Sala Stampa

www.vatican.va

Sala Stampa Back Top Print Pdf
Sala Stampa


L’Udienza Generale, 19.08.2026


L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.00 nella Basilica Vaticana dove il Santo Padre Leone XIV ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa, riprendendo il ciclo di catechesi su “I Documenti del Concilio Vaticano II”, ha incentrato la sua meditazione sul tema: Costituzione Sacrosanctum Concilium. La musica sacra (Lettura: Col 3,16-17).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi nelle diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con la recita del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

[ AR  - DE  - EN  - ES  - FR  - IT  - PL  - PT  - ZH_TW ]

I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 7. La musica sacra
 

Cari fratelli e sorelle,

il sesto capitolo della Costituzione Sacrosanctum Concilium (SC) del Concilio Vaticano II è dedicato alla musica sacra. Esso afferma: «La tradizione musicale della Chiesa costituisce un tesoro d’inestimabile valore, che eccelle tra le altre espressioni dell’arte, specialmente per il fatto che il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria e integrante della liturgia solenne» (SC, 112) e specifica: «La musica sacra sarà tanto più santa quanto più strettamente sarà unita all’azione liturgica, sia dando alla preghiera un’espressione più soave e favorendo l’unanimità, sia arricchendo di maggior solennità i riti sacri» (ibid.).

Troviamo qui il nucleo dell’insegnamento conciliare, che conferma e approfondisce la funzione ministeriale della musica nella liturgia, già messa in luce da San Pio X nel Motu Proprio Inter sollicitudines (22 novembre 1903). La musica, infatti, è parte dell’azione liturgica e non mera decorazione della celebrazione. Nella liturgia, cantare e suonare significa pregare, sintonizzando il proprio cuore con quello delle sorelle e dei fratelli e con Dio, nella partecipazione attiva al mistero celebrato. In particolare la musica esprime la dimensione affettiva della preghiera, come afferma Sant’Agostino: «Cantare amantis est», cioè «cantare è proprio di chi ama» (Sermo 336, 1). Questo è molto importante, perché aiuta ad aprire il cuore all’agire di Dio nella grazia e a lasciarsene plasmare.

Il canto, inoltre, favorisce la comunione. Attraverso la sinfonia delle voci contribuisce all’unione degli animi, superando le differenze tra le persone e riunendo tutti nella lode a Dio. Diventa così epifania della Chiesa, manifestazione sensibile della comunione che appartiene alla sua stessa natura.

Dalla profonda valenza teologica del canto sacro, come parte integrante dell’azione liturgica, derivano alcune esigenze. Una prima è che, al di là delle mode o delle particolari sensibilità degli autori, esso deve rispondere a tutti i livelli a ciò che è più appropriato per il momento celebrativo. La forma, poi, specialmente nel suo aspetto melodico, dev’essere al tempo stesso nobile e semplice, di alta qualità musicale e facilmente eseguibile, soprattutto quando è destinata ad essere cantata da tutta l’assemblea (cfr SC, 121).

Per lo stesso motivo il Concilio raccomanda che anche i testi siano adeguati, profondi e nel contempo agevolmente comprensibili, ispirati principalmente alla Sacra Scrittura, ai libri liturgici e alla Tradizione spirituale della Chiesa. Su questo occorre vigilare, perché si mantenga viva e cresca la dinamica espressa nell’antico principio “lex orandi lex credendi”, cioè la legge della preghiera è anche legge della fede.

Sacrosanctum Concilium dedica ampio spazio al tema della partecipazione attiva dei fedeli (cfr n. 114). Essa «deve essere compresa […] a partire da una più grande consapevolezza del mistero che viene celebrato e del suo rapporto con l’esistenza quotidiana» (Benedetto XVI, Esort. ap. Sacramentum caritatis, 52) in uno «spirito di costante conversione che deve caratterizzare la vita di tutti i fedeli» (ibid. 55). Quanto poi al modo concreto con cui essa si può realizzare attraverso lo specifico ruolo della musica sacra, la Costituzione offre una risposta chiara: «Si curino le acclamazioni dei fedeli, le risposte, il canto dei salmi, le antifone, i canti» e «un sacro silenzio» (SC, 30), ed esorta ciascuno, ministro o fedele, a compiere «tutto e soltanto ciò che, secondo la natura del rito e le norme liturgiche, è di sua competenza» (SC, 28), nell’armonico equilibrio tra i diversi ministeri, i vari interventi e i momenti di silenzio.

Il Concilio attribuisce poi grande valore al canto gregoriano, pur non escludendo dalla celebrazione altri generi di musica sacra. Un’attenzione particolare è rivolta anche all’organo (cfr SC, 120), mentre l’impiego di altri strumenti è ammesso «purché siano adatti all’uso sacro o vi si possano adattare, convengano alla dignità del tempio e favoriscano veramente l’edificazione dei fedeli» (SC, 120).

 Un tema caro alla riforma conciliare è quello dell’inculturazione, anche nel campo della musica sacra. Si sottolinea, in particolare, in relazione alle tradizioni musicali delle diverse culture, l’importanza di tenerle in seria considerazione, come parte della vita religiosa e sociale delle persone. Si raccomanda perciò, da una parte, di implementare in tutti un’adeguata «educazione del senso religioso» (SC119) e, dall’altra, «per quanto è possibile […], di promuovere la musica tradizionale di quei popoli, tanto nelle scuole, quanto nelle azioni sacre» (ibid.).

Un compito particolare è riconosciuto, nel contesto liturgico, alla schola cantorum, strumento pastorale di cui si raccomanda la promozione, con il compito «di curare l’esecuzione esatta delle parti sue proprie, secondo i vari generi di canti, e favorire la partecipazione attiva dei fedeli nel canto» (S. Congr. dei Riti, Istr. Musicam sacram, 19).

A tal fine, il compositore di musica sacra è chiamato a conoscere e custodire il patrimonio musicale della Chiesa, lasciandosi ispirare da esso per dare vita a nuove composizioni al servizio della liturgia, nel rispetto della sensibilità contemporanea e delle diverse tradizioni culturali, così da «purificare il culto da sbavature di stile, da forme trasandate di espressione, da musiche e testi sciatti e poco consoni alla grandezza dell’atto che si celebra, per assicurare dignità e bontà di forme alla musica liturgica» (S. Giovanni Paolo II, Chirografo sulla musica sacra, 22 novembre 2003, 3).

Per tutte queste ragioni i Padri Conciliari raccomandano di promuovere la formazione e la pratica della musica sacra, «nei seminari, nei noviziati dei religiosi e delle religiose e negli studentati, come pure negli altri istituti e scuole cattoliche» (SC, 115), e di assicurare ai musicisti e ai cantori una solida formazione liturgica (cfr ibid.).

Cari fratelli e sorelle, i Padri della Chiesa hanno tenuto in grande considerazione il canto liturgico, simbolo della comunione ecclesiale. Perciò possiamo concludere con queste belle espressioni di Sant’Ignazio di Antiochia: «Voi, uno per uno, diventate un coro, affinché armoniosi nell’accordo e prendendo la tonalità di Dio nell’unità, cantiate all’unisono attraverso Gesù Cristo al Padre, perché vi ascolti e, dalle opere buone che realizzate, riconosca che siete membra del Figlio suo» (Lettera agli Efesini, 4, 2).

______________________________

Saluti

Je salue cordialement les personnes de langue française, en particulier les pèlerins venus duBurkina Faso et de la Côte d’Ivoire et du Liban. Frères et sœurs, puisse la participation active des fidèles à travers le chant liturgique renforcer les liens d’amour et d’unité au sein du peuple de Dieu et être le signe de la communion ecclésiale. Que Dieu vous bénisse !

[Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese, in particolare i pellegrini provenienti dal Burkina Faso e dalla Costa d’Avorio. Fratelli e sorelle, possa la partecipazione attiva dei fedeli attraverso il canto liturgico rafforzare i legami d’amore e di unità nel popolo di Dio ed essere segno di comunione ecclesiale. Dio vi benedica!]

I extend a warm welcome to all the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially those from Malta. Upon you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. God bless you all!

Liebe Gläubige deutscher Sprache, es ist schön, sich bewusst zu machen, dass wir durch die Teilnahme an der Liturgie stets auch in unsichtbarer Gemeinschaft mit allen Engeln und Heiligen stehen und einstimmen dürfen in ihren Lobgesang auf den Herrn. Ihm sei Herrlichkeit und Ehre jetzt und in Ewigkeit.

[Cari fedeli di lingua tedesca, è bello ricordare che, partecipando alla liturgia, ci troviamo sempre anche nella comunione invisibile con tutti gli Angeli e i Santi e che, insieme a loro, possiamo cantare ad una sola voce l’inno di lode al Signore. A lui sia onore e gloria nei secoli dei secoli.]

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española. Los invito a reflexionar sobre el canto litúrgico como símbolo de la comunión eclesial, pidiéndole al Señor que nos ayude a vivir en armonía y concordia, como un único coro, cuyas melodías y buenas obras glorifican y alaban al Padre por medio de Jesucristo. Que Dios los bendiga. Muchas gracias.

我向讲中文的人们致以诚挚的问候。亲爱的弟兄姐妹们,愿基督的慈爱指引你们在家庭、团体和社会中彼此的关系。我衷心地降福你们!

[Rivolgo il mio cordiale saluto alle persone di lingua cinese. Cari fratelli e sorelle, la carità di Cristo ispiri i vostri rapporti in famiglia, nella comunità e nella società. Vi benedico di cuore.]

Saúdo cordialmente os fiéis de língua portuguesa. Santo Agostinho escreveu: «quem canta o louvor, não somente canta, mas ama Aquele a quem dirige o seu canto» (Enar. in Ps. 72, 1). Façamos do canto litúrgico uma expressão do nosso amor a Deus. Abençoo-vos de coração!

[Saluto cordialmente i fedeli di lingua portoghese. Sant’Agostino ha scritto: «Chi canta una lode, non soltanto canta, ma ama Colui a cui rivolge il suo canto» (Enar. in Ps. 72, 1). Facciamo del canto liturgico un’espressione del nostro amore a Dio. Vi benedico di cuore!]

أُحيِّي المُؤمِنِينَ النَّاطِقِينَ باللُغَةِ العَرَبِيَّة، وخاصَّةً القادِمينَ مِن لبنان. المُوسِيقَى الليتُورجِيَّةُ هي أداةٌ ثَمِينَةٌ جِدًّا نُؤدِّي بِها خِدمَةَ تَسبِيحِ الله، ونُعَبِّرُ فِيها عَن فَرَحِ الحَياةِ الجَدِيدَةِ في المَسِيح. بارَكَكُم الرَّبُّ جَميعًا وَحَماكُم دائِمًا مِن كلِّ شَرّ!

[Saluto i fedeli di lingua araba, in particolare quelli provenienti dal Libano. La musica liturgica è uno strumento preziosissimo mediante il quale svolgiamo il servizio di lode a Dio ed esprimiamo la gioia della Vita nuova in Cristo. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!]

Serdecznie pozdrawiam Polaków! Dnia 23 sierpnia obchodzony jest Europejski Dzień Pamięci Ofiar Stalinizmu i Nazizmu. W liturgii wspominany jest wówczas Władysław Findysz, kapłan i pierwszy Polak beatyfikowany jako męczennik prześladowań komunistycznych. W czasie Soboru Watykańskiego II wspierał on duchowo jego obrady, angażując wiernych w „Soborowy Czyn Dobroci” przez dzieła miłości i moralnej odnowy. Niech jego świadectwo przypomina, że cywilizację miłości buduje się przebaczając i zwyciężając zło dobrem. Wszystkim wam błogosławię!

[Saluto cordialmente i polacchi! Il 23 agosto si celebra la Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo. In quel giorno, nella liturgia, viene ricordato Władysław Findysz, Sacerdote e primo polacco beatificato come Martire delle persecuzioni comuniste. Durante il Concilio Vaticano II egli ne sosteneva spiritualmente i lavori, coinvolgendo i fedeli nell’«Opera conciliare di bontà» con atti di carità e di rinnovamento morale. La sua testimonianza ci ricordi che la civiltà dell’amore si costruisce perdonando e vincendo il male con il bene. A tutti la mia benedizione!]

* * *

Rivolgo il mio cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto le Suore Figlie della Divina Provvidenza, riunite per il loro Capitolo Generale, e le incoraggio a ravvivare la fiamma della carità che ha caratterizzato la vita della Fondatrice, la Venerabile Madre Elena Bettini.

Saluto, altresì, i religiosi passionisti e i cappuccini; i fedeli delle parrocchie di Macchia Valfortore, Castello di Godego e quelli dell’Unità pastorale di Ponteranica, come pure il coro Serpeddì di Sinnai. Tutti invito a testimoniare con gioia l’amore di Cristo per ogni creatura.

Il mio pensiero va, infine, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Desidero rivolgere a ciascuno l’invito a sviluppare sempre in se stessi un’autentica coscienza di pace. Abbiate la sincera consapevolezza che la pace è un bene prezioso e grande e che occorre un forte e costante impegno per realizzarla, seguendo con onestà e verità le vie che la costruiscono e la confermano nella società.

A tutti la mia benedizione!

[01203-IT.02] [Testo originale: Italiano]

[B0648-XX.02]