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Messaggio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti per la Giornata mondiale del Turismo 2016, 24.06.2016


Testo in lingua italiana

Traduzione in lingua inglese

Traduzione in lingua francese

Traduzione in lingua tedesca

Traduzione in lingua spagnola

Traduzione lingua portoghese

 

Pubblichiamo di seguito il Messaggio del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti in occasione della Giornata Mondiale del Turismo che, come di consueto, sarà celebrata il 27 settembre, quest’anno sul tema: “Turismo per tutti: promuovere l’accessibilità universale”:

Testo in lingua italiana

“Turismo per tutti: promuovere l’accessibilità universale”

1. “Turismo per tutti: promuovere l’accessibilità universale” è il tema scelto dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) per la Giornata Mondiale del Turismo che si terrà, come di consueto, il 27 settembre. La Santa Sede ha aderito a questa iniziativa fin dalla sua prima edizione, consapevole della grande importanza di questo settore, così come delle sfide che pone e delle opportunità che offre per l’evangelizzazione.
Negli ultimi decenni, è notevolmente aumentato il numero di persone che possono godere di un tempo di vacanza. Secondo l’ultimo Barometro dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, riferito al 2015, ammonta a 1.184 milioni il numero di arrivi turistici internazionali che, secondo le previsioni, raggiungerà il traguardo dei due miliardi nel 2030. A queste, bisogna aggiungere le cifre ancora più elevate del turismo locale.

2. Con l’aumento numerico, è cresciuta anche la consapevolezza dell’influenza positiva esercitata dal turismo in molti ambiti della vita, con le sue numerose virtù e potenzialità. Senza ignorare alcuni dei suoi elementi ambigui o negativi, siamo convinti che il turismo umanizzi perché è occasione per il riposo, opportunità per la conoscenza reciproca di popoli e culture, strumento di sviluppo economico, promotore di pace e di dialogo, possibilità per l’educazione e per la crescita personale, momento per l’incontro con la natura e ambito per la crescita spirituale, per citare alcune delle sue caratteristiche positive.

3. Sulla base di questa valutazione positiva, ed essendo consapevoli che il turismo in particolare, e il tempo libero in generale, è una “esigenza della natura umana, che manifesta in se stesso un valore irrinunciabile”,1 dobbiamo concludere, sostenuti dal Magistero ecclesiale,2 che il turismo non è solo un’opportunità, ma deve essere un diritto di tutti e non può essere limitato a determinate fasce sociali o ad alcune zone geografiche precise. Anche l’Organizzazione Mondiale del Turismo afferma che il turismo “costituisce un diritto aperto allo stesso modo a tutti gli abitanti del mondo [...], e nessun ostacolo deve essere frapposto sul suo cammino”.3
È quindi possibile parlare di un “diritto al turismo”, che è certamente concretizzazione del diritto “al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite” riconosciuto dall’articolo 24 della Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata nel 1948.

4. Ma la costatazione della realtà dimostra che non è alla portata di tutti e sono ancora molte le persone che continuano ad essere escluse da questo diritto.
Prima di tutto, in molti Paesi in via di sviluppo, dove non sono garantiti i bisogni fondamentali, questo diritto appare sicuramente come qualcosa di lontano e parlarne può anche sembrare una frivolezza, sebbene questa attività si stia presentando anche come una risorsa nella lotta contro la povertà. Ma anche nei paesi economicamente più sviluppati troviamo importanti fasce della società che non hanno facile accesso al turismo.
Per questo, a livello internazionale, si sta promuovendo il cosiddetto “turismo per tutti”, che può essere usufruito da chiunque e che integra i concetti di “turismo accessibile”, “turismo sostenibile” e “turismo sociale”.

5. Per “turismo accessibile” si intende lo sforzo per garantire che le destinazioni e i servizi turistici siano accessibili a tutti, indipendentemente dal profilo culturale, dalle limitazioni permanenti o temporanee (fisiche, mentali o sensoriali) o dai bisogni particolari come quelli che richiedono, ad esempio, i bambini e gli anziani.

6. Il concetto di “turismo sostenibile” include l’impegno per ottenere che questa attività umana sia il più rispettosa possibile della diversità culturale e ambientale del luogo che accoglie, prendendo in considerazione le ripercussioni presenti e future. L’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco può essere di grande aiuto nella buona gestione del creato che Dio ha affidato all’essere umano.4

7. Il “turismo sociale”, da parte sua, pretende che non siano esclusi coloro che hanno una cultura diversa, meno risorse economiche o che vivono in regioni più svantaggiate. Tra i gruppi destinatari degli interventi di questo settore si trovano i giovani, le famiglie numerose, le persone con disabilità e gli anziani, così come ricorda il Codice Mondiale di Etica del Turismo.5

8. Pertanto, è necessario promuovere un “turismo per tutti” che sia etico e sostenibile, nel quale si garantisca una reale accessibilità fisica, economica e sociale, evitando ogni sorta di discriminazione. Raggiungere una proposta di questo tipo sarà possibile solo se si può contare sullo sforzo di tutti, politici, imprenditori, consumatori così come su quello delle associazioni impegnate in questo ambito.
La Chiesa valuta positivamente gli sforzi che si stanno realizzando a favore di un “turismo per tutti”, iniziative “che pongono realmente il turismo al servizio della realizzazione della persona e dello sviluppo sociale”.6 Da tempo, sta anche offrendo il proprio contributo sia con la sua riflessione teorica che con numerose iniziative concrete, molte delle quali sono state pioniere, realizzate con limitate risorse economiche, tanta dedizione e hanno ottenuto buoni risultati.

Che l’impegno ecclesiale a favore di un “turismo per tutti” sia vissuto e inteso come “testimonianza della particolare predilezione di Dio per i più umili”.7

Città del Vaticano, 24 giugno 2016

Antonio Maria Card. Vegliò
Presidente

+ Joseph Kalathiparambil
Segretario

_______________

1 Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Orientamenti per la Pastorale del Turismo, 29 giugno 2001, n. 6.
2 Cfr. Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione pastorale Gaudium et spes, 7 dicembre 1965, nn. 61 e 67; Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Orientamenti per la Pastorale del Turismo, n. 6.
3 Organizzazione Mondiale del Turismo, Codice Mondiale di Etica del Turismo, 1° ottobre 1999, art. 7 § 1.
4 Cfr. Francesco, Lettera Enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune, 24 maggio 2015.
5 Cfr. Organizzazione Mondiale del Turismo, Codice Mondiale di Etica del Turismo, art. 7 § 4.
6 Cfr. Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Orientamenti per la Pastorale del Turismo, n. 24.
7 Ibidem.

[01099-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Traduzione in lingua inglese

“Tourism for All - Promoting Universal Accessibility”

1. “Tourism for All – Promoting Universal Accessibility” is the theme chosen by the World Tourism Organization (UNWTO) for World Tourism Day 2016, which will take place, as is custom, on September 27th. The Holy See has adhered to this initiative ever since its inception, being well aware of the great importance that this tourism has, as well as the challenges this phenomenon poses and the opportunities it creates for evangelization.
In recent decades, the number of persons that have the opportunity of enjoying vacation time has greatly increased. According to the recent statistics from 2015 of the World Tourism Organization, there were 1.184 billion arrivals of international tourists in the world: a number, which – according to predictions – will reach 2 billion in 2030. To this number, one must add the number of tourists arriving at a local level.

2. Along with this numeric increase, there has also been a growing awareness of the positive influence that tourism can have on different aspects of life, with its numerous virtues and great potential. Without ignoring the negative or ambiguous aspects, we are convinced that tourism humanizes, because it is – to name just a few positive characteristics – a chance for recreation, an opportunity for mutual understanding between peoples and cultures, an instrument for economic development, a promoter of peace and dialogue, a possibility for education and for personal growth, a moment of encounter with nature, and an environment for spiritual growth.

3. On the basis of this positive evaluation, being well-aware that tourism (in particular) and free time (in general) are “a need present in human nature that manifests an unrenounceable value in itself1, we must surmise (in accordance with Church Magisterium2) that tourism is not only an opportunity, but is a right of every person and cannot be limited to certain social classes or to certain specific geographical areas. The World Tourism Organization itself affirms that tourism “constitutes a right equally open to all the world’s inhabitants [...], and obstacles should not be placed in its way3.
Therefore, it is possible to speak of a “right to tourism”, which is most definitely a concrete expression of the right “to rest and leisure, including reasonable limitation of working hours and periodic holidays with pay”, recognized by Article 24 of the Universal Declaration of Human Rights, adopted in 1948.

4. However, reality demonstrates that it is currently not available to all, and that there are many people that continue to be excluded from executing this right.
First of all, in many developing countries, where basic need have not yet been guaranteed, the right to tourism appears to be something very distant. To speak of the subject may even seem frivolous, even though tourism can be a resource in the battle against poverty. Yet, even in well-developed nations, we discover that there are significant portions of society that do not have easy access to tourism.
For this reason, a so-called “tourism for all” that can be made use of by anyone is being promoted at an international level. It is a concept which integrates the ideas of “accessible tourism”, “sustainable tourism” and “social tourism”.

5. By the term “accessible tourism”, one intends the effort made to guarantee that tourist destinations and services are accessible to all, regardless of a person’s cultural profile, their permanent or temporary limitations (physical, mental or sensorial), or the special needs required by them (e.g.: the needs of children or the elderly).

6. The concept “sustainable tourism” includes the commitment of obtaining a quality of tourism that is respectful of the cultural and environmental diversity of the place that welcomes, taking into consideration both present and future repercussions. The encyclical letter of Pope Francis, Laudato si’, can be of great assistance in the good management of Creation, which has been entrusted to all of humanity4.

7. The term “social tourism”, on its part, demands that no one be excluded on the basis of a different culture, on a lack of resources, or because they live in less-developed regions. Among the target groups of the interventions in this sector are young persons, families with many children, special needs persons and the elderly, as is stated in the Global Code of Ethics for Tourism5.

8. Therefore, it is necessary to promote a “tourism for all” that is ethical and sustainable; physically, economically and socially accessible; and one that avoids all forms of discrimination. To attain such a goal is only possible through the collaboration of all: politicians, entrepreneurs, consumers, as well as associations involved in this field.
The Church positively evaluates the efforts already made in favour of a “tourism for all” – initiatives “that really put tourism at the service of personal realization and social development6. The Church has and continues to offer Her contribution both through theoretical reflection and through concrete initiatives (many of which are innovative), accomplished despite limited economic resources, with much dedication, and having attained good results.

May ecclesiastical commitment in favor of a “tourism for all” be both experienced and understood as a “witness to God’s particular predilection for the humble7.

Vatican City, 24 June 2016

Antonio Maria Card. Vegliò
President

+ Joseph Kalathiparambil
Secretary

_______________

1 Pontifical Council for the Pastoral Care of Migrants and Itinerant People, Guidelines for the Pastoral Care of Tourism, June 29, 2001, No. 6
2 Cf. Second Vatican Ecumenical Council, Pastoral Constitution Gaudium et Spes, December 7, 1965, Nos. 61 and 67; Pontifical Council for the Pastoral Care of Migrants and Itinerant People, Guidelines for the Pastoral Care of Tourism, No. 6.
3 World Tourism Organization, Global Code of Ethics for Tourism, 1 October 1999, Art. 7, para. 1.
4 Cf. Francis, Encyclical Letter Laudato si’ on care for our common home, May 24, 2015.
5 Cf. World Tourism Organization, Global Code of Ethics for Tourism, Art. 7, para. 4.
6 Cf. Pontifical Council for the Pastoral Care of Migrants and Itinerant People, Guidelines for the Pastoral Care of Tourism, No. 24.
7 Ibidem.

[01099-EN.01] [Original text: Italian]

Traduzione in lingua francese

«Promouvoir l’accessibilité universelle en faveur d’un tourisme pour tous»

1. «Promouvoir l’accessibilité universelle en faveur d’un tourisme pour tous»: tel est le thème choisi par l’Organisation Mondiale du Tourisme (OMT) pour la Journée Mondiale du Tourisme qui se tiendra, comme d’habitude, le 27 septembre. Le Saint-Siège a adhéré à cette initiative dès sa première édition, conscient de la grande importance de ce secteur, ainsi que des défis qu’il pose et des opportunités qu’il offre pour l’évangélisation.
Ces dernières décennies, le nombre de personnes qui peuvent bénéficier d’un temps de vacances a considérablement augmenté. Selon le dernier Baromètre de l’Organisation Mondiale du Tourisme, se rapportant à l’année 2015, le nombre d’arrivées touristiques internationales s’élève à 1184 millions et, selon les prévisions, il atteindra la barre des deux milliards en 2030. Il faut y ajouter les chiffres plus élevés encore du tourisme local.

2. Cette augmentation numérique a entraîné une prise de conscience toujours plus grande de l’influence positive exercée par le tourisme dans de nombreux secteurs de la vie, avec ses nombreuses vertus et potentialités. Sans ignorer certains de ses éléments ambigus ou négatifs, nous sommes convaincus que le tourisme humanise car il procure une occasion de repos, des opportunités de connaissance réciproque entre les peuples et les cultures; il constitue un instrument de développement économique, favorise la paix et le dialogue, fournit des possibilités d’éducation et de croissance personnelle et des temps de rencontre avec la nature, ainsi qu’un espace de croissance spirituelle, pour ne citer que quelques-unes de ses caractéristiques positives.

3. Sur la base de cette évaluation positive et en étant conscients que le tourisme en particulier et le temps libre en général sont une «exigence de la nature humaine, qui manifeste en elle-même une valeur inaliénable»,1 nous devons conclure, soutenus en cela par le Magistère ecclésial,2 que le tourisme n’est pas seulement une opportunité, mais doit être un droit pour tous, qui ne peut pas être limité à certaines couches sociales ou à certains zones géographiques précises. De son côté, l’Organisation Mondiale du Tourisme affirme, elle aussi, que le tourisme «constitue un droit également ouvert à tous les habitants du monde [...], et ne pas se voir opposer d’obstacles».3
Il est donc possible de parler d’un «droit au tourisme», qui est certainement la concrétisation du droit «au repos et aux loisirs et notamment à une limitation raisonnable de la durée du travail et à des congés payés périodiques» reconnu par l’article 24 de la Déclaration universelle des droits de l’homme, adoptée en 1948.

4. Mais la constatation de la réalité démontre qu’il n’est pas à la portée de tous et que beaucoup sont encore ceux qui continuent d’être exclus de ce droit.
Avant tout, dans de nombreux pays en voie de développement, où les besoins fondamentaux ne sont pas garantis, ce droit semble vraiment quelque chose de lointain et en parler peut même apparaître comme une frivolité, alors même que cette activité se présente actuellement comme une ressource dans la lutte contre la pauvreté. Mais également dans les pays économiquement plus développés, nous trouvons d’importantes couches de la société qui n’ont pas facilement accès au tourisme.
Voilà pourquoi, au niveau international, on encourage ce qu’on appelle le «tourisme pour tous», dont chacun peut bénéficier et qui englobe les concepts de «tourisme accessible», «tourisme durable» et «tourisme social».

5. Par «tourisme accessible», on entend l’effort visant à garantir que les destinations et les services touristiques soient accessibles à tous, indépendamment du profil culturel, des limitations permanentes ou temporaires (physiques, mentales ou sensorielles) ou des besoins particuliers comme ceux que requièrent, par exemple, les enfants et les personnes âgées.

6. Le concept de «tourisme durable» inclut l’effort pour obtenir que cette activité humaine soit la plus respectueuse possible de la diversité culturelle et environnementale du lieu qui accueille, en prenant en considération les répercussions présentes et futures. L’encyclique Laudato si’ du Pape François peut être d’une grande aide pour la bonne gestion de la création que Dieu a confiée à l’être humain.4

7. Le «tourisme social», de son côté, prétend que ne soient pas exclus ceux qui ont une culture différente, moins de ressources économiques ou qui vivent dans des régions plus défavorisées. Parmi les groupes destinataires des interventions de ce secteur se trouvent les jeunes, les familles nombreuses, les personnes porteuses de handicap et les personnes âgées, comme le rappelle le Code mondial d’éthique du tourisme.5

8. Par conséquent, il est nécessaire de promouvoir un «tourisme pour tous» qui soit éthique et durable, où soit garanti un réel accès physique, économique et social, en évitant toute sorte de discrimination. Atteindre un objectif de ce type ne sera possible que si l’on peut compter sur les efforts de tous,hommes politiques, entrepreneurs, consommateurs, comme sur ceux des associations engagées dans ce milieu.
L’Église évalue d’une manière positive les efforts qui sont accomplis en faveur d’un «tourisme pour tous» et les initiatives «qui placent réellement le tourisme au service de la réalisation de la personne et du développement social».6 Depuis longtemps, elle offre également sa contribution, tant par sa réflexion théorique que par ses nombreuses initiatives concrètes, dont beaucoup ont joué un rôle de pionnières, bien que réalisées avec des ressources économiques limitées, avec beaucoup de dévouement, obtenant ainsi de bons résultats.

Que l’engagement ecclésial en faveur d’un «tourisme pour tous» soit vécu et compris comme un «témoignage de la prédilection particulière de Dieu pour les plus humbles».7

Cité du Vatican, 24 juin 2016

Antonio Maria Card. Vegliò
Président

+ Joseph Kalathiparambil
Secrétaire

______________

[1] Conseil Pontifical pour la Pastorale des Migrants et des Personnes en déplacement, Orientations pour la Pastorale du Tourisme, 29 juin 2001, n° 6.
2 Cf. Concile Œcuménique Vatican II, Constitution pastorale Gaudium et spes, 7 décembre 1965, nos 61 et 67 ; Conseil Pontifical pour la Pastorale des Migrants et des Personnes en déplacement, Orientations pour la Pastorale du Tourisme, n° 6.
3 Organisation Mondiale du Tourisme, Code mondial d'éthique du tourisme, 1er octobre 1999, art. 7 § 1.
4 Cf. François, Lettre Encyclique Laudato si’ sur la sauvegarde de la maison commune, 24 mai 2015.
5 Cf. Organisation Mondiale du Tourisme, Code mondial d'éthique du tourisme, art. 7 § 4.
6 Cf. Conseil Pontifical pour la Pastorale des Migrants et des Personnes en déplacement, Orientations pour la Pastorale du Tourisme, n° 24.
7 Ibidem.

[01099-FR.01] [Texte original: Italien]

Traduzione in lingua tedesca

„Tourismus für alle - Barrierefreie Zugänge ermöglichen“

1. „Tourismus für alle - Barrierefreie Zugänge ermöglichen“ ist das Thema, das die Internationale Tourismusorganisation (UNWT) für den Welttag des Tourismus gewählt hat, der wie immer am 27. September stattfindet. Der Heilige Stuhl hat sich dieser Initiative in dem Bewusstsein der Bedeutung dieses Bereiches und der Herausforderungen und Gelegenheiten, die er für eine Evangelisierung bietet, schon vom ersten Mal an angeschlossen.
In den letzten Jahrzehnten hat die Zahl derer, die sich eine Ferienzeit leisten können, stark zugenommen. Den letzten Berichten der Weltorganisation für Tourismus zufolge, die sich auf das Jahr 2015 beziehen, beläuft sich die Zahl der internationalen Ankünfte von Touristen auf 1.184 Millionen und wird bis 2030 die Zwei-Milliarden-Grenze erreichen. Hinzu kommen die noch höheren Zahlen im lokalen Tourismus.

2. Mit dem zahlenmäßigen Wachstum ist auch das Bewusstsein für den positiven Einfluss, den der Tourismus in vielen Lebensbereichen mit seinen zahlreichen positiven Aspekten und Möglichkeiten ausübt, gestiegen. Ohne einige seiner zweifelhaften oder negativen Elemente zu ignorieren, sind wir davon überzeugt, dass der Tourismus zu einer Humanisierung beiträgt, denn er bietet Gelegenheit zur Erholung und den Völkern und Kulturen Möglichkeiten zum gegenseitigen Kennenlernen, er stellt ein Instrument des Wirtschaftswachstums dar, er dient der Förderung des Friedens und des Dialogs, trägt zur Bildung und dem persönlichen Wachstum bei und bietet Momente der Begegnung mit der Natur und der Umwelt für ein geistiges Wachstum, um nur einige seiner positiven Eigenschaften zu erwähnen.

3. Auf der Grundlage dieser positiven Einschätzungen und in dem Bewusstsein, dass insbesondere der Tourismus und ganz allgemein die Freizeit „zu den Forderungen der menschlichen Natur gehört und für sich selbst einen unverzichtbaren Wert darstellt“,1 müssen wir unterstützt von der kirchlichen Lehre feststellen,2 dass der Tourismus nicht nur eine Gelegenheit ist, sondern ein Recht aller sein muss und dass er sich nicht auf bestimmte soziale Schichten und auf einige genau umschriebene geographische Gebiete beschränken darf. Auch die Weltorganisation des Tourismus bestätigt, dass der Tourismus „ein Recht ist, dass allen Bewohnern der Welt in gleicher Weise offen steht [...], und es sollten ihm keine Hindernisse in den Weg gelegt werden“.3
Man kann also von einem „Recht auf Tourismus“ sprechen, das gewiss einen konkreten Ausdruck des „Rechts auf Erholung und Freizeit und insbesondere auf eine vernünftige Begrenzung der Arbeitszeit und regelmäßigen bezahlten Urlaub darstellt wie es die Allgemeine Erklärung der Menschenrechte aus dem Jahr 1948 in Art.24 anerkennt.

4. Aber wenn wir die Realität betrachten, stellen wir fest, dass nicht alle sich Urlaub erlauben können und dass noch immer viele Menschen von diesem Recht ausgeschlossen sind.
Vor allem in vielen Entwicklungsländern, in denen auch die grundlegenden Bedürfnisse nicht garantiert sind, erscheint dieses Recht sicherlich als weit entfernt und es mag sogar als frivol scheinen, darüber zu sprechen, obwohl sich diese Aktivität auch als ein Instrument im Kampfe gegen die Armut erweist. Aber auch in wirtschaftlich höher entwickelten Ländern gibt es breite Teile der Bevölkerung, die nicht ohne weiteres Zugang zum Tourismus haben.
Aus diesem Grunde wird auf internationaler Ebene der sogenannte „Tourismus für alle“ gefördert, von dem alle Gebrauch machen können und der die Begriffe des „barrierefreien Tourismus“, des „nachhaltigen Tourismus“ und des „sozialen Tourismus“ miteinander verbinden.

5. Unter „barrierefreiem Tourismus“ versteht man das Bemühen, alle Zielorte und touristischen Dienstleistungen allen Menschen zugänglich zu machen, unabhängig von ihrem kulturellen Niveau, von permanenten oder zeitlich begrenzten Barrieren (physischen, mentalen oder sensoriellen) oder von besonderen Bedürfnissen, wie die zum Beispiel, denen von Kindern oder älteren Menschen.

 

6. Das Konzept des „nachhaltigen Tourismus“ umfasst das Bemühen darum, dass diese menschliche Aktivität sich im größtmöglichen Respekt der Unterschiedlichkeit der Kulturen und der Umweltbedingungen des Aufnahmeortes bewegt, wobei gegenwärtige und zukünftige Auswirkungen zu beachten sind. Die Enzyklika Laudato si’ von Papst Franziskus kann eine große Hilfe zu einer guten Verwaltung der Schöpfung bieten, die Gott den Menschen anvertraut hat.4

7. Der „soziale Tourismus“ verlangt, dass nicht ausgeschlossen werden darf, wer einer anderen Kultur angehört, über geringere wirtschaftliche Mittel verfügt oder in benachteiligten Regionen lebt. Zu den Zielgruppen von Eingriffen in diesem Bereich gehören junge Leute, kinderreiche Familien, Behinderte und alte Menschen, wie es der Globale Ethikkodex für Tourismus vorsieht.5

8. Wir müssen daher einen “Tourismus für alle” fördern, der ethisch und nachhaltig ist und der eine reale physische, wirtschaftliche und soziale Zugangsmöglichkeit garantiert, wobei jede Form der Diskriminierung zu vermeiden ist. Damit ein solcher Vorschlag realistisch wird, muss man auf das Bemühen von allen: Politikern, Unternehmern und Konsumenten sowie der Vereine, die in diesem Bereich tätig sind, zählen können.
Die Kirche betrachtet alle Anstrengungen als positiv, die auf die Verwirklichung eines „Tourismus für alle“ abzielen, Initiativen „die den Tourismus wirklich in den Dienst der persönlichen Selbstverwirklichung und sozialen Entwicklung stellen“.6 Sie leistet schon lange einen eigenen Beitrag, sowohl durch ihre theoretischen Überlegungen, als auch durch zahlreiche konkrete Initiativen, von denen viele Pioniervorhaben waren, die mit begrenzten wirtschaftlichen Mitteln und viel Hingabe verwirklicht wurden und die gute Ergebnisse erzielt haben.

Möge das Engagement der Kirche zugunsten eines „Tourismus für alle“ als ein Zeugnis der besonderen Vorliebe Gottes für die Schwächsten“ erlebt und verstanden werden.7

Vatikanstadt, am 24. Juni 2016

Antonio Maria Kard. Vegliò
Präsident

+ Joseph Kalathiparambil
Sekretär

_______________

1 Päpstlicher Rat der Seelsorge für die Migranten und Menschen unterwegs, Orientierungen für die Tourismusseelsorge, 29. Juni 2001, Nr. 6.
2 Vgl. Zweites Vatikanisches Konzil, Pastoralkonstitution Gaudium et spes, 7. Dezember 1965, Nr. 61 und 67; Päpstlicher Rat der Seelsorge für die Migranten und Menschen unterwegs, Orientierungen für die Tourismusseelsorge, Nr. 6.
3 Welttourismusorganisation, Globaler Ethikkodex für Tourismus, 1. Oktober 1999, Art. 7 § 1.
4 Vgl. Franziskus, Enzyklika Laudato si’ über die Sorg für das gemeinsame Haus, 24. Mai 2015.
5 Vgl. Welttourismusorganisation, Globaler Ethikkodex für Tourismus, Art. 7 § 4.
6 Vgl. Päpstlicher Rat der Seelsorge für die Migranten und Menschen unterwegs, Orientierungen für die Tourismusseelsorge, Nr. 24.
7 Ibidem.

[01099-DE.01] [Originalsprache: Italienisch]

Traduzione in lingua spagnola

“Turismo para todos: promover la accesibilidad universal”

1. “Turismo para todos: promover la accesibilidad universal” es el lema escogido por la Organización Mundial del Turismo (OMT) para la Jornada Mundial del Turismo, que se celebrará como de costumbre el próximo 27 de septiembre. La Santa Sede se ha adherido a esta iniciativa ya desde su primera edición, sabedora de la gran importancia de este sector así como de los desafíos que supone y las oportunidades que brinda a la evangelización.
En las últimas décadas se ha incrementado considerablemente el número de personas que pueden gozar de un tiempo de vacaciones. El último Barómetro elaborado por la Organización Mundial del Turismo, referido al año 2015, eleva a 1.184 millones las llegadas de turistas internacionales, las cuales alcanzarán el hito de los dos mil millones en el año 2030, según todas las previsiones. A éstas hay que añadir las cifras aún más elevadas que representa el turismo local.

2. Junto al incremento numérico, también se ha ido acrecentando la conciencia del influjo positivo que ejerce el turismo en numerosos ámbitos de la vida, caracterizado por numerosas virtudes y potencialidades. Sin ignorar algunos de sus elementos ambiguos o negativos, estamos convencidos de que el turismo humaniza, ya que es ocasión para el descanso, oportunidad para el recíproco conocimiento de personas y culturas, instrumento de desarrollo económico, promotor de paz y de diálogo, herramienta para la educación y el crecimiento personal, momento para el encuentro con la naturaleza, y ámbito de crecimiento espiritual, por citar algunos de sus rasgos positivos.

3. Partiendo de esta valoración positiva, y siendo conscientes de que el turismo en particular y el tiempo libre en general es una “exigencia de la naturaleza humana, que representa en sí mismo un valor irrenunciable”,1 debemos concluir, avalados por el Magisterio eclesial,2 que el turismo no es sólo una oportunidad sino también ha de ser un derecho para todos, que no puede ser restringido a unas determinadas franjas sociales ni a unas zonas geográficas concretas. También la Organización Mundial del Turismo afirma que éste “constituirá un derecho abierto por igual a todos los habitantes de nuestro planeta [...], y no se le opondrá obstáculo ninguno”.3
Es, pues, posible hablar de un “derecho al turismo”, el cual es ciertamente concreción del derecho “al descanso, al disfrute del tiempo libre, a una limitación razonable de la duración del trabajo y a vacaciones periódicas pagadas” que reconoce el artículo 24 de la Declaración universal de derechos humanos, aprobada en 1948.

4. Pero la constatación de la realidad nos muestra que no está al alcance de muchos y que son todavía numerosas las personas que siguen estando excluidas de este derecho.
Ante todo, en muchos países en vías de desarrollo, donde no están garantizadas las necesidades básicas, este derecho aparece ciertamente como algo lejano y hablar de él puede incluso aparecer como una frivolidad, si bien esta actividad también se está presentando como un recurso en la lucha que están realizando contra la pobreza. Pero también en países económicamente más desarrollados encontramos importantes franjas de la sociedad que no tienen fácil acceso al turismo.
Por ello, a nivel internacional, se está promoviendo el así llamado “turismo para todos”, que puede ser disfrutado por cualquier persona, y que integra los conceptos de “turismo accesible”, “turismo sostenible” y “turismo social”.

5. Por “turismo accesible” se entiende el esfuerzo por garantizar que los destinos y servicios turísticos sean accesibles para todas las personas, independientemente de su perfil cultural, de sus limitaciones permanentes o temporales (físicas, mentales o sensoriales) o de sus necesidades especiales, como las que requieren, por ejemplo, los niños y las personas mayores.

6. El concepto de “turismo sostenible” encierra el empeño por conseguir que esta actividad humana sea lo más respetuosa posible con la diversidad cultural y medioambiental del lugar que la acoge, teniendo en cuenta las repercusiones actuales y futuras. La encíclica Laudato si’ del papa Francisco puede ser de gran ayuda en la buena gestión de la creación que Dios ha encomendado al ser humano.4

7. Por su parte, el “turismo social” pretende que no sean excluidos quienes tienen una cultura diferente, poseen menos recursos económicos o residen en regiones menos favorecidas. Entre los grupos destinatarios de sus acciones se encuentran los jóvenes, las familias numerosas, las personas con discapacidad y las de la tercera edad, tal como recuerda el Código Ético Mundial para el Turismo.5

8. Así pues, es necesario promover un “turismo para todos”, que sea ético y sostenible, en el que se garantice una real accesibilidad física, económica y social, evitando todo tipo de discriminación. Alcanzar una propuesta de estas características únicamente será posible si se cuenta con el esfuerzo de todos, políticos, empresarios, consumidores, así como de las asociaciones comprometidas en este ámbito.
La Iglesia valora positivamente los esfuerzos que están realizando a favor de un “turismo para todos”, iniciativas “que ponen realmente el turismo al servicio de la realización humana y del desarrollo social”.6 Desde hace tiempo está también ofreciendo su propia contribución, tanto con su reflexión teórica como con numerosas iniciativas concretas, muchas de las cuales han sido pioneras, realizadas con escasos recursos económicos, mucha dedicación y que han obtenido buenos resultados.

Que el compromiso eclesial en favor de un “turismo para todos” sea vivido y entendido como “testimonio de la particular predilección de Dios hacia los más humildes”.7

Ciudad del Vaticano, 24 de junio de 2016

Antonio Maria Card. Vegliò
Presidente

+ Joseph Kalathiparambil
Secretario

_____________

1 Pontificio Consejo para la Pastoral de los Emigrantes e Itinerantes, Orientaciones para la Pastoral del Turismo, 29 junio 2001, n. 6.
2 Cfr. Concilio Ecuménico Vaticano II, Constitución pastoral Gaudium et spes, 7 diciembre 1965, nn. 61 y 67; Pontificio Consejo para la Pastoral de los Emigrantes e Itinerantes, Orientaciones para la Pastoral del Turismo, n. 6.
3 Organización Mundial del Turismo, Código Ético Mundial para el Turismo, 1 octubre 1999, art. 7 § 1.
4 Cfr. Francisco, Carta encíclica Laudato si’ sobre el cuidado de la casa común, 24 mayo 2015.
5 Cfr. Organización Mundial del Turismo, Código Ético Mundial para el Turismo, art. 7 § 4.
6 Cfr. Pontificio Consejo para la Pastoral de los Emigrantes e Itinerantes, Orientaciones para la Pastoral del Turismo, n. 24.
7 Ibídem.

[01099-ES.01] [Texto original: Italiano]

Traduzione in lingua portoghese

“Turismo para todos: promover a acessibilidade universal”

1. “Turismo para todos: promover a acessibilidade universal” é o tema que a Organização Mundial do Turismo (OMT) escolheu para o Dia Mundial do Turismo que será celebrado, como de costume, no dia 27 de setembro. A Santa Sé aderiu a esta iniciativa desde a sua primeira edição, consciente da grande importância deste setor, assim como dos desafios que coloca e das oportunidades que oferece para a evangelização.
Nas últimas décadas, aumentou notavelmente o número de pessoas que podem gozar de um tempo de férias. Segundo o último Barômetro da Organização Mundial do Turismo, referido a 2015, monta a 1.184.000.000 o número de chegadas turísticas internacionais que, segundo as previsões, alcançará a meta de dois bilhões em 2030. A estas cifras, é necessário acrescentar aquelas ainda mais elevadas do turismo local.

2. Com o aumento numérico, cresceu também a consciência da influência positiva exercida pelo turismo em muitos âmbitos da vida, com as suas numerosas virtudes e potencialidades. Sem ignorar alguns dos seus elementos ambíguos ou negativos, estamos convictos de que o turismo humanize porque é ocasião para o repouso, oportunidade para o conhecimento recíproco de povos e culturas, instrumento de desenvolvimento econômico, promotor de paz e de diálogo, possibilidade para a educação e para o crescimento pessoal, momento para o encontro com a natureza e âmbito para o crescimento espiritual, para citar algumas das suas características positivas.

3. Com base nesta avaliação positiva e estando conscientes de que o turismo em particular, e o tempo livre em geral, é uma “exigência da natureza humana, que manifesta em si mesmo um valor irrenunciável”,1 devemos concluir, amparados pelo Magistério eclesial,2 que o turismo não é só uma oportunidade, mas deve ser um direito de todos e não pode ser limitado a determinadas faixas sociais ou a algumas zonas geográficas precisas. Também a Organização Mundial do Turismo afirma que o turismo “constitui um direito aberto do mesmo modo a todos os habitantes do mundo [...], e nenhum obstáculo deve ser interposto no seu caminho”.3
É possível, portanto, falar de um “direito ao turismo”, que é certamente concretização do direito “ao repouso e ao lazer, compreendendo nisto uma razoável limitação das horas de trabalho e férias periódicas retribuídas”, reconhecido pelo artigo 24 da Declaração universal dos direitos humanos, adotada em 1948.

4. Mas a constatação da realidade demonstra que não está ao alcance de todos e são ainda muitas as pessoas que continuam a ser excluídas desse direito.
Em primeiro lugar, em muitos Países em vias de desenvolvimento, onde não são garantidas as necessidades fundamentais, este direito parece uma frivolidade, embora esta atividade se esteja a apresentar também como um recurso na luta contra a pobreza. Mas também nos países economicamente mais desenvolvidos encontramos importantes faixas da sociedade que não têm fácil acesso ao turismo.
Por isto, em nível internacional, se está a promover o chamado “turismo para todos”, que pode ser usufruído por qualquer um e que integra os conceitos de “turismo acessível”, “turismo sustentável” e “turismo social”.

5. Por “turismo acessível”, compreende-se o esforço por garantir que as destinações e os serviços turísticos sejam acessíveis a todos, independentemente do perfil cultural, dos limites permanentes ou temporários (físicos, mentais ou sensoriais) ou das necessidades particulares , como as que requerem, por exemplo, as crianças e os anciãos.

6. O conceito de “turismo sustentável” inclui o compromisso por obter que esta atividade humana seja a mais respeitosa possível da diversidade cultural e ambiental do lugar que acolhe, levando em consideração as repercussões presentes e futuras. A encíclica Laudato si, do Papa Francisco, pode ser de grande ajuda na boa gestão da criação que Deus confiou ao ser humano.4

7. O “turismo social”, por sua vez, pretende que não sejam excluídos aqueles que têm uma cultura diferente, menos recursos econômicos ou que vivem em regiões mais desfavorecidas. Entre os grupos destinatários das intervenções deste setor encontram-se os jovens, as famílias numerosas, as pessoas com desabilidade e os anciãos, como nos lembra o Código Mundial de Ética do Turismo.5

8. Portanto, é necessário promover um “turismo para todos” que seja ético e sustentável, no qual se garanta uma acessibilidade real física, econômica e social, evitando toda espécie de discriminação. Realizar uma proposta desse tipo só será possível se se puder contar com o esforço de todos, políticos, empresários, consumidores, assim como com o das associações engajadas neste âmbito.
A Igreja avalia positivamente os esforços que se estão a realizar a favor de um “turismo para todos”, iniciativas “que colocam realmente o turismo a serviço da realização da pessoa e do desenvolvimento social”.6 Desde há tempo está também a oferecer a sua contribuição quer com a sua reflexão teórica, quer com inúmeras iniciativas concretas, muitas das quais foram pioneiras, realizadas com recursos limitados, muita dedicação e obtiveram bons resultados.

Que o compromisso eclesial a favor de um “turismo para todos” seja vivido e compreendido como “testemunho da predileção especial de Deus pelos mais humildes”.7

Cidade do Vaticano, 24 de junho de 2016.

Antonio Maria Card. Vegliò
Presidente

+ Joseph Kalathiparambil
Secretário

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1 Pontifício Conselho da Pastoral para os Migrantes e os Itinerantes, Orientações para a Pastoral do Turismo, 29 de junho de 2001, nº 6.
2 Cf. Concílio Ecumênico Vaticano II, Constituição Pastoral Gaudium et Spes, 7 de dezembro de 1965, nº 61 e 67; Pontifício Conselho da Pastoral para os Migrantes e os Itinerantes Orientações para a Pastoral do Turismo, nº 6.
3 Organização Mundial do Turismo, Código Mundial de Ética do Turismo, 1° de outubro de 1999, art. 7 § 1.
4 Cf. Francisco, Carta Encíclica Laudato si’ sobre o cuidado da casa comum, 24 de maio de 2015.
5 Cf. Organização Mundial do Turismo, Código Mundial de Ética do Turismo, art. 7 § 4.
6 Cf. Pontifício Conselho da Pastoral para os Migrantes e os Itinerantes, Orientações para a Pastoral do Turismo, n. 24.
7 Ibidem.

[01099-PO.01] [Texto original: Italiano]

[B0469-XX.01]