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CONGREGAZIONE PER LE CHIESE ORIENTALI Il cordoglio per l'uccisione del Vicario Apostolico di Anatolia, UOMO DI PACE (L'Osservatore Romano - 4-5 giugno 2010)
Vivo cordoglio e dolore per la tragica morte del Presule sono stati espressi nella mattina di venerdì 4, poco prima di partire al seguito del Papa per la visita a Cipro, dal Cardinale Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, Leonardo Sandri, che ha anche manifestato vicinanza spirituale a tutta la comunità cattolica presente in Turchia. Milanese, 63 anni, frate cappuccino, Vescovo e Vicario Apostolico di Anatolia dal 2004, Padovese è stato ucciso giovedì 3, all'ora di pranzo, nella sua abitazione a Iskenderun. Ancora da stabilire con precisione la dinamica del delitto, anche se le autorità locali tendono a escludere motivi politici o religiosi. Sinora unico indiziato è il suo autista, Murat Altun, di 26 anni, che è stato arrestato dalle autorità turche. L'uomo - che, secondo alcune testimonianze, da qualche tempo aveva mostrato segni di precario equilibrio psicologico e per questo era in cura - stando alla ricostruzione dell'accaduto avrebbe colpito mortalmente con un coltello il presule. Intensa partecipazione al dolore che ha colpito la famiglia religiosa dei cappuccini è stata espressa dall'Unione superiori generali. In un comunicato Monsignor Padovese viene ricordato come un "uomo di grande statura come religioso, come vescovo a servizio della pace, del dialogo interreligioso e della convivenza pacifica. Missionario indefesso della fede e della comunione. Lo affidiamo al Signore perché lo accolga in quella gloria riservata ai suoi servi fedeli". Cordoglio e vicinanza alla Chiesa cattolica in Turchia è stato espresso dall'episcopato italiano in un messaggio inviato al Nunzio Apostolico Antonio Lucibello. "Mentre deploriamo il barbaro assassinio - scrivono il Cardinale Arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco e il Vescovo Mariano Crociata, Presidente e Segretario Generale della Conferenza episcopale italiana - ci uniamo al dolore dei fedeli di codesta Chiesa, che ancora una volta viene provata così duramente, ed esprimiamo la più sentita vicinanza e solidarietà nostra e dell'intero episcopato italiano". Sentimenti di profondo cordoglio sono stati espressi anche dal Cardinale Arcivescovo di Ezstergom-Budapest, Péter Erdö, a nome del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (Ccee) di cui è presidente, il quale ricorda Padovese come "un uomo di pace e di bene, che sempre ha testimoniato un vero zelo apostolico e una forte dedizione al suo popolo". Il Ccee intende così "testimoniare la nostra comunione di preghiera e esprimere la nostra vicinanza ai vescovi, sacerdoti, consacrati e tutto il popolo cristiano in Turchia. La loro sofferenza è anche la nostra". Cordoglio a nome della Chiesa ambrosiana è stato espresso dal Cardinale Arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, il quale "con animo commosso e sgomento" ricorda il presule scomparso come "un figlio della nostra terra che ha servito con dedizione, in Turchia, il Vangelo della pace e della misericordia". E nel capoluogo lombardo Monsignor Padovese farà comunque ritorno. "È possibile che i funerali si svolgano lunedì o martedì a Iskenderun - ha detto padre Domenico Bertogli, Vicario Generale del Vicariato Apostolico di Anatolia - mentre il corpo sarà tumulato a Milano, nella tomba di famiglia. Monsignor Padovese, infatti, desiderava essere sepolto vicino a sua madre". Il sacrificio di don Santoro, ucciso nel 2006 a Trabzon - disse monsignor Padovese nell'ultima intervista concessa al nostro giornale (cfr. "L'Osservatore Romano" dell'8 febbraio 2009) - "in noi che viviamo e operiamo in Turchia ha generato la consapevolezza che essere cristiani non è esente da rischi e quindi la fede è una scelta che impegna nella vita e può impegnare anche fino alla morte".
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