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L’Udienza Generale, 11.05.2016


Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

Saluti particolari nelle diverse lingue

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.00 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

In precedenza il Papa aveva salutato i malati nell’Aula Paolo VI, dove erano ospitati a causa del maltempo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando la sua meditazione sulla misericordia nella prospettiva evangelica, si è soffermato sulla parabola del Padre misericordioso (Lc 15, 20-22.24).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi questa udienza di sviluppa in due posti: siccome c’era pericolo di pioggia, gli ammalati sono nell’Aula Paolo VI e collegati con noi con il maxischermo; due posti ma una sola udienza. Salutiamo gli ammalati che sono nell’Aula Paolo VI.

Vogliamo riflettere oggi sulla parabola del Padre misericordioso. Essa parla di un padre e dei suoi due figli, e ci fa conoscere la misericordia infinita di Dio.

Partiamo dalla fine, cioè dalla gioia del cuore del Padre, che dice: «Facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato» (vv. 23-24). Con queste parole il padre ha interrotto il figlio minore nel momento in cui stava confessando la sua colpa: «Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio…» (v. 19). Ma questa espressione è insopportabile per il cuore del padre, che invece si affretta a restituire al figlio i segni della sua dignità: il vestito bello, l’anello, i calzari. Gesù non descrive un padre offeso e risentito, un padre che, ad esempio, dice al figlio: “Me la pagherai”: no, il padre lo abbraccia, lo aspetta con amore. Al contrario, l’unica cosa che il padre ha a cuore è che questo figlio sia davanti a lui sano e salvo e questo lo fa felice e fa festa. L’accoglienza del figlio che ritorna è descritta in modo commovente: «Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò» (v. 20). Quanta tenerezza; lo vide da lontano: cosa significa questo? Che il padre saliva sul terrazzo continuamente per guardare la strada e vedere se il figlio tornava; quel figlio che aveva combinato di tutto, ma il padre lo aspettava. Che cosa bella la tenerezza del padre! La misericordia del padre è traboccante, incondizionata, e si manifesta ancor prima che il figlio parli. Certo, il figlio sa di avere sbagliato e lo riconosce: «Ho peccato … trattami come uno dei tuoi salariati» (v. 19). Ma queste parole si dissolvono davanti al perdono del padre. L’abbraccio e il bacio di suo papà gli fanno capire che è stato sempre considerato figlio, nonostante tutto. E’ importante questo insegnamento di Gesù: la nostra condizione di figli di Dio è frutto dell’amore del cuore del Padre; non dipende dai nostri meriti o dalle nostre azioni, e quindi nessuno può togliercela, neppure il diavolo! Nessuno può toglierci questa dignità.

Questa parola di Gesù ci incoraggia a non disperare mai. Penso alle mamme e ai papà in apprensione quando vedono i figli allontanarsi imboccando strade pericolose. Penso ai parroci e catechisti che a volte si domandano se il loro lavoro è stato vano. Ma penso anche a chi si trova in carcere, e gli sembra che la sua vita sia finita; a quanti hanno compiuto scelte sbagliate e non riescono a guardare al futuro; a tutti coloro che hanno fame di misericordia e di perdono e credono di non meritarlo… In qualunque situazione della vita, non devo dimenticare che non smetterò mai di essere figlio di Dio, essere figlio di un Padre che mi ama e attende il mio ritorno. Anche nella situazione più brutta della vita, Dio mi attende, Dio vuole abbracciarmi, Dio mi aspetta.

Nella parabola c’è un altro figlio, il maggiore; anche lui ha bisogno di scoprire la misericordia del padre. Lui è sempre rimasto a casa, ma è così diverso dal padre! Le sue parole mancano di tenerezza: «Ecco io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando… ma ora che è tornato questo tuo figlio…» (vv. 29-30). Vediamo il disprezzo: non dice mai “padre”, non dice mai “fratello”, pensa soltanto a sé stesso, si vanta di essere rimasto sempre accanto al padre e di averlo servito; eppure non ha mai vissuto con gioia questa vicinanza. E adesso accusa il padre di non avergli mai dato un capretto per fare festa. Povero padre! Un figlio se n’era andato, e l’altro non gli è mai stato davvero vicino! La sofferenza del padre è come la sofferenza di Dio, la sofferenza di Gesù quando noi ci allontaniamo o perché andiamo lontano o perché siamo vicini ma senza essere vicini.

Il figlio maggiore, anche lui ha bisogno di misericordia. I giusti, quei che si credono giusti, hanno anche loro bisogno di misericordia. Questo figlio rappresenta noi quando ci domandiamo se valga la pena faticare tanto se poi non riceviamo nulla in cambio. Gesù ci ricorda che nella casa del Padre non si rimane per avere un compenso, ma perché si ha la dignità di figli corresponsabili. Non si tratta di “barattare” con Dio, ma di stare alla sequela di Gesù che ha donato sé stesso sulla croce senza misura.

«Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo, ma bisognava far festa e rallegrarsi» (v. 31). Così dice il Padre al figlio maggiore. La sua logica è quella della misericordia! Il figlio minore pensava di meritare un castigo a causa dei propri peccati, il figlio maggiore si aspettava una ricompensa per i suoi servizi. I due fratelli non parlano fra di loro, vivono storie differenti, ma ragionano entrambi secondo una logica estranea a Gesù: se fai bene ricevi un premio, se fai male vieni punito; e questa non è la logica di Gesù, non lo è! Questa logica viene sovvertita dalle parole del padre: «Bisognava far festa e rallegrarsi perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato» (v. 31). Il padre ha recuperato il figlio perduto, e ora può anche restituirlo a suo fratello! Senza il minore, anche il figlio maggiore smette di essere un “fratello”. La gioia più grande per il padre è vedere che i suoi figli si riconoscano fratelli.

I figli possono decidere se unirsi alla gioia del padre o rifiutare. Devono interrogarsi sui propri desideri e sulla visione che hanno della vita. La parabola termina lasciando il finale sospeso: non sappiamo cosa abbia deciso di fare il figlio maggiore. E questo è uno stimolo per noi. Questo Vangelo ci insegna che tutti abbiamo bisogno di entrare nella casa del Padre e partecipare alla sua gioia, alla sua festa della misericordia e della fraternità. Fratelli e sorelle, apriamo il nostro cuore, per essere “misericordiosi come il Padre”!

[00767-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, dans la parabole du Père Miséricordieux, Jésus ne révèle pas un Père offensé, rempli de ressentiments. Certes, le fils sait qu’il a péché, et il reconnaît sa faute; mais le Père s’empresse de lui rendre sa place et sa dignité, dans une miséricorde qu’il exerce sans conditions. Notre dignité d’enfant de Dieu ne dépend pas de nos mérites, ni de nos actions, mais de l’amour gratuit du Père. Le fils aîné, qui est toujours resté à la maison, a aussi besoin de miséricorde. Il attendait une récompense comme un dû, mais sa récompense était de rester auprès du Père, en qualité de fils. Le père réunit ses deux fils, l’un qui attendait un châtiment, l’autre une récompense, dans une logique nouvelle, celle de la miséricorde. Il les invite à se retrouver comme des frères dans la joie et la fête pour celui qui s’était perdu.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese, in particolare il pellegrinaggio degli eletti, sindaci di comuni, nella diocesi di Chartres, come pure il pellegrinaggio diocesano della Corsica, con i loro vescovi. Mentre si avvicina la Solennità della Pentecoste, vi invito a prepararvi, con la preghiera e con le opere di misericordia, a ricevere lo Spirito Santo: che Egli faccia di ciascuno di noi dei figli di Dio riconciliati, accoglienti gli uni verso gli altri. Che Dio vi benedica.

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française, en particulier le pèlerinage des élus, maires de communes, dans le diocèse de Chartres, ainsi que le pèlerinage diocésain de Corse, avec leurs Evêques. Alors que la fête de la Pentecôte est proche, je vous invite à vous préparer, par la prière et par les œuvres de miséricorde, à recevoir le Saint Esprit; qu’il fasse de chacun de nous des enfants de Dieu réconciliés, accueillants les uns envers les autres. Que Dieu vous bénisse.

[00768-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis for this Holy Year of Mercy, we now turn to Jesus’ parable of the merciful father who welcomes back his prodigal son with unconditional love and forgiveness. Jesus wishes to teach us that we are children of God not because of any merits of our own but because of the infinite love of our heavenly Father. How often do we need to be reminded of God’s unchanging love and ready forgiveness, lest we lose heart when we ourselves or our dear ones go astray! The parable speaks not only of the prodigal son, but also of his older brother, who must also learn to accept the father’s mercy, which transcends both reward and punishment. By calling for a feast of thanksgiving, the father is really asking each son to share his joy by recognizing the other as a brother. The parable ends without our knowing how the older brother responds to this invitation. Jesus in effect is challenging each of us to think about how we respond to God’s invitation, to open our hearts to his reconciling love and to become “merciful like the Father”.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Irlanda, Danimarca, Cina, India, Indonesia, Giappone, Malaysia, Seychelles e Stati Uniti d’America. Nella gioia del Signore Risorto, invoco su di voi e sulle vostre famiglie l’amore misericordioso di Dio nostro Padre. Il Signore vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, particularly those from England, Ireland, Denmark, China, India, Indonesia, Japan, Malaysia, the Seychelles and the United States of America. In the joy of the Risen Lord, I invoke upon you and your families the loving mercy of God our Father. May the Lord bless you all!

[00769-EN.01] [Original text: English]

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, heute wollen wir das Gleichnis vom Barmherzigen Vater betrachten und dabei gleich einen Blick auf das Ende der Erzählung werfen, das von der Freude des Vaters spricht. Er lässt ein Fest feiern, weil für ihn sein Sohn tot war und wieder lebt, weil er verloren war und wiedergefunden worden ist (vgl. Lk 15, 23f). Was will der Vater mehr, als seinen Sohn heil und gesund wieder bei sich haben. Ja, er hat ihn schon von weitem voller Mitleid erwartet (vgl. V. 20). Die beständige Liebe des Vaters, seine Umarmung und sein Kuss lassen den Sohn verstehen, dass er trotz allem immer Sohn war. Das Kind-Gottes-Sein kann uns Christen niemand nehmen. Gott ist für uns immer Vater. Und trotzdem brauchen wir alle stets von Neuem seine Heilung. Das zeigt auch der ältere Sohn, der immer im Haus des Vaters blieb. Er ist über das Fest verärgert und fühlt sich betrogen: „So viele Jahre schon diene ich dir, … mir aber hast du nie auch nur einen Ziegenbock geschenkt. … Kaum aber ist der hier gekommen...“ (V. 29f). Er sagt nicht Vater und er sagt nicht Bruder. Er lebt in der Nähe des Vaters und ist doch weit weg von ihm. Auch er braucht Heilung. Beiden Söhnen will der Vater seine Barmherzigkeit und Nähe schenken. Diese Liebe des Vaters gilt uns allen: Er will Vater von uns allen sein. Und es ist seine größte Freude, wenn wir durch ihn einander Brüder und Schwestern sind.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini di lingua tedesca. Quando Dio ci perdona, la sua misericordia riempie il nostro cuore di gioia. L’Anno Giubilare è un invito a fare una buona Confessione, per essere toccati dal Suo divino amore. Dio vi benedica tutti.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an alle Pilger deutscher Sprache. Wenn Gott uns vergibt, erfüllt seine Barmherzigkeit unser Herz mit Freude. Das Jubiläumsjahr lädt uns ein, eine gute Beichte abzulegen, um von seiner göttlichen Liebe berührt zu werden. Gott segne euch alle.

[00770-DE.01] [Originalsprache: Deutsch]

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

La parábola del Padre misericordioso nos muestra la lógica de la misericordia de Dios. Esta marca su modo de actuar con los hombres, abre nuestros corazones a la esperanza y nos devuelve la dignidad de hijos de Dios. La lógica de la misericordia usada por el padre es muy distinta a la lógica usada por los dos hijos de la parábola, pues el hijo menor, sumido en la tristeza, pensaba merecer un castigo por los pecados cometidos, mientras que el hijo mayor, presumiendo de estar siempre con el padre, esperaba una recompensa por los servicios prestados. Tanto el uno como el otro necesitaban experimentar la misericordia, por eso el padre invita a ambos a hacer fiesta, pues la lógica de la misericordia no entiende de premios o castigos, sino de acoger a todo el que necesita misericordia y perdón, y de que todos vuelvan a ser hermanos. Precisamente en ver a los hijos juntos y reconociéndose como hermanos consiste la alegría del padre.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España y Latinoamérica. Acojamos con gozo la invitación de Jesús a participar en la fiesta de la misericordia y de la fraternidad, y abramos nuestro corazón para ser misericordiosos como el Padre. Que Dios los Bendiga.

[00771-ES.01] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

Speaker:

Com a parábola do Pai Misericordioso, Jesus nos dá a conhecer o coração de Deus, apresentando-nos a figura de um pai, cuja misericórdia para com os seus dois filhos é incondicional. No caso do filho mais novo, a misericórdia se manifesta no fato de que o pai não se mostre ressentido pela ofensa grave mas, ao contrário, tenha somente sentimentos de alegria por recuperar o filho perdido. Ensina-nos assim que a nossa condição de filhos de Deus não depende dos nossos erros ou acertos, mas é fruto do amor do coração do Pai. Já o filho mais velho nos mostra como a lógica da recompensa pode nos fazer ignorar que se permanece na casa do pai não para que se obtenha algum benefício, mas por termos a dignidade de filhos que compartilham as responsabilidades do pai. Nesse sentido, a parábola nos ensina que a grande alegria do Pai é ver seus filhos se reconhecerem como irmãos, participando da grande festa da misericórdia e da fraternidade, aprendendo a serem misericordiosos como o Pai.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini di lingua portoghese, in particolare ai fedeli brasiliani di Araxá.
Nel salutare voi, cari pellegrini brasiliani, il mio pensiero va alla vostra amata Nazione. In questi giorni in cui ci prepariamo alla festa di Pentecoste, chiedo al Signore che effonda abbondantemente i doni del suo Spirito, affinché il Paese, in questi momenti di difficoltà, proceda sui sentieri dell’armonia e della pace, con l’aiuto della preghiera e del dialogo. La vicinanza di Nostra Signora Aparecida, che come una buona Madre non abbandona mai i suoi figli, sia difesa e guida nel cammino.

Speaker:

Saúdo cordialmente todos os peregrinos de língua portuguesa, de modo particular aos fiéis brasileiros de Araxá.
Ao saudar vocês, queridos peregrinos brasileiros, o meu pensamento vai à sua amada Nação. Nestes dias em que nos preparamos para a festa de Pentecostes, peço ao Senhor que derrame abundantemente os dons do seu Espírito, para que o País, nestes momentos de dificuldade, siga por estradas de harmonia e de paz, com a ajuda da oração e do diálogo. Possa a proximidade de Nossa Senhora Aparecida, que como uma boa Mãe nunca abandona os seus filhos, ser defesa e guia no caminho.

[00772-PO.02] [Texto original: Português]

In lingua araba

Speaker:

تابع البابا اليوم تعاليمه حول الرحمة متأملا بمثل الآب الرحيم، الذي يكشف لنا عن رحمة الله اللامتناهية؛ وقد شدد قداسته على أن بنوتنا لله هي ثمرة محبة قلب الآب ورحمته؛ ولا تتعلق بفضائلنا أو بأعمالنا. وقد توقف البابا عند موقف كل من الابنين، مبينا حاجة كليهما إلى رحمة الآب لهما وإلى قبول علاقة الأخوة بينهما. فالابن الأول الذي هجر بيت أبيه، عاد معترفا بذنبه وطالبا أن يعمل لديه كخادم لأنه لم يعد أهلا لأن يكون ابنا. وهنا أكد البابا أنه لا يجب أن ننسى أبدا أننا نبقى، بالرغم من كل شيء، أبناء لله، أبناء لأب يحبنا وينتظر توبتنا وعودتنا. أما الابن الأكبر، والذي بقي مع الآب طيلة الأيام، فكان ينتظر مكافأة لطاعته. وذكر البابا هنا بأننا لا نبقى في بيت الآب كي نحصل على مكافأة، إنما لأننا معه نحيا كرامة البنوة، ونتشارك المسؤولية والأخوة. وختم البابا كلمته داعيا الجميع إلى مشاركة الآب بفرح أخوة أبنائه وبالتنعم برحمته، كي نصبح "رحماء كما أن أبانا السماوي هو رحيم"‏.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Libano e dalla Siria. La Misericordia di Dio, come dimostra la parabola del Padre Misericordioso, non cerca di punire il figliuol prodigo ma di guarirlo e di riportarlo alla figliolanza che perdiamo con il peccato e con la disobbedienza. Chiediamo a Dio di portaci al pentimento, per ritornare a vivere da figli di Dio e da fratelli! Il Signore vi benedica e vi protegga dal maligno!‎

Speaker:

أتوجه بتحية قلبية للحجاج الناطقين باللغة العربية، وخاصة بالقادمين من لبنان ومن سوريا. إن رحمة الله التي تظهر لنا في مثل الآب الرحيم هي رحمة لا تسعى لعقاب الابن الضال بل إلى علاجه وإلى إعادته للبنوة التي فقدها بالخطيئة وبالعصيان. لنطلب من الله أن يتوبنا لنعود فنحيا كأبناء لله وكأخوة فيما بيننا. ليبارككم الرب ويحرسكم من الشرير!

[00773-AR.01] [Testo originale: Arabo]

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, rozważamy dzisiaj przypowieść o miłosiernym Ojcu. Dobrze pamiętamy tę scenę: młodszy syn, który roztrwonił majątek, powraca do rodzinnego domu. Z poczuciem winy i ze skruchą wyznaje ojcu: „już nie jestem godzien nazywać się twoim synem...” (Łk 15, 19). Miłosierdzie ojca okazuje się przeobfite: wybiegł synowi naprzeciw, przytulił, ucałował go, kazał mu wręczyć nową szatę i pierścień. Ta scena pozwala nam poznać nieskończone miłosierdzie Boga. Przypomina, że w jakiejkolwiek sytuacji życia: zagubienia się, odrzucenia autorytetów, wyboru złych dróg, w okolicznościach, które wydają się bez wyjścia nigdy nie przestaniemy być dziećmi Boga. Dobry Ojciec, zawsze nas kocha, zna nasze życie, czeka na nasz powrót. W przypowieści jest także drugi, starszy syn. Wydaje się, że o tym nie wie, ale on też potrzebuje miłosierdzia. Chlubi się, że zawsze był z ojcem i wiernie mu służył. Tej zażyłości nigdy jednak nie przeżywał z radością. Zarzuca ojcu, że nigdy nie dał mu nawet koźlęcia na ucztę z przyjaciółmi, a potrafi być tak otwarty dla marnotrawnego syna. Jaka jest logika ojca? Dwaj bracia przeżywają różnie swoje życie, ale obydwaj myślą według zasad, które są obce Jezusowi: jeśli dobrze czynisz otrzymasz nagrodę, jeśli źle – zostaniesz ukarany. Myślenie ojca jest inne: „Trzeba się weselić i cieszyć z tego, że ten brat twój był umarły, a znów ożył, zaginął, a odnalazł się” (w. 32). To jest logika miłosierdzia. Uczmy się jej, abyśmy byli „miłosierni, jak Ojciec”!

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini Polacchi. Venerdì ricorre la memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Fatima. In quest’apparizione Maria ci invita ancora una volta alla preghiera, alla penitenza e alla conversione. Ci chiede di non oltraggiare più Dio. Avverte l’umanità intera della necessità di abbandonarsi a Dio, fonte d’amore e di misericordia. Sull’esempio di san Giovanni Paolo II, grande devoto della Madonna di Fatima, mettiamoci in attento ascolto della Madre di Dio e impetriamo la pace per il mondo. Sia lodato Gesù Cristo.

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam pielgrzymów polskich. W piątek przypada liturgiczne wspomnienie Matki Bożej Fatimskiej. W tym objawieniu Maryja wzywa nas raz jeszcze do modlitwy, pokuty i nawrócenia. Żąda byśmy już więcej nie znieważali Boga. Ostrzega całą ludzkość, przypomina o konieczności zawierzenia Bogu, który jest źródłem miłości i miłosierdzia. Za przykładem św. Jana Pawła II, wielkiego czciciela Matki Bożej Fatimskiej, wsłuchujmy się z uwagą w Jej głos, wypraszajmy pokój dla świata. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.

[00774-PL.01] [Testo originale: Polacco]

Saluti particolari nelle diverse lingue

In lingua slovacca

Santo Padre:

Saluto di cuore i pellegrini slovacchi, particolarmente le parrocchie, gli studenti e i gruppi Le preghiere delle Madri. Fratelli e sorelle, domenica prossima celebreremo la Solennità della Pentecoste. Preghiamo Dio Onnipotente, perché effonda su di noi lo Spirito Santo con i suoi doni, e possiamo così divenire testimoni coraggiosi di Cristo e del suo Vangelo. Con affetto vi benedico tutti.

Speaker:

Zo srdca pozdravujem pútnikov zo Slovenska, osobitne farnosti, študentov askupiny Modlitby matiek. Bratia a sestry, budúcu nedeľu budeme sláviť slávnosť Zoslania Ducha Svätého. Prosme Všemohúceho Boha, aby zoslal na nás Ducha Svätého sjeho darmi, atak sa budeme môcť stať odvážnymi svedkami Krista ao jeho Evanjelia. Všetkých vás s láskou žehnám.

[00776-AA.01] [Testo originale: Slovacco]

In lingua italiana

Saluto i pellegrini di lingua italiana, rivolgendo un particolare benvenuto ai fedeli della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, accompagnati dal Vescovo Mons. Francesco Milito e quelli della Basilica di San Sossio in Frattamaggiore, con il Vescovo di Aversa Mons. Angelo Spinillo. Auspico di cuore che il vostro pellegrinaggio giubilare vi rinsaldi nell’adesione a Cristo e nei vostri generosi propositi di testimonianza cristiana.

Saluto i sacerdoti asiatici e africani del Pontificio Collegio Missionario San Paolo Apostolo; l’Istituto Antoniano e la Fondazione San Gottardo, che ricorda i 20 anni di fondazione. Vi esorto a vivere il Giubileo Straordinario in modo da riscoprire l’esigenza delle opere di misericordia corporali e spirituali come nutrimento della nostra fede.

Un particolare pensiero porgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Domenica prossima celebreremo la Pentecoste. Cari giovani, auguro a ciascuno di saper riconoscere, tra le tante voci del mondo, quella dello Spirito Santo, che continua a parlare al cuore di chi sa mettersi in ascolto. Cari ammalati, specialmente voi ospiti del Cottolengo di Trentola Ducenta, affidatevi allo Spirito che non vi farà mancare la luce consolante della sua presenza. E a voi, cari sposi novelli, particolarmente alle coppie del Movimento dei focolari, auguro di essere nel mondo, trasparenza dell’amore di Dio con la fedeltà del vostro amore e l’unione della vostra fede.

[00775-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0333-XX.01]