Intervento della Prof.ssa Gabriella Gambino
Intervento della Prof.ssa Orietta Rachele Grazioli
Intervento del Rev.mo Padre Giacomo Costa, S.I.
Alle ore 11.30 di oggi, presso la Sala Stampa della Santa Sede, Via della Conciliazione, 54, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell’Incontro del Santo Padre Leone XIV con i Capi delle Chiese Orientali e i Presidenti delle Conferenze Episcopali intitolato A dieci anni da Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie oggi. L’incontro si svolgerà nell’Aula Paolo VI (Vaticano) dal pomeriggio di mercoledì 7 ottobre 2026 al tardo pomeriggio di mercoledì 14 ottobre 2026. Nella giornata conclusiva, Papa Leone XIV presiederà la Santa Messa in Piazza San Pietro alle ore 10.00.
Nel corso dell’evento sono intervenuti: Prof.ssa Gabriella Gambino, Sottosegretaria del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita – Coordinatrice delle famiglie durante l’incontro; Prof.ssa Orietta Rachele Grazioli, Docente stabile di “Diritto canonico e comparato della famiglia” presso il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia – Vice-coordinatrice degli esperti durante l’incontro; Rev.mo Padre Giacomo Costa, S.I., Consultore della Segreteria Generale del Sinodo Responsabile della metodologia durante l’incontro.
Riportiamo di seguito gli dei relatori nel corso della Conferenza Stampa:
Intervento della Prof.ssa Gabriella Gambino
Buongiorno,
a dieci anni dalla pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris laetitia, il Santo Padre Leone XIV ha convocato in Vaticano dal 7 al 14 ottobre 2026 un incontro con i Capi delle Chiese Orientali e i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo. Saranno presenti circa 248 vescovi, con alcune famiglie e alcuni esperti.
Perché questo incontro? Come annunciato nel Messaggio del 19 marzo 2026, è suo desiderio «procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali». (Leone XIV, Messaggio in occasione del decimo anniversario dell’Esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia, 19 marzo 2026).
Dieci anni sono un tempo significativo per fermarsi a riflettere e ascoltare i Vescovi sul cammino che le Chiese locali stanno percorrendo con le famiglie. Il nostro tempo è segnato da rapide trasformazioni culturali e sociali, che rendono sempre più difficile per le famiglie vivere e trasmettere la fede. Nelle società sempre più secolarizzate, i giovani hanno bisogno di scoprire la bellezza della vocazione matrimoniale per poter vivere il loro amore coniugale in Cristo, testimoniarlo e trasmetterlo ai figli ed essere così parte di una Chiesa viva. (cfr. Leone XIV, Messaggio in occasione del decimo anniversario dell’Esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia, 19 marzo 2026).
Certamente, la realtà della pastorale familiare nei cinque continenti è quanto mai articolata e si confronta con situazioni e problematiche diverse in materia di matrimonio e famiglia. Ovunque, però, la Chiesa è consapevole del ruolo insostituibile della famiglia nell’alimentare la vita della Chiesa stessa e nel costruire società rispettose della persona umana. Famiglie in grado di trasmettere la fede sono oggi necessarie per avere domani una Chiesa capace di generare vocazioni e di evangelizzare il mondo in maniera capillare.
Il titolo dell’incontro, scelto dal Santo Padre, esprime in maniera molto chiara questa consapevolezza. La prima parte, “a dieci anni da Amoris laetitia”, richiama l’esortazione apostolica che ha orientato il lavoro delle Conferenze Episcopali in questi anni. Il decimo anniversario è il punto di partenza della riflessione, ma al centro dell’incontro vi è quanto espresso nella seconda parte del titolo: “annunciare il Vangelo con le famiglie oggi”. La domanda di fondo, dunque, è come rinnovare con vigore la pastorale e rendere le famiglie sempre più partecipi della vita e della missione della Chiesa.
Tale domanda si rende necessaria, perché nonostante il cammino indicato dal Concilio Vaticano II e da Amoris laetitia, in molti contesti ecclesiali la famiglia ancor oggi rischia di essere considerata come destinataria passiva dell’azione pastorale: un mero settore della pastorale affidato a una commissione in parrocchia o in diocesi. In un tempo di forte scristianizzazione, più volte il Santo Padre Leone XIV ci ha esortati affinché l’evangelizzazione diventi davvero un atto ecclesiale, in cui pastori e famiglie si sentano corresponsabili e partecipino insieme all’annuncio del Vangelo (cfr. Leone XIV, Messaggio ai partecipanti al Seminario “Evangelizzare con le famiglie di oggi e di domani. Sfide ecclesiologiche e pastorali”, 28 maggio 2025, pubblicato il 2 giugno 2025; Messaggio per la 100ª Giornata Mondiale delle Missioni, 25 gennaio 2026, n. 2).
Vorrei anche sottolineare che l’esigenza di questo ascolto diretto dei Presidenti delle Conferenze episcopali è maturata in questi dieci anni attraverso il dialogo con i vescovi durante le visite ad limina. Da tempo essi esprimono preoccupazione per le difficoltà riscontrate nel lavoro pastorale e per le sfide che le famiglie affrontano nelle relazioni e nella vita quotidiana.
Alcuni dati, peraltro, aiutano a cogliere la portata delle trasformazioni culturali in atto: in Polonia, i matrimoni religiosi celebrati negli ultimi 5 anni si sono ridotti del 45%. In Australia, tra il 1970 e il 2024 sono passati dall’88% al 16%. Sono segnali che, nella diversità dei contesti, richiamano l’urgenza di accompagnare la scelta matrimoniale e sostenere in modo più decisivo la trasmissione della fede in famiglia.
Ma che cosa intendiamo per ‘pastorale familiare’ quando accompagniamo le famiglie? Questa domanda attraversa tutta la riflessione della Chiesa sulla famiglia e il suo impegno per essa. Amoris laetitia ha ribadito, sulla scia di Familiaris Consortio, che le famiglie cristiane, per la grazia del sacramento nuziale, sono i principali soggetti della pastorale familiare. (Francesco, Esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia, 19 marzo 2016, n. 200).
Questa pastorale dovrebbe cominciare molto prima del matrimonio e accompagnare le persone per tutta la vita: la crescita dei bambini, le domande dei ragazzi, la scelta di sposarsi, i primi anni di vita coniugale, le stagioni faticose e i momenti di crisi.
Il punto di partenza della pastorale familiare dovrebbe essere una domanda vocazionale. Lo ha detto il Santo Padre ai giovani in Spagna «Anche il matrimonio è una vocazione. Non abbiate paura di sposarvi e di formare una famiglia!». (Leone XIV, Madrid, Plaza de Lima, 6 giugno 2026, Discorso alla Veglia di preghiera con i giovani).
È un invito che interpella anche noi: la pastorale familiare comincia quando aiutiamo un ragazzo o una ragazza a guardare alla propria vita come a una chiamata.
Oggi abbiamo bisogno di uno sguardo nuovo e di una riflessione capaci di abbracciare le diverse fasi della vita familiare.
Lo sperimentiamo tutti: la proposta cristiana nella sua pienezza non riesce sempre a raggiungere bambini, giovani, genitori, che affrontano crescenti difficoltà nel vivere la propria vocazione cristiana, e ciò accade in ogni paese del mondo. Come ci ha ricordato ancora il Santo Padre, una fede vissuta e sempre più radicata nelle famiglie è una chiave per affrontare molte delle crisi che la Chiesa e le società stanno attraversando. (cfr. Leone XIV, Discorso ai Vescovi della Conferenza Episcopale di Francia, Lourdes, Emiciclo “Sainte-Bernadette” del Santuario di Nostra Signora di Lourdes, 27 settembre 2026).
Per questo il percorso tematico proposto, che vi verrà presentato, segue le varie fasi della vita familiare, dall’annuncio ai giovani della vocazione al matrimonio fino all’accompagnamento delle famiglie nelle difficoltà.
Perché l’incontro è rivolto solo ai Capi delle Chiese Orientali e ai Presidenti delle Conferenze Episcopali e non anche agli incaricati della pastorale familiare?
Perché a loro è affidata la responsabilità di promuovere e sostenere l’azione pastorale nei rispettivi Paesi e nelle Chiese locali. Conoscono da vicino le trasformazioni che stanno interessando le famiglie, le difficoltà che incontrano, sanno quali temi richiedono maggiore attenzione e possono condividere esperienze e proposte. Per questo il Santo Padre desidera ascoltarli direttamente e dialogare con loro nel discernimento.
Insieme ai Capi delle chiese saranno presenti alcune famiglie, scelte da alcuni vescovi tenendo conto della varietà delle provenienze geografiche. Tra queste, cinque coppie porteranno la loro testimonianza, che sarà parte dell’ascolto di questi giorni. Di esse non riveleremo i nomi per discrezione e per salvaguardare la privacy della loro testimonianza personale e familiare.
Così, per sette giorni, nella preghiera, nell’ascolto reciproco e nel dialogo i partecipanti cercheranno i passi da compiere affinché la Chiesa possa annunciare anche oggi il Vangelo alle famiglie e con le famiglie.
Grazie.
[01454-IT.01] [Testo originale: Italiano]
Intervento della Prof.ssa Orietta Rachele Grazioli
Come ha ricordato Papa Leone XIV nella lettera del 19 marzo scorso, di presentazione dell’evento, che ci vedrà coinvolti dal 7 al 14 ottobre: «Il nostro tempo è segnato da rapide trasformazioni che, ancora di più di dieci anni fa, rendono necessaria una particolare attenzione pastorale alle famiglie, alle quali il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo»[1].
In questo solco, il decennale di Amoris Laetitia rappresenta una feconda opportunità per mettere sempre più a fuoco la famiglia come importante luogo e soggetto di evangelizzazione. L’esortazione apostolica postsinodale rappresenta uno strumento consegnato dieci anni fa alla Chiesa nel solco di un percorso che parte da lontano, come ha evidenziato Papa Leone nel decennale, ricordando le radici nel Concilio Vaticano II e in Familiaris Consortio (a sua volta un’esortazione apostolica postsinodale), di cui ricorrono i 45 anni, percorso che continuamente procede e si snoda in un contesto che cambia sempre più rapidamente.
Dieci anni sono un tempo di trasformazione e crescita rapida soprattutto oggi, ma ugualmente un tempo sufficientemente lungo da permettere di osservare e ascoltare le costanti e le contestualità emergenti, nonché la creatività pastorale nata dall’intero testo di Amoris laetitia, ovviamente in modo diverso a seconda delle regioni del mondo.
La creatività di molte famiglie, sperimentata in questi dieci anni, aiuta loro stesse e la Chiesa intera nel compito missionario di annuncio e testimonianza: non si può evangelizzare senza confrontarsi con i vari contesti in cui le famiglie vivono e operano e con i doni di Grazia ricevuti nel sacramento del matrimonio.
Non si tratta di fare il punto su un testo, ma approfondire le realtà familiari e pastorali che hanno respirato questo testo in modi peculiari come peculiare è la vita della Chiesa nei vari luoghi del mondo in cui essa è presente e si innesta nell’unico Vangelo.
Da qui, la modalità scelta dal Santo Padre per l’incontro che vede due parole chiave integrarsi reciprocamente: ascolto e discernimento. Ai Capi delle Chiese orientali, ai Presidenti delle Conferenze episcopali nazionali, alle famiglie e agli esperti è chiesto di partecipare all’ascolto reciproco e alle risonanze che esso suscita e ad operare un discernimento sinodale su quali passi sono stati fatti e quali sono ancora da compiere oggi perché la Chiesa possa annunciare il Vangelo con le famiglie e alle famiglie nel mondo che cambia.
In questo senso, si snoda il percorso tematico, articolato nei 5 temi già comunicati, che offre solo alcuni spunti di ascolto e di dialogo, che corrispondono a diversi aspetti dell’annuncio del Vangelo per quanto riguarda il matrimonio e la famiglia, quali sono i temi 2,3 e 4: nello specifico il Tema 2“I giovani e la scoperta della vocazione matrimoniale”, Tema 3 “La vita matrimoniale. I primi anni di matrimonio: un tempo decisivo”, Tema 4 “Nelle difficoltà della vita: accompagnare e sostenere”). All’orizzonte sociale ed ecclesiale sono dedicati i temi 1 e 5 che aprono e chiudono la sessione: Tema 1 “Le famiglie oggi: realtà, bellezza e sfide”, Tema 5 “Le famiglie cristiane, soggetti della missione della Chiesa”), che necessitano di essere contestualizzati. In questo senso, sarà importante il ruolo dei Presidenti delle Conferenze episcopali che, nelle loro responsabilità apicali, faranno eco alle varie realtà locali. Si metteranno in posizione di ascolto delle famiglie, degli esperti e dei fratelli nell’episcopato per crescere insieme in un discernimento profondo.
Lo stesso compito di ascolto e discernimento spetterà, infatti, anche agli esperti, che metteranno a disposizione di tutti i partecipanti le loro specifiche competenze (teologiche, sociologiche, pastorali, canoniche), le loro capacità e i loro contesti per dare voce e sintesi alle questioni che emergeranno dal discernimento di ciascuno.
Sarà importante prendere atto, come sollecitava Papa Leone nella lettera del 19 marzo scorso, di quali sono i cambiamenti, che nei vari contesti locali ed ecclesiali «continuano a influenzare le famiglie[2]» e come esse possano lì, in quelle realtà specifiche e concrete partecipare alla missione della Chiesa.
Qual è l’obiettivo, è indicato dallo stesso Pontefice laddove afferma che la convocazione è realizzata «al fine di procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali[3]».
Per le modalità in cui si svolgerà l’incontro e per le esigenze esplicitate da Papa Leone nella convocazione, laddove osservava: «Vi sono, infatti, luoghi e circostanze in cui la Chiesa «non può diventare sale della terra» se non per mezzo dei fedeli laici e, in particolar modo, delle famiglie[4]», non ci sono risultati attesi né prevedibili ora, perché saranno l’ascolto, le singole risonanze, lo scambio reciproco e il discernimento sinodale a fare emergere le questioni che nei vari contesti sono considerate più rilevanti.
Se volessimo parlare di un auspicio, si tratterà di annodare tutti quei fili che l’ascolto e il dialogo reciproco creeranno per far sì che ogni singolo contesto locale rappresentato possa fare un passo nel cammino per sostenere la famiglia “sale della terra”: un passo che non sarà piccolo o grande, ma certamente sarà possibile e concreto secondo la propria realtà e secondo quanto risuonerà in ciascuno prima e nella sintesi assembleare poi.
[01455-IT.01] [Testo originale: Italiano]
Intervento del Rev.mo Padre Giacomo Costa, S.I.
Vorrei soffermarmi brevemente sul metodo dell’Incontro, ricordando che il metodo è strettamente legato al suo obiettivo.
Possiamo considerare questo Incontro, in qualche modo, come una sorta di assemblea di valutazione. È un’espressione che stiamo utilizzando nella fase attuativa del Sinodo 2021-2024. Un processo sinodale, infatti, non si conclude con l’approvazione di un Documento. Un Documento non è il punto di arrivo: deve entrare nella vita della Chiesa e lasciarsi mettere alla prova dall’esperienza. Le Chiese sono chiamate a tradurne gli orientamenti nei diversi contesti, a sperimentare percorsi, a verificarne i frutti e le difficoltà e poi a tornare insieme su quanto vissuto. Valutare, in questa prospettiva, non significa formulare un giudizio sul testo, per esaltarlo o criticarlo, ma imparare dall’esperienza maturata dopo la sua pubblicazione, per riconoscere dove lo Spirito sta conducendo la Chiesa e quali nuovi passi chiede di compiere. È questa la logica delle Assemblee di valutazione previste nel percorso di attuazione del Sinodo fino al 2028. Ma è anche uno stile che si sta diffondendo nella vita della Chiesa a tutti i livelli: negli organismi della Santa Sede, nelle Conferenze Episcopali e in molte altre assemblee ecclesiali. Incontrarsi, ascoltare l’esperienza, rileggerla insieme e riconoscere i passi successivi sta diventando sempre più un modo ordinario di procedere.
A dieci anni dalla pubblicazione di Amoris laetitia, intendiamo fare qualcosa di analogo, naturalmente nella forma specifica di questo Incontro. Non si tratta anzitutto di commentare nuovamente l’Esortazione, ma di rileggere una storia: ciò che Amoris laetitia ha messo in moto nella vita delle Chiese e delle famiglie, ciò che abbiamo imparato, le difficoltà incontrate, le nuove domande emerse. Raccontare questa storia è già un modo di comprenderla: nella narrazione emergono trasformazioni, frutti e domande che una semplice verifica dell’applicazione del testo rischierebbe di non vedere. Dieci anni dopo, la domanda non è che cosa dice Amoris laetitia, ma che cosa abbiamo imparato cercando di viverla. L’obiettivo indicato da Papa Leone XIV è procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere oggi per annunciare il Vangelo con le famiglie.
Anche la composizione dell’Assemblea risponde a questo obiettivo. Saranno rappresentate tutte le Conferenze Episcopali e le Chiese Orientali; soltanto in pochissimi casi, per difficoltà oggettive, il Presidente sarà sostituito da un delegato. Come ha già ricordato la Dott.ssa Gambino, saranno presenti anche famiglie, Vescovi ed esperti provenienti da diversi contesti culturali ed ecclesiali.
La stessa impostazione dà forma al programma dei lavori. Dopo l’intronizzazione della Parola e i discorsi inaugurali, il primo pomeriggio sarà dedicato a un tempo di riflessione e preghiera, con l’aiuto di Sr. Helen Alford, op. È un modo per dare fin dall’inizio il tono dell’Incontro: non basta raccogliere informazioni e confrontare posizioni; occorre disporsi all’ascolto della Parola, degli altri e di ciò che lo Spirito può far emergere attraverso il dialogo. La preghiera, quindi, non farà da cornice ai lavori: è parte del metodo con cui lavoreremo. Preghiera e silenzio accompagneranno anche le giornate successive.
Nelle cinque giornate tematiche già illustrate dalla Prof.ssa Grazioli, gli interventi di famiglie, Vescovi ed esperti offriranno esperienze e prospettive diverse; il tempo principale sarà però dedicato al lavoro dei partecipanti.
Nei gruppi di lavoro utilizzeremo la Conversazione nello Spirito, alternando parola, ascolto e silenzio. Attraverso tre giri – la narrazione dell’esperienza di ciascuno, la risonanza a quanto ascoltato dagli altri e l’elaborazione condivisa di ciò che è emerso – i partecipanti cercheranno di mettere a fuoco convergenze, ma anche differenze, tensioni, questioni aperte e possibili passi da compiere. Non cercheremo di cancellare le differenze per arrivare a un consenso: anche una divergenza compresa meglio può essere un frutto dell’ascolto. Ogni gruppo offrirà una breve restituzione all’Assemblea, che sarà ripresa e approfondita nel dialogo in plenaria. Questo Incontro non è un Sinodo, naturalmente, ma assume consapevolmente il metodo maturato nell’esperienza sinodale degli ultimi anni e ormai sperimentato da molti partecipanti nelle proprie Chiese.
I frutti delle cinque giornate saranno raccolti in un resoconto sintetico del cammino compiuto. Non si tratta di un nuovo Documento finale che sostituisce l’esortazione apostolica, ma di una restituzione di quanto l’Assemblea avrà riconosciuto attraverso l’ascolto e il discernimento. Una commissione, della quale faranno parte anche rappresentanti dell’Assemblea, verificherà che il testo rispecchi fedelmente quanto emerso; il resoconto sarà poi discusso dall’Assemblea stessa prima di essere affidato al Santo Padre. Anche questo è e espressione di un metodo sinodale.
Il resoconto di sintesi, pur essendo un documento di lavoro, sarà anche reso pubblico. In ogni caso il lavoro non finirà con il resoconto. I Presidenti potranno portare quanto emerso nelle rispettive Conferenze Episcopali e promuovere, insieme ad esse, i passi opportuni nei diversi contesti. È anche per questo che sono stati invitati: hanno la possibilità e la responsabilità di promuovere questi cammini nelle Chiese dei loro Paesi.
E qui ritorniamo al senso di una valutazione. Dopo dieci anni, non vogliamo semplicemente misurare la distanza tra un testo e la sua applicazione. Vogliamo ascoltare ciò che l’esperienza delle Chiese e delle famiglie ci permette oggi di comprendere meglio: che cosa è maturato, che cosa rimane difficile, quali domande non possiamo eludere e quali passi siamo chiamati a compiere. Per questo il vero risultato dell’Incontro non sarà il resoconto che produrremo, ma i cammini che saprà rimettere in moto nelle Chiese.
[01456-IT.01] [Testo originale: Italiano]
[B0780-XX.02]
[1] Leone XIV Pp, Messaggio del Santo Padre Leone XIV in occasione del decimo anniversario dell’Esortazione Apostolica Postsinodale “Amoris Laetitia”, in https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/03/19/0216.pdf
[2] Leone XIV Pp, Messaggio del Santo Padre Leone XIV
[3] Leone XIV Pp, Messaggio del Santo Padre Leone XIV
[4] Leone XIV Pp, Messaggio del Santo Padre Leone XIV