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Videomessaggio del Santo Padre Francesco al Centro di studenti universitari del Complesso penitenziario federale di Ezeiza (Argentina), 24.08.2017


Videomessaggio del Santo Padre

Traduzione in lingua italiana

Riportiamo di seguito il Videomessaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato al Centro di Studenti universitari del Complesso penitenziario federale di Ezeiza (Argentina):

Videomessaggio del Santo Padre

Mis amigos que forman parte del Centro de estudiantes universitarios de Ezeiza, un cordial saludo, un saludo que evoque esas llamadas dominicales que hago al penal. Estoy al tanto de todas vuestras actividades y me da mucha alegría la existencia de este espacio, un espacio de trabajo, de cultura, de progreso, es un signo de humanidad. Y no podría existir si entre ustedes no hubiera personas de tanta sensibilidad humana, entre los internos, los agentes del servicio penitenciario, directivos, jueces, miembros de la Universidad de Buenos Aires y los estudiantes. Gracias.

Ahora un paso más. Impulsaron la apertura del Taller de música. Quiero agradecer a todos los que ayudaron en esta iniciativa: al señor jefe Claudio Segura, al director señor Alejandro González, al apoyo y el aval de la Universidad de Buenos Aires y del Poder Judicial y, sobre todo, a los secretarios de Casación, Luis y Víctor y a los internos a cargo del Centro de estudiantes -Marcelino, Guille, Edo- que los conozco por teléfono. Gracias por todo lo que han hecho.

Es un aliento de vida esto que está sucediendo en el penal entre ustedes. Y la vida –ustedes lo saben- es un regalo, pero un regalo que hay que conquistarlo cada día. Nos lo regalan pero tenemos que conquistarlo cada día. Tenemos que conquistarlo en cada paso de la vida. Un regalo que no es fácil conservarlo. Ánimo cada día. Dificultades a montones, todos las tenemos, pero ese regalo lo cuidamos y lo hacemos progresar, lo cuidamos y lo hacemos florecer.

Los internos están pagando una pena, una pena por un error cometido. Pero no olvidemos que para que la pena sea fecunda debe tener un horizonte de esperanza, de lo contrario, queda encerrada en sí misma y es solamente un instrumento de tortura, no es fecunda. Pena con esperanza, entonces es fecunda. Esperanza de reinserción social, y para eso, capacitación social, mirando al futuro, y esto es lo que están haciendo ustedes. Con este nuevo taller de música están mirando a la reinserción social, ya ahora se están reinsertando con los estudios, con la Universidad de Buenos Aires, están mirando a la reinserción social. Es una pena con esperanza, una pena con horizonte. Vuelvo a decir, problemas hay y los habrá, pero el horizonte es más grande que los problemas, la esperanza supera todos los problemas.

Queridos amigos, rezo por ustedes, los tengo cerca al corazón, les pido que no se olviden de hacerlo por mí. Que Dios los bendiga y adelante, siempre con una sonrisa. Hasta el próximo llamado.

[01183-ES.01] [Texto original: Español]

Traduzione in lingua italiana

Amici miei che fate parte del Centro di studenti universitari di Ezeiza, un cordiale saluto, un saluto che evoca quelle telefonate domenicali che faccio al Penale. Sono al corrente di tutte le vostre attività e mi suscita tanta gioia l’esistenza di questo spazio, uno spazio di lavoro, di cultura, di progresso, è un segno di umanità. E non sarebbe potuto esistere se non ci fossero state persone di tanta sensibilità umana tra gli interni, gli agenti del servizio penitenziario, direttori, giudici, membri dell’Università di Buenos Aires e gli studenti. Grazie.

Adesso un passo avanti. Hanno dato impulso all’apertura del corso di musica. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno collaborato a questa iniziativa: il Capo Sig. Claudio Segura, il Direttore Sig. Alejandro Gonzalez, il sostegno e l’avallo dell’Università di Buenos Aires e del potere giudiziario e soprattutto i segretari di Cassazione, Luis e Victor, e gli interni incaricati del Centro di studenti – Marcelino, Guille, Edo – che conosco per telefono. Grazie per tutto ciò che avete fatto.

È un alito di vita ciò che sta succedendo nel Penale, tra di voi. E la vita – voi lo sapete – è un regalo, ma un regalo che bisogna conquistare ogni giorno. Ce lo regalano, ma dobbiamo conquistarlo ogni giorno. Dobbiamo conquistarlo in ogni passo della vita. Un regalo che non è facile conservare. Coraggio ogni giorno. Un sacco di difficoltà, tutti ne abbiamo, però abbiamo cura di questo regalo e lo facciamo crescere, ne abbiamo cura e lo facciamo fiorire.

Gli interni stanno scontando una pena, una pena per un errore commesso. Ma non dimentichiamo che, affinché la pena sia feconda, deve avere un orizzonte di speranza, altrimenti resta rinchiusa in se stessa ed è soltanto uno strumento di tortura, non è feconda. Pena con speranza, allora è feconda. Speranza di reinserimento sociale, e per questo, formazione sociale, guardando al futuro, e questo è quello che state facendo voi. Con questo nuovo corso di musica state guardando al reinserimento sociale, già adesso vi state reinserendo con gli studi, con l’Università di Buenos Aires, state guardando al reinserimento sociale. È una pena con speranza, una pena con orizzonte. Torno a dire, i problemi ci sono e ci saranno, ma l’orizzonte è più grande dei problemi, la speranza supera tutti i problemi.

Cari amici, prego per voi, vi tengo vicini al cuore, vi chiedo di non dimenticare di farlo per me. Che Dio vi benedica e avanti, sempre con un sorriso. Alla prossima chiamata!

[01183-IT.01] [Testo originale: Spagnolo]

[B0533-XX.01]