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L’Udienza Generale, 30.08.2017


Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

Appello del Santo Padre

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.20 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa si è soffermato sul tema: “La memoria della vocazione ravviva la speranza”.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello per la ricorrenza della III Giornata di preghiera per la cura del creato che si celebra il 1° settembre.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

 

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei ritornare su un tema importante: il rapporto tra la speranza e la memoria, con particolare riferimento alla memoria della vocazione. E prendo come icona la chiamata dei primi discepoli di Gesù. Nella loro memoria rimase talmente impressa questa esperienza, che qualcuno ne registrò perfino l’ora: «Erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,39). L’evangelista Giovanni racconta l’episodio come un nitido ricordo di gioventù, rimasto intatto nella sua memoria di anziano: perché Giovanni scrisse queste cose quando era già anziano.

L’incontro era avvenuto vicino al fiume Giordano, dove Giovanni Battista battezzava; e quei giovani galilei avevano scelto il Battista come guida spirituale. Un giorno venne Gesù, e si fece battezzare nel fiume. Il giorno seguente passò di nuovo, e allora il Battezzatore – cioè, Giovanni il Battista – disse a due dei suoi discepoli: «Ecco l’agnello di Dio!» (v. 36).

E per quei due è la “scintilla”. Lasciano il loro primo maestro e si mettono alla sequela di Gesù. Sul cammino, Lui si gira verso di loro e pone la domanda decisiva: «Che cosa cercate?» (v. 38). Gesù appare nei Vangeli come un esperto del cuore umano. In quel momento aveva incontrato due giovani in ricerca, sanamente inquieti. In effetti, che giovinezza è una giovinezza soddisfatta, senza una domanda di senso? I giovani che non cercano nulla non sono giovani, sono in pensione, sono invecchiati prima del tempo. E’ triste vedere giovani in pensione … E Gesù, attraverso tutto il Vangelo, in tutti gli incontri che gli capitano lungo la strada, appare come un “incendiario” dei cuori. Da qui quella sua domanda che cerca di far emergere il desiderio di vita e di felicità che ogni giovane si porta dentro: “che cosa cerchi?”. Anche io vorrei oggi domandare ai giovani che sono qui in piazza e a quelli che ascoltano per i media: “Tu, che sei giovane, che cosa cerchi? Che cosa cerchi nel tuo cuore?”.

La vocazione di Giovanni e di Andrea parte così: è l’inizio di un’amicizia con Gesù talmente forte da imporre una comunanza di vita e di passioni con Lui. I due discepoli cominciano a stare con Gesù e subito si trasformano in missionari, perché quando finisce l’incontro non tornano a casa tranquilli: tant’è vero che i loro rispettivi fratelli – Simone e Giacomo – vengono presto coinvolti nella sequela. Sono andati da loro e hanno detto: “Abbiamo trovato il Messia, abbiamo trovato un grande profeta”: danno la notizia. Sono missionari di quell’incontro. Fu un incontro così toccante, così felice che i discepoli ricorderanno per sempre quel giorno che illuminò e orientò la loro giovinezza.

Come si scopre la propria vocazione in questo mondo? La si può scoprire in tanti modi, ma questa pagina di Vangelo ci dice che il primo indicatore è la gioia dell’incontro con Gesù. Matrimonio, vita consacrata, sacerdozio: ogni vocazione vera inizia con un incontro con Gesù che ci dona una gioia e una speranza nuova; e ci conduce, anche attraverso prove e difficoltà, a un incontro sempre più pieno, cresce, quell’incontro, più grande, l’incontro con Lui e alla pienezza della gioia.

Il Signore non vuole uomini e donne che camminano dietro a Lui di malavoglia, senza avere nel cuore il vento della letizia. Voi, che siete in piazza, vi domando – ognuno risponda a se stesso - voi avete nel cuore il vento della letizia? Ognuno si chieda: “Io ho dentro di me, nel cuore, il vento della letizia?”. Gesù vuole persone che hanno sperimentato che stare con Lui dona una felicità immensa, che si può rinnovare ogni giorno della vita. Un discepolo del Regno di Dio che non sia gioioso non evangelizza questo mondo, è uno triste. Si diventa predicatori di Gesù non affinando le armi della retorica: tu puoi parlare, parlare, parlare ma se non c’è un’altra cosa … Come si diventa predicatori di Gesù? Custodendo negli occhi il luccichio della vera felicità. Vediamo tanti cristiani, anche tra noi, che con gli occhi ti trasmettono la gioia della fede: con gli occhi!

Per questo motivo il cristiano – come la Vergine Maria – custodisce la fiamma del suo innamoramento: innamorati di Gesù. Certo, ci sono prove nella vita, ci sono momenti in cui bisogna andare avanti nonostante il freddo e i venti contrari, nonostante tante amarezze. Però i cristiani conoscono la strada che conduce a quel sacro fuoco che li ha accesi una volta per sempre.

Ma per favore, mi raccomando: non diamo retta alle persone deluse e infelici; non ascoltiamo chi raccomanda cinicamente di non coltivare speranze nella vita; non fidiamoci di chi spegne sul nascere ogni entusiasmo dicendo che nessuna impresa vale il sacrificio di tutta una vita; non ascoltiamo i “vecchi” di cuore che soffocano l’euforia giovanile. Andiamo dai vecchi che hanno gli occhi brillanti di speranza! Coltiviamo invece sane utopie: Dio ci vuole capaci di sognare come Lui e con Lui, mentre camminiamo ben attenti alla realtà. Sognare un mondo diverso. E se un sogno si spegne, tornare a sognarlo di nuovo, attingendo con speranza alla memoria delle origini, a quelle braci che, forse dopo una vita non tanto buona, sono nascoste sotto le ceneri del primo incontro con Gesù.

Ecco dunque una dinamica fondamentale della vita cristiana: ricordarsi di Gesù. Paolo diceva al suo discepolo: «Ricordati di Gesù Cristo» (2Tm 2,8); questo il consiglio del grande San Paolo: «Ricordati di Gesù Cristo». Ricordarsi di Gesù, del fuoco d’amore con cui un giorno abbiamo concepito la nostra vita come un progetto di bene, e ravvivare con questa fiamma la nostra speranza.

[01196-IT.02] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:
Frères et sœurs, aujourd’hui je voudrais revenir sur la relation entre l’espérance et la mémoire, en particulier la mémoire de la vocation. Dans l’évangile, la vocation de Jean et d’André est le commencement d’une amitié avec Jésus tellement forte qu’elle impose une communauté de vie et de passion avec lui et les transforme en missionnaires. Comme pour leurs frères Simon et Jacques, ce fut une rencontre si heureuse qu’ils se rappelleront pour toujours ce jour qui illumina et orienta leur jeunesse. Toute vocation, mariage, vie consacrée, sacerdoce, commence par une rencontre avec Jésus qui donne une joie et une espérance nouvelles. Jésus veut des personnes qui font l’expérience que demeurer avec lui donne un immense bonheur. C’est pour cela que le chrétien garde la flamme du jour où il est devenu amoureux de Jésus. Il y a des épreuves dans la vie, mais la route qui conduit à ce feu sacré, allumé une fois pour toutes, est connue. Nous ne faisons pas confiance à quelqu’un qui éteint l’enthousiasme en disant que rien ne vaudrait le sacrifice de toute une vie. Dieu nous veut capables de rêver comme lui et avec lui, tout en demeurant attentifs aux réalités. La dynamique fondamentale de la vie chrétienneest de se souvenir de Jésus, du feu d’amour avec lequel un jour nous avons conçu notre vie comme un beau projet, et raviver notre espérance à cette flamme.

Santo Padre:
Rivolgo il mio benvenuto ai pellegrini di lingua francese, in particolare ai seminaristi e ai giovani di Meaux, ai fedeli di Guinée, qui convenuti con i rispettivi Vescovi. Il vostro pellegrinaggio a Roma vi aiuti ad attingere con speranza alla memoria della Chiesa e al ricordo del vostro incontro con Gesù. Dio vi benedica!

 

Speaker:
Je souhaite la bienvenue aux pèlerins de langue française, en particulier aux séminaristes et aux jeunes de Meaux, ainsi qu’aux pèlerins de Guinée avec leurs Évêques respectifs. Que votre pèlerinage à Rome vous aide à puiser avec espérance à la mémoire de l’Eglise et à la mémoire de votre rencontre avec Jésus! Que Dieu vous bénisse !

[01197-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:
Dear Brothers and Sisters: I wish to reflect again on the relationship between hope and memory. In the Gospel passage we have heard, Saint John shares with us the precious memory of when Jesus called the first disciples and asked them: “What do you seek?” It is a question that he asks each of us in our own time. Jesus recognizes that a young heart, and a healthy one at that, is a searching heart, full of a desire for life and happiness. For the first disciples, this encounter was only the beginning of their relationship with Jesus and the living out of their vocation; it ignited a flame in their hearts, which transformed them into missionaries who always treasured the memory of that first encounter with Christ. Their story reminds us how we discover our vocation. Whether we are called to marriage, consecrated life or priesthood, our vocation finds its origin in our first encounter with Jesus. It is that first spark which, even in the midst of trials, leads to an ever-deeper relationship with the Lord and which brings us hope and joy. Let us treasure this flame of love that burns in our hearts, by recalling our first encounter with Christ. May we be joyful disciples, who dream with God of a better world, and who share the reason for our hope with all whom we meet.

Santo Padre:
Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Malta, Guinea, Filippine e Canada. Su tutti voi e sulle vostre famiglie invoco la grazia del Signore Gesù affinché possiate essere un segno della speranza cristiana in mezzo alle vostre comunità. Dio vi benedica tutti!

Speaker:
I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly those from Malta, Guinea, the Philippines and Canada. Upon all of you and your families, I invoke the grace of the Lord Jesus, that you may be a sign of Christian hope in the midst of your communities. May God bless you all!

[01198-EN.01] [Original text: English]

In lingua tedesca

Speaker:
Liebe Brüder und Schwestern,

heute wollen wir über die Bedeutung der Erinnerung für die Hoffnung nachdenken. Insbesondere die Erinnerung an die eigene Berufung macht die Hoffnung lebendig. Das sehen wir beispielhaft bei der Berufung der ersten Jünger. Der Evangelist Johannes berichtet verschiedene Einzelheiten darüber; denn diese einschneidende Begebenheit seiner Jugend hat er in klarer Erinnerung behalten. Jesus fragt: „Was sucht ihr?“ Diese Frage zielt auf das Wesentliche: das Verlangen nach Leben und Glück, das vor allem junge Menschen in sich tragen. Jede Berufung beginnt mit einer solchen Begegnung mit Jesus. Sie schenkt den Berufenen Freude und neue Hoffnung und lässt sie auch den Schwierigkeiten des Lebens gelassen ins Auge sehen. Die Freude des Jüngers ist missionarisch. Sie hält die Flamme seiner ersten Liebe zu Christus lebendig. Das ist die grundlegende Dynamik des christlichen Lebens: Wir erinnern uns, wie Jesus uns das Feuer seiner Liebe offenbart hat, unser Herz entfacht und unser Leben auf ein höheres Gut ausgerichtet hat. Aus dieser Flamme lebt unsere Hoffnung.

Santo Padre:
Saluto di cuore i pellegrini di lingua tedesca, in particolare i monaci benedettini dell’Abbazia di Admont, le coppie dalla Diocesi di Graz-Seckau che festeggiano 25 anni di matrimonio, e i borsisti del Programma accademico per gli stranieri della Conferenza Episcopale Tedesca. Portiamo la fiamma dell’amore di Cristo all’umanità che ha tanto bisogno di vera felicità e di pace. Lo Spirito Santo vi guidi sul vostro cammino.

Speaker:
Von Herzen grüße ich die Pilger deutscher Sprache, insbesondere die Benediktinermönche des Stiftes Admont, die Jubilare der Silbernen Hochzeit aus der Diözese Graz-Seckau, und die Stipendiaten des Katholischen Akademischen Ausländerdienstes der Deutschen Bischofskonferenz. Bringen wir die Flamme der Liebe Christi zu den Menschen, die des wahren Glücks und des Friedens so dringend bedürfen. Der Heilige Geist geleite euch auf euren Wegen.

[01199-DE.01] [Originalsprache: Deutsch]

In lingua spagnola

 

Queridos hermanos y hermanas:

En la catequesis de hoy reflexionamos sobre la relación entre la esperanza y la memoria de la vocación. Los primeros discípulos de Jesús recordaban de forma nítida el momento de su llamada.

Juan y Andrés escucharon cómo su maestro Juan el Bautista decía de Jesús: «Ese es el Cordero de Dios». Esta fue la chispa que dio comienzo a su historia de seguimiento. Ellos iniciaron a estar con él y muy pronto se transformaron en misioneros, haciendo que sus hermanos Simón y Santiago también siguieran a Jesús.

Nosotros, ¿cómo podemos descubrir nuestra vocación? Se puede hallar de muchas formas, pero toda vocación, ya sea al matrimonio, al sacerdocio o a la vida consagrada, comienza con un encuentro personal con Jesús, que nos llena de inmensa alegría. El Señor no quiere que lo sigamos sin ganas, sino con el corazón lleno de gozo, y esa felicidad de estar con él es la que evangeliza el mundo.

El cristiano, como la Virgen María, conserva en su corazón la llama del primer encuentro con el Señor, y ante las pruebas de la vida vuelve a ese sagrado fuego, que lo conforta y que fue encendido una vez para siempre.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular los grupos provenientes de España y Latinoamérica. Los animo a que se acuerden de ese primer encuentro con Jesús en sus vidas, para que puedan reavivar ese fuego de amor, que los invita a seguirle con alegría y que es llama de esperanza.

Muchas gracias.

[01200-ES.02] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

Speaker:
Ao longo do Evangelho, Jesus aparece com um “incendiário” de corações. Daquele seu primeiro encontro com Ele, João e André conservaram gravada na memória a própria hora: «Eram as quatro da tarde». Recordarão para sempre aquele dia da sua vocação, que iluminou e orientou a sua juventude. Como se descobre a vocação? Pode-se descobrir de muitos modos, mas esta página evangélica diz-nos que o primeiro indicador é a alegria do encontro com Jesus. Todas as vocações – ao Matrimónio, à Vida Consagrada, ao Sacerdócio – começam com um encontro com Jesus, que nos dá uma alegria e uma esperança nova e nos leva, mesmo através de provas e dificuldades, a um encontro sempre mais íntimo e à plenitude da alegria. O Senhor não quer atrás d’Ele homens e mulheres contrariados e tristonhos. Tornamo-nos arautos de Jesus, não afinando e brandindo as armas da retórica, mas conservando nos olhos o brilho da verdadeira felicidade. Por isso, o cristão – à semelhança da Virgem Maria – preserva a chama do seu enamoramento. É verdade que há provas na vida, mas o cristão conhece a estrada que conduz àquele fogo sagrado que o incendiou, ao princípio, duma vez para sempre. Não demos ouvidos a quem faz questão de apagar, logo ao nascer, o entusiasmo, dizendo que nenhum empreendimento vale o sacrifício de toda uma vida. Pelo contrário, bem atentos à realidade, cultivemos sãs utopias: Deus quer que sejamos capazes de sonhar como Ele e com Ele. Sonhar um mundo diferente. E, se o sonho se apagar, volta a sonhá-lo de novo readquirindo esperança na memória das origens.

 

Santo Padre:
Cari pellegrini di lingua portoghese, benvenuti! Nel salutarvi tutti, specialmente i membri dell’Associazione Chapecoense di Calcio e gli alluni sia del Collegio di San Paolo che del Collegio Pio Brasiliano in Roma, vi auguro di accrescere la sapienza che viene da Dio affinché, resi esperti delle cose di Dio, possiate comunicare agli altri la sua dolcezza e il suo amore. Scenda su di voi e sulle vostre famiglie l’abbondanza delle sue benedizioni.

 

Speaker:
Queridos peregrinos de língua portuguesa, sede bem-vindos! A todos vos saúdo, especialmente aos membros da Associação Chapecoense de Futebol e aos alunos tanto do Colégio de São Paulo como do Colégio Pio Brasileiro de Roma, desejando-vos de prosperar na sabedoria que vem de Deus, a fim de que, tornados peritos das coisas de Deus, possais comunicar aos outros a sua doçura e o seu amor. Desça, sobre vós e vossas famílias, a abundância das suas bênçãos.

[01201-PO.01] [Texto original: Português]

In lingua arabo

Speaker:
أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، أريد اليوم أن أعود إلى موضوع مهم: العلاقة بين الرجاء والذكرى مع إشارة خاصة إلى ذكرى الدعوة. ونأخذ كأيقونة دعوة تلاميذ يسوع الأوائل. تمَّ اللقاء بالقرب من نهر الأردن، حيث كان يوحنا المعمدان يعمِّد؛ ففي أحد الأيام جاء يسوع واعتمد في النهر. وفي اليوم التالي مرّ مجدّدًا فقال المُعمِّد لاثنين من تلاميذه: "هُوَذا حَمَلُ الله!". وكانت هذه الشرارة بالنسبة لهما؛ فتركا معلِّمهما الأول وتبعا يسوع. هكذا بدأت دعوة يوحنا واندراوس: إنها بداية صداقة قويّة مع يسوع، وما إن أقام التلميذان مع يسوع حتى تحولا فورًا إلى مرسَلَين: لدرجة أنهما أشركا أخويهما سمعان ويعقوب في هذا الإتباع. ولكن كيف يكتشف المرء دعوته في هذا العالم؟ يمكنه أن يكتشفها بأشكال عديدة، لكن هذه الصفحة من الإنجيل تقول لنا إن المؤشِّر الأول هو فرح اللقاء بيسوع. زواج أو حياة مكرّسة أو كهنوت: كل دعوة تبدأ بلقاء مع يسوع الذي يعطينا فرحًا ورجاء جديدًا ويقودنا، حتى من خلال التجارب والصعوبات، نحو لقاء كامل معه وإلى ملء الفرح. إن الرب لا يريد رجالاً ونساء يتبعونه رغمًا عنهم أو بدون أن يحملوا في قلوبهم نفحة الفرح، بل يريد أشخاصًا اختبروا أن الإقامة معه تعطي فرحًا كبيرًا يمكن تجديده كل يوم. وبالتالي فإن لم يكن تلميذ ملكوت الله فرحًا فلن يبشِّر هذا العالم؛ ونحن لا نصبح مبشّرين بيسوع إلا من خلال الحفاظ على بريق السعادة في العيون. هذه إذًا ديناميكيّة أساسيّة للحياة المسيحيّة: أن نتذكّر يسوع ونار المحبّة التي من خلالها فهمنا حياتنا كمشروع من أجل الخير ونحيي رجاءنا بواسطة هذه الشعلة.

Santo Padre:
Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente. Cari fratelli e sorelle, anche a voi Gesù rivolge il suo sguardo e vi invita ad andare presso di Lui. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, e non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro. Il Signore vi benedica!

Speaker:
أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللغةِ العربية، وخاصةً بالقادمينَ من الشرق الأوسط. أيها الإخوةُ والأخواتُ الأعزاء، إن يسوع يوجّه إليكم نظره أيضًا ويدعوكم للذهاب إليه؛ لا تخافوا من الإصغاء للروح القدس الذي يلهمكم قرارات شجاعة ولا تُبطئوا عندما يطلب منكم ضميركم أن تخاطروا في إتباع المعلّم، ليبارككُم الرب!

[01202-AR.01] [Testo originale: Arabo]

In lingua polacca

Speaker:
Dzisiaj zatrzymujemy się nad tematem relacji między nadzieją a pamięcią, ze szczególnym uwzględnieniem pamięci o powołaniu. Motywem przewodnim jest powołanie pierwszych uczniów. Gdy Jezus przyjął chrzest, Jan Chrzciciel powiedział dwóm swoim uczniom: „Oto Baranek Boży” (w. 36). To stało się dla nich wezwaniem. Opuścili Jana i wyruszyli, by pójść za Jezusem. A On odwrócił się do nich i zadał kluczowe pytanie: „Czego szukacie?” (w. 38). Tym pytaniem prowokował ich do uświadomienia sobie pragnienia życia i szczęścia, które nosili w swym wnętrzu.

Powołanie Jana i Andrzeja było początkiem przyjaźni z Jezusem, wspólnoty życia i emocji. Było to spotkanie tak bardzo poruszające, tak radosne, że uczniowie zapamiętają na zawsze ów dzień, który rzucił światło i ukierunkował ich młodość.

Powołanie można odkryć na wiele sposobów, ale pierwszym wskaźnikiem jest radość spotkania z Jezusem. Małżeństwo, życie konsekrowane, kapłaństwo – każde powołanie zaczyna się od spotkania z Jezusem, który daje nam radość, nową nadzieję, i prowadzi nas, także poprzez próby i trudności, do coraz pełniejszego spotkania z Nim i do pełni radości.

Bóg pragnie, abyśmy byli zawsze zdolni do marzeń o innym świecie. Jeśli marzenie zagasa, trzeba je obudzić na nowo, wracając pamięcią do początków: do Jezusa i do miłości, która kiedyś pozwoliła nam dostrzec w naszym życiu Boży plan dobra. To pomoże nam ożywić w sobie nadzieję.

Santo Padre:
Un cordiale saluto rivolgo ai pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, il ricordo degli eventi belli del passato di solito risveglia in noi la gioia e l’ottimismo. Tanto più la memoria dei momenti di incontro personale con Cristo e nella luce del suo amore rafforza la nostra speranza, soprattutto nel tempo delle prove e delle sofferenze. Preghiamo il Signore, perché il Suo Spirito susciti in noi sempre questa memoria che porta alla speranza. Dio benedica voi e le vostre famiglie!

Speaker:

Serdeczne pozdrowienie kieruję do polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, wspomnienie pięknych wydarzeń z przeszłości zazwyczaj budzi w nas radość i optymizm. Tym bardziej pamięć o chwilach, gdy w osobistym spotkaniu z Chrystusem, w świetle Jego miłości odsłaniało się nasze powołanie, marzenie o dobru do zrealizowania w życiu, umacnia naszą nadzieję, zwłaszcza w czasach próby i cierpienia. Prośmy Pana, aby Jego Duch budził w nas zawsze tę pamięć, która prowadzi ku nadziei. Niech Bóg błogosławi wam i waszym rodzinom!

[01203-PL.01] [Testo originale: Polacco]

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto le Suore della Presentazione di Maria che partecipano al loro Capitolo generale, i Seminaristi di Milano, i cresimandi di Verona e quelli di Lucca accompagnati dal loro Arcivescovo. Saluto gli Scout AGESCI delle Marche con il Cardinale Edoardo Menichelli, i profughi ospiti della diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, che hanno ricevuto nei giorni scorsi il Battesimo e qui convenuti con il Vescovo Mons. Stefano Manetti, l’Associazione Vittime del “Forteto” con il Cardinale Giuseppe Betori, e i dipendenti della Società Vodafone Italia. Cari fratelli e sorelle, auguro a tutti che la vostra visita alle tombe degli Apostoli vi rinsaldi nell’adesione a Cristo e vi renda suoi testimoni nelle famiglie, nelle comunità ecclesiali e nella società civile.

Saluto infine i giovani, i malati e gli sposi novelli. Cari giovani, tornando dopo le vacanze alle consuete attività, sappiate trovare ogni giorno il tempo per il vostro dialogo con Dio e diffondete attorno a voi la sua luce e la sua pace. Voi, cari malati, trovate conforto nel Signore Gesù, che continua la sua opera di redenzione nella vita di ogni uomo. E voi, cari sposi novelli, imparate a pregare insieme, nell’intimità domestica, affinché il vostro amore sia sempre più vero, fecondo e duraturo.

[01204-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Appello del Santo Padre

Dopodomani, 1° settembre, ricorrerà la Giornata di preghiera per la cura del creato. In questa occasione, io e il caro fratello Bartolomeo, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, abbiamo preparato insieme un Messaggio. In esso invitiamo tutti ad assumere un atteggiamento rispettoso e responsabile verso il creato. Facciamo inoltre appello, a quanti occupano ruoli influenti, ad ascoltare il grido della terra e il grido dei poveri, che più soffrono per gli squilibri ecologici.

[01205-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0540-XX.02]