www.vatican.va

Back Top Print Pdf


L’UDIENZA GENERALE, 10.02.2010


L’UDIENZA GENERALE

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

UDIENZA AD UNA DELEGAZIONE DELLA "CHIESA EVANGELICA LUTERANA IN AMERICA"

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla cultura cristiana nel Medioevo, si è soffermato sulla figura di Sant’Antonio di Padova.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

Al termine dell’Udienza Generale, nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto una Delegazione della "Chiesa Evangelica Luterana in America".

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle,

dopo aver presentato, due settimane fa, la figura di Francesco di Assisi, questa mattina vorrei parlare di un altro santo appartenente alla prima generazione dei Frati Minori: Antonio di Padova o, come viene anche chiamato, da Lisbona, riferendosi alla sua città natale. Si tratta di uno dei santi più popolari in tutta la Chiesa Cattolica, venerato non solo a Padova, dove è stata innalzata una splendida Basilica che raccoglie le sue spoglie mortali, ma in tutto il mondo. Sono care ai fedeli le immagini e le statue che lo rappresentano con il giglio, simbolo della sua purezza, o con il Bambino Gesù tra le braccia, a ricordo di una miracolosa apparizione menzionata da alcune fonti letterarie.

Antonio ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della spiritualità francescana, con le sue spiccate doti di intelligenza, di equilibrio, di zelo apostolico e, principalmente, di fervore mistico.

Nacque a Lisbona da una nobile famiglia, intorno al 1195, e fu battezzato con il nome di Fernando. Entrò fra i Canonici che seguivano la regola monastica di sant’Agostino, dapprima nel monastero di San Vincenzo a Lisbona e, successivamente, in quello della Santa Croce a Coimbra, rinomato centro culturale del Portogallo. Si dedicò con interesse e sollecitudine allo studio della Bibbia e dei Padri della Chiesa, acquisendo quella scienza teologica che mise a frutto nell’attività di insegnamento e di predicazione. A Coimbra avvenne l’episodio che impresse una svolta decisiva nella sua vita: qui, nel 1220 furono esposte le reliquie dei primi cinque missionari francescani, che si erano recati in Marocco, dove avevano incontrato il martirio. La loro vicenda fece nascere nel giovane Fernando il desiderio di imitarli e di avanzare nel cammino della perfezione cristiana: egli chiese allora di lasciare i Canonici agostiniani e di diventare Frate Minore. La sua domanda fu accolta e, preso il nome di Antonio, anch’egli partì per il Marocco, ma la Provvidenza divina dispose altrimenti. In seguito a una malattia, fu costretto a rientrare in Italia e, nel 1221, partecipò al famoso "Capitolo delle stuoie" ad Assisi, dove incontrò anche san Francesco. Successivamente, visse per qualche tempo nel totale nascondimento in un convento presso Forlì, nel nord dell’Italia, dove il Signore lo chiamò a un’altra missione. Invitato, per circostanze del tutto casuali, a predicare in occasione di un’ordinazione sacerdotale, mostrò di essere dotato di tale scienza ed eloquenza, che i Superiori lo destinarono alla predicazione. Iniziò così in Italia e in Francia, un’attività apostolica tanto intensa ed efficace da indurre non poche persone che si erano staccate dalla Chiesa a ritornare sui propri passi. Fu anche tra i primi maestri di teologia dei Frati Minori, se non proprio il primo. Iniziò il suo insegnamento a Bologna, con la benedizione di Francesco, il quale, riconoscendo le virtù di Antonio, gli inviò una breve lettera, che si apriva con queste parole: "Mi piace che insegni teologia ai frati". Antonio pose le basi della teologia francescana che, coltivata da altre insigni figure di pensatori, avrebbe conosciuto il suo apice con san Bonaventura da Bagnoregio e il beato Duns Scoto.

Diventato Superiore provinciale dei Frati Minori dell’Italia settentrionale, continuò il ministero della predicazione, alternandolo con le mansioni di governo. Concluso l’incarico di Provinciale, si ritirò vicino a Padova, dove già altre volte si era recato. Dopo appena un anno, morì alle porte della Città, il 13 giugno 1231. Padova, che lo aveva accolto con affetto e venerazione in vita, gli tributò per sempre onore e devozione. Lo stesso Papa Gregorio IX, che dopo averlo ascoltato predicare lo aveva definito "Arca del Testamento", lo canonizzò nel 1232, anche in seguito ai miracoli avvenuti per sua intercessione.

Nell’ultimo periodo di vita, Antonio mise per iscritto due cicli di "Sermoni", intitolati rispettivamente "Sermoni domenicali" e "Sermoni sui Santi", destinati ai predicatori e agli insegnanti degli studi teologici dell’Ordine francescano. In essi egli commenta i testi della Scrittura presentati dalla Liturgia, utilizzando l’interpretazione patristico-medievale dei quattro sensi, quello letterale o storico, quello allegorico o cristologico, quello tropologico o morale, e quello anagogico, che orienta verso la vita eterna. Si tratta di testi teologico-omiletici, che riecheggiano la predicazione viva, in cui Antonio propone un vero e proprio itinerario di vita cristiana. È tanta la ricchezza di insegnamenti spirituali contenuta nei "Sermoni", che il Venerabile Papa Pio XII, nel 1946, proclamò Antonio Dottore della Chiesa, attribuendogli il titolo di "Dottore evangelico", perché da tali scritti emerge la freschezza e la bellezza del Vangelo; ancora oggi li possiamo leggere con grande profitto spirituale.

In essi, egli parla della preghiera come di un rapporto di amore, che spinge l’uomo a colloquiare dolcemente con il Signore, creando una gioia ineffabile, che soavemente avvolge l’anima in orazione. Antonio ci ricorda che la preghiera ha bisogno di un’atmosfera di silenzio che non coincide con il distacco dal rumore esterno, ma è esperienza interiore, che mira a rimuovere le distrazioni provocate dalle preoccupazioni dell’anima. Secondo l’insegnamento di questo insigne Dottore francescano, la preghiera è articolata in quattro atteggiamenti, indispensabili, che, nel latino di Antonio, sono definiti: obsecratio, oratio, postulatio, gratiarum actio. Potremmo tradurli così: aprire fiduciosamente il proprio cuore a Dio, colloquiare affettuosamente con Lui, presentargli i nostri bisogni, lodarlo e ringraziarlo.

In questo insegnamento di sant’Antonio sulla preghiera cogliamo uno dei tratti specifici della teologia francescana, di cui egli è stato l’iniziatore, cioè il ruolo assegnato all’amore divino, che entra nella sfera degli affetti, della volontà, del cuore, e che è anche la sorgente da cui sgorga una conoscenza spirituale, che sorpassa ogni conoscenza.

Scrive ancora Antonio: "La carità è l’anima della fede, la rende viva; senza l’amore, la fede muore" (Sermones Dominicales et Festivi II, Messaggero, Padova 1979, p. 37).

Soltanto un’anima che prega può compiere progressi nella vita spirituale: è questo l’oggetto privilegiato della predicazione di sant’Antonio. Egli conosce bene i difetti della natura umana, la tendenza a cadere nel peccato, per cui esorta continuamente a combattere l’inclinazione all’avidità, all’orgoglio, all’impurità, e a praticare invece le virtù della povertà e della generosità, dell’umiltà e dell’obbedienza, della castità e della purezza. Agli inizi del XIII secolo, nel contesto della rinascita delle città e del fiorire del commercio, cresceva il numero di persone insensibili alle necessità dei poveri. Per tale motivo, Antonio più volte invita i fedeli a pensare alla vera ricchezza, quella del cuore, che rendendo buoni e misericordiosi, fa accumulare tesori per il Cielo. "O ricchi - così egli esorta - fatevi amici… i poveri, accoglieteli nelle vostre case: saranno poi essi, i poveri, ad accogliervi negli eterni tabernacoli, dove c’è la bellezza della pace, la fiducia della sicurezza, e l’opulenta quiete dell’eterna sazietà" (Ibid., p. 29).

Non è forse questo, cari amici, un insegnamento molto importante anche oggi, quando la crisi finanziaria e i gravi squilibri economici impoveriscono non poche persone, e creano condizioni di miseria? Nella mia Enciclica Caritas in veritate ricordo: "L’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona" (n. 45).

Antonio, alla scuola di Francesco, mette sempre Cristo al centro della vita e del pensiero, dell’azione e della predicazione. È questo un altro tratto tipico della teologia francescana: il cristocentrismo. Volentieri essa contempla, e invita a contemplare, i misteri dell’umanità del Signore, in modo particolare, quello della Natività, che gli suscitano sentimenti di amore e di gratitudine verso la bontà divina.

Anche la visione del Crocifisso gli ispira pensieri di riconoscenza verso Dio e di stima per la dignità della persona umana, così che tutti, credenti e non credenti, possano trovarvi un significato che arricchisce la vita. Scrive Antonio: "Cristo, che è la tua vita, sta appeso davanti a te, perché tu guardi nella croce come in uno specchio. Lì potrai conoscere quanto mortali furono le tue ferite, che nessuna medicina avrebbe potuto sanare, se non quella del sangue del Figlio di Dio. Se guarderai bene, potrai renderti conto di quanto grandi siano la tua dignità umana e il tuo valore... In nessun altro luogo l’uomo può meglio rendersi conto di quanto egli valga, che guardandosi nello specchio della croce" (Sermones Dominicales et Festivi III, pp. 213-214).

Cari amici, possa Antonio di Padova, tanto venerato dai fedeli, intercedere per la Chiesa intera, e soprattutto per coloro che si dedicano alla predicazione. Questi, traendo ispirazione dal suo esempio, abbiano cura di unire solida e sana dottrina, pietà sincera e fervorosa, incisività nella comunicazione. In quest’anno sacerdotale, preghiamo perché i sacerdoti e i diaconi svolgano con sollecitudine questo ministero di annuncio e attualizzazione della Parola di Dio ai fedeli, soprattutto attraverso le omelie liturgiche. Siano esse una presentazione efficace dell’eterna bellezza di Cristo, proprio come Antonio raccomandava: "Se predichi Gesù, egli scioglie i cuori duri; se lo invochi, addolcisci le amare tentazioni; se lo pensi, ti illumina il cuore; se lo leggi, egli ti sazia la mente" (Sermones Dominicales et Festivi III, p. 59).

[00187-01.01] [Testo originale: Italiano]

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

Sintesi della catechesi in lingua francese

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Sintesi della catechesi in lingua portoghese

Sintesi della catechesi in lingua francese 

Chers frères et sœurs,

Antoine de Padoue, né à Lisbonne vers 1195, est l’un des saints les plus populaires de l'Église. Bouleversé par le martyre, au Maroc, de cinq missionnaires franciscains, il quitta les Chanoines augustiniens pour devenir frère mineur. Il montra de tels dons de science et d’éloquence que Saint François, qu’il rencontra au Chapitre des nattes, lui donna pour mission d’«enseigner la théologie aux frères ». Antoine posa les bases de la théologie franciscaine par ses commentaires si vivants de l’Écriture. Ses écrits pleins de la fraicheur et de la beauté de l’Évangile proposaient à chacun un vrai chemin de vie chrétienne : il lui valurent le titre de « Docteur évangélique ». Antoine nous rappelle que la prière est comme une relation d’amour avec le Seigneur. Elle a besoin d’une atmosphère de silence qui n’est pas seulement absence de bruit mais expérience intérieure qui éloigne les distractions. Il s’agit d’ouvrir son cœur à Dieu dans la confiance, de Lui parler, de Lui présenter nos besoins, de Le louer et de Le remercier. Seul celui qui prie progresse dans la vie spirituelle. Antoine mit toujours le Christ au centre de sa vie et de sa prédication. Qu’il intercède pour les prêtres et les diacres afin qu’ils accomplissent avec sollicitude leur ministère d’annonce et d’actualisation de la Parole de Dieu !

Je suis heureux d’accueillir les pèlerins francophones, en particulier les élèves et les professeurs de différents collèges de Montaigu, Séverac-le Château et Paris, ainsi que les paroissiens venus en pèlerinage à Rome. Puisse le Seigneur Jésus vous accompagner dans votre vie ! Que Dieu vous bénisse !

[00188-03.01] [Texte original: Français]

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters,

Continuing our catechesis on medieval Christian culture, we now turn to Saint Anthony of Padua, a contemporary of Saint Francis who helped lay the foundations of the Franciscan theological and spiritual tradition. Born in Lisbon, Anthony became an Augustinian canon and then a Franciscan Friar. His great eloquence and learning made him one of the great preachers of his time. His Sermons, imbued with the traditional spiritual exegesis of the Scriptures, offer a guide to growth in the Christian life and stress the importance of prayer as a loving and joy-filled conversation with the Lord. Here we see one of the principal characteristics of Franciscan theology: its emphasis on God’s love, which grants spiritual knowledge and transforms our lives. At a time of great economic growth, Anthony called for the cultivation of interior riches and sensitivity to the needs of the poor. Typical also of the Franciscan tradition is his stress on the contemplation of Christ in his humanity, particularly in the mysteries of the Nativity and the Crucifixion. In this Year for Priests, let us ask Saint Anthony to pray that all preachers will communicate a burning love for Christ, a thirst for closeness to the Lord in prayer, and a deeper appreciation of the truth and beauty of God’s word.

I am pleased to offer a warm welcome to the Delegation of the Evangelical Lutheran Church in America here with us today. I also greet all the English-speaking visitors present at this Audience, especially those from England, Denmark and the United States. Upon all of you I invoke God’s blessings of joy and peace!

[00189-02.01] [Original text: English]

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern!

Der heilige Antonius von Padua ist zweifelsohne einer der beliebtesten Volksheiligen der Kirche. Antonius gehörte noch zur ersten Generation der Franziskaner und hat entscheidend an der Entwicklung der franziskanischen Spiritualität und Theologie mitgewirkt. Ursprünglich stammte Fernando – so hieß Antonius mit Taufnamen – aus Lissabon und wurde zunächst Augustiner-Chorherr. Unter dem Eindruck der Überführung der sterblichen Überreste der ersten franziskanischen Märtyrer aus Marokko trat er in den Franziskanerorden ein und erhielt den Namen Antonius. 1221 nahm er am Generalkapitel der Franziskaner in Assisi teil und begegnete dort auch dem heiligen Franziskus. Später wurde man eher zufällig auf seine große Predigtgabe aufmerksam wurde. So wurde Antonius nach Oberitalien und Südfrankreich gesandt, wo er viele Irrgläubige zur Umkehr und Rückkehr in die Kirche bewegen konnte. Als erster theologischer Lehrer seines Ordens legte er in solider Kenntnis der Heiligen Schrift und der Kirchenväter, vornehmlich des heiligen Augustinus, die Grundlagen für die spätere franziskanische Theologie. Antonius starb am 13. Juni 1231 bei Padua und wurde ein Jahr später heiliggesprochen. Seine beiden Predigtsammlungen zeugen von seiner tiefen und lebendigen Verkündigung, aus denen die Frische und Schönheit des Evangeliums spricht. So erhielt Antonius 1946 als Kirchenlehrer den Titel „doctor evangelicus". Besonderen Wert legte der Heilige auf das Gebet, das unabdingbar ist für den Fortschritt im geistlichen Leben, auf die göttliche Liebe, die erst ein tieferes Erkennen möglich macht, und auf die Nächstenliebe, die die Seele des Glaubens ist. Dabei steht im Mittelpunkt seiner Verkündigung stets Christus. Die Betrachtung der Geheimnisse der Menschheit Jesu, vor allem seiner Geburt und seines Todes am Kreuz, weckt in uns die Liebe und die Dankbarkeit gegenüber Gott.

Mit Freude grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Der heilige Antonius helfe uns, in der Liebe zu Christus und zum Nächsten zu wachsen. Bitten wir ihn in diesem Priesterjahr um seine Fürsprache, daß es den Priestern und Diakonen heute gelingt, die Botschaft Christi freudig zu verkünden und die Herzen der Menschen für den Herrn zu öffnen. Gerne begleite ich euch alle mit meinem Segen.

[00190-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

San Antonio de Padua, uno de los santos más populares de la Iglesia, nació en Lisboa, en una familia noble. Después de un tiempo con los Canónigos Agustinos ingresó en los Frailes Menores, con el deseo de ir a Marruecos como misionero. Tras una enfermedad regresó a Italia donde realizó una intensa y eficaz actividad apostólica. Murió en Padua, al poco de concluir su cargo de Provincial. Escribió dos ciclos de Sermones, proponiendo un verdadero itinerario de vida cristiana. Define la oración como una relación de amor del hombre con el Señor, cuyas actitudes fundamentales son: abrir con confianza el corazón a Dios, hablarle afectuosamente, presentarle nuestras necesidades, alabarlo y darle gracias. La teología franciscana, de la que san Antonio es uno de los iniciadores, se caracteriza así por el papel central del amor divino. Exhorta también continuamente a combatir las malas inclinaciones y a practicar las virtudes, especialmente la caridad con los pobres, acumulando de este modo tesoros para el Cielo. Fiel al cristocentrismo de la teología franciscana, invita a contemplar los misterios de la humanidad del Señor, de modo particular su Nacimiento y su muerte en la Cruz.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española aquí presentes, en particular, a los peregrinos de España, México, Colombia y de otros países latinoamericanos. Invito a todos a seguir rezando con fervor, en este Año Sacerdotal, por los sacerdotes, para que sean fieles ministros de la Palabra de Dios, y sepan presentar la belleza del mensaje de Cristo con profundidad y competencia doctrinal. Muchas gracias.

[00191-04.01] [Texto original: Español]

Sintesi della catechesi in lingua portoghese

Queridos irmãos e irmãs,

Dotado de grande inteligência, equilíbrio, zelo apostólico e fervor místico, Antônio de Pádua ou – como também é conhecido – de Lisboa, contribuiu de modo significativo para o desenvolvimento da espiritualidade franciscana, sendo um dos santos mais populares da Igreja Católica. Começou sua vida religiosa entre os Cônegos Regulares de Santo Agostinho, dedicando-se ao estudo da Bíblia e dos Padres da Igreja. Porém, atraído pelo exemplo dos primeiros mártires franciscanos, fez-se discípulo de São Francisco de Assis e acabou por ser destinado para a pregação do Evangelho ao povo simples e o ensino da teologia a seus confrades, lançando as bases da teologia franciscana. No último período da sua vida, Antônio escreveu os «Sermões», onde propõe um verdadeiro itinerário de vida cristã. Neste Ano Sacerdotal, peçamos que os sacerdotes e diáconos cumpram sempre com solicitude este ministério de anúncio e atualização da Palavra de Deus no meio do Povo de Deus.

Saúdo, com fraterna amizade, os grupos vindos de São Paulo, Rio de Janeiro, Ribeirão Preto e demais peregrinos de língua portuguesa, desejando que esta visita aos lugares santificados pela pregação e martírio dos Apóstolos Pedro e Paulo possa confirmar a todos na fé, esperança e caridade. A Virgem Mãe vos acompanhe e proteja!

[00192-06.01] [Texto original: Português]

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

Saluto in lingua polacca

Saluto in lingua croata

Saluto in lingua ceca

Saluto in lingua slovacca

Saluto in lingua romena

Saluto in lingua italiana

Saluto in lingua polacca 

Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus. Drodzy pielgrzymi polscy. Jutro, we wspomnienie liturgiczne Matki Bożej z Lourdes, będziemy obchodzili Światowy Dzień Chorego. Opiece Maryi polecamy wszystkich chorych i tych, którzy niosą im ulgę w cierpieniu. Niech nasi bracia obarczeni krzyżem choroby i niemocy znajdują otuchę w Krzyżu Chrystusa. Modląc się za nich, z serca im błogosławię, jak również wam tu obecnym i waszym bliskim.

[Sia lodato Gesù Cristo. Cari pellegrini polacchi, domani, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, celebreremo la Giornata Mondiale del Malato. Alla protezione della Madonna affidiamo tutti i malati e quanti recano loro sollievo nella sofferenza. I nostri fratelli che portano la croce dell’infermità e della sofferenza trovino il conforto nella Croce di Cristo. Pregando per loro, li benedico di cuore, come anche voi qui presenti e i vostri cari.]

[00193-09.01] [Testo originale: Polacco]

Saluto in lingua croata

Srdačno pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a na poseban način vas, svećenike, redovnike, redovnice, bogoslove i sve vjernike iz Gospićko-senjske biskupije, predvođene vašim biskupom monsinjorom Milom Bogovićem. Došli ste očitovati svoju zahvalnost i vjernost Apostolskoj Stolici prigodom desete obljetnice vaše biskupije. Ujedno danas slavimo i spomendan Blaženoga Alojzija kardinala Stepinca, biskupa i mučenika, koji je prije pedeset godina dao svoj život za svjedočanstvo vjere. Čuvajte uspomenu na svoje mučenike, i na njihovom hrabrom primjeru budite danas „sol zemlje i svjetlo svijeta" (usp. Mt 5,13.14.). Stoga vas potičem da, s još većim žarom, molite u vašim obiteljima i u vašim zajednicama za prijeko potrebna duhovna zvanja, a osobito u vašoj biskupiji. Dok vam jamčim svoju duhovnu blizinu, vama i vašim obiteljima udjeljujem poseban apostolski blagoslov. Hvaljen Isus i Marija!

[Saluto di cuore i pellegrini croati, e in modo particolare voi, sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi e fedeli tutti della Diocesi di Gospić-Senj, guidati dal vostro Vescovo Mons. Mile Bogović. Siete venuti a manifestare la vostra gratitudine e fedeltà alla Sede Apostolica in occasione del decimo anniversario di fondazione della vostra Diocesi. Oggi celebriamo la memoria del Beato Luigi cardinale Stepinac, vescovo e martire, che ha sacrificato la sua vita cinquanta anni fa in testimonianza della fede. Custodite la memoria dei vostri martiri, e sul loro eroico esempio nell oggi della Chiesa siate "il sale della terra e la luce del mondo" (cf. Mt 5,13.14.). Vi esorto a pregare con rinnovato fervore nelle vostre famiglie e nelle vostre comunità, per le vocazioni al Sacerdozio ed alla Vita Consacrata tento necessarie specialmente nella vostra Diocesi. Mentre vi assicuro la mia spirituale vicinanza imparto a voi e alle vostre famiglie una speciale Benedizione Apostolica. Siano lodati Gesù e Maria!]

[00194-AA.01] [Testo originale: Croato]

Saluto in lingua ceca

Srdečně vítám poutníky z Prahy - Chodova! Nechť tato pouť do Říma k hrobům apoštolů Petra a Pavla ve vás rozhojní lásku k Církvi a touhu po duchovní dokonalosti. K tomu vám rád žehnám. Chvála Kristu!

[Un cordiale benvenuto ai pellegrini di Praha - Chodov. Possa questo vostro pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo accrescere in voi l'amore per la Chiesa e il desiderio di perfezione spirituale. Con questi voti, volentieri vi benedico. Sia lodato Gesù Cristo!]

[00195-AA.01] [Testo originale: Ceco]

Saluto in lingua slovacca

Srdečne pozdravujem spoločenstvo Kňazského seminára svätého Františka Xaverského z Banskej Bystrice - Badína. Milí seminaristi, prajem vám nech púť k hrobom Apoštolov počas Roka kňazov posilní vašu vernosť Krístovi, ktorý vás volá, aby ste mu veľkodušne slúžili v bratoch a sestrách. S láskou žehnám vás i vašich drahých. Pochválený buď Ježiš Kristus!

[Saluto cordialmente la comunità del Seminario diocesano di San Francesco Saverio di Banská Bystrica – Badín. Cari seminaristi, vi auguro che il vostro pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli nell’Anno sacerdotale rafforzi la vostra fedeltà a Cristo, che vi chiama a servirlo generosamente nei fratelli. Con affetto benedico voi ed i vostri cari. Sia lodato Gesù Cristo!]

[00196-AA.01] [Testo originale: Slovacco]

Saluto in lingua romena

Salut cu afecţiune studenţii teologi de la Seminarul Mare din Iaşi, însoţiţi de educatorii lor. Iubiţi prieteni, redescoperiţi darul urmării lui Cristos, aderând mereu, cu ajutorul său, la voinţa Tatălui şi pregătiţi-vă sub aspect spiritual, teologic şi pastoral să îndepliniţi în mod temeinic viitorul vostru minister în contextul societăţii de astăzi în mare parte secularizată. Vă însoţesc cu rugăciunea mea şi vă binecuvântez din inimă.

[Saluto con affetto gli alunni del Seminario Maggiore di Iaşi, accompagnati dai loro educatori. Cari amici, riscoprite il dono della sequela di Cristo, aderendo sempre, con il suo aiuto, alla volontà del Padre e preparatevi spiritualmente, teologicamente e pastoralmente ad esercitare con solidità il vostro futuro ministero nel contesto dell’odierna società in gran parte secolarizzata. Vi accompagno con la mia preghiera e di cuore vi benedico.]

[00197-AA.01] [Testo originale: Romeno]

Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto con affetto i giovani dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, guidati dal loro Arcivescovo Mons. Rocco Talucci, ed auspico che ciascuno possa essere per i coetanei testimone di fede ed esempio di onestà e di bontà. Ricordo molto volentieri la festosa accoglienza che mi avete riservato in occasione della mia Visita Pastorale a Brindisi. Fu un momento il cui gioioso ricordo resta inciso nella memoria di noi tutti. Grazie per aver voluto oggi ricambiare quella Visita! Saluto i rappresentanti del Comitato Regionale Lazio della Federazione Italiana Gioco Calcio, che ricorda il centenario di fondazione e li esorto a vivere l’attività sportiva, con serenità e gioia, promuovendo così un sano agonismo. Sono lieto di accogliere i Membri della Giunta e il Consiglio della Provincia di Barletta-Andria-Trani, recentemente istituita nella Regione Puglia ed assicuro la mia preghiera per il loro servizio in favore del bene comune.

Mi rivolgo, infine, ai giovani ai malati ed agli sposi novelli. Domani celebreremo la festa della Beata Vergine di Lourdes e la Giornata Mondiale del Malato. Maria Immacolata vi aiuti, cari giovani, a conservarvi sempre fedeli nell'impegno di seguire Cristo; rivolga il suo sguardo pieno di amore e di tenerezza su voi, cari malati, e vi sostenga nel portare con serenità la vostra croce, in unione a quella di Cristo; illumini voi, cari sposi novelli, nel cammino familiare che avete da poco iniziato, e lo renda ricco di bene e aperto alla vita, dono del Signore.

[00198-01.01] [Testo originale: Italiano]

UDIENZA AD UNA DELEGAZIONE DELLA "CHIESA EVANGELICA LUTERANA IN AMERICA"

Al termine dell’Udienza Generale di questa mattina, nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto una Delegazione della "Chiesa Evangelica Luterana in America", ed ha rivolto loro il seguente discorso:

 Discorso del Santo Padre

Distinguished Friends,

I am pleased to greet Bishop Mark Hanson and all of you present here today for this ecumenical visit.

Since the beginning of my Pontificate, I have been encouraged that relations between Catholics and Lutherans have continued to grow, especially at the level of practical collaboration in the service of the Gospel. In his Encyclical Letter Ut Unum Sint, my beloved predecessor Pope John Paul II described our relationship as "brotherhood rediscovered" (No. 41). I deeply hope that the continuing Lutheran-Catholic dialogue both in the United States of America and at the international level will help to build upon the agreements reached so far. An important remaining task will be to harvest the results of the Lutheran-Catholic dialogue that so promisingly started after the Second Vatican Council. To build on what has been achieved together since that time, a spiritual ecumenism should be grounded in ardent prayer and in conversion to Christ, the source of grace and truth. May the Lord help us to treasure what has been accomplished so far, to guard it with care, and to foster its development.

I conclude by renewing the wish expressed by my predecessor, during whose Pontificate so much was accomplished on the road to full visible unity among Christians, when he said to a similar delegation from the Lutheran Church in America: "You are most welcome here. Let us rejoice that an encounter such as this can take place. Let us resolve to be open to the Lord so that he can use this meeting for his purposes, to bring about the unity that he desires. Thank you for the efforts you are making for full unity in faith and charity" (Address to the Bishops of the Lutheran Church in America, 26 September 1985).

Upon you and all those entrusted to your pastoral care, I cordially invoke the abundant blessings of Almighty God.

[00204-02.01] [Original text: English]

[B0084-XX.01]