www.vatican.va

Back Top Print Pdf


Decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti sulla celebrazione della beata Vergine Maria Madre della Chiesa nel Calendario Romano Generale, 03.03.2018


Decreto sulla celebrazione della beata Vergine Maria Madre della Chiesa

Commento al Decreto del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

 

Decreto sulla celebrazione della beata Vergine Maria Madre della Chiesa

Testo in lingua originale

Traduzione in lingua italiana

Traduzione in lingua francese

Traduzione in lingua inglese

Traduzione in lingua tedesca

Traduzione in lingua spagnola

Traduzione in lingua portoghese

Testo in lingua originale

CONGREGATIO DE CULTO DIVINO ET DISCIPLINA SACRAMENTORUM

DECRETUM
de celebratione
Beatæ Mariæ Virginis
Ecclesiæ Matris
in Calendario Romano Generali

Lætitiæ plena veneratio erga Dei Genetricem in Ecclesia horum temporum, cum de Christi mysterio et de sua natura recogitaret, ignorare non poterat Mulierem illam (cf. Gal 4, 4), Virginem scilicet Mariam, quae insimul Christi Mater et Mater Ecclesiæ est.

Quod iam in Ecclesiæ sensu quodammodo aderat præeuntibus verbis sancti Augustini et sancti Leonis Magni. Primus enim dicit Mariam esse matrem membrorum Christi, cum cooperata sit caritate sua, ut fideles in Ecclesia nascerentur; alter vero, cum dicit nativitatem Capitis esse etiam nativitatem Corporis, indicat Mariam simul esse matrem Christi, Filii Dei, et matrem membrorum mystici corporis, id est Ecclesiæ. Hæ considerationes ex Mariæ divina maternitate et ex eiusdem coniunctione in opere Redemptoris, quod in hora crucis culmen attingit, defluunt.

Mater etenim, iuxta crucem stans (cf. Io 19, 25), Filii sui caritatis testamentum accepit quo universos homines, discipulo dilecto personificatos, ad divinam vitam regenerandos in filios assumpsit, tenera nutrix Ecclesiæ, quam Christus, tradens Spiritum in cruce peperit. Et vicissim in discipulo dilecto Christus omnes alios sui amoris erga Matrem subrogavit vicarios, quibus eam commendavit ut filiali dilectione colerent.

Solatrix et magistra exorientis Ecclesiæ, Maria igitur suscepit munera sua materna in cænaculo, orando cum Apostolis qui adventum Spiritus Sancti exspectabant (cf. Act 1, 14). Hoc in sensu christiana pietas, procedentibus sæculis, Mariam titulis variis honoravit tamquam Matrem discipulorum, fidelium, credentium, omnium in Christo renascentium, quodammodo æquivalentibus, sed etiam titulo “Matris Ecclesiæ” qui in textibus sive scriptorum spiritualium sive magisterii Benedicti XIV et Leonis XIII adhibetur.

Ex hoc plane constat fundamentum quo Beatus Paulus papa VI, Beatam Virginem Mariam, die 21 Novembris 1964, cum expleretur tertia Sessio Concilii Vaticani II, declaravit «Matrem Ecclesiæ, hoc est totius populi christiani, tam fidelium quam Pastorum, qui eam Matrem amantissimam appellant», atque statuit ut «suavissimo hoc nomine iam nunc universus christianus populus magis adhuc honorem Deiparæ» tribueret.

Apostolica Sedes igitur, occurrente Anno Sancto Reconciliationis (1975), missam votivam de Beata Maria Ecclesiæ Matre proposuit, quæ deinde in Missale Romano inserta est; facultatem etiam includendi invocationem sub illo titulo in Litanias Lauretanas concessit (1980) et alia publici iuris formularia in Collectione missarum de Beata Maria Virgine exaravit (1986); quibusdam nationibus, diœcesibus et familiis religiosis id petentibus, quoque indulsit ut hæc celebratio in Calendario particulari inscriberetur.

Summus autem Pontifex Franciscus, cum perpendisset quantum hæc fovenda devotio ad Pastorum, religiosorum, christifidelium Ecclesiæ sensum maternum ac genuinam marialem pietatem, adhuc proficere possit, decrevit ut memoriam B. Mariæ Virginis, Ecclesiæ Matris, in Calendarium Romanum inscribendam esse Feria II post Pentecosten et quotannis celebrandam.

Hæc celebratio nos adiuvabit ad hoc meditandum, id est quod vita christiana, ut augescere valeat, in mysterio Crucis, Christi oblatione in convivio eucharistico, Virgine offerenti, Matre Redemptoris redemptorumque, fundari debet.

Nova igitur memoria cunctis Calendariis Librisque liturgicis pro Missæ et Liturgiæ Horarum celebratione erit inserenda; textus liturgici adhibendi hoc decreto adnexi, cura Cœtuum Episcoporum vertendi, approbandi et post huius Dicasterii confirmationem edendi sunt.

Ubi vero celebratio B. Mariæ Virginis, Ecclesiæ Matris, ad normam iuris particularis rite approbati, die diverso, gradu superiori celebratur, et in posterum eodem modo celebrari potest.

Contrariis quibuslibet minime obstantibus.

Ex ædibus Congregationis de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum, die 11 mensis Februarii 2018, memoria Beatæ Mariæ Virginis de Lourdes.

Robertus Card. Sarah
Praefectus

+ Arturus Roche
Archiepiscopus a Secretis

[00350-LA.01] [Testo originale: Latino]

Traduzione in lingua italiana

CONGREGATIO DE CULTO DIVINO ET DISCIPLINA SACRAMENTORUM

DECRETO
sulla celebrazione
della beata Vergine Maria
Madre della Chiesa
nel Calendario Romano Generale

La gioiosa venerazione riservata alla Madre di Dio dalla Chiesa contemporanea, alla luce della riflessione sul mistero di Cristo e sulla sua propria natura, non poteva dimenticare quella figura di Donna (cf. Gal 4, 4), la Vergine Maria, che è Madre di Cristo e insieme Madre della Chiesa.

Ciò era già in qualche modo presente nel sentire ecclesiale a partire dalle parole premonitrici di sant’Agostino e di san Leone Magno. Il primo, infatti, dice che Maria è madre delle membra di Cristo, perché ha cooperato con la sua carità alla rinascita dei fedeli nella Chiesa; l’altro poi, quando dice che la nascita del Capo è anche la nascita del Corpo, indica che Maria è al contempo madre di Cristo, Figlio di Dio, e madre delle membra del suo corpo mistico, cioè della Chiesa. Queste considerazioni derivano dalla divina maternità di Maria e dalla sua intima unione all’opera del Redentore, culminata nell’ora della croce.

La Madre infatti, che stava presso la croce (cf. Gv 19, 25), accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina, divenendo amorosa nutrice della Chiesa che Cristo in croce, emettendo lo Spirito, ha generato. A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre, affidandola loro affinché con affetto filiale la accogliessero.

Premurosa guida della Chiesa nascente, Maria iniziò pertanto la propria missione materna già nel cenacolo, pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (cf. At 1, 14). In questo sentire, nel corso dei secoli, la pietà cristiana ha onorato Maria con i titoli, in qualche modo equivalenti, di Madre dei discepoli, dei fedeli, dei credenti, di tutti coloro che rinascono in Cristo e anche di “Madre della Chiesa”, come appare in testi di autori spirituali e pure del magistero di Benedetto XIV e Leone XIII.

Da ciò chiaramente risulta su quale fondamento il beato papa Paolo VI, il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, dichiarò la beata Vergine Maria «Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei Pastori, che la chiamano Madre amantissima», e stabilì che «l’intero popolo cristiano rendesse sempre più onore alla Madre di Dio con questo soavissimo nome».

La Sede Apostolica pertanto, in occasione dell’Anno Santo della Riconciliazione (1975), propose una messa votiva in onore della beata Maria Madre della Chiesa, successivamente inserita nel Messale Romano; diede anche facoltà di aggiungere l’invocazione di questo titolo nelle Litanie Lauretane (1980) e pubblicò altri formulari nella raccolta di messe della beata Vergine Maria (1986); ad alcune nazioni, diocesi e famiglie religiose che ne facevano richiesta, concesse di aggiungere questa celebrazione nel loro Calendario particolare.

Il Sommo Pontefice Francesco, considerando attentamente quanto la promozione di questa devozione possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa nei Pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana, ha stabilito che la memoria della beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, sia iscritta nel Calendario Romano nel Lunedì dopo Pentecoste e celebrata ogni anno.

Questa celebrazione ci aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, all’oblazione di Cristo nel convito eucaristico, alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti.

Tale memoria dovrà quindi apparire in tutti i Calendari e Libri liturgici per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore; i relativi testi liturgici sono allegati a questo decreto e le loro traduzioni, approvate dalle Conferenze Episcopali, saranno pubblicate dopo la conferma di questo Dicastero.

Dove la celebrazione della beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, a norma del diritto particolare approvato, già si celebra in un giorno diverso con un grado liturgico più elevato, anche in futuro può essere celebrata nel medesimo modo.

Nonostante qualsiasi cosa in contrario.

Dalla sede della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 11 febbraio 2018, memoria della beata Maria Vergine di Lourdes.

Robert Card. Sarah
Prefetto

+ Arthur Roche
Arcivescovo Segretario

[00350-IT.01] [Testo originale: Latino]

Traduzione in lingua francese

CONGREGATIO DE CULTO DIVINO ET DISCIPLINA SACRAMENTORUM

DECRET
sur la célébration
de la bienheureuse Vierge Marie
Mère de l’Eglise
dans le Calendrier Romain Général

La joyeuse vénération dédiée à la Mère de Dieu dans l’Eglise contemporaine, à la lumière de la réflexion sur le mystère du Christ et sur sa propre nature, ne pouvait pas oublier cette figure de Femme (cf. Gal 4, 4), la Vierge Marie, qui est à la fois Mère du Christ et Mère de l’Eglise.

Ceci était déjà en quelque sorte présent dans la pensée de l’Eglise à partir des paroles prémonitoires de saint Augustin et de saint Léon le Grand. Le premier, en effet, dit que Marie est la mère des membres du Christ, parce qu’elle a coopéré par sa charité à la renaissance des fidèles dans l’Eglise; puis l’autre, quand il dit que la naissance de la Tête est aussi la naissance du Corps, indique que Marie est en même temps mère du Christ, Fils de Dieu, et mère des membres de son Corps mystique, c’est-à-dire de l’Eglise. Ces considérations dérivent de la maternité de Marie et de son intime union à l’œuvre du Rédempteur, qui a culminé à l’heure de la croix.

La Mère en effet, qui était près de la croix (Jn 19, 25), accepta il testament d’amour de son Fils et accueillit tous les hommes, personnifiés par le disciple bien-aimé, comme les enfants qui doivent renaître à la vie divine, devenant ainsi la tendre mère de l’Eglise que le Christ a générée sur la croix, quand il rendait l’Esprit. A son tour, dans le disciple bien-aimé, le Christ choisit tous les disciples comme vicaires de son amour envers la Mère, la leur confiant afin qu’ils l’accueillent avec affection filiale.

Guide prévoyante de l’Eglise naissante, Marie a donc commencé sa propre mission maternelle déjà au cénacle, priant avec les Apôtres dans l’attente de la venue de l’Esprit Saint (cf. Ac 1,14). Dans ce sentiment, au cours des siècles, la piété chrétienne a honoré Marie avec les titres, en quelque sorte équivalents, de Mère des disciples, des fidèles, des croyants, de tous ceux qui renaissent dans le Christ, et aussi de “Mère de l’Eglise”, comme il apparaît dans les textes d’auteurs spirituels ainsi que dans le Magistère de Benoît XIV et de Léon XIII.

De ce qui précède on voit clairement le fondement sur lequel le bienheureux pape Paul VI, en concluant, le 21 novembre 1964, la troisième session du Concile Vatican II, a déclaré la bienheureuse Vierge Marie “Mère de l’Eglise, c’est-à-dire Mère de tout le peuple chrétien, aussi bien des fidèles que des Pasteurs, qui l’appellent Mère très aimable”, et a établi que “le peuple chrétien tout entier honore toujours et de plus en plus la Mère de Dieu par ce nom très doux”.

Le Siège apostolique a ainsi proposé, à l’occasion de l’Année Sainte de la Réconciliation (1975), une messe votive en l’honneur de la bienheureuse Marie Mère de l’Eglise, insérée par la suite dans le Missel Romain; il a aussi accordé la faculté d’ajouter l’invocation de ce titre dans les Litanies Laurétanes (1980) et il a publié d’autres formules dans le recueil des messes de la bienheureuse Vierge Marie (1986). Pour certaines nations, diocèses et familles religieuses qui en ont fait la demande, il a concédé d’ajouter cette célébration dans leur Calendrier particulier.

Le Souverain Pontife François, considérant avec attention comment la promotion de cette dévotion peut favoriser, chez les Pasteurs, les religieux et les fidèles, la croissance du sens maternel de l’Eglise et de la vraie piété mariale, a décidé que la mémoire de la bienheureuse Vierge Marie, Mère de l’Eglise, soit inscrite dans le Calendrier Romain le lundi de la Pentecôte, et célébrée chaque année.

Cette célébration nous aidera à nous rappeler que la vie chrétienne, pour croître, doit être ancrée au mystère de la Croix, à l’oblation du Christ dans le banquet eucharistique et à la Vierge offrante, Mère du Rédempteur et de tous les rachetés.

Une telle mémoire devra donc apparaître dans tous les Calendriers et les Livres liturgiques pour la célébration de la Messe et de la Liturgie des Heures; les textes liturgiques nécessaires à ces célébrations sont joints à ce décret et leurs traductions, approuvées par les Conférences Episcopales, seront publiées après la confirmation de ce Dicastère.

Là où la célébration de la bienheureuse Vierge Marie, Mère de l’Eglise, est déjà célébrée, selon les normes du droit particulier approuvé, à un jour différent avec un degré liturgique supérieur, même dans le futur, peut être célébrée de la même manière.

Nonobstant toutes choses contraires.

Du siège de la Congrégation pour le Culte Divin et la Discipline des Sacrements, le 11 février 2018, en la mémoire de la bienheureuse Vierge Marie de Lourdes.

Robert Cardinal Sarah
Préfet

+ Arthur Roche
Archevêque Secrétaire

[00350-FR.01] [Texte original: Latin]

Traduzione in lingua inglese

CONGREGATIO DE CULTO DIVINO ET DISCIPLINA SACRAMENTORUM

DECREE
on the celebration
of the Blessed Virgin Mary
Mother of the Church
in the General Roman Calendar

The joyous veneration given to the Mother of God by the contemporary Church, in light of reflection on the mystery of Christ and on his nature, cannot ignore the figure of a woman (cf. Gal 4:4), the Virgin Mary, who is both the Mother of Christ and Mother of the Church.

In some ways this was already present in the mind of the Church from the premonitory words of Saint Augustine and Saint Leo the Great. In fact the former says that Mary is the mother of the members of Christ, because with charity she cooperated in the rebirth of the faithful into the Church, while the latter says that the birth of the Head is also the birth of the body, thus indicating that Mary is at once Mother of Christ, the Son of God, and mother of the members of his Mystical Body, which is the Church. These considerations derive from the divine motherhood of Mary and from her intimate union in the work of the Redeemer, which culminated at the hour of the cross.

Indeed, the Mother standing beneath the cross (cf. Jn 19:25), accepted her Son’s testament of love and welcomed all people in the person of the beloved disciple as sons and daughters to be reborn unto life eternal. She thus became the tender Mother of the Church which Christ begot on the cross handing on the Spirit. Christ, in turn, in the beloved disciple, chose all disciples as ministers of his love towards his Mother, entrusting her to them so that they might welcome her with filial affection.

As a caring guide to the emerging Church Mary had already begun her mission in the Upper Room, praying with the Apostles while awaiting the coming of the Holy Spirit (cf. Acts 1:14). In this sense, in the course of the centuries, Christian piety has honoured Mary with various titles, in many ways equivalent, such as Mother of Disciples, of the Faithful, of Believers, of all those who are reborn in Christ; and also as “Mother of the Church” as is used in the texts of spiritual authors as well as in the Magisterium of Popes Benedict XIV and Leo XIII.

Thus the foundation is clearly established by which Blessed Paul VI, on 21 November 1964, at the conclusion of the Third Session of the Second Vatican Council, declared the Blessed Virgin Mary as “Mother of the Church, that is to say of all Christian people, the faithful as well as the pastors, who call her the most loving Mother” and established that “the Mother of God should be further honoured and invoked by the entire Christian people by this tenderest of titles”.

Therefore the Apostolic See on the occasion of the Holy Year of Reconciliation (1975), proposed a votive Mass in honour of Beata Maria Ecclesiæ Matre, which was subsequently inserted into the Roman Missal. The Holy See also granted the faculty to add the invocation of this title in the Litany of Loreto (1980) and published other formularies in the Collection of Masses of the Blessed Virgin Mary (1986). Some countries, dioceses and religious families who petitioned the Holy See were allowed to add this celebration to their particular calendars.

Having attentively considered how greatly the promotion of this devotion might encourage the growth of the maternal sense of the Church in the pastors, religious and faithful, as well as a growth of genuine Marian piety, Pope Francis has decreed that the Memorial of the Blessed Virgin Mary, Mother of the Church, should be inscribed in the Roman Calendar on the Monday after Pentecost and be now celebrated every year.

This celebration will help us to remember that growth in the Christian life must be anchored to the Mystery of the Cross, to the oblation of Christ in the Eucharistic Banquet and to the Mother of the Redeemer and Mother of the Redeemed, the Virgin who makes her offering to God.

The Memorial therefore is to appear in all Calendars and liturgical books for the celebration of Mass and of the Liturgy of the Hours. The relative liturgical texts are attached to this decree and their translations, prepared and approved by the Episcopal Conferences, will be published after confirmation by this Dicastery.

Where the celebration of the Blessed Virgin Mary, Mother of the Church, is already celebrated on a day with a higher liturgical rank, approved according to the norm of particular law, in the future it may continue to be celebrated in the same way.

Anything to the contrary notwithstanding.

From the Congregation of Divine Worship and the Discipline of the Sacraments, 11 February 2018, the memorial of the Blessed Virgin Mary of Lourdes.

Robert Card. Sarah
Prefect

+ Arthur Roche
Archbishop Secretary

[00350-EN.01] [Original text: Latin]

Traduzione in lingua tedesca

KONGREGATION FÜR DEN GOTTESDIENST UND DIE SAKRAMENTENORDNUNG

DEKRET
über die Feier der seligen Jungfrau Maria,
Mutter der Kirche,
im Römischen Generalkalender

Die freudige Verehrung der Mutter Gottes in der Kirche unserer Tage kann bei der Betrachtung des Geheimnisses Christi und des Wesens der Kirche die Frauengestalt (vgl. Gal 4,4) nicht vergessen, die Jungfrau Maria, die zugleich Christi Mutter und Mutter der Kirche ist.

Dies war im kirchlichen Denken gewissermaßen schon gegenwärtig in den vorwegnehmenden Worten des heiligen Augustinus und des heiligen Leo des Großen. Der erste sagt, dass Maria die Mutter der Glieder Christi ist, da sie mit ihrer Liebe mitgewirkt hat an der Wiedergeburt der Gläubigen in der Kirche. Indem der andere sagt, die Geburt des Hauptes sei auch die Geburt des Leibes, zeigt er, dass Maria zugleich Mutter Christi, des Sohnes Gottes, und Mutter der Glieder des mystischen Leibes, also der Kirche, ist. Diese Überlegungen entspringen der göttlichen Mutterschaft Mariens und ihrer Verbindung mit dem Wirken des Erlösers, das in der Stunde des Kreuzes gipfelt.

Denn unter dem Kreuz Christi stehend (vgl. Joh 19,25) empfing die Mutter das Vermächtnis der Liebe ihres Sohnes, durch das sie alle Menschen, dargestellt im geliebten Jünger, als Söhne annahm, damit sie zum göttlichen Leben neu geschaffen würden. So wurde sie zur liebevollen Nährmutter der Kirche, die Christus am Kreuz den Geist aushauchend gebar. Christus wiederum erwählte im geliebten Jünger alle anderen als Vertreter seiner eigenen Liebe zur Mutter, denen er sie anvertraute, damit sie sie mit kindlicher Liebe ehren.

Als Trösterin und Lehrerin der werdenden Kirche übernahm Maria also ihre mütterliche Sendung im Abendmahlssaal, indem sie mit den Aposteln betete, die das Kommen des Heiligen Geistes erwarteten (vgl. Apg 1,14). In diesem Sinn ehrte die christliche Frömmigkeit im Lauf der Jahrhunderte Maria mit verschiedenen, gewissermaßen gleichbedeutenden Titeln als Mutter der Jünger, der Gläubigen, der Glaubenden, aller, die in Christus wiedergeboren werden, aber auch mit dem Titel „Mutter der Kirche“, der in den Texten geistlicher Schriftsteller und auch des Lehramts von Benedikt XIV. und Leo XIII. aufscheint.

Hieraus ergibt sich klar die Basis, auf der beim Abschluss der dritten Session des II. Vatikanischen Konzils der Selige Papst Paul VI. die selige Jungfrau Maria zur „Mutter der Kirche, das heißt zur Mutter des ganzen christlichen Volkes, seien es die Gläubigen, seien es die Hirten, die sie ihre geliebte liebendste Mutter nennen“ erklärte und verfügte, dass „mit diesem Titel das ganze christliche Volk von nun an noch größere Verehrung der Gottesmutter zuteilwerden lässt und ihre Bitten an sie richte“.

Deswegen hat der Heilige Stuhl, im Zugehen auf das Heilige Jahr der Versöhnung (1975) eine Votivmesse zu Ehren der Seligen Maria, Mutter der Kirche, vorgelegt, die danach in das Römische Messbuch eingefügt wurde; die Erlaubnis zur Einfügung einer Anrufung unter diesem Titel in der Lauretanischen Litanei gewährt (1980) und in der Sammlung von Marienmessen andere Formulare entworfen und veröffentlicht (1986). Einigen Nationen, Diözesen und Ordensfamilien, die darum baten, wurde bewilligt, diese Feier in ihren Eigenkalender einzufügen.

Nachdem Papst Franziskus sorgfältig erwogen hatte, wie sehr die Förderung dieser Verehrung dem Verständnis für die der Mutterschaft der Kirche bei Hirten, Ordensleuten und Gläubigen und der unverfälschten Marienfrömmigkeit noch mehr nutzen kann, entschied er, dass der Gedenktag der seligen Jungfrau Maria, Mutter der Kirche, in den Römischen Kalender am Montag nach Pfingsten einzutragen und jedes Jahr zu feiern ist.

Die Feier wird eine Hilfe sein, uns daran zu erinnern, dass das christliche Leben, um zu wachsen, im Geheimnis des Kreuzes verankert sein muss, in der Hingabe Christi im eucharistischen Mahl und in der opfernden Jungfrau, der Mutter des Erlösers und der Erlösten.

Dieser Gedenktag wird daher in allen Kalendern und liturgischen Büchern für die Feier der Messe und die Stundenliturgie einzufügen sein; die entsprechenden liturgischen Texte sind diesem Dekret beigefügt: ihre Übersetzungen sind durch die Bischofskonferenzen zu besorgen, zu approbieren und, nach Bestätigung durch dieses Dikasterium, zu veröffentlichen.

Wo jedoch die Feier der seligen Jungfrau Maria, Mutter der Kirche, gemäß approbierten Partikularrechts an einem anderen Tag mit höherem Rang begangen wird, kann diese auch in Zukunft in derselben Weise wie bisher gefeiert werden.

Ungeachtet gegenteiliger Bestimmungen.

Aus der Kongregation für den Gottesdienst und die Sakramentenordnung, am 11. Februar 2018, Gedenktag der seligen Jungfrau Maria von Lourdes.

Robert Card. Sarah
Präfekt

+ Arthur Roche
Erzbischof Sekretär

[00350-DE.01] [Originalsprache: Latein]

Traduzione in lingua spagnola

CONGREGATIO DE CULTO DIVINO ET DISCIPLINA SACRAMENTORUM

DECRETO
sobre la celebración de la bienaventurada Virgen María,
Madre de la Iglesia,
en el Calendario Romano General

La gozosa veneración otorgada a la Madre de Dios por la Iglesia en los tiempos actuales, a la luz de la reflexión sobre el misterio de Cristo y su naturaleza propia, no podía olvidar la figura de aquella Mujer (cf. Gál 4,4), la Virgen María, que es Madre de Cristo y, a la vez, Madre de la Iglesia.

Esto estaba ya de alguna manera presente en el sentir eclesial a partir de las palabras premonitorias de san Agustín y de san León Magno. El primero dice que María es madre de los miembros de Cristo, porque ha cooperado con su caridad a la regeneración de los fieles en la Iglesia; el otro, al decir que el nacimiento de la Cabeza es también el nacimiento del Cuerpo, indica que María es, al mismo tiempo, madre de Cristo, Hijo de Dios, y madre de los miembros de su cuerpo místico, es decir, la Iglesia. Estas consideraciones derivan de la maternidad divina de María y de su íntima unión a la obra del Redentor, culminada en la hora de la cruz.

En efecto, la Madre, que estaba junto a la cruz (cf. Jn 19, 25), aceptó el testamento de amor de su Hijo y acogió a todos los hombres, personificados en el discípulo amado, como hijos para regenerar a la vida divina, convirtiéndose en amorosa nodriza de la Iglesia que Cristo ha engendrado en la cruz, entregando el Espíritu. A su vez, en el discípulo amado, Cristo elige a todos los discípulos como herederos de su amor hacia la Madre, confiándosela para que la recibieran con afecto filial.

María, solícita guía de la Iglesia naciente, inició la propia misión materna ya en el cenáculo, orando con los Apóstoles en espera de la venida del Espíritu Santo (cf. Hch 1,14). Con este sentimiento, la piedad cristiana ha honrado a María, en el curso de los siglos, con los títulos, de alguna manera equivalentes, de Madre de los discípulos, de los fieles, de los creyentes, de todos los que renacen en Cristo y también «Madre de la Iglesia», como aparece en textos de algunos autores espirituales e incluso en el magisterio de Benedicto XIV y León XIII.

De todo esto resulta claro en qué se fundamentó el beato Pablo VI, el 21 de noviembre de 1964, como conclusión de la tercera sesión del Concilio Vaticano II, para declarar va la bienaventurada Virgen María «Madre de la Iglesia, es decir, Madre de todo el pueblo de Dios, tanto de los fieles como de los pastores que la llaman Madre amorosa», y estableció que «de ahora en adelante la Madre de Dios sea honrada por todo el pueblo cristiano con este gratísimo título».

Por lo tanto, la Sede Apostólica, especialmente después de haber propuesto una misa votiva en honor de la bienaventurada María, Madre de la Iglesia, con ocasión del Año Santo de la Redención (1975), incluida posteriormente en el Misal Romano, concedió también la facultad de añadir la invocación de este título en las Letanías Lauretanas (1980) y publicó otros formularios en el compendio de las misas de la bienaventurada Virgen María (1986); y concedió añadir esta celebración en el calendario particular de algunas naciones, diócesis y familias religiosas que lo pedían.

El Sumo Pontífice Francisco, considerando atentamente que la promoción de esta devoción puede incrementar el sentido materno de la Iglesia en los Pastores, en los religiosos y en los fieles, así como la genuina piedad mariana, ha establecido que la memoria de la bienaventurada Virgen María, Madre de la Iglesia, sea inscrita en el Calendario Romano el lunes después de Pentecostés y sea celebrada cada año.

Esta celebración nos ayudará a recordar que el crecimiento de la vida cristiana, debe fundamentarse en el misterio de la Cruz, en la ofrenda de Cristo en el banquete eucarístico, y en la Virgen oferente, Madre del Redentor y de los redimidos.

Por tanto, tal memoria deberá aparecer en todos los Calendarios y Libros litúrgicos para la celebración de la Misa y de la Liturgia de las Horas: los respectivos textos litúrgicos se adjuntan a este decreto y sus traducciones, aprobadas por las Conferencias Episcopales, serán publicadas después de ser confirmadas por este Dicasterio.

Donde la celebración de la bienaventurada Virgen María, Madre de la Iglesia, ya se celebra en un día diverso con un grado litúrgico más elevado, según el derecho particular aprobado, puede seguir celebrándose en el futuro del mismo modo.

Sin que obste nada en contrario.

En la sede de la Congregación para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos, a 11 de febrero de 2018, memoria de la bienaventurada Virgen María de Lourdes.

Robert Card. Sarah
Prefecto

+ Arthur Roche
Arzobispo Secretario

[00350-ES.01] [Texto original: Latino]

Traduzione in lingua portoghese

CONGREGATIO DE CULTO DIVINO ET DISCIPLINA SACRAMENTORUM

DECRETO
Sobre a celebração
da bem-aventurada Virgem Maria,
Mãe da Igreja
no Calendário Romano Geral

A feliz veneração em honra à Mãe de Deus da Igreja contemporânea, à luz das reflexões sobre o mistério de Cristo e sobre a sua própria natureza, não poderia esquecer aquela figura de Mulher (cf. Gal. 4,4), a Virgem Maria, que é Mãe de Cristo e com Ele Mãe da Igreja.

De certa forma, este facto, já estava presente no modo próprio do sentir eclesial a partir das palavras premonitórias de Santo Agostinho e de São Leão Magno. De facto, o primeiro diz que Maria é a mãe dos membros de Cristo porque cooperou, com a sua caridade, ao renascimento dos fiéis na Igreja. O segundo, diz que o nascimento da Cabeça é, também, o nascimento do Corpo, o que indica que Maria é, ao mesmo tempo, mãe de Cristo, Filho de Deus, e mãe dos membros do seu corpo místico, isto é, da Igreja. Estas considerações derivam da maternidade divina de Maria e da sua íntima união à obra do Redentor, que culminou na hora da cruz.

A Mãe, que estava junto à cruz (cf. Jo 19, 25), aceitou o testamento do amor do seu Filho e acolheu todos os homens, personificado no discípulo amado, como filhos a regenerar à vida divina, tornando-se a amorosa Mãe da Igreja, que Cristo gerou na cruz, dando o Espírito. Por sua vez, no discípulo amado, Cristo elegeu todos os discípulos como herdeiros do seu amor para com a Mãe, confiando-a a eles para que estes a acolhessem com amor filial.

Dedicada guia da Igreja nascente, Maria iniciou, portanto, a própria missão materna já no cenáculo, rezando com os Apóstolos na expectativa da vinda do Espírito Santo (cf. Act 1, 14). Ao longo dos séculos, por este modo de sentir, a piedade cristã honrou Maria com os títulos, de certo modo equivalentes, de Mãe dos discípulos, dos fiéis, dos crentes, de todos aqueles que renascem em Cristo e, também, “Mãe da Igreja”, como aparece nos textos dos autores espirituais assim como nos do magistério de Bento XIV e Leão XIII.

Assim, resulta claramente, sobre qual fundamento o beato papa Paulo VI, a 21 de Novembro de 1964, por ocasião do encerramento da terça sessão do Concílio Vaticano II, declarou a bem-aventurada Virgem Maria “Mãe da Igreja, isto é, de todo o Povo de Deus, tanto dos fiéis como dos pastores, que lhe chamam Mãe amorosíssima” e estabeleceu que “com este título suavíssimo seja a Mãe de Deus doravante honrada e invocada por todo o povo cristão”.

A Sé Apostólica, por ocasião do Ano Santo da Reconciliação (1975), propôs uma missa votiva em honra de Santa Maria, Mãe da Igreja, que foi inserida no Missal Romano. A mesma deu a possibilidade de acrescentar a invocação deste título na Ladaínha Lauretana (1980), e publicou outros formulários na Colectânea de Missas da Virgem Santa Maria (1986). Para algumas nações e famílias religiosas que pediram, concedeu a possibilidade de acrescentar esta celebração no seu Calendário particular.

O Sumo Pontífice Francisco, considerando atentamente quanto a promoção desta devoção possa favorecer o crescimento do sentido materno da Igreja nos Pastores, nos religiosos e nos fiéis, como, também, da genuína piedade mariana, estabeleceu que esta memória da bem-aventurada Virgem Maria, Mãe da Igreja, seja inscrita no Calendário Romano na Segunda-feira depois do Pentecostes, e que seja celebrada todos os anos.

Esta celebração ajudará a lembrar que a vida cristã, para crescer, deve ser ancorada no mistério da Cruz, na oblação de Cristo no convite eucarístico e na Virgem oferente, Mãe do Redentor e dos redimidos.

Esta memória deverá, pois aparecer, em todos os Calendário e Livros Litúrgicos para a celebração da Missa e da Liturgia das Horas. Os respectivos textos litúrgicos são apresentados em anexo a este decreto, e a sua tradução, aprovada pelas Conferências Episcopais, serão publicados depois da confirmação por parte deste Dicastério.

Onde a celebração da bem-aventurada Virgem Maria, Mãe da Igreja, por norma do direito particular aprovado, já se celebra num dia diferente com grau litúrgico mais elevado, pode continuar a ser celebrada desse modo.

Nada obste em contrário.

Sede da Congregação para o Culto Divino e Disciplina dos Sacramentos,11 de Fevereiro de 2018, memória da bem-aventurada Virgem Maria de Lurdes.

Robert Card. Sarah
Prefeito

+ Arthur Roche
Arcebispo Secretário

[00350-PO.01] [Texto original: Latino]

Commento al Decreto del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

Testo in lingua italiana

Traduzione in lingua francese

Traduzione in lingua inglese

Traduzione in lingua tedesca

Traduzione in lingua spagnola

Traduzione in lingua portoghese

Testo in lingua italiana

La memoria di Maria “Madre della Chiesa”

In attuazione della decisione di Papa Francesco, con decreto del giorno 11 febbraio 2018, centosessantesimo anniversario della prima apparizione della Vergine a Lourdes, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha disposto l’iscrizione della memoria della “Beata Vergine Maria Madre della Chiesa” nel Calendario Romano Generale. In allegato al decreto sono stati resi noti i relativi testi liturgici, in latino, per la Messa, l’Ufficio Divino e il Martirologio Romano. Le Conferenze Episcopali provvederanno ad approvare la traduzione dei testi che servono, e dopo la conferma, a pubblicarli nei libri liturgici di loro giurisdizione.

Il motivo della celebrazione è brevemente descritto nello stesso decreto, che ricorda l’avvenuta maturazione della venerazione liturgica riservata a Maria a seguito di una migliore comprensione della sua presenza “nel mistero di Cristo e della Chiesa”, come ha spiegato il capitolo VIII della Lumen gentium del Concilio Vaticano II. A ragion veduta, infatti, nel promulgare questa costituzione conciliare, il 21 novembre 1964, il beato Paolo VI volle solennemente riconoscere a Maria il titolo di “Madre della Chiesa”. Il sentire del popolo cristiano, in due millenni di storia, aveva in vario modo colto il legame filiale che unisce strettamente i discepoli di Cristo alla sua santissima Madre. Di tale legame ne dà esplicita testimonianza l’evangelista Giovanni, riportando il testamento di Gesù morente in croce (cf. Gv 19, 26-27). Dopo aver consegnato la propria Madre ai discepoli e questi alla Madre, “sapendo che ormai tutto era compiuto”, morendo Gesù “consegna lo spirito” in vista della vita della Chiesa, suo mistico corpo: infatti, “dal fianco di Cristo addormentato sulla Croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa” (Sacrosanctum Concilium, n. 5).

L’acqua e il sangue sgorgati dal cuore di Cristo sulla croce, segno della totalità della sua offerta redentiva, continuano sacramentalmente a dar vita alla Chiesa attraverso il Battesimo e l’Eucaristia. In questa mirabile comunione, sempre da alimentare tra il Redentore e i redenti, Maria santissima ha la sua missione materna da svolgere. Lo ricorda il brano evangelico di Gv 19, 25-34 indicato nella messa della nuova memoria, già indicato - insieme alle letture di Gen 3 e di At 1, -, nella messa votiva “de sancta Maria Ecclesiae Matre” approvata dalla Congregazione per il Culto Divino nel 1973, in vista dell’Anno Santo della Riconciliazione del 1975 (cf. Notitiae 1973, pp. 382-383).

La commemorazione liturgica della maternità ecclesiale di Maria aveva quindi trovato posto, tra le messe votive, nell’editio altera del Missale Romanum del 1975. Poi, durante il pontificato di san Giovanni Paolo II vi fu la possibilità, concessa alle Conferenze Episcopali, di aggiungere il titolo di “Madre della Chiesa” nelle Litanie lauretane (cf. Notitiae 1980, p. 159); e in occasione dell’anno mariano, la Congregazione per il Culto Divino pubblicò altri formulari di messe votive sotto il titolo di Maria Madre e immagine della Chiesa nella Collectio missarum de Beata Maria Virgine. Era stato anche approvato, nel corso degli anni, l’inserimento della celebrazione della “Madre della Chiesa” nel Calendario proprio di alcuni Paesi, come la Polonia e l’Argentina, il Lunedì dopo Pentecoste; in altre date era stata iscritta in luoghi peculiari come la Basilica di San Pietro, dove avvenne la proclamazione del titolo da parte di Paolo VI, come altresì nei Propri di Ordini e Congregazioni religiose.

Considerando l’importanza del mistero della maternità spirituale di Maria, che dall’attesa dello Spirito a Pentecoste (cf. At 1, 14), non ha mai smesso di prendersi maternamente cura della Chiesa pellegrina nel tempo, Papa Francesco ha stabilito che, il Lunedì dopo Pentecoste, la memoria di Maria Madre della Chiesa sia obbligatoria per tutta la Chiesa di Rito Romano. E’ evidente il nesso tra la vitalità della Chiesa della Pentecoste e la sollecitudine materna di Maria nei suoi confronti. Nei testi della Messa e dell’Ufficio il testo di At 1,12-14 illumina la celebrazione liturgica, come anche Gen 3, 9-15.20, letto alla luce della tipologia della nuova Eva, costituita “Mater omnium viventium” sotto la croce del Figlio Redentore del mondo.

L’auspicio è che questa celebrazione, estesa a tutta la Chiesa, ricordi a tutti i discepoli di Cristo che, se vogliamo crescere e riempirci dell’amore di Dio, bisogna radicare la nostra vita su tre realtà: la Croce, l’Ostia e la Vergine – Crux, Hostia et Virgo. Questi sono i tre misteri che Dio ha donato al mondo per strutturare, fecondare, santificare la nostra vita interiore e per condurci verso Gesù Cristo. Sono tre misteri da contemplare in silenzio (R. Sarah, La forza del silenzio, n. 57).

Robert Card. Sarah
Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

[00351-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Traduzione in lingua francese

La mémoire de Marie “Mère de l’Eglise”

En application de la décision du Pape François, avec décret du 11 février 2018, cent-soixantième anniversaire de la première apparition de la Vierge à Lourdes, la Congrégation pour le Culte Divin et la Discipline des Sacrements a disposé l’inscription de la mémoire de la «Bienheureuse Vierge Marie Mère de l’Eglise» dans le Calendrier Romain Général. Avec le décret on indique les textes liturgiques relatifs à la célébration, en latin, de la Messe, de l’Office Divin ainsi que pour le Martyrologe Romain. Les Conférences Episcopales devront approuver la traduction de ces textes et, après la confirmation par le Dicastère, les publier dans les livres liturgiques de leur juridiction.

Le motif de la célébration est décrit brièvement dans le décret lui-même, rappelant le progrès réalisé dans la vénération liturgique réservée à la Vierge Marie, suite à une meilleure compréhension de sa présence «dans le mystère du Christ et de l’Eglise», comme l’a expliqué le chapitre VIII de la Lumen gentium du Concile Vatican II. A juste titre, en effet, au moment de promulguer cette constitution conciliaire, le 21 novembre 1964, le bienheureux Paul VI a voulu reconnaître à Marie solennellement le titre de «Mère de l’Eglise». Le peuple chrétien, en deux mille ans d’histoire, avait compris de plusieurs manières le lien filial qui unit étroitement les disciples du Christ à sa très sainte Mère. L’Evangéliste Jean rend un témoignage explicite à ce lien, en rapportant le testament de Jésus mourant sur la croix (cf. Jn 19, 26-27). Après avoir donné sa propre Mère aux disciples et ceux-ci à sa Mère, «sachant que tout était accompli», Jésus mourant «rend l’esprit» pour la vie de l’Eglise, son corps mystique. En effet, «c’est du côté du Christ endormi sur la croix qu’est né l’admirable sacrement de l’Église tout entière» (Sacrosanctum Concilium, n. 5).

L’eau et le sang qui ont jailli du cœur du Christ sur la croix, signe de la totalité de son offrande rédemptrice, continuent sacramentellement à donner vie à l’Eglise à travers le Baptême et l’Eucharistie. Dans cette communion admirable, qui doit toujours être alimentée entre le Rédempteur et les rachetés, la très sainte Vierge Marie a sa mission maternelle à accomplir. Ceci est rappelé par le passage évangélique de Jn 19, 25-34 choisi pour la messe de la nouvelle mémoire. Ce texte était déjà mentionné – avec les lectures de Gn 3 et de Ac 1, -, dans la messe votive «de sancta Maria Ecclesiæ Matre» approuvée par la Congrégation pour le Culte Divin en 1973, en vue de l’Année Sainte de la Réconciliation de 1975 (cf. Notitiæ 1973, pp. 382-383).

La commémoration liturgique de la maternité ecclésiale de Marie avait donc trouvé place, parmi les messes votives, dans l’editio altera du Missale Romanum de 1975. Puis, durant le pontificat de saint Jean Paul II, on a donné la possibilité aux Conférences Episcopales d’ajouter le titre de «Mère de l’Eglise» dans les Litanies Laurétanes (cf. Notitiæ 1980, p. 159). Aussi, à l’occasion de l’Année mariale, la Congrégation pour le Culte Divin a publié d’autres formulaires de messes votives sous le titre de Marie Mère et Image de l’Eglise dans la Collectio missarum de Beata Maria Virgine. Au cours des années, l’insertion de la célébration de la «Mère de l’Eglise» dans le Calendrier propre de certains Pays, comme la Pologne et l’Argentine, le lundi après la Pentecôte, avait été approuvée. La même célébration avait été inscrite à d’autres dates pour des lieux particuliers comme la Basilique de Saint-Pierre, où avait eu lieu la proclamation de ce titre par Paul VI; il en est de même pour les Propres de certains Ordres et Congrégations religieuses.

En considérant l’importance du mystère de la maternité spirituelle de Marie qui, dans l’attente de l’Esprit Saint à la Pentecôte (cf. Ac 1, 14), n’a jamais cessé de prendre soin maternellement de l’Eglise pèlerine dans le temps, le Pape François a décidé que, le lundi après la Pentecôte, la mémoire de Marie Mère de l’Eglise soit obligatoire pour toute l’Eglise de Rite Romain. Le lien entre la vitalité de l’Eglise de la Pentecôte et la sollicitude maternelle de Marie à son égard est évident. Dans les textes de la Messe et de l’Office divin, le passage de Ac 1, 12-14, comme aussi celui de Gn 3, 9-15.20, lu à la lumière de la typologie de la nouvelle Eve, constituée «Mater omnium viventium» au pied de la croix du Fils Rédempteur du monde, éclaire la célébration liturgique.

Le vœu est que cette célébration, étendue à toute l’Eglise, rappelle à tous les disciples du Christ que,si nous voulons grandir et être remplis de l’amour de Dieu, il faut planter notre vie sur trois grandes réalités- la Croix, l’hostie et la Vierge: crux, hostia et virgo… Ce sont trois mystères que Dieu a donnés au monde pour structurer, féconder, sanctifier notre vie intérieure et nous conduire vers Jésus. Ce sont trois mystères à contempler dans le silence (R. Sarah, La force du silence, n. 57).

Robert Card. Sarah
Préfet de la Congrégation pour le Culte Divin et la Discipline des Sacrements

[00351-FR.01] [Texte original: Italien]

Traduzione in lingua inglese

The Memorial of Mary “Mother of the Church”

With a Decree dated 11 February 2018, the 160th anniversary of the first apparition of the Virgin at Lourdes, the Congregation for Divine Worship and the Discipline of the Sacraments implements the decision of Pope Francis, requiring that the Memorial of the “Blessed Virgin Mary Mother of the Church” be inscribed in the General Roman Calendar. Attached to the Decree are the relevant liturgical texts in Latin for the Mass, the Liturgy of the Hours and the Roman Martyrology. The Episcopal Conferences will approve the translation of the texts they need and, after receiving their confirmation, will publish them in the liturgical books for their jurisdiction.

The new celebration is briefly described in the Decree itself which recalls the eventual maturation of liturgical veneration given to Mary following a better understanding of her presence “in the mystery of Christ and of the Church”, as explained in Chapter 7 of Vatican II’s Lumen gentium. Indeed, with good reason, in promulgating this Conciliar Constitution on 21 November 1964, Blessed Paul VI wished to solemnly bestow the title “Mother of the Church” upon Mary. The feeling of Christian people through two millennia of history has cultivated the filial bond which inseparably binds the disciples of Christ to his Blessed Mother in various ways. John the Evangelist gives explicit witness to such a bond when he reports the testament of Jesus dying on the Cross (cf. Jn 19:26-27). Having given his Mother to the disciples and the disciples to his Mother, “knowing that all was now finished”, the dying Jesus “gave up his spirit” for the life of the Church, his Mystical Body: indeed it was “from the side of Christ as He slept the sleep of death upon the Cross that there came forth the wondrous sacrament of the whole Church” (Sacrosanctum Concilium, n.5).

The water and blood which flowed from the heart of Christ on the Cross as a sign of the totality of his redemptive offering, continue to give life to the Church sacramentally through Baptism and the Eucharist. In this wonderful communion between the Redeemer and the redeemed, which always needs to be nourished, Blessed Mary has her maternal mission to carry out. This is recalled in the gospel passage of John 19:25-31 which is recommended for the Mass of the new Memorial, which had already been indicated, together with readings form Genesis 3 and Acts 1, in the Votive Mass “de sancta Maria Ecclesiæ Matre”, approved by the Congregation for Divine Worship in 1973 in view of the upcoming Holy Year of Reconciliation of 1975 (cf. Notitiæ 1973, pp. 382-383).

The liturgical commemoration of the ecclesial motherhood of Mary had thus already found a place among the Votive Masses of the editio altera of the Missale Romanum of 1975. Then, during the pontificate of Saint John Paul II, the possibility was granted to Episcopal Conferences of adding the title “Mother of the Church” to the Litany of Loreto (cf. Notitiae 1980, p. 159); and on the occasion of the Marian Year the Congregation for Divine Worship published other Mass formularies for Votive Masses under the title of “Mary, Mother and Image of the Church” in the Collectio missarum de Beata Maria Virgine. In the course of the years the insertion of the celebration “Mother of the Church” into the proper calendars of some countries, such as Poland and Argentina, on the Monday after Pentecost was also approved. In other cases the celebration was inscribed in particular places such as Saint Peter’s Basilica, where Blessed Paul VI proclaimed the title, as well as in the Propers of Religious Orders and Congregations.

Given the importance of the mystery of Mary’s spiritual motherhood, which from the awaiting of the Spirit at Pentecost has never ceased to take motherly care of the pilgrim Church on earth, Pope Francis has decreed that on the Monday after Pentecost the Memorial of Mary Mother of the Church should be obligatory for the whole Church of the Roman Rite. The connection between the vitality of the Church of Pentecost and the maternal care of Mary towards it is evident. In the texts of the Mass and Office the text of Acts 1:12-14 throws light on the liturgical celebration, as does Genesis 3:9-15,20, read in the light of the typology of the New Eve, who became the “Mater omnium viventium” under the Cross of her Son, the Redeemer of the world.

The hope is that the extension of this celebration to the whole Church will remind all Christ’s disciples that, if we want to grow and to be filled with the love of God, it is necessary to plant our life firmly on three great realities: the Cross, the Eucharist, and the Mother of God. These are three mysteries that God gave to the world in order to structure, fructify, and sanctify our interior life and lead us to Jesus. These three mysteries are to be contemplated in silence. (cf. R. Sarah, The Power of Silence, n.57).

Robert Card. Sarah
Prefect of the Congregation for Divine Worship and the Discipline of the Sacraments

[00351-EN.01] [Original text: Italian]

Traduzione in lingua tedesca

Der Gedenktag Mariens „Mutter der Kirche“

In der Umsetzung der Entscheidung von Papst Franziskus, mit dem Dekret vom 11. Februar 2018, dem 160. Jahrestag der ersten Erscheinung der Jungfrau in Lourdes, hat die Kongregation für den Gottesdienst und die Sakramentenordnung die Einschreibung des Gedenktages der „seligen Jungfrau Maria Mutter der Kirche“ in den Römischen Generalkalender angeordnet. Im Anhang an das Dekret sind die entsprechenden liturgischen Texte in Latein für die Messe, das Stundengebet und das Martyrologium Romanum enthalten. Die Bischofskonferenzen mögen für die Übersetzung der entsprechenden Texte sorgen, diese approbieren und nach der Bestätigung in den liturgischen Büchern ihres Jurisdiktionsbereiches veröffentlichen.

Das Motiv der Feier ist im selben Dekret kurz beschrieben. Dieses erinnert an die bisher erreichte Reife der liturgischen Verehrung Mariens im Zug eines besseren Verständnisses ihrer Gegenwart „im Geheimnis Christi und der Kirche“, wie es im VIII. Kapitel von Lumen gentium des II. Vatikanischen Konzils erläutert ist. Mit guten Grund wollte der selige Papst Paul VI., in der Verkündigung dieser Apostolischen Konstitution am 21. November 1964, feierlich Maria den Titel „Mutter der Kirche“ zuerkennen. In zweitausend Jahren Geschichte hatte die Empfindung des christlichen Volkes in verschiedener Weise die kindliche Verbindung erfasst, die die Jünger Christi mit der heiligsten Mutter eng vereint. Von dieser Verbindung gibt der Evangelist Johannes ausdrücklich Zeugnis, als er über das Vermächtnis des sterbenden Christus am Kreuz berichtet (vgl. Joh, 19,26-27). Nachdem er die eigene Mutter den Jüngern anvertraut hat, und zugleich die Jünger der Mutter, hauchte der sterbende Christus im Bewusstsein, dass „alles erfüllt war“, „den Geist“ dem Leben der Kirche ein, die sein mystischer Leib ist: denn „aus der Seite des am Kreuz entschlafenen Christus ist das wunderbare Geheimnis der ganzen Kirche hervorgegangen“ (Sacrosanctum Concilium, Nr. 5)

Das Wasser und das Blut fließen aus dem Herzen Christi am Kreuz hervor, vollkommenes Zeichen seiner erlösenden Hingabe, und flößen über die Taufe und die Eucharistie der Kirche weiterhin sakramental Leben ein. In dieser geheimnisvollen Gemeinschaft, die sich zwischen dem Erlöser und den Erlösten immer von neuem fortsetzen muss, hat die heiligste Maria ihre mütterliche Sendung zu erfüllen. Daran erinnert der Abschnitt des Evangeliums von Joh 19,25-34, der der Messe des neuen Gedenktages eingefügt ist. Dieser Abschnitt wurde bereits im Jahr 1973 – zusammen mit den Lesungen Gen 3 und Apg 1 - der Votivmesse „de sancta Maria Ecclesiae Matre“ eingegliedert und von der Gottesdienstkongregation approbiert für das Heilige Jahr der Erlösung 1975 (vgl. Notitiae 1973, SS. 382-383).

So hatte das liturgische Gedenken der kirchlichen Mutterschaft Mariens bereits in den Votivmessen der Editio altera des Missale Romanum von 1975 Platz gefunden. Danach bestand im Pontifikat des heiligen Papstes Johannes Paul II. die den Bischofskonferenzen eingeräumte Möglichkeit, den Titel „Mutter der Kirche“ der lauretanischen Litanei hinzuzufügen (vgl. Notitiae 1980, S. 159); und anlässlich des Marianischen Jahres veröffentlichte die Gottesdienstkongregation weitere Formulare von Votivmessen unter dem Titel „Maria, Urbild und Mutter der Kirche“ in der Collectio missarum de Beata Maria Virgine. Darüber hinaus wurde im Lauf der Jahre die Feier der „Mutter der Kirche“ in die Eigenkalender einiger Länder - wie Polen und Argentinien - am Montag nach Pfingsten eingeschrieben; zu anderen Tagen war die Feier eingeschrieben an besonderen Orten wie der Petersbasilika, wo die Ausrufung des Titels durch Paul VI. erfolgte, ebenso wie in den Proprien von Ordensgemeinschaften.

Papst Franziskus hat beschlossen, dass für die gesamte Kirche des Römischen Ritus der Montag nach Pfingsten der gebotene Gedenktag Mariens, der Mutter der Kirche, ist. Er trägt damit der Bedeutung des Geheimnisses der geistlichen Mutterschaft Mariens Rechnung, die seit der Erwartung des Heiligen Geistes zu Pfingsten nie aufgehört hat, sich mütterlich der durch die Zeit pilgernden Kirche anzunehmen. Die Verbindung zwischen der Lebenskraft der Kirche zu Pfingsten und der mütterlichen Sorge Mariens für die Kirche tritt dadurch offen zutage. In den Texten der Messe und des Stundengebetes erleuchtet der Abschnitt aus Apg 1,12-14 die liturgische Feier, ebenso wie Gen 3,9-15.20. Beide müssen im Licht der Typologie der neuen Eva gelesen werden, die Maria unter dem Kreuz des Sohnes, des Erlösers der Welt, zur „Mater omnium viventium“ macht.

Der Wunsch ist es, dass diese Feier, die nunmehr auf die ganze Kirche ausgedehnt ist, alle Jünger Christi daran erinnern möge, dass wir wachsen und von der Liebe Gottes erfüllt werden, wenn wir unser Leben in drei Wirklichkeiten verwurzeln: Im Kreuz, im Opfer und in der Jungfrau – Crux, Hostia et Virgo. Dies sind die drei Geheimnisse, die Gott der Welt geschenkt hat, um unser Leben zu ordnen, zu befruchten und zu heiligen und uns zu Jesus Christus zu führen. Es sind drei Geheimnisse, die im Stillen zu betrachten sind (R. Sarah, Die Kraft der Stille, Nr. 57).

Robert Card. Sarah
Präfekt der Kongregation für den Gottesdienst und die Sakramentenordnung

[00351-DE.01] [Originalsprache: Italienisch]

Traduzione in lingua spagnola

La Memoria de María, “Madre de la Iglesia”

Por decisión del Papa Francisco, la Congregación para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos ha ordenado la inscripción de la memoria de la “Bienaventurada Virgen María Madre de la Iglesia” en el Calendario Romano General, con decreto del día 11 de febrero de 2018, ciento sesenta aniversario de la primera aparición de la Virgen en Lourdes. Se adjuntan al decreto los respectivos textos litúrgicos, en latín, para la Misa, el Oficio Divino y el Martirologio Romano. Las Conferencias Episcopales tendrán que aprobar la traducción de los textos necesarios y, después de ser confirmados, publicarlos en los libros litúrgicos de su jurisdicción.

El motivo de la celebración es descrito brevemente en el mismo decreto, que recuerda la madurada veneración litúrgica a María tras una mejor comprensión de su presencia “en el misterio de Cristo y de la Iglesia”, como ha explicado el capítulo VIII de la Lumen Gentium del Concilio Vaticano II. De hecho, el beato Pablo VI, al promulgar esta constitución conciliar el 21 de noviembre de 1964, quiso conceder solemnemente a María el título de “Madre de la Iglesia”. El sentir del pueblo cristiano, en los dos mil años de historia, había acogido, de diverso modo, el vínculo filial que une estrechamente a los discípulos de Cristo con su Santísima Madre. De tal vínculo da testimonio explícito el evangelista Juan, cuando habla del testamento de Jesús muriendo en la cruz (cf. Jn 19,26-27). Después de haber entregado su Madre a los discípulos y éstos a la Madre, “sabiendo que ya estaba todo cumplido”, al morir Jesús “entregó su espíritu” para la vida de la Iglesia, su cuerpo místico: pues, “del costado de Cristo dormido en la cruz nació el sacramento admirable de la Iglesia entera” (Sacrosanctum Concilium, n. 5).

El agua y la sangre que brotaron del corazón de Cristo en la cruz, signo de la totalidad de su ofrenda redentora, continúan sacramentalmente dando vida a la Iglesia mediante el Bautismo y la Eucaristía. María santísima tiene que realizar su misión materna en esta admirable comunión, que se ha de potenciar siempre entre el Redentor y los redimidos. Lo recuerda el texto evangélico de Jn 19,25-34 señalado en la misa de la nueva memoria, ya indicado –junto con las lecturas de Gén 3 y Hch 1- en la misa votiva “de sancta Maria Ecclesiae Matre” aprobaba por la Congregación para el Culto Divino en 1973, para el Año Santo de la Reconciliación de 1975 (cf. Notitiae 1973, pp. 382-383).

La conmemoración litúrgica de la maternidad eclesial de María existía ya en las misas votivas de la editio altera del Missale Romanum de 1975. Después, en el pontificado de san Juan Pablo II existía la posibilidad, concedida a las Conferencias Episcopales, de añadir el título de “Madre de la Iglesia” a las Letanías lauretanas (cf. Notitiae 1980, p. 159); y, con ocasión del año mariano, la Congregación para el Culto Divino publicó otros formularios de misas votivas con el título de María Madre e imagen de la Iglesia en la Collectio missarum de Beata Maria Virgine. Se había aprobado también, a lo largo de los años, la inserción de la celebración de la “Madre de la Iglesia” en el Calendario propio de algunos países, como Polonia y Argentina, el lunes después de Pentecostés; y había sido inscrita en otras fechas tanto en lugares peculiares, como la Basílica de san Pedro, -donde se hizo la proclamación del título por parte de Pablo VI-, como también en los Propios de algunas Órdenes y Congregaciones religiosas.

El Papa Francisco, considerando la importancia del misterio de la maternidad espiritual de María, que desde la espera del Espíritu en Pentecostés (cf. Hch 1,14) no ha dejado jamás de cuidar maternalmente de la Iglesia, peregrina en el tiempo, ha establecido que, el lunes después de Pentecostés, la memoria de María Madre de la Iglesia sea obligatoria para toda la Iglesia de Rito Romano. Es evidente el nexo entre la vitalidad de la Iglesia de Pentecostés y la solicitud materna de María hacia ella. En los textos de la Misa y del Oficio, el texto de Hch 1,12-14 ilumina la celebración litúrgica, como también Gén 3,9-15.20, leído a la luz de la tipología de la nueva Eva, constituida “Mater omnium viventium” junto a la cruz del Hijo, Redentor del mundo.

Esperamos que esta celebración, extendida a toda la Iglesia, recuerde a todos los discípulos de Cristo que, si queremos crecer y llenarnos del amor de Dios, es necesario fundamentar nuestra vida en tres realidades: la Cruz, la Hostia y la Virgen –Crux, Hostia et Virgo. Estos son los tres misterios que Dios ha dado al mundo para ordenar, fecundar, santificar nuestra vida interior y para conducirnos hacia Jesucristo. Son tres misterios para contemplar en silencio (R. Sarah, La fuerza del silencio, n. 57).

Robert Card. Sarah
Prefecto de la Congregación para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos

[00351-ES.01] [Texto original: Italiano]

Traduzione in língua portoghese

A Memória de Maria “Mãe da Igreja”

Seguindo a decisão do Papa Francisco, por meio de Decreto do dia 11 de Fevereiro de 2018, centésimo sexagésimo aniversário da primeira aparição da Virgem em Lurdes, a Congregação do Culto Divino e da Disciplina dos Sacramentos, determinou a inscrição da Memória da “Bem-aventurada Virgem, Mãe da Igreja” no Calendário Romano Geral. Em anexo ao decreto foram apresentados, em latim, os respectivos textos litúrgicos, para a Missa, o Ofício Divino e para o Martirológio Romano. As Conferências Episcopais providenciarão a tradução e aprovação dos textos, que depois de confirmados, serão publicados nos livros litúrgicos da sua jurisdição.

O motivo da celebração está brevemente descrito no próprio decreto. O mesmo recorda que, a maturação da veneração litúrgica reservada a Maria vem no seguimento de uma melhor compreensão da sua presença “no mistério de Cristo e da Igreja”, como explicou o capítulo VIII da Lumen gentium do Concílio Vaticano II. De facto, a razão vem do momento em que se promulgou aquela Constituição conciliar, no dia 21 de Novembro de 1964, em que o Beato Paulo VI quis reconhecer solenemente a Maria o título de “Mãe da Igreja”. O sentir do povo cristão, em dois mil anos de história, acolheu de vários modos, o elo filial que une estreitamente os discípulos de Cristo à sua Santíssima Mãe. De tal união dá um testemunho explícito o Evangelista João, mencionando o testamento de Jesus morrendo na cruz (cf. Jo 19,26-27). Depois de ter entregue a própria Mãe aos discípulos e estes à Mãe, “sabendo que tudo se consumara”, morrendo, Jesus “entregou o espírito” tendo como fim a vida da Igreja, seu corpo místico: de facto, “do lado de Cristo adormecido na cruz nasceu o sacramento admirável de toda a Igreja” (Sacrosanctum Concilium, n. 5).

A água e o sangue jorrando do coração de Jesus sobre a cruz, sinal da totalidade da sua oferta redentora, continuam a dar vida à Igreja através do Baptismo e da Eucaristia. Nesta admirável comunhão, sempre a alimentar entre o Redentor e os redimidos, Maria Santíssima realiza a sua missão materna. Assim o lembra a passagem do Evangelho de João 19, 25-34, indicado para a missa da nova Memória já indicado – em conjunto com a leitura do livro do Génesis, capítulo três e dos Actos dos Apóstolos capítulo primeiro – na missa votiva de “Santa Maria, Mãe da Igreja” aprovada pela Congregação do Culto Divino, em 1973, tendo em vista o Ano Santo da Reconciliação de 1975 (cf. Notitiae 1973, pp. 382-383).

A comemoração litúrgica da maternidade eclesial de Maria encontrou, pois, um lugar entre as missas votivas, na editio altera do Missale Romanum de 1975. Posteriormente durante o pontificado de São João Paulo II deu-se a possibilidade, concedida às Conferências Episcopais, de acrescentar o titulo de “Mãe da Igreja” na Litania Lauretana (cf. Notitiae 1980, p. 159); e, por ocasião do ano mariano, a Congregação do Culto Divino publicou outros formulários de missas votivas sob o título de Maria Mãe e imagem da Igreja na Colectânea de Missas da Virgem Santa Maria. Tinha sido, também aprovado ao longo dos anos, o inserimento da celebração da “Mãe da Igreja” no Calendário Próprio de alguns países, como a Polónia e a Argentina, na Segunda-feira depois do Pentecostes; como, também, noutras datas, foi inscrita em lugares peculiares como na Basílica de São Pedro, que vêm da proclamação do título por parte de Paulo VI, como ainda, nos Próprios das Ordens e Congregações religiosas.

Considerando a importância do mistério da maternidade espiritual de Maria, que na espera do Espírito no Pentecostes (cf. Act 1, 14), nunca mais parou de ocupar-se e de curar maternalmente da Igreja peregrina no tempo, o Papa Francisco estabeleceu que na Segunda-feira depois do Pentecostes, a Memória de Maria Mãe da Igreja seja obrigatória para toda a Igreja de Rito Romano. Tornar-se evidente a ligação entre a vitalidade da Igreja do Pentecostes e a solicitude materna de Maria com a mesma. Nos textos da Missa e do Ofício, o texto dos Actos dos Apóstolos 1,12-24 ilumina a celebração litúrgica, como, também, o do Génesis 3, 9-15.20, lido à luz da tipologia da nova Eva, constituída “Mater omnium viventium” sob a cruz do Filho Redentor do mundo.

O desejo é que esta celebração, agora para toda a Igreja, recorde a todos os discípulos de Cristo que, se queremos crescer e enchermo-nos do amor de Deus, é preciso enraizar a nossa vida sobre três realidades: na Cruz, na Hóstia e na Virgem – Crux, Hostia et Virgo. Estes são os três mistérios que Deus deu ao mundo para estruturar, fecundar, santificar a nossa vida interior e para nos conduzir a Jesus Cristo. São três mistérios a contemplar no silêncio (cf. Cardeal Robert Sarah, A força do Silêncio, n. 57).

Robert Card. Sarah
Prefeito da Congregação do Culto Divino e da Disciplina dos Sacramentos

[00351-PO.01] [Texto original: Italiano]

[B0168-XX.01]