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L’UDIENZA GENERALE, 21.04.2010


L’UDIENZA GENERALE

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE  

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE  

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre ha incontrato gruppi di pellegrini e di fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa si è soffermato sul suo recente Viaggio Apostolico a Malta in occasione del 1950° anniversario del naufragio di San Paolo sull’isola.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA  

Cari fratelli e sorelle!

Come sapete, sabato e domenica scorsi ho compiuto un viaggio apostolico a Malta, sul quale oggi vorrei brevemente soffermarmi. Occasione della mia visita pastorale è stato il 1950° anniversario del naufragio dell’apostolo Paolo sulle coste dell’arcipelago maltese e della sua permanenza in quelle isole per circa tre mesi. E’ un avvenimento collocabile attorno all’anno 60 e raccontato con abbondanza di particolari nel libro degli Atti degli Apostoli (capp. 27-28). Come accadde a san Paolo, anch’io ho sperimentato la calorosa accoglienza dei Maltesi – davvero straordinaria - e per questo esprimo nuovamente la mia più viva e cordiale riconoscenza al Presidente della Repubblica, al Governo e alle altre Autorità dello Stato, e ringrazio fraternamente i Vescovi del Paese, con tutti coloro che hanno collaborato a preparare questo festoso incontro tra il Successore di Pietro e la popolazione maltese. La storia di questo popolo da quasi duemila anni è inseparabile dalla fede cattolica, che caratterizza la sua cultura e le sue tradizioni: si dice che a Malta vi siano ben 365 chiese, "una per ogni giorno dell’anno", un segno visibile di questa profonda fede!

Tutto ebbe inizio con quel naufragio: dopo essere andata alla deriva per 14 giorni, spinta dai venti, la nave che trasportava a Roma l’apostolo Paolo e molte altre persone si incagliò in una secca dell’Isola di Malta. Per questo, dopo l’incontro molto cordiale con il Presidente della Repubblica, nella capitale La Valletta - che ha avuto la bella cornice del gioioso saluto di tanti ragazzi e ragazze - mi sono recato subito in pellegrinaggio alla cosiddetta "Grotta di San Paolo", presso Rabat, per un momento intenso di preghiera. Lì ho potuto salutare anche un folto gruppo di missionari maltesi. Pensare a quel piccolo arcipelago al centro del Mediterraneo, e a come vi giunse il seme del Vangelo, suscita un senso di grande stupore per i misteriosi disegni della Provvidenza divina: viene spontaneo ringraziare il Signore e anche san Paolo, che, in mezzo a quella violenta tempesta, mantenne la fiducia e la speranza e le trasmise anche ai compagni di viaggio. Da quel naufragio, o, meglio, dalla successiva permanenza di Paolo a Malta, nacque una comunità cristiana fervente e solida, che dopo duemila anni è ancora fedele al Vangelo e si sforza di coniugarlo con le complesse questioni dell’epoca contemporanea. Questo naturalmente non è sempre facile, né scontato, ma la gente maltese sa trovare nella visione cristiana della vita le risposte alle nuove sfide. Ne è un segno, ad esempio, il fatto di aver mantenuto saldo il profondo rispetto per la vita non ancora nata e per la sacralità del matrimonio, scegliendo di non introdurre l’aborto e il divorzio nell’ordinamento giuridico del Paese.

Pertanto, il mio viaggio aveva lo scopo di confermare nella fede la Chiesa che è in Malta, una realtà molto vivace, ben compaginata e presente sul territorio di Malta e Gozo. Tutta questa comunità si era data appuntamento a Floriana, nel Piazzale dei Granai, davanti alla Chiesa di San Publio, dove ho celebrato la Santa Messa partecipata con grande fervore. E’ stato per me motivo di gioia, ed anche di consolazione sentire il particolare calore di quel popolo che dà il senso di una grande famiglia, accomunata dalla fede e dalla visione cristiana della vita. Dopo la Celebrazione, ho voluto incontrare alcune persone vittime di abusi da parte di esponenti del Clero. Ho condiviso con loro la sofferenza e, con commozione, ho pregato con loro, assicurando l’azione della Chiesa.

Se Malta dà il senso di una grande famiglia, non bisogna pensare che, a causa della sua conformazione geografica, sia una società "isolata" dal mondo. Non è così, e lo si vede, ad esempio, dai contatti che Malta intrattiene con vari Paesi e dal fatto che in molte Nazioni si trovano sacerdoti maltesi. Infatti, le famiglie e le parrocchie di Malta hanno saputo educare tanti giovani al senso di Dio e della Chiesa, così che molti di loro hanno risposto generosamente alla chiamata di Gesù e sono diventati presbiteri. Tra questi, numerosi hanno abbracciato l’impegno missionario ad gentes, in terre lontane, ereditando lo spirito apostolico che spingeva san Paolo a portare il Vangelo là dove ancora non era arrivato. E’ questo un aspetto che volentieri ho ribadito, che cioè "la fede si rafforza quando viene offerta agli altri" (Enc. Redemptoris missio, 2). Sul ceppo di questa fede, Malta si è sviluppata ed ora si apre a varie realtà economiche, sociali e culturali, alle quali offre un apporto prezioso.

E’ chiaro che Malta ha dovuto spesso difendersi nel corso dei secoli – e lo si vede dalle sue fortificazioni. La posizione strategica del piccolo arcipelago attirava ovviamente l’attenzione delle diverse potenze politiche e militari. E tuttavia, la vocazione più profonda di Malta è quella cristiana, vale a dire la vocazione universale della pace! La celebre croce di Malta, che tutti associano a quella Nazione, ha sventolato tante volte in mezzo a conflitti e contese; ma, grazie a Dio, non ha mai perso il suo significato autentico e perenne: è il segno dell’amore e della riconciliazione, e questa è la vera vocazione dei popoli che accolgono e abbracciano il messaggio cristiano!

Crocevia naturale, Malta è al centro di rotte di migrazione: uomini e donne, come un tempo san Paolo, approdano sulle coste maltesi, talvolta spinti da condizioni di vita assai ardue, da violenze e persecuzioni, e ciò comporta, naturalmente, problemi complessi sul piano umanitario, politico e giuridico, problemi che hanno soluzioni non facili, ma da ricercare con perseveranza e tenacia, concertando gli interventi a livello internazionale. Così è bene che si faccia in tutte le Nazioni che hanno i valori cristiani nelle radici delle loro Carte Costituzionali e delle loro culture.

La sfida di coniugare nella complessità dell’oggi la perenne validità del Vangelo è affascinante per tutti, ma specialmente per i giovani. Le nuove generazioni infatti la avvertono in modo più forte, e per questo ho voluto che anche a Malta, malgrado la brevità della mia visita, non mancasse l’incontro con i giovani. E’ stato un momento di profondo e intenso dialogo, reso ancora più bello dall’ambiente in cui si è svolto – il porto di Valletta – e dall’entusiasmo dei giovani. A loro non potevo non ricordare l’esperienza giovanile di san Paolo: un’esperienza straordinaria, unica, eppure capace di parlare alle nuove generazioni di ogni epoca, per quella radicale trasformazione seguita all’incontro con Cristo Risorto. Ho guardato dunque ai giovani di Malta come a dei potenziali eredi dell’avventura spirituale di san Paolo, chiamati come lui a scoprire la bellezza dell’amore di Dio donatoci in Gesù Cristo; ad abbracciare il mistero della sua Croce; ad essere vincitori proprio nelle prove e nelle tribolazioni, a non avere paura delle "tempeste" della vita, e nemmeno dei naufragi, perché il disegno d’amore di Dio è più grande anche delle tempeste e dei naufragi.

Cari amici, questo, in sintesi, è stato il messaggio che ho portato a Malta. Ma, come accennavo, è stato tanto ciò che io stesso ho ricevuto da quella Chiesa, da quel popolo benedetto da Dio, che ha saputo collaborare validamente con la sua grazia. Per intercessione dell’apostolo Paolo, di san Giorgio Preca, sacerdote, primo santo maltese, e della Vergine Maria, che i fedeli di Malta e Gozo venerano con tanta devozione, possa sempre progredire nella pace e nella prosperità.

[00551-01.01] [Testo originale: Italiano]

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE  

Sintesi della catechesi in lingua francese

Sintesi della catechesi in lingua inglese  

Sintesi della catechesi in lingua tedesca  

Sintesi della catechesi in lingua spagnola  

Sintesi della catechesi in lingua portoghese  

Sintesi della catechesi in lingua francese  

Chers frères et sœurs,

A l’occasion du 1950° anniversaire du naufrage de Saint Paul, je viens d’effectuer une visite pastorale à Malte. J’ai voulu la commencer par un moment de prière silencieuse devant la « Grotte de Saint Paul ». J’y ai remercié le Seigneur pour les desseins mystérieux de sa Providence. L’histoire de Malte est marquée par la foi catholique. En effet, ce peuple est comme une grande famille qui s’est édifiée sur la foi et sur une vision chrétienne de la vie trouvant des réponses au questionnement actuel relatif au respect de la vie et au mariage. Les familles maltaises et les paroisses ont su faire aimer Dieu et l’Eglise. En rencontrant les jeunes, je les ai invités à suivre l’exemple de saint Paul pour affronter les défis qui se présentent à eux. La noble vocation de ces îles est chrétienne, et la célèbre croix de Malte est un signe d’amour et de réconciliation. Cette vocation devrait être celle de tous les peuples qui adhèrent au message du Christ. Malte est une société ouverte au monde et elle a toujours été missionnaire. Se trouvant au cœur de la Méditerranée, ce pays peut ainsi devenir un pont entre les cultures et les religions comme l’a été jadis saint Paul.

Je suis heureux de saluer les pèlerins venus de Belgique, de France et de Suisse, en particulier les Evêques de Moulins et de Nice. Que l’exemple et l’enseignement de ce saint Apôtre nous instruise et nous aide à discerner, dans nos tempêtes et naufrages humains, le dessein d’amour de Dieu.

[00552-03.01] [Texte original: Français]

Sintesi della catechesi in lingua inglese  

Dear Brothers and Sisters,

This past weekend I had the joy of visiting Malta for the nineteen hundred and fiftieth anniversary of Saint Paul’s shipwreck and his three-month sojourn there. I am deeply grateful to the civil and church authorities, and to all who received me so warmly. At the Grotto of Saint Paul I thanked God for the abundant fruits of faith, holiness and missionary zeal which the preaching of the Apostle has brought forth on those islands. The Christian vision, so deeply rooted in Maltese life and culture, continues to provide inspiration for meeting the great social and moral challenges of the present time. The vitality of the faith in Malta was evident in the joyful celebration of Mass before the Church of Saint Publius. As a natural crossroads, Malta has never been isolated or self-enclosed, nor has the Maltese cross, which I saw waving everywhere, ever lost its authentic meaning as a sign of love and reconciliation. The challenge of passing on the perennial wisdom and truth of the Gospel belongs in a particular way to the younger generation. At the port of Valletta, I challenged Malta’s young people to look to Saint Paul’s spiritual journey as a model for their own, to let their lives be changed by an encounter with the Risen Christ, and to trust that God’s loving plan is more powerful than any storm or shipwreck along the way.

I welcome the newly-ordained deacons from the Pontifical Scots College, together with their family members and friends. Upon all the English-speaking visitors present at today’s Audience, especially those from Finland, Norway, Sweden, Indonesia, the Philippines, Canada and the United States, I invoke the joy and peace of the Risen Lord.

[00553-02.01] [Original text: English]

Sintesi della catechesi in lingua tedesca  

Liebe Brüder und Schwestern!

Ich habe heute einen kleinen Reisebericht zu geben, denn vergangenen Samstag und Sonntag hatte ich die Freude, die Kirche und die Menschen auf der Insel Malta zu besuchen. Anlaß dafür war der 1950. Jahrestag der Ankunft des heiligen Paulus auf dieser Insel. Der Schiffbruch, der ihn dorthin brachte, wird etwa auf das Jahr 60 datiert. Wie Paulus durfte auch ich die herzliche Aufnahme des maltesischen Volkes erfahren. Er sagt: Wir fanden bei diesen, obwohl sie Barbaren waren, eine ganz ungewöhnliche Menschenfreundlichkeit (vgl. Apg 28,2). Heute sind sie ein gebildetes Volk von hoher Kultur, aber ihre Menschenfreundlichkeit und Gastlichkeit haben sie sich bewahrt, und ich möchte allen danken, die mir diesen Empfang bereitet haben, besonders den Kindern und Jugendlichen, die mit Enthusiasmus um mich herum waren. Die Höhepunkte meiner Reise waren der Besuch der Grotte des heiligen Paulus bei Rabat, in der er als Gefangener nach der Überlieferung drei Monate gelebt hat, dann die Eucharistiefeier in Floriana vor der Kirche des heiligen Publius und schließlich das Treffen mit den Jugendlichen in Valletta im Hafen, in einem wundervollen Bild, in dem die Schiffe herumfuhren, die Artillerie Ehrensalven abgab und die Freude so richtig alles prägte. Der Schiffbruch des heiligen Paulus vor der maltesischen Küste war zunächst eine Katastrophe, aber er war ein Teil der göttlichen Vorsehung. Denn so ist das Christentum in diese Insel gekommen und hat eine große Geschichte geschaffen. Seit damals ist die Geschichte Maltas, des maltesischen Volkes untrennbar mit dem katholischen Glauben verbunden, der seine Kultur und seine Traditionen tief geprägt hat. Auch heute sind das Evangelium und die Lehre der Kirche die Richtschnur bei der Suche nach Antworten auf die aktuellen Herausforderungen. Davon sprechen die uneingeschränkte Achtung des ungeborenen Lebens und der Heiligkeit der Ehe in der Gesetzgebung des Landes. Auch der apostolische Geist des heiligen Paulus ist in Malta lebendig geblieben. Immer noch schicken die beiden Inseln Malta und Gozo eine Vielzahl von Missionaren in die weite Welt hinaus. Mit ihrem Einsatz machen sie deutlich, daß der Glaube stärker wird, wenn man ihn weitergibt. Und das Malteserkreuz zeigt in aller Welt, was das Kreuz bedeutet: Versöhnung und Friede.

Sehr herzlich grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Einen besonderen Gruß richte ich an die Teilnehmer und Unterstützer des Spendenstaffellaufs von Wittenberg nach Rom »Von Luther zum Papst«. Die Begegnung mit dem auferstandenen Herrn hat das Leben des heiligen Paulus verwandelt, der auf Malta, hier in Rom und in vielen Ländern das Evangelium verkündet hat. Wie er wollen auch wir die Botschaft des Kreuzes und der Liebe Christi zu den Menschen bringen, wissend, daß auch Stürme und Schiffbrüche zum Plan Gottes gehören und zu neuen Anfängen und Aufbrüchen führen können. Der Herr schenke euch allen die Freude und die Kraft seines Heiligen Geistes.

[00554-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

Sintesi della catechesi in lingua spagnola  

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy quisiera hablaros de mi reciente viaje apostólico a Malta, donde se celebra el mil novecientos cincuenta aniversario del naufragio de san Pablo en sus costas y de su estancia en la isla durante unos tres meses. Así la providencia dispuso que el Evangelio llegara muy pronto a Malta, cuya historia ha estado y está íntimamente unida al cristianismo, buscando en la visión cristiana respuesta a los nuevos desafíos. He peregrinado a la llamada «gruta de san Pablo», que me ha hecho pensar en cómo el Apóstol mantuvo la confianza en el Señor en medio de la tempestad, y cómo un naufragio puede dar lugar también a una nueva vida. Así lo he dicho, sobre todo en el encuentro entusiasta con los jóvenes, para que no tengan miedo, pues el Amor de Dios es más grade que cualquier borrasca. He sido acogido muy calurosamente en todo momento, y quiero reiterar mi agradecimiento a las Autoridades, a los Obispos y todos cuantos han preparado y participado en una espléndida fiesta de familia para recibir al Sucesor de Pedro y su mensaje, que los confirma en la fe. Malta y Gozo son islas, pero no están aisladas. Han dado y siguen dado muchos misioneros del Evangelio, a ejemplo de san Pablo; y afronta los problemas de hoy en colaboración con otros países, manteniendo gran apego a su tierra, sus tradiciones y su fe.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los sacerdotes del curso de formación permanente del Pontificio Colegio Español en Roma, así como a los grupos venidos de España, México y otros países latinoamericanos. Muchas gracias.

[00555-04.01] [Texto original: Español]

Sintesi della catechesi in lingua portoghese  

Queridos irmãos e irmãs,

No sábado e domingo passados, Deus concedeu-me poder visitar Malta que celebra os mil novecentos e cinquenta anos do naufrágio de São Paulo nas suas costas e os sucessivos três meses de permanência evangelizadora do Apóstolo na ilha. Assim nasceu uma comunidade cristã fiel ao Evangelho que se esforça por conjugá-lo com as complexas questões do nosso tempo. Sinal disso é, por exemplo, o facto de o povo maltês se manter firme no respeito pela vida nascitura e pela sacralidade do matrimónio, decidindo não introduzir o aborto nem o divórcio no ordenamento jurídico do País. Com um vivo sentido de Deus e da Igreja, muitos jovens abraçam o chamamento de Jesus para ser presbíteros, aceitando partir para terras distantes a exemplo de São Paulo que levara o Evangelho aonde não tinha ainda chegado.

Amados peregrinos brasileiros de Curitiba e do Estado de São Paulo, quis partilhar convosco esta experiência que vivi com a Igreja de Malta e Gozo, na esperança de contar com a vossa oração e solidariedade por eles. Assim me ajudareis a levar o peso da missão que o Senhor há cinco anos me confiou. Nesta comunhão de sentimentos, vos agradeço e formulo votos de felicidades para vossas famílias e comunidades cristãs, e a todos abençoo.

[00556-06.01] [Texto original: Português]

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE  

Saluto in lingua polacca

Saluto in lingua ungherese

Saluto in lingua croata

Saluto in lingua ceca

Saluto in lingua italiana

Saluto in lingua polacca  

Pozdrawiam serdecznie pielgrzymów polskich. Kościół w Polsce obchodzi w tych dniach Tydzień Biblijny pod patronatem Dzieła Biblijnego imienia Jana Pawła II. Życzę byście napełnili wasze życie Ewangelią. Niech Chrystus – „Słowo Boga" (Ap 19, 13) – błogosławi wam wszystkim, waszym rodzinom, waszej Ojczyźnie. W Nim szukajcie światła, pociechy i mocy. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.

[Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. La Chiesa in Polonia sta vivendo in questi giorni la Settimana Biblica sotto il patronato dell’Opera Biblica di Giovanni Paolo II. Vi auguro che la vostra vita sia impregnata di Vangelo. Cristo – "Il Verbo di Dio" (Ap 19, 13) – benedica voi tutti, le vostre famiglie, la vostra Patria. Cercate in Lui la luce, la consolazione e la forza. Sia lodato Gesù Cristo.]

[00557-09.01] [Testo originale: Polacco]

Saluto in lingua ungherese  

Isten hozta a magyar híveket, különösen azokat, akik Keresztes Szilárd Püspök Atya vezetésével Tolcsváról és Komlóskáról jöttek. Kívánom, hogy római zarándoklatotok e húsvéti időben megerősítsen benneteket a hitben és a keresztény szeretetben. Szívesen adom rátok és szeretteitekre apostoli áldásomat. Dicsőség Jézus Krisztusnak!

[Saluto con affetto i fedeli ungheresi, specialmente coloro che sono arrivati con Mons. Szilárd Keresztes, da Tolcsva e da Komlóska. Auguro che il vostro pellegrinaggio a Roma in questo tempo pasquale sia per ciascuno un sostegno nella fede e nell'amore cristiano. Volentieri benedico voi ed i vostri cari in Patria. Sia lodato Gesù Cristo!]

[00558-AA.01] [Testo originale: Ungherese]

Saluto in lingua croata  

S uskrsnom radošću pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a na poseban način vjernike iz župe Svetog Martina iz Dugog Sela i župe Svetog Vinka iz Vinkovaca! Svojim životom veličajte Gospodina te molite za vaše svećenike kao i za nova duhovna zvanja u vašem narodu. Hvaljen Isus i Marija!

[Nel clima della gioia pasquale saluto tutti i pellegrini Croati, in modo particolare quelli provenienti dalla parrocchia di San Martino a Dugo Selo e dalla parrocchia di San Vincenzo a Vinkovci. Con la vostra vita magnificate il Signore e pregate per i vostri sacerdoti come pure per le nuove vocazioni al sacerdozio ed alla vita consacrata tra il vostro popolo. Siano lodati Gesù e Maria!]

[00559-AA.01] [Testo originale: Croato]

Saluto in lingua ceca  

Srdečně vítám poutníky z Dolní Lutyně a z jižních Čech. Prosím Boha, aby vás naplnil radostí z Kristova Zmrtvýchvstání a aby vás vždy provázel svými hojnými dary. K tomu vám rád žehnám! Chvála Kristu!

[Un cordiale benvenuto ai pellegrini di Dolní Lutyně e della Boemia del Sud. Prego Iddio affinché infonda in voi la gioia della Risurrezione di Cristo e vi accompagni sempre con i suoi numerosi doni. Con questi voti volentieri vi benedico! Sia lodato Gesù Cristo!]

[00560-AA.01] [Testo originale: Ceco]

Saluto in lingua italiana  

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto i parroci e gli altri sacerdoti della diocesi di Roma, accompagnati dal Cardinale Agostino Vallini e dai Vescovi Ausiliari, qui convenuti di ritorno dal pellegrinaggio ad Ars, promosso in occasione dell’Anno Sacerdotale. Cari sacerdoti romani, vi ringrazio della vostra presenza, segno di affetto e di vicinanza spirituale. Colgo questa opportunità per esprimere la mia stima e la mia viva riconoscenza a voi e ai sacerdoti che in tutto il mondo si dedicano con zelo apostolico al servizio del popolo di Dio, testimoniando la carità di Cristo. Sull’esempio di san Giovanni Maria Vianney, siate pastori pazienti e solleciti del bene delle anime. Saluto le postulanti e le novizie partecipanti all’incontro promosso dall’USMI ed auguro che cresca in ciascuna il desiderio di servire con gioia Gesù e il Vangelo.

Saluto i tanti studenti di ogni ordine e grado, che ringrazio per la loro così numerosa partecipazione, con un pensiero particolare per l’Istituto "Nazareth" di Roma, e li incoraggio a perseverare nel generoso impegno di testimonianza cristiana nel mondo della scuola. Uno speciale pensiero va, infine, agli altri giovani, ai malati ed agli sposi novelli. Domenica prossima, quarta del tempo di Pasqua, si celebra la Giornata di preghiera per le vocazioni. Auguro a voi, cari giovani, di trovare nel dialogo con Dio la vostra personale risposta al suo disegno di amore; invito voi, cari malati, ad offrire le vostre sofferenze perché maturino numerose e sante vocazioni. E voi, cari sposi novelli, attingete dalla preghiera quotidiana la forza per costruire un'autentica famiglia cristiana.

[00561-01.01] [Testo originale: Italiano]

[B0243-XX.01]