VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ IN FRANCIA
E VISITA ALLA SEDE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE
PER L’EDUCAZIONE, LA SCIENZA E LA CULTURA (UNESCO)
25-28 SETTEMBRE 2026
CONFERENZA STAMPA NEL VOLO METZ-ROMA
Volo Papale
Lunedì, 28 settembre 2026
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Matteo Bruni
Buonasera Santità, grazie per questi giorni di viaggio, grazie per questo viaggio intenso. Era un viaggio molto atteso sicuramente, un viaggio che ha reso molto felici molti francesi con la sua presenza, con le sue parole, e penso che con le sue parole abbia toccato anche delle corde profonde del popolo francese. E penso che abbia reso felice anche molti cattolici, molti cristiani, che hanno sentito di essere confermati nella fede. Però forse, magari, può cominciare lei a dirci come lei ha sentito questo viaggio.
Leone XIV
I will start by speaking in English, and then if you need a translation, we can help with that. First of all, once again thank you for the work you have done. I think you were kept pretty busy for the past four days and, in a certain sense, it was a very intense program.
The four days were literally filled with many blessings. Almost miracles, I would say, especially the time at Lourdes, accompanying so many people who are sick and suffering and seeing how the grace of God's presence manifested itself in many different ways and touches people's hearts, transforms their lives, and, to use an expression that I mentioned there, restores dignity to the sick, the elderly, those who in some parts of society are discarded.
So, there were many signs, expressions, symbols throughout the four days. And personally, I felt very blessed myself to have had the privilege to visit France to encourage especially young people who are obviously searching for something.
It was so apparent at the stadium, the evening with 80,000 young people gathered together from around France, with their enthusiasm and joy, and the sense of hope that they offered, but especially I think that they received and will be able to share with others.
So, amongst the many different things that we celebrated and lived during these four days, I would say those are some of the highlights, and not to exclude others, but these were quite significant. I am very happy to have had you along on this trip, and if you have a few questions.
[Inizierò parlando in inglese. E poi, se avete bisogno di una traduzione, possiamo darvi una mano. Innanzitutto, grazie ancora per il lavoro che avete svolto. Credo che siate stati piuttosto impegnati negli ultimi quattro giorni e, in un certo senso, è stato un programma molto intenso.
Questi quattro giorni sono stati letteralmente ricchi di benedizioni. Quasi dei miracoli, direi, specialmente il tempo trascorso a Lourdes, camminando insieme e accompagnando tante persone malate e sofferenti, e vedendo come la grazia della presenza di Dio, manifestandosi in tanti modi diversi, tocchi il cuore delle persone, trasformi le loro vite e, per usare un’espressione che ho citato lì, restituisca dignità ai malati, agli anziani e a coloro che in alcune parti della società vengono emarginati.
Ci sono stati quindi molti segni, molte espressioni, molti simboli nel corso di questi quattro giorni. E personalmente mi sono sentito molto benedetto per aver avuto il privilegio di visitare la Francia, per incoraggiare soprattutto i giovani che, naturalmente, sono alla ricerca di qualcosa.
Era così evidente allo stadio, la sera, con 80.000 giovani provenienti da tutta la Francia, con il loro entusiasmo, la loro gioia e il senso di speranza che hanno trasmesso, ma soprattutto, credo, che hanno ricevuto e che potranno condividere con gli altri.
Quindi, tra le tante cose diverse che abbiamo celebrato e vissuto durante questi quattro giorni, direi che questi sono alcuni dei momenti salienti, senza voler escludere gli altri, ma che sono stati piuttosto significativi. Sono molto felice che siate stati con me in questo viaggio, e se avete qualche domanda.]
Matteo Bruni
The first question comes from Cyriac Zeller. He works for the French media agency called I-Media.
[La prima domanda viene da Cyriac Zeller, che lavora per un’agenzia di comunicazione francese che si chiama I-Media.]
Cyriac Zeller
Buonasera, Santità. Yesterday, during a press conference, the victims you met told us that you had acknowledged to them the systemic nature of sexual abuse in the church. Is that indeed the case? Could you explain your position on this? Do you consider sexual abuse in the Church to be systemic?
[Buonasera, Santità. Ieri, durante una conferenza stampa, le vittime che ha incontrato ci hanno riferito che Lei avrebbe riconosciuto loro la natura sistemica degli abusi sessuali nella Chiesa. È davvero così? Potrebbe spiegare la Sua posizione al riguardo? Ritiene che gli abusi sessuali nella Chiesa siano sistemici?]
Leone XIV
I would say — without wanting to contradict anyone — and I think it is very important, I would first of all like to say that in the meeting with those seven victims, I had asked them to also help me to express to other victims the willingness of myself and of the Church to listen and to walk with them as they look for healing, recognizing the pain that has been caused in their lives because of situations of abuse. Several of them spoke about systemic abuse. Personally, I prefer to express it in a different way, although I did speak about some organizations within the Church who have, at times, if you will, as a system, been abusive.
But I think it is important to make the distinction. Sexual abuse is first and foremost a human problem. When it happens within the Church, it actually has another whole dimension added to it because people's lives of faith are deeply wounded and sometimes even destroyed.
So there is a particular responsibility of the Church to walk with them and to help them seek healing. In those terms, I spoke with them about how the Church, in certain ways, has been seen as being responsible, but in the same way that the Church, I think, is an important part of helping them to find healing.
[Direi, senza voler contraddire nessuno, perché ritengo che sia molto importante, che vorrei innanzitutto precisare che, nell’incontro con quelle sette vittime, avevo chiesto loro di aiutarmi anche a esprimere ad altre vittime la disponibilità – mia e della Chiesa – ad ascoltarle e ad accompagnarle nel loro cammino verso la guarigione, riconoscendo il dolore che è stato causato nelle loro vite a causa di situazioni di abuso. Molti di loro hanno parlato di abuso sistemico. Personalmente, preferisco esprimerlo in modo diverso, anche se ho parlato di alcune organizzazioni all’interno della Chiesa che, a volte, per così dire, come sistema, hanno agito in modo abusivo.
Ma credo sia importante fare questa distinzione. L’abuso sessuale è innanzitutto un problema umano. Quando avviene all’interno della Chiesa, assume in realtà un’altra dimensione, perché la vita di fede delle persone viene profondamente ferita e talvolta persino distrutta.
La Chiesa ha la responsabilità particolare di accompagnarle e aiutarle a cercare la guarigione. In questo senso ho parlato con loro di come la Chiesa, in un certo senso, sia stata vista come responsabile, ma allo stesso tempo del fatto che la Chiesa, io penso, abbia una parte importante nell’aiutarle a trovare la guarigione.]
Matteo Bruni
Grazie, Cyriac. La seconda domanda, Santità, è di Xavier Normand, che lavora per la rivista francese Le Pèlerin.
Xavier Normand
Très Saint Père, bonsoir. Tout d'abord, je voulais vous remercier pour votre voyage apostolique en France. Pendant quatre jours, notre pays a vécu au rythme de l'enthousiasme général suscité par votre venue. Ce qui en France est un exploit. Merci très Saint Père.
I will continue with my question in English. The motto of your Apostolic Journey was that the world may have life. The topic of end-of-life care came up repeatedly in your speeches. Actually, I think you mentioned it in more than half of your speeches in France. I'm thinking in particular of the one in the Élysée Palace and yesterday in Lourdes when you say that what is legal is not necessarily moral, which was a clear reference to the recent legalisation of euthanasia in France. In France, we also have this principle of "laicité," which is a separation between religion and politics. Do you think that when it's important, when the stakes are high, this border, this line should be crossed in the name of the primacy of conscience? And if so, did you cross that line?
[Santo Padre, buonasera. Anzitutto, volevo ringraziarLa per il Suo Viaggio apostolico in Francia. Per quattro giorni il nostro Paese ha vissuto al ritmo dell’entusiasmo generale suscitato della Sua venuta. Ciò che in Francia è un exploit. Grazie, Santo Padre!
Continuerò la mia domanda in inglese. Il motto del Suo viaggio apostolico era “Affinché il mondo abbia la vita”. Il tema delle cure di fine vita è emerso ripetutamente nei Suoi discorsi. In realtà, credo che ne abbia parlato in più della metà dei Suoi discorsi in Francia. Penso in particolare a quello tenuto all’Eliseo e a quello di ieri a Lourdes, quando ha affermato che ciò che è legale non è necessariamente morale, un chiaro riferimento alla recente legalizzazione dell’eutanasia in Francia. In Francia vige anche il principio della “laicità”, ovvero la separazione tra religione e politica. Ritiene che, quando è importante, quando la posta in gioco è alta, questo confine, questa linea, debba essere superata in nome del primato della coscienza? E, in tal caso, Lei ha superato quella linea?]
Leone XIV
Thank you for your question. I would say that the understanding that the Church has of a separation between Church and politics, or Church and State, that I did not cross it. I would invite you to read or reread Magnifica Humanitas where I speak about the Social Doctrine of the Church in the first section, in the first couple of chapters. When the Church speaks about defending life, when it speaks about questions of Social Doctrine, we are not entering into politics, we are applying the Gospel to people's lives.
There can be politicians, if you will on the left or on the right, and situations where they say “no, religion should only be in the private sphere. [And] let people do what they want on their own, but that as a State we have to be separate.“ By the very fact that when I went to France, I went primarily to preach the Gospel, to preach the Good News, to reaffirm what Jesus Christ himself says when he says “I am the way, the truth, and the life,” so to speak the truth that Jesus offers us.
The defense of life is something that, as you all know, the Church teaches and believes very deeply. And so, on the one hand obviously knowing that in France the law was recently approved, and that in other countries in Europe as well as other parts of the world there is a lot of debate going on about the questions of end-of-life issues. But being in a place especially like Lourdes where people are searching for something much deeper, and understanding that their lives even in the midst of sickness, or disability or pain of different kinds has meaning. The Church, because of Jesus himself, wants to be close to those people and to affirm the values that life itself holds for all of us.
So, I would say that if that is considered politics, then I did it. But it was not to get involved in French politics, it was to teach what the Church really believes.
[Grazie per la Sua domanda. Direi che, per quanto riguarda la concezione che la Chiesa ha della separazione tra Chiesa e politica, o tra Chiesa e Stato, non l’ho oltrepassata. E La invito a leggere o rileggere Magnifica humanitas, dove, nella prima sezione, nei primi due capitoli, parlo della Dottrina Sociale della Chiesa e affermo che quando la Chiesa parla di difesa della vita, quando affronta questioni di Dottrina sociale, non sta entrando in politica, ma sta applicando il Vangelo alla vita delle persone.
Possono esserci politici, diciamo, di sinistra o di destra, che sostengono che la religione dovrebbe rimanere solo nella sfera privata; lasciamo che le persone facciano ciò che vogliono per conto proprio, ma come Stato dobbiamo rimanere separati. In realtà, quando sono andato in Francia, ci sono andato principalmente per predicare il Vangelo, per predicare la Buona Novella, per riaffermare ciò che Gesù Cristo stesso dice quando afferma: «Io sono la via, la verità e la vita», dunque per dire la verità che Gesù ci offre.
La difesa della vita è un tema che, come tutti sapete, la Chiesa insegna e in cui crede profondamente. E così, da un lato, sapevo ovviamente che in Francia è stata recentemente approvata una legge, mentre in altri Paesi europei e in altre parti del mondo si sta discutendo sulle questioni relative al fine vita. Ma mi trovavo in un luogo speciale come Lourdes, dove le persone sono alla ricerca di qualcosa di molto più profondo e cercano di comprendere che la loro vita, anche in mezzo alla malattia, alla disabilità o a dolori di vario genere, ha un senso. La Chiesa, proprio grazie a Gesù stesso, vuole essere vicina a queste persone e affermare i valori che, credo, la vita stessa racchiude per tutti noi.
Quindi, direi che, se questa è politica, l’ho fatta, ma non per intromettermi nella politica francese. L’ho fatto per insegnare ciò in cui la Chiesa crede veramente.]
Matteo Bruni
Grazie, Santità. La prossima domanda è di Íñigo Domínguez di El País.
Íñigo Domínguez
Buenas tardes Santidad, gracias por compartir este momento con nosotros. Usted ha hablado muchas veces también este viaje de la cultura del descarte que nos rodea, de la marginación de quienes no se consideran productivos entre ellos los ancianos, los discapacitados. En España tenemos estos días un caso que representa un poco todo esto, que ha causado una gran indignación en el país, que es el de Mari Carmen, una mujer de 87 años con discapacidad a la que han echado de su casa, en la que vivía en Madrid porque no conseguía pagar al alquiler. Se lo subieron cinco veces de golpe. No sé si conoce este caso, el caso de Mari Carmen. Pero en cualquier caso, ¿qué opina del problema de la vivienda que existe en toda Europa, en todo el mundo, donde la especulación inmobiliaria expulsa a los vecinos de las ciudades y los jóvenes no pueden permitirse una casa? ¿Qué opina de todo este problema?
[Buonasera, Santità, grazie di condividere questo momento con noi. Anche durante questo viaggio Lei ha parlato più volte della cultura dello scarto che ci circonda, dell’emarginazione di coloro che non sono considerati produttivi, tra cui gli anziani e le persone con disabilità. In Spagna, in questi giorni, abbiamo un caso che in qualche modo rappresenta tutto questo e che ha suscitato grande indignazione nel Paese: è quello di Mari Carmen, una donna di 87 anni con disabilità, che è stata sfrattata dalla sua casa a Madrid perché non riusciva a pagare l’affitto. Le hanno aumentato l’affitto di cinque volte in un colpo solo. Non so se conosce questo caso, il caso di Mari Carmen. Ma in ogni caso, cosa ne pensa del problema abitativo che esiste in tutta Europa, in tutto il mondo, dove la speculazione immobiliare espelle i residenti dalle città e i giovani non possono permettersi una casa? Cosa ne pensa di tutto questo problema?]
Leone XIV
Yo creo que es un buen ejemplo donde la Iglesia como comunidad, o como seres humanos, aún para las personas que no tienen fe, tiene que buscar soluciones más justas para que no sucedan estos casos. No conozco el que usted refiere, pero me parece que sería una situación en la que los vecinos, la comunidad, la parroquia, la diócesis o el Estado tendrían que acercarse para decir ¿cómo es posible que suceda algo así? ¿Cuál es el problema en un sistema que permite que una anciana, además con discapacidad o con alguna dificultad sea echada de su casa? La Iglesia habla mucho del descarte y habla también de justicia. Invita, promueve, busca despertar en todos, la capacidad de responder con un sentido más humano, ser de verdad sensibles al dolor, al sufrimiento de los demás. El problema de la escasez de vivienda que hoy existe en muchos países es un problema que ninguna parroquia, ninguna diócesis, ni la Iglesia misma podrá solucionar. Pero creo que este sea un desafío grande en el que tenemos que exigir también a los líderes políticos, a las autoridades, a que le busquen solución. Porque evidentemente está aumentando; y muchas veces se reacciona sólo al momento de emergencia. Sin embargo, tenemos que ver en realidad cuál es la causa sistémica de este problema y como ayudar.
[Credo che sia un buon esempio di come la Chiesa, in quanto comunità, o noi come esseri umani, in quanto comunità – anche per chi non ha fede – dobbiamo cercare soluzioni più giuste, affinché casi del genere non si verifichino. Non conosco il caso a cui Lei si riferisce, ma mi sembra che sarebbe un caso in cui i vicini, la comunità, la parrocchia, la diocesi o lo Stato dovrebbero intervenire per chiedersi: come è possibile che accada una cosa del genere? Qual è il problema nel sistema che permette che un’anziana, per di più con disabilità o con qualche difficoltà, venga, per così dire, cacciata dalla propria casa? La Chiesa parla molto dell’emarginazione e parla anche di giustizia. Invita, promuove, cerca, diciamo, di risvegliare in tutti la capacità di rispondere con un maggiore senso di umanità, di essere veramente sensibili al dolore e alla sofferenza degli altri. Il problema degli alloggi, che oggi esiste in molti Paesi, è un problema che una sola parrocchia, una sola diocesi o la Chiesa stessa non potranno risolvere. Ma credo che qui ci sia una grande sfida, per la quale forse dobbiamo esigere anche dai leader politici e dalle autorità che cerchino una soluzione. Perché il fenomeno sta evidentemente aumentando, e spesso reagiamo solo nel momento dell’emergenza, ma dobbiamo capire quale sia in realtà la causa sistemica di questo problema e come poter aiutare.]
Matteo Bruni
Santità, la prossima domanda è di Manuela Tulli dell’Agenzia ANSA.
Manuela Tulli
Buonasera Santità, Lei oggi, e comunque durante tutto questo viaggio, ha sottolineato la necessità del dialogo, e anche parlando all'Europa Lei ha parlato dell'illusione del riarmo, ma allo stesso tempo ha detto di avere il coraggio di fare delle rinunce, dei sacrifici per il bene superiore della pace. Il conflitto in Europa è quello tra Russia e Ucraina, cosa intendeva quando parlava di questi sacrifici? E poi, Lei crede nel negoziato perché ha i suoi inviati - è andato prima Monsignor Gallagher, in questi giorni c'è il Cardinal Zuppi -, ma come si può parlare con uno Stato che aggredisce, bombarda e minaccia non solo l'Ucraina ma anche altri Stati europei? Grazie.
Leone XIV
Grazie. La primera cosa sería subrayar los principios de la doctrina social de la Iglesia, donde se busca no promover la violencia, el odio, armamentos, los peligros que hay en el mundo de hoy, incluso de algunos líderes de países que empiezan de nuevo a hablar de armas nucleares, de guerras que cada vez son más y más destructivas, sobre todo en lo referente a la cuestión de la vida humana. Continuar a armarse, a gastar en esa tremenda industria militar, que ya desde hace muchas décadas, ―el año pasado hizo cinco años―, que continúa a promover el gasto militar. Algunos pocos se están enriqueciendo muchísimo con una industria que promueve la guerra. Mientras que con estos miles de millones de euros o de dólares se podrían solucionar problemas como el hambre en el mundo, la falta de vivienda, situaciones de desempleo, etc. Todos están buscando una voz que pueda ofrecer otro camino, que no sea el de gastar más en las armas, que sólo promueve una creciente tensión que podría resultar en la explosión de otra guerra, de otro conflicto. Y vemos la violencia que esas potencias buscan siempre imponer con poder, en vez de dialogar y promover negociaciones para solucionar las diferencias, que naturalmente pueden existir; por el contrario, nos estamos acercando cada vez más a una guerra o a varias guerras, o a conflictos como los que vemos en el mundo de hoy. Yo no conozco otros caminos, y no se trata de ser político o no político, sino que se necesita una voz que trate de promover los valores de la dignidad humana, de la importancia de la vida, de la posibilidad de gastar más en salud y educación y menos en las armas; y creo que sea la Iglesia la que tiene la responsabilidad de promover estos valores, invitando continuamente a líderes, como los de Rusia y de Ucrania, y de otros países, a venir, a sentarse, a dialogar, a buscar cómo solucionar los problemas sin continuar esas guerras que ya no tienen sentido. A este respecto, la Iglesia continúa alzando la voz. No podemos obligar a nadie, a veces parece que puede ser inútil, pero vamos a seguir hablando, vamos a seguir invitando, vamos a seguir anunciando el evangelio.
[Grazie. La prima cosa da sottolineare sono i principi della Dottrina sociale della Chiesa, secondo cui non intendiamo promuovere la violenza, l’odio, gli armamenti e i pericoli presenti nel mondo di oggi, compresi quelli provenienti da alcuni leader di Paesi che stanno ricominciando a parlare di armi nucleari e di guerre sempre più distruttive, soprattutto per quanto riguarda la questione della vita umana. Continuare ad armarsi, a spendere in quella tremenda industria militare, che già da molti decenni – dall’anno scorso, da cinque anni – continua a promuovere la spesa militare. Pochissimi si stanno arricchendo enormemente grazie a un’industria che promuove la guerra. Eppure, con questi miliardi e miliardi di euro o dollari si potrebbero risolvere problemi come la fame nel mondo, la casa, la disoccupazione, ecc. Tutti sono alla ricerca di una voce in grado di offrire un’alternativa, che non sia quella di spendere di più in armi, poiché ciò non fa altro che alimentare sempre più la tensione che potrebbe sfociare nello scoppio di un’altra guerra, di un altro conflitto. E vediamo che la violenza, il fatto che le potenze cercano sempre di imporre le cose con la forza invece di dialogare e promuovere negoziati sulle differenze che naturalmente possono esistere, ci porta sempre più vicini a una guerra o a diverse guerre, conflitti come quelli che vediamo nel mondo di oggi. Non so cosa ne pensino gli altri, e non si tratta di essere politici o meno, ma una voce che cerchi di promuovere i valori della dignità umana, dell’importanza della vita, della possibilità di spendere forse di più per la sanità e l’istruzione e meno per le armi: credo che la Chiesa abbia la responsabilità di promuovere questi valori, invitando continuamente i leader, come quelli di Russia e Ucraina e di altri Paesi, a venire, a sedersi al tavolo, a dialogare, a cercare come risolvere i problemi senza continuare queste guerre che ormai non hanno più senso. Quindi, in questo senso, la Chiesa continua ad alzare la voce. Non possiamo obbligare nessuno, a volte sembra che possa essere inutile, ma continueremo a parlare, continueremo a invitare, continueremo ad annunciare il Vangelo.]
Matteo Bruni
Grazie, Santità. La prossima domanda viene da Justin McLellan del National Catholic Reporter.
Justin McLellan, National Catholic Reporter
Thank you. Holy Father, I'll ask my question in English. In Paris, you spoke on the urgent need for ethical discernment around the development of artificial intelligence and in the wake of multiple cyberattacks committed by rogue AI agents, several tech industry leaders have warned that the technology could destroy the world. How worried are you that AI could pose catastrophic risks to humanity or even wipe it out entirely, and what must nations, especially the United States and China, do to ensure that their technologies are safe for humanity?
[Grazie. Santo Padre, Le porrò la mia domanda in inglese. A Parigi Lei ha parlato dell’urgente necessità di un discernimento etico riguardo allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e, sulla scia dei numerosi attacchi informatici perpetrati da agenti di intelligenza artificiale fuori controllo, diversi leader del settore tecnologico hanno avvertito che questa tecnologia potrebbe distruggere il mondo. Quanto è preoccupato che l’intelligenza artificiale possa comportare rischi catastrofici per l’umanità o addirittura annientarla completamente, e cosa devono fare le nazioni, in particolare gli Stati Uniti e la Cina, per garantire che le loro tecnologie siano sicure per l’umanità?]
Leone XIV
Thank you. If someone were to ask me, am I in panic mode? No, I am not. I sleep at night. I do think that the concerns raised by many of the experts, specialists in AI, should be taken seriously.
I do not think that is fake news, as some have said, to try and cause financial or some other kind of benefit. It is interesting to note that just today I read that the head of Nvidia claims that he has found some way of inserting into AI certain guardrails, if you will, or limits so that they will not go outside of their particular domains and cause the damage that people are talking about.
He is the same one, however, that says there should be no limits placed and no government regulation, etc. This is a problem that I think we need to sit down and talk about. We need to continue to invite political leaders, leaders of AI, social organizations, associations to come together and look at what is happening already and what could be down the road.
To simply say, “Oh, it's not going to happen,” and close our eyes to it, is probably not the most responsible way of responding. The Vatican has organized our own commission on artificial intelligence, which began as a way of coordinating what we ourselves are doing in the Holy See and how we are using AI, and understanding the risks and benefits.
But since Magnifica Humanitas was published, we have been contacted by people in many different areas and fields. And so, we are trying to continue to promote dialogue, study, investigation, to find ways to make sure that AI does not get to a point where it could destroy humanity or remove humanity from the conversation.
I am relatively optimistic that this can happen. I think that there are enough people seriously interested in that and willing to look at the deeper questions, once again of power, who gets there first, what happens when AI goes to being what they call General Artificial Intelligence, etc. But we have to keep working, we cannot just sit back and pretend nothing is going to happen.
[Grazie. Se qualcuno mi chiedesse: “Sei in preda al panico?”, risponderei: “No, non lo sono. Di notte riesco a dormire”. Ritengo però che le preoccupazioni sollevate da molti esperti e specialisti di intelligenza artificiale debbano essere prese sul serio.
Non credo che si tratti di fake news, come alcuni hanno affermato, volte a ottenere un vantaggio finanziario o di altro tipo. È interessante notare che proprio oggi ho letto che il capo di NVIDIA sostiene di aver trovato un modo per inserire nell’IA delle barriere di sicurezza, per così dire, o dei limiti, in modo che non escano dai loro ambiti specifici e causino i danni di cui si parla.
È lo stesso, tuttavia, che sostiene che non dovrebbero esserci limiti né regolamentazioni governative, ecc. ecc. Questo è un problema di cui, a mio avviso, dobbiamo sederci a discutere. Dobbiamo continuare a invitare i leader politici, i leader del settore dell’IA, le organizzazioni sociali e le associazioni a riunirsi per esaminare ciò che sta già accadendo e ciò che potrebbe accadere in futuro.
Dire semplicemente: “Oh, non succederà”, e chiudere gli occhi di fronte a questa realtà, credo non sia probabilmente il modo più responsabile di affrontare la questione. Il Vaticano ha istituito una propria commissione sull’intelligenza artificiale che, da un lato, è nata come strumento per coordinare ciò che noi stessi stiamo facendo in Santa Sede, il modo in cui utilizziamo l’IA, quali sono i rischi e quali i benefici.
Ma da quando è stata pubblicata la Magnifica humanitas, abbiamo ricevuto numerose richieste da parte di persone provenienti da ambiti e settori molto diversi. Stiamo quindi cercando di continuare a promuovere il dialogo, lo studio e la ricerca, per trovare il modo di garantire che l’IA non arrivi al punto di poter distruggere l’umanità o di escludere l’umanità dal dibattito.
Sono relativamente ottimista sul fatto che ciò possa avvenire. Penso che ci siano abbastanza persone seriamente interessate a questo tema e disposte a guardare oltre le questioni, ancora una volta legate al potere, a chi arriverà per primo, a cosa accadrà quando l’IA diventerà quella che chiamano “Intelligenza Artificiale Generale”, ecc. ecc. Ma dobbiamo continuare a lavorare, non possiamo semplicemente stare a guardare e fingere che non accadrà nulla.]
Matteo Bruni
Grazie Santità. Forse possiamo fare un’ultima domanda, Ludwig Ring-Eifel, KNA.
Ludwig Ring-Eifel, KNA
Today we were in Metz very close to the German border, but so far, you have not come to Germany yet. So, my basic question is when can we expect you on the other side of the border and on the background of two developments which are maybe worrying you as well: the steady decline of Catholic Church in Germany and the astonishing rise of extremist parties in Germany who threaten to tear up the consensus for Europe, which you spoke about today in Metz.
[Oggi ci trovavamo a Metz, vicinissima al confine tedesco, ma finora non è ancora venuto in Germania. La mia domanda fondamentale è quindi: quando possiamo aspettarLa dall’altra parte del confine, alla luce di due sviluppi che forse preoccupano anche Lei: il costante declino della Chiesa cattolica in Germania e la sorprendente ascesa dei partiti estremisti in Germania, che minacciano di far crollare il consenso sull’Europa, di cui ha parlato oggi a Metz.]
Leone XIV
Thank you for the question. With all humility, I will say that it has only been about fifteen months that I have been Pope. There are many places I have not yet visited. I do have an invitation. I do hope to go again, I mean I have been there before but not as Pope, but I do hope to visit Germany, as I hope to visit many places. But I do not yet have a schedule.
I am still working on next year, and the only trip definitely planned is World Youth Day in Korea. So, we are getting there. But thank you for your patience and for the question.
You said the Church is dying in Germany, or diminishing in number. People have said that about France in the past and yet we saw what happened over the past four days. I believe that if we find the true missionary spirit and the right way to go about it, there are still many, many people in Germany who want to live and celebrate their Christian and Catholic faith.
And so, I am optimistic about that, although I recognize the problems and the different things that have hit the Church very hard, but it has hit the evangelical or Protestant Church very hard as well, and it has hit society in much the same way. But I do hope to reach out. I do hope to continue to work with leaders in the Church in Germany and find ways to respond to that. It would be interesting to study and analyze if and how there may be a relationship, for example, between the growth of these groups on the far right. But even the far right is being splintered now, as you see the one particular group is becoming even much more extreme with other so-called far-right groups.
At the same time, there has been some expression of a combination of these far-right points of view with a certain kind of religion, which — not only in my view, but the leaders of the Catholic Church and the Protestant churches in Germany have spoken about — is not an authentic expression of Christianity.
And again, we go back to the values of the Gospel, which are not about hatred and division, but they are about understanding and compassion and accompanying. I hope deeply, and hopefully the Church can also be a part of this, and that we can find ways of reaching out to a majority of people of goodwill who will understand how important that their commitment is, even in terms of participating in political processes, which will enable them to make clear choices for the common good and not for extremist ideas that perhaps will do much more damage than we are even aware of right now.
So, I think we will all be encouraging people in this sense. Again, our role as a Church, based on the Social Doctrine of the Church, is to talk, teach, and preach about what we believe, which are these life-giving values and not destruction, division, and hatred.
[Grazie per la domanda. Con tutta umiltà dirò che sono Papa solo da circa quindici mesi. Ci sono molti luoghi che non ho ancora visitato. Ho ricevuto un invito. Spero davvero di tornarci, perché ci sono già stato ma non come Papa; spero comunque di visitare la Germania, così come spero di visitare molti altri luoghi. Ma non ho ancora un programma.
Sto ancora lavorando al programma per il prossimo anno, e l’unico viaggio definitivamente programmato è la Giornata Mondiale della Gioventù in Corea. Quindi, ci stiamo arrivando. Ma grazie per la vostra pazienza e per la domanda.
Riguardo alla frase che Lei ha detto, cioè che la Chiesa in Germania sta morendo, o diminuendo numericamente: in passato si è detto lo stesso della Francia, eppure abbiamo visto cosa è successo negli ultimi quattro giorni. Credo che, se ritroviamo il vero spirito missionario e il modo giusto di agire, ci siano ancora moltissime persone in Germania che desiderano vivere e celebrare la loro fede cristiana e cattolica.
E quindi sono ottimista al riguardo, anche se riconosco i problemi, riconosco le diverse cause che hanno colpito duramente la Chiesa, ma che hanno colpito duramente anche — se così si può dire — la Chiesa evangelica o protestante, e hanno colpito la società più o meno allo stesso modo. Ma spero davvero di poter allacciare un dialogo. Spero davvero di continuare a collaborare con i leader della Chiesa in Germania e di trovare modi per rispondere a questa situazione. Sarebbe interessante studiare, analizzare se e in che modo possa esserci una relazione, ad esempio, tra la crescita di questi gruppi di estrema destra – e anche l’estrema destra si sta frammentando ora, come si vede da un gruppo in particolare che sta diventando ancora più estremo rispetto ad altri cosiddetti gruppi di estrema destra – e una certa combinazione di questi punti di vista di estrema destra con un particolare tipo di religione, che – non solo secondo me, ma anche secondo quanto affermato dai leader della Chiesa cattolica e di quella protestante in Germania – non rappresenta un’autentica espressione del cristianesimo.
E ancora una volta torniamo ai valori del Vangelo, che non sono l’odio e la divisione, ma la comprensione, la compassione e l’accompagnamento. Spero profondamente – e spero che anche la Chiesa possa contribuire a questo – che riusciamo a trovare il modo di raggiungere la maggioranza delle persone di buona volontà, affinché comprendano quanto sia importante il loro impegno, anche in termini di partecipazione ai processi politici, per compiere scelte chiare a favore del bene comune e non a favore di idee estremiste che potrebbero causare danni ben più gravi di quanto ci rendiamo conto in questo momento.
Penso quindi che dobbiamo tutti incoraggiare in questo senso. Ancora una volta, spetta a noi, come Chiesa, Dottrina sociale della Chiesa, parlare, insegnare e predicare ciò che riteniamo essere questi valori che generano vita, anziché la distruzione, la divisione e l’odio.]
Matteo Bruni
Grazie Santità, grazie per le Sue parole, per la Sua disponibilità e grazie molte per questi giorni di viaggio insieme.
Leone XIV
Thank you all again for your service and I want to take the opportunity to thank so many people who are in the background that do not get the applause that the Pope gets when he goes by, but who are very much a part of putting this trip together: people in the Holy See, people in France, the Bishops in France, and many, many lay people who worked on the different activities organizing them.
So, to say a special word of gratitude to all of them and to you. Thank you very much.
[Grazie ancora a tutti per il vostro servizio. E vorrei cogliere l’occasione per ringraziare le tantissime persone che lavorano dietro le quinte e che non ricevono gli applausi che il Papa riceve quando passa, ma che hanno contribuito in modo determinante all’organizzazione di questo viaggio: sia le persone della Santa Sede, sia quelle in Francia, i Vescovi francesi e i tantissimi laici che hanno lavorato all’organizzazione delle diverse attività.
Vorrei quindi rivolgere un ringraziamento speciale a tutti loro e a voi. Grazie di cuore.]
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