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L’Udienza Generale, 28.09.2016


Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

Saluti particolari nelle diverse lingue

Appello del Santo Padre

 

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando la catechesi sulla misericordia, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “Il Perdono sulla croce” (cfr Lc 23,39-43).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello per la drammatica situazione di Aleppo in Siria.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Le parole che Gesù pronuncia durante la sua Passione trovano il loro culmine nel perdono. Gesù perdona: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34). Non sono soltanto parole, perché diventano un atto concreto nel perdono offerto al “buon ladrone”, che era accanto a Lui. San Luca racconta di due malfattori crocifissi con Gesù, i quali si rivolgono a Lui con atteggiamenti opposti.

Il primo lo insulta, come lo insultava tutta la gente, come fanno i capi del popolo, ma questo povero uomo, spinto dalla disperazione dice: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» (Lc 23,39). Questo grido testimonia l’angoscia dell’uomo di fronte al mistero della morte e la tragica consapevolezza che solo Dio può essere la risposta liberatrice: perciò è impensabile che il Messia, l’inviato di Dio, possa stare sulla croce senza far nulla per salvarsi. E non capivano, questo. Non capivano il mistero del sacrificio di Gesù. E invece Gesù ci ha salvati rimanendo sulla croce. Tutti noi sappiamo che non è facile “rimanere sulla croce”, sulle nostre piccole croci di ogni giorno. Lui, in questa grande croce, in questa grande sofferenza, è rimasto così e lì ci ha salvati; lì ci ha mostrato la sua onnipotenza e lì ci ha perdonati. Lì si compie la sua donazione d’amore e scaturisce per sempre la nostra salvezza. Morendo in croce, innocente tra due criminali, Egli attesta che la salvezza di Dio può raggiungere qualunque uomo in qualunque condizione, anche la più negativa e dolorosa. La salvezza di Dio è per tutti, nessuno escluso. E’ offerta a tutti. Per questo il Giubileo è tempo di grazia e di misericordia per tutti, buoni e cattivi, quelli che sono in salute e quelli che soffrono. Ricordatevi quella parabola che racconta Gesù sulla festa dello sposalizio di un figlio di un potente della terra: quando gli invitati non hanno voluto andare, dice ai suoi servitori: «Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze» (Mt 22,9). Tutti siamo chiamati: buoni e cattivi. La Chiesa non è soltanto per i buoni o per quelli che sembrano buoni o si credono buoni; la Chiesa è per tutti, e anche preferibilmente per i cattivi, perché la Chiesa è misericordia. E questo tempo di grazia e di misericordia ci fa ricordare che nulla ci può separare dall’amore di Cristo! (cfr Rm 8,39). A chi è inchiodato su un letto di ospedale, a chi vive chiuso in una prigione, a quanti sono intrappolati dalle guerre, io dico: guardate il Crocifisso; Dio è con voi, rimane con voi sulla croce e a tutti si offre come Salvatore a tutti noi. A voi che soffrite tanto dico, Gesù è crocifisso per voi, per noi, per tutti. Lasciate che la forza del Vangelo penetri nel vostro cuore e vi consoli, vi dia speranza e l’intima certezza che nessuno è escluso dal suo perdono. Ma voi potete domandarmi: “Ma mi dica, Padre, quello che ha fatto le cose più brutte nella vita, ha possibilità di essere perdonato?” – “Sì! Sì: nessuno è escluso dal perdono di Dio. Soltanto deve avvicinarsi pentito a Gesù e con la voglia di essere da Lui abbracciato”.

Questo era il primo malfattore. L’altro è il cosiddetto “buon ladrone”. Le sue parole sono un meraviglioso modello di pentimento, una catechesi concentrata per imparare a chiedere perdono a Gesù. Prima, egli si rivolge al suo compagno: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena?» (Lc 23,40). Così pone in risalto il punto di partenza del pentimento: il timore di Dio. Ma non la paura di Dio, no: il timore filiale di Dio. Non è la paura, ma quel rispetto che si deve a Dio perché Lui è Dio. E’ un rispetto filiale perché Lui è Padre. Il buon ladrone richiama l’atteggiamento fondamentale che apre alla fiducia in Dio: la consapevolezza della sua onnipotenza e della sua infinita bontà. E’ questo rispetto fiducioso che aiuta a fare spazio a Dio e ad affidarsi alla sua misericordia.

Poi, il buon ladrone dichiara l’innocenza di Gesù e confessa apertamente la propria colpa: «Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male» (Lc 23,41). Dunque Gesù è lì sulla croce per stare con i colpevoli: attraverso questa vicinanza, Egli offre loro la salvezza. Ciò che è scandalo per i capi e per il primo ladrone, per quelli che erano lì e si facevano beffa di Gesù, questo invece è fondamento della sua fede. E così il buon ladrone diventa testimone della Grazia; l’impensabile è accaduto: Dio mi ha amato a tal punto che è morto sulla croce per me. La fede stessa di quest’uomo è frutto della grazia di Cristo: i suoi occhi contemplano nel Crocifisso l’amore di Dio per lui, povero peccatore. È vero, era ladrone, era un ladro, aveva rubato tutta la vita. Ma alla fine, pentito di quello che aveva fatto, guardando Gesù così buono e misericordioso è riuscito a rubarsi il cielo: è un bravo ladro, questo!

Il buon ladrone si rivolge infine direttamente a Gesù, invocando il suo aiuto: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (Lc 23,42). Lo chiama per nome, “Gesù”, con confidenza, e così confessa ciò che quel nome indica: “il Signore salva”: questo significa il nome “Gesù”. Quell’uomo chiede a Gesù di ricordarsi di lui. Quanta tenerezza in questa espressione, quanta umanità! E’ il bisogno dell’essere umano di non essere abbandonato, che Dio gli sia sempre vicino. In questo modo un condannato a morte diventa modello del cristiano che si affida a Gesù. Un condannato a morte è un modello per noi, un modello per un uomo, per un cristiano che si affida a Gesù; e anche modello della Chiesa che nella liturgia tante volte invoca il Signore dicendo: “Ricordati... Ricordati del tuo amore …”.

Mentre il buon ladrone parla al futuro: «quando entrerai nel tuo regno», la risposta di Gesù non si fa aspettare; parla al presente: «oggi sarai con me nel paradiso» (v. 43). Nell’ora della croce, la salvezza di Cristo raggiunge il suo culmine; e la sua promessa al buon ladrone rivela il compimento della sua missione: cioè salvare i peccatori. All’inizio del suo ministero, nella sinagoga di Nazaret, Gesù aveva proclamato «la liberazione ai prigionieri» (Lc 4,18); a Gerico, nella casa del pubblico peccatore Zaccheo, aveva dichiarato che «il Figlio dell’uomo – cioè Lui – è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto» (Lc 19,9). Sulla croce, l’ultimo atto conferma il realizzarsi di questo disegno salvifico. Dall’inizio alla fine Egli si è rivelato Misericordia, si è rivelato incarnazione definitiva e irripetibile dell’amore del Padre. Gesù è davvero il volto della misericordia del Padre. E il buon ladrone lo ha chiamato per nome: “Gesù”. È una invocazione breve, e tutti noi possiamo farla durante la giornata tante volte: “Gesù”. “Gesù”, semplicemente. E così fatela durante tutta la giornata.

[01533-IT.02] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, Jésus meurt sur la croix entouré de deux malfaiteurs qui s’adressent à lui de manières opposées. Le premier l’insulte poussé par un désespoir qui témoigne de l’angoisse de l’homme devant la mort. Alors que cela semble impensable, Jésus nous sauve en restant sur la croix où il se donne par amour et s’offre à nous comme Sauveur. Puisqu’il meurt, innocent, entre deux criminels, le salut peut atteindre tout homme, quelle que soit sa condition, même la plus négative et douloureuse. Au contraire, le bon larron est un merveilleux modèle de repentir qui a pour point de départ la crainte de Dieu – et non pas la peur –, et qui ouvre à la confiance en Dieu infiniment bon et tout-puissant. Il déclare Jésus innocent, confesse sa propre faute et lui demande avec tendresse de le sauver. Ses yeux contemplent dans le Crucifié l’amour de Dieu pour lui, pauvre pécheur. Du début à la fin de sa vie Jésus s’est révélé Miséricorde, incarnation définitive de l’amour du Père.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, in particolare il pellegrinaggio della Diocesi di Belfort-Montbéliard, con Mons. Dominique Blanchet, la delegazione di parlamentari dell’Assemblea Nazionale francese, il Seminario Francese di Roma, il pellegrinaggio interdiocesano d’Algeria, come pure i pellegrini venuti da Svizzera e Austria. In questo Anno Giubilare della Misericordia vi invito ad avvicinarvi al Signore Gesù morto sulla croce per ciascuno di noi. Chiediamogli perdono per i nostri sbagli e la forza di ripartire abitati da una vita nuova. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, en particulier le pèlerinage du diocèse de Belfort - Montbéliard, avec Monseigneur Dominique Blanchet, la délégation de parlementaires de l’Assemblée Nationale française, le Séminaire Français de Rome, le Pèlerinage Interdiocésain d’Algérie, ainsi que des pèlerins venant de Suisse et d’Autriche. En cette Année Jubilaire de la Miséricorde je vous invite à vous approcher du Seigneur Jésus mort sur la croix pour chacun de nous. Demandons lui pardon pour nos fautes et la force de repartir habités d’une vie nouvelle. Que Dieu vous bénisse!

[01534-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: Jesus’ words during his Passion culminate in forgiveness: “Father, forgive them; for they know not what they do” (Lk 23:34). For the good thief, these are not mere words, for Jesus truly forgives him. For the bad thief, however, it is inconceivable that the Messiah would remain on the Cross and not save himself. But it is precisely by remaining on the Cross that Jesus offers salvation to every person regardless of their situation. This Jubilee Year is a time of grace and mercy for all, the good and the bad, those in health and those who suffer. It is a time to remember that nothing can separate us from the love of God (cf. Rm 8:39). To all those sick in hospital, who live within the walls of a prison, or who are trapped by war, we are called to look to Christ Crucified on the Cross, who is God with us, who remains with us on the Cross and who offers himself as our Saviour. The good thief helps us to understand how we should approach God: with awe and not fear, with respect for God’s power and infinite goodness. When we approach him in this way, we entrust ourselves to his mercy, even in the darkest of moments. For God is always with us sinners, and he loves us even to death on the Cross. Let us see in the good thief a model of confidence in the Lord and, like him, let us call upon Jesus’ name and ask him to remember us in Paradise.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Scozia, Irlanda, Danimarca, Norvegia, Svizzera, Brunei, India, Indonesia, Malaysia, Corea del Sud, Giappone, Vietnam, Sud Africa, Australia, Canada e Stati Uniti d’America. Un particolare benvenuto anche ai seminaristi del Pontificio Collegio Americano del Nord e le loro famiglie, qui convenuti in occasione dell’ordinazione diaconale che sarà celebrata domani. Dio vi benedica tutti!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly those from England, Scotland, Ireland, Denmark, Norway, Switzerland, Brunei, India, Indonesia, Malaysia, South Korea, Japan, Vietnam, South Africa, Australia, Canada and the United States of America. I extend a special welcome to the seminarians of the Pontifical North American College and their families gathered here for the Ordination to the Diaconate to be celebrated tomorrow. May God bless you all!

[01535-EN.01] [Original text: English]

 

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, bei der Passion Jesu ist das Wort der Vergebung von besonderer Bedeutung. Seine Bitte: „Vater, vergib ihnen, denn sie wissen nicht, was sie tun“ (Lk 23,43), wird zur konkreten Tat, als er dem reumütigen Schächer verzeiht. Damit zeigt Christus nicht nur die Fülle seiner Liebe. Er offenbart, dass sein Erlösungsopfer dem schweren Sünder gilt, dass es keine Grenzen kennt. Er hält am Kreuz bis zum Ende aus, um zu zeigen, dass er keinen von uns, in welchem Leid auch immer, alleine lässt. Während der böse Schächer Gott lästert, wendet sich der andere mit Gottesfurcht und tiefem Vertrauen an den Herrn und wird so offen für dessen Barmherzigkeit. Im Wissen um die Güte Jesu bekennt er seine Schuld. Er erkennt im leidenden Herrn die Liebe Gottes für den Sünder und findet den Mut, sich direkt an ihn zu wenden: „Jesus, denk an mich, wenn du in dein Reich kommst“ (Lk 23,42). Er nennt Jesus beim Namen, jenem Namen, der auf Hebräisch bedeutet: „der Herr heilt“. Der zum Tod verurteilte Verbrecher wird so zum Modell des Christen, der in seiner Not ganz auf Jesus vertraut. Er bittet den Herrn um seine Nähe, um sein Gedenken, und Christi Antwort lautet: „Heute noch wirst du mit mir im Paradies sein“ (Lk 23,43). In der Stunde des Kreuzes erfüllt sich die Erlösung der Sünder.

Santo Padre:

Un cordiale benvenuto a tutti i pellegrini di lingua tedesca, soprattutto ai numerosi giovani. In particolare saluto i seminaristi delle Diocesi di Graz-Seckau e di Gurk-Klagenfurt e le studentesse della Mädchen-Realschule Maria-Ward di Monaco. Cari amici, guardando a Gesù riscopriamo sempre più la bellezza della misericordia del Signore! Dio vi benedica tutti.

Speaker:

Ein herzliches Willkommen allen Pilgern deutscher Sprache, vor allem den vielen Jugendlichen. Besonders grüße ich die Seminaristen der Diözesen Graz-Seckau und Gurk-Klagenfurt sowie die Schülerinnen der Maria-Ward-Mädchenrealschule aus München. Liebe Freunde, schauen wir auf Jesus und entdecken wir immer mehr die Schönheit der Barmherzigkeit des Herrn! Gott segne euch alle.

[01536-DE.01] [Originalsprache: Deutsch]

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Las palabras de Jesús en la cruz encuentran su culmen en el perdón. El evangelista san Lucas narra cómo los dos ladrones que fueron crucificados junto a Jesús se dirigen a él con actitudes distintas.

El primero, llevado por la angustia del hombre ante la muerte, lo insulta y no comprende que, siendo el Mesías, pueda quedarse en la cruz. Pero es precisamente quedándose y muriendo en la cruz donde Cristo nos salva, dando testimonio de que la salvación de Dios puede llegar a todos los hombres hasta en las situaciones más extremas.

El segundo ladrón, movido por el temor del Señor, reconoce su pecado, y confiesa su culpa con absoluta confianza en la infinita bondad y misericordia de Jesús. Jesús está precisamente allí para estar cerca, para salir al encuentro de la necesidad que tiene todo hombre de no ser abandonado, y le promete que hoy estará con él en el paraíso. De este modo, en la hora de la Cruz, Jesús revela el cumplimiento de su misión de salvar a los pecadores. Desde el inicio hasta el final de su vida, Jesús se ha revelado Misericordia, encarnación definitiva e irrepetible del amor del Padre.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España y Latinoamérica. Pidamos al Señor por todos los que sufren por cualquier motivo o se sienten abandonados, para que mirando al crucificado, puedan descubrir y sentir el consuelo y el perdón de Cristo, rostro de la misericordia del Padre. Un especial pensamiento al pueblo mexicano, los invito a cantarle a la Guadalupana, lo que cantaron al inicio, pidiendo por los sufrimientos de este pueblo. Gracias.

[01537-ES.02] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

Speaker:

A salvação, que Jesus nos alcançou, atinge o seu ponto mais alto na hora da cruz. A promessa ao bom ladrão («Hoje estarás comigo no Paraíso») revela o pleno cumprimento da missão que O trouxera à terra: «O Filho do Homem – disse o Senhor em Jericó na casa de Zaqueu – veio procurar e salvar o que estava perdido». Desde o início até ao fim, Jesus revelou-Se como Misericórdia; é verdadeiramente o rosto da misericórdia do Pai: «Perdoa-lhes, Pai, porque não sabem o que fazem». E não se trata apenas de palavras, mas de gestos concretos como no perdão oferecido ao bom ladrão. Morrendo na cruz, inocente entre dois malfeitores, Jesus atesta que a salvação de Deus pode alcançar a todos os seres humanos em qualquer condição que se encontrem, mesmo na mais negativa e dolorosa. Por isso o Jubileu é tempo de graça e misericórdia para todos, bons e maus, aqueles que têm saúde e os que sofrem; como diz São Paulo, nada nos pode separar do amor de Cristo. A quem está crucificado numa cama do hospital, a quem vive recluso num cárcere, a quem está encurralado pelas guerras, eu digo: Levantai os olhos para o Crucificado. Deus está convosco, permanece convosco na cruz e a todos se oferece como Salvador. Deixai que a força do Evangelho penetre no vosso coração e vos console, dê esperança e a certeza íntima de que ninguém está excluído do seu perdão.

Santo Padre:

Carissimi pellegrini di lingua portoghese, vi saluto cordialmente tutti, in particolare i membri della «Comunità cattolica di lingua portoghese in Germania», e vi auguro che, in quest’Anno Santo, possiate fare esperienza della misericordia di Dio per essere testimoni di ciò che a Lui piace di più: perdonare i suoi figli e le sue figlie. Pregate anche per me! Dio vi benedica!

Speaker:

Queridos peregrinos de língua portuguesa, saúdo-vos cordialmente a todos, nomeadamente aos membros da «Comunidade Católica de Língua Portuguesa na Alemanha», com votos de que, neste Ano Santo, possais fazer experiência da misericórdia de Deus para serdes testemunhas daquilo que mais Lhe agrada: perdoar aos seus filhos e filhas. Rezai também por mim! Deus vos abençoe!

[01538-PO.01] [Texto original: Português]

In lingua araba

Speaker:

تأمل قداسة البابا اليوم، في إطار تعليمه عن الرحمة، في كلمات يسوع التي نطق بها أثناء آلامه والتي ‏وصلت إلى ذروتها في الغفران: "يَا أَبَتَاهُ، اغْفِرْ لَهُمْ، لأَنَّهُمْ لاَ يَعْلَمُونَ مَاذَا يَفْعَلُونَ" (لو 23، 34). وشرح قداسته ‏موقف اللصين من يسوع. فاللص الأول يجَدَّفَ عَلَيْهِ، مثل رؤساء الشعب، مدفوعا من اليأس والإحباط، ومن ‏العجز عن فهم سر محبة الله المصلوبة بلا حراك. وشرح البابا أن يسوع خلصنا ببقائه فوق الصليب، كبريء ‏بين المجرمين، كي يؤكد أن خلاص الله يصل إلى كل شخص وفي أي وضع كان. ودعا البابا جميع المتألمين ‏والمظلومين والسجناء للنظر إلى المصلوب؛ وللسماح لقوة الإنجيل بأن تدخل إلى قلوبهم لتعزيهم وتمنحهم ‏الرجاء واليقين بأن ما من أحد مستبعد من غفرانه. أما اللص الثاني، والذي يطلق عليه "اللص الصالح"، ‏فكلمات تمثل نموذجا ودرسا متكاملا للتوبة، فهو أولا ينتهر زميله ويدعو لمخافة الله. أي لتبجيل الله والثقة ‏برحمته. ثم يعلن اللص الصالح براءة يسوع ويعترف علانية بخطئه. لقد تأملت عيناه في المصلوب محبةَ الله ‏له، كخاطئ فقير. وأخيرا يتوجه اللص ليسوع ويطلب عونه: "اذْكُرْنِي يَا رَبُّ مَتَى جِئْتَ فِي مَلَكُوتِكَ". على هذا ‏النحو يصير هذا الرجل المحكوم عليه بالموت مثالا للمسيحي وللكنيسة للثقة في يسوع، الذي كشف عن ذاته ‏كرحمة، كتجسد نهائي وفريد لمحبة الآب. إن يسوع هو بالحقيقة وجه الآب الرحيم.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a ‎quelli provenienti dall’Egitto e dal Medio Oriente. “In verità ti dico, oggi ‎sarai con me nel paradiso” è la gioiosa proclamazione che Gesù rivolge a ‎ogni persona che non si vergogna della Croce di Cristo; a ogni penitente ‎che vede nel crocifisso il vero volto della misericordia di Dio; a ogni uomo ‎capace di gridare con tutto il cuore, nonostante la sua miseria e i suoi ‎peccati: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Il Signore vi ‎benedica tutti e vi protegga dal ‎maligno!‎‎

Speaker:

أتوجه بتحية حارة للحجاج الناطقين باللغة العربية، وخاصة القادمين من مصر ومن ‏الشرق ‏‏الأوسط. ‏"إِنَّكَ الْيَوْمَ تَكُونُ مَعِي فِي الْفِرْدَوْسِ" هو ذاك الاعلان البهيج الذي يقدمه يسوع لكل شخص لا يخجل ‏من صليب المسيح؛ لكل تائب يرى في المصلوب الوجه الحقيقي لرحمة الله؛ لكل إنسان قادر على ‏أن يصرخ من كل قلبه، وبالرغم من عجزه وخطاياه: "اذْكُرْنِي يا يَسُوعَ مَتَى جِئْتَ فِي مَلَكُوتِكَ". ‏ليبارككم الرب ‏‏جميعا ‏ويحرسكم من الشرير!‏‏

[01539-AR.01] [Testo originale: Arabo]

In lingua polacca

Speaker:

„Ojcze, przebacz im, bo nie wiedzą, co czynią” (Łk 23,34). Oto słowa Chrystusa wypowiedziane na krzyżu. Są one konkretnym aktem przebaczenia. Spójrzmy na ten akt w kontekście reakcji dwóch złoczyńców, których ukrzyżowano wraz z Panem Jezusem. Pierwszy znieważał Go pełen rozpaczy: „Czy Ty nie jesteś Mesjaszem? Wybaw siebie i nas” (Łk 23,39). Jego wyrzut, to wołanie człowieka o ratunek, o uwolnienie od cierpienia, od krzyża, śmierci. Chrystus zbawił nas jednak pozostając właśnie na krzyżu. W ten sposób złożył ofiarę miłości. Bracia i siostry, pragnę powiedzieć chorym przykutym do szpitalnego łóżka, więźniom, tym, którzy doświadczają tragedii wojny, patrzcie z ufnością na krzyż! Chrystus dźwiga go wraz z wami, na nim umiera, daje zbawienie. Warto podkreślić słowa drugiego ze złoczyńców, zwanego „dobrym łotrem”. Wyznaje on ze skruchą swoją winę: my odbieramy słuszną karę za nasze uczynki, ale On nic złego nie uczynił. Błaga: Jezu, wspomnij na mnie, gdy przyjdziesz do swego królestwa (por. Łk 23, 40-42). Oto lekcja dla każdego z nas, w jaki sposób mamy prosić Boga o przebaczenie. „Dobry łotr”, który powierza się Synowi Bożemu, staje się świadkiem Jego łaski. Usłyszał: „dziś ze Mną będziesz w raju” (w. 43). Pamiętajmy, że my także, wyznając ze skruchą nasze grzechy przed Chrystusem, możemy być pewni słów Jego przebaczenia i spotkania z miłosiernym spojrzeniem Ojca.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i polacchi qui presenti. Nella liturgia di domani celebreremo la festa degli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Essi “sono spiriti incaricati di un ministero, inviati a servire coloro che erediteranno la salvezza” (Eb 1,14). Dobbiamo avere la consapevolezza della loro invisibile presenza. Invochiamoli nella preghiera affinché in ogni momento ci ricordino la presenza di Dio, ci appoggino nella lotta contro il male e ci conducano sicuri sulle strade della nostra vita. Affidiamo a loro noi stessi, i nostri cari e ciò che ci sta a cuore. Sia lodato Gesù Cristo.

Speaker:

Witam serdecznie obecnych tu Polaków. Jutro w liturgii przypada święto świętych Archaniołów: Michała, Gabriela i Rafała. „Są oni duchami służebnymi, posyłanymi na pomoc tym, którzy mają odziedziczyć zbawienie” (Hbr 1,14). Miejmy głębokie poczucie ich niewidzialnej obecności. Prośmy w modlitwie, by w każdej chwili przypominali nam o obecności Boga, wspierali w walce ze złem, prowadzili nas bezpiecznie po drogach życia. Zawierzajmy im samych siebie, naszych bliskich i ważne dla nas sprawy. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.

[01540-PL.01] [Testo originale: Polacco]

Saluti particolari nelle diverse lingue

In lingua ceca

Saluto con gioia i pellegrini cechi, in particolare i fedeli della Diocesi di Ostrava-Opava, accompagnati dal Vescovo Mons. Frantisek Václav. Cari fratelli e sorelle, il vostro pellegrinaggio giubilare vi infonda il coraggio di essere gioiosi annunciatori e testimoni della misericordia di Dio. Mentre vi affido alla celeste intercessione del vostro Patrono San Venceslao, del quale oggi facciamo memoria, di cuore imparto a voi e alle vostre famiglie la Benedizione Apostolica.

Spotěšením zdravím české poutníky, zejména věřící zostravsko-opavské diecéze spolu s jejichbiskupem Františkem Václavem. Drazí bratři a sestry, ať vám vaše jubilejní pouť dodá odvahu být radostnými šiřiteli a svědky Božího milosrdenství. Svěřuji vás nebeské přímluvě svatého Václava, jehož liturgická památka na dnešek připadá, a ze srdce uděluji apoštolské požehnání vám a vašim rodinám.

[01544-AA.01] [Testo originale: Ceco]

In lingua slovena

Sono lieto di accogliere i pellegrini sloveni, in particolare i fedeli delle Diocesi di Celje, Murska Sobota e Novo mesto, accompagnati dai rispettivi Vescovi. Cari fratelli e sorelle, il passaggio della Porta Santa rinvigorisca la vostra fede e rafforzi l’appartenenza alla famiglia ecclesiale. Mentre auspico che la misericordia e l’amore di Dio siano la fonte del vostro apostolato, di cuore imparto a voi e alle vostre famiglie la Benedizione Apostolica. Siano lodati Gesù e Maria!

Z veseljem sprejemam slovenske romarje, še posebej vernike iz škofij Celje, Murska Sobota in Novo mesto skupaj s svojimi škofi. Dragi bratje in sestre, naj prehod skozi sveta vrata poživi vašo vero ter okrepi vašo pripadnost cerkveni družini. Medtem ko vam zaželim, da bosta Božje usmiljenje in ljubezen vir vašega apostolata, iz srca podeljujem vam in vašim družinam apostolski blagoslov. Hvaljen Jezus in Marija.

[01544-AA.01] [Testo originale: Sloveno]

In lingua italiana

Un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana!

Sono lieto di accogliere i fedeli delle Diocesi di Ascoli Piceno – anche voi avete sofferto! –, con il Vescovo Mons. Giovanni D’Ercole, e di Otranto con l’Arcivescovo Mons. Donato Negro, e quelli di Modena-Nonantola. Cari fratelli e sorelle, il vostro pellegrinaggio per l’Anno Santo esprima il senso di comunione con la Chiesa universale e vi renda testimoni di misericordia nelle vostre chiese locali.

Saluto la delegazione della Diocesi di Roma che ha preparato la Settimana della Famiglia, che si terrà dal 2 all’8 ottobre. Per loro accenderò tra poco una fiaccola, simbolo dell’amore delle famiglie di Roma e del mondo intero.

Un pensiero speciale rivolgo all’Arcivescovo di Potenza e al gruppo di operai licenziati della Basilicata, ed auspico che la grave congiuntura occupazionale possa trovare una positiva soluzione mediante un incisivo impegno da parte di tutti per aprire vie di speranza. Non può salire più la percentuale della disoccupazione!

Saluto le partecipanti al Capitolo Generale delle Suore Terziarie Cappuccine della Sacra Famiglia; l’Associazione Anziani con i ciclisti del Gruppo Generali; i partecipanti all’iniziativa “Italian Wonder Ways” con il Vescovo Mons. Paolo Giulietti; e i fedeli di Pieve di Soligo, qui presenti per ricordare l’anniversario della morte di Giovanni Paolo I.

Porgo infine il mio saluto ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli. L’esempio di carità di san Vincenzo de’ Paoli, che ieri abbiamo ricordato quale patrono delle associazioni di carità, conduca voi, cari giovani, ad attuare i progetti del vostro futuro con un gioioso e disinteressato servizio al prossimo. Aiuti voi, cari ammalati, ad affrontare la sofferenza con lo sguardo rivolto a Cristo. E solleciti voi, cari sposi novelli, a costruire una famiglia sempre aperta ai poveri e al dono della vita.

[01541-IT.02] [Testo originale: Italiano]

Appello del Santo Padre

Il mio pensiero va un’altra volta all’amata e martoriata Siria. Continuano a giungermi notizie drammatiche sulla sorte delle popolazioni di Aleppo, alle quali mi sento unito nella sofferenza, attraverso la preghiera e la vicinanza spirituale. Nell’esprimere profondo dolore e viva preoccupazione per quanto accade in questa già martoriata città, dove muoiono bambini, anziani, ammalati, giovani, vecchi, tanti … rinnovo a tutti l’appello ad impegnarsi con tutte le forze nella protezione dei civili, quale obbligo imperativo ed urgente. Mi appello alla coscienza dei responsabili dei bombardamenti, che dovranno dare conto davanti a Dio!

[01544-IT.02] [Testo originale: Italiano]

[B0679-XX.02]