Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in Udienza i Membri della “Federación Marsodeto” (Toledo-Spagna).
Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti nel corso dell’Incontro:
Eccellenza,
distinte autorità,
cari fratelli e sorelle,
È una grande gioia potervi ricevere questa mattina, durante il pellegrinaggio che state compiendo alla sede di Pietro, per rendere grazie a Dio per la fecondità dei quarantacinque anni della vostra istituzione. Mi unisco a questa celebrazione particolare e chiedo al Signore che continui a benedire l’opera che svolgete.
Un compito arduo, indubbiamente; con molto lavoro nascosto, che nessuno vede e che soltanto Dio può premiare, e dove è molto gratificante scoprire, nel volto di ogni persona, Gesù Cristo stesso. Con il vostro impegno, potete rendere testimonianza, in modo privilegiato, di ciò che ascoltiamo nel Vangelo: “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 40). Saper riconoscere, nelle vite dei più deboli e vulnerabili, lo sguardo di Cristo che ci interpella, è qualcosa che ci fa crescere come società umana e cristiana.
Sono molti i valori che caratterizzano il vostro modo di avvicinarvi a questa realtà delle persone con disabilità intellettiva e paralisi cerebrale: la solidarietà, la difesa della dignità umana e la piena inclusione. Grazie a tutto ciò, siete anche riusciti a suscitare il sostegno di una nutrita rappresentanza istituzionale, che vi accompagna oggi qui, rendendo così testimonianza del vostro impegno nella vostra attività e per il bene comune.
Con uno sguardo retrospettivo, rendiamo grazie a Dio per l’ispirazione di don Marcelino Casas Puente che, più di quarant’anni fa, diede avvio a quello che allora sembrava un sogno e che oggi contempliamo come una realtà: che nessuna famiglia in cui ci fosse una persona con disabilità intellettiva restasse abbandonata a sé stessa.
Oggi questa Federazione può essere orgogliosa di raggiungere tante persone, trasformando in realtà ciò che ho avuto l’occasione di ricordare nella mia recente visita in Spagna: “L’amore di Cristo ci spinge verso e i fratelli (cfr. 2 Cor 5, 14) e la carità e la sollecitudine con cui rispondiamo ai suoi impulsi sono la verifica della nostra fede” (Visita agli operatori e assistiti del progetto sociale “Cedia 24 Horas”, 6 giugno 2026).
Cari fratelli e sorelle, vi affido alla protezione materna di Maria Santissima affinché vi accompagni continuamente nella vostra missione. Che vi incoraggi nei momenti di maggiore difficoltà e vi faccia volgere sempre lo sguardo al Signore, di modo che la vostra Federazione continui a essere un’autentica opera di riferimento ecclesiale e sociale.
Che Dio vi bendica.
Grazie.
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L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 191, lunedì 24 agosto 2026, p. 7.