Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Convegno promosso dal Dicastero delle Cause dei Santi e dalla Commissione Nuovi Martiri – Testimoni della Fede sul tema: Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?
Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’incontro:
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi!
Eminenza,
cari fratelli e sorelle!
Sono lieto di accogliervi al termine del Convegno Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?, organizzato dal Dicastero delle Cause dei Santi e dalla Commissione Nuovi Martiri – Testimoni della Fede. Questa denominazione vuole indicare una categoria più ampia, distinta dai martiri dei quali è in corso la causa di beatificazione e da coloro che sono ufficialmente iscritti nel catalogo dei Beati e dei Santi. La Commissione, istituita da Papa Francesco nel 2023, ha infatti lo scopo di raccogliere le testimonianze su quanti hanno perso la vita per Cristo, indipendentemente dall’iter canonico, affinché il loro esempio non vada perduto.
Si tratta di fratelli e sorelle che, in diversi contesti geografici, storici e politici, hanno donato la vita per il Vangelo. Essi ci ricordano le parole del Risorto nella sua ultima apparizione prima di salire al cielo: «Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (At 1,8). La loro testimonianza ci dice che anche il nostro tempo, dominato dalla cultura della potenza, della forza senza limiti e dallo sviluppo incessante dei sistemi armati (cfr Lett. enc. Magnifica humanitas, cap. V), è un tempo che vede l’eroismo di coloro che amiamo definire “nuovi testimoni della fede”.
Molti di essi vengono uccisi per abuso di potere o da organizzazioni criminali perché, come cristiani, ne contrastano le ingiustizie in nome del Vangelo. Il concetto di “testimone della fede” è stato formulato proprio per accogliere e onorare situazioni storiche complesse in cui la motivazione dei carnefici non è riconducibile esplicitamente all’“odio della fede”. In questa prospettiva, il lavoro della Commissione Nuovi Martiri – Testimoni della Fede, supportato dal Dicastero delle Cause dei Santi, è di carattere storiografico e divulgativo, non giuridico, ponendo l’attenzione piuttosto alle disposizioni d’animo della vittima che alle motivazioni del persecutore. Si guarda, cioè, al fatto che la vittima è rimasta fedele a Cristo nell’adempimento del proprio impegno evangelico e lo ha fatto fino alla morte.
Lo aveva preannunciato Gesù stesso durante l’Ultima Cena: «Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33). In questi testimoni della fede appare evidente che la perseveranza nel bene e la fedeltà fino al dono supremo di sé nell’amore hanno tratto forza dalla vittoria dell’Agnello immolato sul male, l’unica certezza capace di offrire una pace profonda a chi crede in Lui.
In essi si manifesta eroicamente lo stile del cristiano, che mai cerca la contrapposizione, ma piuttosto la disinnesca con l’efficacia della mitezza. Come ha scritto Papa Francesco, «il discepolo sa offrire la vita intera e giocarla fino al martirio come testimonianza di Gesù Cristo, però il suo sogno non è riempirsi di nemici, ma piuttosto che la Parola venga accolta e manifesti la sua potenza liberatrice e rinnovatrice» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 24).
La forza evangelizzatrice dei nuovi testimoni della fede rappresenta una delle maggiori risorse della Chiesa per annunciare il Vangelo nel mondo di oggi, secondo la celebre affermazione di San Paolo VI nell’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi: «L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, […] o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni» (n. 41).
I testimoni della fede non propongono un’ideologia, ma mostrano una fede vissuta nella quotidianità. La loro credibilità nasce dalla coerenza tra le parole e le azioni, coerenza spesso portata fino al sacrificio supremo. In contesti culturali indifferenti, la “santità della porta accanto” e l'eroismo silenzioso diventano argomenti significativi, capaci di interpellare tutti, anche i più diffidenti.
Carissimi, noi ammiriamo questi nostri fratelli e sorelle come stelle che brillano nel buio dell’egoismo e della sopraffazione. Essi aiutano la Chiesa a riflettere più pienamente la luce di Cristo Signore, per indicare all’umanità contemporanea la strada che conduce alla civiltà dell’amore. Tutti siamo chiamati a dare il nostro apporto «a questo orizzonte di impegno, a questo cantiere di speranza» (Lett. enc. Magnifica humanitas, 185). I testimoni della fede, donando la vita per la giustizia, la verità, la pace, la libertà hanno contribuito efficacemente all’avvento dei cieli nuovi e della terra nuova, che attendiamo fiduciosi dalla misericordia di Dio.
Vi ringrazio per l’impegno con cui portate avanti questo prezioso servizio, e auguro che siano fruttuose le vostre giornate di studio e di confronto. Ve l’ottenga l’intercessione di Maria Santissima Regina dei Martiri, e vi accompagni la Benedizione apostolica che imparto di cuore a tutti voi.