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Conferenza Stampa di presentazione del Padiglione della Santa Sede “L'Orecchio è l'Occhio dell’Anima” alla 61.ma Mostra Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, 27.04.2026


Alle ore 12.15 di oggi, presso la Sala Stampa della Santa Sede, Via della Conciliazione, 54, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Padiglione della Santa Sede “L'Orecchio è l'Occhio dell'Anima” alla 61.ma Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia che si svolgerà dal 9 maggio al 22 novembre 2026.

Sono intervenuti: l’Em.mo Card. José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione; Hans Ulrich Obrist, curatore; Ben Vickers, curatore; Soundwalk Collective, artista; P. Ermanno Barucco, O.C.D., Carmelitano Scalzo Giardino Mistico di Venezia; Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa San Paolo; Teresa Teixeira, (dst group Representative).

Pubblichiamo di seguito l’intervento dell’Em.mo Card. José Tolentino de Mendonça:

Intervento dell’Em.mo Card. José Tolentino de Mendonça

«Tornare a servire il ritmo della vita, l’armonia della creazione, e curarne le ferite». Queste parole programmatiche di Papa Leone XIV fungono da bussola per la progettazione del padiglione della Santa Sede alla biennale di Venezia, che sceglie come protagonista una figura che può apparire distante, essendo una mistica del XII secolo, ma che possiede una voce fortemente contemporanea, capace di illuminare gli interrogativi e i percorsi del presente.

Non deve sorprendere che la Biennale dialoghi con la figura di una monaca, in quanto ogni artista, anche il più lontano dall’orizzonte religioso, assomiglia a un monaco nell’intensità della sua ricerca interiore. In un tempo di accelerazione che confina con l’immediatezza, rivolgere lo sguardo su una figura apparentemente inattuale, può essere di beneficio, per raggiungere una profondità capace di suggerire nuove risposte di saggezza.

D’altronde, questo fu proprio il metodo di Ildegarda di Bingen, che credeva nella riconnessione dei legami che uniscono gli uomini e le società, e che sapeva che la trasformazione del mondo implica anche un’evoluzione spirituale, in cui le forme artistiche e scientifiche sono partecipanti attive. Per questo motivo, Ildegarda fu una religiosa e Lei stessa, una compositrice e cantante. Per questo motivo anche, unì lo studio dei testi sacri al lavoro visivo della pittura. Per questo motivo, infine, fu una maestra e predicatrice profetica, e al contempo una nota guaritrice, perita nelle scienze della medicina e della biologia.

Il nostro tempo ha bisogno di nuovi maestri, e il profilo polifonico di Ildegarda può esserci d’aiuto come antidoto all’esasperazione delle monodie, ispirandoci nella gestazione di nuove visioni. Il nostro tempo ha bisogno di profeti culturali, capaci di superare i vicoli ciechi del linguaggio dominante ed esprimere ciò che Ildegarda chiamava la “lingua ignota”, ovvero: una forza immaginativa che sprona paradigmi sociali sempre più inclusivi e che motiva pratiche comunitarie e fraterne.

Nel proclamarla Dottore della Chiesa, Papa Benedetto XVI ricordò il contributo alla civiltà di Santa Ildegarda, affermando che l’intera creazione è un atto d’amore e che «tutta la scala delle creature è attraversata, come la corrente di un fiume, dalla carità divina». Senza questo impulso d’amore, il mondo è destinato a inaridirsi o a essere ridotto in cenere. Comprendiamo quindi, come «il suo messaggio appaia straordinariamente attuale nel mondo contemporaneo».

Riprendo con piacere la mia prima conversazione con Hans Ulrich Obrist sulla possibilità di una sua collaborazione con la Santa Sede per la curatela del padiglione. Sin d’allora, mi disse che desiderava lavorare sull’eredità di Ildegarda, un fatto che ci incoraggiò fortemente a intraprendere questa strada. Ringrazio lui e Ben Vickers per l’intelligenza e l’impegno profuso in questo magnifico progetto, che siamo convinti costituirà un potente catalizzatore di fermentazione culturale. Ad affiancare i due curatori nella ideazione artistica del padiglione c’è stato il brillante team di Soundwalk Collective, al quale esprimiamo la nostra gratitudine.

Come sentiremo fra poco, sono ben 24 gli artisti partecipanti, provenienti da 12 diverse nazionalità, e desidero esprimere di cuore a ognuno di loro, la gioia e l’onore che rappresenta la possibilità di costruire insieme una proposta così vigorosa, empatica e necessaria.

Ringraziamo inoltre, Sr. Maura Zátonyi, O.S.B., la St. Hildegard Academy e le monache benedettine dell’Abbazia di Sant’Ildegarda di Eibingen per i loro sostegno e per i loro preziosi consigli. Ringraziamo anche la collaborazione dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (IUSVE) e dell’Università Ca’ Foscari.

Ricorderete il precedente padiglione della Santa Sede dedicato all’arte del 2024, ubicato nel carcere femminile dell’isola della Giudecca. Il padiglione proposto adesso ha invece due sedi, in due quartieri caratteristici di San Marco: un giardino all’aperto a Cannaregio e il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice a Castello. Desidero quindi, esprimere la mia riconoscenza alla Provincia veneta dei Carmelitani Scalzi per averci dato l’opportunità di installare una sezione del padiglione della Santa Sede nel loro meraviglioso giardino mistico, che sarà una bella scoperta per tutti i visitatori. E lo stesso, al Comune di Venezia per la collaborazione che ci permette di proseguire il progetto a Castello.

Una delle novità di questo padiglione d’arte infatti, è che non sostituisce, ma bensì prosegue il cantiere aperto dedicato all’architettura nel 2025. Nel complesso di Santa Maria Ausiliatrice, i visitatori troveranno in progress (o in “seconda vita”, come dice Hans Ulrich Obrist) “Opera Aperta”: il progetto avviato con Tatiana Bilbao Estudio e MAIO Architects, a cura di Marina Otero Verzier e Giovanna Zabotti.

Un sentito ringraziamento pertanto, alla vasta squadra di produzione internazionale implicata in questa iniziativa, sia quella guidata da Soundwalk Collective, nelle persone di Elena Origliasso e Tessa Nijdam, sia la produzione esecutiva di Nicola Picco, Raul Betti e Mattia Marzaro. Inoltre, siamo immensamente onorati del lavoro grafico dello Studio Irma Boom e della collaborazione di comunicazione dell’agenzia Bolton & Quinn.

Un ringraziamento speciale infine, alle Fondazioni Casa dello Spirito e delle Arti e Gravissimum Educationis, che hanno creato il Comitato 2026, che promuove questa realizzazione, nelle persone di Mons. Lech Piechota, Dott. Cristiano Grisogoni e Mons. Davide Milani. Un sentito ringraziamento al Patriarcato di Venezia, nella Persona del Patriarca, S.E. Mons. Francesco Moraglia. E, ma con particolare enfasi, ringrazio gli sponsor che generosamente sostengono questa iniziativa. Dalla sua visione siamo anche debitori. Nomino con piacere lo sponsor principale Intesa San Paolo, qui rappresentato dal suo Direttore esecutivo Arte, Cultura e Beni Storici, Dott. Michele Coppola. Nomino il Gruppo DST, in particolare l’Ing. José Teixeira, qui rappresentato dalla Dott.ssa Teresa Teixeira; e il gruppo Heni, nella persona del Dott. Joseph Hage.

Vorrei ricordare che il tema del padiglione, “l’orecchio è l’occhio dell’anima”, si ispira a Ildegarda di Bingen, ma fu formulato da Alexander Kluge, che lavorò con passione a questo progetto, fino alla sua improvvisa scomparsa del 25 marzo scorso. Perciò dedichiamo la gioia e il sogno di questo progetto alla sua grata memoria e a quella della Curatrice Generale Koyo Kouoh, anch’essa deceduta, l’anno passato.

Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione è l’organizzatore del padiglione che rappresenta la Santa Sede, e ringrazio il suo intero team: i Segretari, LL.EE. Mons. Paul Tighe e Carlo Maria Polvani, e tutti i gruppi di lavoro interni, in particolare: Angélica Ferreira, Chiara Andolfi, Caterina Sansone, Asia Fiorentino e Manuel Rainha.

Il nostro più vibrante augurio è che esso possa servire, come auspicato da Papa Leone XIV, a unire le energie morali e spirituali del nostro tempo intorno alla categoria dell’ascolto, esattamente perché “l’orecchio è l’occhio dell’anima”.

José Tolentino Card. de Mendonça

 

[00672-IT.01] [Testo originale: Italiano]

 

[B0348-XX.02]