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L’Udienza Generale, 21.12.2016


Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

Appello del Santo Padre

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.45 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il nuovo ciclo di catechesi sul tema della speranza cristiana, ha incentrato la sua meditazione sul tema “Il Natale di Gesù, sorgente della speranza” (cfr Lc 2, 9A.11-14.16).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello in favore del processo di pacificazione e della riconciliazione nella Repubblica Democratica del Congo.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Abbiamo da poco iniziato un cammino di catechesi sul tema della speranza, quanto mai adatto al tempo di Avvento. A guidarci è stato finora il profeta Isaia. Oggi, a pochi giorni dal Natale, vorrei riflettere in modo più specifico sul momento in cui, per così dire, la speranza è entrata nel mondo, con l’incarnazione del Figlio di Dio. Lo stesso Isaia aveva preannunciato la nascita del Messia in alcuni passi: «Ecco la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio, a lui sarà dato il nome di Emmanuele» (7,14); e anche «Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici» (11,1). In questi brani traspare il senso del Natale: Dio adempie la promessa facendosi uomo; non abbandona il suo popolo, si avvicina fino a spogliarsi della sua divinità. In tal modo Dio dimostra la sua fedeltà e inaugura un Regno nuovo, che dona una nuova speranza all’umanità. E qual è questa speranza? La vita eterna.

Quando si parla di speranza, spesso ci si riferisce a ciò che non è in potere dell’uomo e che non è visibile. In effetti, ciò che speriamo va oltre le nostre forze e il nostro sguardo. Ma il Natale di Cristo, inaugurando la redenzione, ci parla di una speranza diversa, una speranza affidabile, visibile e comprensibile, perché fondata in Dio. Egli entra nel mondo e ci dona la forza di camminare con Lui: Dio cammina con noi in Gesù e camminare con Lui verso la pienezza della vita ci dà la forza di stare in maniera nuova nel presente, benché faticoso. Sperare allora per il cristiano significa la certezza di essere in cammino con Cristo verso il Padre che ci attende. La speranza mai è ferma, la speranza sempre è in cammino e ci fa camminare. Questa speranza, che il Bambino di Betlemme ci dona, offre una meta, un destino buono al presente, la salvezza all’umanità, la beatitudine a chi si affida a Dio misericordioso. San Paolo riassume tutto questo con l’espressione: «Nella speranza siamo stati salvati» (Rm 8,24). Cioè, camminando in questo mondo, con speranza, siamo salvi. E qui possiamo farci la domanda, ognuno di noi: io cammino con speranza o la mia vita interiore è ferma, chiusa? Il mio cuore è un cassetto chiuso o è un cassetto aperto alla speranza che mi fa camminare non da solo, con Gesù?

Nelle case dei cristiani, durante il tempo di Avvento, viene preparato il presepe, secondo la tradizione che risale a san Francesco d’Assisi. Nella sua semplicità, il presepe trasmette speranza; ognuno dei personaggi è immerso in questa atmosfera di speranza.

Prima di tutto notiamo il luogo in cui nacque Gesù: Betlemme. Piccolo borgo della Giudea dove mille anni prima era nato Davide, il pastorello eletto da Dio come re d’Israele. Betlemme non è una capitale, e per questo è preferita dalla provvidenza divina, che ama agire attraverso i piccoli e gli umili. In quel luogo nasce il “figlio di Davide” tanto atteso, Gesù, nel quale la speranza di Dio e la speranza dell’uomo si incontrano.

Poi guardiamo Maria, Madre della speranza. Con il suo “sì” ha aperto a Dio la porta del nostro mondo: il suo cuore di ragazza era pieno di speranza, tutta animata dalla fede; e così Dio l’ha prescelta e lei ha creduto alla sua parola. Colei che per nove mesi è stata l’arca della nuova ed eterna Alleanza, nella grotta contempla il Bambino e vede in Lui l’amore di Dio, che viene a salvare il suo popolo e l’intera umanità. Accanto a Maria c’è Giuseppe, discendente di Iesse e di Davide; anche lui ha creduto alle parole dell’angelo, e guardando Gesù nella mangiatoia, medita che quel Bambino viene dallo Spirito Santo, e che Dio stesso gli ha ordinato di chiamarlo così, “Gesù”. In quel nome c’è la speranza per ogni uomo, perché mediante quel figlio di donna, Dio salverà l’umanità dalla morte e dal peccato. Per questo è importante guardare il presepe!

E nel presepe ci sono anche i pastori, che rappresentano gli umili e i poveri che aspettavano il Messia, il «conforto di Israele» (Lc 2,25) e la «redenzione di Gerusalemme» (Lc 2,38). In quel Bambino vedono la realizzazione delle promesse e sperano che la salvezza di Dio giunga finalmente per ognuno di loro. Chi confida nelle proprie sicurezze, soprattutto materiali, non attende la salvezza da Dio. Mettiamoci questo in testa: le nostre sicurezze non ci salveranno; l’unica sicurezza che ci salva è quella della speranza in Dio. Ci salva perché è forte e ci fa camminare nella vita con gioia, con la voglia di fare il bene, con la voglia di diventare felici per l’eternità. I piccoli, i pastori, invece confidano in Dio, sperano in Lui e gioiscono quando riconoscono in quel Bambino il segno indicato dagli angeli (cfr Lc 2,12).

E proprio il coro degli angeli annuncia dall’alto il grande disegno che quel Bambino realizza: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama» (Lc 2,14). La speranza cristiana si esprime nella lode e nel ringraziamento a Dio, che ha inaugurato il suo Regno di amore, di giustizia e di pace.

Cari fratelli e sorelle, in questi giorni, contemplando il presepe, ci prepariamo al Natale del Signore. Sarà veramente una festa se accoglieremo Gesù, seme di speranza che Dio depone nei solchi della nostra storia personale e comunitaria. Ogni “sì” a Gesù che viene è un germoglio di speranza. Abbiamo fiducia in questo germoglio di speranza, in questo sì: “Sì, Gesù, tu puoi salvarmi, tu puoi salvarmi”. Buon Natale di speranza a tutti!

[02047-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, à quelques jours de Noël, je voudrais réfléchir à ce moment où, pour ainsi dire, l’espérance est entrée dans le monde, avec l’incarnation du Fils de Dieu. La naissance du Christ nous parle d’une espérance fiable, visible et compréhensible, parce que fondée sur Dieu. Espérer pour le chrétien signifie la certitude d’être en chemin avec le Christ vers le Père qui nous attend. Ainsi, dans sa simplicité, la crèche transmet l’espérance à travers chacun des personnages: Jésus, en qui l’espérance de Dieu et l’espérance de l’homme se rencontrent; Marie, Mère de l’espérance, qui contemple l’Enfant et voit en Lui l’amour de Dieu venu sauver son peuple et toute l’humanité; et Joseph, qui a cru à la parole de l’ange et qui a nommé cet Enfant «Jésus», un nom qui est une espérance pour chaque homme. Dans la crèche, les bergers représentent les humbles et les pauvres: ils voient dans cet Enfant la réalisation de la promesse de Dieu et ils espèrent que son salut s’accomplira pour chacun d’eux. Ils se réjouissent quand ils reconnaissent dans cet Enfant le signe donné par les anges. Car l’espérance chrétienne s’exprime dans la louange et l’action de grâce à Dieu qui a inauguré son Règne d’amour, de justice et de paix. En contemplant la crèche, accueillons Jésus, germe de l’espérance que Dieu dépose dans les sillons de notre histoire personnelle et communautaire. Car chaque «oui» à Jésus qui vient est un germe d’espérance.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i pellegrini di lingua francese, in particolare i giovani venuti da Parigi, Saint Cloud e Reims. Per nascere alla speranza che Dio ci dona, con Maria, Giuseppe e i pastori, apriamo i nostri cuori a Gesù e accogliamo in Lui tutto l’amore di Dio per ciascuno di noi. Buon Natale a tutti. Che Dio vi benedica!

Speaker:

Je suis heureux de saluer les pèlerins de langue française, en particulier les jeunes venus de Paris, Saint Cloud et Reims. Pour naître à l’espérance que Dieu nous donne, avec Marie, Joseph et les bergers, ouvrons nos cœurs à Jésus et accueillons en Lui tout l’amour de Dieu pour chacun de nous. Bon Noël à tous. Que Dieu vous bénisse!

[02048-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: Our catechesis on Christian hope leads us in these last days of Advent to contemplate the mystery of Christmas as the coming of hope into our world. By fulfilling his promises and sending his Son, born of the Virgin Mary, God established his Kingdom on this earth and directed our hope to eternal life. This hope is realistic and reliable; it is a hope that redeems and saves, for Christ, by coming in the flesh, has opened the way for us to ascend to the Father. In these days, as we prepare the Christmas crib in our homes and churches, let us be attentive to the message of hope it embodies. In the little town of Bethlehem we see revealed God’s love for each of us, however small or lowly. In Mary, who trusted in God’s word, we see the Mother of Hope. Joseph, too, is the man of hope, who gave Jesus his name, which means “God saves”. The peace proclaimed by the angels was heard with joy by the shepherds. May we too open our hearts to the Good News of the Saviour’s birth and renew our hope in the Kingdom of justice, peace and holiness that he came to bring.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Australia, Giappone e Stati Uniti d’America. A ciascuno di voi, e alle vostre famiglie, giunga l’augurio di un fecondo cammino di Avvento, per riconoscere, a Natale, in quel Bambino, il Salvatore del mondo. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly those from Australia, Japan and the United States of America. I pray that each of you, and your families, may experience a blessed Advent, in preparation for the coming of the newborn Saviour at Christmas. God bless you!

[02049-EN.01] [Original text: English]

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, durch die Menschwerdung Gottes ist sozusagen die Hoffnung in die Welt getreten. Gott zeigt, dass er uns nahe sein will, er wird Mensch und errichtet ein neues Reich mit der neuen Hoffnung auf das ewige Leben. Oft richtet sich unsere menschliche Hoffnung auf das Unberechenbare, das wir nicht begreifen können. Weihnachten stellt uns eine andere Hoffnung vor Augen: eine zuverlässige Hoffnung, sichtbar und berührbar, in Gott begründet, der unter uns wohnt und mit uns auf dem Weg ist. Die Figuren unserer Weihnachtskrippen zeigen uns, was Hoffnung auf Gott bedeutet. Da haben wir Maria, die Mutter Jesu. Sie hat dem Wort des Engels vertraut und ihr Ja-Wort zum Heilsplan Gottes gesprochen. So hat sie uns den Messias geschenkt. Dann der heilige Josef. Auch er hat dem Engel geglaubt und gibt dem Neugeborenen den Namen Jesus, d.h. Erlöser, der uns endlich von unseren Sünden befreien wird. Ferner die Hirten. Sie sind arm und besitzen nichts. Umso leichter setzen sie ihre alleinige Hoffnung auf Gott und erwarten von ihm „die Erlösung Jerusalems“ (Lk 2,38). Voller Hoffnung, Dank und Liebe ist schließlich der Lobgesang der Engel, in den auch wir in diesen festlichen Tagen einstimmen dürfen.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini di lingua tedesca. In Gesù la speranza si è fatta carne. ContempliamoLo nel presepe e facciamo come Maria, Giuseppe e i pastori: riconosciamo in Lui il nostro Salvatore. Vi auguro un Buon Natale, pieno di speranza.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an alle Pilger deutscher Sprache. In Jesus ist die Hoffnung in Person zu uns gekommen. Betrachten wir ihn in der Krippe und machen wir es wie Maria, Josef und die Hirten: erkennen wir in ihm unseren Heiland. Ich wünsche euch ein frohes Weihnachtsfest voller Hoffnung.

[02050-DE.01] [Originalsprache: Deutsch]

In lingua spagnola

En las catequesis de los miércoles estamos reflexionando sobre el tema de la esperanza. Hoy, a pocos días de la Navidad, contemplamos la Encarnación del Hijo de Dios, que marca el momento concreto en que la esperanza entró en el mundo. Dios se despoja de su divinidad y se acerca a su pueblo, manifestando su fidelidad y ofreciendo a la humanidad la vida eterna.

El nacimiento de Jesús, nos trae una esperanza segura, una esperanza visible y evidente, que tiene su fundamento en Dios mismo. Jesús, entrando en el mundo, nos da fuerza para caminar con él hacia la plenitud de la vida y vivir el presente de un modo nuevo.

El pesebre que preparamos en nuestras casas nos habla de este gran misterio de esperanza. Dios elige nacer en Belén,que es un pueblito insignificante. Allí, en la pobreza de una gruta, María, Madre de la esperanza, da a luz al Redentor. Junto a ella está José, el hombre justo que confía en la palabra del Señor; los pastores, que representan a los pobres y sencillos, que esperan en el cumplimiento de las promesas de Dios, y también los ángeles cantando la gloria del Señor y la salvación que se realiza en este Niño. Dios siempre escoge lo pequeño, lo que no cuenta, para enseñarnos la grandeza de su humildad.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los provenientes de España y Latinoamérica. Que por intercesión de la Virgen y de san José, la contemplación del misterio de la Navidad nos ayude a recibir a Jesús en nuestra vida, y podamos ser humildes colaboradores en la venida de su Reino, Reino de amor, de justicia y de paz. Feliz Navidad, llena de esperanza para todos.

[02051-ES.02] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

Speaker:

Com o Natal de Jesus, entrou no mundo a esperança. Muitas vezes, quando se fala de esperança, pensa-se em algo que não está ao nosso alcance: o que esperamos está para além das nossas forças e do nosso olhar. Mas o Natal de Cristo, inaugurando a redenção, fala-nos duma esperança diversa, uma esperança fiável, visível e compreensível, porque fundada em Deus. O Senhor entra no mundo e dá-nos a força de caminhar com Ele para a vida plena, de viver de maneira nova o presente com as suas fadigas. Assim, para o cristão, esperar significa a certeza de estar a caminhar com Cristo para o Pai que nos espera. Esta esperança, que o Menino de Belém nos traz, oferece uma meta, um destino feliz ao tempo presente, a salvação à humanidade, a bem-aventurança a quem se entrega a Deus misericordioso. Esta esperança é palpável no Presépio; fixemos, por exemplo, a figura de Maria que abriu a Deus a porta deste nosso mundo, com o seu «Sim»: o seu coração de jovem crente estava cheio de esperança. Deus escolheu-A e Ela acreditou na sua palavra. Aquela que foi, durante nove meses, a Arca da nova e eterna Aliança, contempla o Menino na gruta, e n’Ele vê o amor de Deus, que vem salvar o povo de Israel e a humanidade inteira. Assim, contemplando o presépio, preparamo-nos para o Natal do Senhor. E será verdadeiramente uma festa, se acolhermos Jesus, semente de esperança que o Pai depõe nos sulcos da nossa história pessoal e comunitária. Cada «sim» a Jesus que vem, é um rebento de esperança. Desejo um Natal cheio de esperança para todos!

Santo Padre:

Carissimi pellegrini di lingua portoghese, desidero un Natale davvero cristiano per tutti voi e per le vostre famiglie, affinché gli auguri di "Buone Feste" scambiati tra voi siano espressione della gioia che provate nel sapere Dio in mezzo a noi. Egli vuole percorrere insieme a noi la strada della vita! Auguro a tutti Santo Natale e felice Anno Nuovo, pieno delle benedizioni del divino Bambino.

Speaker:

Queridos peregrinos de língua portuguesa, desejo um Natal verdadeiramente cristão a todos vós e às vossas famílias, de tal modo que os votos de «Boas Festas», que ides trocar uns com os outros, sejam expressão da alegria que sentis por saber que Deus está no meio de nós. Ele quer percorrer juntamente connosco o caminho da vida! Para todos, os meus votos de Santo Natal e feliz Ano Novo, repleto das bênçãos do Deus Menino.

[02052-PO.01] [Texto original: Português]

In lingua araba

Speaker:

أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، لقد بدأنا مؤخّرًا مسيرة تعاليم حول موضوع الرجاء والذي يتناسب مع زمن المجيء. لقد قادنا حتى الآن النبي أشعيا. أما واليوم وقبل أيام قليلة من الميلاد، أرغب في التأمّل بشكل خاص حول اللحظة التي، وإن صحّ القول، دخل فيها الرجاء إلى العالم بتجسّد ابن الله. عندما نتحدّث عن الرجاء غالبًا ما نشير إلى ما هو غير مرئي؛ لكن ميلاد المسيح، وإذ يفتتح الفداء، يحدثنا عن رجاء مختلف، عن رجاء جدير بالثقة، مرئيّ ومفهوم لأنّه مؤسّس على الله. هو يدخل إلى العالم ويعطينا القوّة لنسير معه نحو ملء الحياة، فالرجاء بالنسبة للمسيحي إذًا يعني اليقين بأننا في مسيرة مع المسيح نحو الآب الذي ينتظرنا. خلال زمن المجيء نحضِّر في بيوتنا المغارة بحسب التقليد الذي يعود إلى القديس فرنسيس الأسيزي. ببساطتها تنقل المغارة الرجاء؛ وكل شخص فيها يغوص في هذا الجو من الرجاء. نلاحظ أولاً المكان الذي ولد فيه يسوع: بيت لحم. قرية صغيرة في اليهوديّة ولذلك فضّلتها العناية الإلهيّة التي تعمل من خلال الصغار والوضعاء. من ثمّ ننظر إلى مريم أمّ الرجاء. بالـ "نعم" التي قالتها فتحت لله باب عالمنا، بالقرب من مريم نجد يوسف من نسلِ يسّى وداود، هو أيضًا قد آمن بكلمات الملاك وبالنظر إلى يسوع في المذود يتأمّل بالطفل الآتي من الروح القدس. نجد في المغارة أيضًا الرعاة الذين يمثلون المتواضعين والفقراء الذين كانوا ينتظرون المسيح، "الفَرَجَ لإِسرائيل" و"افتِداءَ أُورَشَليم". في ذاك الطفل يرون تحقيق الوعود ويرجون بأن يبلغ خلاص الله كلّ واحد منهم. أيها الإخوة والأخوات الأعزاء بتأمّلنا بالمغارة نستعدُّ لميلاد الرب. سيكون عيدًا بالفعل إن قبلنا يسوع بذرة الرجاء التي يضعها الله في أخاديد تاريخنا الشخصي والجماعي، لإن كلّ "نعم" ليسوع الذي يأتي هي برعم رجاء! أتمنى لكم جميعًا ميلادًا مجيدًا مُفعمًا بالرجاء!

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle, accostatevi al mistero di Betlemme con gli stessi sentimenti di fede e di umiltà che furono di Maria, attingete dal presepe quella gioia e quell'intima pace che Gesù viene a portare nel mondo. Buon Natale!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللّغةِ العربيّة، وخاصّةً بالقادمينَ من الشّرق الأوسط. أيّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزّاء، اقتربوا من سرِّ بيت لحم بمشاعر الإيمان والتواضع عينها التي تحلّت بها مريم، واستقوا من المغارة ذاك الفرح وذاك السلام الذي جاء يسوع ليحملهما إلى العالم. أتمنّى لكم ميلادًا مجيدًا!

[02053-AR.01] [Testo originale: Arabo]

In lingua polacca

Speaker:

W cyklu katechez na temat nadziei, dziś, na kilka dni przed Bożym Narodzeniem, zatrzymujemy się na tajemnicy wcielenia Syna Bożego, w którym nadzieja weszła w świat. Taki jest sens Bożego Narodzenia: Bóg, stając się człowiekiem, wypełnia obietnicę; nie porzuca swego ludu, zbliża się do niego, aż po ogołocenie się ze swej boskości. W ten sposób ukazuje swoją wierność i zapoczątkowuje nowe królestwo, dające ludzkości nową nadzieję na życie wieczne.

Narodziny Chrystusa, pierwszy akt dzieła odkupienia, mówią nam o nadziei niezawodnej, widzialnej i zrozumiałej, bo opierającej się na Bogu. Przychodzi On na świat i daje nam siłę do podążania wraz z Nim do pełni życia. Zatem dla chrześcijanina nadzieja jest równoznaczna z pewnością, że wraz z Chrystusem podąża do Ojca, który nas oczekuje. Święty Paweł podsumowuje to wyrażeniem: „W nadziei już jesteśmy zbawieni” (Rz 8,24).

Uroczystość Bożego Narodzenia będzie prawdziwym świętem, jeśli przyjmiemy Jezusa, ziarno nadziei, które Bóg składa w bruzdach naszej historii osobistej i wspólnotowej. Każde nasze „tak” wypowiedziane przychodzącemu Jezusowi jest zaczynem nadziei.

Santo Padre:

Un cordiale saluto rivolgo ai pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, negli ultimi giorni dell’Avvento ci accompagna l’appello di San Paolo Apostolo: “Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!” (Fil 4, 4-5). Il Natale sia per tutti voi e per le vostre famiglie tempo di gioia, di pace e di speranza. Buon Natale!

Speaker:

Serdeczne pozdrowienie kieruję do polskich pielgrzymów. Drodzy Bracia i Siostry, w ostatnich dniach Adwentu towarzyszy nam wezwanie św. Pawła Apostoła: „Radujcie się zawsze w Panu; jeszcze raz powtarzam: radujcie się! Niech będzie znana wszystkim wasza wyrozumiała łagodność: Pan jest blisko!” (Flp 4, 4-5). Święta Bożego Narodzenia niech będą dla was wszystkich i dla waszych rodzin czasem radości, pokoju i nadziei. Dobrych świąt!

[02054-PL.01] [Testo originale: Polacco]

In lingua italiana

Nel clima di gioiosa attesa del Natale ormai vicino, mi è gradito salutare con affetto i fedeli di lingua italiana. Saluto l’Associazione Genitori di Stelle, con il Vescovo di Avezzano, Mons. Pietro Santoro; la delegazione del Comune di Bolsena e i membri dell’AssoPanificatori di Roma. Saluto gli scouts con la fiaccola della culla della Natività a Betlemme; la Comunità Oasi Mariana Betania di Alvìto e gli studenti, particolarmente quelli dell’Istituto Capriotti di San Benedetto del Tronto. Invito tutti alla preghiera e all’impegno nelle opere di misericordia perché il Natale sia un incontro personale con il Signore e susciti in noi propositi di bene e di solidarietà.

Un saluto speciale rivolgo infine ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Cari giovani, preparatevi al mistero dell’Incarnazione con l’obbedienza di fede e l’umiltà che furono di Maria. Voi, cari ammalati, attingete da Lei quella forza e quell'ardore per Gesù che viene tra noi. E voi, cari sposi novelli, contemplate l’esempio della Santa Famiglia di Nazaret, per praticare le stesse virtù nel vostro cammino di vita familiare.

[02055-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Appello del Santo Padre

Alla luce di un recente incontro che ho avuto con il Presidente e il Vice-Presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, rivolgo nuovamente un accorato appello a tutti i congolesi perché, in questo delicato momento della loro storia, siano artefici di riconciliazione e di pace. Coloro che hanno responsabilità politiche ascoltino la voce della propria coscienza, sappiano vedere le crudeli sofferenze dei loro connazionali e abbiano a cuore il bene comune. Nell’assicurare il mio sostegno e il mio affetto all’amato popolo di quel Paese, invito tutti a lasciarsi guidare dalla luce del Redentore del mondo e prego affinché il Natale del Signore apra cammini di speranza.

[02058-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0923-XX.02]