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Messaggio del Dicastero per il Dialogo Interreligioso agli Indù in occasione della festa di Deepavali 2026, 30.10.2026


Testo in lingua inglese

Traduzione in lingua italiana

Traduzione in lingua francese

Traduzione in lingua hindi

La festa di Diwali è celebrata da tutti gli Indù ed è conosciuta come Deepavali ossia “fila di lampade ad olio”. Simbolicamente fondata su un’antica mitologia, essa rappresenta la vittoria della verità sulla menzogna, della luce sulle tenebre, della vita sulla morte, del bene sul male.

La celebrazione vera e propria dura tre giorni segnando l’inizio di un nuovo anno, la riconciliazione familiare, specialmente tra fratelli e sorelle, e l’adorazione a Dio.

Quest’anno la festa sarà celebrata da molti indù l’8 novembre.

Per l’occasione il Dicastero per il Dialogo Interreligioso ha inviato loro un Messaggio dal tema: «Induisti e cristiani: diamo vita insieme a cammini di pace nello "spirito di Assisi"».

Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio in lingua inglese, italiana, francese e hindi:

 

Testo in lingua inglese

Hindus and Christians:

forging pathways of peace together

in “the spirit of Assisi”

Dear friends,

The Dicastery for Interreligious Dialogue extends its warmest prayerful and festive wishes to you as you celebrate Deepavali on 8 November this year. May God, the fount of all that is good, bless you, your families, loved ones and communities with abundant joy, peace and prosperity!

Forty years ago, on 27 October 1986, representatives of the world’s religions gathered in Assisi, at the invitation of Saint John Paul II, to pray for peace. Assisi, the birthplace and resting place of Saint Francis of Assisi, who was hailed as “a man of peace” (cf. Pope John Paul II, Address to the Representatives of the Christian Churches and Ecclesial Communities and of the World Religions, 27 October 1986), thus became the setting for a historic encounter, in which people of various religions came together to pray, convinced that religions and interreligious solidarity can help address global crises and promote peace. Saint John Paul II called this the “spirit of Assisi”, which over the years has inspired countless initiatives for peace throughout the world (cf. Address to the Leaders of the World Religions, 26 October 1986).

In the face of the many challenges facing humanity today, especially those arising from wars, conflicts, and the use of religion for political ends, the commemoration of the 1986 Assisi gathering offers us the opportunity to reflect with you on how Hindus and Christians can forge pathways of peace together, drawing inspiration from the spirit of Assisi.

One such pathway is to come together to pray with a shared spiritual commitment to peace, each according to his or her own religious tradition, while respecting that of the other. Indeed, genuine prayer overcomes differences and disarms hearts, minds and lives (cf. Pope Leo XIV, Message for the 59th World Day of Peace, 1 January 2026), transforming us into men and women of compassion and peace.

Another pathway is to nurture the spirit of universal fraternity exemplified by Saint Francis, who treated all as omnes fratres, “brothers and sisters all” (cf. Pope Francis, Message for the 47th World Day of Peace, 1 January 2014). Fraternity enables us to recognize the face of God in others and to stand in solidarity with them, especially the poor and the weak. The more fraternity flourishes among us, the more peace will take root in our world.

Above all, interreligious dialogue lies at the heart of the spirit of Assisi, because of its profound potential to advance the cause of global peace. Today, such dialogue is a “vital necessity” (cf. Pope Benedict XVI, Address to the Ambassadors of Countries with a Muslim Majority and to the Representatives of Muslim Communities in Italy, 25 September 2006). As Pope Leo XIV reminds us, it plays “a decisive role, because at the heart of the great spiritual paths lies a message of peace” (Encyclical Letter Magnifica Humanitas, 223).

The spirit of Assisi is at its core a commitment to peace. The Assisi gathering united people of diverse religious traditions and showed the world that authentic religions of their very nature promote peace and reject every form of violence, since violence “is the antithesis of religion and contributes to its destruction” (cf. Pope Benedict XVI, Address at the Day of Reflection, Dialogue, and Prayer for Peace and Justice in the World, 27 October 2011).

As persons grounded in our respective religions, and as people with shared values, may we, Hindus and Christians, draw renewed inspiration from the fortieth anniversary of the Assisi gathering. May we imbibe ever more the spirit of Assisi in our own lives by praying for peace, living the spirit of fraternity in our daily lives, and, by engaging actively in interreligious dialogue, joining hands with people of other religions and all people of goodwill in working for peace in our world.

We wish you all a Happy Deepavali!

Cardinal George Jacob Koovakad

Prefect

Msgr. Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage

Secretary

[01579-EN.01] [Original text: English]

 

 

 

 

Traduzione in lingua italiana

Induisti e cristiani: diamo vita insieme

a cammini di pace

nello "spirito di Assisi"

Cari amici,

il Dicastero per il Dialogo Interreligioso porge i più cordiali auguri, con la preghiera e in spirito di festa, a voi che celebrate quest'anno il Deepavali l'8 novembre. Che Dio, fonte di ogni bene, benedica voi, le vostre famiglie, i vostri cari e le vostre comunità con gioia, pace e prosperità in abbondanza!

Quarant'anni fa, il 27 ottobre 1986, i rappresentanti delle religioni del mondo si sono riuniti ad Assisi, su invito di san Giovanni Paolo II, per pregare per la pace. Assisi, luogo di nascita e di sepoltura di san Francesco, acclamato come «uomo di pace» (cfr. Giovanni Paolo II, Ai rappresentanti delle diverse chiese cristiane e comunità ecclesiali e delle religioni mondiali, 27 ottobre 1986), divenne così teatro di un incontro storico, in cui persone di diverse tradizioni religiose si ritrovarono a pregare, convinte che le religioni e la solidarietà interreligiosa possono contribuire ad affrontare le crisi globali e a promuovere la pace. San Giovanni Paolo II chiamò questo fenomeno lo «spirito di Assisi», che ha ispirato nel corso degli anni innumerevoli iniziative di pace in tutto il mondo (cfr ivi, 27 ottobre 1986).

Di fronte alle numerose sfide che l'umanità affronta oggi, in particolare quelle derivanti dalle guerre, dai conflitti e dall'uso della religione per fini politici, la commemorazione dell'incontro di Assisi del 1986 ci offre l'occasione di riflettere con voi su come indù e cristiani possano insieme dar vita a cammini di pace, traendo ispirazione dallo spirito di Assisi.

Una via è quella di riunirci in preghiera con un comune impegno spirituale per la pace, ciascuno secondo la propria tradizione religiosa, nel rispetto di quella dell'altro. Infatti, la preghiera autentica va oltre le differenze e disarma i cuori, le menti e la vita (cfr. Papa Leone XIV, Messaggio per la 59ª Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2026), trasformandoci in uomini e donne compassionevoli e pacifici.

Un'altra via è quella di coltivare lo spirito di fraternità universale incarnato da san Francesco, che trattava tutti come “omnes fratres”, «fratelli tutti» (cfr. Papa Francesco, Messaggio per la 47ª Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2014). La fraternità ci rende capaci di riconoscere il volto di Dio negli altri e di essere solidali con loro, specialmente con i poveri e i deboli. Quanto più la fraternità fiorirà tra di noi, tanto più la pace metterà radici nel mondo.

Il dialogo interreligioso è innanzitutto al cuore dello spirito di Assisi, per il suo profondo potenziale di far progredire la causa della pace nel mondo. Oggi tale dialogo è una «necessità vitale» (cfr. Papa Benedetto XVI, Agli Ambasciatori dei Paesi a maggioranza musulmana e ai Rappresentanti delle Comunità musulmane in Italia, 25 settembre 2006). Come ci ricorda Papa Leone XIV, esso svolge «un ruolo decisivo, perché al centro dei grandi cammini spirituali si trova un messaggio di pace» (Lettera enciclica Magnifica Humanitas, 223).

Lo spirito di Assisi è, nella sua essenza, un impegno per la pace. L'incontro di Assisi ha unito persone di diverse tradizioni religiose e ha mostrato al mondo che le religioni autentiche, per loro natura, promuovono la pace e rifiutano ogni forma di violenza, poiché la violenza «è invece il suo [della religione] travisamento e contribuisce alla sua distruzione» (cfr. Papa Benedetto XVI, Intervento alla Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo, 27 ottobre 2011).

Radicati nelle nostre rispettive religioni e uniti da valori condivisi, possiamo noi, indù e cristiani, trarre nuova ispirazione dal quarantesimo anniversario dell'incontro di Assisi. Possiamo fare in modo che lo spirito di Assisi impregni sempre più la nostra vita pregando per la pace, vivendo lo spirito di fraternità nella quotidianità e, impegnandoci attivamente nel dialogo interreligioso, mano nella mano con persone di altre religioni e con tutti gli uomini e donne di buona volontà per lavorare per la pace nel mondo.

A tutti voi auguri di felice Deepavali!

Cardinal George Jacob Koovakad

Prefetto

Msgr. Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage

Segretario

[01579-IT.01] [Testo originale: Inglese]

Traduzione in lingua francese

Hindous et Chrétiens :

tracer ensemble les chemins de la paix

dans « l’esprit d’Assise »

Chers amis,

Alors que vous célébrez le Deepavali, le 8 novembre cette année, le Dicastère pour le Dialogue Interreligieux vous adresse ses vœux priants et festifs. Puisse Dieu, source de tout bien, vous bénir d’une abondance de joie, de paix et de prospérité, vous et vos familles ainsi que ceux qui vous sont chers et vos propres communautés.

Il y a 40 ans, le 27 octobre 1986, des représentants des religions du monde se réunissaient à Assise, à l’invitation du saint pape Jean-Paul II, afin de prier pour la paix. Assise, lieu de la naissance et de la sépulture de saint François d’Assise qu’il désigne comme un « homme de paix » (Cf. Pape Jean-Paul II, Aux représentants des diverses églises et communions chrétiennes et des autres religions venus à Assise pour la journée de prière pour la paix, 27 octobre 1986), devient alors la scène d’une rencontre historique où chaque personne de religion différente peut se joindre à l’autre pour prier, convaincu que les religions et la solidarité interreligieuse peut apporter sa contribution à résoudre les crises globales et promouvoir la paix. C’est ce que Jean-Paul II a appelé « l’esprit d’Assise » qui, au cours des années écoulées, à inspirer d’innombrables initiatives pour la paix de par le monde (Cf. Pape Jean-Paul II, Aux représentants des Églises chrétiennes, des communautés ecclésiales et des religions mondiales réunis sur la Place inférieure de la Basilique de Saint François à Assise, 27 octobre 1986).

Face aux nombreux défis de l’humanité aujourd’hui, spécialement ceux qui découlent des guerres, des conflits et de l’utilisation de la religion à des fins politiques, la commémoration de la rencontre d’Assise en 1986 nous offre l’occasion de réfléchir avec vous sur la manière dont hindous et chrétiens peuvent tracer des voies de dialogue ensemble en s’inspirant de « l’esprit d’Assise ».

L'une de ces voies consiste à se réunir pour prier, animés par un engagement spirituel commun en faveur de la paix, chacun selon sa propre tradition religieuse, tout en respectant celle de l'autre. En effet, la prière sincère surmonte les différences et désarme les cœurs, les esprits et les vies (Cf. Pape Léon XIV, Message pour la 59e Journée Mondiale de la paix, 1er janvier 2026) et nous transforme en femmes et hommes de paix et compassion.

Une autre voie consiste à cultiver l'esprit de fraternité universelle incarné par saint François, pour qui tous étaient omnes fratres, « tous frères et sœurs » (Cf. Pape François, Message pour la 47e Journée mondiale de la paix, 1er janvier 2024 2014). La fraternité nous rend capable de reconnaitre le visage de Dieu chez les autres et de nous montrer solidaire avec eux, spécialement les pauvres et les malades. Plus la fraternité s'épanouira parmi nous, plus la paix s'enracinera dans notre monde.

En raison de son réel potentiel pour faire avancer la cause de la paix mondiale, le dialogue interreligieux est à ce titre au cœur de l'esprit d'Assise. Aujourd’hui, ce dialogue est une « nécessité vitale » (Pape Benoît XVI, Discours aux ambassadeurs près le Saint-Siège de 21 pays à majorité musulmane et à quelques représentants des communautés musulmanes en Italie, 25 septembre 2006). Comme le pape Léon XIV nous le rappelle, il joue « un rôle décisif, car au cœur des grands itinéraires spirituels se trouve un message de paix » (Pape Léon XIV, Lettre encyclique Magnifica humanitas, 223).

Dans son essence même, l'esprit d'Assise est un engagement en faveur de la paix. La rencontre d'Assise a réuni des personnes issues de diverses traditions religieuses et a montré au monde entier que les religions authentiques, de par leur nature même, promeuvent la paix et rejettent toute forme de violence, car la violence « est au contraire son travestissement et contribue à sa destruction » (Pape Benoît XVI, Journée de réflexion, dialogue et prière pour la paix et la justice dans le monde “pèlerins de la vérité, pèlerins de la paix", 27 octobre 2011).

En tant que personnes ancrées dans nos religions respectives et animées par des valeurs communes, puissions-nous, hindous et chrétiens, trouver une inspiration renouvelée dans le quarantième anniversaire de la rencontre d’Assise. Puissions-nous intégrer toujours davantage l’esprit d’Assise dans nos vies en priant pour la paix, en vivant l’esprit de fraternité au quotidien et, en nous engageant activement dans le dialogue interreligieux, en unissant nos forces à celles des adeptes d’autres religions et de toutes les personnes de bonne volonté pour œuvrer en faveur de la paix dans notre monde.

Nous vous souhaitons un joyeux Deepavali !

Cardinal George Jacob Koovakad

Préfet

Mgr. Indunil Janakaratne Kodithuwakku Kankanamalage

Secrétaire

[01579-FR.01] [Texte original: Anglais]

Traduzione in lingua hindi

हिंदू और ईसाई: “असीसी की भावना” में एक साथ मिलकर

शांति के रास्तों का निर्माण करें

प्रिय मित्रो,

8 नवंबर को मनाये जा रहे दीपावली महापर्व के अवसर पर अंतरधार्मिक परिसंवाद सम्बन्धी परमधर्मपीठीय विभाग आपको अपनी हार्दिक और प्रार्थनापूर्ण शुभकामनाएँ अर्पित करता है। सभी भलाई के स्रोत, ईश्वर आपको, आपके परिवारों, प्रियजनों और समुदायों को भरपूर आनंद, शांति और समृद्धि की आशिष प्रदान करें!

चालीस वर्ष पहले, 27 अक्टूबर 1986 को, संत जॉन पॉल द्वितीय के निमंत्रण पर विश्व के विभिन्न धर्मों के प्रतिनिधि शांति हेतु प्रार्थना करने के लिये असीसी में एकत्र हुए थे। असीसी के संत फ्रांसिस, जिन्हें “शांति का व्यक्ति” (दे. पोप जॉन पॉल द्वितीय, ख्रीस्तीय कलीसियाओं एवं कलीसियाई समुदायों तथा विश्व के धर्मों के प्रतिनिधियों को संबोधन, 27 अक्टूबर 1986) कहा गया था, उनका जन्म स्थान और समाधि-स्थल असीसी एक ऐतिहासिक मिलन स्थल बना, जहाँ विभिन्न धर्मों के लोग इस विश्वास के साथ प्रार्थना करने के लिए एकत्र हुए थे कि धर्म और अंतरधार्मिक एकजुटता वैश्विक संकटों से निपटने तथा शांति को बढ़ावा देने में योगदान दे सकते हैं। संत जॉन पॉल द्वितीय ने इसे “असीसी की भावना” (दे. विश्व के धर्मों के नेताओं को संबोधन, 26 अक्टूबर 1986) का नाम दिया, जिसने, पिछले कई वर्षों से, विश्व में शांति हेतु अनगिनत पहलों को प्रेरित किया है।

संप्रति मानवता के समक्ष प्रस्तुत अनेक चुनौतियों, विशेषकर युद्धों, संघर्षों और राजनीतिक उद्देश्यों के लिए धर्म के उपयोग से उत्पन्न होने वाली समस्याओं को देखते हुए, 1986 के असीसी सम्मिलन का स्मरणोत्सव हमें इस बात पर चिन्तन का अवसर प्रदान करता है कि कैसे हम, हिंदू और ईसाई, एकसाथ मिलकर, असीसी की भावना से प्रेरणा लेकर, शांति के रास्तों का निर्माण कर सकते हैं।

एक महत्वपूर्ण रास्ता वह है जिसमें हर कोई साझा आध्यात्मिक प्रतिबद्धता के साथ अपनी-अपनी धार्मिक परंपरा के अनुसार और एक दूसरे की परंपरा का सम्मान करते हुए, शांति के लिए प्रार्थना करने हेतु एकजुट हो जाये। वस्तुतः, सच्ची प्रार्थना मतभेदों को दूर करती है तथा दिल, दिमाग और जीवन को निरस्त्र कर (दे. पोप लियो XIV, 59वें विश्व शांति दिवस के लिए संदेश, 1 जनवरी 2026), हमें करुणा और शांति के पुरुषों और स्त्रियों में परिणत करती है।

दूसरा रास्ता है सभी को ओमनेस फ्रात्रेस, यानी “सभी भाई और बहनें” माननेवाले संत फ्रांसिस (दे. पोप फ्रांसिस, 47वें विश्व शांति दिवस के लिए संदेश, 1 जनवरी 2014) द्वारा प्रस्तुत उदाहरण के अनुरूप सार्वभौमिक भ्रातृत्व की भावना को पोषित करना। भ्रातृत्व भाव हमें दूसरों में ईश्वर के मुखमण्डल को पहचानने और उनके साथ, विशेषकर निर्धनों एवं दुर्बलों के साथ, एकजुटता से खड़े होने हेतु सक्षम बनाता है। जितनी भ्रातृत्व की भावना हमारे बीच पनपेगी उतनी ही शान्ति हमारे विश्व में जड़ें पकडेंगी।

सबसे बढ़कर, अंतरधार्मिक संवाद असीसी की भावना का प्राण है क्योंकि इसमें सार्वभौमिक शांति को आगे बढ़ाने की गहन क्षमता है। ऐसा सम्वाद आज "अत्यंत आवश्यक" (दे. पोप बेनेडिक्ट XVI, मुस्लिम बहुल देशों के राजदूतों और इटली में मुस्लिम समुदायों के प्रतिनिधियों को संबोधन, 25 सितंबर 2006) है। जैसा कि पोप लियो XIV हमें याद दिलाते हैं, यह "एक निर्णायक भूमिका निभाता है क्योंकि महान आध्यात्मिक मार्गों के केंद्र में शांति का संदेश निहित है" (विश्वपत्र मान्ञिफिका ह्यूमानितास, 223)।

असीसी की भावना मूल रूप से शांति के प्रति एक प्रतिबद्धता है। असीसी सम्मिलन ने विविध धार्मिक परंपराओं के लोगों को एकजुट कर विश्व को यह दिखा दिया कि प्रामाणिक धर्म अपने स्वभाव से ही शांति को बढ़ावा देते हैं और हर तरह की हिंसा को नकारते हैं, क्योंकि हिंसा “धर्म के बिल्कुल विपरीत है और उसके विनाश में योगदान करती है” (दे. पोप बेनेडिक्ट XVI, विश्व में शांति और न्याय हेतु चिन्तन, सम्वाद और प्रार्थना दिवस पर प्रभाषण, 27 अक्टूबर 2011)।

अपनी-अपनी धार्मिक परंपराओं में जड़ीभूत विश्वासी होने तथा साझा मूल्यों और शांति के लिए समान चिंता रखने वाले व्यक्तियों के रूप में आइए हम - हिंदू और ईसाई - असीसी सम्मिलन की चालीसवीं वर्षगाँठ से नई प्रेरणा लें। शांति के लिए प्रार्थना करते हुए, अपने दैनिक जीवन में भ्रातृत्व की भावना को जीते हुए और अंतरधार्मिक संवाद में सक्रिय रूप से शामिल होते हुए, अन्य धर्मों के लोगों और सभी शुभचिन्तकों के साथ मिलकर विश्व में शांति के लिए कार्य करने हेतु हम अपने जीवन में असीसी की भावना को और अधिक आत्मसात करें।

आप सभी को दीपावली की मंगलकामनाएँ!

कार्डिनल जॉर्ज जैकब कूवकाड

प्रीफेक्ट

मोन्सिन्ज्ञोर इंदुनिल कोडिथुवाक्कु जनकरत्ने कंकनमलगे

सचिव

[01579-AA.01] [Testo originale: Inglese]

[B0852-XX.01]