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Santa Messa con Ordinazione Episcopale, 22.06.2019


Alle ore 18.00 di oggi, il Santo Padre Francesco ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa nel corso della quale ha conferito l’Ordinazione Episcopale a S.E. Mons. Alberto Ricardo Lorenzelli Rossi, S.D.B., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Santiago de Chile (Cile).

L’Omelia che il Papa ha pronunciato nel corso della Celebrazione Eucaristica è nella sostanza l’Omelia prevista nel Rituale per l’Ordinazione dei Vescovi, a cui però ha aggiunto alcune sue considerazioni.

Ne riportiamo di seguito il testo:

Omelia del Santo Padre

Fratelli e figli carissimi,

riflettiamo attentamente a quale alta responsabilità ecclesiale viene promosso questo nostro fratello. Il Signore nostro Gesù Cristo inviato dal Padre a redimere gli uomini mandò a sua volta nel mondo i dodici apostoli, perché pieni della potenza dello Spirito Santo annunziassero il Vangelo a tutti i popoli e riunendoli sotto un unico pastore, li santificassero e li guidassero alla salvezza.

Al fine di perpetuare di generazione in generazione questo ministero apostolico, i Dodici si aggregarono dei collaboratori trasmettendo loro con l’imposizione delle mani il dono dello Spirito ricevuto da Cristo, che conferiva la pienezza del sacramento dell’Ordine. Così, attraverso l’ininterrotta successione dei vescovi nella tradizione vivente della Chiesa si è conservato questo ministero primario e l’opera del Salvatore continua e si sviluppa fino ai nostri tempi. Nel vescovo circondato dai suoi presbiteri è presente in mezzo a voi lo stesso Signore nostro Gesù Cristo, sommo sacerdote in eterno.

È Cristo, infatti, che nel ministero del vescovo continua a predicare il Vangelo di salvezza; è Cristo che continua a santificare i credenti, mediante i sacramenti della fede. È Cristo che nella paternità del vescovo accresce di nuove membra il suo corpo, che è la Chiesa. È Cristo che nella sapienza e prudenza del vescovo guida il popolo di Dio nel pellegrinaggio terreno fino alla felicità eterna.

Accogliete, dunque, con gioia e gratitudine questo nostro fratello, che noi vescovi con l’imposizione delle mani oggi associamo al collegio episcopale. Rendete a lui l’onore che si deve al ministro di Cristo e al dispensatore dei misteri di Dio, al quale è affidata la testimonianza del Vangelo e il ministero dello Spirito per la santificazione. Ricordatevi delle parole di Gesù agli Apostoli: “Chi ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi, disprezza Me e chi disprezza Me, disprezza Colui che mi ha mandato”.

Quanto a te, fratello carissimo eletto dal Signore, rifletti che sei stato scelto fra gli uomini: non dimenticarti mai delle tue radici; la tua mamma, la tua famiglia – le tue radici; e sei stato eletto per gli uomini, sei stato costituito nelle cose che riguardano Dio. “Episcopato” infatti è il nome di un servizio, non di un onore, poiché al vescovo compete più servire che dominare, secondo il comandamento del Maestro: “Chi è il più grande tra voi, diventi come il più piccolo. E chi governa, come colui che serve”. Il vescovo è servitore, pastore, padre, fratello, mai un mercenario.

Annuncia la Parola in ogni occasione: opportuna e non opportuna. Ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. E mediante l’orazione. Non dimenticare che il primo lavoro del vescovo è la preghiera: così ha detto San Pietro il giorno in cui ha creato i diaconi: “A noi la preghiera e l’annuncio della Parola”; un vescovo che non prega è un mercenario. E mediante l’orazione e l’offerta del sacrificio per il tuo popolo, attingi dalla pienezza della santità di Cristo la multiforme ricchezza della divina grazia.

Nella Chiesa a te affidata sii fedele custode e dispensatore dei misteri di Cristo, posto dal Padre a capo della sua famiglia segui sempre l’esempio del Buon Pastore, che conosce le sue pecore, da esse è conosciuto e per esse non ha esitato a dare la vita. Vicinanza al popolo di Dio, conoscere il popolo di Dio, il popolo di Dio dal quale tu sei stato scelto.

Ama con amore di padre e di fratello tutti coloro che Dio ti affida. Anzitutto, i presbiteri e i diaconi, tuoi collaboratori. Il prossimo più prossimo del vescovo sono i sacerdoti e i diaconi. Sii vicino ai sacerdoti: vicinissimo! Quando ti cercano ti possano trovare subito, senza burocrazia: direttamente. Sii vicino ai poveri, agli indifesi e a quanti hanno bisogno di accoglienza e di aiuto. Esorta i fedeli a cooperare all’impegno apostolico e ascoltali volentieri.

Abbi viva attenzione a quanti non appartengono all’unico ovile di Cristo, perché essi pure ti sono stati affidati nel Signore. Ricordati che nella Chiesa cattolica, radunata nel vincolo della carità sei unito al Collegio dei vescovi e devi portare in te la sollecitudine di tutte le Chiese, soccorrendo generosamente quelle che sono più bisognose di aiuto.

Veglia con amore su tutto il gregge, fai la veglia; questo gregge nel quale lo Spirito Santo ti pone a reggere la Chiesa di Dio, e questo fallo nel nome del Padre, del quale rendi presente l’immagine; nel nome di Gesù Cristo, suo Figlio, dal quale sei costituito maestro, sacerdote e pastore, e nel nome dello Spirito Santo che dà vita alla Chiesa e con la sua potenza sostiene la nostra debolezza.

[01115-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0538-XX.02]