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EIJK Card. Willem Jacobus


EIJK Card. Willem Jacobus

Il Cardinale Willem Jacobus Eijk, Arcivescovo Metropolita di Utrecht (Paesi Bassi) è nato il 22 giugno 1953 a Duivendrecht, in diocesi di Haarlem-Amsterdam. Dopo le scuole primarie presso la S. Joannes-School nella città natale (1959-1965) e quelle secondarie presso il S. Nicolaas-Lyceum nella capitale (1965-1971), ha studiato medicina all'università di Amsterdam, laureandosi nel 1978.

Dopo un anno e mezzo di tirocinio ospedaliero, nel 1980 è entrato nel seminario della diocesi di Roermond a Rolduc, proseguendo gli studi di bioetica medica all'Università di Leiden. 

Ordinato sacerdote il 1° giugno 1985 per la diocesi di Roermond, ha svolto il suo ministero nella parrocchia di Sant'Antonio di Padova a Venlo/Blerick. Nel 1987 ha conseguito il dottorato di ricerca in bioetica medica, con una dissertazione sull'eutanasia. In seguito, nel 1989, ha conseguito il dottorato di ricerca in filosofia presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino in Roma (Angelicum), con una tesi sui problemi etici dell'ingegneria genetica e nel 1990 la licenza in Teologia. Poco dopo ha iniziato a insegnare etica e teologia morale al seminario in cui si era formato (1990-1999) e in quello della diocesi di 's-Hertogenbosch (1990-1997). Dal 1994 al 1995 è stato Preside dell’Istituto Mater Ecclesiae Domesticae (MEDO) per studi sulla Famiglia a Rolduc. Membro del consiglio direttivo della Netherlands artsenverbond (associazione di medici pro-life), è stato cofondatore e presidente della Stichting medische ethiek a Maastricht, che organizza conferenze e pubblicazioni sull'etica medica, e professore part-time a Lugano, in Svizzera, presso la facoltà teologica della locale università, dove da febbraio a luglio 1999 ha ricoperto il ruolo di docente ordinario. Dal 1997 al 2002 ha fatto anche parte della Commissione teologica internazionale. 

Chiamato a succedere al vescovo Möller alla guida della diocesi di Groningen-Leeuwarden il 17 luglio 1999, il successivo 6 novembre ha ricevuto l'ordinazione episcopale, scegliendo come motto Noli recusare labore («Non rifiutare la fatica»). Tra le iniziative più rilevanti del suo ministero episcopale va ricordata quella dei cosiddetti «luoghi della speranza»: per suo volere, tutte le chiese — a cominciare dalla cattedrale di San Giuseppe — sono state trasformate da edifici di culto attivi solo nei fine settimana in comunità aperte e ricettive sette giorni su sette. L'iniziativa ha avuto tanto successo da essere adottata nelle altre diocesi olandesi e ha avuto un ruolo centrale nella rinnovata partecipazione dei fedeli alla vita ecclesiale, che ha portato anche a un incremento delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.

Dopo otto anni a Groningen, l'11 dicembre 2007 Benedetto XVI lo ha scelto come settantesimo successore di san Willibrord, promuovendolo Arcivescovo di Utrecht e Primate della Chiesa cattolica nei Paesi Bassi. Il 26 gennaio 2008 ha fatto il suo ingresso nella cattedrale di Santa Caterina, dove lo avevano preceduto i cardinali Adrianus Johannes Simonis, Johannes Gerardus Maria Willebrands, Bernard Jan Alfrink e Johannes de Jong.

Dopo aver ricoperto vari incarichi nella Conferenza episcopale dei Paesi Bassi, nel 2011 ne è stato eletto Presidente. 

Ha partecipato alla III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi su Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione (ottobre 2014) e alla XIV Assemblea Generale Ordinaria sul tema La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo (ottobre 2015).

Autore di numerose pubblicazioni, è membro del consiglio direttivo della Pontificia Accademia per la Vita, della Congregazione per il Clero e del Pontificio Consiglio della Cultura.

Ha partecipato al conclave del marzo 2013 che ha eletto Papa Francesco.

Da Benedetto XVI creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 18 febbraio 2012, del Titolo di San Callisto.

È Membro:

  • delle Congregazioni: per il Clero; per l'Educazione Cattolica.
  • della Pontificia Accademia per la Vita.