Alle ore 14.00 di oggi, presso la Sala Stampa della Santa Sede, Via della Conciliazione, 54, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione del “Concerto con i Poveri”, giunto alla sua VI edizione, che avrà luogo sabato 6 dicembre alle ore 17.30 nell’Aula Paolo VI in Vaticano.
Sono intervenuti: Mons. Marco Frisina, Direttore del Coro della Diocesi di Roma; Sig. Michael Bublé, artista; Sig.ra Serena Autieri, artista.
Riportiamo di seguito l’intervento di Mons. Marco Frisina:
Intervento di Mons. Marco Frisina:
Cari amici,
è una gioia ritrovarci oggi per presentare la VI edizione delConcerto con i Poveri in Vaticano. Questo appuntamento, nato quasi come un piccolo seme nel 2015, continua a crescere e a sorprenderci. Ogni anno scopriamo che la musica, quando si mette a servizio della fraternità, diventa un luogo di incontro dove i poveri diventano davvero protagonisti, e non semplici destinatari di attenzione.
Quest’anno vivremo un dono particolarmente grande: per la prima volta Sua Santità Papa Leone XIV parteciperà a un concerto pubblico in Aula Paolo VI, e per la prima volta un Pontefice presenzierà a questa nostra iniziativa. La sua presenza non è soltanto motivo di emozione, ma un segno pastorale forte: ci dice che la Chiesa riconosce nella bellezza un linguaggio capace di parlare al cuore, anche a quello ferito, e di generare speranza.
Il programma che ascolteremo domani 6 dicembre sarà come un piccolo racconto di Natale. Apriremo con la musica che dice la fede della Chiesa – canti antichi, pastorali popolari, inni alla gioia della nascita del Signore – per poi attraversare il grande repertorio sinfonico e contemporaneo. Sono grato a Serena Autieri, che accompagnerà anche per quest’anno il pubblico in questo viaggio, e in particolare a Michael Bublé, che ha accolto l’invito con sincera emozione. La sua disponibilità a cantare davanti al Papa, per e con i Poveri, con un programma preparato appositamente per questa occasione, è un dono prezioso che testimonia quanto la musica possa unire mondi diversi.
Ma ciò che dà valore a questo Concerto non sono i numeri o i nomi: sono le persone. Oltre 3.000 fratelli e sorelle indigenti, invitati come ospiti d’onore, ci ricordano che la prossimità non è un concetto astratto ma un volto, un incontro, una mano tesa. Anche la cena calda che riceveranno al termine del Concerto è un piccolo segno di cura che completa il linguaggio della bellezza con quello della concretezza.
In questo tempo di crisi ambientale, sociale e culturale, abbiamo voluto che anche la cura della casa comune fosse parte integrante del Concerto. Grazie alla consolidata collaborazione conAzzeroCO₂riusciamo a rendere l’evento sempre più sostenibile: misurazione delle emissioni, compensazione certificata, piantumazioni, tutela degli alberi monumentali, fino al dono simbolico di un cipresso legato alla memoria di San Francesco: tutto questo ci ricorda che la speranza non si annuncia, si testimonia.
Ringrazio vivamente la Fondazione Nova Opera per il grande impegno organizzativo, il nostro main partner WeScience - Intelligence in life per il grande supporto, tutti i partner e gli sponsor per la loro grande generosità che rende possibile organizzare un evento di tale portata, totalmente gratuito.
Un sentito e sincero ringraziamento a S. Em.za il Cardinal Baldo Reina, Vicario di S.S. per la Diocesi di Roma per l’affettuoso incoraggiamento e la fattiva vicinanza; grazie al Coro della Diocesi di Roma, alla Nova Opera Orchestra, ai volontari, alle realtà caritative e alle associazioni di volontariato, a tutti coloro che rendono possibile questa iniziativa.
Ancora un sincero ringraziamento al Dicastero per il Servizio della Carità e a tutti coloro che si sono prodigati nel nascondimento per la preparazione, l’organizzazione e la buona riuscita dell’evento. Ciò che insieme realizziamo è un atto di fede: crediamo che la bellezza possa guarire le ferite, che la fraternità possa vincere la solitudine, che la musica possa farsi preghiera condivisa.
Nel cuore dell’Anno Giubilare della Speranza, desideriamo che questo Concerto sia una porta da attraversare: per riconoscere che nessuno è troppo povero per donare, e nessuno è troppo ricco per non aver bisogno degli altri.
Vi ringrazio e vi attendo domani nell’Aula Paolo VI per vivere, insieme, una serata in cui l’arte si fa incontro e la speranza diventa canto.
[01730-IT.01] [Testo originale: Italiano]
[B0959-XX.02]