Sala Stampa

www.vatican.va

Sala Stampa Back Top Print Pdf
Sala Stampa


Viaggio Apostolico di Sua Santità Leone XIV in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale (13 - 23 aprile 2026) – Visita all’Orfanotrofio Ngul Zamba, 15.04.2026


Alle ore 17:45 locali, il Papa arriva all’Orfanotrofio Ngul Zamba, dove viene accolto dalla responsabile della struttura, la Superiora Generale della Congregazione delle Figlie di Maria.

La Superiora lo accompagna nella sala principale, dove sono presenti i bambini e gli operatori dell’orfanotrofio.

Dopo il canto di benvenuto, seguono le parole della Superiora Generale, la testimonianza di tre bambini, un canto eseguito dai bambini e le testimonianze di un operatore e di un’operatrice.

Al termine della visita, dopo la recita del Padre Nostro e la Benedizione, il Santo Padre si trasferisce in auto alla sede della Conferenza Episcopale Nazionale del Camerun per l’incontro privato con i Vescovi del Camerun per poi raggiungere la Nunziatura Apostolica.

Pubblichiamo di seguito le parole che il Papa rivolge ai presenti nel corso della Visita all’ Orfanotrofio:

 

[ AR  - DE  - EN  - ES  - FR  - IT  - PL  - PT ]

Cari bambini, cari amici,

sono molto felice di entrare in questo Orfanotrofio che è diventato per voi la vostra casa. In questo luogo, è innanzitutto il vostro Padre del Cielo che vi accoglie con amore come suoi figli. Egli vuole manifestarvi la sua tenerezza e stringervi al suo cuore, e anch’io desidero farlo, nel suo Nome. Voi formate una vera famiglia e qui incontrate fratelli e sorelle che condividono con voi una storia dolorosa. E in questa famiglia il vostro Fratello maggiore è Gesù! Questa fraternità riunita attorno a Lui vi rende forti, vi aiuta a portare insieme i pesi della vita e vi fa sperimentare la vera gioia.

In un mondo spesso segnato dall’indifferenza e dall’egoismo, questa casa ci ricorda che siamo tutti custodi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, e che, nella grande famiglia di Dio, nessuno è mai uno straniero o un dimenticato, per quanto piccolo possa essere.

Cari bambini, so che molti di voi hanno attraversato prove difficili. Alcuni hanno conosciuto il dolore dell’assenza attraverso la perdita dei genitori o dei propri cari. Altri hanno sperimentato la paura, il rifiuto, l’abbandono, la mancanza, l’incertezza. Siete chiamati a un futuro più grande delle vostre ferite. Siete portatori di una promessa. Perché là dove può esserci miseria, sofferenza o ingiustizia, Dio è presente e conosce i vostri volti, vi è vicinissimo. Il Vangelo ci ricorda che Gesù aveva una speciale benevolenza per i bambini come voi, li metteva al centro. Sappiate che Lui guarda ognuno di voi, oggi, con lo stesso affetto.

Vorrei anche salutare con gratitudine tutti coloro che accompagnano questi bambini: i responsabili, gli educatori, il personale, i volontari e, naturalmente, le suore. Il vostro fedele impegno è una bella testimonianza di amore. Prendendovi cura di questi piccoli bambini, pregustate la gioia promessa dal Signore a chi serve i piccoli (cfr Mt 25,40). La vostra premura ha il volto della misericordia divina. Attraverso di essa e la vostra dedizione, offrite ben più di un sostegno materiale: offrite a questi bambini una presenza, un ascolto, una famiglia, un futuro. Tramite voi si manifesta la tenerezza di Dio, una tenerezza fedele, che non viene meno nelle prove e non delude mai. Vi ringrazio per tutto ciò che fate e vi invito a perseverare con coraggio in questa bella opera intrapresa.

Mentre con tutto il cuore vi do la mia benedizione, affido ciascuno di voi alla protezione della Vergine Maria, nostra Madre. Ella vegli sempre su di voi, vi consoli nei momenti di tristezza e vi aiuti a crescere come veri amici del suo Figlio Gesù.

[00621-FR.02] [Texte original: Français]

[B0299-XX.02]