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Viaggio Apostolico di Sua Santità Leone XIV nel Principato di Monaco – Cerimonia di Benvenuto e Visita di Cortesia a S.A.S. il Principe di Monaco, 28.03.2026


Alle ore 9.25 circa, il Santo Padre Leone XIV è giunto al Palazzo del Principe. Al Suo arrivo

è stato accolto da S.A.S. il Principe, la Principessa e i loro figli nel Cortile d’Onore dove si è svolta la cerimonia di benvenuto. Quindi dopo gli Inni nazionali, il passaggio in rassegna della Guardia d’Onore, l’Onore alla Bandiera dei Carabinieri del Principe e la Presentazione delle rispettive Delegazioni, alle ore 9:40 il Papa e il Principe sono entrati nel Palazzo per la Visita di Cortesia.

Nel Salon de Famille si è svolto l’incontro privato, seguito dallo scambio dei doni e dalle foto ufficiali.

Al termine della visita, il Papa e il Principe si sono affacciati dal balcone del Palazzo, da cui hanno rivolto un saluto alla popolazione riunita nell’area sottostante.

Il Santo Padre successivamente ha firmato il Libro d’Onore nel Salon des Glaces e, dopo la presentazione della famiglia nella Salle des Gardes, il Papa e il Principe sono scesi nel Cortile d’Onore.

Il Principe ha mostrato i due affreschi della facciata raffiguranti la visita di Papa Paolo III nel 1538 e il passaggio della salma di Papa Pio VI nel 1802. Infine, entrambi sono entrati nella cappella per un momento di raccoglimento.

Quindi Leone XIV alle ore 10.53 si è trasferito in auto aperta alla Cattedrale dell’Immacolata Concezione per l’incontro con la comunità cattolica.

Pubblichiamo di seguito il Saluto che il Santo Padre ha rivolto alla popolazione monegasca:

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Altezza Serenissima,
cari fratelli e sorelle!

Sono lieto di trascorrere questa giornata in mezzo a voi e di essere, così, il primo fra i Successori dell’Apostolo Pietro, nei tempi moderni, a visitare  il Principato di Monaco, una Città-Stato che si distingue per il vincolo profondo che la unisce alla Chiesa di Roma e alla fede cattolica.

Affacciata sul Mediterraneo e incastonata fra Paesi fondatori dell’unità europea, la vostra terra ha nella propria indipendenza una vocazione all’incontro e alla cura dell’amicizia sociale, oggi minacciati da un diffuso clima di chiusura e autosufficienza. Il dono della piccolezza e un’eredità spirituale viva impegnano la vostra ricchezza a servizio del diritto e della giustizia, specie in un momento storico in cui l’ostentazione della forza e la logica della prevaricazione danneggiano il mondo e compromettono la pace. Nella Bibbia, come sapete, i piccoli fanno la storia! Le autentiche spiritualità tengono viva questa consapevolezza. Occorre confidare nella provvidenza di Dio anche quando prevale il senso di impotenza o di insufficienza, perché noi crediamo che il Regno di Dio è simile a un minuscolo seme che diventa un albero (cfr Mt 13,31-32). Naturalmente, questa fede cambia il mondo solo se non veniamo meno alle nostre responsabilità storiche.

La composizione pluralistica della vostra comunità fa di questo Paese un microcosmo, al cui benessere concorrono una vivace minoranza di persone locali e una maggioranza di cittadini provenienti da altri Paesi del mondo. Fra questi, non pochi occupano ruoli di considerevole influenza in ambito economico e finanziario, molti sono coloro che svolgono mansioni di servizio, numerosi sono anche visitatori e turisti. Abitare qui rappresenta per alcuni un privilegio e per tutti una specifica chiamata a interrogarsi sul proprio posto nel mondo.

Agli occhi di Dio, nulla si riceve invano! Come Gesù lascia intendere nella parabola dei talenti, quanto ci è stato affidato non va sepolto sottoterra, ma messo in circolo e moltiplicato nell’orizzonte del Regno di Dio. Tale orizzonte è più ampio di quello privato e non riguarda un mondo utopico: il Regno di Dio, cui Gesù ha consacrato la vita, è vicino, perché viene in mezzo a noi e scuote le configurazioni ingiuste del potere, le strutture di peccato che scavano abissi tra poveri e ricchi, fra privilegiati e scartati, fra amici e nemici. Ogni talento, ogni opportunità, ogni bene posto nelle nostre mani ha una destinazione universale, un’intrinseca esigenza di essere non trattenuto, ma ridistribuito, perché la vita di tutti sia migliore. Per questo Gesù ci ha insegnato a pregare: «Dacci oggi il nostro pane quotidiano» (Mt 6,11); e nel medesimo tempo dice: «Cercate, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia» (Mt 6,33). Questa logica di libertà e di condivisione è al fondamento della parabola del giudizio universale, che ha i poveri al centro: il Cristo giudice, che siede in trono, si identifica con ciascuno di loro (cfr Mt 25,31-46).

La fede cattolica, che siete tra i pochi Paesi del mondo ad avere come religione di Stato, ci pone davanti alla sovranità di Gesù, che impegna i cristiani a diventare nel mondo un regno di fratelli e sorelle, una presenza che non schiaccia ma solleva, che non separa ma collega, pronta a proteggere sempre con amore ogni vita umana, in qualunque momento e condizione, affinché nessuno sia mai escluso dalla mensa della fraternità. È la prospettiva dell’ecologia integrale, che so starvi molto a cuore. Affido al Principato di Monaco, per il legame così profondo che lo unisce alla Chiesa di Roma, un impegno del tutto speciale nell’approfondimento della Dottrina Sociale della Chiesa e nell’elaborazione di buone pratiche locali e internazionali che ne manifestino la forza trasformativa. Anche in una cultura poco religiosa, molto secolarizzata, il modo di accostare i problemi tipico del Magistero sociale può rivelare la grande luce che viene dal Vangelo al nostro tempo, un tempo in cui a molte persone risulta così difficile sperare.

Grazie a una fede antica sarete, così, esperti delle cose nuove: non tanto inseguendo i beni che passano, spesso novità che invecchiano in una stagione, quanto trovandovi preparati davanti a sfide senza precedenti, che si affrontano soltanto con cuore libero e con intelligenza illuminata. «Voi comprendete benissimo – diceva  San Paolo VI nel 75° anniversario della Rerum novarum – che per camminare occorre la luce, per promuovere un progresso sociale occorre una dottrina […]; è il pensiero che guida la vita; e se il pensiero riflette la verità – la verità sull’uomo, sul mondo, sulla storia, sulle cose –, allora il cammino può procedere franco e spedito; se no, il cammino si fa o lento, o incerto, o duro, o aberrante». [1] Sono parole tanto attuali! Per questo invochiamo Maria, Sede della Sapienza e Causa della nostra gioia, affinché sempre ci conduca con la mente, il cuore e le scelte a Cristo, Principe della pace.

Pax vobis! Que la paix soit avec vous !


[1] S. Paolo VI, Omelia nel LXXV anniversario della “Rerum novarum” (22 maggio 1966).

[00470-FR.02] [Texte original: Français]

[B0240-XX.02]