Questa mattina, nei Giardini Vaticani, ha avuto luogo la Benedizione di un Mosaico dedicato alla Santissima Vergine Maria e della Statua di S. Rosa da Lima, donati dal Perù.
Cari fratelli e sorelle,
ci riunisce oggi un lieto evento: l’inaugurazione di un mosaico dedicato alla Santissima Vergine Maria e di una statua di santa Rosa da Lima qui nei Giardini Vaticani. Questo gesto rinnova i profondi legami di fede e di amicizia che uniscono il Perú — come sapete un Paese a me tanto caro — con la Santa Sede.
Saluto cordialmente tutti i presenti, in modo particolare i membri della Conferenza episcopale peruviana, come pure l’Eccellentissimo Ambasciatore del Perú presso la Santa Sede e la Presidente del Governatorato della Città del Vaticano.
Riuniti in questo splendido luogo, dove tutto ci parla del Creatore e della bellezza del creato, desidero ringraziare in primo luogo gli artisti che hanno realizzato queste opere e quanti hanno reso possibile che oggi possiamo godere di questo gradito evento. E a tutta la famiglia salesiana — proprio in questo giorno della festa di san Giovanni Bosco siamo qui riuniti —, facciamo gli auguri a tutti loro.
Le due figure evocate, la nostra Madre celeste e la prima santa latinoamericana, santa Rosa da Lima, ci rimandano al tema della santità. A tale riguardo, ricordiamo ciò che dice il Concilio Vaticano II: «È dunque evidente per tutti, che tutti coloro [...] di qualsiasi stato o rango, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità [...]. Per raggiungere questa perfezione i fedeli usino le forze ricevute secondo la misura con cui Cristo volle donarle, affinché, seguendo l’esempio di lui e diventati conformi alla sua immagine, in tutto obbedienti alla volontà del Padre, con piena generosità si consacrino alla gloria di Dio e al servizio del prossimo. Così la santità del popolo di Dio crescerà in frutti abbondanti, come è splendidamente dimostrato nella storia della Chiesa dalla vita di tanti santi» (Costituzione dogmatica Lumen gentium, n. 40).
Possiamo parlare anche dell’abbondanza della benedizione del Signore, con questa acqua benedetta che sta cadendo su di voi questo pomeriggio.
Cari amici, queste belle immagini che oggi contempliamo ci ricordano la grandezza della vocazione a cui Dio ci chiama, ossia, la vocazione universale alla santità. Vi incoraggio a essere, con la grazia di Dio, testimonianza ed esempio di questa santità nel mondo di oggi. Perché questa è la volontà di Dio: la nostra propria santificazione (cfr. 1 Ts 4, 3; Ef 1, 4). Che la Vergine Maria e tutti i santi intercedano nel nostro cammino verso la Patria celeste. Con gratitudine, vi benedico di cuore.
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L'Osservatore Romano, Edizione Quotidiana, Anno CLXVI n. 25, sabato 31 gennaio 2026, p. 3.