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L’Udienza Generale, 23.08.2017


Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.30 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
Nel discorso in lingua italiana il Papa si è soffermato sul tema: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21,5). La novità della speranza cristiana.
Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.
L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

 

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Testo biblico (Ap 21, 5-7)

Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». E soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e vere. E mi disse: «Ecco sono compiute! Io sono l'Alfa e l'Omega, il Principio e la Fine. A colui che ha sete darò gratuitamente da bere alla fonte dell’acqua della vita.Chi sarà vincitore erediterà questi beni; io sarò suo Dio ed egli sarà mio figlio».

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Abbiamo ascoltato la Parola di Dio nel libro dell’Apocalisse, e dice così: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (21,5). La speranza cristiana si basa sulla fede in Dio che sempre crea novità nella vita dell’uomo, crea novità nella storia, crea novità nel cosmo. Il nostro Dio è il Dio che crea novità, perché è il Dio delle sorprese.

Non è cristiano camminare con lo sguardo rivolto verso il basso – come fanno i maiali: sempre vanno così – senza alzare gli occhi all’orizzonte. Come se tutto il nostro cammino si spegnesse qui, nel palmo di pochi metri di viaggio; come se nella nostra vita non ci fosse nessuna meta e nessun approdo, e noi fossimo costretti ad un eterno girovagare, senza alcuna ragione per tante nostre fatiche. Questo non è cristiano.

Le pagine finali della Bibbia ci mostrano l’orizzonte ultimo del cammino del credente: la Gerusalemme del Cielo, la Gerusalemme celeste. Essa è immaginata anzitutto come una immensa tenda, dove Dio accoglierà tutti gli uomini per abitare definitivamente con loro (Ap 21,3). E questa è la nostra speranza. E cosa farà Dio, quando finalmente saremo con Lui? Userà una tenerezza infinita nei nostri confronti, come un padre che accoglie i suoi figli che hanno a lungo faticato e sofferto. Giovanni, nell’Apocalisse, profetizza: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! [… Egli] asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate […] Ecco io faccio nuove tutte le cose!» (21,3-5). Il Dio della novità!

Provate a meditare questo brano della Sacra Scrittura non in maniera astratta, ma dopo aver letto una cronaca dei nostri giorni, dopo aver visto il telegiornale o la copertina dei giornali, dove ci sono tante tragedie, dove si riportano notizie tristi a cui tutti quanti rischiamo di assuefarci. E ho salutato alcuni da Barcellona: quante notizie tristi da lì! Ho salutato alcuni del Congo, e quante notizie tristi da lì! E quante altre! Per nominare soltanto due Paesi di voi che siete qui … Provate a pensare ai volti dei bambini impauriti dalla guerra, al pianto delle madri, ai sogni infranti di tanti giovani, ai profughi che affrontano viaggi terribili, e sono sfruttati tante volte … La vita purtroppo è anche questo. Qualche volta verrebbe da dire che è soprattutto questo.

Può darsi. Ma c’è un Padre che piange con noi; c’è un Padre che piange lacrime di infinta pietà nei confronti dei suoi figli. Noi abbiamo un Padre che sa piangere, che piange con noi. Un Padre che ci aspetta per consolarci, perché conosce le nostre sofferenze e ha preparato per noi un futuro diverso. Questa è la grande visione della speranza cristiana, che si dilata su tutti i giorni della nostra esistenza, e ci vuole risollevare.

Dio non ha voluto le nostre vite per sbaglio, costringendo Sé stesso e noi a dure notti di angoscia. Ci ha invece creati perché ci vuole felici. È il nostro Padre, e se noi qui, ora, sperimentiamo una vita che non è quella che Egli ha voluto per noi, Gesù ci garantisce che Dio stesso sta operando il suo riscatto. Lui lavora per riscattarci.

Noi crediamo e sappiamo che la morte e l’odio non sono le ultime parole pronunciate sulla parabola dell’esistenza umana. Essere cristiani implica una nuova prospettiva: uno sguardo pieno di speranza. Qualcuno crede che la vita trattenga tutte le sue felicità nella giovinezza e nel passato, e che il vivere sia un lento decadimento. Altri ancora ritengono che le nostre gioie siano solo episodiche e passeggere, e nella vita degli uomini sia iscritto il non senso. Quelli che davanti a tante calamità dicono: “Ma, la vita non ha senso. La nostra strada è il non-senso”. Ma noi cristiani non crediamo questo. Crediamo invece che nell’orizzonte dell’uomo c’è un sole che illumina per sempre. Crediamo che i nostri giorni più belli devono ancora venire. Siamo gente più di primavera che d’autunno. A me piacerebbe domandare, adesso – ognuno risponda nel suo cuore, in silenzio, ma risponda –: “Io sono un uomo, una donna, un ragazzo, una ragazza di primavera o di autunno? La mia anima è in primavera o è in autunno?”. Ognuno si risponda. Scorgiamo i germogli di un mondo nuovo piuttosto che le foglie ingiallite sui rami. Non ci culliamo in nostalgie, rimpianti e lamenti: sappiamo che Dio ci vuole eredi di una promessa e instancabili coltivatori di sogni. Non dimenticate quella domanda: “Io sono una persona di primavera o di autunno?”. Di primavera, che aspetta il fiore, che aspetta il frutto, che aspetta il sole che è Gesù, o di autunno, che è sempre con la faccia guardando in basso, amareggiato e, come a volte ho detto, con la faccia dei peperoncini all’aceto.

Il cristiano sa che il Regno di Dio, la sua Signoria d’amore sta crescendo come un grande campo di grano, anche se in mezzo c’è la zizzania. Sempre ci sono problemi, ci sono le chiacchiere, ci sono le guerre, ci sono le malattie … ci sono dei problemi. Ma il grano cresce, e alla fine il male sarà eliminato. Il futuro non ci appartiene, ma sappiamo che Gesù Cristo è la più grande grazia della vita: è l’abbraccio di Dio che ci attende alla fine, ma che già ora ci accompagna e ci consola nel cammino. Lui ci conduce alla grande “tenda” di Dio con gli uomini (cfr Ap 21,3), con tanti altri fratelli e sorelle, e porteremo a Dio il ricordo dei giorni vissuti quaggiù. E sarà bello scoprire in quell’istante che niente è andato perduto, nessun sorriso e nessuna lacrima. Per quanto la nostra vita sia stata lunga, ci sembrerà di aver vissuto in un soffio. E che la creazione non si è arrestata al sesto giorno della Genesi, ma ha proseguito instancabile, perché Dio si è sempre preoccupato di noi. Fino al giorno in cui tutto si compirà, nel mattino in cui si estingueranno le lacrime, nell’istante stesso in cui Dio pronuncerà la sua ultima parola di benedizione: «Ecco - dice il Signore – io faccio nuove tutte le cose!» (v. 5). Sì, il nostro Padre è il Dio delle novità e delle sorprese. E quel giorno noi saremo davvero felici, e piangeremo. Sì: ma piangeremo di gioia.

[01171-IT.02] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, l’espérance chrétienne est fondée sur la foi en Dieu qui fait toute chose nouvelle. L’horizon ultime du chemin du croyant est la Jérusalem céleste. Dieu usera avec nous d’une tendresse infinie comme un père accueille ses enfants après la peine. Nous croyons que la mort et la souffrance n’auront pas le dernier mot: être chrétien nous donne un regard nouveau rempli d’espérance. Le Règne de Dieu progresse inexorablement, comme un champ ensemencé, même si l’ivraie s’y mêle encore, mais à la fin le mal sera détruit. Notre vie a un sens: elle n’est pas un lent déclin mais une marche vers un avenir nouveau, où nous serons les héritiers des promesses de Dieu. Jésus nous accompagne et nous console sur le chemin, jusqu’au jour où tout sera accompli, lorsque Dieu prononcera son ultime parole de bénédiction. En ce jour nous serons vraiment heureux et nous pleurerons de joie.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese. In occasione del vostro pellegrinaggio a Roma, vi invito a rinnovare la vostra unione a Cristo. Egli vi guidi ogni giorno verso la felicità del suo Regno. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française.

Je vous invite, à l’occasion de votre pèlerinage à Rome, à renouveler votre vie d’union au Christ. Qu’il vous guide, chaque jour de votre vie, vers le bonheur de son Royaume.

Que Dieu vous bénisse!

[01172-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: As we continue to explore the virtue of Christian hope, we discover in the final pages of the Bible that the ultimate destination of our Christian pilgrimage will be the heavenly Jerusalem. And on this pilgrimage we encounter the God of surprises who treats us with infinite tenderness, like a father welcoming his children home after a long and difficult journey. Even if many experience life as a prolonged period of suffering – think of the fearful faces of those haunted by violence and war – still there is a Father who weeps with infinite compassion for his children, and who waits to console them with a very different future. We believe that neither death nor hatred have the last word, for we Christians see, with great hope, a larger horizon: the Kingdom of God, where all evil is banished forever. It is Jesus himself who is the light of this new future, and who even now accompanies us on our way. Creation did not stop on the sixth day of Genesis, because God is continually looking after us, always ready to pronounce his blessing: “Behold, I make all things new! (Rev 21:5)”.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua inglese presenti a questa Udienza, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, India e Vietnam. In modo particolare, esprimo un caloroso benvenuto ai pellegrini della Cardjin Community International nel cinquantesimo anniversario della morte del Cardinale Joseph Cardijn e li incoraggio nel loro generoso servizio al Vangelo. Gesù Cristo confermi tutti voi nella fede e vi renda testimoni del suo amore nel mondo. Dio vi benedica!

Speaker:

I offer an affectionate greeting to all the English-speaking pilgrims and visitors present at today’s Audience, including those from England, India and Vietnam. In a particular way, I extend a warm welcome to pilgrims from the Cardjin Community International on the fiftieth anniversary of the death of Cardinal Joseph Cardijn, and I encourage them in their generous service to the Gospel. May Jesus Christ confirm all of you in faith and make you witnesses of his love in the world. God bless you!

[01173-EN.01] [Original text: English]

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, die christliche Hoffnung gründet auf dem Glauben an Gott, der alles neu macht. Diese neue Schöpfung findet ihr Ziel im himmlischen Jerusalem, der heiligen Stadt, in der Gott die Erlösten mit großer Liebe aufnimmt: „Er wird alle Tränen von ihren Augen abwischen: Der Tod wird nicht mehr sein, keine Trauer, keine Klage, keine Mühsal. Denn was früher war, ist vergangen. Er, der auf dem Thron saß, sprach: Seht, ich mache alles neu“ (Offb 21,4-5). Gott kennt unsere Leiden und Verstrickungen; aber er gibt seine Schöpfung nicht auf. Er hat Mitleid mit den Tränen der Armen, der Notleidenden und der Kinder und er schenkt uns Jesus, der den Weg der Erlösung aus der Sünde weist. Aus einer Welt des Leidens und der Sünde wandern wir schon auf den Horizont einer künftigen Welt zu, in der Gott uns tröstet und uns eine Zukunft der Liebe und des Glücks erwartet. So ist der Christ erfüllt von der Hoffnung auf das ewige Leben in Gott im festen Vertrauen auf sein Wort: „Seht, ich mache alles neu“ (V. 5).

Santo Padre:

Un cordiale benvenuto a tutti i pellegrini di lingua tedesca. In questi giorni contempliamo Maria Regina del cielo. Cristo ha reso sua Madre partecipe della sua vittoria sulla morte. Affidiamoci alla Madre celeste, affinché, come lei, al termine del nostro camino terreno, possiamo raggiungere la meta della nostra vita, secondo il progetto di Dio. Il Signore benedica voi e le vostre famiglie.

Speaker:

Herzlich heiße ich alle Pilger deutscher Sprache willkommen. In diesen Tagen betrachten wir Maria als Königin des Himmels. Christus hat seiner Mutter Anteil gegeben an seinem Sieg über Sünde und Tod. Vertrauen wir uns der „Himmelsmutter“ an, dass auch wir am Ende der irdischen Pilgerschaft das Ziel unseres Lebens, wie es von Gott gewollt ist, erreichen. Der Herr segne euch und eure Familien.

[01174-DE. 01] [Originalsprache: Deutsch]

In lingua spagnola

Queridos hermanos:

En la catequesis de hoy hemos considerado cómo la esperanza cristiana está abierta a la novedad más grande, porque está abierta a Dios que sabe crear siempre cosas nuevas y sorprendentes en nuestra vida y en la historia.

La Biblia nos muestra que el camino del creyente tiene una meta y un sentido. Es la Jerusalén del Cielo, donde nos espera lleno de ternura para enjugar nuestras lágrimas y darnos descanso en nuestras luchas y fatigas. Frente a tanto sufrimiento en el mundo, a tantos niños que sufren por la guerra, al llanto de las madres, a los sueños rotos de tantos jóvenes, a las penurias de tantos refugiados, la esperanza cristiana nos asegura que tenemos un Padre; tenemos un Padre que llora y se apiada de sus hijos, que nos espera para consolarnos, porque conoce nuestros sufrimientos y ha preparado para nosotros un futuro distinto.

La esperanza nos lleva a creer con firmeza que la muerte y el odio no tienen la última palabra. Que el mal al final será eliminado como la cizaña del campo. Y, sobre todo, nos da a Jesucristo que nos acompaña y consuela en nuestro camino.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en modo particular a los grupos provenientes de España y América Latina. Por intercesión de santa Rosa de Lima, cuya fiesta celebramos hoy, pidamos a la Virgen María que aun en medio de las dificultades y oscuridades de la vida mantengamos encendida la luz de la esperanza, la certeza de que Dios es nuestro Padre y nunca nos abandona. Que el Señor los bendiga. Muchas gracias.

(canto)

Pensavo che all’università di Salamanca insegnassero a studiare solamente sui libri; ma vedo che cantano bene: complimenti!

[01175-ES. 02] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

Speaker:

As palavras do livro do Apocalipse – “Eis que faço novas todas as coisas” – nos lembram como a esperança cristã é para nós uma fonte de contínua novidade. Apesar de experimentarmos nesta vida situações de tristeza e de sofrimento, de vermos tanto joio em meio ao trigo, a ponto de às vezes parecer que a felicidade é uma ilusão passageira, a verdade é que Deus nos apresenta um horizonte luminoso: temos um Pai cheio de ternura, que nos espera para nos consolar; um Pai que conhece os nossos sofrimentos, quer enxugar as nossas lágrimas e preparou para nós um futuro maravilhoso: habitar com Ele na Jerusalém celeste. Nesta vida, a nossa esperança se alimenta da presença de Jesus, que se faz nosso companheiro de caminho, como sol que ilumina o nosso horizonte, dando-nos a certeza de que a morte e o ódio não têm a última palavra. Podemos estar certos de que, no final, nossas lágrimas não hão de ser de tristeza, mas de felicidade, uma felicidade perfeita.

Santo Padre:

Saluto voi pellegrini di lingua portoghese presenti in quest’Udienza e, tramite ciascuno, saluto tutte le famiglie dei vostri Paesi! Rivolgo un saluto particolare ai fedeli della parrocchia de Ribeirão e ai gruppi di brasiliani. Lasciatevi guidare dalla tenerezza divina, perché possiate trasformare il mondo con la vostra fede. Dio vi benedica.

Speaker:

Saúdo os peregrinos de língua portuguesa presentes nesta Audiência e através de cada um de vós, saúdo todas as famílias dos vossos Países. Dirijo uma saudação particular aos fiéis da paróquia de Ribeirão e aos grupos de brasileiros. Deixai-vos guiar pela ternura divina, para que possais transformar o mundo com a vossa fé. Deus vos abençoe.

[01176-PO. 01] [Texto original: Português]

In lingua arabo

Speaker:

Speaker:

أكد قداسة البابا اليوم أن الرجاء المسيحي يستند على الإيمان بالله الذي يخلق دائما كل شيء جديدا في ‏حياة الإنسان وفي التاريخ وفي الكون. إنه رجاء يقوم على الثقة بأن الأفق النهائي لمسيرة المؤمن هي أورشليم ‏ ‏السماوية، حيث سيستضيف الله كل البشر ليعيشوا معه للأبد، وسيغمرنا بعطفه اللامتناهي،‏ "لأن الأمور الأولى ‏قد مضت. [يقول الرب] ها أنا أصنع كل شيء جديدا". وأكد البابا على أن الله هو أب ينتظرنا كي يعزين، لأنه ‏يعلم معاناتنا وقد أعد لنا مستقبلا مختلفا. لذا يعرف المسيحي أنه في النهاية سيتم القضاء على الشر، وأن يسوع ‏المسيح هو عناق الله الذي ينتظرنا في نهاية‏ المطاف، وهو أيضا معنا الآن ويعزينا في مسيرتنا.‏‏

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua ‎araba, ‎in ‎‎‎particolare quelli ‎provenienti ‎dal Libano, dalla Siria e dal Medio Oriente. La speranza cristiana non si fonda sul ‎disprezzo della vita terrena o sull’aspirazione infantile di una vita eterna, ma ‎sulla certezza che Dio non ci ha creati per essere preda della tristezza, ‎dell’angoscia, della fragilità e della morte; si fonda sulla fede che Dio Padre ci ha ‎creati‏ ‏per costruire ora, con Lui e con la sua forza, la nostra Patria del Cielo, ove ‎‎“‎[Egli] asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la ‎morte né lutto ‎né lamento né affanno, perché le cose di prima sono ‎passate.‎‏ ‏‎[…] Ecco io faccio ‎nuove tutte le cose!».‎‏ ‏Il Signore vi benedica e vi protegga sempre dal maligno!‎

Speaker:

أرحب بمودة بالحاضرين الناطقين باللغة العربية، وخاصة بالقادمين ‏من لبنان ومن سوريا، ‏ومن الشرق ‏الأوسط. إن الرجاء المسيحي لا يقوم على احتقار الحياة الأرضية، أو التطلع الطفولي لحياة أبدية، بل على ‏اليقين بأن‏ الله لم يخلقنا كي يتركنا فريسة للحزن والوهن والمرض والموت؛ تقوم على الإيمان بأن الله الآب ‏خلقنا كي نبني ‏الآن، معه وبقوته، وطننا السمائي، حيث‏ "سيمسح الله كل دمعة من عيونهم، والموت لا يكون ‏في ما بعد، ولا يكون حزن ولا صراخ ولا وجع في ما بعد، لأن الأمور الأولى قد مضت. [...] ها أنا أصنع كل ‏شيء جديدا". ليبارككم الرب جميعا ويحرسكم من الشرير!‏‏‏ ‏‏

[01177-AR. 02] [Testo originale: Arabo]

In lingua polacca

Speaker:

Bracia i siostry, nadzieja chrześcijańska wyrasta z wiary w Boga, który ustawicznie stwarza rzeczy nowe w życiu człowieka, w historii, we wszechświecie. Apokalipsa św. Jana, ukazuje nam ostateczną perspektywę pielgrzymki człowieka: niebieskie Jeruzalem, gdzie nie będzie już śmierci, ani żałoby, ni krzyku, ni trudu, bo pierwsze rzeczy przeminęły. „Oto czynię wszystko nowe” (Ap 21, 5) - mówi Bóg. Trochę nieufni słuchamy tych słów, pamiętając o tragicznych wydarzeniach, o przerażonych - z powodu wojen - twarzach dzieci, o łzach matek, o uchodźcach, o przerwanych przez śmierć planach i marzeniach młodych ludzi. Takie jest doświadczenie życia. Z nadzieją patrzymy jednak na nieskończone miłosierdzie Boga, który na nas czeka, zna ludzkie cierpienie, pociesza nas, pragnie naszego szczęścia. Śmierć i nienawiść nie są ostatnimi słowami ludzkiej egzystencji. W ostatecznym rozrachunku zło zostanie wyeliminowane. Dlatego przeżywajmy naszą codzienność w łączności z Chrystusem, który przewodzi nam na drogach życia, umacnia, pragnie wprowadzić nas do Domu Ojca – Przybytku Boga z ludźmi. Tam nas oczekuje. Niech ta perspektywa napawa nas nadzieją, pokojem i radością.]

Santo Padre:

Saluto cordialmente i Polacchi. Tra pochi giorni, sabato e domenica prossimi, numerosi di voi, di persona o spiritualmente, si raduneranno alla cosiddetta “Cana Polacca”, il vostro Santuario Nazionale a Jasna Góra, per celebrare la Solennità della Beata Maria Vergine di Częstochowa e il terzo centenario dell’incoronazione della sua effige miracolosa. Presentandovi davanti al volto della vostra Madre e Regina, mettetevi in attento ascolto della sua parola: Qualsiasi cosa vi dica Gesù, fatela (cfr. Gv 2, 5). Sia essa per ognuno di voi un’indicazione nella formazione della coscienza, nel mettere ordine nella vita personale e famigliare, nell’edificazione del futuro della società e della Nazione. Benedico di cuore ognuno di voi e tutta la Polonia.

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam Polaków. Za kilka dni, w sobotę i w niedzielę, wielu z was, osobiście lub duchowo, zgromadzi się w „polskiej Kanie”, w waszym narodowym Sanktuarium na Jasnej Górze, by świętować Uroczystość Najświętszej Maryi Panny Częstochowskiej i 300-lecie koronacji Jej cudownego Obrazu. Stając przed Obliczem waszej Matki i Królowej, wsłuchujcie się z uwagą w Jej słowa: Zróbcie wszystko, cokolwiek Jezus wam powie (por. J 2, 5). Niech będą one dla was wskazaniem w kształtowaniu sumień, w porządkowaniu życia osobistego i rodzinnego, w budowaniu przyszłości społeczeństwa i narodu. Każdemu z was i całej Polsce z serca błogosławię.

[01178-PL. 01] [Testo originale: Polacco]

In lingua italiana

Saluto ora i pellegrini italiani. In particolare, le Suore Francescane di Santa Chiara, che prendono parte al Capitolo Generale della loro Congregazione, e le esorto a testimoniare in maniera concreta il Vangelo della speranza e dell’amore. Sono presenti numerosi Seminaristi: quelli partecipanti al 25° corso estivo, quelli dell’Oratorio di San Filippo Neri e quelli di Verona: cari ragazzi e giovani che vi preparate al sacerdozio, allenatevi fin da ora a vivere il Vangelo con ardente spirito missionario e con una speciale attenzione nel servire i poveri e i bisognosi. E non lasciate di pregare ogni giorno il Rosario. Saluto, inoltre, i membri dell’Associazione “Ali estese” di Vittorio Veneto e gli altri gruppi presenti, specialmente le parrocchie. Auguro a ciascuno che questa sosta presso le Tombe degli Apostoli sia occasione propizia per un proficuo rinnovamento spirituale.

Porgo un cordiale saluto ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Carissimi, eleviamo lo sguardo verso il Cielo per contemplare lo splendore della Santa Madre di Dio, che la settimana scorsa abbiamo ricordato nella sua Assunzione, e ieri abbiamo invocato come nostra Regina. Coltivate verso di Lei una devozione sincera, perché vi sia accanto nella vostra quotidiana esistenza.

Rivolgo, infine, il mio pensiero ed esprimo affettuosa vicinanza a quanti soffrono a causa del terremoto che lunedì sera ha colpito l’Isola di Ischia. Preghiamo per i morti, per i feriti, per i rispettivi familiari e per le persone che hanno perso la casa.

[01179-IT.02] [Testo originale: Italiano]

[B0529-XX.02]