Messaggio del Santo Padre
Traduzione in lingua inglese
Traduzione in lingua francese
Traduzione in lingua tedesca
Traduzione in lingua spagnola
Traduzione in lingua portoghese
Traduzione in lingua polacca
Traduzione in lingua araba
Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Leone XIV ha inviato in occasione del decimo anniversario dell’Esortazione Apostolica Postsinodale “Amoris laetitia”:
Messaggio del Santo Padre
Cari fratelli e sorelle!
Il 19 marzo 2016, Papa Francesco ha offerto alla Chiesa universale un luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e famigliare: l’Esortazione apostolica Amoris laetitia, frutto di tre anni di discernimento sinodale sostenuti dall’Anno Santo della Misericordia. In questo decimo anniversario, vogliamo rendere grazie al Signore per l’impulso dato allo studio e alla conversione pastorale della Chiesa e chiedergli il coraggio di proseguire il cammino, accogliendo sempre nuovamente il Vangelo, nella gioia di poterlo annunciare a tutti.
Come insegna il Concilio Vaticano II, la famiglia è «il fondamento della società»,[1] dono di Dio e «scuola di arricchimento umano». [2] Mediante il Sacramento del matrimonio, gli sposi cristiani costituiscono una sorta di «Chiesa domestica», [3] il cui ruolo è essenziale per l’educazione e la trasmissione della fede. Sulla scia dell’impulso conciliare, le due Esortazioni apostoliche Familiaris consortio – data da San Giovanni Paolo II nel 1981 – e Amoris laetitia (AL) hanno entrambe stimolato l’impegno dottrinale e pastorale della Chiesa al servizio dei giovani, dei coniugi e delle famiglie.
Prendendo atto «dei cambiamenti antropologico-culturali» (AL, 32), accentuatisi nell’arco di trentacinque anni, Papa Francesco ha voluto impegnare ulteriormente la Chiesa nel cammino del discernimento sinodale. Il suo discorso del 17 ottobre 2015, pronunciato durante la XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, invita a un «ascolto reciproco» all’interno del popolo di Dio, «tutti in ascolto dello Spirito Santo, “lo Spirito della Verità” (Gv 14,17), per conoscere ciò che Egli “dice alle Chiese” (Ap 2,7)». E precisa che non è «possibile parlare della famiglia senza interpellare le famiglie, ascoltando le loro gioie e le loro speranze, i loro dolori e le loro angosce».[4]
Raccogliendo i frutti del discernimento sinodale, Amoris laetitia offre un insegnamento prezioso che dobbiamo continuare ad approfondire oggi: la speranza biblica della presenza amorevole e misericordiosa di Dio, che permette di vivere «storie di amore» anche quando si attraversano «crisi familiari» (AL, 8); l’invito ad adottare «lo sguardo di Gesù» (AL, 60) e a stimolare senza stancarci «la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare» (AL, 89); l’appello a scoprire che l’amore nel matrimonio «dà sempre vita» (AL, 165) e che esso è «reale» proprio nel suo modo «limitato e terreno» (AL, 113), come ci insegna il mistero dell’Incarnazione. Papa Francesco afferma «la necessità di sviluppare nuove vie pastorali» (AL, 199) e di «rafforzare l’educazione dei figli» (AL, cap. VII), mentre invita la Chiesa ad «accompagnare, discernere e integrare la fragilità» (AL, cap. VIII), superando una concezione riduttiva della norma, e a promuovere «la spiritualità che scaturisce dalla vita familiare» (AL, 313).
Come ho avuto occasione di dire ai giovani riuniti a Tor Vergata durante il Giubileo della Speranza, «la fragilità [...] è parte della meraviglia che siamo»: non siamo fatti «per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore». [5] Per servire la missione di annunciare il Vangelo della famiglia alle giovani generazioni, dobbiamo imparare a evocare la bellezza della vocazione al matrimonio proprio nel riconoscimento della fragilità, in modo da risvegliare «la fiducia nella grazia» (AL, 36) e il desiderio cristiano di santità. Dobbiamo anche sostenere le famiglie, in particolare quelle che soffrono tante forme di povertà e di violenza presenti nella società contemporanea.
Ringraziamo il Signore per le famiglie che, nonostante difficoltà e sfide, vivono «la spiritualità dell’amore familiare […] fatta di migliaia di gesti reali e concreti» (AL, 315). Esprimo anche la mia gratitudine ai Pastori, agli operatori pastorali, alle Associazioni di fedeli e ai Movimenti ecclesiali impegnati nella pastorale familiare.
Il nostro tempo è segnato da rapide trasformazioni che, ancor più di dieci anni fa, rendono necessaria una particolare attenzione pastorale alle famiglie, alle quali il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo. [6] Vi sono, infatti, luoghi e circostanze in cui la Chiesa «non può diventare sale della terra» [7] se non per mezzo dei fedeli laici e, in particolar modo, delle famiglie. Perciò l’impegno della Chiesa in questo ambito va rinnovato e approfondito, affinché coloro che il Signore chiama al matrimonio e alla famiglia possano vivere il loro amore coniugale in Cristo e i giovani si sentano attratti dall’intensità della vocazione matrimoniale nella Chiesa.
Prendendo atto dei cambiamenti che continuano a influenzare le famiglie, ho deciso di convocare nell’ottobre 2026 i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, al fine di procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali.
Affido questo cammino all’intercessione di San Giuseppe, custode della Santa Famiglia di Nazaret.
Dal Vaticano, 19 marzo 2026, Solennità di San Giuseppe
LEONE PP. XIV
_______________________
[1] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Past. Gaudium et spes, 52.
[2] Ibid.
[3] Id., Cost. dogm. Lumen gentium, 11.
[4] Francesco, Discorso nel 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei Vescovi (17 ottobre 2015).
[5] Omelia nella Messa per il Giubileo dei giovani (3 agosto 2025).
[6] Cfr Esort. ap Familiaris consortio (22 novembre 1981), 17.
[7] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 33.
[00414-IT.01] [Testo originale: Italiano]
Traduzione in lingua inglese
Dear brothers and sisters,
On 19 March 2016, Pope Francis offered the universal Church a luminous message of hope regarding conjugal love and family life, which was the fruit of three years of synodal discernment enriched by the Jubilee Year of Mercy: the Apostolic Exhortation Amoris Laetitia. On this tenth anniversary, we give thanks to the Lord for the stimulus that has encouraged reflection and pastoral conversion in the Church, and ask God for the courage to persevere on this path, always welcoming the Gospel anew in the joy of being able to proclaim it to all.
The Second Vatican Council taught that the family is “the basis of society,” [1] a gift from God and “a school for human enrichment.” [2] Through the sacrament of marriage, Christian spouses form a kind of “domestic church,” [3] whose role is essential for teaching and transmitting the faith. Since the Council, the two Apostolic Exhortations, Familiaris Consortio — issued by Saint John Paul II in 1981 — and Amoris Laetitia (AL), have both strengthened the Church’s doctrinal and pastoral commitment to the service of young people, married couples and families.
Recognizing that “anthropological and cultural changes” (AL 32) have become increasingly pronounced over the past thirty-five years, Pope Francis wanted to further engage the Church in the path of synodal discernment. His address on 17 October 2015, delivered during the XIV Ordinary General Assembly of the Synod of Bishops on the family, called for “mutual listening” within the people of God: “all listening to the Holy Spirit, ‘the Spirit of truth’ (Jn 14:17), in order to know what he ‘says to the Churches’ (Rev 2:7).” He explained that it is not possible to “speak about the family without engaging families themselves, listening to their joys and their hopes, their sorrows and their anguish.”[4]
In gathering the fruits of synodal discernment, Amoris Laetitia offers valuable teachings that we must continue to examine today: the biblical hope of God’s loving and merciful presence, which allows us to live “love stories” even when navigating “family crises” (AL 8); the invitation to adopt “the gaze of Jesus” (AL 60) and tirelessly to encourage “the growth, strengthening and deepening of conjugal and family love” (AL 89); the call to appreciate that love in marriage “always gives life” (AL 165) and that it is ‘real’ precisely in its “limited and earthly” way (AL 113), as the mystery of the Incarnation teaches us. Pope Francis affirmed the need “for new pastoral methods” (AL 199) and for a better education of children (cf. AL chap. VII), while inviting the Church to accompany, discern and integrate fragility (cf. AL chap. VIII), overcoming a reductive conception of the norm, and to promote “the spirituality that unfolds in family life” (AL 313).
As I had the opportunity to say to the young people gathered at Tor Vergata during the Jubilee of Hope, fragility is “part of the marvel of creation… We are not made for a life where everything is taken for granted and static, but for an existence that is constantly renewed through gift of self in love.” [5] To serve the mission of proclaiming the Gospel of the family to younger generations, we must learn to evoke the beauty of the vocation to marriage precisely in the recognition of fragility, so as to reawaken “trust in God’s grace” (AL 36) and the Christian desire for holiness. We must also support families, especially those suffering from the many forms of poverty and violence present in contemporary society.
We thank the Lord for families who, despite difficulties and challenges, live “the spirituality of family love […] made up of thousands of small but real gestures” (AL 315). I also express my gratitude to the pastors, pastoral workers, Associations of the faithful and ecclesial Movements that are engaged in family ministry.
Our era is marked by rapid changes which make it necessary, even more than ten years ago, to give particular pastoral attention to families, to whom the Lord entrusts the task of participating in the Church’s mission of proclaiming and witnessing to the Gospel. [6] There are, in fact, places and circumstances in which the Church “can become the salt of the earth” [7] only through the lay faithful and, in particular, through families. For this reason, the Church’s commitment in this area must be renewed and deepened, so that those whom the Lord calls to marriage and family life can, in Christ, fully live out their conjugal love, and that young people may feel attracted, within the Church, to the beauty of the vocation to marriage.
In light of the changes that continue to impact families, I have decided to convene the presidents of the Episcopal Conferences from around the world in October 2026, in an effort to proceed, in mutual listening, to a synodal discernment on the steps to be taken in order to proclaim the Gospel to families today, in light of Amoris Laetitia and taking into account what is currently being done in the local Churches.
I entrust this journey to the intercession of Saint Joseph, guardian of the Holy Family of Nazareth.
From the Vatican, 19 March 2026, Solemnity of Saint Joseph
LEO PP. XIV
___________________________
[1] Second Vatican Ecumenical Council Pastoral Constitution on the Church in the Modern World Gaudium et Spes, 52.
[2] Ibid.
[3] Second Vatican Ecumenical Council, Dogmatic Constitution on the Church Lumen Gentium, 11.
[4] Address Commemorating the 50th Anniversary of the Institution of the Synod of Bishops (17 October 2015).
[5] Homily at the Mass for the Jubilee of Youth (3 August 2025).
[6] Cf. Apostolic Exhortation Familiaris Consortio (22 November 1981), 17.
[7] Second Vatican Ecumenical Council, Dogmatic Constitution on the Church Lumen Gentium, 33.
[00414-EN.01] [Original text: Italian]
Traduzione in lingua francese
Chers frères et sœurs !
Le 19 mars 2016, le Pape François a offert à l’Église universelle un message lumineux d’espérance concernant l’amour conjugal et familial : l’Exhortation apostolique Amoris laetitia, fruit de trois années de discernement synodal soutenues par l’Année Sainte de la Miséricorde. En ce dixième anniversaire, nous voulons rendre grâce au Seigneur pour l’élan donné à l’étude et à la conversion pastorale de l’Église et lui demander le courage de poursuivre le chemin, en accueillant toujours à nouveau l’Évangile, dans la joie de pouvoir l’annoncer à tous.
Comme l’enseigne le Concile Vatican II, la famille est « le fondement de la société », [1] don de Dieu et « école d’enrichissement humain ». [2] Par le Sacrement du mariage, les époux chrétiens constituent une sorte d’ « Église domestique », [3] dont le rôle est essentiel pour l’éducation et la transmission de la foi. Dans le sillage de l’élan conciliaire, les deux Exhortations apostoliques Familiaris consortio – donnée par Saint Jean-Paul II en 1981 – et Amoris laetitia (AL) ont toutes deux stimulé l’engagement doctrinal et pastoral de l’Église au service des jeunes, des conjoints et des familles.
Prenant acte « des changements anthropologiques et culturels » (AL, 32) qui se sont accentués au cours des trente-cinq dernières années, le Pape François a voulu engager davantage l’Église dans la voie du discernement synodal. Son discours du 17 octobre 2015, prononcé lors de la XIVe Assemblée Générale Ordinaire du Synode des évêques sur la famille, invite à une « écoute réciproque » au sein du peuple de Dieu, « tous à l’écoute de l’Esprit Saint, l’“Esprit de Vérité” (Jn 14, 17), pour savoir ce qu’il “dit aux Églises” (Ap 2, 7) ». Et il précise qu’il n’est « pas possible de parler de la famille sans interpeller les familles, en écoutant leurs joies et leurs espérances, leurs douleurs et leurs angoisses ». [4]
En récoltant les fruits du discernement synodal, Amoris laetitia offre un enseignement précieux que nous devons continuer à approfondir aujourd’hui : l’espérance biblique de la présence aimante et miséricordieuse de Dieu, qui permet de vivre des « histoires d’amour » même lorsque l’on traverse des « crises familiales » (AL, 8) ; l’invitation à adopter « le regard de Jésus » (AL, 60) et à stimuler sans relâche « la croissance, la consolidation et l’approfondissement de l’amour conjugal et familial » (AL, 89) ; l’appel à découvrir que l’amour dans le mariage « donne toujours la vie » (AL, 165) et qu’il est « réel » précisément dans son caractère « imité et terrestre » (AL, 113), comme nous l’enseigne le mystère de l’Incarnation. Le pape François affirme « la nécessité de chercher de nouveaux chemins pastoraux » (AL, 199) et de « renforcer l’éducation des enfants » (AL, chap. VII), tout en invitant l’Église à « accompagner, discerner et intégrer la fragilité » (AL, chap. VIII), en dépassant une conception réductrice de la norme, et à promouvoir « la spiritualité qui jaillit de la vie familiale » (AL, 313).
Comme j’ai eu l’occasion de le dire aux jeunes réunis à Tor Vergata pendant le Jubilé de l’Espérance, « la fragilité [...] fait partie de la merveille que nous sommes » : nous ne sommes pas faits « pour une vie où tout est acquis et immobile, mais pour une existence qui se régénère constamment dans le don, dans l’amour ».[5] Pour servir la mission d’annoncer l’Évangile de la famille aux jeunes générations, nous devons apprendre à évoquer la beauté de la vocation au mariage précisément dans la reconnaissance de la fragilité, afin de réveiller « la confiance dans la grâce » (AL, 36) et le désir chrétien de sainteté. Nous devons également soutenir les familles, en particulier celles qui souffrent des nombreuses formes de pauvreté et de violence présentes dans la société contemporaine.
Nous rendons grâce au Seigneur pour les familles qui, malgré les difficultés et les défis, vivent « la spiritualité de l’amour familial [...] faite de milliers de gestes réels et concrets » (AL, 315). J’exprime également ma gratitude aux Pasteurs, aux agents pastoraux, aux Associations de fidèles et aux Mouvements ecclésiaux engagés dans la pastorale familiale.
Notre époque est marquée par des transformations rapides qui, plus encore qu’il y a dix ans, rendent nécessaire une attention pastorale particulière aux familles, auxquelles le Seigneur confie la tâche de participer à la mission de l’Église d’annoncer et de témoigner l’Évangile. [6] Il existe en effet des lieux et des circonstances où l’Église « ne peut devenir le sel de la terre » [7] que par l’intermédiaire des fidèles laïcs et, en particulier, des familles. C’est pourquoi l’engagement de l’Église dans ce domaine doit être renouvelé et approfondi, afin que ceux que le Seigneur appelle au mariage et à fonder une famille puissent vivre leur amour conjugal dans le Christ et que les jeunes se sentent attirés par l’intensité de la vocation matrimoniale dans l’Église.
Prenant acte des changements qui continuent d’influencer les familles, j’ai décidé de convoquer en octobre 2026 les Présidents des Conférences Épiscopales du monde entier, afin de procéder, dans l’écoute réciproque, à un discernement synodal sur les mesures à prendre pour annoncer l’Évangile aux familles aujourd’hui, à la lumière d’Amoris laetitia et en tenant compte de ce qui se réalise dans les Églises locales.
Je confie ce cheminement à l’intercession de saint Joseph, gardien de la Sainte Famille de Nazareth.
Du Vatican, le 19 mars 2026, solennité de saint Joseph.
LÉON PP. XIV
____________________________
[1] Conc. Œcum. Vat. II, Const. Past. Gaudium et spes, 52.
[2] Ibid.
[3] Id., Const. dogm. Lumen gentium, 11.
[4] François, Discours à l’occasion de la commémoration du 50e anniversaire de l’institution du Synode des Évêques (17 octobre 2015).
[5] Homélie lors de la messe pour le Jubilé des jeunes (3 août 2025).
[6] Cf. Exhort. ap. Familiaris consortio (22 novembre 1981), 17.
[7] Conc. Œcum. Vat. II, Const. dogm. Lumen gentium, 33.
[00414-FR.01] [Texte original: Italien]
Traduzione in lingua tedesca
Liebe Brüder und Schwestern!
Am 19. März 2016 hat Papst Franziskus der Weltkirche eine leuchtende und hoffnungsvolle Botschaft bezüglich der ehelichen und familiären Liebe geschenkt: das Apostolische Schreiben Amoris laetitia, Ergebnis eines dreijährigen synodalen Unterscheidungsprozesses, der in das Heilige Jahr der Barmherzigkeit mündete. Am zehnten Jahrestag wollen wir dem Herrn für diese Anregung für das Studium und die pastorale Umkehr der Kirche danken, und ihn um den Mut bitten, den Weg weiterzugehen, indem wir das Evangelium stets aufs Neue in der Freude annehmen, es allen verkünden zu dürfen.
Wie das Zweite Vatikanische Konzil lehrt, ist die Familie »das Fundament der Gesellschaft«, [1] ein Geschenk Gottes und »eine Art Schule reich entfalteter Humanität«. [2] Mittels des Sakraments der Ehe bilden christliche Eheleute eine »Art Hauskirche«, [3] die für die Erziehung und Weitergabe des Glaubens von wesentlicher Bedeutung ist. Dem Impuls des Konzils folgend haben die beiden Apostolischen Schreiben Familiaris consortio von Johannes Paul II. aus dem Jahr 1981 und Amoris laetitia (AL) zu einer doktrinalen und pastoralen Schwerpunktsetzung der Kirche im Dienste der jungen Menschen, der Ehepaare und Familien angeregt.
Auf Grund »der anthropologisch-kulturellen Veränderungen« (AL, 32), die über die letzten fünfunddreißig Jahren stärker geworden sind, wollte Papst Franziskus, dass die Kirche engagierter den Weg der synodalen Unterscheidung beschreitet. Mit seiner Ansprache vom 17. Oktober 2015 während der 14. Ordentlichen Vollversammlung der Bischofssynode über die Familie ruft er zu einem gegenseitigen Aufeinanderhören innerhalb des Volkes Gottes auf, »alle im Hinhören auf den Heiligen Geist, den „Geist der Wahrheit“ (Joh 14,17), um zu erkennen, was er „den Kirchen sagt“ (vgl. Offb 2,7)«. Und er präzisiert, dass es nicht möglich ist, »über die Familie zu sprechen, ohne Familien zu Rate zu ziehen und ihre Freuden und Hoffnungen, ihre Leiden und ihre Ängste anzuhören«. [4]
Amoris laetitia sammelt die Früchte der synodalen Unterscheidung und bietet eine wertvolle Lehre, die wir heute weiter vertiefen müssen: die biblische Hoffnung auf die liebevolle und barmherzige Gegenwart Gottes, die es ermöglicht, »Geschichten der Liebe« zu leben, auch wenn man »Familienkrisen« durchlebt (AL, 8); die Einladung, den »Blick Jesu« (AL, 60) anzunehmen und unermüdlich »zum Wachstum, zur Festigung und zur Vertiefung der ehelichen und familiären Liebe« (AL, 89) anzuregen; den Aufruf, zu entdecken, dass die Liebe in der Ehe „immer Leben schenkt“ (vgl. AL, 165) und dass sie gerade in ihrer »begrenzt[en] und irdisch[en]« Art »echt« ist (AL, 113), wie uns das Geheimnis der Menschwerdung zeigt. Papst Franziskus bekräftigt »die Notwendigkeit der Entwicklung neuer pastoraler Methoden« (AL, 199) und »die Erziehung der Kinder [zu] stärken« (AL, 7. Kap.), während er die Kirche auffordert, »die Zerbrechlichkeit [zu] begleiten, [zu] unterscheiden und ein[zu]gliedern« (AL, 8. Kap.), indem sie ein verkürztes Verständnis der Norm überwindet, und »die Spiritualität« zu fördern, »die aus dem Familienleben entspringt« (AL, 313).
Wie ich schon den Jugendlichen sagen konnte, die sich während des Heiligen Jahres der Hoffnung in Tor Vergata versammelt hatten, ist »die Zerbrechlichkeit […] Teil des Wunders, das wir sind«: Wir sind nicht für ein Leben gemacht, »in dem alles selbstverständlich und unveränderlich ist, sondern für ein Dasein, das sich ständig in der Gabe, in der Liebe erneuert«.[5] Um unserem Auftrag nachzukommen, den jungen Generationen das Evangelium der Familie zu verkünden, müssen wir lernen, die Schönheit der Berufung zur Ehe gerade durch die Anerkennung der Zerbrechlichkeit hervorzuheben, um so »das Vertrauen auf die Gnade« (AL, 36) und die christliche Sehnsucht nach Heiligkeit zu wecken. Wir müssen auch die Familien unterstützen, insbesondere diejenigen, die unter den vielfältigen Formen von Armut und Gewalt in der heutigen Gesellschaft leiden.
Danken wir dem Herrn für die Familien, die trotz Schwierigkeiten und Herausforderungen »die Spiritualität der familiären Liebe« leben, die » aus Tausenden von realen und konkreten Gesten« (AL, 315) besteht. Ebenso danke ich den Hirten, den pastoralen Mitarbeitern, den Vereinigungen von Gläubigen und den kirchlichen Bewegungen, die sich in der Familienpastoral engagieren.
Unsere Zeit ist von raschen Veränderungen geprägt, die es mehr noch als vor zehn Jahren erforderlich machen, den Familien besondere pastorale Aufmerksamkeit zu schenken. Ihnen hat der Herr die Aufgabe anvertraut, an der Mission der Kirche mitzuwirken, das Evangelium zu verkünden und zu bezeugen. [6] Es gibt tatsächlich Orte und Umstände, an denen die Kirche nur durch die Laien und insbesondere durch die Familien zum »Salz der Erde werden kann«. [7] Daher muss das Engagement der Kirche in diesem Bereich erneuert und vertieft werden, damit diejenigen, die der Herr zum Ehe- und Familienleben beruft, ihre eheliche Liebe in Christus leben können und die jungen Menschen sich von der Bedeutung der ehelichen Berufung in der Kirche angezogen fühlen.
Angesichts der Veränderungen, die weiterhin Einfluss auf die Familien haben, habe ich beschlossen, im Oktober 2026 die Vorsitzenden der Bischofskonferenzen der ganzen Welt zu versammeln, um im gegenseitigen Aufeinanderhören eine synodale Unterscheidung bezüglich der Schritte vorzunehmen, die unternommen werden müssen, um heute den Familien das Evangelium zu verkünden. Dies soll im Lichte von Amoris laetitia geschehen und unter Berücksichtigung dessen, was in den Ortskirchen bereits getan wird.
Ich vertraue diesen Weg der Fürsprache des heiligen Josef an, des Beschützers der Heiligen Familie von Nazaret.
Aus dem Vatikan, am 19. März 2026, dem Hochfest des Heiligen Josef
LEO PP. XIV
_________________________
[1] Zweites Vatikanisches Konzil, Pastoralkonstitution Gaudium et spes, 52.
[2] Ebd.
[3] Id., Dogmatische Konstitution Lumen gentium, 11.
[4] Franziskus, Ansprache zur 50-Jahr-Feier der Errichtung der Bischofssynode (17. Oktober 2015).
[5] Homilie bei der Heilig-Jahr-Feier der Jugendlichen (3. August 2025).
[6] Vgl. Apostolisches Schreiben Familiaris consortio (22. November 1981), 17.
[7] Zweites Vatikanisches Konzil, Dogmatische Konstitution Lumen gentium, 33.
[00414-DE.01] [Originalsprache: Italienisch]
Traduzione in lingua spagnola
Queridos hermanos y hermanas:
El 19 de marzo de 2016, el Papa Francisco ofreció a la Iglesia universal un luminoso mensaje de esperanza sobre el amor conyugal y familiar: la Exhortación apostólica Amoris laetitia, fruto de tres años de discernimiento sinodal sostenidos por el Año Santo de la Misericordia. En este décimo aniversario, queremos dar gracias al Señor por el impulso dado al estudio y a la conversión pastoral de la Iglesia, y pedirle el valor para continuar el camino, acogiendo siempre de nuevo el Evangelio, con la alegría de poder anunciarlo a todos.
Como enseña el Concilio Vaticano II, la familia es «el fundamento de la sociedad», [1] un don de Dios y «escuela del más rico humanismo». [2] Mediante el sacramento del matrimonio, los esposos cristianos constituyen una especie de «Iglesia doméstica» [3], cuyo papel es esencial para la educación y la transmisión de la fe. Siguiendo el impulso conciliar, las dos Exhortaciones apostólicas Familiaris consortio ―publicada por san Juan Pablo II en 1981— y Amoris laetitia (AL) han estimulado el compromiso doctrinal y pastoral de la Iglesia al servicio de los jóvenes, los cónyuges y de las familias.
Tomando nota de «los cambios antropológico-culturales» (AL 32), que se han acentuado a lo largo de treinta y cinco años, el Papa Francisco quiso comprometer aún más a la Iglesia en el camino del discernimiento sinodal. Su discurso, pronunciado durante la XIV Asamblea General Ordinaria del Sínodo de los Obispos sobre la familia, el 17 de octubre de 2015, invita a una “escucha recíproca” dentro del Pueblo de Dios, “todos en escucha del Espíritu Santo, el ‘Espíritu de verdad’ (Jn 14,17), para conocer lo que Él ‘dice a las Iglesias’ (Ap 2,7)”. Y precisa que no es posible “hablar de la familia sin interpelar a las familias, escuchar sus gozos y esperanzas, sus tristezas y angustias”. [4]
Recogiendo los frutos del discernimiento sinodal, Amoris laetitia ofrece una enseñanza valiosa que debemos seguir profundizando hoy: la esperanza bíblica de la presencia amorosa y misericordiosa de Dios, que permite vivir “historias de amor” incluso cuando se atraviesan “crisis familiares” (cf. n. 8); la invitación a adoptar “la mirada de Jesús” (cf. n. 60) y a estimular sin descanso «el crecimiento, la consolidación y la profundización del amor conyugal y familiar» (n. 89); el llamamiento a descubrir que el amor en el matrimonio “siempre da vida” (cf. n. 165) y que es “real” precisamente en su modo “limitado y terreno” (cf. n. 113), como nos enseña el misterio de la Encarnación. El Papa Francisco afirma «la necesidad de desarrollar nuevos caminos pastorales» (n. 199) y de “fortalecer la educación de los hijos” (cf. cap. VII), al tiempo que invita a la Iglesia a “acompañar, discernir e integrar la fragilidad” (cf. cap. VIII), superando una concepción reductiva de la norma, y a promover «la espiritualidad que brota de la vida familiar» (n. 313).
Como tuve ocasión de decir a los jóvenes reunidos en Tor Vergata durante el Jubileo de la Esperanza, «la fragilidad [...], forma parte de la maravilla que somos». No fuimos hechos «para una vida donde todo es firme y seguro, sino para una existencia que se regenera constantemente en el don, en el amor». [5] Para cumplir con la misión de anunciar el Evangelio de la familia a las jóvenes generaciones, debemos aprender a evocar la belleza de la vocación al matrimonio precisamente en el reconocimiento de su fragilidad, a fin de despertar «la confianza en la gracia» (AL 36) y el deseo cristiano de santidad. También debemos sostener a las familias, particularmente a aquellas que sufren tantas formas de pobreza y violencia presentes en la sociedad contemporánea.
Damos gracias al Señor por las familias que, a pesar de las dificultades y los desafíos, viven «la espiritualidad del amor familiar […] hecha de miles de gestos reales y concretos» (n. 315). Expreso en este sentido mi gratitud a los pastores, a los agentes de pastoral, a las asociaciones de fieles y a los movimientos eclesiales comprometidos con la pastoral familiar.
Nuestra época está marcada por rápidas transformaciones que, incluso hoy más que hace diez años, hacen necesaria una especial atención pastoral a las familias, a las que el Señor confía la tarea de participar en la misión de la Iglesia de anunciar y dar testimonio del Evangelio. [6] De hecho, hay lugares y circunstancias en los que la Iglesia «sólo puede llegar a ser sal de la tierra» [7] a través de los fieles laicos y, en particular, de las familias. Por eso, el compromiso de la Iglesia en este ámbito debe renovarse y profundizarse, para que aquellos a quienes el Señor llama al matrimonio y a la familia puedan vivir su amor conyugal en Cristo y los jóvenes se sientan atraídos por la intensidad de la vocación matrimonial en la Iglesia.
Reconociendo los cambios que siguen afectando a las familias, he decidido convocar en octubre de 2026 a los Presidentes de las Conferencias Episcopales de todo el mundo, con el fin de proceder, en un clima de escucha recíproca, a un discernimiento sinodal sobre los pasos a dar para anunciar el Evangelio a las familias de hoy, a la luz de Amoris laetitia y teniendo en cuenta lo que se está realizando en las Iglesias locales.
Encomiendo este camino a la intercesión de san José, Custodio de la Sagrada Familia de Nazaret.
Vaticano, 19 de marzo de 2026, solemnidad de san José.
LEÓN PP. XIV
________________________________
[1] Conc. Ecum. Vat. II, Const. Past. Gaudium et spes, 52.
[2] Ibíd.
[3] Id., Const. dogm. Lumen gentium, 11.
[4] Cf. Francisco, Discurso en la Conmemoración del 50 aniversario de la institución del Sínodo de los Obispos (17 octubre 2015).
[5] Homilía en la Misa del Jubileo de los jóvenes (3 agosto 2025).
[6] Cf. Exhort. ap. Familiaris consortio (22 noviembre 1981), 17.
[7] Conc. Ecum. Vat. II, Const. dogm. Lumen gentium, 33.
[00414-ES.01] [Texto original: Italiano]
Traduzione in lingua portoghese
Queridos irmãos e irmãs!
O Papa Francisco, a 19 de março de 2016, como resultado de três anos de discernimento sinodal sustentados pelo Ano Santo da Misericórdia, ofereceu à Igreja universal uma luminosa mensagem de esperança a respeito do amor conjugal e familiar: a Exortação Apostólica Amoris laetitia. Neste décimo aniversário, queremos render graças ao Senhor pelo impulso dado ao estudo e à conversão pastoral da Igreja e pedir-lhe a coragem de continuar o caminho, acolhendo sem cessar o Evangelho, na alegria de poder anunciá-lo a todos.
Como ensina o Concílio Vaticano II, a família é «o fundamento da sociedade», [1] dom de Deus e «escola de valorização humana». [2] Por meio do Sacramento do matrimónio, os cônjuges cristãos constituem uma espécie de «Igreja doméstica», [3] cujo papel é essencial na educação e transmissão da fé. Na esteira do impulso conciliar, as Exortações Apostólicas Familiaris consortio – escrita por São João Paulo II em 1981 – e Amoris laetitia (AL) estimularam o empenho doutrinal e pastoral da Igreja ao serviço dos jovens, dos esposos e das famílias.
Tendo em conta «as mudanças antropológico-culturais» (AL, 32) que se acentuaram ao longo de trinta e cinco anos, o Papa Francisco quis comprometer ainda mais a Igreja no caminho do discernimento sinodal. O seu discurso de 17 de outubro de 2015, proferido durante a XIV Assembleia Geral Ordinária do Sínodo dos Bispos sobre a família, exorta a uma «escuta recíproca» no meio do povo de Deus, «todos à escuta do Espírito Santo, o “Espírito da verdade” (Jo 14, 17), para conhecer aquilo que Ele “diz às Igrejas” (Ap 2, 7)». E especifica que não é «possível falar da família sem interpelar as famílias, auscultando as suas alegrias e as suas esperanças, os seus sofrimentos e as suas angústias».[4]
Hoje, ao colher os frutos do discernimento sinodal, a Amoris laetitia oferece um ensinamento valioso que devemos continuar a perscrutar: a esperança bíblica da presença amorosa e misericordiosa de Deus, que permite viver «histórias de amor» mesmo quando se enfrentam «crises familiares» (AL, 8); o convite a adotar «o olhar de Jesus» (AL, 60) e a estimular incansavelmente «o crescimento, a consolidação e o aprofundamento do amor conjugal e familiar» (AL, 89); o apelo a descobrir que o amor no matrimónio «sempre dá vida» (AL, 165) e que é «real» precisamente no seu modo «limitado e terreno» (AL, 113), como nos revela o mistério da Encarnação. O Papa Francisco afirma «a necessidade de desenvolver novos caminhos pastorais» (AL, 199) e de «reforçar a educação dos filhos» (AL, cap. VII), enquanto convoca a Igreja a «acompanhar, discernir e integrar a fragilidade» (AL, cap. VIII), superando uma concepção reduzida da norma, e a promover «a espiritualidade que brota da vida familiar» (AL, 313).
Como tive a oportunidade de dizer aos jovens reunidos em Tor Vergata durante o Jubileu da Esperança, «a fragilidade […] faz parte da maravilha que somos»: não fomos feitos «para uma vida onde tudo é óbvio e parado, mas para uma existência que se renova constantemente no dom, no amor».[5] Para servir à missão de anunciar o Evangelho da família às novas gerações, temos de aprender a evocar a beleza da vocação ao matrimónio exatamente no reconhecimento da fragilidade, de modo a despertar «a confiança na graça» (AL, 36) e o desejo cristão de santidade. Temos também de apoiar as famílias, em particular aquelas que sofrem tantas formas de pobreza e violência presentes na sociedade contemporânea.
Agradeçamos ao Senhor pelas famílias que, apesar das dificuldades e desafios, vivem «a espiritualidade do amor familiar […] feita de milhares de gestos reais e concretos» (AL, 315). Exprimo também a minha gratidão aos Pastores, aos agentes pastorais, às Associações de fiéis e aos Movimentos eclesiais empenhados na pastoral familiar.
Ainda mais do que há dez anos, o nosso tempo é marcado por rápidas transformações que exigem uma especial atenção pastoral às famílias, às quais o Senhor confia a tarefa de participar na missão da Igreja de proclamar e testemunhar o Evangelho.[6] Na verdade, existem lugares e circunstâncias em que a Igreja «não pode tornar-se sal da terra»[7] senão através dos fiéis leigos e, em particular, das famílias. Por isso, o compromisso da Igreja neste campo deve ser renovado e aprofundado, para que aqueles que o Senhor chama ao matrimónio e à família possam viver o seu amor conjugal em Cristo e os jovens se sintam atraídos pela intensidade da vocação matrimonial na Igreja.
Considerando as mudanças que continuam a influenciar as famílias, decidi convocar, para outubro de 2026, os Presidentes das Conferências Episcopais de todo o mundo, a fim de proceder, na escuta recíproca, a um discernimento sinodal sobre os passos a dar na transmissão do Evangelho às famílias de hoje, à luz da Amoris laetitia e levando em conta o que se está a realizar nas Igrejas locais.
Confio este caminho à intercessão de São José, guardião da Sagrada Família de Nazaré.
Vaticano, Solenidade de São José, 19 de março de 2026.
LEÃO PP. XIV
___________________________
[1] Conc. Ecum. Vat. II, Const. Past. Gaudium et spes, 52.
[2] Ibid.
[3] Id., Const. dogm. Lumen gentium, 11.
[4] Francisco, Discurso na Comemoração do Cinquentenário da Instituição do Sínodo dos Bispos (17 de outubro de 2015).
[5] Homilia na Missa do Jubileu dos Jovens (3 de agosto de 2025).
[6] Cf. Exort. ap. Familiaris consortio (22 de novembro de 1981), 17.
[7] Conc. Ecum. Vat. II, Const. dogm. Lumen gentium, 33.
[00414-PO.01] [Texto original: Italiano]
Traduzione in lingua polacca
Drodzy Bracia i Siostry!
Dnia 19 marca 2016 r. Papież Franciszek ofiarował Kościołowi powszechnemu promienne przesłanie nadziei na temat miłości małżeńskiej i rodzinnej – Adhortację apostolską Amoris laetitia, będącą owocem trzech lat synodalnego rozeznawania, podczas Roku Świętego Miłosierdzia. W dziesiątą rocznicę tego wydarzenia pragniemy podziękować Panu za impuls, jaki dał studium i nawróceniu duszpasterskiemu Kościoła, a także prosić Go o odwagę, aby kontynuować tę drogę, wciąż na nowo przyjmując Ewangelię – z radością, że możemy ją wszystkim głosić.
Jak naucza Sobór Watykański II, rodzina jest „fundamentem społeczeństwa”[1], darem Boga i „pewnego rodzaju szkołą pełniejszego człowieczeństwa”[2]. Poprzez sakrament małżeństwa chrześcijańscy małżonkowie tworzą swego rodzaju „domowy Kościół” [3], którego rola jest niezbędna dla wychowania i przekazywania wiary. W ślad za impulsem soborowym, dwie Adhortacje apostolskie: Familiaris consortio – wydana przez św. Jana Pawła II w 1981 r. – oraz Amoris laetitia (AL) pobudziły doktrynalne i duszpasterskie zaangażowanie Kościoła w służbie młodym, małżonkom i rodzinom.
Biorąc pod uwagę „zmiany antropologiczno-kulturowe” (AL, 32), które nasiliły się w ciągu trzydziestu pięciu lat, Papież Franciszek postanowił jeszcze bardziej zaangażować Kościół na drodze rozeznawania synodalnego. W swoim przemówieniu z 17 października 2015 r., wygłoszonym podczas XIV Zwyczajnego Zgromadzenia Ogólnego Synodu Biskupów poświęconego rodzinie, zachęca on do „wzajemnego słuchania” w obrębie Ludu Bożego, by „wszyscy wsłuchiwali się w Ducha Świętego, «Ducha Prawdy» (J 14, 17), aby poznać to, co On «mówi (…) do Kościołów» (Ap 2, 7)”. Precyzuje też, że nie można „mówić o rodzinie, nie odwołując się do rodzin, nie wsłuchując się w ich radości i nadzieje, ich cierpienia i lęki” [4].
Zbierając owoce rozeznawania synodalnego, Amoris laetitia oferuje cenne nauczanie, które powinniśmy dzisiaj nadal pogłębiać: biblijną nadzieję płynącą z miłującej i miłosiernej obecność Boga, która pozwala przeżywać „historie miłości” nawet w obliczu „kryzysów rodzinnych” (AL, 8); zaproszenie do przyjęcia „spojrzenia Jezusa” (AL, 60) i do nieustannego pobudzania „rozwoju, umocnienia i pogłębiania miłości małżeńskiej i rodzinnej” (AL, 89); wezwanie do odkrycia, że miłość w małżeństwie „zawsze obdarza życiem” (AL, 165) i że jest ona „rzeczywista” właśnie w swoim „ograniczonym i ziemskim” charakterze (AL, 113), jak uczy nas tajemnica Wcielenia. Papież Franciszek potwierdza „potrzebę wypracowania nowych dróg duszpasterskich” (AL, 199) i „umocnienia wychowania dzieci” (AL, rozdz. VII), jednocześnie zachęcając Kościół do „towarzyszenia, rozeznawania i integrowania tego, co kruche” (AL, rozdz. VIII), przezwyciężając redukcyjne pojmowanie normy i promując „duchowość wypływającą z życia rodzinnego” (AL, 313).
Jak miałem okazję powiedzieć młodym ludziom, zgromadzonym w Tor Vergata podczas Jubileuszu Nadziei: „kruchość (...) jest bowiem częścią cudu, jakim jesteśmy”; nie jesteśmy stworzeni „do życia, w którym wszystko jest oczywiste i niezmienne, ale do egzystencji, która nieustannie odradza się w darze, w miłości”[5]. Aby służyć misji głoszenia Ewangelii rodziny młodym pokoleniom, musimy nauczyć się przywoływać piękno powołania do małżeństwa właśnie poprzez uznanie kruchości, tak aby rozbudzić „ufność w działanie łaski” (AL, 36) i chrześcijańskie pragnienie świętości. Musimy również wspierać rodziny, zwłaszcza te, które cierpią z powodu wielu form ubóstwa i przemocy obecnych we współczesnym społeczeństwie.
Dziękujemy Panu za rodziny, które – mimo trudności i wyzwań – praktykują „duchowość miłości rodzinnej składającą się z tysięcy prawdziwych i konkretnych gestów” (AL, 315). Wyrażam również wdzięczność pasterzom, osobom zaangażowanym w duszpasterstwo, stowarzyszeniom wiernych i ruchom kościelnym zajmującym się duszpasterstwem rodzin.
Nasze czasy naznaczone są szybkimi przemianami, które – jeszcze bardziej niż dziesięć lat temu – wymagają szczególnej troski duszpasterskiej o rodziny, którym Pan powierzył zadanie uczestniczenia w misji Kościoła, polegającej na głoszeniu Ewangelii i dawaniu o niej świadectwa [6]. Istnieją bowiem miejsca i okoliczności, w których Kościół „może stać się solą ziemi” nie inaczej, jak poprzez wiernych świeckich, a w szczególności poprzez rodziny. Dlatego też zaangażowanie Kościoła w tej dziedzinie należy odnowić i pogłębić, aby ci, których Pan powołuje do małżeństwa i rodziny, mogli przeżywać swoją miłość małżeńską w Chrystusie, a młodzi czuli się pociągnięci intensywnością powołania małżeńskiego w Kościele.
Biorąc pod uwagę zmiany, które nadal wpływają na rodziny, postanowiłem zwołać na październik 2026 r. Przewodniczących Konferencji Episkopatów z całego świata, aby w duchu wzajemnego słuchania dokonać synodalnego rozeznania kroków, jakie należy uczynić, aby głosić dzisiaj Ewangelię rodzinom, w świetle Amoris laetitia i biorąc pod uwagę to, co jest realizowane w Kościołach lokalnych.
Powierzam tę drogę wstawiennictwu św. Józefa, Opiekuna Świętej Rodziny z Nazaretu.
Z Watykanu, dnia 19 marca 2026 r., w uroczystość św. Józefa
LEON PP. XIV
___________________________
[1] Sobór Watykański II, Konst. duszp. Gaudium et spes, 52.
[2] Tamże.
[3] Tenże, Konst. dogmat. Lumen gentium, 11.
[4] Franciszek, Przemówienie podczas uroczystości upamiętniającej 50. rocznicę ustanowienia Synodu Biskupów (17 października 2015): „L’Osservatore Romano”, wyd. polskie, nr 11(377)/2015, s. 5.
[5] Homilia podczas Mszy św. z okazji Jubileuszu Młodzieży (3 sierpnia 2025): „L’Osservatore Romano”, wyd. polskie, nr 7-8 (474)/2025, s. 74.
[6] Por. Adhort. apost. Familiaris consortio (22 listopada 1981), 17.
[00414-PL.01] [Testo originale: Italiano]
Traduzione in lingua araba
رسالة قداسة البابا لاوُن الرّابع عشر
في مناسبة الذّكرى العاشرة للإرشاد الرّسوليّ بعد السّينودس
فرح الحبّ (Amoris laetitia)
أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء!
في التّاسع عشر من آذار/مارس 2016، قدّم البابا فرنسيس إلى الكنيسة الجامعة رسالةً مضيئةً بالرّجاء تكلّم فيها عن الحبّ الزّوجيّ والعائليّ، وذلك في الإرشاد الرّسوليّ، ”فرح الحبّ“، ثمرة ثلاث سنوات من التّمييز السّينودسيّ التي ساندتها سنة الرّحمة المقدّسة. في هذه الذّكرى العاشرة، نريد أن نشكر الرّبّ يسوع على الدّافع الذي أعطاه لدراسة هذا الموضوع ولتغيّر الكنيسة الرّعويّ، وأن نسأله الشّجاعة لمواصلة المسيرة، فنقبل الإنجيل دائمًا من جديد، ونفرح لمقدرتنا على أن نعلنه للجميع.
يعلِّم المجمع الفاتيكانيّ الثّاني أنّ العائلة هي "أساس المجتمع"[1]، وهي عطيّة من الله و"مدرسة غنى إنسانيّ"[2]. بسرّ الزّواج، يكوِّن الأزواج المسيحيّون نوعًا ما "كنيسة بيتيّة"[3]، ولها دور أساسيّ في التّربية ونقل الإيمان إلى الأجيال. وفي أعقاب قرار المجمع، كان الإرشادان الرّسوليّان، ”العائلة المسيحيّة في عالم اليوم“ الذي أصدره البابا يوحنّا بولس الثّاني سنة 1981، و”فرح الحبّ“، حافزًا حمل الكنيسة على الالتزام العقائديّ والرّعويّ في خدمة الشّباب والأزواج والعائلات.
تنبَّه البابا فرنسيس "للتغيّرات الأنثروبولوجيّة والثّقافيّة" (فرح الحبّ، 32)، التي تفاقمت مدّة الخمس والثّلاثين سنة الماضية، وأراد أن يزداد التزام الكنيسة في هذا الموضوع، في مسيرة التّمييز السّينودسيّ. ففي كلمته في السّابع عشر من تشرين الأوّل/أكتوبر 2015، التي ألقاها خلال الجمعيّة العامّة العاديّة الرّابعة عشرة لسينودس الأساقفة في موضوع العائلة، دعا إلى "إصغاءٍ متبادل" داخل شعب الله، حيث "يصغي الجميع إلى الرّوح القُدُس، ”روح الحقّ“ (يوحنّا 14، 17)، لمعرفة ”ما يَقولُ الرُّوحُ لِلكَنائِس“ (رؤيا يوحنّا 2، 7)". كما أوضح أنّه "لا يمكن أن نتكلّم على العائلة بدون أن نخاطب العائلات، ونصغي إلى أفراحها وآمالها، وآلامها وقلقها"[4].
وقد جمع الإرشاد، ”فرح الحبّ“، ثمار التّمييز السّينودسيّ، وقدّمه تعليمًا ثمينًا علينا أن نواصل التّعمّق فيه اليوم: وهو الرّجاء بناءً على الكتاب المقدّس في حضور الله المحبّ والرّحيم، الذي يسمح لنا بأن نعيش "قصص حبّ" حتّى عندما نمرّ بـ"أزمات عائليّة" (فرح الحبّ، 8). والدّعوة إلى أن نتبنّى "نظرة يسوع" (فرح الحبّ، 60) وإلى أن نحفّز بلا كلل "نموّ وتوطيد وتعميق الحبّ الزّوجيّ والعائليّ" (فرح الحبّ، 89). والدّعوة إلى أن نكتشف أنّ الحبّ في الزّواج "يمنح دائمًا حياة" (فرح الحبّ، 165)، وأنّه "حقيقيّ" تحديدًا في طابعه "المحدود والأرضيّ" (فرح الحبّ، 113)، كما يعلّمنا سرّ تجسّد الرّبّ. ويؤكّد البابا فرنسيس على "ضرورة تطوير طرق رعويّة جديدة" (فرح الحبّ، 199)، و"تعزيز تربية الأبناء" (فرح الحبّ، الفصل السّابع)، ويدعو الكنيسة إلى "المرافقة، والتميّيز وقبول الضّعف" (فرح الحبّ، الفصل الثّامن)، فتتجاوز فهمًا محدودًا للقوانين، وتعزِّز "الرّوحانيّة التي تنبع من الحياة العائليّة" (فرح الحبّ، 313).
وقد أُتيحت لِي الفرصة أن أقول للشّباب المجتمعين في تور فيرغاتا (Tor Vergata) خلال يوبيل الرّجاء، إنَّ "الضّعف والهشاشة […] هما جزء من معجزة الجمال التي صنعها الله فينا": فنحن لم نُخلق "لحياة راكدة حيث كلّ شيء ثابت، بل لحياة تتجدّد باستمرار بالعطاء والمحبّة"[5]. ولكي نخدم رسالة إعلان إنجيل العائلة للأجيال الشّابة، علينا أن نتعلّم أن نعيد إلى الذّاكرة جمال الدّعوة إلى الزّواج، تحديدًا في اعترافنا بضعفنا، بحيث نوقظ من جديد "الثّقة في النّعمة" (فرح الحبّ، 36) والرّغبة المسيحيّة في القداسة. وعلينا أيضًا أن نسند العائلات، ولا سيّما تلك التي تتألّم بسبب أشكال الفقر والعنف الكثيرة الموجودة في المجتمع المعاصر.
لنشكر الله للعائلات التي تعيش، بالرّغم من الصّعاب والتّحدّيات، "روحانيّة الحبّ العائليّ بآلاف الأعمال الصّغيرة والواقعيّة" (فرح الحبّ، 315). أعبّر عن شُكري أيضًا للرُّعاة، والعاملين الرّعويّين، وجمعيّات المؤمنين والحركات الكنسيّة الملتزمة في رعويّة العائلة.
يتَّسم زمننا بتحوّلات سريعة، جعلت من الضّروريّ، أكثر من قبل عشر سنوات، إيلاء انتباه رعويّ خاصّ للعائلات، التي أوكل إليها الرّبّ يسوع مهمّة المشاركة في رسالة الكنيسة في إعلان الإنجيل والشّهادة له.[6] في الواقع، هناك أماكن وظروف لا يمكن للكنيسة فيها "أن تكون ملح الأرض"[7] إلّا بوساطة المؤمنين العلمانيّين، ولا سيّما العائلات. لذلك، يجب تجديد التزام الكنيسة في هذا المجال وتعميقه، حتّى يستطيع الذين يدعوهم الرّبّ يسوع إلى الزّواج والعائلة أن يعيشوا حبّهم الزّوجيّ في المسيح، ويشعر الشّباب بأنّهم منجذبون إلى قوّة الدّعوة الزّوجيّة في الكنيسة.
ونظرًا إلى التّغيّرات التي ما زالت تؤثّر في العائلات، قرّرت أن أدعو في تشرين الأوّل/أكتوبر من عام 2026 رؤساء مجالس الأساقفة في جميع أنحاء العالم، حتّى نقوم بعمليّة إصغاء متبادل، من أجل تمييزٍ سينودسيّ ومعرفة الخطوات التي يجب أن نتّخذها لإعلان الإنجيل للعائلات اليوم، في ضوء الإرشاد الرّسوليّ، ”فرح الحبّ“، مع الأخذ في الاعتبار ما يتحقّق في الكنائس المحلّيّة.
أُوكل هذه المسيرة إلى شفاعة القدّيس يوسف، حارس العائلة المقدّسة في النّاصرة.
من حاضرة الفاتيكان، يوم 19 آذار/مارس من عام 2026، احتفال القدّيس يوسف خطّيب الطّوباويّة مريم العذراء.
لاوُن الرّابع عشر
[00414-AR.01] [Testo originale: Italiano]
[B0216-XX.02]
[1] المجمع المسكونيّ الفاتيكانيّ الثّاني، دستور رعائي، فرح ورجاء، 52.
[2] المرجع نفسه.
[3] المجمع المسكونيّ الفاتيكانيّ الثّاني، دستور عقائديّ، نور الأمم، 11.
[4] فرنسيس، كلمة في الذّكرى الخمسين لتأسيس سينودس الأساقفة (17 تشرين الأوّل/أكتوبر 2015).
[5] عظة في القدّاس الإلهيّ في يوبيل الشّبيبة (3 آب/أغسطس 2025).
[6] راجع الإرشاد الرّسولي، العائلة المسيحيّة في عالم اليوم-Familiaris consortio (22 تشرين الثّاني/نوفمبر 1981)، 17.
[7] المجمع الفاتيكاني الثّاني المسكوني، دستور عقائدي، نور الأمم، 33.