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MONSENGWO PASINYA Card. Laurent


MONSENGWO PASINYA Card. Laurent

Il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo Metropolita di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), è nato a Mongobele, nella provincia di Bandundu e diocesi di Inongo, il 7 ottobre 1939. Ha studiato nella parrocchia di Nioki-Forescom, nel seminario minore di Bokoro e in quello maggiore a Kabwe, nell'arcidiocesi di Kananga. Nel 1960 è venuto a Roma per perfezionare la sua preparazione teologica alla Pontificia Università Urbaniana. E a Roma è stato ordinato sacerdote, il 21 dicembre 1963, dal cardinale Grégoire-Pierre Agagianian, allora prefetto di Propaganda Fide. Punto qualificante del suo bagaglio culturale è l'aver studiato dal 1964 al 1970 nei Pontifici Istituti Biblici di Roma e di Gerusalemme. Primo africano ad aver conseguito la laurea in scienze bibliche: «La notion de nomos dans le Pentateuque grec» il tema della sua tesi di specializzazione, pubblicata in «Anacleta biblica» (n. 52). 

Rientrato in patria, ha unito il lavoro pastorale all'insegnamento di Sacra Scrittura, per dieci anni, nella facoltà teologica di Kinshasa e nel seminario maggiore Giovanni XXIII. Quindi, nell'ambito della Conferenza episcopale, è stato segretario generale aggiunto dal 1972 al 1975 e poi segretario generale fino al 1980, oltre a rappresentante dell'episcopato presso il Governo.

A quarant'anni, il 13 febbraio 1980, è stato nominato vescovo titolare di Acque Nuove di Proconsolare e ausiliare di Inongo. Il 4 maggio ha ricevuto l'ordinazione episcopale a Kinshasa da Giovanni Paolo II, nel suo primo viaggio apostolico in Africa.

Un anno dopo, il 7 aprile 1981, è divenuto vescovo ausiliare di Kisangani e sette anni dopo, il 1° settembre 1988, arcivescovo della stessa diocesi. Un servizio che ha svolto per diciannove anni.

Intanto, nel 1984, è stato eletto presidente della Conferenza episcopale, ruolo insolito per un vescovo ausiliare, ed ha ricoperto tale incarico fino al 1992. È stato rieletto poi nel 2004 restando in carica fino al 2008. Dal 1997 al 2003 ha svolto l'incarico di presidente del Simposio delle Conferenze episcopali dell'Africa e del Madagascar (Secam), dopo esserne stato vice presidente dal 1994 al 1997. Un mandato portato avanti con la convinzione che la Chiesa — sostiene — «ha il dovere di intervenire a voce alta per dire alle parti in causa che la carità cristiana è condizione irrinunciabile per la riconciliazione».

Impegnato in prima fila nel movimento Pax Christi international — soprattutto nelle iniziative di riconciliazione nella regione dei Grandi laghi — ne è stato vice presidente dal 1999 al 2007 e co-presidente dal 2007 al 2009.

In Africa Laurent Monsengwo Pasinya è conosciuto come un uomo sempre in prima linea laddove pace e giustizia sono in pericolo. Fedele al significato del suo nome (Monsengwo significa «nipote di un capo tribù», la sua è infatti una delle famiglie reali di Basakata) tra il 1991 e il 1992 ha assunto ‘pro tempore’ la responsabilità di presiedere la conferenza nazionale e poi, fino al 1996, anche il parlamento di transizione, per guidare il suo Paese — l'ex Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo — nel delicato passaggio politico che ha portato alla caduta della dittatura di Mobutu. 

Ha sempre alzato la voce per difendere i diritti delle persone e per denunciare le violenze, invocando e proponendo soluzioni condivise dei conflitti armati ed economici, fondate sul diritto internazionale. Ha promosso iniziative di dialogo e riconciliazione, schierandosi per far cessare le ostilità e riportare tutti ai tavoli delle trattative. Non ha mai nascosto i problemi sociali e politici più scottanti e i tentativi di sfruttare e marginalizzare l'Africa, proponendo una visione globale delle questioni che riguardano il continente. «La pace va di pari passo con la giustizia, la giustizia con il diritto e il diritto con la verità» ha detto al secondo Sinodo africano, nell'ottobre 2009. In quell'assemblea ha svolto un ruolo di primo piano, tenendo anche la relazione sull'attuazione delle indicazioni del primo Sinodo continentale del 1994. Nel Sinodo del 2008 sulla Parola di Dio,è stato il primo africano a essere segretario speciale di un Sinodo dei vescovi. 

Nella Curia romana, nell'ambito della segreteria generale del Sinodo dei vescovi, fa parte del XII consiglio ordinario e del secondo consiglio speciale l'Africa. È anche consultore della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. È autore di numerose pubblicazioni, soprattutto sulla questione dell'inculturazione della fede. È membro della Studiorum Novi Testamenti Societas ed è stato l'iniziatore dell'Associazione panafricana degli esegeti cattolici (Apeca).

Il 6 dicembre 2007 Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo di Kinshasa. È succeduto così ai cardinali Frédéric Etsou-Nzabi-Bamungwabi e Joseph-Albert Malula.

Nella quaresima del 2012 è stato chiamato a predicare gli Esercizi Spirituali per la Curia Romana, alla presenza del Santo Padre Benedetto XVI.

Presidente Delegato alla XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana" (ottobre 2012).

Ha partecipato alla III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi su Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione (ottobre 2014) e per nomina pontificia alla XIV Assemblea Generale Ordinaria sul tema La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo (ottobre 2015).

Il 13 aprile 2013 Papa Francesco lo ha nominato Membro del Consiglio di Cardinali per aiutarLo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor bonus sulla Curia Romana.

Ha partecipato al conclave del marzo 2013 che ha eletto Papa Francesco.

Da Benedetto XVI creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, del Titolo di Santa Maria «Regina Pacis» in Ostia mare.

È Membro:

  • delle Congregazioni: per l'Educazione Cattolica; per l'Evangelizzazione dei Popoli;
  • del Pontificio Consiglio della Culturai.