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Messaggio e preghiera del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale in occasione della Domenica del Mare, 12.07.2020


Messaggio del Card. Peter Kodwo Appiah Turkson

Preghiera per la Domenica del Mare

In occasione della Domenica del Mare, che ricorre oggi, 12 luglio 2020, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha inviato ai cappellani, ai volontari e ai sostenitori dell’Apostolato del Mare un Messaggio di gratitudine, ricordando il difficile lavoro che svolgono i marittimi di tutto il mondo in questo momento di emergenza sanitaria dovuta al COVID-19.

Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio a firma del Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Em.mo Card. Peter Kodwo Appiah Turkson, e la preghiera del Dicastero ispirata dal Messaggio per la Domenica del Mare 2020:

Messaggio del Card. Peter Kodwo Appiah Turkson

Messaggio del Card. Peter Kodwo Appiah Turkson

Traduzione in lingua francese

Traduzione in lingua inglese

Traduzione in lingua spagnola

Traduzione in lingua portoghese

Messaggio del Card. Peter Kodwo Appiah Turkson

Cari fratelli e sorelle in Cristo, amati cappellani, volontari, amici e sostenitori della Stella Maris,

la Domenica del Mare di quest'anno avrebbe dovuto essere una celebrazione gioiosa in vista della ricorrenza del centenario prevista per il mese di ottobre a Glasgow, Scozia (ora rinviata al 2021). Essa cade, invece, in un momento insolito e particolarmente difficoltoso, che Papa Francesco ha espresso con le seguenti parole: “Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti”[1].

Pensiamo ai parenti e agli amici delle innumerevoli vittime del coronavirus (tra cui molti marittimi) e ci sentiamo angosciati e disorientati per l’incertezza del futuro.

La pandemia di COVID-19 ha costretto molti Paesi ad imporre un lockdown completo e a chiudere molte aziende, nel tentativo di impedire la diffusione del virus. Tuttavia, l'industria marittima ha continuato ad operare, aggiungendo così una moltitudine di sfide alla vita già di per sé problematica dei marittimi, mettendoli in prima linea nella lotta contro il coronavirus.

Le navi che trasportano circa il 90% dei prodotti che ci sono necessari per continuare a vivere normalmente in queste circostanze difficili, come i prodotti farmaceutici e le attrezzature mediche, hanno continuato a navigare. Prima di fermarsi del tutto, l'industria delle crociere ha lottato per convincere i governi e le autorità portuali a tenere aperti i porti ove poter far sbarcare in sicurezza i loro ospiti. Allo stesso tempo, ha cercato freneticamente di trovare il modo di contenere la diffusione dell’infezione tra i passeggeri e gli equipaggi di navi che sono diventate delle incubatrici per il COVID-19.

Nonostante il ruolo fondamentale svolto dai marittimi per l'economia globale, un ruolo di grande importanza e necessità che le organizzazioni e le istituzioni hanno cercato di sottolineare durante la crisi causata dal Covid-19, le legislazioni attuali e le politiche prevalenti li hanno appena considerati. Per questo motivo, la Domenica del Mare è un'opportunità per noi per rivalutare il ruolo dei marittimi e ricordare alcune delle problematiche che incidono negativamente sulla loro vita, e che sono ora acutizzati dal sospetto e dalla paura del contagio.

In una situazione come questa che non ha precedenti, i membri dell'equipaggio, che avevano già trascorso tra i sei e i dieci mesi a bordo, hanno dovuto subire il grande inconveniente di vedersi estendere il periodo di lavoro, con la conseguenza di un aumento della fatica personale e di un’assenza prolungata dai loro cari e dal comfort delle proprie case. I 100.000 marittimi che ogni mese, secondo le stime, completano il proprio turno contrattuale e sono ansiosi di tornare a casa, non hanno potuto farlo a causa dello scoppio del COVID-19 e della conseguente chiusura dei confini nazionali e della cancellazione dei voli. Di conseguenza, migliaia di marittimi che erano pronti a partire per il necessario avvicendamento sono rimasti bloccati in hotel e dormitori in tutto il mondo, ridotti ad elemosinare da istituti caritativi per le loro esigenze fondamentali come cibo, articoli da toeletta, carte sim, ecc.

A causa dell’impossibilità di scendere a terra e dell’accesso limitato al porto per effettuare visite a bordo, i marittimi sulla nave soffrono isolamento e grave stress fisico e mentale che porta molti membri dell’equipaggio sull'orlo della disperazione fino ad arrivare, purtroppo, a suicidarsi.

Abbiamo notizie di molti marittimi con condizioni mediche gravi e potenzialmente letali non correlate al COVID-19. Tuttavia queste necessitano di cure mediche urgenti che, purtroppo, sono state negate o sono state ritardate finché essi hanno dovuto essere trasportati su barelle. Inoltre, i marittimi tornati a casa dopo un viaggio lungo e drammatico hanno dovuto essere sottoposti a quarantena, o hanno sofferto discriminazione nel proprio Paese perché considerati portatori del coronavirus.

Purtroppo dobbiamo deplorare il fatto che, mentre i marittimi si adoperano, con dedizione e a costo di enormi sacrifici personali, affinché le catene di approvvigionamento continuino a funzionare, alcuni armatori, agenzie di reclutamento e dirigenti senza scrupoli usano la scusa della pandemia per revocare i propri obblighi nei loro confronti, rifiutandosi di garantire i loro diritti lavorativi, salari adeguati e la promozione di ambienti di lavoro sicuri e protetti per tutti.

Secondo un rapporto, i primi tre mesi del 2020 hanno visto un aumento del 24% di attacchi e di tentativi di sequestro da parte dei pirati rispetto allo stesso periodo del 2019. A quanto pare, il coronavirus non ha fermato le rapine a mano armata che continuano ad essere una minaccia per i marittimi aggiungendo ulteriore ansia ed apprensione ad esistenze già sotto pressione per l’incertezza cagionata dal virus.

Oltre alle sopraindicate esperienze dei marittimi, che descrivono una forma pericolosa di sostentamento, dobbiamo ora considerare la reale minaccia di perdere anche questa precaria forma di reddito, perché per molti significherà la perdita totale di guadagno e l'incapacità di assumersi responsabilità sociali e domestiche, come ad esempio il pagamento delle bollette, l’istruzione delle persone a loro carico e il benessere della famiglia.

Alla luce di quanto sopra, la celebrazione della Domenica del Mare, in particolare da parte dei cristiani, deve invitare tutti noi ad esercitare “un'opzione preferenziale per i poveri” marittimi, una scelta a vivere in solidarietà con loro. San Giovanni Paolo II ha chiamato la solidarietà una “virtù” e l’ha definita un “impegno irrinunciabile per il bene del prossimo”.

Questo dovrebbe essere il nostro atteggiamento nei confronti di questi marittimi, in quanto le persone che non sono povere soltanto perché espongono costantemente la loro vita al pericolo, ma che lo fanno per garantire i movimenti delle merci per una sana economia globale, meritano veramente la nostra stima e la nostra gratitudine.

Per questo motivo, vogliamo rilanciare il messaggio del Segretario Generale dell'IMO Kitack Lim: “Non siete soli. Nessuno vi abbandonerà”.

Non siete soli: i cappellani e i volontari della Stella Maris sono con voi ovunque voi siate, non necessariamente in cima alla passerella ma attraverso una "cappellania virtuale" che si tiene in contatto con voi mediante i social media, sempre pronti a rispondere alla vostra chiamata, a porgere un orecchio compassionevole e a pregare per il vostro benessere e la sicurezza delle vostre famiglie.

Nessuno vi abbandonerà: i cappellani e i volontari della Stella Maris saranno con voi nei prossimi mesi, quando la vostra capacità di resilienza sarà messa alla prova, e cercheranno di rispondere ai vostri bisogni materiali e spirituali. Essi saranno sempre al vostro fianco, alleviando le vostre preoccupazioni, difendendo il vostro lavoro e i vostri diritti e combattendo la discriminazione

Non siete soli. Nessuno vi abbandonerà: il prossimo mese di agosto l'intenzione della preghiera universale che esprime la grande preoccupazione di Papa Francesco per l'umanità e la missione della Chiesa, è dedicata al mondo marittimo. Tutte le comunità cattoliche del mondo saranno invitate a pregare per tutti coloro che lavorano e vivono del mare, tra cui i marittimi, i pescatori e le loro famiglie.

Affidiamo a Maria, Stella del Mare, il benessere della gente del mare, l'impegno e la dedizione dei cappellani e dei volontari e preghiamo la Madonna affinché ci protegga da tutti i pericoli, in particolare dalla calamità del COVID-19.

Cardinale Peter K.A. Turkson
Prefetto

Generalmente, la Domenica del Mare viene celebrata la seconda domenica di luglio per ricordare e pregare in modo speciale per la gente del mare che lavora lontano dal proprio paese, dai propri cari e dalla Chiesa locale. Siamo consapevoli che, a causa della difficile situazione creata dalla diffusione globale del COVID-19, alcune Stella Maris nazionali hanno deciso di rinviare la celebrazione a data successiva. Per questa ragione, questo messaggio potrà essere utilizzato in qualsiasi altro momento.

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[1] Momento straordinario di preghiera, 27 marzo 2020

[00881-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Traduzione in lingua francese

Chers frères et sœurs dans le Christ, chers aumôniers, volontaires, amis et bienfaiteurs de la Stella Maris,

le Dimanche de la Mer aurait dû être cette année une joyeuse célébration en vue de l’anniversaire du centenaire prévu au mois d’octobre, à Glasgow, en Écosse (désormais reporté en 2021). En revanche, il tombe à un moment insolite et particulièrement difficile, que le Pape François a exprimé par ces mots:«Comme les disciples de l’Évangile, nous avons été pris au dépourvu par une tempête inattendue et furieuse. Nous nous nous rendons compte que nous nous trouvons dans la même barque, tous fragiles et désorientés, mais en même temps tous importants et nécessaires, tous appelés à ramer ensemble, tous ayant besoin de nous réconforter mutuellement. Dans cette barque… nous nous trouvons tous» [1].

Nous pensons aux parents et aux amis des innombrables victimes du coronavirus (dont beaucoup de gens de mer) et nous nous sentons angoissés et désorientés à cause de l’incertitude du futur.

La pandémie de COVID-19 a contraint de nombreux pays à imposer un confinement complet et à fermer de nombreuses entreprises, pour tenter d’empêcher la diffusion du virus. Toutefois, l'industrie maritime a continué de fonctionner, ajoutant ainsi une multitude de défis à la vie déjà problématique en soi des marins, les plaçant en première ligne dans la lutte contre le coronavirus.

Les navires qui transportent environ 90% des produits qui nous sont nécessaires pour continuer à vivre normalement dans ces circonstances difficiles, comme les produits pharmaceutiques et les équipements médicaux, ont continué à naviguer sur les mers. Avant de s’arrêter totalement, l’industrie des croisières a lutté pour convaincre les gouvernements et les autorités portuaires à maintenir les ports ouverts pour faire débarquer leurs hôtes en toute sécurité. En même temps, elle a cherché frénétiquement la façon de contenir la diffusion de l’infection parmi les passagers et les équipages des navires qui étaient devenus des incubateurs pour le COVID-19.

Malgré le rôle fondamental joué par les gens de mer pour l’économie globale, un rôle de grande importance et nécessité que les organisations et les institutions ont cherché à mettre en lumière durant la crise provoquée par le COVID-19, les législations actuelles et les politiques qui ont prévalu les ont à peine considérés. Aussi le Dimanche de la Mer constitue-t-il une opportunité pour nous de réévaluer le rôle des gens de mer et de rappeler quelques-unes des problématiques qui touchent leur vie de façon négative et qui sont désormais aggravées par la suspicion et la peur de la contagion.

Dans une situation comme celle-ci, qui ne connaît pas de précédent, les membres d’équipage, qui avaient déjà passé entre six à dix mois à bord, ont dû supporter l’inconvénient majeur de voir prolonger leur période de travail, avec pour conséquence un accroissement de la fatigue personnelle et d’une absence prolongée loin des leurs et du confort de leurs foyers. Les 100000 marins qui, chaque mois, terminent leur période contractuelle et sont impatients de rentrer chez eux n’ont pas pu le faire à cause de l’explosion du COVID-19 et de la fermeture des frontières nationales qui s’en est suivie, ainsi que de l’annulation des vols. En conséquence, des milliers de marins qui étaient prêts à partir pour leur rotation nécessaire, sont restés bloqués dans des hôtels et des dortoirs dans le monde entier, réduits à mendier d’institutions charitables pour leurs exigences fondamentales, comme la nourriture, les articles de toilette, les cartes SIM, etc..

À cause de l’impossibilité de descendre à terre et de l’accès limité au port pour effectuer des visites à bord, les marins souffrent d’isolement à bord des navires et d’un grave stress psychologique qui conduit de nombreux équipages au bord du désespoir et qui va, parfois, hélas, jusqu’au suicide.

Nous avons des nouvelles de nombreux marins présentant des conditions médicales graves et potentiellement mortelles, non liées au COVID-19. Toutefois, celles-ci nécessitent des soins médicaux urgents dans les hôpitaux à terre, soins qui, hélas, ont été niés ou retardés tant qu’ils n’ont pas pu être transportés sur un brancard. En outre, les marins qui sont rentrés chez eux après un long et dramatique voyage ont dû être soumis à une quarantaine ou ont souffert de discriminations dans leur pays et car ils étaient considérés comme porteurs du coronavirus.

Malheureusement, nous devons déplorer le fait que des armateurs, des agences de recrutement et certains dirigeants sans scrupules qui recourent au prétexte de la pandémie, annulent leurs obligations vis-à-vis des marins, qui pourtant travaillent avec dévouement et au prix d’énormes sacrifices personnels pour que les chaînes d’approvisionnement continuent de fonctionner. Ainsi, ils se voient refuser la garantie de leurs droits en matière d’emploi, des salaires adéquats et l’amélioration de milieux de travail sûrs et protégés pour tous.

Selon un rapport, les trois premiers mois de l’année 2020 ont enregistré une augmentation de 24% d’attaques et de tentatives de séquestration par des pirates par rapport à la même période de 2019. À ce qu’il semble, le coronavirus n’a pas arrêté les vols à main armée, qui continuent de constituer une menace pour les marins, ajoutant une angoisse et une appréhension supplémentaires à des vies déjà sous pression à cause de l’incertitude provoquée par le virus.

En plus des expériences que nous venons de décrire et qui manifestent une forme dangereuse de survie, nous devons également considérer la menace réelle de perdre aussi cette forme précaire de gains, qui signifierait pour beaucoup la perte totale de revenus et l’incapacité d’assumer des responsabilités sociales et familiales, comme le paiement des factures, l’instruction des personnes à charge et le bien-être de leur famille.

À la lumière de ce qui vient d’être dit, la célébration du Dimanche de la Mer, en particulier de la part des chrétiens, doit tous nous inviter à exercer «une option préférentielle pour les pauvres» gens de mer, un choix à vivre en solidarité avec eux. Saint

Jean-Paul II a qualifié la solidarité de “vertu” et d’”engagement incontournable pour le bien du prochain“.

Cela devrait être notre attitude à l’égard de ces marins, dans la mesure où les personnes qui ne sont pas seulement pauvres parce qu’elles exposent constamment leur vie au danger, mais qui le font pour garantir les mouvements des marchandises en vue d’une économie globale saine, méritent vraiment notre estime et notre gratitude.

C’est la raison pour laquelle nous voulons lancer à nouveau le message du Secrétaire de l’Organisation Maritime Internationale, M. Kitack Lim : «Vous n’êtes pas seuls. Personne ne vous abandonnera».

Vous n’êtes pas seuls : les aumôniers et les volontaires de la Stella Maris sont avec vous où que vous soyez, pas nécessairement sur le pont, mais à grâce à une "aumônerie virtuelle" qui reste en contact avec vous par le biais des réseaux sociaux, toujours prêts à répondre à votre appel, à tendre une oreille compatissante et à prier pour votre bien-être et pour la sécurité de vos familles.

Personne ne vous abandonnera : les aumôniers et les volontaires de la Stella Maris seront avec vous au cours des prochains mois, quand votre capacité de résilience sera mise à l’épreuve, et ils chercheront à répondre à vos besoins matériels et spirituels. Ils seront toujours à vos côtés, en soulageant vos préoccupations, en défendant votre travail et vos droits et en luttant contre la discrimination.

Vous n’êtes pas seuls. Personne ne vous abandonnera : au mois d’août prochain, l’intention de prière universelle qui exprime la grande préoccupation du Pape François pour l’humanité et la mission de l’Église, sera consacrée au monde maritime. Toutes les communautés catholiques du monde seront invitées à prier pour tous ceux qui travaillent et vivent de la mer, notamment les marins, les pêcheurs et leurs familles.

Confions à Marie, Étoile de la Mer, le bien-être des gens de mer et le dévouement des aumôniers et des volontaires et prions Notre Dame pour qu’elle nous protège de tous les dangers, en particulier de la calamité du COVID-19.

Cardinal Peter K.A. Turkson
Préfet

Le Dimanche de la Mer est généralement célébré le deuxième dimanche de juillet, pour nous souvenir et prier de façon spéciale pour les gens de mer qui travaillent loin de leur pays, de leurs familles et de leur Église locale. Nous sommes conscients qu’en raison de la situation difficile provoquée par la diffusion globale du COVID-19, certaines Stella Maris nationales ont décidé de reporter cette célébration à une date ultérieure. Ce Message pourra donc néanmoins être utilisé en temps opportun.

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[1] Moment extraordinaire de prière, 27 mars 2020

[00881-FR.01] [Texte original: Italien]

Traduzione in lingua inglese

Dear brothers and sisters in Christ, beloved chaplains, volunteers, friends and supporters of the Stella Maris,

the celebration of this year’s Sea Sunday should have been a joyous one in view of the October centenary celebration in Glasgow - Scotland (now postponed to 2021). Rather it is going to be celebrated in an exceptional and challenging time, which Pope Francis has expressed in these words: “Like the disciples in the Gospel we were caught off guard by an unexpected, turbulent storm. We have realized that we are on the same boat, all of us fragile and disoriented, but at the same time important and needed, all of us called to row together, each of us in need of comforting the other. On this boat… are all of us”[1].

Our heart is going out to the relatives and friends of the countless victims (among them many seafarers) of the coronavirus and we feel distressed and disoriented for the uncertainties about the future.

The COVID-19 pandemic brought many countries to a complete shut down and to enforce an extended lockdown for many businesses in an effort to prevent the spread of the virus. However, the maritime industry continued its operation, adding a multitude of challenges to the already problematic lives of the seafarers, and putting them on the front line in fighting against the coronavirus.

Vessels that are transporting almost 90% of products that are badly needed to carry on our normal lives in these taxing circumstances such as medication and medical equipment, remain at seas. Before it came to a complete stop, the cruise industry struggled to convince governments and port authorities to open their ports where they could safely disembark their guests. At the same time, they frantically tried to finds ways to contain the spread of infections among passengers and crew in ships that became incubators for the COVID-19.

Despite the fundamental role that seafarers play for the global economy, a role whose great significance and need organizations and institutions tried to uphold during the COVID-19 crisis, current and prevailing legislations and policies simply glanced over them. That is why Sea Sunday is an opportunity for us to revisit the role of seafarers, and to recall some of the issues that negatively affect the seafarer’s life and which are aggravated by the suspicion and fear of contamination.

In this unprecedented situation crewmembers, who had already spent between six to ten months on board, had to suffer the great inconvenience of having their employment period extended, with the consequent increase of personal fatigue and prolonged absence from loved ones and the comfort of homes. Estimates suggest that, every month, 100,000 seafarers who finish their contracts and look forward to flying home were prevented from doing so by the outbreak of COVID-19 and the subsequent closure of borders and flights. Accordingly, thousands of seafarers who were ready to leave for a new contract were stranded in hotels and dormitories around the globe, reduced to beggarly dependence on charitable institutions for their basic needs such as foods, toiletries, sim cards, etc..

Because of the absence of shore leave, and restricted port entry for ships visiting, seafarers on board the vessels suffer isolation, severe physical and mental stress that brings many crews on the verge of desperation and, unfortunately, committing suicide.

We have reports of many seafarers with serious and potentially life treating medical conditions which are unrelated to COVID-19. These still need emergency medical care in land-based national hospitals, which unfortunately were denied them or delayed until they had to be carried on stretchers. Furthermore, seafarers who returned home after a long and dramatic journey have to undergo quarantine or suffer discrimination or stigmatization in their own country, because they are considered as carriers of the corona virus.

Regrettably, we have also to deplore the fact that while seafarers endeavor to keep the supply chains moving with dedication and at the cost of huge personal sacrifices, some unscrupulous ship-owners, crewing agencies and managers use the excuse of the pandemic to dismiss their obligations to guarantee their labour rights, including proper wages and the promotion of safe and secure working environments for all them.

According to a report the first three months of 2020 have seen a24% increase in piracy attacks and attempted attacks over the same period in 2019. Apparently, the coronavirus is not stopping armed robberies who continue to be a threat for seafarers, adding further anxiety and apprehension to lives, which are already lived under the pressure of uncertainties, caused by the corona virus.

To all of the experiences above of the seafarers, which describe a dangerous form of livelihood, we must now consider the real threat of losing even this precarious livelihood, because it will mean for many the total loss of income and inability to assume social and domestic responsibilities, such as, payment of utilities bills, education of dependants, welfare of family.

In the light of the above, the celebration of Sea Sunday especially by Christians should invite us all to exercising a “preferential option for the poor” seafarers, a pledge to live in solidarity with them. Pope John Paul II called solidarity a “virtue”, and defined it as an “unfailing commitment to the wellbeing of another”. This should be our attitude towards these seafarers; for, people who are not poor, just because they constantly expose their lives to danger, but do so, precisely, to ensure the movements of goods for a healthy global economy, really deserve our esteem and gratitude.

For this reason, we would like to re-launch the message of the IMO General-Secretary Kitack Lim: “You are not alone. You are not forgotten”.

You are not alone: the Stella Maris Chaplains and volunteers are with you wherever you are, not necessarily at the top of the gang way but with a “virtual chaplaincy” keeping in touch with you through social media, always ready to answer your call, to lend you a compassionate ear and praying for your wellbeing and the safety of your families.

You are not forgotten: the Stella Maris Chaplains and volunteers will be with you in the next months when your resilience will be put to test and we will try to respond to your material and spiritual needs. We will be always at your side, raising your concerns, upholding your labor and human rights and preventing discrimination

You are not alone. You are not forgotten: because this coming month of August the universal prayer intention that expresses the great concern for humanity and the mission of the Church of Pope Francis, is dedicated to The Maritime World. All the Catholic communities around the world will be invited to pray for all those who work and live from the sea, among them sailors, fishers and their families.

We entrust to Mary, Star of the Sea, the wellbeing of the people of the sea, the commitment and dedication of the Chaplains and volunteers and we pray Our Lady to protect us from all dangers, especially from the evil of COVID-19.

Cardinal Peter A. Turkson
Prefect

Generally, Sea Sunday is celebrated on the second Sunday of July. It is a day set aside to remember and pray in a special way for the people of the sea who work at sea, far away from their countries, loved ones and local Churches. We are aware that, because of the difficult situation created by the global spread of COVID-19, some national Stella Maris have decided to postpone the celebration of Sea Sunday to a later date. For this reason, this message can be used anytime.

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[1] Extraordinary moment of prayer, 27 March 2020

[00881-EN.01] [Original text: Italian]

Traduzione in lingua spagnola

Estimados hermanos y hermanas en Cristo, queridos capellanes, voluntarios, amigos y simpatizantes de Stella Maris,

Este año, la celebración del Domingo del Mar debería haber sido un acontecimiento gozoso, por la celebración del centenario prevista para el mes de octubre en Glasgow, Escocia, (ahora aplazada hasta 2021). Sin embargo, coincide con un momento histórico, insólito y particularmente difícil, que el Papa Francisco ha descrito con las siguientes palabras: “Al igual que a los discípulos del Evangelio, nos sorprendió una tormenta inesperada y furiosa. Nos dimos cuenta de que estábamos en la misma barca, todos frágiles y desorientados; pero, al mismo tiempo, importantes y necesarios, todos llamados a remar juntos, todos necesitados de confortarnos mutuamente. En esta barca, estamos todos[1].

Nuestro sentimiento está con los familiares y los amigos de las innumerables víctimas del coronavirus (entre ellos muchos marinos) y nos sentimos afligidos y desorientados por las incertidumbres con respecto al futuro.

La pandemia del COVID-19 obligó a numerosos países a imponer un confinamiento obligatorio y a cerrar muchas empresas, en un intento de impedir la difusión del virus. Aun así, la industria marítima prosiguió su actividad, añadiendo una multitud de retos a la vida de los marinos, que de por sí ya suele ser bastante problemática, y situándoles en el frente de la lucha contra el coronavirus.

Los buques, que transportan alrededor del 90% de los productos que nos permiten llevar una vida normal en estas difíciles circunstancias, como productos farmacéuticos o equipamientos médicos, siguieron navegando. Antes del cierre total, la industria de los cruceros intentó convencer a los gobiernos y a las autoridades portuarias de que mantuvieran abiertos los puertos y permitieran desembarcar, de forma segura, a sus pasajeros. Al mismo tiempo, intentó frenéticamente hallar formas de contener la propagación de infecciones entre los pasajeros y la tripulación de barcos que se habían convertido en incubadoras del COVID-19.

A pesar de que los marinos desempeñan un papel fundamental en la economía mundial, contribución importante y necesaria que las organizaciones e instituciones han intentado enfatizar durante la crisis del COVID-19, las actuales legislaciones y la política dominante no les ha otorgado la consideración que se merecen. Por esta razón, el Domingo del Mar es una oportunidad, que se nos brinda, para revalorizar el papel de los marinos y recordar algunos de los problemas que afectan negativamente su vida; problemas que se ven agudizados por la sospecha y el temor al contagio.

En una situación de emergencia sin precedentes como la que estamos viviendo, los miembros de la tripulación, que ya habían transcurrido entre seis y diez meses embarcados, han tenido que soportar un grave inconveniente: la ampliación de su período de trabajo. Esto conlleva un aumento de la fatiga personal y una prolongada ausencia de sus seres queridos y de la comodidad de sus hogares. Los 100.000 marinos que cada mes, según estimaciones, finalizan sus contratos y están impacientes por regresar a casa, no han podido hacerlo debido al brote del COVID-19 y posterior cierre de las fronteras nacionales y cancelación de vuelos. Igualmente, miles de marinos que estaban preparados para embarcarse con un nuevo contrato, se quedaron confinados en hoteles y dormitorios en todo el mundo, teniendo a menudo que depender de instituciones caritativas para satisfacer sus necesidades básicas, como alimentación, higiene, adquisición de tarjetas SIM, etc..

Debido a la imposibilidad de obtener licencia para bajar a tierra y del acceso limitado al puerto para llevar a cabo visitas a bordo, los marinos embarcados sufren el aislamiento y un grave estrés psicofísico, que lleva a muchas tripulaciones al borde de la desesperación, llegando incluso a cometer suicidio.

Nos llegan noticias de muchos marinos con problemas médicos, graves y potencialmente letales, no relacionados con el COVID-19. Sin embargo, necesitan recibir con urgencia atención médica en los hospitales en tierra, tratamientos que, lamentablemente, se les negaron o se retrasaron hasta que pudieron ser trasladados en camilla. Además, los marinos que regresaron a casa después de un largo y dramático viaje, han tenido que someterse a cuarentena, o han sido víctimas de discriminación en su propio país porque son considerados portadores del coronavirus.

Debemos también lamentar el hecho de que, mientras los marinos garantizan, con dedicación y enormes sacrificios personales, el continuo funcionamiento de las cadenas de suministro, algunos armadores, agencias de tripulaciones y directivos sin escrúpulos, utilizan la excusa de la pandemia para ignorar sus obligaciones hacia estos marinos, negándose a garantizarles sus derechos laborales, los salarios adecuados y la promoción de un entorno laboral seguro para todos.

Según un informe, durante los tres primeros meses de 2020 se ha registrado un incremento del 24% en el número de ataques e intentos de secuestro por parte de piratas, con respecto al mismo período de 2019. Al parecer, el coronavirus no ha logrado detener los robos a mano armada, que siguen representando una amenaza para los marinos y añaden así ulterior ansiedad y motivo de preocupación a existencias, ya bajo presión por la incertidumbre causada por el virus.

Además de las experiencias antes mencionadas, que describen un medio de subsistencia peligroso, debemos considerar ahora que los marinos se enfrentan a la real amenaza de perder este precario medio de vida, ya que para muchos se traducirá en la pérdida total de ingresos y la incapacidad de asumir responsabilidades sociales y domésticas, como por ejemplo el pago de facturas, la educación de las personas a su cargo y el bienestar de la familia.

Habida cuenta de lo anteriormente expuesto, la celebración del Domingo del Mar, especialmente por parte de los cristianos, es un llamamiento a la “opción preferencial por los pobres” marinos, una opción a vivir en solidaridad con ellos. San Juan Pablo II calificó la solidaridad como una “virtud” y la definió “un compromiso irrenunciable por el bien del prójimo”. Esta debería ser nuestra actitud hacia estos marinos, puesto que las personas que son pobres, no solo porque exponen constantemente su vida al peligro, sino porque lo hacen para garantizar los movimientos de mercancías en favor de una economía mundial sana, merecen verdaderamente nuestra estima y nuestra gratitud.

Por esta razón, deseamos proponeros nuevamente el mensaje del Secretario General de la OMI, Kitack Lim: “No estáis solos. No os hemos olvidado”.

No estáis solos: los capellanes y los voluntarios de Stella Maris están con vosotros, dondequiera que estéis; no necesariamente sobre una pasarela, sino a través de una “capellanía virtual” que se mantiene en contacto con vosotros gracias a las redes sociales, siempre disponibles para responder a vuestra llamada, para escucharos y rezar por vuestro bienestar y el de vuestras familias.

No os hemos olvidado: los capellanes y los voluntarios de Stella Maris estarán con vosotros durante los próximos meses, cuando se pondrá a prueba vuestra capacidad de resiliencia, e intentaremos responder a vuestras necesidades materiales y espirituales. Estaremos siempre a vuestro lado, aliviando vuestras preocupaciones, defendiendo vuestros derechos y luchando contra la discriminación

No estáis solos. No os hemos olvidado: el próximo mes de agosto, la intención de la oración universal que expresa la gran preocupación del Papa Francisco por la humanidad y la misión de la Iglesia, está dedicada al mundo marítimo. Se invitará a todas las comunidades católicas del mundo a rezar por todos los que trabajan y viven del mar, entre ellos, los marinos, los pescadores y sus familias.

Encomendamos a María, Estrella del Mar, el bienestar de la gente de mar, el compromiso y la dedicación de los capellanes y de los voluntarios y rezamos a Nuestra Señora para que nos proteja de todos los peligros, especialmente de la calamidad del COVID-19.

Cardenal Peter K.A. Turkson
Prefecto

El Domingo del Mar se suele celebrar el segundo domingo de julio, para recordar y rezar, de una manera especial, por la gente de mar que trabaja lejos de su país, de sus seres queridos y de la Iglesia local. Conscientes de la difícil situación generada por la propagación del COVID-19, algunas Stella Maris nacionales han decidido posponer la celebración a una fecha posterior. Por esta razón, este mensaje se puede utilizar en cualquier otro momento.

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[1] Momento extraordinario de oración, 27 de marzo de 2020.

[00881-ES.01] [Texto original: Italiano]

Traduzione in lingua portoghese

Queridos irmãos e irmãs em Cristo, amados capelães, voluntários, amigos e apoiadores da Stella Maris, O Domingo do Mar deste ano deveria ser una celebração de alegria em vista do centenário marcado para o próximo mês de outubro em Glasgow, Escócia (agora adiado para 2021). Em vez disso, ocorre em um momento anômalo e particularmente difícil, que Papa Francisco expressou com as seguintes palavras: “À semelhança dos discípulos do Evangelho, fomos surpreendidos por uma tempestade inesperada e furibunda. Demo-nos conta de estar no mesmo barco, todos frágeis e desorientados, mas ao mesmo tempo importantes e necessários: todos chamados a remar juntos, todos carecidos de mútuo encorajamento. E, neste barco, estamos todos” [1].

Pensamos nos parentes e amigos das inúmeras vítimas do coronavírus (entre as quais muitos marítimos) e nos sentimos angustiados e desorientados com a incerteza do futuro.

A pandemia da COVID-19 forçou muitos países a impor um lockdown e a fechar muitas empresas na tentativa de impedir a difusão do vírus. Todavia, a indústria marítima continuou a operar, acrescentando uma infinidade de desafios à vida dos marítimos, já por si problemática, colocando-os na vanguarda da luta contra o coronavírus.

Os navios que transportam cerca de 90% dos produtos que nos são necessários para continuar a viver normalmente nessas circunstâncias difíceis, como os produtos farmacêuticos e os equipamentos médicos, continuaram a navegar. Antes de parar completamente, a indústria de cruzeiros lutou para convencer os governos e as autoridades portuárias a manterem os portos abertos onde poderiam desembarcar com segurança seus hóspedes. Ao mesmo tempo tentou freneticamente encontrar o modo de conter a difusão da infecção entre os passageiros e a tripulação de navios que se tornaram incubadoras da COVID-19.

Apesar do papel fundamental desempenhado pelos marítimos na economia global, um papel de grande importância e necessidade que organizações e instituições tentaram enfatizar durante a crise causada pela COVID-19, as legislações atuais e a política predominante apenas os consideraram.

Por este motivo, o Domingo do Mar é uma oportunidade para reavaliarmos o papel dos marítimos e lembrar alguns dos problemas que afetam negativamente suas vidas e que agora são agravados pela suspeita e pelo medo de contaminação.

Em uma situação como essa sem precedentes, os tripulantes, que já haviam passado de seis a dez meses a bordo, tiveram que sofrer o grande inconveniente de prolongar seu período de trabalho, com consequência de um aumento de fadiga pessoal, da ausência prolongada de seus familiares queridos e do conforto de seus próprios lares. Os 100.000 marítimos que, segundo as estimativas, todos os meses concluem seu turno contratual e esperam ansiosos para voltar para casa, não conseguiram fazê-lo devido a propagação da COVID-19 e ao consequente fechamento das fronteiras nacionais e ao cancelamento de voos. Como consequência, milhares de marítimos que estavam prontos para partir para a rotatividade necessária ficaram bloqueados em hotéis e dormitórios em todo o mundo, limitados a depender de instituições de caridade para suas necessidades básicas, como alimentos, produtos de higiene pessoal, cartões SIM, etc.

Devido à impossibilidade de sair dos navios e do acesso limitado ao porto a fim de efetuar visitas a bordo, os marítimos do navio sofrem isolamento e estresse psicofísico grave que leva muitas tripulações à beira do desespero e infelizmente, de cometer suicídio.

Temos relatos de muitos marítimos com condições médicas graves e com risco de vida, não relacionados a COVID-19. Todavia estes precisam de atendimento médico urgente nos hospitais locais, tratamento que, infelizmente, lhes foi negado ou atrasado até que precisassem ser transportados em macas para tais hospitais. Além disso, os marítimos que retornam para casa após uma viagem longa e dramática foram submetidos a quarentena e sofreram discriminações em seu próprio país por serem considerados portadores do coronavírus.

Infelizmente, devemos lamentar o facto de que, enquanto os marítimos, com dedicação e às custas de enormes sacrifícios pessoais, estão trabalhando para manter as cadeias de abastecimento em funcionamento, alguns armadores, agências de recrutamento e gerentes sem escrúpulos usam a desculpa da pandemia para revogar suas obrigações para com eles, recusando-se de garantir seus direitos trabalhistas, salários adequados e a promoção de ambientes de trabalho seguros para todos.

Segundo um relatório, os primeiros três meses de 2020 registraram um aumento de 24% nos ataques e tentativas de sequestros de piratarias em comparação com o mesmo período de 2019. Aparentemente, o coronavírus não interrompeu assaltos à mão armada que continuam sendo uma ameaça para os marítimos, aumentando a ansiedade e apreensão a existências, que já estão sob pressão devido à incerteza causada pelo vírus.

Além das experiências acima mencionadas dos marítimos, que descrevem uma forma perigosa de subsistência, devemos agora considerar a ameaça real de perder até mesmo essa forma precária de renda, porque para muitos isso significará a perda total de renda e como consequência a incapacidade de assumir responsabilidades sociais e domésticas, como por exemplo, pagar as contas, educar os dependentes e o bem-estar da família.

À luz do exposto, a celebração do Domingo do Mar, especialmente pelos cristãos, deve convidar todos nós a exercer “uma opção preferencial pelos pobres”, marítimos, uma opção de viver em solidariedade com eles. São João Paulo II definiu a solidariedade uma virtude e chamou de “compromisso indispensável para o bem-estar do próximo”.

Essa deve ser a nossa atitude em relação a esses marítimos, pois as pessoas que não são pobres apenas porque constantemente expõem suas vidas ao perigo, mas que fazem isso para garantir a circulação de mercadorias para uma economia global saudável, realmente merecem nossa atenção, estima e nossa gratidão.

Por este motivo queremos relançar a mensagem do Secretário Geral da IMO Kitack Lim: “Não estais sós. Ninguém vos abandonará”.

Não estais sós: os capelães e voluntários da Stella Maris vos acompanham onde quer que estejais, não necessariamente no topo da passarela, mas através de uma “capelania virtual” que vos mantém em contato através das Mídias sociais, sempre prontos para atender à vossa chamada, para oferecer um ouvido compassivo e rezar pelo vosso bem-estar e pela segurança de vossa família.

Ninguém vos abandonará: os capelães e voluntários da Stella Maris vos acompanharão nos próximos meses, quando a vossa capacidade de resiliência for colocada à prova, eles tentarão responder às vossas necessidades materiais e espirituais. Eles sempre estarão ao vosso lado, aliviando as vossas preocupações, defendendo os vossos trabalhos e os vossos direitos, e, combatendo a discriminação.

Não estais sós. Ninguém vos abandonará: no mês de agosto, a intenção da oração universal, que expressa a grande preocupação do Papa Francisco pela humanidade e a missão da Igreja é dedicada ao mundo marítimo. Todas a comunidades católicas do mundo serão convidadas a rezar por todos aqueles que trabalham e vivem no mar, incluindo marítimos, pescadores e suas famílias.

Confiamos a Maria, Estrela do Mar, o bem-estar da gente do mar, o compromisso e a dedicação dos capelães e voluntários e invocamos Nossa Senhora para que nos proteja de todos os perigos, em particular da calamidade da COVID-19

Cardeal Peter K.A. Turkson
Prefeito

Geralmente o Domingo do Mar é celebrado no segundo domingo do Mês de julho para lembrar e rezar de maneira especial pela gente do mar que trabalha longe de seu país, de seus familiares e da Igreja local. Estamos ciente de que, devido à difícil situação criada pela difusão global da COVID-19, algumas Stella Maris nacionais decidiram adiar a celebração para uma data posterior. Por esta razâo, esta mensagem pode ser usada em qualquer momento.

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[1] Momento extraordinário de oração, 27 de março de 2020

[00881-PO.01] [Texto original: Italiano]

Preghiera per la Domenica del Mare

Preghiera per la Domenica del Mare

Traduzione in lingua francese

Traduzione in lingua inglese

Traduzione in lingua spagnola

Traduzione in lingua portoghese

Preghiera per la Domenica del Mare

O Beata Vergine Maria, segno del volto materno di Dio,
con confidenza filiale ci rivolgiamo a Te nell’attuale pandemia.
Custodisci nel Tuo Cuore immacolato i marittimi, i pescatori e i loro familiari,
che con il loro lavoro stanno assicurando alla famiglia umana
cibo e altri generi di prima necessità.

Segno della vicinanza del Padre,
sostienili nelle loro prove e proteggili da tutti i pericoli:
isolamento e grave stress fisico e mentale, lunghi periodi trascorsi a bordo delle navi, la lontananza dai familiari, dagli amici e dal proprio Paese, la paura del contagio, i tentativi di sequestro da parte dei pirati, le rapine a mano armata.

Segno della misericordia del Figlio,
aiuta i cappellani e i volontari della Stella Maris ad ascoltare la gente del mare,
cercando di rispondere ai loro bisogni materiali e spirituali,
stando al loro fianco, alleviando le loro preoccupazioni,
difendendo i loro diritti lavorativi e combattendo la discriminazione.

Segno della fecondità dello Spirito e avvocata dei naviganti,
riconduci sulla via della giustizia gli armatori, le agenzie di reclutamento e i dirigenti senza scrupoli che, usando la scusa della pandemia,
annullano i propri obblighi nei confronti dei marittimi.
Rendici solidali con coloro che hanno perso il reddito.

Segno di consolazione e di sicura speranza,
abbraccia teneramente le vittime del coronavirus,
particolarmente i marittimi che si sono suicidati.

Stella del Mare, prega per noi. Amen!

[00882-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Traduzione in lingua francese

Bienheureuse Vierge Marie, signe du visage maternel de Dieu,
nous nous tournons vers toi avec une confiance filiale en ce temps de pandémie.
Garde en Ton Cœur immaculé les gens de mer, les pêcheurs et leurs familles.
Par leur travail, ils assurent à la famille humaine
la nourriture et l’approvisionnement en biens de première nécessité.

Signe de la proximité du Père,
soutiens-les dans leurs épreuves et protège-les de tous les dangers : l’isolement, le grave stress physique et mental, les longues périodes passées à bord des bateaux, l’éloignement d’avec leur famille, leurs amis et leur pays, la peur de la contamination, les tentatives d’enlèvement par des pirates, les vols à mains armées.

Signe de la miséricorde du Fils,
aide les aumôniers et les volontaires de la Stella Maris à écouter les gens de mer,
en cherchant à répondre à leurs besoins matériels et spirituels,
en étant à leurs côtés, en soulageant leurs préoccupations,
en défendant leurs droits sociaux et en combattant la discrimination.

Signe de la fécondité de l’Esprit et avocate des navigants,
ramène sur la voie de la justice les armateurs, les agences de recrutement et les dirigeants sans scrupules qui, prenant prétexte de la pandémie,
annulent leurs obligations vis-à-vis des marins.
Rends-nous solidaires de ceux qui ont perdu leurs revenus.

Signe de consolation et d’espérance sûre,
accueille tendrement entre tes bras les victimes du coronavirus,
particulièrement les marins qui se sont suicidés.

Étoile de la Mer, prie pour nous. Amen!

[00882-FR.01] [Texte original: Italien]

Traduzione in lingua inglese

Holy Virgin Mary, sign of the maternal face of God,
with filial confidence we turn to you in the current pandemic.
Keep in your Immaculate Heart the seafarers, the fishermen and their families,
who with their work are ensuring the human family with food and other basic needs.

Sign of the closeness of the Father,
support them in their trials and protect them from all dangers: isolation and severe physical and mental stress, long periods spent on board ships, distance from their family, friends and from their own country, fear of contamination, piracy attacks and attempted attacks, armed robberies.

Sign of the mercy of the Son,
help Stella Maris chaplains and volunteers to listen to the people of the sea,
trying to respond to their material and spiritual needs,
standing by their side, raising their concerns,
upholding their labor rights and preventing discrimination.

Sign of the fruitfulness of the Spirit and advocate of seafarers,
bring unscrupulous ship-owners, crewing agencies and managers
back to the way of justice who,
using the excuse of the pandemic,
dismiss their obligations towards seafarers.
Let us stand in solidarity with those who have lost their income.

Sign of consolation and sure hope,
tenderly embraces coronavirus victims,
especially the seafarers who committed suicide.

Star of the Sea, pray for us. Amen!

[00882-EN.01] [Original text: Italian]

Traduzione in lingua spagnola

Oh Bienaventurada Virgen María, signo del rostro maternal de Dios,
Con confianza filial nos dirigimos a Ti en la actual pandemia.
Guarda en Tu inmaculado Corazón a los marinos, pescadores y a sus familiares, que gracias a su trabajo garantizan, a la familia humana, alimentos y otros géneros de primera necesidad.

Signo de la cercanía del Padre,
sostenlos en las dificultades y protégelos de todos los peligros: aislamiento y grave estrés físico y mental, largos períodos embarcados, la prolongada ausencia de los familiares, de los amigos y del propio país, el miedo al contagio, los intentos de secuestro por parte de los piratas, los robos a mano armada.

Signo de la misericordia del Hijo,
ayuda a los capellanes y a los voluntarios de Stella Maris
a escuchar a la gente de mar,
tratando de responder a sus necesidades materiales y espirituales,
estando a su lado, aliviando sus preocupaciones,
defendiendo sus derechos laborales y luchando contra la discriminación.

Signo de la fecundidad del Espíritu y abogada de los navegantes,
Reconduce al camino de la justicia a los armadores, a las agencias de tripulaciones y directivos sin escrúpulos, que utilizan la excusa de la pandemia
para ignorar sus obligaciones hacia la gente de mar.
Haz que seamos solidarios con los que han perdido sus ingresos.

Signo de consuelo y de segura, esperanza
abraza con ternura a las víctimas del coronavirus,
especialmente a los marineros que se suicidaron.

Estrella del Mar, reza por nosotros. ¡Amén!

[00882-ES.01] [Texto original: Italiano]

Traduzione in lingua portoghese

Ó Virgem Maria, sinal do rosto materno de Deus,
com confiança filial, nos dirigimos a vós na atual pandemia.
Amparais em vosso coração imaculado os marítimos, os pescadores e seus familiares, que com o seu trabalho estão garantindo comida e outras necessidades básicas para a família humana.

Sinal da proximidade do Pai,
apoia-os em suas provações e protege-os de todos os perigos: do isolamento e estresse físico e mental grave, dos longos períodos a bordo de navios, da distância dos familiares, dos amigos e de seu próprio país, do medo de contágio, das tentativas de sequestros de piratas, dos assaltos à mão armada.

Sinal da misericórdia do Filho,
Ajuda os capelães e voluntários da Stella Maris a ouvir a gente do mar, tentando responder às suas necessidades materiais e espirituais, estando ao seu lado, aliviando as suas preocupações, defendendo os seus direitos trabalhistas e combatendo a discriminação.

Sinal da fecundidade do Espírito e advogada dos navegadores,
Reconduz na via da justiça os armadores, as agências de recrutamento e os dirigentes inescrupulosos que, usam a desculpa da pandemia, para cancelar suas obrigações para com os marítimos.
Faz-nos solidários com aqueles que perderam sua renda.

Sinal de consolação e de esperança
Abraça ternamente as vítimas de coronavírus,
especialmente os marítimos que cometeram suicídio.

Estrela do Mar, rogai por nós, Amém.

[00882-PO.01] [Texto original: Italiano]

[B0382-XX.02]