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L’UDIENZA GENERALE, 21.10.2009


L’UDIENZA GENERALE

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE  

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE  

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre ha incontrato gruppi di pellegrini e di fedeli giunti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa, continuando il ciclo di catechesi sui grandi Scrittori della Chiesa di Oriente e di Occidente del Medioevo, si è soffermato su San Bernardo di Chiaravalle.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica impartita insieme ai Vescovi presenti.

CATECHESI DEL SANTO PADRE IN LINGUA ITALIANA

Cari fratelli e sorelle,

oggi vorrei parlare su san Bernardo di Chiaravalle, chiamato "l’ultimo dei Padri" della Chiesa, perché nel XII secolo, ancora una volta, rinnovò e rese presente la grande teologia dei Padri. Non conosciamo in dettaglio gli anni della sua fanciullezza; sappiamo comunque che egli nacque nel 1090 a Fontaines in Francia, in una famiglia numerosa e discretamente agiata. Giovanetto, si prodigò nello studio delle cosiddette arti liberali – specialmente della grammatica, della retorica e della dialettica – presso la scuola dei Canonici della chiesa di Saint-Vorles, a Châtillon-sur-Seine e maturò lentamente la decisione di entrare nella vita religiosa. Intorno ai vent’anni entrò a Cîteaux, una fondazione monastica nuova, più agile rispetto agli antichi e venerabili monasteri di allora e, al tempo stesso, più rigorosa nella pratica dei consigli evangelici. Qualche anno più tardi, nel 1115, Bernardo venne inviato da santo Stefano Harding, terzo Abate di Cîteaux, a fondare il monastero di Chiaravalle (Clairvaux). Qui il giovane Abate, aveva solo venticinque anni, poté affinare la propria concezione della vita monastica, e impegnarsi nel tradurla in pratica. Guardando alla disciplina di altri monasteri, Bernardo richiamò con decisione la necessità di una vita sobria e misurata, nella mensa come negli indumenti e negli edifici monastici, raccomandando il sostentamento e la cura dei poveri. Intanto la comunità di Chiaravalle diventava sempre più numerosa, e moltiplicava le sue fondazioni.

In quegli stessi anni, prima del 1130, Bernardo avviò una vasta corrispondenza con molte persone, sia importanti che di modeste condizioni sociali. Alle tante Lettere di questo periodo bisogna aggiungere numerosi Sermoni, come anche Sentenze e Trattati. Sempre a questo tempo risale la grande amicizia di Bernardo con Guglielmo, Abate di Saint-Thierry, e con Guglielmo di Champeaux, figure tra le più importanti del XII secolo. Dal 1130 in poi, iniziò a occuparsi di non pochi e gravi questioni della Santa Sede e della Chiesa. Per tale motivo dovette sempre più spesso uscire dal suo monastero, e talvolta fuori dalla Francia. Fondò anche alcuni monasteri femminili, e fu protagonista di un vivace epistolario con Pietro il Venerabile, Abate di Cluny, sul quale ho parlato mercoledì scorso. Diresse soprattutto i suoi scritti polemici contro Abelardo, un grande pensatore che ha iniziato un nuovo modo di fare teologia, introducendo soprattutto il metodo dialettico-filosofico nella costruzione del pensiero teologico. Un altro fronte contro il quale Bernardo ha lottato è stata l’eresia dei Catari, che disprezzavano la materia e il corpo umano, disprezzando, di conseguenza, il Creatore. Egli, invece, si sentì in dovere di prendere le difese degli ebrei, condannando i sempre più diffusi rigurgiti di antisemitismo. Per quest’ultimo aspetto della sua azione apostolica, alcune decine di anni più tardi, Ephraim, rabbino di Bonn, indirizzò a Bernardo un vibrante omaggio. In quel medesimo periodo il santo Abate scrisse le sue opere più famose, come i celeberrimi Sermoni sul Cantico dei Cantici. Negli ultimi anni della sua vita – la sua morte sopravvenne nel 1153 – Bernardo dovette limitare i viaggi, senza peraltro interromperli del tutto. Ne approfittò per rivedere definitivamente il complesso delle Lettere, dei Sermoni e dei Trattati. Merita di essere menzionato un libro abbastanza particolare, che egli terminò proprio in questo periodo, nel 1145, quando un suo allievo, Bernardo Pignatelli, fu eletto Papa col nome di Eugenio III. In questa circostanza, Bernardo, in qualità di Padre spirituale, scrisse a questo suo figlio spirituale il testo De Consideratione, che contiene insegnamenti per poter essere un buon Papa. In questo libro, che rimane una lettura conveniente per i Papi di tutti i tempi, Bernardo non indica soltanto come fare bene il Papa, ma esprime anche una profonda visione del mistero della Chiesa e del mistero di Cristo, che si risolve, alla fine, nella contemplazione del mistero di Dio trino e uno: "Dovrebbe proseguire ancora la ricerca di questo Dio, che non è ancora abbastanza cercato", scrive il santo Abate "ma forse si può cercare meglio e trovare più facilmente con la preghiera che con la discussione. Mettiamo allora qui termine al libro, ma non alla ricerca" (XIV, 32: PL 182, 808), all’essere in cammino verso Dio.

Vorrei ora soffermarmi solo su due aspetti centrali della ricca dottrina di Bernardo: essi riguardano Gesù Cristo e Maria santissima, sua Madre. La sua sollecitudine per l’intima e vitale partecipazione del cristiano all’amore di Dio in Gesù Cristo non porta orientamenti nuovi nello statuto scientifico della teologia. Ma, in maniera più che mai decisa, l’Abate di Clairvaux configura il teologo al contemplativo e al mistico. Solo Gesù – insiste Bernardo dinanzi ai complessi ragionamenti dialettici del suo tempo – solo Gesù è "miele alla bocca, cantico all’orecchio, giubilo nel cuore (mel in ore, in aure melos, in corde iubilum)". Viene proprio da qui il titolo, a lui attribuito dalla tradizione, di Doctor mellifluus: la sua lode di Gesù Cristo, infatti, "scorre come il miele". Nelle estenuanti battaglie tra nominalisti e realisti – due correnti filosofiche dell’epoca - l’Abate di Chiaravalle non si stanca di ripetere che uno solo è il nome che conta, quello di Gesù Nazareno. "Arido è ogni cibo dell’anima", confessa, "se non è irrorato con questo olio; insipido, se non è condito con questo sale. Quello che scrivi non ha sapore per me, se non vi avrò letto Gesù". E conclude: "Quando discuti o parli, nulla ha sapore per me, se non vi avrò sentito risuonare il nome di Gesù" (Sermones in Cantica Canticorum XV, 6: PL 183,847). Per Bernardo, infatti, la vera conoscenza di Dio consiste nell’esperienza personale, profonda di Gesù Cristo e del suo amore. E questo, cari fratelli e sorelle, vale per ogni cristiano: la fede è anzitutto incontro personale, intimo con Gesù, è fare esperienza della sua vicinanza, della sua amicizia, del suo amore, e solo così si impara a conoscerlo sempre di più, ad amarlo e seguirlo sempre più. Che questo possa avvenire per ciascuno di noi!

In un altro celebre Sermone nella domenica fra l’ottava dell’Assunzione, il santo Abate descrive in termini appassionati l’intima partecipazione di Maria al sacrificio redentore del Figlio. "O santa Madre, - egli esclama - veramente una spada ha trapassato la tua anima!... A tal punto la violenza del dolore ha trapassato la tua anima, che a ragione noi ti possiamo chiamare più che martire, perché in te la partecipazione alla passione del Figlio superò di molto nell’intensità le sofferenze fisiche del martirio" (14: PL 183,437-438). Bernardo non ha dubbi: "per Mariam ad Iesum", attraverso Maria siamo condotti a Gesù. Egli attesta con chiarezza la subordinazione di Maria a Gesù, secondo i fondamenti della mariologia tradizionale. Ma il corpo del Sermone documenta anche il posto privilegiato della Vergine nell’economia della salvezza, a seguito della particolarissima partecipazione della Madre (compassio) al sacrificio del Figlio. Non per nulla, un secolo e mezzo dopo la morte di Bernardo, Dante Alighieri, nell’ultimo canto della Divina Commedia, metterà sulle labbra del "Dottore mellifluo" la sublime preghiera a Maria: "Vergine Madre, figlia del tuo Figlio,/umile ed alta più che creatura,/termine fisso d’eterno consiglio, …" (Paradiso 33, vv. 1ss.).

Queste riflessioni, caratteristiche di un innamorato di Gesù e di Maria come san Bernardo, provocano ancor oggi in maniera salutare non solo i teologi, ma tutti i credenti. A volte si pretende di risolvere le questioni fondamentali su Dio, sull’uomo e sul mondo con le sole forze della ragione. San Bernardo, invece, solidamente fondato sulla Bibbia e sui Padri della Chiesa, ci ricorda che senza una profonda fede in Dio, alimentata dalla preghiera e dalla contemplazione, da un intimo rapporto con il Signore, le nostre riflessioni sui misteri divini rischiano di diventare un vano esercizio intellettuale, e perdono la loro credibilità. La teologia rinvia alla "scienza dei santi", alla loro intuizione dei misteri del Dio vivente, alla loro sapienza, dono dello Spirito Santo, che diventano punto di riferimento del pensiero teologico. Insieme a Bernardo di Chiaravalle, anche noi dobbiamo riconoscere che l’uomo cerca meglio e trova più facilmente Dio "con la preghiera che con la discussione". Alla fine, la figura più vera del teologo e di ogni evangelizzatore rimane quella dell’apostolo Giovanni, che ha poggiato il suo capo sul cuore del Maestro.

Vorrei concludere queste riflessioni su san Bernardo con le invocazioni a Maria, che leggiamo in una sua bella omelia. "Nei pericoli, nelle angustie, nelle incertezze, - egli dice - pensa a Maria, invoca Maria. Ella non si parta mai dal tuo labbro, non si parta mai dal tuo cuore; e perché tu abbia ad ottenere l'aiuto della sua preghiera, non dimenticare mai l'esempio della sua vita. Se tu la segui, non puoi deviare; se tu la preghi, non puoi disperare; se tu pensi a lei, non puoi sbagliare. Se ella ti sorregge, non cadi; se ella ti protegge, non hai da temere; se ella ti guida, non ti stanchi; se ella ti è propizia, giungerai alla meta..." (Hom. II super «Missus est», 17: PL 183, 70-71).

[01522-01.01] [Testo originale: Italiano]

SINTESI DELLA CATECHESI NELLE DIVERSE LINGUE

Sintesi della catechesi in lingua francese

Sintesi della catechesi in lingua inglese  

Sintesi della catechesi in lingua tedesca  

Sintesi della catechesi in lingua spagnola  

Sintesi della catechesi in lingua francese  

Chers Frères et Sœurs,

Saint Bernard est l’un des plus grands Docteurs de l’Eglise. Né en 1090 à Fontaines, en France, il entre à Cîteaux, nouvelle fondation monastique, vers l’âge de 20 ans. Quelques années plus tard, en 1115, il fonde le monastère de Clairvaux, où il va affiner sa conception de la vie monastique et la mettre en pratique, soulignant particulièrement la nécessité d’une vie sobre et mesurée, et recommandant le soutien des pauvres. En ces années, il développa une vaste correspondance avec de nombreuses personnes, de haute et de modeste condition. A partir de 1130 il s’occupera aussi de graves questions concernant le Saint-Siège et l’Eglise. Deux aspects centraux de la doctrine de saint Bernard concernent Jésus Christ et Marie, sa sainte Mère, qui nous conduit à son Fils. Pour l’Abbé de Clairvaux, la vraie connaissance de Dieu consiste dans l’expérience personnelle de Jésus Christ et de son amour. La foi est avant tout une rencontre intime avec Jésus, qui nous permet de faire l’expérience de sa proximité, de son amitié, de son amour. C’est seulement ainsi qu’on apprend à le connaître toujours plus, à l’aimer et à le suivre. Que cela se réalise pour chacun de nous !

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, particulièrement les jeunes d’Alsace et de Normandie ainsi que les servants de messe des unités pastorales Notre-Dame et Sainte-Claire du canton de Fribourg. Que l’enseignement de saint Bernard vous aide à découvrir toujours plus en Marie la Mère qui protège de toute crainte et qui nous guide vers son divin Fils. Que Dieu vous bénisse !

[01523-03.01] [Texte original: Français]

Sintesi della catechesi in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters,

In our continuing catechesis on the theologians of the Middle Ages, we now turn to one of the most outstanding, Saint Bernard of Clairvaux. Bernard combined the austerity of the Cistercian monastic renewal with intense activity in the service of the Church in his time. Because of his great learning and deep spirituality he is venerated as a Doctor of the Church, and is often called "the last of the Fathers". Together with his theological writings and homilies, including the celebrated Sermons on the Song of Songs, Bernard maintained a vast correspondence, developed warm friendships with his contemporaries, defended sound doctrine, and combated heresy and outbreaks of antisemitism. His spirituality was profoundly Christ-centred and contemplative, and his celebration of the sweetness of Christ’s name won him the title of Doctor mellifluus. Bernard is also known for his fervent devotion to our Lady and his insight into her intimate sharing in the sacrifice of her Son. May Bernard’s example of a faith nourished by prayer, study and contemplation, lead us closer "to Jesus through Mary" and grant us that wisdom which finds joyful fulfilment in the knowledge of the saints in heaven.

I offer a warm welcome to the English-speaking pilgrims present at today’s Audience, especially from the Dioceses of Lismore and Saginaw accompanied by their Bishops, as well as from Holy Cross and Saint Margaret Mary Parish in Edinburgh. I also greet the visitors from the Netherlands, Nigeria, Tanzania, England, Ireland, Norway and Sweden. Upon all of you I invoke God’s blessings of peace, joy and hope!

[01524-02.01] [Original text: English]

Sintesi della catechesi in lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern!

Der heilige Bernhard von Claivaux, den ich für die heutige Katechese ausgewählt habe, gehört sicher zu den größten religiösen Gestalten des Mittelalters. Er wurde um 1090 in Fontaines in Burgund geboren, besuchte die Schule der Stiftsherren von Saint-Vorles und trat mit etwa 20 Jahren mit einer Reihe von Gefährten in das Reformkloster Cîteaux ein. Bereits im Jahr 1115 erhielt Bernhard den Auftrag, ein Tochterkloster in Clairvaux zu errichten. Er wurde der erste Abt dieser Niederlassung und gründete von dort aus weitere 68 Klöster. Bernhard war ein begnadeter Prediger und Schriftsteller. Seine Werke zeichnet eine hohe literarische Qualität aus. Die Tradition hat ihn als Doctor mellifluus bezeichnet, als Lehrer, dessen Rede süß wie Honig fließt. Dies bezieht sich nicht nur auf seine sprachliche Begabung, sondern vor allem auf den Inhalt seiner Werke: sie sind ganz auf Gott ausgerichtet. Die wahre Gotteserkenntnis besteht für Bernhard nicht in einer denkerischen Leistung, sondern in der persönlichen Erfahrung der Liebe Christi. Und das Geschöpf vermag mit seiner persönlichen kleinen Liebe dem Schöpfer zu antworten. Sie ist geringer als die göttliche Liebe, und doch ist sie vollkommen, wenn sie ganz geschenkt wird. Maria hat diese Liebe in beispielhafter Weise zum Ausdruck gebracht. Bernhard hat keinen Zweifel daran, daß wir durch Maria zu Jesus geführt werden. Von ihr können wir lernen, Jesus nahe zu sein, und wir dürfen sie bitten, uns auf dem Weg mit Christus zu begleiten.

Ganz herzlich grüße ich alle Brüder und Schwestern deutscher Sprache, unter ihnen heute besonders die Gruppe aus Paderborn mit Weihbischof König, die Pilger aus Münster mit Weihbischof Janssen und die Schüler der Liebfrauenschule in Vechta. Der heilige Bernhard will uns lehren, eine lebendige Beziehung zu Christus durch das regelmäßige Gebet und durch die Sakramente aufzubauen. Streben wir danach, bei dieser „Wissenschaft der Heiligen" gute Schüler zu sein. Der Herr geleite euch dabei mit dem Licht seiner Gnade.

[01525-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

Sintesi della catechesi in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

San Bernardo, conocido como el último de los Padres de la Iglesia por la capacidad que tuvo de recoger la herencia de la sabiduría patrística, nació en mil noventa en Fontaines, Francia. A los veinte años ingresó en la comunidad monástica de Citeaux, y fue enviado después a fundar un monasterio en Claraval, de donde fue abad. Desde allí mantuvo una copiosa correspondencia con personas de todo tipo, componiendo también gran cantidad de sermones, sentencias y tratados. A partir de mil ciento treinta, se ocupó asimismo de cuestiones que afectaban a la Santa Sede y a la Iglesia universal. Con sus escritos combatió la herejía de los cátaros, a la vez que defendió a los judíos. San Bernardo, cuya doctrina destaca por la centralidad concedida a Jesucristo y a la Virgen María, recuerda que sin una fe profunda en Dios, alimentada por la oración, la contemplación y la unión íntima con el Señor, la reflexión sobre los misterios divinos corre el riesgo de quedarse en un ejercicio intelectual vano y poco convincente.

Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular a las Hermanas de la Caridad del Cardenal Sancha, acompañadas por el Señor Cardenal Antonio Cañizares Llovera, presentes en Roma para dar gracias a Dios por la reciente beatificación de su Fundador, el Cardenal Ciriaco María Sancha y Hervás, Arzobispo de Toledo y Primado de España; a los fieles de la Diócesis de Netzahualcóyotl, con su Obispo, Monseñor Carlos Garfias Merlos, así como a los demás grupos procedentes de España, México y otros países latinoamericanos. Que las enseñanzas de San Bernardo de Claraval nos ayuden a encontrarnos personalmente con Jesús, experimentando su cercanía, cultivando su amistad e imitándolo cada día más. Muchas gracias.

[01526-04.01] [Texto original: Español]

SALUTI PARTICOLARI NELLE DIVERSE LINGUE

Saluto in lingua portoghese

Saluto in lingua polacca

Saluto in lingua croata

Saluto in lingua slovacca

Saluto in lingua ungherese

Saluto in lingua bulgara

Saluto in lingua rumena

Saluto in lingua italiana

Saluto in lingua portoghese  

Amados brasileiros do Rio de Janeiro e demais peregrinos de língua portuguesa, com afecto a todos saúdo e abençôo, desejando que a vossa peregrinação até junto do túmulo dos Apóstolos Pedro e Paulo reforce, em cada um, a sua fé. Esta é, antes de tudo, encontro íntimo e pessoal com Jesus Cristo. Que esta experiência vos leve a conhecê-Lo, amá-Lo e segui-Lo cada vez mais! Ide com Deus!

[01527-06.01] [Texto original: Português]

Saluto in lingua polacca

Serdeczne pozdrowienie kieruję do Polaków. Drodzy Bracia i Siostry, dobiega końca Synod dla Afryki. Jak wiecie, Kościół na tym kontynencie, choć przeżywa różnorakie trudności, nieustannie się rozwija. Nie tylko krzewi i pogłębia wiarę w Chrystusa, ale także niesie pomoc narodom, które wciąż cierpią z powodu ubóstwa, konfliktów, czy braku dostępu do wiedzy i opieki zdrowotnej. Niech nie zabraknie mu naszego wsparcia duchowego i materialnego! Niech Bóg wam błogosławi!

[Un cordiale saluto rivolgo ai polacchi. Cari fratelli e sorelle, sta per concludersi il Sinodo per l’Africa. Come sapete, la Chiesa in quel continente, malgrado diverse difficoltà, cresce continuamente. Non solo propaga e approfondisce la fede in Cristo, ma anche porta aiuto ai popoli che ancora soffrono a causa della povertà, dei conflitti o della mancanza d’accesso all’istruzione e alla sanità. Non le manchi il nostro sostegno spirituale e materiale! Dio vi benedica!]

[01528-09.01] [Testo originale: Polacco]

Saluto in lingua croata

S radošću pozdravljam sve hrvatske hodočasnike, a posebno vjernike iz Zagreba, Na vjeri apostola Isus je ustanovio svoju Crkvu. Svakodnevnom osobnom i obiteljskom molitvom osnažite svoju vjeru. Hvaljen Isus i Marija!

[Con gioia saluto i pellegrini croati, particolarmente i fedeli di Zagabria. Sulla fede degli apostoli Gesù ha fondato la sua Chiesa. Con la preghiera quotidiana, personale e familiare, rafforzate la vostra fede. Siano lodati Gesù e Maria!]

[01529-AA.01] [Testo originale: Croato]

Saluto in lingua slovacca

Zo srdca pozdravujem pútnikov zo Slovenska, osobitne z Bratislavy, Sekúl, Báču, Skalice, Blatného a Podbieľa. Bratia a sestry, v týchto dňoch sme pozvaní viac uvažovať o misijnom poslaní Cirkvi i každého jej člena. Aj vy ste povolaní evanjelizovať to prostredie, v ktorom žijete. S týmto želaním vás žehnám. Pochválený buď Ježiš Kristus!

[Saluto di cuore i pellegrini provenienti dalla Slovacchia, particolarmente da Bratislava, Sekuly, Báč, Skalica, Blatné e Podbieľ. Fratelli e sorelle, in questi giorni siamo invitati a riflettere più intensamente sull’impegno missionario della Chiesa, e di ogni suo membro. Anche voi siete chiamati ad evangelizzare nell’ambiente in cui vivete. Con questi voti vi benedico. Sia lodato Gesù Cristo!]

[01530-AA.01] [Testo originale: Slovacco]

Saluto in lingua ungherese

Isten hozta a magyar zarándokokat, elsősorban azokat, akik Bácsfáról érkeztek.

Szent Péter és Szent Pál apostolok sírjait látogatva erősödjetek meg a hitben, az Anyaszentegyház iránti szeretetben és az életszentségre törekvésben. Apostoli áldásommal. Dicsértessék a Jézus Krisztus!

[Un benvenuto ai fedeli di lingua ungherese, specialmente a coloro che sono venuti da Rohovce. Visitando le tombe degli apostoli Pietro e Paolo, rinsaldate la vostra fede, l’amore per la Chiesa e la risolutezza per la santità della vita. Con la Benedizione Apostolica! Sia lodato Gesù Cristo!]

[01531-AA.01] [Testo originale: Ungherese]

Saluto in lingua bulgara

Поздравявам поклонниците от България, по-специално верните от енория „Дева Мария Фатимска" в Плевен и представителите на Католическа Дейност от диоцеза на София-Пловдив; насърчавам всички навсякъде да свидетелстват смело християнската вяра. Поздравявам сърдечно с добре дошли делегацията на Православния Патриархат от България, водена от Негово Високопреосвещенство Епископ Тихон и ги моля да занесат моя братски поздрав на Негово Блаженство Патриарх Максим.

[Saluto i pellegrini provenienti dalla Bulgaria, in particolare i fedeli della parrocchia "Madonna di Fatima"a Pleven e gli esponenti dell’Azione Cattolica della diocesi di Sofia-Plovdiv; tutti incoraggio a rendere ovunque una coraggiosa testimonianza cristiana. Rivolgo un cordiale benvenuto alla delegazione del Patriacato ortodosso di Bulgaria, guidata dal Vescovo Sua Eccellenza Tichon, e chiedo loro di portare il mio fraterno saluto a Sua Beatitudine il Patriarca Maxim.]

[01532-AA.01] [Testo originale: Bulgaro]

Saluto in lingua rumena

Salut cu afecţiune pelerinii veniţi din România. Iubiţi prieteni, Ziua Misionară Mondială pe care am celebrat-o duminica trecută să fie şi pentru voi o invitaţie la a fi misionari ai Vestei Celei Bune a lui Cristos. Vă binecuvântez din toată inima.

[Saluto con affetto i pellegrini provenienti dalla Romania. Cari amici, la Giornata Missionaria Mondiale che abbiamo celebrato domenica scorsa sia anche per voi un invito ad essere missionari della Buona Novella di Cristo. Volentieri vi benedico.]

[01533-AA.01] [Testo originale: Rumeno]

Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, ai partecipanti al Capitolo Generale dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù e, mentre ringrazio questa Famiglia religiosa per il lavoro missionario che svolge soprattutto in Africa, auspico che essa continui con rinnovato slancio apostolico, a rendere sempre più attuale nel mondo il carisma di San Daniele Comboni. Saluto i Religiosi Servi della Carità – Opera Don Guanella e, nell’imminenza della festa del loro Fondatore, li incoraggio a lavorare nella Chiesa con generosa dedizione. Saluto i cresimati della diocesi di Faenza-Modigliana, con il loro Pastore Mons. Claudio Stagni, i soci del Credito Cooperativo Cassa Rurale ed Artigiana, di Pagliano, qui convenuti con il Vescovo di Palestrina Mons. Domenico Sigalini, come pure i rappresentanti di Rondine-Cittadella della Pace, accompagnati dal nuovo Vescovo di Arezzo Mons. Riccardo Fontana. A tutti auguro di crescere sempre nell’amore di Cristo per testimoniarlo in ogni ambito della società.

Saluto, infine, i giovani, i malati e gli sposi novelli. Cari amici, il mese di ottobre ci invita a rinnovare la nostra attiva cooperazione alla missione della Chiesa. Con le fresche energie della giovinezza, con la forza della preghiera e del sacrificio e con le potenzialità della vita coniugale, sappiate essere missionari del Vangelo, offrendo il vostro concreto sostegno a quanti faticano dedicando la loro intera esistenza alla evangelizzazione dei popoli.

[01534-01.01] [Testo originale: Italiano]

[B0652-XX.01]