo di 10  al Fondo di Solidarietà. I ricavi provenienti da fuori della Spagna saranno distribuiti dal PCL in favore dell’Europa, l’Asia, l’Africa e l’Oceania mentre il COL distribuirà i contributi degli spagnoli verso i gruppi dall’America Latina. Oltre a questi contributi, ci sono diverse iniziative per aumentare questi fondi.

 [01333-01.01] [Testo originale: Italiano]

  INTERVENTO DELLA SIG.RA MARIA DE JAUREGUIZAR

 Participación de los jóvenes en los preparativos de la JMJ 2011

 Para mí es un honor poder estar aquí hoy para contar mi experiencia trabajando en los preparativos como responsable de prensa de la JMJ 2011, pero podría estar cualquier otro joven de entre los muchos que trabajan en la organización en todas las aéreas. Es imposible dar testimonio de todos, pero me gustaría intentarlo y poner voz a cada uno de ellos.

Desde los voluntarios que están empezando a formarse para trabajar en diferentes cometidos durante el evento (ya son más de 7000 y queda casi un año), como los jóvenes que se están ofreciendo para acoger en sus casas, o trabajan en sus parroquias o movimientos para llegar a otros jóvenes.

O como los más de 70 Community managers que traducen las novedades de la JMJ en 18 lenguas para lleguen a jóvenes de todo el mundo en su idioma, el idioma de las redes sociales. La JMJ se encuentra online como en su propio elemento, y en distintas redes sociales más de 200.000 "admiradores" siguen el día a día y nos permiten estar en su "muro", dando testimonio de fe ante sus amigos, compañeros y familiares, y nos mandan todo tipo de sugerencias: desde cómo diseñarían la gorra del peregrino (que realmente creo que hará falta con el calor de agosto en Madrid), hasta propuestas de actividades culturales de todo tipo.

Cada uno de los voluntarios de redes sociales trabaja desde su propio país. Se puede decir que la JMJ no duerme nunca, siempre hay alguien despierto trabajando para la JMJ. Será una JMJ volcada en Internet, el lugar donde ahora se encuentran los jóvenes: toda la información y todos los materiales promocionales se pueden encontrar en la web oficial, la interacción en las redes sociales y los vídeos en YouTube.

Otros muchos jóvenes colaboran como actores, sin serlo profesionalmente, en cualquiera de las campañas de promoción, pasando por duros casting a los que se presentan cientos de jóvenes sin cobrar, cediendo su imagen y tiempo, solo por poner su granito de arena y apoyar la JMJ. Y otros muchos jóvenes, desde el otro lado de la cámara o en el ordenador de montaje de agencias de publicidad, han producido estas campañas con toda la ilusión del mundo, sin pagarles siquiera los gastos de rodaje.

O como los que hacen llegar a las universidades de toda España información de la JMJ, para animar a inscribirse a otros jóvenes y explican que es una JMJ a amigos, que quizá ni siquiera tiene fe.

Pasado, por supuesto, por los tantos y tantos jóvenes que hacen que cada parada de los miles de kilómetros que está recorriendo la Cruz y el Icono por todas las diócesis de España a través de tierra, aire y mar, sea una fiesta, un momento de encuentro con Cristo y de verdadera preparación espiritual para la JMJ. La misma Cruz y el icono de la Virgen que han recorrido todo el mundo desde hace 25 años se encuentran desde hace un año entre nosotros. Un signo que entró en nuestras tierras hace casi 2.000 años para quedarse. Jóvenes de toda España la reciben con emoción y veneración en sus parroquias, en sus colegios, en sus santuarios. La marca de la cruz está dejando una estela que alimenta la fe de miles de personas.

No puedo no mencionar el testimonio de los jóvenes reclusos de una Cárcel en las afueras de Madrid, que tras portar la Cruz y el Icono por su patio la pasada Navidad, me decían que ellos, privados de libertad, querían estar presentes en la JMJ con sus oraciones y que contáramos con ellos.

O como los que han participado y participan en las campañas para "llenar" el Fondo de Solidaridad, y en sus fiestas piden a los participantes que donen 1,2 euros enviando un sms, para que puedan venir jóvenes de países menos favorecidos o donde la Iglesia sufre por cualquier causa. Saben que muchos pocos hacen mucho, y quieren ser parte de la JMJ contribuyendo en la medida de sus posibilidades.

Y los que dan el tiempo que no tienen. Jóvenes que tras salir de sus trabajos comienzan su jornada laboral con la JMJ aportando su granito de arena robándoselo a sus aficiones, a su familia o a sus amigos.

O tantos otros que nos han llamado desde diferentes puntos del mundo que quieren ayudar y regalar un año de su vida para trabajar en los preparativos JMJ, pagándose todos sus gastos. Y que siguen con nosotros meses después, a pesar del fortísimo ritmo de trabajo que supone organizar un evento de este nivel.

También ejemplares son las personas que se están preparando para adecuar la logística de la JMJ a personas con discapacidad física o intelectual, con un grupo de jóvenes discapacitados completamente volcados para que llegar, estar y vivir la JMJ no sea un problema para nadie.

Podría seguir horas poniendo ejemplos... Solo quiero transmitirles como los jóvenes de Madrid, de España y de muchos países del mundo se están volcando para la próxima Jornada Mundial de la Juventud en Madrid sea una experiencia inolvidable para los que vengan. Y para los que no puedan venir, lo vivan lo más cercanamente posible a través de la web TV, las redes sociales y por supuesto de los medios de comunicación.

Dicen que el éxito de una fiesta consiste en acertar con los invitados. Los jóvenes de Madrid que colaboramos en la organización, nos consideramos los camareros de una gran fiesta multitudinaria. Sabemos que estamos para servir y atender a todos los jóvenes que vengan de todas las partes del mundo. Y tenemos una gran responsabilidad.

Pero ese reto, esa responsabilidad, no es solo nuestra como organizadores, sino de todos y cada uno de los jóvenes madrileños, españoles, que vengan al encuentro con el Santo Padre en Madrid y que hagan sentir a nuestros invitados, como en familia. En una gran familia que va a compartir unos días con el objetivo de acercarse al mensaje de Cristo a través de unos días de convivencia con el Santo Padre. Y no me cabe ninguna duda por las experiencias y testimonios que veo cada día en la sede de la organización, que así será. Madrid y sus jóvenes están deseando acoger la JMJ en su ciudad.

Para terminar, me gustaría ponerles un video: "EL ALMA DE MADRID" (que es un claro ejemplo de lo que antes les mencionaba, creativos jóvenes trabajando desinteresadamente, actores no profesionales que han cedido su imagen y su tiempo para la JMJ).

Como dice el video "El Alma de Madrid les está esperando" y espero verles a todos en Madrid el próximo día 16 de Agosto en la Jornada Mundial de la Juventud.

[01334-04.01] [Texto original: Español]

[B0597-XX.01]