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L’Udienza Generale, 14.09.2016


Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

Saluti particolari nelle diverse lingue

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando la catechesi sulla misericordia, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “Imparate da me” (cfr Mt 11,28-30).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Durante questo Giubileo abbiamo riflettuto più volte sul fatto che Gesù si esprime con una tenerezza unica, segno della presenza e della bontà di Dio. Oggi ci soffermiamo su un passo commovente del Vangelo (cfr Mt 11,28-30), nel quale Gesù dice: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. […] Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita» (vv. 28-29). L’invito del Signore è sorprendente: chiama a seguirlo persone semplici e gravate da una vita difficile, chiama a seguirlo persone che hanno tanti bisogni e promette loro che in Lui troveranno riposo e sollievo. L’invito è rivolto in forma imperativa: «venite a me», «prendete il mio giogo», «imparate da me». Magari tutti i leaders del mondo potessero dire questo! Cerchiamo di cogliere il significato di queste espressioni.

Il primo imperativo è «Venite a me». Rivolgendosi a coloro che sono stanchi e oppressi, Gesù si presenta come il Servo del Signore descritto nel libro del profeta Isaia. Così dice il passo di Isaia: «Il Signore mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato» (50,4). A questi sfiduciati della vita, il Vangelo affianca spesso anche i poveri (cfr Mt 11,5) e i piccoli (cfr Mt 18,6). Si tratta di quanti non possono contare su mezzi propri, né su amicizie importanti. Essi possono solo confidare in Dio. Consapevoli della propria umile e misera condizione, sanno di dipendere dalla misericordia del Signore, attendendo da Lui l’unico aiuto possibile. Nell’invito di Gesù trovano finalmente risposta alla loro attesa: diventando suoi discepoli ricevono la promessa di trovare ristoro per tutta la vita. Una promessa che al termine del Vangelo viene estesa a tutte le genti: «Andate dunque – dice Gesù agli Apostoli – e fate discepoli tutti i popoli» (Mt 28,19). Accogliendo l’invito a celebrare questo anno di grazia del Giubileo, in tutto il mondo i pellegrini varcano la Porta della Misericordia aperta nelle cattedrali, nei santuari, in tante chiese del mondo, negli ospedali, nelle carceri. Perché varcano questa Porta della Misericordia? Per trovare Gesù, per trovare l’amicizia di Gesù, per trovare il ristoro che soltanto Gesù dà. Questo cammino esprime la conversione di ogni discepolo che si pone alla sequela di Gesù. E la conversione consiste sempre nello scoprire la misericordia del Signore. Essa è infinita e inesauribile: è grande la misericordia del Signore! Attraversando la Porta Santa, quindi, professiamo «che l’amore è presente nel mondo e che questo amore è più potente di ogni genere di male, in cui l’uomo, l’umanità, il mondo sono coinvolti» (Giovanni Paolo II, Enc. Dives in misericordia, 7).

Il secondo imperativo dice: “Prendete il mio giogo”. Nel contesto dell’Alleanza, la tradizione biblica utilizza l’immagine del giogo per indicare lo stretto vincolo che lega il popolo a Dio e, di conseguenza, la sottomissione alla sua volontà espressa nella Legge. In polemica con gli scribi e i dottori della legge, Gesù pone sui suoi discepoli il suo giogo, nel quale la Legge trova il suo compimento. Vuole insegnare loro che scopriranno la volontà di Dio mediante la sua persona: mediante Gesù, non mediante leggi e prescrizioni fredde che lo stesso Gesù condanna. Basta leggere il capitolo 23 di Matteo! Lui sta al centro della loro relazione con Dio, è nel cuore delle relazioni fra i discepoli e si pone come fulcro della vita di ciascuno. Ricevendo il “giogo di Gesù” ogni discepolo entra così in comunione con Lui ed è reso partecipe del mistero della sua croce e del suo destino di salvezza.

Ne consegue il terzo imperativo: “Imparate da me”. Ai suoi discepoli Gesù prospetta un cammino di conoscenza e di imitazione. Gesù non è un maestro che con severità impone ad altri dei pesi che lui non porta: questa era l’accusa che faceva ai dottori della legge. Egli si rivolge agli umili, ai piccoli, ai poveri, ai bisognosi perché Lui stesso si è fatto piccolo e umile. Comprende i poveri e i sofferenti perché Lui stesso è povero e provato dai dolori. Per salvare l’umanità Gesù non ha percorso una strada facile; al contrario, il suo cammino è stato doloroso e difficile. Come ricorda la Lettera ai Filippesi: «Umiliò sé stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce» (2,8). Il giogo che i poveri e gli oppressi portano è lo stesso giogo che Lui ha portato prima di loro: per questo è un giogo leggero. Egli si è caricato sulle spalle i dolori e i peccati dell’intera umanità. Per il discepolo, dunque, ricevere il giogo di Gesù significa ricevere la sua rivelazione e accoglierla: in Lui la misericordia di Dio si è fatta carico delle povertà degli uomini, donando così a tutti la possibilità della salvezza. Ma perché Gesù è capace di dire queste cose? Perché Lui si è fatto tutto a tutti, vicino a tutti, ai più poveri! Era un pastore tra la gente, tra i poveri: lavorava tutto il giorno con loro. Gesù non era un principe. E’ brutto per la Chiesa quando i pastori diventano principi, lontani dalla gente, lontani dai più poveri: quello non è lo spirito di Gesù. Questi pastori Gesù rimproverava, e di loro Gesù diceva alla gente: “fate quello che loro dicono, ma non quello che fanno”.

Cari fratelli e sorelle, anche per noi ci sono momenti di stanchezza e di delusione. Allora ricordiamoci queste parole del Signore, che ci danno tanta consolazione e ci fanno capire se stiamo mettendo le nostre forze al servizio del bene. Infatti, a volte la nostra stanchezza è causata dall’aver posto fiducia in cose che non sono l’essenziale, perché ci siamo allontanati da ciò che vale realmente nella vita. Il Signore ci insegna a non avere paura di seguirlo, perché la speranza che poniamo in Lui non sarà delusa. Siamo chiamati quindi a imparare da Lui cosa significa vivere di misericordia per essere strumenti di misericordia. Vivere di misericordia per essere strumenti di misericordia: vivere di misericordia è sentirsi bisognoso della misericordia di Gesù, e quando noi ci sentiamo bisognosi di perdono, di consolazione, impariamo a essere misericordiosi con gli altri. Tenere fisso lo sguardo sul Figlio di Dio ci fa capire quanta strada dobbiamo ancora fare; ma al tempo stesso ci infonde la gioia di sapere che stiamo camminando con Lui e non siamo mai soli. Coraggio, dunque, coraggio! Non lasciamoci togliere la gioia di essere discepoli del Signore. “Ma, Padre, io sono peccatore, come posso fare?” – “Lasciati guardare dal Signore, apri il tuo cuore, senti su di te il suo sguardo, la sua misericordia, e il tuo cuore sarà riempito di gioia, della gioia del perdono, se tu ti avvicini a chiedere il perdono”. Non lasciamoci rubare la speranza di vivere questa vita insieme con Lui e con la forza della sua consolazione. Grazie.

[01439-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, dans le passage de l’Évangile que nous avons entendu, de façon surprenante, Jésus invite à le suivre des personnes simples et qui ont une vie difficile. En devenant ses disciples, elles reçoivent la promesse de trouver le réconfort pour toute leur vie. En recevant «le fardeau de Jésus», chaque disciple entre en communion avec lui et participe au mystère de sa croix et de son destin de salut. Jésus n’est pas un maître qui impose aux autres des poids que lui-même ne porte pas. Il s’adresse aux humbles et aux petits parce que lui-même s’est fait petit et humble. Le fardeau que les pauvres et les opprimés portent est le même que Jésus a porté avant eux, c’est pour cela qu’il est léger. Il a chargé sur ses épaules les souffrances et les péchés de toute l’humanité. En lui la miséricorde de Dieu s’est chargée de la pauvreté des hommes, donnant ainsi à tous la possibilité du salut. Le Seigneur nous enseigne à ne pas avoir peur de le suivre et à apprendre de lui ce que signifie vivre de miséricorde pour être à notre tour des instruments de miséricorde.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, in particolare i fedeli dell’Arcidiocesi di Rouen, con Mons. Dominique Lebrun, i seminaristi di Lille con Mons. Laurent Ulrich, la Federazione francese degli ex-allievi dei Gesuiti, come pure i pellegrini della Svizzera e del Belgio. Nelle difficoltà della vita, prendiamo coraggiosamente la rotta con Gesù e non saremo mai soli. Non lasciamoci togliere la gioia di essere discepoli del Signore! Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, en particulier les fidèles de l’archidiocèse de Rouen, avec Mgr Dominique Lebrun, les séminaristes de Lille avec Mgr Laurent Ulrich, la Fédération française des anciens élèves des Jésuites, ainsi que les pèlerins de Suisse et de Belgique. Dans les difficultés de la vie, prenons courageusement la route avec Jésus et nous ne serons pas seuls. Ne nous laissons pas enlever la joie d’être disciples du Seigneur! Que Dieu vous bénisse!

[01440-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our catecheses during this Holy Year of Mercy, we have reflected on the tenderness of Jesus. Today we hear the Lord calling the discouraged, the poor and the little ones to himself, all who – unable to count on powerful connections – can rely solely on God (Mt 11:28-30). In their powerlessness, they trust in God’s mercy; they come to Jesus who is their only help. In this Jubilee Year pilgrims around the world have been crossing the threshold of a Holy Door of mercy as they seek conversion. In approaching the Lord’s inexhaustible mercy, we will discover his “easy yoke”: Jesus who bears the burdens and needs of humanity shows us the way to salvation. And by participating in his sufferings, we come to know the will of God for us, we find true rest in him, and are able to share in his plan of salvation. Jesus invites us also to learn from his service of the poor and of all who suffer. When we are tired or despondent, let us not be afraid; for our hope in Christ will never be confounded. Let us therefore come to Christ, trust in him, rest in him and joyously serve him.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Scozia, Irlanda, Belgio, Australia, Indonesia, Malaysia, Canada e Stati Uniti d’America. In occasione della festa dell’Esaltazione della Croce, auspico che tutti possano trovare vita nuova in Gesù. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly those from England, Scotland, Ireland, Belgium, Australia, Indonesia, Malaysia, Canada and the United States of America. On this feast of the Exaltation of the Holy Cross, I pray that all may find new life in Jesus. May God bless you!

[01441-EN.01] [Original text: English]

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, ein besonderer Ausdruck der Güte Gottes ist die Sorge Jesu für die Menschen, die schwere Mühsal zu tragen haben. Er lädt sie ein, ihm zu folgen, damit sie bei ihm Ruhe finden (vgl. Mt 11,28ff). Mit der Aufforderung „Kommt alle zu mir“ wendet sich Jesus an die Niedergeschlagen, die Armen und Kleinen, die nichts haben außer ihr Vertrauen in Gottes Hilfe und Barmherzigkeit. Wer sich zum Herrn bekehrt und ihm nachfolgt, erhält die Verheißung, dass er Trost und Stärke für sein ganzes Leben findet. „Nehmt mein Joch auf euch“ verweist auf das enge Band zwischen Gott und seinem Volk, auf die Unterwerfung unter den Willen Gottes und sein Gesetz. Jesus spricht von seinem Joch: Er ist die Erfüllung des Gesetzes, durch seine Person erkennen wir Gottes Willen und durch ihn treten wir in Gemeinschaft mit Gott. Die dritte Aufforderung „Lernt von mir“ besagt, den Weg der Nachahmung Jesu zu gehen. Der Herr ist ein Lehrer, der sich selbst demütig und klein gemacht hat. Weil er das Leiden und die Sünden der Menschheit auf sich genommen hat, weil er als Erster das Joch getragen hat, ist sein Joch für uns leicht. Jesus enttäuscht unsere Hoffnung nicht. Wir müssen jedoch lernen, von seiner Barmherzigkeit zu leben, um selber zu einem Werkzeug der Barmherzigkeit zu werden.

Santo Padre:

Con affetto saluto i fratelli e le sorelle provenienti dai paesi di lingua tedesca, nonché dai Paesi Bassi. Un saluto particolare rivolgo al gruppo della Polizia dell’Assia. Seguiamo il Signore imparando da lui ad essere miti e umili di cuore. Così possiamo portare la sua misericordia ai nostri vicini. Lo Spirito Santo vi guidi sul vostro cammino.

Speaker:

Von Herzen grüße ich die Brüder und Schwestern aus den Ländern deutscher Sprache sowie aus den Niederlanden. Einen besonderen Gruß richte ich an die Gruppe der Polizei aus Hessen. Folgen wir dem Herrn nach, indem wir von ihm lernen, gütig und von Herzen demütig zu sein. So können wir seine Barmherzigkeit zu unseren Nächsten bringen. Der Heilige Geist führe euch auf euren Wegen.

[01442-DE.01] [Originalsprache: Deutsch]

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas

En el Evangelio que hemos escuchado, Jesús se dirige a sus discípulos para extenderles una invitación y lo hace a través de tres imperativos: «Vengan a mí», «tomen mi yugo», y «aprendan de mí».

Jesús se dirige a quienes están cansados y agobiados para que confíen en él y encuentren alivio en su misericordia. Es una invitación a descubrir la voluntad de Dios, entrando en comunión con él y cargando con su cruz.

La propuesta de Jesús es un camino de conocimiento e imitación. Él no es un maestro severo que impone los pesos que él no ha llevado. Él mismo se ha hecho pequeño y humilde, su ejemplo nos enseña y es el camino a seguir.

Tenemos que pedir a Dios la gracia de tener la mirada limpia de Jesús que nos hace comprender cuánto camino debemos aún recorrer; pero al mismo tiempo nos da la alegría de saber que estamos caminando con él y no estamos solos.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los venidos de España y Latinoamérica. Los invito a pedir el don de la alegría, que es el de la gracia de sentirse discípulo de Jesús; de vivir junto a él con la fuerza de su consuelo y misericordia. Muchas gracias.

[01443-ES.02] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

Speaker:

Jesus, naquela ternura, toda sua, que manifesta a presença e bondade de Deus, convida pessoas simples e atribuladas com a vida a segui-Lo: «Vinde a Mim, todos os que estais cansados e oprimidos, que Eu hei de aliviar-vos». O Senhor convida-nos a não ter medo de O seguir, porque a esperança n’Ele deposta não será desiludida. Somos chamados a segui-Lo e a aprender d’Ele o que significa viver de misericórdia para sermos instrumentos de misericórdia. Olhando para Ele, podemos ver quanta estrada ainda precisamos de fazer; mas, ao mesmo tempo, inundar-nos-á a alegria de saber que estamos a caminhar com o Filho de Deus que nunca nos deixará sozinhos. Recebendo o «jugo» de Jesus, entramos em comunhão com Ele e tornamo-nos participantes do mistério da sua cruz e do seu destino de salvação. Na verdade, para salvar a humanidade, Cristo não percorreu uma estrada fácil; antes pelo contrário, o seu caminho foi doloroso e difícil, como se lê na Carta aos Filipenses: «Humilhou-Se a Si próprio, fazendo-Se obediente até à morte e morte de cruz». O jugo que carregam os pobres e os oprimidos é o mesmo que carregou Cristo antes deles; por isso, é um jugo leve. Sobre os ombros d’Ele, recai o peso dos sofrimentos e pecados da humanidade inteira. Por isso, meus irmãos e irmãs, coragem! Não deixemos que nos tirem a alegria de ser discípulos do Senhor. Não deixemos que nos roubem a esperança de viver esta vida com Ele e com a força da sua consolação.

Santo Padre:

Carissimi pellegrini di lingua portoghese, benvenuti! Nel salutarvi tutti, specialmente i fedeli di Rio de Janeiro e di São José do Rio Pardo, vi invito a chiedere al Signore una fede grande per guardare la realtà con lo sguardo di Gesù e una grande carità per accostare le persone con il suo cuore misericordioso. Fidatevi di Dio, come la Vergine Maria! Volentieri benedico voi e i vostri cari.

Speaker:

Queridos peregrinos de língua portuguesa, sede bem-vindos! A todos vos saúdo, especialmente aos fiéis do Rio de Janeiro e de São José do Rio Pardo, convidando-vos a pedir ao Senhor uma fé grande para verdes a realidade com o olhar de Jesus e uma grande caridade para vos aproximardes das pessoas com o seu coração misericordioso. Confiai em Deus, como a Virgem Maria! De bom grado abençoo a vós e aos vossos entes queridos.

[01444-PO.01] [Texto original: Português]

In lingua araba

Speaker:

[تابع قداسة البابا اليوم تعليمه عن الرحمة، متوقفا عند كلمات يسوع المؤثرة: "تعالوا إلي جميعا أيها ‏المرهقون المثقلون، وأنا أريحكم. [...] تتلمذوا لي فإني وديع متواضع القلب، تجدوا الراحة لنفوسكم“. إن الرب ‏بهذه الكلمات يدعوا الجميع، ولا سيما المتعبين والمتألمين، لأن يجدوا فيه الراحة والتعزية، مستخدما ‏صيغة الأمر ثلاث مرات. أولا: "تعالوا إلي"، حيث يقدم يسوع نفسه ‏للمتعبين والمثقلين والفقراء ‏والصغار كخادم الرب، لأنهم إذ يدركوا وضعهم المتواضع والبائس،‏ يعتمدون على رحمة الرب، ‏وينتظرون منه العون. ثانيا: "احملوا نيري"، يشير حمل النير إلى العلاقة الوثيقة التي تربط ‏الشعب بالله وبإرادته التي أعرب عنها في ‏الشريعة. وكل تلميذ يقبل حمل "نير يسوع" يدخل في ‏شركة معه ويصبح شريكا في سر صليبه وفي مصيره الخلاصي. ثالثا: "تتلمذوا لي"، فيسوع ‏ليس معلما يفرض على الآخرين أحمالا لا يحملها هو نفسه، بل أنه يتوجه إلى المتواضعين والصغار ‏لأنه أصبح هو صغيرا ومتواضعا مثلهم.‏ لذا فنحن مدعوون لأن نحيا بالرحمة ‏ فنصبح أداة رحمة، ‏مدعوون بألا نسمح بأن ينزع منا فرح كوننا تلاميذ الرب، أو يسرق منا الرجاء بأن ‏ في هذه الحياة ‏نحيا معه وبقوة عزائه].

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a ‎quelli provenienti dalla Terra Santa e dal Medio Oriente. La vera perdizione ‎sta nel porre le speranze nelle cose transitorie, nel cercare di dissetarci ai ‎pozzi aridi e nel fissare gli occhi e il cuore nei tesori materiali che periscono ‎ed evaporano. Per questo Gesù ci invita a essere suoi discepoli e a portare il ‎Suo giogo soave, perché l'uomo soltanto in Lui trova il vero conforto, la ‎speranza che non delude e il tesoro che non perisce. Il Signore vi benedica ‎tutti e vi protegga dal ‎maligno!‎

Speaker:

أتوجه بتحية حارة للحجاج الناطقين باللغة العربية، وخاصة القادمين من الأراضي المقدسة ومن ‏الشرق ‏الأوسط. إن الضياع الحقيقي يكمن في وضع الآمال في الأشياء الفانية، وفي البحث عن ‏الارتواء من الآبار اليابسة، وفي ثبيت الأنظار والقلوب في الكنوز المادية التي تفنى وتتبخر. لذا ‏يدعونا يسوع لاتباعه ولحمل نيره الخفيف، لأن فيه وحده يجد الإنسان العزاء الحقيقي، والرجاء ‏الذي لا يخيب، والكنز الذي لا ينفى. ليبارككم الرب ‏جميعا ‏ويحرسكم من الشرير!

[01445-AR.01] [Testo originale: Arabo]

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, usłyszeliśmy dzisiaj trzy konkretne wezwania, jakie Pan Jezus skierował do swoich uczniów: „Przyjdźcie do Mnie”, „weźcie moje jarzmo”, „uczcie się ode Mnie”. Zaprasza: przyjdźcie do Mnie wszyscy utrudzeni życiem, obciążeni problemami, zawiedzeni, zniechęceni, ubodzy. Zachęca nas byśmy w tym Roku Jubileuszu przyszli do Niego, by przeżyć nawrócenie serc, by odkryć nieskończone i niewyczerpane miłosierdzie Boga. Poleca: „weźcie na siebie moje jarzmo”. Pragnie, by ludzie przeżywali życie, swoje cierpienia, kłopoty, troski w zjednoczeniu z tajemnicą Jego Krzyża. Zachęca byśmy trwali w komunii z Bogiem, wypełniali Jego wolę. W nakazie: „Uczcie się ode Mnie” Pan Jezus zachęca uczniów do naśladowania Go. Zwraca się do każdego z nas, szczególnie do potrzebujących pomocy, ubogich i cierpiących. Dla wszystkich jest przykładem pokory: „uniżył samego siebie, stając się posłusznym aż do śmierci – i to śmierci krzyżowej” (Flp 2,8). Wziął na swoje barki cierpienia i grzechy całej ludzkości. Zachęca nas byśmy przeżywali życie z pokorą, w prostocie serc, dostrzegając potrzeby bliźnich. Trwajmy w Jego miłości, nieśmy naszym braciom dar Bożego miłosierdzia.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Fratelli e sorelle, oggi celebriamo la festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Guardiamo ad essa, sulla quale il Figlio di Dio è morto per la nostra salvezza. Essa è la risposta di Dio al male e al peccato dell’uomo. È una risposta di amore, di misericordia e di perdono. Mostriamo questa Croce al mondo e glorifichiamola nei nostri cuori, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità. Sia lodato Gesù Cristo.

Speaker:

Pozdrawiam pielgrzymów polskich. Bracia i siostry, dzisiaj obchodzimy święto Podwyższenie Krzyża Świętego. Wpatrujmy się często w Krzyż, na którym Jezus, Syn Boży umarł dla naszego zbawienia. Ten święty Znak jest odpowiedzią Boga na zło i grzech człowieka. Jest to odpowiedź miłości, miłosierdzia i przebaczenia. Ukazujmy Krzyż całemu światu, wysławiajmy Go w naszych sercach, domach i wspólnotach. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.]

[01446-PL.01] [Testo originale: Polacco]

Saluti particolari nelle diverse lingue

Saluto in lingua slovacca

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli slovacchi, particolarmente i gruppi parrocchiali e i partecipanti al pellegrinaggio della Famiglia spirituale della Congregazione del Divin Redentore. Fratelli e sorelle, domani la Slovacchia celebrerà la festa della sua Patrona – la Beata Maria Vergine Addolorata. Gesù l’ha data come madre ad ognuno di noi. Ella vi accompagni sulla via verso di Lui. Volentieri vi benedico tutti.

Speaker:

Srdečne pozdravujem slovenských veriacich, osobitne farské skupiny ako aj účastníkov púte Duchovnej rodiny Kongregácie Božského Vykupiteľa. Bratia asestry, zajtra Slovensko oslávi sviatok svojej Patrónky – Preblahoslavenej Panny Márie Sedembolestnej. Ježiš ju dal za Matku každému znás.

Ona nech vás sprevádza na ceste k nemu. Rád žehnám vás všetkých.

[01448-AA.01] [Testo originale: Slovacco]

Saluto in lingua croata

Santo Padre:

Saluto di cuore i pellegrini croati! Con particolare gioia sono lieto di accogliere i cari fedeli e sacerdoti dell’Arcidiocesi di Spalato, guidati dal pastore Mons. Marin Barišić, e i fedeli della parrocchia di Maria Gorizza. Provenendo dai luoghi in cui tanti martiri hanno reso una testimonianza a Cristo dai primi secoli fino ai nostri giorni, siete giunti presso la Tomba del Santo Apostolo Pietro. In questo luogo sacro, guardate il Signore Crocifisso, che ha aperto le braccia per abbracciare tutto il mondo. Rafforzati dalla Divina Misericordia in questo pellegrinaggio, rimanete sempre saldi nella fede e pregate per la pace e l’unità della vostra nazione e del mondo intero. Vi assicuro la mia spirituale vicinanza e imparto a voi e alle vostre famiglie la Benedizione Apostolica. Siano lodati Gesù e Maria!

Speaker:

Od srca pozdravljam sve hrvatske hodočasnike! S osobitom radošću pozdravljam vas, drage vjernike i svećenike iz Splitsko-makarske nadbiskupije, predvođeni vašim pastirom, mons. Marinom Barišićem, kao i vjernike iz župe Marija Gorica. Uputivši se iz krajeva u kojima su, još od prvih stoljeća pa sve do naših dana, toliki vaši mučenici dali svjedočanstvo za Krista, došli ste na grob Svetog Apostola Petra. Na ovome svetom mjestu gledajte u Gospodina Raspetoga, koji je raširio ruke kako bi zagrlio cijeli svijet. Osnaženi Božjim Milosrđem na ovome hodočašću, ostanite čvrsti u vjeri i molite za mir i jedinstvo vašega naroda i cijeloga svijeta. Obećajem vam svoju duhovnu blizinu te udijeljujem vama i vašim obiteljima Apostolski Blagoslov. Hvaljen Isus i Marija!

[01449-AA.01] [Testo originale: Croato]

Saluto in lingua italiana

Un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana!

Sono lieto di accogliere i fedeli della Diocesi di Lugano, accompagnati dal Vescovo Mons. Valerio Lazzeri, e le Clarisse Urbaniste provenienti da diversi Paesi: il pellegrinaggio giubilare che state vivendo sia occasione per crescere nell’amore di Dio affinché le vostre comunità siano luogo in cui si fa esperienza della misericordia verso il prossimo.

Saluto i gruppi parrocchiali, specialmente i fedeli di Acerra e Cento; la Fondazione 8 ottobre 2001 e il Gruppo Biomedia di Milano.

Rivolgo un pensiero infine ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Oggi celebriamo la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Cari giovani, riprendendo dopo le vacanze le consuete attività, rafforzate anche il vostro dialogo con Dio, diffondendo la sua luce e la sua pace; cari ammalati, trovate conforto nella croce del Signore Gesù, che continua la sua opera di redenzione nella vita di ogni uomo; e voi, cari sposi novelli, sforzatevi di mantenere un costante rapporto con Cristo Crocifisso, affinché il vostro amore sia sempre più vero, fecondo e duraturo.

[01447-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0642-XX.01]