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ROSA CHÁVEZ Card. Gregorio


Card. ROSA CHAVEZ Gregorio

Il Cardinale Gregorio Rosa Chávez,  Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di San Salvador  (El Salvador) ha confidato espressamente di ricevere la porpora come “immeritato riconoscimento nel nome del beato Oscar Arnulfo Romero”: nelle parole del primo cardinale salvadoregno, Gregorio Rosa Chávez, settantacinquenne vescovo ausiliare di San Salvador, c'è la chiave di lettura del suo ministero pastorale. In gioventù infatti è stato amico e stretto collaboratore dell’arcivescovo ucciso il 24 marzo 1980 mentre celebrava messa. Il suo nome si trova citato ben 17 volte nel diario di Romero. “Ho subito pregato in ginocchio davanti alla sua tomba, perché mi accompagni in questa nuova tappa della mia vita pastorale” ha assicurato appena appresa la notizia della nomina cardinalizia.

Di Romero, del quale ha custodito e rilanciato l'eredità spirituale, Gregorio Rosa Chávez condivide in pieno la scelta evangelica per i poveri e l'impegno per la pace e la riconciliazione del suo martoriato Paese. Tanto che tutto il popolo salvadorgeno, a partire dalle massime autorità, ha espresso le felicitazioni per il suo cardinalato, ricordandone anche il decisivo contributo nel dialogo che ha consentito la firma degli accordi di pace del 1992.

Il nuovo porporato, che continuerà a risiedere tra i poveri senza modificare il suo stile di vita, non ha mancato di ricordare come punti di riferimento anche altre testimonianze di sacerdoti, a cominciare da quella del gesuita Rutilio Grande García ucciso il 12 marzo 1977. “Camminare ogni giorno in parrocchia con la gente povera – è il suo impegno – e vivere il dramma umano accanto a coloro che hanno problemi di droga o alcol, accanto a quanti fanno parte di bande di assassini, è stata e continua a essere una grazia per me”.

Nato il 3 settembre 1942 in una famiglia contadina a Sociedad, nella diocesi di San Miguel – la stessa di monsignor Romero – ha completato la preparazione filosofica e teologica nel seminario di San José della Montaña a San Salvador, tra il 1962 e il 1969. In particolare, nel 1965 ha prestato servizio nel seminario minore della diocesi di origine, ricevendo poi l'ordinazione sacerdotale il 24 gennaio 1970.

Nei primi tre anni di ministero è stato segretario vescovile di San Miguel, parroco della chiesa del Rosario, direttore dei media diocesani Radio Paz e “Semanario Chaparrastique”, assistente spirituale di diverse associazioni e movimenti di apostolato dei laici. Quindi, dal 1973 al 1976 ha studiato all'università cattolica di Lovanio in Belgio, dopo aver ottenuto la licenza in comunicazione sociale. Al rientro in patria, proprio sotto la guida dell'arcivescovo Romero, è divenuto rettore del seminario di San José della Montaña e professore di teologia, incarichi mantenuti fino al 1982. Nel frattempo, dal 1979, è stato anche membro del consiglio dell'organizzazione dei seminari dell’America latina.

Eletto alla Chiesa titolare di Mulli il 17 febbraio 1982 e nominato vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di San Salvador, ha ricevuto l'ordinazione episcopale il successivo 3 luglio. Attualmente è anche parroco della chiesa di San Francisco a San Salvador e presidente della Caritas per l'America latina e per i Caraibi, oltre che della Caritas nazionale. Incarichi che delineano con precisione i contorni della missione del nuovo cardinale, che punta all'inclusione degli emarginati, al riscatto degli ultimi oltre che alla costruzione di una società più giusta, in cui ferite e divisioni possano essere sanate una volta per tutte. Tutte linee concrete di azione pastorale apprese direttamente da Romero: “Lui – dice – è un'icona, il pastore di cui anche oggi ha bisogno la Chiesa, l'espressione della speranza della Chiesa povera per i poveri, libera davanti a qualunque tipo di potere, cercando solo di servire lo Spirito Santo e di vivere il Vangelo”.

Da Papa Francesco creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 28 giugno 2017, del Titolo del Santissimo Sacramento a Tor de' Schiavi.