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Viaggio Apostolico del Santo Padre Francesco in Myanmar e Bangladesh (26 novembre – 2 dicembre 2017) – Santa Messa nel Kyaikkasan Ground di Yangon, 29.11.2017


Santa Messa nel Kyaikkasan Ground di Yangon

 

Omelia del Santo Padre

Traduzione in lingua francese

Traduzione in lingua inglese

Traduzione in lingua tedesca

Traduzione in lingua spagnola

Traduzione in lingua portoghese

Traduzione in lingua polacca

            Traduzione in lingua araba

 

            Questa mattina, lasciato l’Arcivescovado di Yangon, il Santo Padre Francesco si è trasferito in auto al Kyaikkasan Ground.

            Al Suo arrivo, dopo il giro in papamobile tra i fedeli, alle ore 8.30 locali (3.00 ora di Roma), il Papa ha celebrato la Santa Messa, nella XXXIV settimana del tempo ordinario.

            A conclusione della Celebrazione Eucaristica, l’Arcivescovo di Yangon, Card. Charles Bo, S.D.B., ha salutato il Santo Padre. Dopo la benedizione finale, Papa Francesco è rientrato in auto all’Arcivescovado dove ha pranzato con i membri del Seguito Papale.

            Pubblichiamo di seguito l’omelia che il Santo Padre ha pronunciato dopo la proclamazione del Vangelo:

Omelia del Santo Padre

Cari fratelli e sorelle, [saluto in lingua birmana]

prima di venire in questo Paese, ho atteso a lungo questo momento. Molti di voi sono giunti da lontano e da remote aree montagnose, alcuni anche a piedi. Sono venuto come pellegrino per ascoltare e imparare da voi, e per offrirvi alcune parole di speranza e consolazione.

La prima Lettura odierna, dal Libro di Daniele, ci aiuta a vedere quanto sia limitata la sapienza del re Baldassàr e dei suoi veggenti. Essi sapevano come lodare «gli dèi d’oro, d’argento, di bronzo, di ferro, di legno e di pietra» (Dn 5,4), ma non possedevano la sapienza per lodare Dio nelle cui mani è la nostra vita e il nostro respiro. Daniele, invece, aveva la sapienza del Signore ed era capace di interpretare i suoi grandi misteri.

L’interprete definitivo dei misteri di Dio è Gesù. Egli è la sapienza di Dio in persona (cfr 1 Cor 1,24). Gesù non ci ha insegnato la sua sapienza con lunghi discorsi o mediante grandi dimostrazioni di potere politico e terreno, ma dando la sua vita sulla croce. Qualche volta possiamo cadere nella trappola di fare affidamento sulla nostra stessa sapienza, ma la verità è che noi possiamo facilmente perdere il senso dell’orientamento. In quel momento è necessario ricordare che disponiamo di una sicura bussola davanti a noi, il Signore crocifisso. Nella croce, noi troviamo la sapienza, che può guidare la nostra vita con la luce che proviene da Dio.

Dalla croce viene anche la guarigione. Là Gesù ha offerto le sue ferite al Padre per noi, le ferite mediante le quali noi siamo guariti (cfr 1 Pt 2,24). Che non ci manchi mai la sapienza di trovare nelle ferite di Cristo la fonte di ogni cura! So che molti in Myanmar portano le ferite della violenza, sia visibili che invisibili. La tentazione è di rispondere a queste lesioni con una sapienza mondana che, come quella del re nella prima Lettura, è profondamente viziata. Pensiamo che la cura possa venire dalla rabbia e dalla vendetta. Tuttavia la via della vendetta non è la via di Gesù.

La via di Gesù è radicalmente differente. Quando l’odio e il rifiuto lo condussero alla passione e alla morte, Egli rispose con il perdono e la compassione. Nel Vangelo di oggi, il Signore ci dice che, come Lui, anche noi possiamo incontrare rifiuto e ostacoli, ma che tuttavia Egli ci donerà una sapienza alla quale nessuno può resistere (cfr Lc 21,15). Egli qui parla dello Spirito Santo, per mezzo del quale l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori (cfr Rm 5,5). Con il dono dello Spirito, Gesù rende capace ciascuno di noi di essere segno della sua sapienza, che trionfa sulla sapienza di questo mondo, e della sua misericordia, che dà sollievo anche alle ferite più dolorose.

Alla vigilia della sua passione, Gesù si offrì ai suoi Apostoli sotto le specie del pane e del vino. Nel dono dell’Eucaristia, non solo riconosciamo, con gli occhi della fede, il dono del suo corpo e del suo sangue; noi impariamo anche come trovare riposo nelle sue ferite, e là essere purificati da tutti i nostri peccati e dalle nostre vie distorte. Rifugiandovi nelle ferite di Cristo, cari fratelli e sorelle, possiate assaporare il balsamo risanante della misericordia del Padre e trovare la forza di portarlo agli altri, per ungere ogni ferita e ogni memoria dolorosa. In questo modo, sarete fedeli testimoni della riconciliazione e della pace che Dio vuole che regni in ogni cuore umano e in ogni comunità.

So che la Chiesa in Myanmar sta già facendo molto per portare il balsamo risanante della misericordia di Dio agli altri, specialmente ai più bisognosi. Vi sono chiari segni che, anche con mezzi assai limitati, molte comunità proclamano il Vangelo ad altre minoranze tribali, senza mai forzare o costringere, ma sempre invitando e accogliendo. In mezzo a tante povertà e difficoltà, molti di voi offrono concreta assistenza e solidarietà ai poveri e ai sofferenti. Attraverso le cure quotidiane dei suoi vescovi, preti, religiosi e catechisti, e particolarmente attraverso il lodevole lavoro del Catholic Karuna Myanmar e della generosa assistenza fornita dalle Pontificie Opere Missionarie, la Chiesa in questo Paese sta aiutando un gran numero di uomini, donne e bambini, senza distinzioni di religione o di provenienza etnica. Posso testimoniare che la Chiesa qui è viva, che Cristo è vivo ed è qui con voi e con i vostri fratelli e sorelle delle altre Comunità cristiane. Vi incoraggio a continuare a condividere con gli altri la sapienza inestimabile che avete ricevuto, l’amore di Dio che sgorga dal cuore di Gesù.

Gesù vuole donare questa sapienza in abbondanza. Certamente Egli premierà i vostri sforzi di seminare semi di guarigione e riconciliazione nelle vostre famiglie, comunità e nella più vasta società di questa nazione. Non ci ha forse detto che la sua sapienza è irresistibile (cfr Lc 21,15)? Il suo messaggio di perdono e misericordia si serve di una logica che non tutti vorranno comprendere, e che incontrerà ostacoli. Tuttavia il suo amore, rivelato sulla croce è, in definitiva, inarrestabile. È come un “GPS spirituale” che ci guida infallibilmente verso la vita intima di Dio e il cuore del nostro prossimo.

La Beata Vergine Maria ha seguito suo Figlio anche sull’oscura montagna del Calvario e ci accompagna in ogni passo del nostro cammino terreno. Possa Ella ottenerci sempre la grazia di essere messaggeri della vera sapienza, profondamente misericordiosi verso i bisognosi, con la gioia che deriva dal riposare nelle ferite di Gesù, che ci ha amati sino alla fine.

Dio benedica tutti voi! Benedica la Chiesa in Myanmar! Benedica questa terra con la sua pace! Dio benedica il Myanmar!

[Saluto in lingua birmana]

[01792-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Traduzione in lingua francese

Chers frères et sœurs, [salutations en langue birmane]

avant de venir dans ce pays, j’ai longtemps attendu ce moment. Beaucoup parmi vous sont venus de loin et de régions montagneuses éloignées, quelques-uns aussi à pied. Je suis venu comme un pèlerin pour vous écouter et apprendre de vous, et pour vous offrir quelques paroles d’espérance et de consolation.

La première lecture d’aujourd’hui, du livre de Daniel, nous aide à voir combien la sagesse du roi Balthazar et de ses voyants est limitée. Ils savaient comment louer «leurs dieux d’or et d’argent, de bronze et de fer, de bois et de pierre» (Dn 5, 4), mais ils ne possédaient pas la sagesse pour louer Dieu dans les mains duquel est notre vie et notre souffle. Daniel au contraire, avait la sagesse du Seigneur et il était capable d’interpréter ses grands mystères.

L’interprète définitif des mystères de Dieu est Jésus. Il est la sagesse de Dieu en personne (cf. 1 Co 1, 24). Jésus ne nous a pas enseigné sa sagesse avec de longs discours ou par de grandes démonstrations de pouvoir politique ou terrestre, mais en donnant sa vie sur la croix. Nous pouvons tomber quelquefois dans le piège de faire confiance à notre sagesse elle-même, mais la vérité est que nous pouvons facilement perdre le sens de la direction. À ce moment, il est nécessaire de nous rappeler que nous disposons devant nous d’une boussole sûre, le Seigneur crucifié. Dans la croix, nous trouvons la sagesse, qui peut guider notre vie avec la lumière qui provient de Dieu.

De la croix, vient aussi la guérison. Là, Jésus a offert ses blessures au Père pour nous, les blessures par lesquelles nous sommes guéris (cf. 1 P 2, 24). Que ne nous manque jamais la sagesse de trouver dans les blessures du Christ la source de tout soin ! Je sais qu’au Myanmar beaucoup portent les blessures de la violence, qu’elles soient visibles ou invisibles. La tentation est de répondre à ces blessures avec une sagesse mondaine qui, comme celle du roi dans la première lecture, est profondément faussée. Nous pensons que le soin peut venir de la colère et de la vengeance. La voie de la vengeance n’est cependant pas la voie de Jésus.

La voie de Jésus est radicalement différente. Quand la haine et le refus l’ont conduit à la passion et à la mort, il a répondu par le pardon et la compassion. Dans l’Evangile d’aujourd’hui, le Seigneur nous dit que, comme lui, nous aussi nous pouvons rencontrer le refus et des obstacles, mais que toutefois, il nous donnera une sagesse à laquelle personne ne peut résister (cf. Lc 21, 15). Il parle ici de l’Esprit Saint, par lequel l’amour de Dieu a été répandu dans nos cœurs (cf. Rm 5, 5). Avec le don de l’Esprit, Jésus rend capable chacun de nous d’être signes de sa sagesse, qui triomphe sur la sagesse de ce monde, et signes de sa miséricorde, qui apporte aussi soulagement aux blessures les plus douloureuses.

À la veille de sa passion, Jésus s’est donné à ses Apôtres sous les espèces du pain et du vin. Dans le don de l’Eucharistie, nous ne reconnaissons pas seulement avec les yeux de la foi, le don de son corps et de son sang; nous apprenons aussi comment trouver le repos dans ses blessures, et là être purifiés de tous nos péchés et de nos routes déformées. En prenant refuge dans les blessures du Christ, chers frères et sœurs, vous pouvez goûter le baume apaisant de la miséricorde du Père et trouver la force de le porter aux autres, pour oindre chaque blessure et chaque mémoire douloureuse. De cette manière, vous serez des fidèles témoins de la réconciliation et de la paix, que Dieu désire voir régner dans chaque cœur humain et dans chaque communauté.

Je sais que l’Église au Myanmar fait déjà beaucoup pour porter le baume de guérison de la miséricorde de Dieu aux autres, spécialement à ceux qui en ont le plus besoin. Il y a des signes clairs que, même avec des moyens très limités, de nombreuses communautés proclament l’Évangile à d’autres minorités tribales, sans jamais forcer ou contraindre, mais toujours en invitant et en accueillant. Au milieu d’une grande pauvreté et de difficultés, beaucoup parmi vous offrent concrètement assistance et solidarité aux pauvres et à ceux qui souffrent. À travers l’attention quotidienne de ses évêques, prêtres, religieux et catéchistes, et particulièrement à travers le louable travail de Catholic Karuna Myanmar et de la généreuse assistance fournie par les Œuvres Pontificales missionnaires, l’Église dans ce pays aide un grand nombre d’hommes, de femmes et d’enfants, sans distinction de religion ou de provenance ethnique. Je peux témoigner que l’Église ici est vivante, que le Christ est vivant et qu’il est là, avec vous et avec vos frères et sœurs des autres communautés chrétiennes. Je vous encourage à continuer de partager avec les autres la sagesse sans prix que vous avez reçue, l’amour de Dieu qui jaillit du cœur de Jésus.

Jésus veut donner cette sagesse en abondance. Certainement, il récompensera vos efforts de semer des graines de guérison et de réconciliation dans vos familles, vos communautés et dans la société plus vaste de cette nation. Ne nous a-t-il pas dit que sa sagesse est irrésistible (cf. Lc 21, 15) ? Son message de pardon et de miséricorde utilise une logique que tous ne voudront pas comprendre, et qui rencontrera des obstacles. Cependant son amour, révélé sur la croix est, en dernière analyse, inéluctable. Il est comme un “GPS spirituel”; qui nous guide infailliblement vers la vie intime de Dieu et le cœur de notre prochain.

La Bienheureuse Vierge Marie a suivi aussi son Fils sur la montagne obscure du Calvaire et elle nous accompagne à chaque pas de notre voyage terrestre. Qu’elle puisse, Elle, nous obtenir toujours la grâce d’être des messagers de la véritable sagesse, profondément miséricordieux envers ceux qui sont dans le besoin, avec la joie qui vient du repos dans les blessures de Jésus, qui nous a aimés jusqu’au bout.

Que Dieu vous bénisse tous! Que Dieu bénisse l’Église au Myanmar! Qu’il bénisse cette terre par sa paix! Que Dieu bénisse le Myanmar!

[Salutations en langue birmane]

[01792-FR.01] [Texte original: Italien]

Traduzione in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters, [greetings in Burmese language]

Before coming to this country, I very much looked forward to this moment. Many of you have come from far and remote mountainous areas, some even on foot. I have come as a fellow pilgrim to listen and to learn from you, as well as to offer you some words of hope and consolation.

Today’s first reading, from the Book of Daniel, helps us to see how limited is the wisdom of King Belshazzar and his seers. They knew how to praise “gods of gold and silver, bronze, iron, wood and stone” (Dn 5:4), but they did not have the wisdom to praise God in whose hand is our life and breath. Daniel, on the other hand, had the wisdom of the Lord and was able to interpret his great mysteries.

The ultimate interpreter of God’s mysteries is Jesus. He is the wisdom of God in person (cf. 1 Cor 1:24). Jesus did not teach us his wisdom by long speeches or by grand demonstrations of political or earthly power but by giving his life on the cross. Sometimes we can fall into the trap of believing in our own wisdom, but the truth is we can easily lose our sense of direction. At those times we need to remember that we have a sure compass before us, in the crucified Lord. In the cross, we find the wisdom that can guide our life with the light that comes from God.

From the cross also comes healing. There, Jesus offered his wounds to the Father for us, the wounds by which we are healed (cf. 1 Pet 2:24). May we always have the wisdom to find in the wounds of Christ the source of all healing! I know that many in Myanmar bear the wounds of violence, wounds both visible and invisible. The temptation is to respond to these injuries with a worldly wisdom that, like that of the king in the first reading, is deeply flawed. We think that healing can come from anger and revenge. Yet the way of revenge is not the way of Jesus.

Jesus’ way is radically different. When hatred and rejection led him to his passion and death, he responded with forgiveness and compassion. In today’s Gospel, the Lord tells us that, like him, we too may encounter rejection and obstacles, yet he will give us a wisdom that cannot be resisted (cf. Lk 21:15). He is speaking of the Holy Spirit, through whom the love of God has been poured into our hearts (cf. Rom 5:5). By the gift of his Spirit, Jesus enables us each to be signs of his wisdom, which triumphs over the wisdom of this world, and his mercy, which soothes even the most painful of injuries.

On the eve of his passion, Jesus gave himself to his apostles under the signs of bread and wine. In the gift of the Eucharist, we not only recognize, with the eyes of faith, the gift of his body and blood; we also learn how to rest in his wounds, and there to be cleansed of all our sins and foolish ways. By taking refuge in Christ’s wounds, dear brothers and sisters, may you know the healing balm of the Father’s mercy and find the strength to bring it to others, to anoint every hurt and every painful memory. In this way, you will be faithful witnesses of the reconciliation and peace that God wants to reign in every human heart and in every community.

I know that the Church in Myanmar is already doing much to bring the healing balm of God’s mercy to others, especially those most in need. There are clear signs that even with very limited means, many communities are proclaiming the Gospel to other tribal minorities, never forcing or coercing but always inviting and welcoming. Amid much poverty and difficulty, many of you offer practical assistance and solidarity to the poor and suffering. Through the daily ministrations of its bishops, priests, religious and catechists, and particularly through the praiseworthy work of Catholic Karuna Myanmar and the generous assistance provided by the Pontifical Mission Societies, the Church in this country is helping great numbers of men, women and children, regardless of religion or ethnic background. I can see that the Church here is alive, that Christ is alive and here with you and with your brothers and sisters of other Christian communities. I encourage you to keep sharing with others the priceless wisdom that you have received, the love of God welling up in the heart of Jesus.

Jesus wants to give this wisdom in abundance. He will surely crown your efforts to sow seeds of healing and reconciliation in your families, communities and the wider society of this nation. Does he not tell us that his wisdom is irresistible (cf. Lk 21:15)? His message of forgiveness and mercy uses a logic that not all will want to understand, and which will encounter obstacles. Yet his love, revealed on the cross is ultimately unstoppable. It is like a spiritual GPS that unfailingly guides us towards the inner life of God and the heart of our neighbour.

Our Blessed Mother Mary followed her Son even to the dark mountain of Calvary and she accompanies us at every step of our earthly journey. May she obtain for us the grace always be to messengers of true wisdom, heartfelt mercy to those in need, and the joy that comes from resting in the wounds of Jesus, who loved us to the end.

May God bless all of you! May God bless the Church in Myanmar! May he bless this land with his peace! God bless Myanmar!

[Greetings in Burmese language]

[01792-EN.01] [Original text: Italian]

Traduzione in lingua tedesca

Liebe Brüder und Schwestern, [Grüße in burmesischer Sprache]

lange habe ich auf den Moment gewartet, in dieses Land zu kommen. Viele von euch sind von weit her und aus dem entlegenen Bergland gekommen, einige sogar zu Fuß. Ich bin als Pilger hierhergekommen, um Euch zuzuhören und von Euch zu lernen und um einige Worte der Hoffnung und des Trostes auszusprechen.

Die erste Lesung heute aus dem Buch Daniel hilft uns zu verstehen, wie begrenzt doch die Weisheit des Königs Belschazzar und seiner Seher ist. Sie wussten wie »die Götter aus Gold und Silber, aus Bronze, Eisen, Holz und Stein« (Dan 5,4) zu loben sind, aber sie besaßen nicht die Weisheit, Gott zu loben, in dessen Händen unser Leben und unser Atem liegt. Daniel hingegen besaß die Weisheit des Herrn und war fähig, seine großen Geheimnisse zu deuten.

Der endgültige Deuter der Geheimnisse Gottes ist Jesus. Er ist die Weisheit Gottes in Person (vgl. 1 Kor 1,24). Jesus hat uns seine Weisheit nicht in langen Reden und auch nicht durch großartige Kundgebungen politischer oder weltlicher Macht gelehrt, sondern durch die Hingabe seines Lebens am Kreuz. Manchmal tappen wir in die Falle, dass wir uns auf unsere eigene Weisheit verlassen; aber die Wahrheit ist, dass wir leicht die Orientierung verlieren. In einem solchen Moment sollten wir uns daran erinnern, dass wir einen sicheren Kompass vor uns haben: den gekreuzigten Herrn. Im Kreuz finden wir die Weisheit, die unserem Leben die Richtung weisen kann durch das Licht, das von Gott kommt.

Vom Kreuz kommt auch Heilung. Jesus hat dort dem Vater seine Wunden für uns angeboten, die Wunden, durch die wir geheilt sind (vgl. 1 Petr 2,24). Möge uns nie die Weisheit fehlen, in den Wunden Christi die Quelle aller Heilung zu sehen! Ich weiß, dass viele in Myanmar sichtbare oder unsichtbare Wunden der Gewalt mit sich tragen. Die Versuchung liegt nun darin, auf diese Verletzungen mit einer weltlichen Weisheit zu reagieren; sie ist aber, wie die Weisheit des Königs in der ersten Lesung, zutiefst verkehrt. Wir meinen, dass die Heilung durch Wut und Rache geschehen kann. Aber der Weg der Rache ist nicht der Weg Jesu.

Der Weg Jesu ist radikal anders. Als Hass und Ablehnung ihn dem Leiden und dem Tod auslieferten, antwortete er mit Vergebung und Mitleid. Im heutigen Evangelium sagt uns der Herr, dass wir wie er auf Widerstand und Ablehnung stoßen können, er uns aber eine Weisheit schenken wird, der niemand widerstehen kann (vgl. Lk 21,15). Er spricht hier vom Heiligen Geist, durch den die Liebe Gottes in unsere Herzen ausgegossen wurde (vgl. Röm 5,5). Durch die Gabe des Geistes befähigt Jesus einen jeden von uns, Zeichen seiner Weisheit zu sein, die über die Weisheit der Welt siegt, und Zeichen seiner Barmherzigkeit, die jeder noch so schmerzhaften Wunde Linderung schenkt.

Am Abend vor seinem Leiden schenkte sich Jesus seinen Aposteln unter den Gestalten von Brot und Wein. Im Geschenk der Eucharistie erkennen wir mit den Augen des Glaubens nicht nur das Geschenk seines Leibes und seines Blutes; wir lernen auch, wie wir in seinen Wunden Ruhe finden und gereinigt werden von all unseren Sünden und Irrwegen. Indem ihr, liebe Brüder und Schwestern, in den Wunden Christi Zuflucht sucht, möget ihr den heilenden Balsam der Barmherzigkeit des Vaters verkosten und die Kraft finden, ihn den anderen zu bringen, um ihn auf jede Wunde und jede schmerzliche Erinnerung aufzutragen. Auf diese Weise werdet ihr zu treuen Zeugen der Versöhnung und des Friedens, die nach Gottes Wunsch in jedem Menschenherz und in jeder Gemeinschaft herrschen sollen.

Ich weiß, dass die Kirche in Myanmar schon viel unternimmt, um den heilenden Balsam der göttlichen Barmherzigkeit zu den anderen zu bringen, besonders zu den am meisten Bedürftigen. Es gibt klare Zeichen dafür, dass viele Gemeinschaften auch mit sehr beschränkten Mitteln das Evangelium anderen Bevölkerungsminderheiten auf immer einladende und respektvolle Weise verkünden, ohne Druck oder Zwang. Inmitten großer Armut und vieler Schwierigkeiten lassen viele von euch den Armen und Leidenden praktische Hilfe und Solidarität zukommen. Durch den täglichen Einsatz ihrer Bischöfe, Priester, Ordensleute und Katecheten, und ganz besonders durch die lobenswerte Arbeit der Catholic Karuna Myanmar und die großzügige Unterstützung der Päpstlichen Missionswerke, hilft die Kirche in diesem Land vielen Männern, Frauen und Kindern ungeachtet aller religiösen oder ethnischen Unterschiede. Ich kann bezeugen, dass die Kirche hier lebendig ist, dass Christus lebendig ist und dass er hier bei euch und euren Brüdern und Schwestern der anderen christlichen Gemeinschaften gegenwärtig ist. Ich ermutige euch, auch weiterhin mit den anderen die unschätzbare Weisheit zu teilen, die ihr empfangen habt, die Liebe Gottes, die dem Herzen Jesu entspringt.

Jesus möchte diese Weisheit im Überfluss schenken. Sicher wird er eure Bemühungen belohnen, wo immer ihr Samen der Heilung und Verzeihung in euren Familien und Gemeinschaften und in der ganzen Gesellschaft dieser Nation aussät. Hat er uns nicht gesagt, dass seine Weisheit unwiderstehlich ist (vgl. Lk 21,15)? Seine Botschaft der Vergebung und der Barmherzigkeit bedient sich einer Logik, die nicht alle verstehen werden und die auf Hindernisse stoßen wird. Und dennoch ist seine Liebe, die am Kreuz sichtbar wurde, letztlich nicht aufzuhalten. Sie ist wie ein „spirituelles Navigationssystem“, das uns unfehlbar ins innerste Leben Gottes und zum Herz unseres Nächsten führt.

Die selige Jungfrau Maria ist ihrem Sohn auch auf den dunklen Kalvarienberg gefolgt; sie begleitet uns bei jedem Schritt auf unserer irdischen Reise. Möge sie uns immer die Gnade erwirken, Botschafter der wahren Weisheit zu sein, zutiefst barmherzig mit den Bedürftigen, mit der Freude, die uns aus dem Ruhen in den Wunden Jesu kommt, der uns geliebt hat bis zum Ende.

Gott segne euch alle! Gott segne die Kirche in Myanmar! Er segne dieses Land mit seinem Frieden! Gott segne Myanmar!

[Grüße in burmesischer Sprache]

[01792-DE.01] [Originalsprache: Italienisch]

Traduzione in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas: [saludo en lengua birmana]

Desde antes de venir a este país, he estado esperando que llegara este momento. Muchos de vosotros habéis venido de lejanas y remotas tierras montañosas, algunos incluso a pie. Vengo como peregrino para escuchar y aprender de vosotros, y para ofreceros algunas palabras de esperanza y consuelo.

La primera lectura de hoy, tomada del libro de Daniel, nos ayuda a ver lo limitada que era la sabiduría del rey Baltasar y sus videntes. Ellos sabían cómo alabar «a sus dioses de oro y plata, de bronce y de hierro, de madera y de piedra» (Dn 5,4), pero no poseían la sabiduría para alabar a Dios, en cuyas manos está nuestra vida y nuestro aliento. Daniel, sin embargo, tenía la sabiduría del Señor y fue capaz de interpretar sus grandes misterios.

El intérprete definitivo de los misterios de Dios es Jesús. Él es la sabiduría de Dios en persona (cf.1 Co 1,24). Jesús no nos enseñó su sabiduría con largos discursos o grandes demostraciones de poder político o terreno, sino entregando su vida en la cruz. A veces podemos caer en la trampa de confiar en nuestra propia sabiduría, pero la verdad es que podemos fácilmente desorientarnos. En esos momentos, debemos recordar que tenemos ante nosotros una brújula segura: el Señor crucificado. En la cruz, encontramos la sabiduría que puede guiar nuestras vidas con la luz que proviene de Dios.

Desde la cruz también nos llega la curación. Allí, Jesús ofreció sus heridas al Padre por nosotros, las heridas que nos han curado (cf. 1 Pe 2,4). Que siempre tengamos la sabiduría de encontrar en las heridas de Cristo la fuente de toda curación. Sé que muchos en Myanmar llevan las heridas de la violencia, heridas visibles e invisibles. Existe la tentación de responder a estas heridas con una sabiduría mundana que, como la del rey en la primera lectura, está profundamente equivocada. Pensamos que la curación pueda venir de la ira y de la venganza. Sin embargo, el camino de la venganza no es el camino de Jesús.

El camino de Jesús es radicalmente diferente. Cuando el odio y el rechazo lo condujeron a la pasión y a la muerte, él respondió con perdón y compasión. En el Evangelio de hoy, el Señor nos dice que, al igual que él, también nosotros podemos encontrar rechazo y obstáculos, sin embargo él nos dará una sabiduría a la que nadie puede resistir (cf. Lc 21,15). Está hablando del Espíritu Santo, gracias al cual el amor de Dios ha sido derramado en nuestros corazones (Rm 5, 5). Con el don de su Espíritu, Jesús nos hace capaces de ser signos de su sabiduría, que vence a la sabiduría de este mundo, y de su misericordia, que alivia incluso las heridas más dolorosas.

En la víspera de su pasión, Jesús se entregó a sus apóstoles bajo los signos del pan y del vino. En el don de la Eucaristía, no sólo reconocemos, con los ojos de la fe, el don de su cuerpo y de su sangre, sino que también aprendemos cómo encontrar descanso en sus heridas, y a ser purificados allí de todos nuestros pecados y de nuestros caminos errados. Queridos hermanos y hermanas, que encontrando refugio en las heridas de Cristo, podáis saborear el bálsamo saludable de la misericordia del Padre y encontrar la fuerza para llevarlo a los demás, para ungir cada herida y recuerdo doloroso. De esta manera, seréis testigos fieles de la reconciliación y la paz, que Dios quiere que reine en todos los corazones de los hombres y en todas las comunidades.

Sé que la Iglesia en Myanmar ya está haciendo mucho para llevar a otros el bálsamo saludable de la misericordia de Dios, especialmente a los más necesitados. Hay muestras claras de que, incluso con medios muy limitados, muchas comunidades anuncian el Evangelio a otras minorías tribales, sin forzar ni coaccionar, sino siempre invitando y acogiendo. En medio de tanta pobreza y dificultades, muchos de vosotros ofrecéis ayuda práctica y solidaridad a los pobres y a los que sufren. Con el servicio diario de vuestros obispos, sacerdotes, religiosos y catequistas, y en particular a través de la encomiable labor de la Catholic Karuna Myanmar y de la generosa asistencia proporcionada por las Obras Misionales Pontificias, la Iglesia en este país está ayudando a un gran número de hombres, mujeres y niños, sin distinción de religión u origen étnico. Soy testigo de que la Iglesia aquí está viva, que Cristo está vivo y está aquí con vosotros y con vuestros hermanos y hermanas de otras comunidades cristianas. Os animo a seguir compartiendo con los demás la valiosa sabiduría que habéis recibido, el amor de Dios que brota del corazón de Jesús.

Jesús quiere dar esta sabiduría en abundancia. Él recompensará ciertamente vuestra labor de sembrar semillas de curación y reconciliación en vuestras familias, comunidades y en toda la sociedad de esta nación. ¿No nos dijo él que nadie se puede resistir a su sabiduría (cf. Lc 21,15)? Su mensaje de perdón y misericordia se sirve de una lógica que no todos querrán comprender y que encontrará obstáculos. Sin embargo, su amor revelado en la cruz, en definitiva, nadie lo puede detener. Es como un GPS espiritual que nos guía de manera inexorable hacia la vida íntima de Dios y el corazón de nuestro prójimo.

La Santísima Virgen María siguió a su Hijo hasta la oscura montaña del Calvario y nos acompaña en cada paso de nuestro viaje terrenal. Que ella nos obtenga la gracia de ser mensajeros de la verdadera sabiduría, profundamente misericordiosos con los necesitados, con la alegría que proviene de encontrar descanso en las heridas de Jesús, que nos amó hasta el final.

Que Dios os bendiga a todos. Que Dios bendiga a la Iglesia en Myanmar. Que él bendiga a esta tierra con su paz. Que Dios bendiga a Myanmar.

[Saludo en lengua birmana]

[01792-ES.01] [Texto original: Italiano]

Traduzione in lingua portoghese

Amados irmãos e irmãs! [saudações em língua birmanesa]

Há muito tempo que anelava por este momento da minha vinda ao país. Muitos de vós viestes de longe e de áreas montanhosas remotas, e não poucos mesmo a pé. Eu vim como peregrino para vos ouvir e aprender de vós, e para vos oferecer algumas palavras de esperança e consolação.

A primeira leitura de hoje, do livro de Daniel, ajuda-nos a ver como era limitada a sabedoria do rei Baltasar e dos seus videntes. Sabiam como louvar «os deuses de ouro, de prata, de bronze, de ferro, de madeira e de pedra» (Dn 5, 4), mas não possuíam a sabedoria para louvar a Deus em cujas mãos está a nossa vida e a nossa respiração. Ao contrário, Daniel tinha a sabedoria do Senhor e era capaz de interpretar os seus grandes mistérios.

O intérprete definitivo dos mistérios de Deus é Jesus. Ele é a sabedoria de Deus em pessoa (cf. 1 Cor 1, 24). Jesus não nos ensinou a sua sabedoria com longos discursos ou por meio de grandes demonstrações de poder político ou terreno, mas com a oferta da sua vida na cruz. Às vezes, podemos cair na armadilha de confiar na nossa própria sabedoria, mas a verdade é que facilmente perdemos o sentido da direção. Então é necessário lembrar-nos de que dispomos, à nossa frente, duma bússola segura: o Senhor crucificado. Na cruz, encontramos a sabedoria, que pode guiar a nossa vida com a luz que provém de Deus.

E da cruz vem também a cura. Lá, Jesus ofereceu as suas feridas ao Pai por nós: mediante as suas feridas, somos curados (cf. 1 Pd 2, 4). Que nunca nos falte a sabedoria de encontrar, nas feridas de Cristo, a fonte de toda a cura! Sei que muitos no Myanmar carregam as feridas da violência, quer visíveis quer invisíveis. A tentação é responder a estas lesões com uma sabedoria mundana que, como a do rei na primeira leitura, está profundamente deturpada. Pensamos que a cura possa vir do rancor e da vingança. Mas o caminho da vingança não é o caminho de Jesus.

O caminho de Jesus é radicalmente diferente. Quando o ódio e a rejeição O conduziram à paixão e à morte, Ele respondeu com o perdão e a compaixão. No Evangelho de hoje, o Senhor diz-nos que, à sua semelhança, podemos também deparar-nos com a rejeição e tantos obstáculos, mas nessa ocasião dar-nos-á uma sabedoria a que ninguém pode resistir (cf. Lc 21, 15). Aqui Ele fala do Espírito Santo, por Quem o amor de Deus foi derramado nos nossos corações (cf. Rm 5, 5). Com o dom do Espírito, Jesus torna cada um de nós capaz de ser sinal da sua sabedoria, que triunfa sobre a sabedoria deste mundo, e da sua misericórdia, que dá alívio mesmo às feridas mais dolorosas.

Na véspera da sua paixão, Jesus deu-Se aos Apóstolos sob as espécies do pão e do vinho. No dom da Eucaristia, com os olhos da fé, não só reconhecemos o dom do seu corpo e sangue, mas aprendemos também a encontrar repouso nas suas feridas, sendo nelas purificados de todos os nossos pecados e extravios. Buscando refúgio nas feridas de Cristo, possais vós, queridos irmãos e irmãs, experimentar o bálsamo salutar da misericórdia do Pai e encontrar a força de o levar aos outros, ungindo cada uma das suas feridas e dolorosas lembranças. Deste modo, sereis testemunhas fiéis da reconciliação e da paz que Deus quer que reine em cada coração humano e em todas as comunidades.

Eu sei que a Igreja no Myanmar já está a fazer muito para levar o bálsamo salutar da misericórdia de Deus aos outros, especialmente aos mais necessitados. Há sinais claros de que, mesmo com meios muito limitados, numerosas comunidades proclamam o Evangelho a outras minorias tribais, sem nunca forçar ou constringir, mas sempre convidando e acolhendo. No meio de tanta pobreza e inúmeras dificuldades, muitos de vós prestam assistência prática e solidariedade aos pobres e aos doentes. Através das canseiras diárias dos seus bispos, sacerdotes, religiosos e catequistas, e particularmente mediante o louvável trabalho do Catholic Karuna Myanmar e da generosa assistência prestada pelas Pontifícias Obras Missionárias, a Igreja neste país está a ajudar um grande número de homens, mulheres e crianças, sem distinções de religião ou de origem étnica. Posso testemunhar que aqui a Igreja está viva, que Cristo está vivo e está aqui convosco e com os vossos irmãos e irmãs das outras Comunidades cristãs. Encorajo-vos a continuar a partilhar com os outros a inestimável sabedoria que recebestes, o amor de Deus que brota do Coração de Jesus.

Jesus quer dar esta sabedoria em abundância. Ele premiará certamente os vossos esforços por espalhar sementes de cura e reconciliação nas vossas famílias, comunidades e na sociedade alargada desta nação. Porventura não nos disse Ele que a sua sabedoria é irresistível (cf. Lc 21, 15)? A sua mensagem de perdão e misericórdia obedece a uma lógica que nem todos quererão compreender, e que encontrará obstáculos. Contudo o seu amor, revelado na cruz, é definitivamente imparável. É como um GPS espiritual que nos guia infalivelmente rumo à vida íntima de Deus e ao coração do nosso próximo.

A Santíssima Virgem Maria seguiu o seu Filho mesmo na escura subida ao monte Calvário e acompanha-nos em todos os passos da nossa viagem terrena. Que Ela nos obtenha sempre a graça de ser mensageiros da verdadeira sabedoria, profundamente misericordiosos para com os necessitados, com a alegria que brota de repousar nas feridas de Jesus, que nos amou até ao fim.

Deus vos abençoe a todos! Deus abençoe a Igreja no Myanmar! Abençoe esta terra com a sua paz! Deus abençoe o Myanmar!

[Saudações em língua birmanesa]

[01792-PO.01] [Texto original: Italiano]

Traduzione in lingua polacca

Drodzy bracia i siostry, [pozdrowienia w języku birmańskim]

Zanim przyjechałem do tego kraju, długo czekałem na tę chwilę. Wielu z was przybyło z daleka i z odległych terenów górskich, niektórzy nawet pieszo. Przybyłem jako pielgrzym, aby słuchać i uczyć się od was oraz aby przekazać wam słowa nadziei i pocieszenia.

Pierwsze dzisiejsze czytanie z księgi Daniela pomaga nam dostrzec, jak ograniczona jest mądrość króla Baltazara i jego wizjonerów. Wiedzieli, jak chwalić „bożków złotych i srebrnych, miedzianych i żelaznych, drewnianych i kamiennych” (Dn 5,4), ale nie mieli mądrości, aby chwalić Boga, w którego ręku jest nasze życie i tchnienie. Natomiast Daniel posiadał mądrość Pana i był w stanie wykładać Jego wielkie tajemnice.

Jezus jest tym, który definitywnie wyjaśnia tajemnice Boga. On sam jest mądrością Boga (por.1 Kor 1, 24). Jezus nie uczył nas swojej mądrości poprzez długie przemówienia czy wspaniałe ukazywanie władzy politycznej lub doczesnej, ale poprzez oddanie swego życia na krzyżu. Czasami możemy wpaść w pułapkę polegania na naszej własnej mądrości, ale prawdą jest, że łatwo możemy stracić sens życia. W takiej chwili trzeba pamiętać, że posiadamy przed sobą do dyspozycji bezpieczny kompas, ukrzyżowanego Pana. Na krzyżu znajdujemy mądrość, która może kierować naszym życiem poprzez światło, które pochodzi od Boga.

Z krzyża przychodzi również uzdrowienie. Tam Jezus ofiarował Ojcu swoje rany za nas, przez które jesteśmy uzdrowieni (por. 1 P 2, 4). Oby nigdy nie zabrakło nam mądrości, by znajdować w ranach Chrystusa źródło wszelkiego uleczenia! Wiem, że wiele osób w Mjanmie nosi, zarówno widoczne, jak i niewidzialne rany przemocy. Jesteśmy kuszeni, by odpowiedzieć na te zranienia mądrością światową, która, podobnie jak w przypadku króla w pierwszym czytaniu, jest głęboko wadliwa. Uważamy, że lekarstwo może przyjść z gniewu i zemsty. Jednak droga zemsty nie jest drogą Jezusa.

Droga Jezusa jest diametralnie inna. Kiedy nienawiść i odrzucenie zaprowadziły Go na mękę i śmierć, odpowiedział przebaczeniem i współczuciem. W dzisiejszej Ewangelii Pan mówi nam, że podobnie jak On, możemy również napotkać odrzucenie i przeszkody, ale mimo wszystko, da nam On taką mądrość, której nikt nie będzie mógł się oprzeć (por. Łk 21,15). Mówi w tym miejscu o Duchu Świętym, przez którego miłość Boża została wlana w nasze serca (por. Rz 5, 5). Poprzez dar Ducha Jezus czyni każdego z nas zdolnymi, by być znakami Jego mądrości, która triumfuje nad mądrością tego świata i Jego miłosierdzia, które przynosi ukojenie także najbardziej bolesnym ranom.

W przeddzień swojej męki Jezus dał siebie swoim Apostołom pod postaciami chleba i wina. W darze Eucharystii nie tylko rozpoznajemy oczyma wiary dar Jego ciała i Jego krwi. Uczymy się także, jak znaleźć odpoczynek w Jego ranach, i być w nich oczyszczonymi ze wszystkich naszych grzechów i dróg wypaczonych. Przyjmując schronienie w ranach Chrystusa, drodzy bracia i siostry, możecie zasmakować uzdrawiającego oleju miłosierdzia Ojca i odnaleźć siłę, aby nieść Go do innych, aby namaścić wszelkie rany i wszelkie bolesne wspomnienia. W ten sposób będziecie wiernymi świadkami pojednania i pokoju, których pragnie Bóg, aby panowały w każdym ludzkim sercu i w każdej wspólnocie.

Wiem, że Kościół w Mjanmie już wiele czyni, aby nieść uzdrawiający olej Bożego miłosierdzia innym, zwłaszcza najbardziej potrzebującym. Istnieją wyraźne znaki, że nawet przy bardzo ograniczonych środkach wiele wspólnot głosi Ewangelię innym mniejszościom plemiennym, nigdy nie narzucając czy zmuszając, ale zawsze zapraszając i gościnnie przyjmując. Pośród wielkiego ubóstwa i trudności wielu z was obdarza praktyczną pomocą i solidarnością ubogich i cierpiących. Poprzez codzienną troskę swoich biskupów, kapłanów, zakonników i katechetów, a zwłaszcza przez godną podziwu pracę Catholic Karuna Myanmar [Caritas Mjanmy] i hojną pomoc udzielaną przez Papieskie Dzieła Misyjne, Kościół w tym kraju pomaga dużej liczbie mężczyzn, kobiet i dzieci, bez względu na religię lub pochodzenie etniczne. Mogę zaświadczyć, że tutejszy Kościół jest Kościołem żywym, że Chrystus żyje i jest tutaj z wami i z waszymi braćmi i siostrami innych wspólnot chrześcijańskich. Zachęcam was, abyście nadal dzielili się z innymi bezcenną mądrością, którą otrzymaliście, miłością Boga, która wypływa z serca Jezusa.

Jezus pragnie obdarzać tą mądrością w obfitości. Z pewnością wynagrodzi On wasze wysiłki zasiewania ziarna uleczenia i pojednania w waszych rodzinach, wspólnotach i w szerszym społeczeństwie tego kraju. Czyż nam nie powiedział, że Jego mądrości nie można się oprzeć (por. Łk 21,15)? Jego orędzie przebaczenia i miłosierdzia posługuje się logiką, którą nie każdy chce zrozumieć i napotyka przeszkody. Jednak Jego miłość objawiona na krzyżu jest ostatecznie nie do powstrzymania. Jest jakby „duchowym GPSem”, który nieomylnie prowadzi nas ku wewnętrznemu życiu Boga i ku sercu naszego bliźniego.

Najświętsza Panna Maria szła za swoim Synem także na mroczną górę Kalwarii i towarzyszy nam na każdym kroku naszej ziemskiej wędrówki. Niech nam zawsze wyjednuje łaskę, byśmy byli zwiastunami prawdziwej mądrości, głęboko miłosierni wobec potrzebujących, z radością pochodzącą z odpoczynku w ranach Jezusa, który umiłował nas aż do końca.

Niech Bóg was wszystkich błogosławi! Niech Bóg błogosławi Kościół w Mjanmie! Niech błogosławi tę ziemię swoim pokojem! Niech Bóg błogosławi Mjanmie!

[Pozdrowienia w języku birmańskim]

[01792-PL.01] [Testo originale: Italiano]

الزيارة الرسولية إلى ميانمارعظة قداسة البابا فرنسيس
خلال القداس الإلهي
يانغون، كييكسان
الأربعاء 29 نوفمبر / تشرين الثاني 2017

 

أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، (تحية باللغة البرمانية)

قبل مجيئي إلى هذا البلد، انتظرت طويلا هذه اللحظة. كثيرون منكم قد أتوا من بعيد، ومن مناطق جبليّة نائية، والبعض أيضًا سيرًا على الأقدام. لقد جئت إليكم كحاجّ كي أصغي لكم وأتعلّم منكم، وكي أقدّم لكم بعض كلمات الرجاء والعزاء.

إن قراءة اليوم الأولى، المأخوذة من سفر دانيال، تساعدنا على رؤية كم هي محدودة حكمة الملك بَلشَصَّر ومنجّميه. فكانوا يعرفون كيف يسبّحون "آِلهَةَ الذَّهَبِ والِفضَّةِ والنّحاسِ والحَديدِ والخَشبِ والحجَر" (دا 5، 4)، ولكن لم تكن لديهم الحكمة كي يسبّحوا الله الذي، بين يديه، توجد حياتنا ونفوسنا. أمّا دانيال، فكانت لديه حكمة الربّ وكان باستطاعته أن يفسّر أسراره العظيمة.

إن المفسّر النهائي لأسرار الله هو يسوع. فهو حكمة الله في شخصه (را. 1 قور 1، 24). لم يعلّمنا يسوع حكمته عبر خطب طويلة أو بواسطة استعراض عظيم لسلطة سياسيّة أو أرضيّة، إنما عبر بذل حياته على الصليب. قد نَقَعُ أحيانًا في فخّ الاعتماد على حكمتنا الشخصيّة، لكن الحقيقة هي أنه بإمكاننا أن نضل بسهولة. من الضروريّ، في تلك اللحظة، أن نتذكّر أنّه لدينا بوصلة أكيدة أمامنا، الربّ المصلوب. في الصليب، نجد الحكمة، التي تستطيع أن تقود حياتنا بالنور الآتي من عند الله.   

من الصليب يأتي أيضًا الشفاء. فعليه قد قدّم يسوع جراحه للآب من أجلنا، الجراحات التي بها شفينا (را. 1 بط 2، 24). لا تفوتنّنا أبدًا حكمة إيجاد مصدر كلّ شفاء في جراحات المسيح! أعلم أن الكثيرين في الميانمار يحملون جراح العنف، أكانت ظاهرة أم مخفيّة. الخطر هو الردّ على هذه الإصابات بحكمة دنيوية هي على غرار حكمة الملك في القراءة الأولى، معيبة للغاية. نظنّ أن الشفاء يمكنه أن يتأتّى بالغضب والانتقام. لكن طريق الثأر ليست طريق يسوع.

طريق يسوع مختلفة جذريًّا. عندما قادته الكراهية والرفض نحو الآلام والموت، أجاب هو بالصفح والتضامن. يقول لنا الربّ في إنجيل اليوم إننا، على غراره، يمكننا أن نلقى الرفض والعوائق، لكنّه سوف يعطينا حكمة لا يستطيع أحد أن يقاومها (را. لو 21، 15). إنه يتكلّم هنا عن الروح القدس، الذي بواسطته قد أُفيضت محبّة الله في قلوبنا (را. روم 5، 5). بعطيّة الروح القدس، يجعل يسوع كلّ منّا قادرًا على أن يكون علامة لحكمته، التي تنتصر على حكمة هذا العالم، ولرحمته التي تسكّن حتى الجراح الأكثر ألمًا.

لقد وهب يسوعُ ذاتَه لرسله، عشيّة آلامه، تحت شكل الخبز والخمر. وفي هبة الافخارستيا، لا نرى، بأعين الإيمان، هبة جسده ودمه وحسب؛ بل إننا نتعلّم أيضًا كيف نجد الراحة في جراحه، وكيف نتنقّى فيها من كلّ خطايانا ومن طرقنا المعوجّة. يمكنكم أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، إذ تلتجئون بجراحات المسيح، أن تذوقوا بلسم رحمة الآب الشافي، وأن تجدوا القوّة لحمله للآخرين، ودهن كلّ جرح، وكلّ ذكرى مؤلمة. فتكونون، بهذه الطريقة، شهودًا أمناء للمصالحة والسلام، الذي يريده الله أن يملك في كلّ قلب بشريّ وفي كلّ جماعة.

أعلم أن الكنيسة في الميانمار تصنع الكثير كي تحمل بلسم رحمة الله الشافي للآخرين، ولا سيما للأكثر حاجة. هناك علامات واضحة أن الكثير من الجماعات، حتى من خلال وسائل محدودة للغاية، تبشّر بالإنجيل للأقليات القبلية، لكن دون إجبارهم أبدًا، إنما دومًا عبر الدعوة والاستقبال. والعديد منكم، وسط الكثير من الفقر والصعوبات، يقدّمون مساعدة ملموسة وتضامنا مع الفقراء والمـتألّمين. إن الكنيسة في هذا البلد، عبر عناية الأساقفة، والكهنة، والرهبان، ومُعلمي التعليم الديني، اليوميّة، ولا سيما بواسطة عمل الـ كاثوليك كارونا ميانمار الجدير بالثناء، والمساعدة السخيّة التي تقدّمها الأعمال الرسوليّة البابويّة، تساعد الكثير من الرجال والنساء والأطفال، دون تمييز على أساس الدين أو الأصل العرقي. أستطيع أن اشهد أن الكنيسة هنا هي حيّة، وأن المسيح حيّ وهو هنا معكم ومع إخوتكم وأخواتكم من الطوائف المسيحيّة الأخرى. إني أشجّعكم على أن تواصلوا المشاركة مع الآخرين بالحكمة التي لا تُقّدَّر بثمن والتي نلتموها، محبة الله التي تنبع من قلب يسوع.

يريدُ يسوع أن يعطي هذه الحكمة بفيض. وسوف يكافئ جهودكم في زرع بذرة الشفاء والمصالحة في أسركم وجماعاتكم وفي المجتمع الموسّع لهذا البلد. ألم يقل لنا ربما أن حكمته لا تُقاوَم (را. لو 21، 15)؟ فرسالة غفرانه ورحمته تستخدم منطقًا لا يريد الجميع أن يفهمه، وسوف يلقى العوائق. لكن محبّته، التي كشفها على الصليب، لا يمكن إيقافها في النهاية. هي مثل "GPS روحي" يقودنا، بطريقة لا يشوبها خطأ، نحو حياة الله الحميمة وقلب قريبنا.

لقد تبعت العذراء مريم القدّيسة ابنَها على جبل الجلجلة المعتم أيضًا وهي ترافقنا في كّل خطوة من مسيرتنا الأرضية. لتنل لنا دومًا نعمة أن نكون رسل الحكمة الحقّة، ورحماء بعمق تجاه المحتاجين، مع الفرح الذي ينبع من الراحة في جراح يسوع، الذي أحبّنا حتى النهاية.

ليبارككم الله جميعا! لبارك الله الكنيسة في الميانمار! وليبارك هذه الأرض بسلامه! ليبارك الله الميانمار!

(تحية باللغة البرمانية)

[01792-AR.01] [Testo originale: Italiano]

[B0841-XX.02]