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COMUNICATO: TEMA DELLA 44a GIORNATA MONDIALE DELLA PACE (1° GENNAIO 2011), 13.07.2010


COMUNICATO: TEMA DELLA 44a GIORNATA MONDIALE DELLA PACE (1° GENNAIO 2011)

TESTO IN LINGUA ITALIANA

TESTO IN LINGUA INGLESE

TESTO IN LINGUA FRANCESE  

TESTO IN LINGUA SPAGNOLA  

TESTO IN LINGUA ITALIANA  

«Libertà religiosa, via per la pace ». Questo il tema scelto da Benedetto XVI per la celebrazione della Giornata Mondiale per la Pace del 2011. La giornata – che si celebra dal 1968 il primo giorno di ogni anno – porrà dunque l’accento sul tema della libertà religiosa. Ciò, mentre nel mondo si registrano diverse forme di limitazione o negazione della libertà religiosa, di discriminazione e marginalizzazione basate sulla religione, fino alla persecuzione e alla violenza contro le minoranze.

La libertà religiosa, essendo radicata nella stessa dignità dell’uomo, ed orientata alla ricerca della « immutabile verità », si presenta come la « libertà delle libertà ». La libertà religiosa è quindi autenticamente tale quando è coerente alla ricerca della verità e alla verità dell’uomo.

Questa impostazione ci offre un criterio fondamentale per il discernimento del fenomeno religioso e delle sue manifestazioni. Essa consente infatti di escludere la « religiosità » del fondamentalismo, della manipolazione e della strumentalizzazione della verità e della verità dell’uomo. Poiché tutto ciò che si oppone alla dignità dell’uomo si oppone alla ricerca della verità, e non può essere considerato come libertà religiosa. Essa ci offre inoltre una visione profonda della libertà religiosa, che amplia gli orizzonti di « umanità » e di « libertà » dell’uomo, e consente a questo di stabilire una relazione profonda con se stesso, con l’altro e con il mondo. La libertà religiosa è in questo senso una libertà per la dignità e per la vita dell’uomo.

Come hanno insegnato i Padri del Concilio Vaticano II infatti: « Dio rende partecipe l’essere umano della sua legge, cosicché l’uomo, sotto la sua guida soavemente provvida, possa sempre meglio conoscere l’immutabile verità. Perciò ognuno ha il dovere e quindi il diritto di cercare la verità in materia religiosa » (Dichiarazione Dignitatis Humanae, 3). Una vocazione questa che va quindi riconosciuta come diritto fondamentale dell’uomo, presupposto per lo sviluppo umano integrale (Caritas in veritate, 29) e condizione per la realizzazione del bene comune e l’affermazione della pace nel mondo.

Come ha affermato lo stesso Benedetto XVI all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: « i diritti umani debbono includere il diritto di libertà religiosa, compreso come espressione di una dimensione che è al tempo stesso individuale e comunitaria, una visione che manifesta l’unità della persona, pur distinguendo chiaramente fra la dimensione di cittadino e quella di credente » (Discorso all’Assemblea delle Nazioni Unite, 18 aprile 2008).

Un tema attuale, quello scelto per la Giornata Mondiale del 2011, e che rappresenta il compimento di un « cammino della pace » nel quale Benedetto XVI ha preso per mano l’umanità, conducendola passo dopo passo ad una riflessione sempre più profonda. Dal 2006 ad oggi i temi sono stati: la verità (« Nella verità, la pace », 2006), la dignità della persona umana ( «La persona umana, cuore della pace », 2007), l’unità della famiglia umana (« Famiglia umana, comunità di pace », 2008), la lotta contro la povertà (« Combattere la povertà, costruire la pace», 2009) e infine la custodia del creato (« Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato », 2010). Un percorso che affonda le radici nella vocazione alla verità dell’uomo (capax Dei), e che, avendo come stella polare la dignità umana, giunge alla libertà di ricercare la verità stessa.

Oggi sono molte le aree del mondo in cui persistono forme di limitazione alla libertà religiosa, e ciò sia dove le comunità di credenti sono una minoranza, sia dove le comunità di credenti non sono una minoranza, eppure subiscono forme più sofisticate di discriminazione e di marginalizzazione, sul piano culturale e della partecipazione alla vita pubblica civile e politica. « È inconcepibile – ha rimarcato Benedetto XVI – che dei credenti debbano sopprimere una parte di se stessi – la loro fede – per essere cittadini attivi; non dovrebbe mai essere necessario rinnegare Dio per poter godere dei propri diritti. I diritti collegati con la religione sono quanto mai bisognosi di essere protetti se vengono considerati in conflitto con l’ideologia secolare prevalente o con posizioni di una maggioranza religiosa di natura esclusiva » (Discorso alle nazioni Unite, cit.)

L’uomo non può essere frammentato, diviso da ciò che crede, perché quello in cui crede ha un impatto sulla sua vita e sulla sua persona. « Il rifiuto di riconoscere il contributo alla società che è radicato nella dimensione religiosa e nella ricerca dell’Assoluto – per sua stessa natura, espressione della comunione fra persone – privilegerebbe indubbiamente un approccio individualistico e frammenterebbe l’unità della persona » (Discorso alle Nazioni Unite, cit.). Per questo: « Libertà religiosa, via per la pace ».

[01043-01.01] [Testo originale: Italiano]

TESTO IN LINGUA INGLESE  

«Religious freedom, the path to peace». This is the theme chosen by Pope Benedict XVI for the celebration of the 2011 World Day of Peace. The World Day of Peace – celebrated since 1968 on the first day of every year – will be therefore dedicated to the theme of religious freedom. As is well known, in many parts of the world there exist various forms of restrictions or denials of religious freedom, from discrimination and marginalization based on religion, to acts of violence against religious minorities.

Religious freedom is rooted in the equal and inherent dignity of man, it is oriented toward the search for «unchangeable truth», and thus can rightly be presented as the «freedom of freedoms». As such, religious freedom is authentically realized when it is experienced as the coherent search for the Truth and the truth of man.

This notion of religious freedom offers us a fundamental criterion for discerning the phenomenon of religion and its manifestations. It necessarily rejects the «religiosity» of fundamentalism, and the manipulation and the instrumentalization of the truth and of the truth of man. Since such distortions are opposed to the dignity of man and to the search for truth, they cannot be considered as religious freedom. Rather, an authentic notion of religious freedom offers a profound vision of this fundamental human right, one which broadens the horizons of «humanity» and «freedom» of man, allowing for the establishment of a deep relationship with oneself, with the other and with the world. Religious freedom is a freedom in this respect for human dignity and life.

As the Fathers of the Second Vatican Council emphasized: «Man has been made by God to participate in this law, with the result that, under the gentle disposition of divine providence, he can come to perceive ever more fully the truth that is unchanging. Wherefore every man has the duty , and therefore the right, to seek the truth in matters religious in order that he may with prudence form for himself right and true judgments of conscience, under use of all suitable means» (Declaration Dignitatis Humanae, 3). The vocation to believe in God, recognized as a fundamental human right, is a pre-requisite integral human development (Caritas in Veritate, 29), and a condition for the realization of the common good and the promotion of peace in the world.

As Pope Benedict XVI affirmed during his visit to the General Assembly of the United Nations: «Human rights, of course, must include the right to religious freedom, understood as the expression of a dimension that is at once individual and communitarian – a vision that brings out the unity of the person while clearly distinguishing between the dimension of the citizen and that of the believer» (Address to the General Assembly of the United Nations, 18 April 2008).

The theme chosen for the 2011 World Day of Peace represents an accomplishment of a «path to peace» which Benedict XVI has invited the human family to consider in depth on several occasions. Since 2006, his Message for the World Day of Peace has focused on important dimensions of the truth (In Truth, Peace, 2006), the dignity of the human person (The Human Person, the Heart of Peace, 2007), the unity of the human family (The Human Family, a Community of Peace, 2008), the fight against poverty (Fighting Poverty to Build Peace, 2009), and finally care for creation (If you Want to Cultivate Peace, Protect Creation, 2010). This journey has its roots in the vocation of man to truth (capax Dei) and, having as a «polestar» human dignity, leads to the freedom to seek the truth.

Today there are many areas of the world in which forms of restrictions and limitations to religious freedom persist, both where communities of believers are a minority, and where communities of believers are not a minority, and where more sophisticated forms of discrimination and marginalization exist, on the cultural level and in the spheres of public civil and political participation. «It is inconceivable» – remarked Benedict XVI – «that believers should have to suppress a part of themselves – their faith – in order to be active citizens. It should never be necessary to deny God in order to enjoy one’s rights. The rights associated with religion are all the more in need of protection if they are considered to clash with a prevailing secular ideology or with majority religious positions of an exclusive nature» (Address to the United Nations, cit.).

Man cannot be «fragmented», and separated from what he believes, because that in which he believes has an impact on his life and on his person. «Refusal to recognize the contribution to society that is rooted in the religious dimension and in the quest for the Absolute – by its nature, expressing communion between persons – would effectively privilege an individualistic approach, and would fragment the unity of the person» (Address to the United Nations, cit.). It is for this reason that: «Religious Freedom is the Path to Peace».

[01043-02.01] [Original text: English]

TESTO IN LINGUA FRANCESE  

« Liberté religieuse, chemin vers la paix ». Tel est le thème que le Saint-Père Benoît XVI a choisi pour la célébration de la Journée Mondiale de la Paix 2011. La journée – qui se célèbre chaque année le 1er janvier, depuis 1968 – mettra ainsi l'accent sur le thème de la liberté religieuse. Et ce, alors qu'on enregistre dans le monde différentes formes de limitation ou de négation de la liberté religieuse, de discrimination et de marginalisation basées sur la religion, jusqu'à la persécution et à la violence contre les minorités.

Ayant ses racines dans la dignité même de l'homme et étant orientée vers la recherche de la "vérité immuable", la liberté religieuse se présente comme la "liberté des libertés". Elle est donc authentiquement telle lorsqu'elle est cohérente avec la recherche de la vérité et avec la vérité de l'homme.

Ce modèle nous offre un critère fondamental pour discerner le phénomène religieux et ses manifestations. Il permet en effet d'exclure la "religiosité" du fondamentalisme, de la manipulation et de l'exploitation de la vérité, et de la vérité de l'homme. Car, tout ce qui s'oppose à la dignité de l'homme s'oppose à la recherche de la vérité et ne peut être considéré comme liberté religieuse. Il nous offre en outre une vision profonde de la liberté religieuse, qui élargit les horizons d'humanité et de liberté de l'homme, et permet à celui-ci d'établir une relation profonde avec lui-même, avec autrui et avec le monde. Dans ce sens, la liberté religieuse est une liberté pour la dignité et pour la vie de l'homme.

En effet, comme l'ont enseigné les Pères du Concile Vatican II : "Dieu rend l'homme participant de telle sorte que par une heureuse disposition de la providence divine, celui-ci puisse toujours davantage accéder à l'immuable vérité. C'est pourquoi chacun a le devoir, et par conséquent le droit, de chercher la vérité en matière religieuse" (Déclaration

Dignitatis humanaen° 3). Une vocation qui doit être reconnue en tant que droit fondamental de l'homme, condition pour le développement humain intégral (Caritas in veritate, 29) et condition pour la réalisation du bien commun et l'affirmation de la paix dans le monde.

Comme l'a affirmé Benoît XVI lui-même à l'Assemblée générale des Nations Unies : "Les droits de l'homme doivent évidemment inclure le droit à la liberté religieuse, comprise comme l'expression d'une dimension à la fois individuelle et communautaire, perspective qui fait ressortir l'unité de la personne tout en distinguant clairement entre la dimension du citoyen et celle du croyant" (Discours à l'Assemblée des Nations Unies, 18 avril 2008).

Le thème choisi pour la Journée Mondiale de 2011 est des plus actuels et représente l'accomplissement d'un "chemin de la paix" sur lequel Benoît XVI a pris l'humanité par la main, la conduisant pas à pas vers une réflexion toujours plus approfondie. Depuis 2006 jusqu'à ce jour, le Message a traité les thèmes suivants : la vérité ("Dans la vérité, la paix", 2006), la dignité de la personne humaine ("La personne humaine, cœur de la paix", 2007), l'unité de la famille humaine ("Famille humaine, communauté de paix", 2008), la lutte contre la pauvreté ("Combattre la pauvreté, construire la paix", 2009), et enfin, la protection de la création ("Si tu veux construire la paix, protège la création", 2010). Un itinéraire qui a ses racines dans la vocation à la vérité de l'homme (capax Dei) et qui, ayant la dignité humaine pour étoile polaire, atteint la liberté de rechercher la vérité elle-même.

Aujourd'hui, peu nombreuses sont les régions du monde qui connaissent des formes de limitation à la liberté religieuse aussi bien là où les communautés de croyants sont en minorité que là où elles ne le sont pas, mais où elles subissent pourtant des formes plus sophistiquées de discrimination et de marginalisation, au plan culturel et à celui de la participation à la vie publique civile et politique. Comme le Saint-Père l'a fait remarquer : "Il n'est donc pas imaginable - que des croyants doivent se priver d'une partie d'eux-mêmes - de leur  foi - afin  d'être  des citoyens actifs. Il ne devrait jamais être nécessaire de nier Dieu pour jouir de ses droits. Il est d'autant plus nécessaire de protéger les  droits  liés à la religion s'ils sont considérés comme opposés à une idéologie séculière dominante ou à des positions religieuses majoritaires, de nature exclusive" (Discours aux Nations Unies, cit.).

L'homme ne peut pas être fragmenté, séparé de ce qu'il croit, car ce en quoi il croit a un impact sur sa vie et sur sa personne. "Refuser de reconnaître l'apport à la société qui s'enracine dans la dimension religieuse et dans la recherche de l'Absolu – qui par nature exprime une communion entre les personnes – reviendrait à privilégier dans les faits une approche individualiste et, ce faisant, à fragmenter l'unité de la personne" (Discours aux Nations Unies, cit.). C'est pourquoi : "Liberté religieuse, chemin vers la paix".

[01043-03.01] [Texte original: Français]

TESTO IN LINGUA SPAGNOLA  

« Libertad religiosa, vía para la paz ». Es este el tema elegido por Su Santidad Benedicto XVI para la celebración de la Jornada Mundial de la Paz del 2011. La jornada – que se celebra desde 1968 el primer día de cada año– pondrá por tanto el acento sobre el tema de la libertad religiosa. Ello, mientras en el mundo se registran diversas formas de limitación o de negación de la libertad religiosa, de discriminación y marginación basadas en la religión, llevadas hasta la persecución y la violencia en contra de las minorías religiosas.

La libertad religiosa, estando arraigada en la misma dignidad humana, y orientada a la búsqueda de la « verdad inmutable », se presenta como la « libertad de las libertades ». La libertad religiosa por tanto es auténticamente tal cuando es coherente con la búsqueda de la verdad y con la verdad del ser humano.

Esta impostación nos ofrece un criterio fundamental para el discernimento del fenómeno religioso y de sus manifestaciones. Dicha impostación nos permite en efecto excluir la « religiosidad » del fundamentalismo, de la manipulación y de la instrumentalización de la verdad y de la verdad del ser humano. Así que todo lo que se opone a la dignidad del ser humano se opone a la búsqueda de la verdad, y no puede ser considerado como libertad religiosa. Esta impostación nos ofrece además una vision profunda de la libertad religiosa, que amplía los horizontes de « humanidad » y de « libertad » del hombre, y que le consiente establecer una relación consigo mismo, con sus semejantes y con el mundo. La libertad religiosa es en este sentido una libertad parala dignidad y para la vida del ser humano.

Como en efecto han enseñado los Padres del Concilio Vaticano II: « Dios hace partícipe al hombre de esta su ley, de manera que el hombre, por suave disposición de la divina Providencia, puede conocer más y más la verdad inmutable. Por lo tanto, cada cual tiene la obligación y por consiguiente también el derecho de buscar la verdad en materia religiosa » (Declaración Dignitatis Humanae, 3). Es esta una vocación que debe por tanto ser reconocida como derecho fundamental del ser humano, presupuesto para el desarrollo humano integral (Caritas in veritate, 29) y condición indispensabile para la realización del bien común y la afirmación de la paz en el mundo.

Como ha afirmado Su Santidad Benedicto XVI ante la Asamblea General de las Naciones Unidas: « los derechos humanos deben incluir el derecho a la libertad religiosa, entendido como expresión de una dimensión que es al mismo tiempo individual y comunitaria, una visión que manifiesta la unidad de la persona, aun distinguiendo claramente entre la dimensión de ciudadano y la de creyente » (Discurso a la Asamblea General de las Naciones Unidas, 18 abril 2008).

Un tema actual, el elegido para la Jornada Mundial del 2011, y que representa la realización de un « camino de la paz » en el cual Su Santidad Benedicto XVI, ha tomado la humanidad de la mano, conduciéndola paso a paso hacia una reflexión cada vez más profunda. Del 2006 hasta hoy los temas han sido: la verdad (« En la verdad, la paz », 2006), la dignidad de la persona humana ( « La persona humana, corazón de la paz », 2007), la unidad de la familia humana (« Familia humana, comunidad de paz », 2008), el combate contra la pobreza (« Combatir la pobreza, construir la paz », 2009) y finalmente la custodia de la creación («Si quieres promover la paz, protege la creación », 2010). Un recorrido que hunde sus raíces en la vocación a la verdad del ser humano (capax Dei), y que teniendo como estrella polar la dignidad humana, alcanza la libertad de buscar la verdad misma.

Actualmente son muchas las áreas del mundo en las que persisten formas de limitación a la libertad religiosa, ya sea donde las comunidades de creyentes son una minoría, como donde las comunidades de creyentes no son una minoría, y sufren también formas más sofisticadas de discriminacion y marginación, en el plano cultural y de la participación en la vida pública civil y política. « Es inconcebible, – ha remarcado Su Santidad Benedicto XVI – por tanto, que los creyentes tengan que suprimir una parte de sí mismos – su fe – para ser ciudadanos activos. Nunca debería ser necesario renegar de Dios para poder gozar de los propios derechos. Los derechos asociados con la religión necesitan protección sobre todo si se los considera en conflicto con la ideología secular predominante o con posiciones de una mayoría religiosa de naturaleza exclusiva » (Discurso a la Asamblea General de las Naciones Unidas, cit.)

El ser humano no puede ser fragmentado, dividido por aquello que cree, porque aquello en lo que cree tiene un impacto sobre su vida y sobre su persona. « El rechazo a reconocer la contribución a la sociedad que está enraizada en la dimensión religiosa y en la búsqueda del Absoluto – expresión por su propia naturaleza de la comunión entre personas – privilegiaría efectivamente un planteamiento individualista y fragmentaría la unidad de la persona » (Discurso a la Asamblea General de las Naciones Unidas, cit.). Por ello: «Libertad religiosa, vía para la paz ».

[01043-04.01] [Texto original: Español]

[B0458-XX.02]