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Preghiera del Santo Padre al Sacrario delle Fosse Ardeatine, 02.11.2017


Al termine della celebrazione, il Papa si è trasferito al Sacrario delle Fosse Ardeatine, dove è stato accolto dal Commissario di “Onorcaduti”, Alessandro Veltri, dal Direttore del Sacrario, Francesco Sardone, dalla presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, e dal Rabbino Capo, Riccardo Di Segni, che sono poi entrati con lui nel Sacrario. Presenti anche i membri dell’Associazione nazionale famiglie italiane martiri caduti per la libertà della Patria (ANFIM).

Prima della preghiera nel Sacrario, il Santo Padre ha salutato i familiari delle vittime dell'eccidio del 24 marzo del 1944, che lo attendevano all'esterno. Si è poi fermato qualche istante con i vertici delle Forze Armate Italiane, che hanno in custodia il Sacrario. Quindi la preghiera silenziosa, davanti alla cancellata in bronzo che delimita il luogo dell’eccidio. Subito dopo una breve visita delle Fosse Ardeatine, Papa Francesco si è nuovamente raccolto in preghiera, deponendo una rosa bianca su dieci delle 335 tombe. Successivamente il Santo Padre ha letto una preghiera, accanto al Rabbino Capo Di Segni, che lo aveva preceduto recitando una preghiera in ebraico.

Infine, il Papa ha firmato il Libro d’Onore, lasciando scritte queste parole: "Questi sono i frutti della guerra: odio, morte, vendetta... Perdonaci, Signore". Verso le ore 18 ha fatto rientro in Vaticano.

Pubblichiamo di seguito la preghiera del Santo Padre al Sacrario delle Fosse Ardeatine:

Preghiera del Santo Padre

 

“Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe” (cfr Esodo 3,6).
Con questo nome ti sei presentato a Mosè,
quando gli rivelasti la volontà di liberare il tuo popolo dalla schiavitù d’Egitto.
Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe:
Dio che stringe alleanza con l’uomo;
Dio che si lega con un patto di amore fedele, per sempre.
Misericordioso e compassionevole
con ogni uomo e ogni popolo che soffre oppressione.
«Ho osservato la miseria del mio popolo […] ho udito il suo grido […]: conosco le sue sofferenze» (Esodo 3,7).
Dio dei volti e dei nomi.
Dio di ognuno dei trecentotrentacinque uomini trucidati qui il 24 marzo 1944,
i cui resti riposano in queste tombe.
Tu conosci i loro volti e i loro nomi.
Tutti, anche i dodici a noi rimasti ignoti; per te nessuno è ignoto.

Dio di Gesù, Padre nostro che sei nei cieli.
Grazie a Lui, il crocifisso risorto,
noi sappiamo che il tuo nome
“Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe”
vuol dire che non sei Dio dei morti ma dei viventi (cfr Matteo 22,32),
che la tua alleanza d’amore fedele è più forte della morte
ed è garanzia di risurrezione.

Fa’, o Signore, che in questo luogo,
consacrato alla memoria dei caduti per la libertà e la giustizia,
ci togliamo i calzari dell’egoismo e dell’indifferenza
e attraverso il roveto ardente di questo mausoleo
ascoltiamo in silenzio il tuo nome:
“Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe”,
Dio di Gesù,
Dio dei viventi.
Amen.

[01640-IT.01] [Testo originale: Italiano]