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L’Udienza Generale, 18.05.2016


Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

Saluti particolari nelle diverse lingue

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.00 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando la sua meditazione sulla misericordia nella prospettiva evangelica, si è soffermato sulla parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro (Lc 16, 19-20a.22.24-25).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Desidero soffermarmi con voi oggi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro. La vita di queste due persone sembra scorrere su binari paralleli: le loro condizioni di vita sono opposte e del tutto non comunicanti. Il portone di casa del ricco è sempre chiuso al povero, che giace lì fuori, cercando di mangiare qualche avanzo della mensa del ricco. Questi indossa vesti di lusso, mentre Lazzaro è coperto di piaghe; il ricco ogni giorno banchetta lautamente, mentre Lazzaro muore di fame. Solo i cani si prendono cura di lui, e vengono a leccare le sue piaghe. Questa scena ricorda il duro rimprovero del Figlio dell’uomo nel giudizio finale: «Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero […] nudo e non mi avete vestito» (Mt 25,42-43). Lazzaro rappresenta bene il grido silenzioso dei poveri di tutti i tempi e la contraddizione di un mondo in cui immense ricchezze e risorse sono nelle mani di pochi.

Gesù dice che un giorno quell’uomo ricco morì: i poveri e i ricchi muoiono, hanno lo stesso destino, come tutti noi, non ci sono eccezioni a questo. E allora quell’uomo si rivolse ad Abramo supplicandolo con l’appellativo di “padre” (vv. 24.27). Rivendica perciò di essere suo figlio, appartenente al popolo di Dio. Eppure in vita non ha mostrato alcuna considerazione verso Dio, anzi ha fatto di sé stesso il centro di tutto, chiuso nel suo mondo di lusso e di spreco. Escludendo Lazzaro, non ha tenuto in alcun conto né il Signore, né la sua legge. Ignorare il povero è disprezzare Dio! Questo dobbiamo impararlo bene: ignorare il povero è disprezzare Dio. C’è un particolare nella parabola che va notato: il ricco non ha un nome, ma soltanto l’aggettivo: “il ricco”; mentre quello del povero è ripetuto cinque volte, e “Lazzaro” significa “Dio aiuta”. Lazzaro, che giace davanti alla porta, è un richiamo vivente al ricco per ricordarsi di Dio, ma il ricco non accoglie tale richiamo. Sarà condannato pertanto non per le sue ricchezze, ma per essere stato incapace di sentire compassione per Lazzaro e di soccorrerlo.

Nella seconda parte della parabola, ritroviamo Lazzaro e il ricco dopo la loro morte (vv. 22-31). Nell’al di là la situazione si è rovesciata: il povero Lazzaro è portato dagli angeli in cielo presso Abramo, il ricco invece precipita tra i tormenti. Allora il ricco «alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui». Egli sembra vedere Lazzaro per la prima volta, ma le sue parole lo tradiscono: «Padre Abramo – dice – abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma». Adesso il ricco riconosce Lazzaro e gli chiede aiuto, mentre in vita faceva finta di non vederlo. - Quante volte tanta gente fa finta di non vedere i poveri! Per loro i poveri non esistono - Prima gli negava pure gli avanzi della sua tavola, e ora vorrebbe che gli portasse da bere! Crede ancora di poter accampare diritti per la sua precedente condizione sociale. Dichiarando impossibile esaudire la sua richiesta, Abramo in persona offre la chiave di tutto il racconto: egli spiega che beni e mali sono stati distribuiti in modo da compensare l’ingiustizia terrena, e la porta che separava in vita il ricco dal povero, si è trasformata in «un grande abisso». Finché Lazzaro stava sotto casa sua, per il ricco c’era la possibilità di salvezza, spalancare la porta, aiutare Lazzaro, ma ora che entrambi sono morti, la situazione è diventata irreparabile. Dio non è mai chiamato direttamente in causa, ma la parabola mette chiaramente in guardia: la misericordia di Dio verso di noi è legata alla nostra misericordia verso il prossimo; quando manca questa, anche quella non trova spazio nel nostro cuore chiuso, non può entrare. Se io non spalanco la porta del mio cuore al povero, quella porta rimane chiusa. Anche per Dio. E questo è terribile.

A questo punto, il ricco pensa ai suoi fratelli, che rischiano di fare la stessa fine, e chiede che Lazzaro possa tornare nel mondo ad ammonirli. Ma Abramo replica: «Hanno Mosè e i profeti, ascoltino loro». Per convertirci, non dobbiamo aspettare eventi prodigiosi, ma aprire il cuore alla Parola di Dio, che ci chiama ad amare Dio e il prossimo. La Parola di Dio può far rivivere un cuore inaridito e guarirlo dalla sua cecità. Il ricco conosceva la Parola di Dio, ma non l’ha lasciata entrare nel cuore, non l’ha ascoltata, perciò è stato incapace di aprire gli occhi e di avere compassione del povero. Nessun messaggero e nessun messaggio potranno sostituire i poveri che incontriamo nel cammino, perché in essi ci viene incontro Gesù stesso: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40), dice Gesù. Così nel rovesciamento delle sorti che la parabola descrive è nascosto il mistero della nostra salvezza, in cui Cristo unisce la povertà alla misericordia. Cari fratelli e sorelle, ascoltando questo Vangelo, tutti noi, insieme ai poveri della terra, possiamo cantare con Maria: «Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote» (Lc 1,52-53).

[00820-IT.02] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, aujourd’hui, je m’arrêterai à la parabole de l’homme riche et du pauvre Lazare. Celui-ci représente bien le cri silencieux des pauvres de tous les temps et la contradiction d’un monde où d’immenses richesses et ressources sont aux mains d’un petit nombre. Le riche sera condamné non pas pour ses richesses, mais parce qu’il a été incapable de ressentir de la compassion pour Lazare et de le secourir. La parabole met clairement en garde: la miséricorde de Dieu envers nous est liée à notre miséricorde envers le prochain; quand celle-ci manque, celle de Dieu aussi ne trouve pas de place dans notre cœur fermé, elle ne peut y entrer. Pour nous convertir, nous ne devons pas attendre des événements prodigieux, mais ouvrir notre cœur à la Parole de Dieu, qui nous appelle à aimer Dieu et notre prochain. Cette Parole peut faire revivre un cœur desséché et le guérir de son aveuglement. Le riche connaissait la Parole de Dieu, mais il ne l’a pas écoutée, il ne l’a pas accueillie dans son cœur. Aucun message ni messager ne pourront remplacer les pauvres que nous rencontrons, parce qu’en eux c’est Jésus qui vient à notre rencontre. Dans cette parabole est caché le mystère de notre salut, où le Christ unit la pauvreté à la miséricorde.

Santo Padre:

Sono lieto di salutare i pellegrini di lingua francese, in particolare il Seminario di Strasburgo, la delegazione del Santuario di Notre-Dame de La Salette, come pure quella del Gran San Bernardo in Svizzera. Che lo Spirito Santo, che ci è stato donato a Pentecoste, guarisca i nostri cuori inariditi e li apra a tutte le persone bisognose, che incontriamo sul nostro cammino. Che Dio vi benedica!

Speaker:

Je suis heureux de saluer les pèlerins francophones, en particulier le Séminaire de Strasbourg, la délégation du Sanctuaire de Notre-Dame de La Salette, ainsi que celle du Grand Saint-Bernard, en Suisse. Que l’Esprit-Saint, qui nous a été donné à la Pentecôte, guérisse nos cœurs desséchés et les ouvre à toutes les personnes dans le besoin, que nous rencontrons sur notre route. Que Dieu vous bénisse!

[00821-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis for this Holy Year of Mercy, we now turn to the parable of the rich man and Lazarus. Lazarus, lying outside the closed door of the rich man’s house, longs to eat even the scaps that fall from his table. Lazarus represents the silent cry of the poor in every time and place, and the paradox of a world in which astonishing wealth coexists with scandalous poverty. When both men die, their situation is reversed. Lazarus, whose name means “God helps”, is brought to the bosom of Abraham, while the rich man is in torment, thirsting even for a drop of water. Abraham has to explain to him how, in the mystery of divine justice, the mercy we seek from God is linked to the mercy we show to others. The doors of heaven are closed to those who close their hearts to the needs of the poor. Only conversion can open hearts to the truth of God’s word and its saving message, which, as Our Lady sings in her Magnificat, overturns the situations of this world by the triumph of God’s justice and mercy.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Irlanda, Malta, Russia, Slovacchia, India, Hong Kong, Indonesia, Giappone, Canada e Stati Uniti d’America. Con fervidi auguri che il presente Giubileo della Misericordia sia per voi e per le vostre famiglie un tempo di grazia e di rinnovamento spirituale, invoco su voi tutti la gioia e pace del Signore Gesù!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly those from England, Ireland, Malta, Russia, Slovakia, India, Hong Kong, Indonesia, Japan, Canada and the United States of America. With prayerful good wishes that the present Jubilee of Mercy will be a moment of grace and spiritual renewal for you and your families, I invoke upon all of you joy and peace in our Lord Jesus Christ.

[00822-EN.01] [Original text: English]

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, im Gleichnis vom reichen Prasser und dem armen Lazarus begegnen uns tiefe Gegensätze. Der eine schwelgt in Reichtum und Luxus, dem anderen fehlt das Nötigste zum Leben. Sein Körper ist übervoll mit Geschwüren, er liegt vor der Tür des Reichen und erhält nicht einmal das, was vom Tisch zu Boden fällt. Nach dem Tod der beiden kehrt sich ihre Situation um. Lazarus findet Ruhe und Geborgenheit in Abrahams Schoß. Der Reiche leidet und bittet Abraham, Lazarus möge seine Qualen lindern. Doch diese Hilfe ist nicht mehr möglich. Die Tür des Reichen, vor der Lazarus früher umsonst bettelte, ist im neuen Leben ein unüberwindlicher Abgrund geworden. Abraham macht deutlich, dass die Barmherzigkeit, die Gott uns schenkt, abhängig ist von unserer Barmherzigkeit gegenüber dem Nächsten. Der Reiche wird verdammt. Nicht wegen seines Reichtums, sondern weil er mit dem armen Lazarus kein Mitleid hatte. Armut und über das Elend des anderen Mitleid empfinden und ihm Barmherzigkeit erweisen stehen in einer engen Verbindung. Der Reiche hat im Gleichnis keinen Namen, der Arme heißt Lazarus. Das bedeutet: „Gott heilt“. Gott will seine Güte schenken, er will heilen. Aber diese Barmherzigkeit kann in ein verschlossenes Herz nicht eintreten.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini di lingua tedesca, in particolare ai partecipanti al pellegrinaggio giubilare della Diocesi di Augsburg, ai chierichetti della Diocesi di Eichstätt, nonché agli studenti e ai professori della Facoltà Teologica di Paderborn. Vi auguro un buon soggiorno a Roma, che rafforzi la vostra fede. Con affetto vi benedico tutti.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an alle Pilger deutscher Sprache, besonders an die Teilnehmer der Jubiläumswallfahrt des Bistums Augsburg, an die Ministranten des Bistums Eichstätt wie auch an die Studenten und Professoren der Theologischen Fakultät Paderborn. Ich wünsche euch einen guten Aufenthalt in Rom, der euren Glauben stärken möge. Von Herzen segne ich euch alle.

[00823-DE.01] [Originalsprache: Deutsch]

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas

La parábola del rico epulón y del pobre Lázaro presenta dos modos de vivir que se contraponen. El rico disfruta de una vida de lujo y derroche; en cambio, Lázaro está a su puerta en la más absoluta indigencia, y es una llamada constante a la conversión del opulento, que este no acoge.

La situación se invirtió para ambos después de la muerte. El rico fue condenado a los tormentos del infierno, no por sus riquezas, sino por no compadecerse del pobre. En su desgracia, pidió ayuda a Abrahán, con quien estaba Lázaro. Pero su petición no pudo ser acogida, porque la puerta que separaba al rico del pobre en esta vida se había transformado después de la muerte en un gran abismo.

Esta parábola nos enseña que la misericordia de Dios con nosotros está estrechamente unida a nuestra misericordia con el prójimo; cuando falta nuestra misericordia con los demás, la de Dios no puede entrar en nuestro corazón cerrado. Dios quiere que lo amemos a través de aquellos que encontramos en nuestro camino.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los venidos de España y Latinoamérica. Los invito a no perder la oportunidad, que se presenta constantemente, de abrir la puerta del corazón al pobre y necesitado, y a reconocer en ellos el rostro misericordioso de Dios. Muchas gracias.

[00824-ES.02] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

Speaker:

A misericórdia de Deus está ligada à nossa misericórdia para com o próximo; quando falta esta, também aquela não encontra espaço no nosso coração fechado, não pode entrar. Assim no-lo mostra a parábola do rico avarento e o pobre Lázaro. O portão da casa do rico estava sempre fechado ao pobre, que ali jazia esfomeado e coberto de chagas. Ignorando Lázaro e negando-lhe até mesmo as sobras da sua mesa, o rico desprezou a Deus, segundo as conhecidas palavras de Jesus: «Sempre que deixastes de fazer isto a um destes pequeninos, foi a Mim que o deixastes de fazer». Há um pormenor interessante na parábola: enquanto o nome do rico não é mencionado, repete-se cinco vezes o nome do pobre – chama-se «Lázaro» – que, em hebraico, significa «Deus ajuda». Assim Lázaro à porta é um apelo vivente feito ao rico para que se recorde de Deus, mas o rico não acolhe este apelo. Será condenado, não pelas suas riquezas, mas por não ter tido compaixão de Lázaro socorrendo-o. Quão errada seja esta atitude, vemo-lo na segunda parte da parábola, que apresenta invertida a situação de ambos no além-túmulo: o pobre Lázaro aparece feliz no seio de Abraão, ao passo que o rico é atormentado. Agora o rico reconhece Lázaro e pede-lhe ajuda, enquanto em vida fazia de conta que não o via. Antes negava-lhe as sobras da mesa, agora pede para lhe dar de beber. Mas, como explica Abraão, aquele portão de casa que, na terra, separava o rico do pobre, transformou-se num «grande abismo», que é intransponível. Assim Jesus une a pobreza à misericórdia.

Santo Padre:

Cari pellegrini di lingua portoghese, benvenuti! Con affetto saluto tutti, in particolare le Suore «Franciscanas Hospitaleiras da Imaculada Conceição» e i gruppi parrocchiali di Porto Nacional e di Póvoa de Varzim, augurandovi che il pellegrinaggio alla tomba dei Santi Apostoli Pietro e Paolo rafforzi, nei vostri cuori, il sentire e il vivere nella Chiesa, sotto il tenero sguardo della Vergine Madre. Impariamo da Lei a leggere i segni di Dio nella storia, per essere costruttori di un’umanità nuova. Dio benedica voi e i vostri familiari.

Speaker:

Amados peregrinos de língua portuguesa, sede benvindos! Com afeto saúdo a todos, em particular às Irmãs Franciscanas Hospitaleiras da Imaculada Conceição e aos grupos paroquiais de Porto Nacional e da Póvoa de Varzim, desejando-vos que a peregrinação ao túmulo dos Santos Apóstolos Pedro e Paulo fortaleça, nos vossos corações, o sentir e o viver em Igreja, sob o terno olhar da Virgem Mãe. Aprendamos com Ela a ler os sinais de Deus na história, para ser construtores duma humanidade nova. Deus vos abençoe, a vós e aos vossos familiares.

[00825-PO.01] [Texto original: Português]

In lingua araba

Speaker:

[تابع البابا اليوم تعاليمه حول الرحمة متأملا بمثل لعازر والغني، فتكلم عن باب بيت الغني الذي كان موصدا ‏في وجه لعازر الفقير. إنها قصة يمثل فيها لعازر صرخة الفقراء الصامتة في كل زمن، صرخة ضد عالم ‏يتحكم بثرواته وبموارده الضخمة قلة من الناس. لكن هذا الظلم يتغير بعد موت كليهما. فالغني، والذي وجد ‏نفسه يتعذب في نار جهنم، ينادي إبراهيم بلقب الأب، معتبرا نفسه ابنا لكونه ينتمي لشعب الله. كان يظن أن ‏مجرد انتمائه لشعب أو لدين معين هو كفيل بأن يخلصه من عذابات‏ جهنم، بصرف النظر عن تطبيقه لشريعة ‏الرب القائمة على محبة الإخوة. لقد نسي الغني أن تجاهل الفقير هو تجاهل لله، ولهذا حكم عليه، لا من أجل ‏غناه، بل لعدم قدرته على التعاطف مع لعازر المحتاج. كما أوضح البابا أن في الآخرة قد تحول الباب الذي ‏كان يفصل الغني عن الفقير في حياتهما الأرضية إلى "هوة عميقة"،‏ لأن رحمة الله تجاهنا هي مقترنة برحمتنا ‏تجاه إخوتنا. وأكد البابا أن التوبة لا ينبغي أن تأتي نتيجة لأحداث‏ خارقة، بل بانفتاح القلب على محبة الله ‏والقريب، أثناء وجودنا على هذه الأرض؛ وأن الخلاص لن يكون نتيجة لمجرد حفظنا لنصوص أو لشرائع ولكن ‏ثمرة لتطبيق تلك الشرائع عمليا على أرض الواقع، أي بعيش المحبة والرحمة والإحسان تجاه كل أخ محتاج].

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a ‎quelli provenienti dall’Egitto. La Misericordia di Dio, che ci viene donata ‎gratuitamente, è vincolata dalla nostra misericordia verso il prossimo, il ‎bisognoso e il povero. Dio non ci chiede solo di conoscere i suoi libri e i suoi ‎comandamenti ma di metterli in pratica e di osservarli con ogni Lazzaro che il ‎Signore mette alla porta della nostra casa come invocazione al pentimento e ‎come appello alla misericordia, affinché trattiamo gli altri come desideriamo che ‎loro ci trattino. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga dal maligno!‎‎‎

Speaker:

أتوجه بتحية قلبية إلى الحجاج الناطقين باللغة العربية، وخاصة بالقادمين من مصر. إن رحمة الله التي تمنح ‏لنا مجانا هي مشروطة برحمتنا تجاه القريب والمحتاج والفقير. فالله لا يطلب منا أن نعرف كتبه ووصاياه ‏وحسب بل أن نعمل بها وأن نحياها مع كل لعازر يضعه الرب على باب بيتنا كدعوة للتوبة وكنداء للرحمة، ‏كي نفعل مع الآخرين ما نريد أن يفعلوه هم معنا.‏ ليبارككم الرب جميعا ويحرسكم من الشرير!‏‏‏‏

[00826-AR.01] [Testo originale: Arabo]

In lingua polacca

Speaker:

Bracia i siostry, usłyszana przez nas przypowieść o bogaczu i Łazarzu przypomina o oskarżeniu, jakie w Dniu Sądu Ostatecznego usłyszą ci, którzy nie czynili miłosierdzia. Życie bogacza, tu na ziemi obfituje w luksus: piękny pałac, obfitość jedzenia, wystawne uczty, wspaniałe stroje, świetna zabawa. Życie Łazarza przeciwnie, to skrajna bieda, ubóstwo, pasmo niepowodzeń: jest bezdomny, pokryty ranami, bez środków do życia, umierający z głodu. Życie w wieczności tych dwóch ludzi, to zupełne odwrócenie sytuacji: Łazarz szczęśliwy – w wielkiej zażyłości z Abrahamem; bogacz zrozpaczony – cierpiący katusze straszliwej męki. Dla bogacza istniała szansa zbawienia tak długo, jak za życia ziemskiego Łazarz żebrał litości przed jego pałacem, ale po śmierci ich sytuacja stała się nieodwracalna. Przypowieść poucza nas, że miłosierdzie Boga wobec nas jest ściśle związane z naszą postawą wobec bliźnich żyjących w ubóstwie. Jeśli z naszej strony zabraknie okazanego im miłosierdzia, to może go zabraknąć także ze strony Boga wobec nas. Chrystus często przychodzi do nas w ubogich, potrzebujących, których spotykamy na drogach naszego życia. Nie zwlekajmy zbyt długo, by przyjść im z pomocą. Ukazane w przypowieści odwrócenie losów życia, tu na ziemi i w wieczności, zachęca nas do troski o nasze zbawienie, o spojrzenie na ludzką biedę w świetle oczekiwanego przez nas Bożego miłosierdzia.

Santo Padre:

Oggi, giorno della nascita di San Giovanni Paolo II, saluto cordialmente tutti i Polacchi qui presenti. Mi unisco spiritualmente al Presidente della Repubblica di Polonia, con i combattenti e i partecipanti alla Santa Messa nel cimitero polacco di Montecassino a ricordo dei caduti, nonché a coloro che sono radunati a Toruń per la consacrazione del Santuario della “Beata Vergine Maria Stella della Nuova Evangelizzazione e di San Giovanni Paolo II”. Che questi importanti eventi siano per voi un invito a pregare per la pace, per la Chiesa in Polonia e per la prosperità della vostra Patria. Sia lodato Gesù Cristo.

Speaker:

Dzisiaj, wspominając rocznicę urodzin świętego Jana Pawła II, bardzo serdecznie pozdrawiam obecnych tu Polaków. Łączę się duchowo z Prezydentem Rzeczypospolitej Polskiej, z kombatantami i wszystkimi uczestnikami Mszy św. na polskim cmentarzu na Montecassino, wspominającymi poległych żołnierzy, jak również ze zgromadzonymi w Toruniu na konsekracji Sanktuarium Najświętszej Maryi Panny Gwiazdy Nowej Ewangelizacji i Świętego Jana Pawła II. Niech te ważne wydarzenia będą dla was okazją do modlitwy o pokój, za Kościół w Polsce, o pomyślność waszej Ojczyzny. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.

[00827-PL.01] [Testo originale: Polacco]

Saluti particolari nelle diverse lingue

In lingua slovacca

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini provenienti dalla Slovacchia, particolarmente i gruppi parrocchiali come pure gli studenti e gli insegnanti della Scuola Cattolica elementare di San Francesco d’Assisi di Vranov.
Fratelli e sorelle, cari ragazzi, in questo mese mariano vi invito a mettervi alla scuola della Vergine di Nazaret per imparare da Lei ad ascoltare la parola del Signore, a fare la sua volontà e ad amare il prossimo.
Con affetto benedico voi ed i vostri cari.

Speaker:

Srdečne pozdravujem pútnikov zo Slovenska, osobitne farské skupiny ako aj žiakov aučiteľov Cirkevnej základnej školy svätého Františka Assiského z Vranova.
Bratia a sestry, milí chlapci a dievčatá, vtomto mariánskom mesiaci vás pozývam do školy Panny z Nazareta. Od nej sa učte počúvať Pánovo slovo aplniť jeho vôľu ako aj milovať blížnych.
Sláskou žehnám vás ivašich drahých.

[00831-AA.01] [Testo originale: Slovacco]

In lingua ucraina

Santo Padre:

Saluto con speciale affetto i bambini ucraini, orfani e profughi a causa del conflitto armato che ancora si protrae nell’est del Paese. Per intercessione di Maria Santissima rinnovo la mia preghiera affinché si giunga ad una pace duratura, che possa sollevare la popolazione tanto provata e offra un futuro sereno alle nuove generazioni.

Speaker:

З особливою любов’ю вітаю українських дітей, сиріт та біженців внаслідок збройного конфлікту, який ще й досі триває на сході країни. Знову підношу мою молитву за заступництвом Пресвятої Марії за те, щоб був встановлений тривалий мир, який зможе принести полегшення населенню, що зазнало стільки випробувань, та запропонує спокійне майбутнє новим поколінням.

[00832-AA.01] [Testo originale: Ucraino]

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Sono lieto di accogliere con particolare affetto i fedeli delle Diocesi di Prato e Tempio-Ampurias, accompagnate dai loro Pastori Mons. Agostinelli e Mons. Sanguinetti, come pure l’Associazione Maria Santissima della Bruna con l’Arcivescovo di Matera-Irsina Mons. Caiazzo: auspico che il vostro pellegrinaggio giubilare susciti in voi il desiderio di diventare sempre più testimoni di misericordia per rendere le vostre comunità più ricche di fede e di spirito missionario. Saluto i sacerdoti della Chiesa ortodossa russa ospiti del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani; i Padri Redentoristi; i ragazzi del reparto oncologico dell’Ospedale Bambin Gesù e i devoti di San Francesco di Paola, Fondatore dell’Ordine dei Minimi e Patrono della Calabria, di cui quest’anno ricordiamo il sesto centenario della nascita.

Un saluto particolare porgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Cari giovani, soprattutto voi studenti laziali dell’iniziativa “Raccontiamo il Giubileo”, imparate da San Francesco di Paola che l’umiltà è forza e non debolezza! Cari ammalati, non stancatevi di chiedere nella preghiera l’aiuto del Signore specialmente nelle difficoltà. E voi, cari sposi novelli, gareggiate come i santi nello stimarvi e aiutarvi a vicenda.

[00828-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0357-XX.01]