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RAÏ Card. Béchara Boutros, O.M.M.


RAÏ Card. Béchara Boutros, O.M.M.

Sua Beatitudine il Cardinale Béchara Boutros Raï, O.M.M., Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano), è nato il 25 febbraio 1940 nell’arcieparchia di Antélias, a Himlaya (lo stesso villaggio che ha dato i natali a Rafqa Ar-rayes, la prima santa dei maroniti). Ha compiuto gli studi secondari al Collège Notre Dame de Jamhour, diretto dai padri gesuiti. Dopo aver emesso i voti religiosi nell’ordine maronita della Beata Vergine Maria (mariamita), nel 1962 è stato inviato a Roma per seguire i corsi di filosofia e di teologia alla Pontificia Università Lateranense, dove ha conseguito il dottorato in diritto canonico e la licenza in sacra teologia

È stato ordinato sacerdote il 3 settembre 1967.

Per diversi anni ha diretto lo scolasticato mariamita a Roma, ricoprendo nel contempo l’incarico di responsabile dei programmi in lingua araba di Radio Vaticana. Proprio quando iniziava la guerra civile in Libano, nel 1975, è rientrato in patria per dirigere il Collège Notre Dame di Louayzé, città nella quale ha fondato e guidato l’Istituto delle lingue straniere. Successivamente è stato giudice del tribunale patriarcale e direttore della scuola di Santa Rita a Dbayé.

Il 2 maggio 1986 il Sinodo maronita l’ha eletto vicario patriarcale e gli è stata assegnata la sede titolare vescovile di Cesarea di Filippo. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale dal cardinale Nasrallah Boutros Sfeir il 12 luglio dello stesso anno, scegliendo come motto episcopale «Comunione e amore».

Il 9 giugno 1990, è stato trasferito alla nuova eparchia di Jbeil (Byblos) dei maroniti. Nominato nel 2003 segretario del Sinodo permanente della Chiesa maronita, in tale veste ha partecipato a diverse assemblee sinodali a Roma, compresa quella speciale per il Medio Oriente nell’ottobre 2010, dalla quale è stato eletto nel Consiglio post-sinodale.

Nel 2009, in seno al Sinodo maronita, ha assunto la presidenza della commissione per le comunicazioni. È stato tra l’altro promotore dello sviluppo del network televisivo TéléLumière-Noursat.

Il 15 marzo 2011 è stato eletto 77.mo successore di san Marone durante il Sinodo straordinario riunitosi nella sede patriarcale di Bkerké, a nord-est della capitale libanese. Il 24 marzo dello stesso anno Benedetto XVI gli ha concesso l’ecclesiastica communio, richiestagli in conformità al canone 76 § 2 del Codice dei canoni delle Chiese orientali. Tale vincolo speciale con la Chiesa di Roma è stato poi suggellato pubblicamente il successivo 15 aprile, in occasione della sua prima visita al Pontefice, quando nella basilica di San Pietro ha avuto luogo la divina liturgia alla presenza del delegato papale, il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali.

Il 1° giugno 2011 Benedetto XVI lo ha annoverato tra i membri del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e il 7 marzo 2012 tra quelli della Congregazione per le Chiese orientali.

All’indomani della cosiddetta primavera araba e nel pieno della guerra civile nella vicina Siria, il Patriarca Raï ha accolto il Papa in occasione del viaggio compiuto in Libano dal 14 al 16 settembre 2012, per la consegna dell’esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente, frutto del Sinodo speciale del 2010. In quella circostanza ha presentato al Pontefice la realtà civile e religiosa di Beirut come «città testimone del pacifico vivere insieme tra musulmani e cristiani nel mondo arabo». Una testimonianza, secondo il patriarca, della possibilità di vivere insieme nel rispetto reciproco, nell’uguaglianza e nell’equilibrata partecipazione di tutti al governo della cosa pubblica, all’insegna della necessità di tenere separata la religione dalla politica dello Stato, nel pieno riconoscimento della libertà di religione e di culto.

Tra i protagonisti del dialogo nel complesso scenario del Medio Oriente, il capo del Sinodo della Chiesa maronita è chiamato a rappresentare la voce degli arabi cristiani nel collegio cardinalizio. Insignito della porpora come i suoi tre più immediati predecessori sulla cattedra di san Marone, porta nel collegio dei cardinali l’esperienza di un Paese nel quale la convivenza tra le religioni è una realtà radicata nella storia, ma è messa attualmente in pericolo dai drammatici avvenimenti che sconvolgono le popolazioni confinanti e minano la stabilità dell’intera area.

Nell’ottobre 2012 ha partecipato alla XIII Assemblea generale del Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione, lanciando nel suo intervento un appello al dialogo tra cristiani e musulmani nei Paesi arabi. Ha partecipato alla III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi su Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione (ottobre 2014) e alla XIV Assemblea Generale Ordinaria sul tema La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo (ottobre 2015).

Il 15 febbraio 2017, il Santo Padre ha deciso di concedergli il titolo di Avvocato rotale.

Ha partecipato al conclave del marzo 2013 che ha eletto Papa Francesco.

Da Benedetto XVI creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 24 novembre 2012.

È Membro:

  • delle Congregazioni: per le Chiese Orientali; per l'Educazione Cattolica;
  • del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica;
  • del Pontificio Consiglio della Cultura;
  • della Segreteria per la Comunicazione.