Sala Stampa

www.vatican.va

Sala Stampa Back Top Print Pdf
Sala Stampa


L’INNO ACATHISTOS: INFORMAZIONI STORICHE, 07.12.2000


L’INNO ACATHISTOS: INFORMAZIONI STORICHE

Come è tradizione, nel pomeriggio dell’8 dicembre - Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria - il Santo Padre, dopo l’omaggio floreale alla statua dell’Immacolata in Piazza di Spagna, si recherà nella Patriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore dove, in questo Anno giubilare, sarà celebrato l’inno Akathistos.

La celebrazione sarà presieduta dal Santo Padre Giovanni Paolo II, con la partecipazione di Rappresentanti di varie Chiese bizantine cattoliche. L'inno Akathistos sarà cantato nelle lingue greca, paleoslava, ungherese, ucraina, romena ed araba.

Pubblichiamo di seguito alcune informazioni storiche riguardanti l’antichissimo inno della tradizione cristiano-bizantina, raccolte dal Padre spirituale del Pontificio Collegio Greco, Emmanuele Lanne, O.S.B.:

L’inno acátisto (dal greco a-kathistos, «senza sedersi») è un canto di supplica e di lode per commemorare il mistero dell’Incarnazione. Si chiama acatisto perché durante il suo canto si deve rimanere in piedi. Secondo altri, la parola alluderebbe alla vigilia notturna che ne accompagnava l’esecuzione nel palazzo imperiale di Costantinopoli. L’acatisto è un poema a forma di kontakion. Esso comprende 24 strofe, dette stanze (oikoi), raggruppate in quattro parti o stasi. Le 24 stanze alternano: una, dispari, più lunga, con venti versi di cui ognuno comincia con Kaire («Gioisci», secondo la prima parola dell’arcangelo Gabriele a Maria), e si conclude con il ritornello «Gioisci, sposa senza nozze»; poi segue la stanza pari, più breve, con otto versi. Questa si riferisce alle varie scene dell’Evangelo in relazione con Maria e con Cristo, e si conclude ogni volta con il ritornello «alleluia».

Il tema è quello della celebrazione dell’Annunciazione. Le 12 prime stanze commentano a lungo questo tema con moltissime figure poetiche; le 12 altre si riferiscono alla partecipazione di Maria Madre-di-Dio (Theotokos) alla redenzione e al restauro dell’umanità nei misteri di Cristo.

Nelle Chiese di tradizione bizantina l’inno acatisto si canta la sera del venerdì prima del quinto sabato di quaresima, il che accade spesso nelle vicinanze della festa dell’Annunciazione. Nella tradizione greca, una delle quattro stasi dell’inno acatisto si canta anche la sera dei quattro primi venerdì di quaresima, e si riprendono per intero queste quattro stasi dell’acatisto il venerdì sera prima del quinto sabato. Durante la celebrazione si canta a più riprese il «proemio», di questo kontakion, proemio diventato anche il cd. kontakion della festa del 25 marzo. Esso recita così:

«A te, conduttrice di schiere che mi difendi, io, la tua città, grazie a te riscattata da tremende sventure, o Madre-di-Dio, dedico questi canti di vittoria in rendimento di grazie. E tu che possiedi l’invincibile potenza, liberami da ogni specie di pericolo, affinché a te io acclami: Gioisci, sposa senza nozze».

Questo testo mostra che esiste una relazione tra la lode offerta alla Vergine Maria e la difesa della capitale dell’impero, Costantinopoli, benché l’inno stesso non contenga nessun’altra allusione che consentirebbe di riferirlo ad avvenimenti della storia bizantina e di datarlo. Tuttavia, nell’agosto 626 l’acatisto è stato cantato per ringraziare la Madre-di-Dio della liberazione della Città dall’assedio degli Avari. Pare, tuttavia, che questo inno sia molto più antico e che all’inizio fosse destinato ad essere cantato l’indomani di Natale per la festa della Vergine, poi è stato attribuito anche alla festa dell’Annunciazione negli anni 530-553.

L’autore dell’acatisto rimane ignoto. Questo bellissimo inno è stato attribuito a Romanos il Melode (*fine del V sec. - † 555-565 ca.), senza ragioni convincenti (M. Arranz) e esso sembra più antico. D’altronde, la sua composizione è molto più complessa di quella dei kontakia autentici di Romanos.

Al canto dell’acatisto tutti i cristiani di tradizione bizantina sono molto attaccati. Esso rappresenta una forma esemplare della loro devozione a Maria Santissima e al mistero dell’Incarnazione. Oltre la celebrazione liturgica dell’acatisto che abbiamo indicata, lo si canta anche in circostanze speciali per implorare la protezione della Madre-di-Dio e conviene in modo particolare per la celebrazione del Grande Giubileo.

Essendo così caro alla pietà bizantina l’acatisto è stato imitato per creare vari inni in onore dei santi o anche del Signore Gesù. Questi canti, molto diffusi presso i Russi e gli Ucraini, si chiamano anche acatisti, ma di per sé sono estranei all’autentico acatisto alla Madonna.

[02466-01.03] [Testo originale: Italiano]