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Messaggio del Santo Padre in occasione della XII Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, 06.02.2026


 

Messaggio del Santo Padre

Traduzione in lingua italiana

Traduzione in lingua tedesca

Traduzione in lingua spagnola

Traduzione in lingua portoghese

Traduzione in lingua araba

Traduzione in lingua polacca

Pubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Leone XIV ha inviato in occasione della XII Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone:

Messaggio del Santo Padre

Peace begins with dignity: a global call to end human trafficking

Dear brothers and sisters,

On the occasion of the 12th World Day of Prayer and Awareness against Human Trafficking, I firmly renew the Church’s urgent call to confront and bring an end to this grave crime against humanity.

This year in particular, I wish to recall the greeting of the Risen Lord: “Peace be with you” (Jn 20:19). These words are more than a salutation; they offer a path toward a renewed humanity. True peace begins with the recognition and protection of the God-given dignity of every person. Yet, in an age marked by escalating violence, many are tempted to seek peace “through weapons as a condition for asserting one’s own dominion” (Address to Members of the Diplomatic Corps accredited to the Holy See, 9 January 2026). Moreover, in situations of conflict, the loss of human life is too often dismissed by warmongers as “collateral damage,” sacrificed in the pursuit of political or economic interests.

Sadly, the same logic of dominion and disregard for human life also fuels the scourge of human trafficking. Geopolitical instability and armed conflicts create fertile ground for traffickers to exploit the most vulnerable, especially displaced persons, migrants and refugees. Within this broken paradigm, women and children are the most impacted by this heinous trade. Furthermore, the widening gap between the rich and the poor forces many into precarious circumstances, leaving them susceptible to the deceptive promises of recruiters.

This phenomenon is particularly disturbing in the rise of so-called “cyber slavery,” whereby individuals are lured into fraudulent schemes and criminal activities, such as online fraud and drug smuggling. In such cases, the victim is coerced into assuming the role of perpetrator, exacerbating their spiritual wounds. These forms of violence are not isolated incidents, but symptoms of a culture that has forgotten how to love as Christ loves.

In the face of these grave challenges, we turn to prayer and awareness. Prayer is the “small flame” that we must guard amidst the storm, as it gives us the strength to resist indifference to injustice. Awareness enables us to identify the hidden mechanisms of exploitation in our neighborhoods and in digital spaces. Ultimately, the violence of human trafficking can be overcome only through a renewed vision that beholds every individual as a beloved child of God.

I wish to express my heartfelt gratitude to everyone who serves as the hands of Christ by reaching out to victims of trafficking, including international networks and organizations. I would also like to acknowledge the survivors who have become advocates in support of other victims. May the Lord bless them for their courage, fidelity and tireless commitment.

With these sentiments, I entrust those who commemorate this day to the intercession of Saint Josephine Bakhita, whose life stands as a powerful witness of hope in the Lord who loved her to the end (cf. Jn 13:1). Let us all join the journey toward a world where peace is not merely the absence of war, but is “unarmed and disarming,” rooted in full respect for the dignity of all.

From the Vatican, 29 January 2026

LEO PP. XIV

[00213-IT.01] [Original text: English]

Traduzione in lingua italiana

 

La pace inizia con la dignità:

un appello globale per porre fine alla tratta di persone

Cari fratelli e sorelle,

in occasione della XII Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, rinnovo con forza l’urgente appello della Chiesa a combattere e porre fine a tale grave crimine contro l’umanità.

Quest’anno in particolare desidero ricordare il saluto del Signore risorto: «Pace a voi» (Gv 20,19). Queste parole sono più di un saluto: indicano la via verso un’umanità rinnovata. La vera pace inizia con il riconoscimento e la tutela della dignità data da Dio a ogni persona. Tuttavia, in un’epoca caratterizzata da un’escalation di violenza, molti sono tentati di cercare la pace «mediante le armi quale condizione per affermazione di un proprio dominio» (Discorso ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, 9 gennaio 2026). Inoltre, in situazioni di conflitto, la perdita di vite umane è spesso ridotta dai sostenitori della guerra come “danno collaterale”, sacrificata nel perseguimento di interessi politici o economici.

Purtroppo la stessa logica di dominio e disprezzo per la vita umana alimenta anche il flagello della tratta di persone. L’instabilità geopolitica e i conflitti armati creano un terreno fertile per i trafficanti che sfruttano le persone più vulnerabili, in particolare gli sfollati, i migranti e i rifugiati. All’interno di questo paradigma fallimentare, le donne e i bambini sono i più colpiti da tale commercio atroce. Inoltre, il divario crescente tra ricchi e poveri costringe molti a vivere in condizioni precarie, rendendoli vulnerabili alle promesse ingannevoli dei reclutatori.

Questo fenomeno è particolarmente preoccupante nell’ambito della cosiddetta “schiavitù informatica”, in cui le persone vengono attirate in schemi fraudolenti e attività criminali, come le frodi online e il traffico di droga. In questi casi, la vittima viene costretta ad assumere il ruolo di autore del reato, aggravando le proprie ferite spirituali. Tali forme di violenza non sono episodi isolati, ma sintomi di una cultura che ha dimenticato di amare come ama Cristo.

Di fronte a queste gravi sfide, ricorriamo alla preghiera e alla riflessione. La preghiera è la “piccola fiamma” che dobbiamo custodire in mezzo alla tempesta, poiché ci dà la forza di resistere all’indifferenza verso l’ingiustizia. La riflessione ci permette di identificare i meccanismi nascosti dello sfruttamento nei nostri quartieri e negli spazi digitali. In definitiva, la violenza della tratta di persone può essere superata solo attraverso una visione rinnovata che considera ogni individuo come un figlio amato da Dio.

Desidero esprimere la mia sentita gratitudine a tutti coloro che, come le mani di Cristo, tendono la mano alle vittime della tratta, comprese le Reti e le Organizzazioni internazionali. Vorrei inoltre rendere omaggio ai sopravvissuti che sono diventati sostenitori di altre vittime. Il Signore li benedica per il coraggio, la fedeltà e l’impegno instancabile.

Con tali sentimenti, affido coloro che commemorano questa giornata all’intercessione di Santa Giuseppina Bakhita, la cui vita è una potente testimonianza di speranza nel Signore che l’ha amata fino alla fine (cfr Gv 13,1). Unitevi al cammino verso un mondo in cui la pace non sia solo assenza di guerra, ma sia disarmata e disarmante, radicata nel pieno rispetto della dignità di tutti.

Dal Vaticano, 29 gennaio 2026

LEO PP. XIV

 

[00213-IT.01] [Testo originale: Inglese]

Traduzione in lingua tedesca

Frieden beginnt mit Würde:

Ein weltweiter Aufruf zur Beendigung des Menschenhandels

Liebe Brüder und Schwestern,

anlässlich des 12. Weltgebetstags gegen den Menschenhandel, der für dieses Thema auch ein Bewusstsein schaffen möchte, erneuere ich nachdrücklich den dringenden Aufruf der Kirche, dieses schwere Verbrechen gegen die Menschlichkeit zu bekämpfen und zu beenden.

Insbesondere möchte ich in diesem Jahr an den Gruß des auferstandenen Herrn erinnern: »Der Friede sei mit euch« (Joh 20,19). Diese Worte sind mehr als eine Grußformel: sie eröffnen einen Weg zu einer erneuerten Menschheit. Wahrer Friede beginnt mit der Anerkennung und dem Schutz der von Gott gegebenen Würde eines jeden Menschen. Doch in einer Zeit, die durch eskalierende Gewalt geprägt ist, sind viele versucht, den Frieden »mit Waffen als Voraussetzung für die Durchsetzung der eigenen Herrschaft« zu suchen (Ansprache für die Mitglieder des beim Heiligen Stuhl akkreditierten Diplomatischen Korps, 9. Januar 2026). Darüber hinaus wird in Konfliktsituationen der Verlust von Menschenleben von Kriegsbefürwortern zu oft als „Kollateralschaden“ abgetan und bei der Verfolgung politischer oder wirtschaftlicher Interessen in Kauf genommen.

Leider befeuert dieselbe Logik der Unterdrückung und Missachtung menschlichen Lebens auch das Übel des Menschenhandels. Geopolitische Instabilität und bewaffnete Konflikte schaffen für Menschenhändler einen fruchtbaren Boden zur Ausbeutung der Schwächsten, insbesondere von Vertriebenen, Migranten und Flüchtlingen. Innerhalb dieses fatalen Paradigmas sind Frauen und Kinder am stärksten von diesem abscheulichen Handel betroffen. Darüber hinaus zwingt die wachsende Kluft zwischen Arm und Reich viele Menschen in prekäre Lebensumstände, wodurch sie für die trügerischen Versprechungen von Anwerbern empfänglich werden.

Dieses Phänomen ist angesichts der Zunahme der sogenannten „Cyber-Sklaverei“ besonders beunruhigend, bei der Einzelpersonen in betrügerische Machenschaften und kriminelle Aktivitäten wie Online-Betrug und Drogenschmuggel verwickelt werden. In solchen Fällen wird das Opfer gezwungen, die Rolle des Täters zu übernehmen, was seine seelischen Wunden noch verschlimmert. Diese Formen der Gewalt sind keine Einzelfälle, sondern Symptome einer Kultur, die vergessen hat, so zu lieben, wie Christus liebt.

Angesichts dieser gravierenden Herausforderungen gehen wir den Weg des Gebets und der Bewusstseinsbildung. Das Gebet ist die „kleine Flamme“, die wir inmitten des Sturms bewahren müssen, da es uns die Kraft gibt, angesichts der Ungerechtigkeit nicht gleichgültig zu werden. Die Bewusstseinsbildung ermöglicht es uns, die versteckten Mechanismen der Ausbeutung in unserer Nachbarschaft und im digitalen Raum zu erkennen. Letztendlich kann die Gewalt des Menschenhandels nur durch eine neue Sichtweise überwunden werden, die jeden Menschen als geliebtes Kind Gottes betrachtet.

Mein tief empfundener Dank gilt allen, die sich als Hände Christi für die Opfer des Menschenhandels einsetzen, darunter auch internationale Netzwerke und Organisationen. Ich möchte auch den Überlebenden meine Anerkennung aussprechen, die sich für andere Opfer engagieren. Möge der Herr sie für ihren Mut, ihre Treue und ihren unermüdlichen Einsatz segnen.

Mit diesen Gedanken vertraue ich alle, die diesen Tag begehen, der Fürsprache der heiligen Josefine Bakhita an, deren Leben ein eindrucksvolles Zeugnis der Hoffnung auf den Herrn ist, der sie bis zum Ende geliebt hat (vgl. Joh 13,1). Machen wir uns also alle auf den Weg hin zu einer Welt, in der Friede nicht bloß Abwesenheit von Krieg bedeutet, sondern wo er »unbewaffnet und entwaffnend« ist und auf der uneingeschränkten Achtung der Würde aller Menschen beruht.

Aus dem Vatikan, 29. Januar 2026

LEO PP. XIV

[00213-DE.01] [Originalsprache: Englisch]

Traduzione in lingua spagnola

 

La paz comienza con la dignidad:

una llamada global a poner fin a la trata de personas

Queridos hermanos y hermanas:

Con ocasión de la 12ª Jornada Mundial de Oración y Sensibilización contra la Trata de Personas, renuevo firmemente la urgente llamada de la Iglesia a afrontar y poner fin a este grave crimen contra la humanidad.

Este año, en particular, deseo recordar el saludo del Señor Resucitado: «La paz esté con ustedes» (Jn 20,19). Estas palabras son más que un saludo; ofrecen un camino hacia una humanidad renovada. La verdadera paz comienza con el reconocimiento y la protección de la dignidad que Dios ha dado a cada persona. Sin embargo, en una época marcada por una violencia en aumento, muchos se ven tentados a buscar la paz «mediante las armas como condición para afirmar el propio dominio» (Discurso a los Miembros del Cuerpo Diplomático acreditado ante la Santa Sede, 9 enero 2026). Además, en situaciones de conflicto, la pérdida de vidas humanas es, con demasiada frecuencia, desestimada por los promotores de la guerra como un “daño colateral”, sacrificada en la persecución de intereses políticos o económicos.

Lamentablemente, la misma lógica de dominio y desprecio por la vida humana alimenta también el flagelo de la trata de personas. La inestabilidad geopolítica y los conflictos armados crean un terreno fértil para que los traficantes exploten a los más vulnerables, especialmente a las personas desplazadas, a los migrantes y a los refugiados. Dentro de este paradigma resquebrajado, las mujeres y los niños son los más afectados por este comercio atroz. Además, la creciente brecha entre ricos y pobres obliga a muchos a vivir en condiciones precarias, dejándolos expuestos a las promesas engañosas de los reclutadores.

Este fenómeno resulta particularmente perturbador en el auge de la llamada “esclavitud cibernética”, mediante la cual las personas son atraídas a esquemas fraudulentos y actividades delictivas, como las estafas en línea y el tráfico de drogas. En estos casos, la víctima es coaccionada a asumir el papel de perpetrador, agravando sus heridas espirituales. Estas formas de violencia no son incidentes aislados, sino síntomas de una cultura que ha olvidado cómo amar como Cristo ama.

Ante estos graves desafíos, acudimos a la oración y a la sensibilización. La oración es la “pequeña llama” que debemos custodiar en medio de la tormenta, pues nos da la fuerza para resistir la indiferencia ante la injusticia. La sensibilización nos permite identificar los mecanismos ocultos de explotación en nuestros barrios y en los espacios digitales. En definitiva, la violencia de la trata de personas sólo puede superarse mediante una visión renovada que contemple a cada individuo como a un hijo amado de Dios.

Deseo expresar mi más sincero agradecimiento a todos los que, como Cristo, sirven con delicadeza y consideración al acercarse a las víctimas de la trata, incluidas las redes y organizaciones internacionales. Quiero también reconocer a los sobrevivientes que se han convertido en defensores, apoyando otras víctimas. Que el Señor los bendiga por su valentía, fidelidad y compromiso incansable.

Con estos sentimientos, encomiendo a quienes conmemoran este día a la intercesión de santa Josefina Bakhita, cuya vida se erige como un poderoso testimonio de esperanza en el Señor que la amó hasta el extremo (cf. Jn 13,1). Unámonos todos en el camino hacia un mundo donde la paz no sea simplemente la ausencia de guerra, sino “desarmada y desarmante”, arraigada en el pleno respeto de la dignidad de todos.

Vaticano, 29 de enero de 2026

LEÓN PP. XIV

[00213-ES.01] [Texto original: Inglés]

Traduzione in lingua portoghese

A paz começa com a dignidade:

um apelo global para acabar com o tráfico de pessoas

Queridos irmãos e irmãs

Por ocasião do 12º Dia Mundial de Oração e Reflexão contra o Tráfico de Pessoas, renovo com firmeza o apelo urgente da Igreja para enfrentar e pôr fim a este grave crime contra a humanidade.

Este ano, em particular, desejo recordar a saudação do Senhor Ressuscitado: «A paz esteja convosco» (Jo 20, 19). Estas palavras são mais do que uma saudação; elas oferecem um caminho para uma humanidade renovada. A verdadeira paz começa com o reconhecimento e a proteção da dignidade dada por Deus a cada pessoa. No entanto, numa época marcada pela escalada da violência, muitos são tentados a buscar a paz «através das armas, como condição para afirmar o próprio domínio» (Discurso aos Membros do Corpo Diplomático acreditado junto à Santa Sé, 9 de janeiro de 2026). Além disso, em situações de conflito, a perda de vidas humanas é muitas vezes descartada pelos instigadores da guerra como “dano colateral”, sacrificada em nome de interesses políticos ou económicos.

Infelizmente, a mesma lógica de domínio e desrespeito pela vida humana também alimenta o flagelo do tráfico de seres humanos. A instabilidade geopolítica e os conflitos armados criam um terreno fértil para os traficantes explorarem os mais vulneráveis, especialmente as pessoas deslocadas, os migrantes e os refugiados. Dentro deste paradigma falido, as mulheres e as crianças são as mais afetadas por este comércio hediondo. Além disso, o crescente abismo entre ricos e pobres força muitos a viver em circunstâncias precárias, deixando-os suscetíveis às promessas enganosas dos recrutadores.

Este fenómeno é particularmente perturbador no aumento da chamada “escravidão cibernética”, na qual os indivíduos são atraídos para esquemas fraudulentos e atividades criminosas, como fraude online e contrabando de drogas. Nesses casos, a vítima é coagida a assumir o papel de perpetrador, exacerbando as suas feridas espirituais. Estas formas de violência não são incidentes isolados, mas sintomas de uma cultura que se esqueceu de amar como Cristo ama.

Perante estes graves desafios, recorremos à oração e à reflexão. A oração é a “pequena chama” que devemos proteger no meio da tempestade, pois dá-nos força para resistir à indiferença perante a injustiça. A reflexão sobre o tema permite-nos identificar os mecanismos ocultos de exploração nos nossos bairros e nos espaços digitais. Em última análise, a violência do tráfico de seres humanos só pode ser superada através de uma visão renovada que considere cada indivíduo como um filho amado de Deus.

Desejo expressar a minha sincera gratidão a todos aqueles que servem como se fossem as mãos de Cristo, indo ao encontro das vítimas do tráfico, incluindo as redes e organizações internacionais. Gostaria também de agradecer aos sobreviventes que se tornaram advogados em defesa de outras vítimas. Que o Senhor os abençoe pela sua coragem, fidelidade e compromisso incansável.

Com estes sentimentos, confio quantos comemoram este dia à intercessão de Santa Josefina Bakhita, cuja vida é um poderoso testemunho de esperança no Senhor que a amou até ao fim (cf. Jo 13, 1). Juntemo-nos todos na caminhada rumo a um mundo onde a paz não seja apenas a ausência de guerra, mas seja “desarmada e desarmante”, enraizada no pleno respeito pela dignidade de todos.

Vaticano, 29 de janeiro de 2026

Leão PP. XIV

[00213-PO.01] [Texto original: Inglês]

Traduzione in lingua araba

السّلام يبدأ بالكرامة: دعوة عالميّة لإنهاء الاتجار بالبشر

أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء،

في مناسبة اليوم العالميّ الثّاني عشر للصّلاة والتّوعية لمقاومة الاتجار بالبشر، أجدّد بقوّة دعوة الكنيسة المُلِحَّة إلى مواجهة هذه الجريمة الخطيرة ضدّ الإنسانيّة والعمل على وضع حدٍّ لها.

في هذه السّنة، خاصّة، أودّ أن أذكر تحيّة الرّبّ يسوع القائم من بين الأموات: "السَّلامُ علَيكم" (يوحنّا 20، 19). هذه الكلمات هي أكثر من تحيّة، إنّها تقدِّم لنا طريقًا إلى إنسانيّة متجدّدة. السّلام الحقيقيّ يبدأ بالاعتراف بالكرامة التي منحها الله لكلّ إنسان وبحمايتها. مع ذلك، في زمنٍ يتّسم بتصاعد العنف، يميل الكثيرون إلى البحث عن السّلام "بقوّة السّلاح، باعتباره شرطًا لفرض هيمنتهم وسيادتهم" (كلمة إلى الدّبلوماسيّين المُعتَمدين لدى الكرسيّ الرّسوليّ، 9 كانون الثّاني/يناير 2026). إضافةً إلى ذلك، في حالات الصّراع، يتجاهل دُعاة الحروب مرارًا الخسائر في الأرواح البشريّة ويعتبرونها ”أضرارًا جانبيّة“، يضحُّون بها في سبيل مصالح سياسيّة أو اقتصاديّة.

للأسف، المنطق نفسه القائم على الهيمنة وازدراء الحياة البشريّة يغذّي أيضًا آفة الاتجار بالبشر. فالاضطرابات الجيوسياسيّة والصّراعات المسلَّحة تهيِّئ أرضًا خصبة للتجَّار الذين يستغلّون الأشدّ ضعفًا، ولا سيّما النّازحين والمهاجرين واللاجئين. في هذا النّموذج الفاسد، النّساء والأطفال هم أكثر النّاس ضحايا هذه التّجارة البغيضة. علاوة على ذلك، اتّساع الهوّة بين الأغنياء والفقراء يضطرّ الكثيرون إلى العيش في ظروفٍ صعبة، ما يجعلهم عرضةً للوعود الخادعة لعملاء هذه التّجارة.

تُثير هذه الظّاهرة قلقًا بالغًا، لا سيّما مع تنامي ما يُسمّى بـ ”العبوديّة الرّقمية-الإلكترونيّة“ (cyber slavery)، حيث يُستدرَج الأفراد إلى مخطّطات احتياليّة وأنشطة إجراميّة، مثل عمليّات الاحتيال عبر الإنترنت وتهريب المخدّرات. في مثل هذه الحالات، تُجبر الضّحيّة على تقمّص دور الجاني، ما يزيد من تعميق جراحه الرّوحيّة. هذه الأشكال من العنف ليست حوادث معزولة، بل هي أعراض في ثقافةٍ نسيت كيف تحبّ كما أحبّ المسيح.

أمام هذه التّحدّيات الخطيرة، نتوجّه إلى الصّلاة وإلى التّوعية. فالصّلاة هي ”الشّعلة الصّغيرة“ التي يجب أن نحافظ عليها وسط العاصفة، لأنّها تمنحنا القوّة لنقاوم اللامبالاة تجاه الظّلم. أمّا الوعي لما يحدث، فيُمَكِّننا من أن نكشف آليّات الاستغلال الخفيّة في أحيائنا وفي الفضاءات الرّقميّة. في نهاية المطاف، لا يمكن التّغلّب على عنف الاتجار بالبشر إلّا برؤية متجدّدة ترى في كلّ إنسان ابنًا يحبّه الله.

أودّ أن أعبّر عن شكري العميق لجميع الذين يصيرون أيادي المسيح بمدّهم يد العون لضحايا الاتجار بالبشر، بما في ذلك ضحايا الشّبكات والمنظّمات الدّوليّة. كما أودّ أن أحيّي النّاجين الذين تحوّلوا إلى مدافعين وداعمين لضحايا آخرين. ليباركهم الرّبّ يسوع على شجاعتهم وأمانتهم والتزامهم الدّؤوب الذي لا يكلّ.

بهذه المشاعر، أُوكل الذين يُحيُون ذكرى هذا اليوم إلى شفاعة القدّيسة جوزفينا بخيتا (Josephine Bakhita)، حياتها نفسها هي شهادة قويّة للرّجاء في الرّبّ يسوع الذي أحبّها حتّى النّهاية (راجع يوحنّا 13، 1). لِنَسِرْ جميعًا معًا في مسيرة نحو عالمٍ لا يكون فيه السّلام مجرّد غياب للحرب، بل هو سلامٌ ”مُجَرَّد من السِّلاح ويُجَرِّد من السِّلاح“، وهو متجذِّر في الاحترام الكامل لكرامة الجميع.

من حاضرة الفاتيكان، يوم 29 كانون الثّاني/يناير من عام 2026.

لاوُن الرّابع عشر

[00213-AR.01] [Testo originale: Inglese]

Traduzione in lingua polacca

Pokój zaczyna się od godności:

globalne wezwanie do położenia kresu handlowi ludźmi

Drodzy Bracia i Siostry!

Z okazji 12. Światowego Dnia Modlitwy i Refleksji Poświęconej Walce z Handlem Ludźmi, stanowczo ponawiam pilny apel Kościoła, aby przeciwstawić się tej poważnej zbrodni przeciwko ludzkości i położyć jej kres.

W tym roku pragnę szczególnie przypomnieć pozdrowienie zmartwychwstałego Pana: „Pokój wam!” (J 20, 19). Słowa te są czymś więcej niż tylko pozdrowieniem; wskazują one drogę do odnowienia ludzkości. Prawdziwy pokój zaczyna się od uznania i ochrony danej przez Boga godności każdej osoby. Jednak w epoce naznaczonej eskalacją przemocy wielu ulega pokusie poszukiwania pokoju „za pomocą broni jako warunku potwierdzenia własnej dominacji” (Przemówienie do członków Korpusu Dyplomatycznego akredytowanego przy Stolicy Apostolskiej, 9 stycznia 2026). Co więcej, w sytuacjach konfliktu utrata życia ludzkiego jest zbyt często lekceważąco uznawana przez podżegaczy wojennych jako „straty uboczne”, poniesione w imię realizacji interesów politycznych lub ekonomicznych.

Niestety, ta sama logika dominacji i lekceważenia życia ludzkiego napędza również plagę handlu ludźmi. Niestabilność geopolityczna i konflikty zbrojne tworzą podatny grunt dla handlarzy ludźmi, którzy wykorzystują osoby najbardziej bezbronne, zwłaszcza przesiedleńców, migrantów i uchodźców. W ramach tego niszczącego paradygmatu kobiety i dzieci są najbardziej dotknięte tym ohydnym procederem. Co więcej, pogłębiająca się przepaść między bogatymi a biednymi zmusza wielu do życia w niepewnych warunkach, przez co stają się oni podatni na zwodnicze obietnice werbowników.

Zjawisko to jest szczególnie niepokojące w kontekście wzrostu popularności tzw. „cyberniewolnictwa”, w ramach którego osoby są wciągane w oszukańcze procedery i działalność przestępczą, taką jak oszustwa internetowe i przemyt narkotyków. W takich przypadkach ofiara jest zmuszana do przyjęcia roli sprawcy, co pogłębia jej duchowe rany. Te formy przemocy nie są odosobnionymi przypadkami, ale symptomami kultury, która zapomniała, jak kochać w taki sposób, jak kocha Chrystus.

W obliczu tych poważnych wyzwań odwołujemy się do modlitwy i świadomości. Modlitwa jest „małym płomieniem”, który musimy chronić pośród burzy, ponieważ daje nam siłę, by przeciwstawiać się obojętności wobec niesprawiedliwości. Świadoma refleksja pozwala nam dostrzec ukryte mechanizmy wyzysku w naszym otoczeniu i w przestrzeni cyfrowej. Ostatecznie przemoc związana z handlem ludźmi może zostać przezwyciężona jedynie poprzez odnowioną wizję, która postrzega każdą osobę jako ukochane dziecko Boże.

Chciałbym wyrazić moją głęboką wdzięczność wszystkim, którzy służą jako ręce Chrystusa, pomagając ofiarom handlu ludźmi, w tym międzynarodowym sieciom i organizacjom. Chciałbym również podziękować osobom, które ocalały i teraz są rzecznikami innych ofiar. Niech Pan błogosławi ich za odwagę, wierność i niestrudzone poświęcenie.

Z tymi uczuciami powierzam wszystkich, którzy obchodzą ten dzień, wstawiennictwu św. Józefiny Bakhity, której życie jest potężnym świadectwem nadziei w Panu, który kochał ją do końca (por. J 13, 1). Wszyscy razem wyruszmy w drogę ku światu, w którym pokój nie jest jedynie brakiem wojny, ale jest „nieuzbrojony i rozbrajający”, zakorzeniony w pełnym poszanowaniu godności wszystkich.

Z Watykanu, dnia 29 stycznia 2026 r.

LEON PP. XIV

[00213-PL.01] [Testo originale: Inglese]

[B0110-XX.01]