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Messaggio Pasquale del Santo Padre e Benedizione “Urbi et Orbi”, 27.03.2016


 

Messaggio del Santo Padre

Augurio pasquale

Alle ore 12, dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, il Santo Padre Francesco ha rivolto ai fedeli presenti in Piazza San Pietro ed a quanti lo ascoltavano attraverso la radio e la televisione il Messaggio e l’augurio pasquale che riportiamo di seguito:

Messaggio del Santo Padre

Testo in lingua italiana

Traduzione in lingua francese

Traduzione in lingua inglese

Traduzione in lingua tedesca

Traduzione in lingua spagnola

Traduzione in lingua portoghese

Traduzione in lingua araba

Testo in lingua italiana

«Lodate il Signore perché è buono:
perché eterna è la sua misericordia» (
Sal 135,1).

Cari fratelli e sorelle, buona Pasqua!

Gesù Cristo, incarnazione della misericordia di Dio, per amore è morto sulla croce e per amore è risorto. Per questo oggi proclamiamo: Gesù è il Signore!

La sua Risurrezione realizza pienamente la profezia del Salmo: la misericordia di Dio è eterna, il suo amore è per sempre, non muore mai. Possiamo confidare totalmente in Lui, e gli rendiamo grazie perché per noi è disceso fino in fondo all’abisso.

Di fronte alle voragini spirituali e morali dell’umanità, di fronte ai vuoti che si aprono nei cuori e che provocano odio e morte, solo un’infinita misericordia può darci salvezza. Solo Dio può riempire col suo amore questi vuoti, questi abissi, e permetterci di non sprofondare ma di continuare a camminare insieme verso la Terra della libertà e della vita.

L’annuncio gioioso della Pasqua: Gesù, il crocifisso, non è qui, è risorto (cfr Mt 28,5-6) ci offre la consolante certezza che l’abisso della morte è stato varcato e, con esso, sono stati sconfitti il lutto, il lamento e l’affanno (cfr Ap 21,4). Il Signore, che ha patito l’abbandono dei suoi discepoli, il peso di una ingiusta condanna e la vergogna di una morte infame, ci rende ora partecipi della sua vita immortale e ci dona il suo sguardo di tenerezza e di compassione verso gli affamati e gli assetati, i forestieri e i carcerati, gli emarginati e gli scartati, le vittime del sopruso e della violenza. Il mondo è pieno di persone che soffrono nel corpo e nello spirito, mentre le cronache giornaliere si riempiono di notizie di efferati delitti, che non di rado si consumano tra le mura domestiche, e di conflitti armati su larga scala che sottomettono intere popolazioni a indicibili prove.

Cristo risorto indica sentieri di speranza alla cara Siria, Paese dilaniato da un lungo conflitto, con il suo triste corteo di distruzione, morte, disprezzo del diritto umanitario e disfacimento della convivenza civile. Alla potenza del Signore risorto affidiamo i colloqui in corso, affinché con la buona volontà e la collaborazione di tutti si possano raccogliere frutti di pace e avviare la costruzione di una società fraterna, rispettosa della dignità e dei diritti di ogni cittadino. Il messaggio di vita, risuonato per bocca dell’Angelo presso la pietra ribaltata nel sepolcro, sconfigga la durezza dei cuori e promuova un incontro fecondo di popoli e di culture nelle altre zone del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente, in particolare in Iraq, nello Yemen e in Libia.

L’immagine dell’uomo nuovo, che splende sul volto di Cristo, favorisca in Terrasanta la convivenza fra Israeliani e Palestinesi, come anche la paziente disponibilità e il quotidiano impegno ad adoperarsi per edificare le basi di una pace giusta e duratura tramite un negoziato diretto e sincero. Il Signore della vita accompagni pure gli sforzi intesi a raggiungere una soluzione definitiva alla guerra in Ucraina, ispirando e sostenendo anche le iniziative di aiuto umanitario, tra cui la liberazione di persone detenute.

Il Signore Gesù, nostra Pace (Ef 2,14), che risorgendo ha vinto il male e il peccato, stimoli in questa festa di Pasqua la nostra vicinanza alle vittime del terrorismo, forma cieca ed efferata di violenza che non cessa di spargere sangue innocente in diverse parti del mondo, come è avvenuto nei recenti attentati in Belgio, Turchia, Nigeria, Ciad, Camerun, Costa d’Avorio e Iraq; volga a buon esito i fermenti di speranza e le prospettive di pace dell’Africa; penso in particolare al Burundi, al Mozambico, alla Repubblica Democratica del Congo e al Sud Sudan, segnati da tensioni politiche e sociali.

Con le armi dell’amore, Dio ha sconfitto l’egoismo e la morte; il suo Figlio Gesù è la porta della misericordia spalancata per tutti. Il suo messaggio pasquale si proietti sempre più sul popolo venezuelano nelle difficili condizioni in cui si trova a vivere e su quanti hanno in mano i destini del Paese, affinché si possa lavorare in vista del bene comune, cercando spazi di dialogo e collaborazione con tutti. Ovunque ci si adoperi per favorire la cultura dell’incontro, la giustizia e il rispetto reciproco, che soli possono garantire il benessere spirituale e materiale dei cittadini.

Il Cristo risorto, annuncio di vita per l’intera umanità, si riverbera nei secoli e ci invita a non dimenticare gli uomini e le donne in cammino alla ricerca di un futuro migliore, schiera sempre più numerosa di migranti e di rifugiati – tra cui molti bambini – in fuga dalla guerra, dalla fame, dalla povertà e dall’ingiustizia sociale. Questi nostri fratelli e sorelle, sulla loro strada incontrano troppo spesso la morte o comunque il rifiuto di chi potrebbe offrire loro accoglienza e aiuto. L’appuntamento del prossimo Vertice Umanitario Mondiale non tralasci di mettere al centro la persona umana con la sua dignità e di elaborare politiche capaci di assistere e proteggere le vittime di conflitti e di altre emergenze, soprattutto i più vulnerabili e quanti sono perseguitati per motivi etnici e religiosi.

In questo giorno glorioso, “gioisca la terra inondata da così grande splendore” (cfr Preconio pasquale), eppure tanto maltrattata e vilipesa da uno sfruttamento avido di guadagno, che altera gli equilibri della natura. Penso specialmente a quelle aree colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici, che non di rado provocano siccità o violente inondazioni, con conseguenti crisi alimentari in diverse parti del pianeta.

Con i nostri fratelli e sorelle che sono perseguitati per la fede e per la loro fedeltà al nome di Cristo e dinanzi al male che sembra avere la meglio nella vita di tante persone, riascoltiamo la consolante parola del Signore: “Non abbiate paura! Io ho vinto il mondo!” (Gv 16,33). Oggi è il giorno fulgido di questa vittoria, perché Cristo ha calpestato la morte e con la sua risurrezione ha fatto risplendere la vita e l’immortalità (cfr 2Tim 1,10). “Egli ci ha fatto passare dalla schiavitù alla libertà, dalla tristezza alla gioia, dal lutto alla festa, dalle tenebre alla luce, dalla schiavitù alla redenzione. Perciò diciamo davanti a Lui: Alleluja!” (Melitone di Sardi, Omelia Pasquale).

A quanti nelle nostre società hanno perso ogni speranza e gusto di vivere, agli anziani sopraffatti che nella solitudine sentono venire meno le forze, ai giovani a cui sembra mancare il futuro, a tutti rivolgo ancora una volta le parole del Risorto: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose … A colui che ha sete darò gratuitamente acqua dalla fonte della vita” (Ap 21,5-6). Questo rassicurante messaggio di Gesù, aiuti ciascuno di noi a ripartire con più coraggio e speranza per costruire strade di riconciliazione con Dio e con i fratelli. Ne abbiamo tanto bisogno!

[00469-IT.02] [Testo originale: Italiano]

Traduzione in lingua francese

«Rendez grâce au Seigneur: il est bon,
éternel est son amour
» (Ps 135, 1).

Chers frères et sœurs, bonnes fêtes de Pâques.

Jésus-Christ, incarnation de la miséricorde de Dieu, est mort par amour sur la croix, et, par amour, est ressuscité. C’est pourquoi nous proclamons aujourd’hui: Jésus est le Seigneur!

Sa résurrection accomplit pleinement la prophétie du Psaume: la miséricorde de Dieu est éternelle, son amour est pour toujours, il ne mourra jamais. Nous pouvons nous confier totalement à lui, et nous lui rendons grâces parce qu’il est descendu pour nous jusqu’au fond de l’abîme.

Face aux gouffres spirituels et moraux de l’humanité, face aux vides qui s’ouvrent dans les cœurs et qui provoquent la haine et la mort, seule une miséricorde infinie peut nous donner le salut. Seul Dieu peut remplir de son amour ces vides, ces abîmes, et nous permettre de ne pas nous écrouler, mais de continuer à marcher ensemble vers le Terre de la liberté et de la vie.

L’annonce joyeuse de Pâques: Jésus, le crucifié, n’est pas ici, il est ressuscité (cf. Mt 28, 5-6), nous offre la consolante certitude que l’abîme de la mort a été traversé et, avec lui, le deuil, la plainte et l’angoisse (cf. Ap 21, 4) ont été vaincus. Le Seigneur, qui a souffert l’abandon de ses disciples, le poids d’une condamnation injuste, et la honte d’une mort infâmante, nous rend maintenant participants de sa vie immortelle, et il nous donne son regard de tendresse et de compassion envers les affamés et les assoiffés, les étrangers et les prisonniers, les marginaux et les exclus, les victimes des abus et de la violence. Le monde est rempli de personnes qui souffrent dans leur corps et dans leur esprit, et chaque jour les journaux sont pleins de nouvelles de crimes atroces, commis souvent dans les murs du foyer domestique, et de conflits armés, à grande échelle, qui soumettent des populations entières à des épreuves indicibles.

Que le Christ ressuscité ouvre des chemins d’espérance à la Syrie bien aimée, pays déchiqueté par un long conflit, avec son triste cortège de destructions, de mort, de mépris du droit humanitaire et de décomposition de la cohabitation civile. Nous confions à la puissance du Seigneur ressuscité les discussions en cours, pour que, grâce à la bonne volonté et à la collaboration de tous, on puisse recueillir des fruits de paix et engager la construction d’une société fraternelle, respectueuse de la dignité et des droits de tout citoyen. Que le message de vie, qui a retenti dans la bouche de l’Ange près de la pierre basculée du tombeau, soit victorieux de la dureté des cœurs et promeuve une rencontre féconde des peuples et des cultures dans les autres zones du bassin méditerranéen et du Moyen Orient, en particulier en Irak, au Yémen et en Libye.

Que l’image de l’homme nouveau qui resplendit sur le visage du Christ favorise la cohabitation entre Israéliens et Palestiniens en Terre Sainte, ainsi que la disponibilité patiente et l’engagement quotidien à se dévouer pour construire les bases d’une paix juste et durable, par le moyen de négociations directes et sincères. Que le Seigneur de la vie accompagne aussi les efforts visant à trouver une solution définitive à la guerre en Ukraine, en inspirant et en soutenant également les initiatives d’aide humanitaire, parmi lesquelles la libération des personnes détenues.

Que le Seigneur Jésus, notre Paix (cf. Ep. 2, 14), qui par sa résurrection a vaincu le mal et le péché, stimule en cette fête de Pâques notre proximité aux victimes du terrorisme, forme aveugle et atroce de violence qui ne cesse pas de répandre le sang innocent en diverses parties du monde, comme cela s’est produit dans les récents attentats en Belgique, en Turquie, au Nigéria, au Tchad, au Cameroun, en Côte d’Ivoire, et en Irak. Que les ferments d’espérance et les perspectives de paix en Afrique aboutissent; je pense en particulier au Burundi, au Mozambique, à la République Démocratique du Congo et au Sud Soudan, marqués par des tensions politiques et sociales.

Avec les armes de l’amour, Dieu a vaincu l’égoïsme et la mort; son Fils Jésus est la porte de la miséricorde grand ouverte à tous. Que son message pascal se projette de plus en plus sur le peuple vénézuélien, qui se trouve dans des conditions difficiles pour vivre, et sur tous ceux qui ont en main les destinées du pays, afin que l’on puisse travailler en vue du bien commun, en cherchant des espaces de dialogue et de collaboration avec tous. Que partout on se dévoue pour favoriser la culture de la rencontre, la justice et le respect réciproque, qui seuls peuvent garantir le bien être spirituel et matériel des citoyens.

Le Christ ressuscité, annonce de vie pour toute l’humanité, se prolonge au long des siècles, et nous invite à ne pas oublier les hommes et les femmes en chemin, dans la recherche d’un avenir meilleur, file toujours plus nombreuse de migrants et de réfugiés – parmi lesquels de nombreux enfants – fuyant la guerre, la faim, la pauvreté et l’injustice sociale. Ces frères et sœurs rencontrent trop souvent en chemin la mort ou du moins le refus de ceux qui pourraient leur offrir un accueil et de l’aide. Que le rendez-vous du prochain Sommet Humanitaire Mondial n’oublie pas de mettre au centre la personne humaine avec sa dignité et d’élaborer des politiques capables d’assister et de protéger les victimes des conflits et des autres situations d’urgence, surtout les plus vulnérables et tous ceux qui sont persécutés pour des raisons ethniques et religieuses.

En ce jour glorieux, «que notre terre soit heureuse, irradiée de tant de feux » (cf. Exultet ), terre qui est pourtant tellement maltraitée et vilipendée par une exploitation avide de gain qui altère les équilibres de la nature. Je pense en particulier à ces zones touchées par les effets des changements climatiques, qui provoquent souvent la sécheresse ou de violentes inondations, avec, en conséquence, des crises alimentaires en plusieurs endroits de la planète.

Avec nos frères et sœurs qui sont persécutés pour la foi et pour leur fidélité au nom du Christ, et face au mal qui semble avoir le dessus dans la vie de beaucoup de personnes, réécoutons la consolante parole du Seigneur: «Courage! Moi, je suis vainqueur du monde» (Jn 16, 33). C’est aujourd’hui le jour resplendissant de cette victoire, parce que le Christ a foulé aux pieds la mort, et par sa résurrection il a fait resplendir la vie et l’immortalité (cf. 2Tm 1, 10). «Il nous fait passer de l’esclavage à la liberté, de la tristesse à la joie, du deuil à la fête, des ténèbres à la lumière, de l’esclavage à la rédemption. Disons-lui: Alléluia!» (Méliton de Sardes, Homélie de Pâques).

A tous ceux qui, dans nos sociétés, ont perdu toute espérance et le goût de vivre, aux personnes âgées écrasées qui, dans la solitude, sentent leur forces diminuer, aux jeunes qui pensent ne pas avoir d’avenir, à tous j’adresse encore une fois les paroles du Ressuscité: «Voici que je fais toutes choses nouvelles…A celui qui a soif, moi, je donnerai l’eau de la source de vie, gratuitement (Ap 21, 5-6).

Que le message rassurant de Jésus nous aide chacun à repartir avec plus de courage et d’espérance pour construire des chemins de réconciliations avec Dieu et avec les frères. Nous en avons tellement besoin.

[00469-FR.02] [Texte original: Italien]

Traduzione in lingua inglese

“O give thanks to the Lord, for he is good,
for his mercy endures for ever” (
Ps 135:1)

Dear Brothers and Sisters, Happy Easter!

Jesus Christ, the incarnation of God’s mercy, out of love for us, died on the cross, and out of love he rose again from the dead. That is why we proclaim today: Jesus is Lord!

His resurrection fulfils the prophecy of the Psalm: God’s mercy endures for ever; it never dies. We can trust him completely, and we thank him because for our sake he descended into the depths of the abyss.

Before the spiritual and moral abysses of mankind, before the chasms that open up in hearts and provoke hatred and death, only an infinite mercy can bring us salvation. Only God can fill those chasms with his love, prevent us from falling into them and help us to continue our journey together towards the land of freedom and life.

The glorious Easter message, that Jesus, who was crucified is not here but risen (cf. Mt 28:5-6), offers us the comforting assurance that the abyss of death has been bridged and, with it, all mourning, lamentation and pain (cf. Rev 21:4). The Lord, who suffered abandonment by his disciples, the burden of an unjust condemnation and shame of an ignominious death, now makes us sharers of his immortal life and enables us to see with his eyes of love and compassion those who hunger and thirst, strangers and prisoners, the marginalized and the outcast, the victims of oppression and violence. Our world is full of persons suffering in body and spirit, even as the daily news is full of stories of brutal crimes which often take place within homes, and large-scale armed conflicts which cause indescribable suffering to entire peoples.

The risen Christ points out paths of hope to beloved Syria, a country torn by a lengthy conflict, with its sad wake of destruction, death, contempt for humanitarian law and the breakdown of civil concord. To the power of the risen Lord we entrust the talks now in course, that good will and the cooperation of all will bear fruit in peace and initiate the building of a fraternal society respectful of the dignity and rights of each citizen. May the message of life, proclaimed by the Angel beside the overturned stone of the tomb, overcome hardened hearts and promote a fruitful encounter of peoples and cultures in other areas of the Mediterranean and the Middle East, particularly in Iraq, Yemen and Libya. May the image of the new man, shining on the face of Christ, favour concord between Israelis and Palestinians in the Holy Land, as well as patience, openness and daily commitment to laying the foundations of a just and lasting peace through direct and sincere negotiations. May the Lord of life also accompany efforts to attain a definitive solution to the war in Ukraine, inspiring and sustaining initiatives of humanitarian aid, including the liberation of those who are detained.

The Lord Jesus, our peace (Eph 2:14), by his resurrection triumphed over evil and sin. May he draw us closer on this Easter feast to the victims of terrorism, that blind and brutal form of violence which continues to shed blood in different parts of the world, as in the recent attacks in Belgium, Turkey, Nigeria, Chad, Cameroon, Côte d’Ivoire and Iraq. May he water the seeds of hope and prospects for peace in Africa; I think in particular of Burundi, Mozambique, the Democratic Republic of the Congo and South Sudan, marked by political and social tensions.

With the weapons of love, God has defeated selfishness and death. His son Jesus is the door of mercy wide open to all. May his Easter message be felt ever more powerfully by the beloved people of Venezuela in the difficult conditions which they are experiencing, and by those responsible for the country’s future, that everyone may work for the common good, seeking spaces of dialogue and cooperation with all. May efforts be made everywhere to promote the culture of counter, justice and reciprocal respect, which alone can guarantee the spiritual and material welfare of all people.

The Easter message of the risen Christ, a message of life for all humanity, echoes down the ages and invites us not to forget those men and women seeking a better future, an ever more numerous throng of migrants and refugees – including many children – fleeing from war, hunger, poverty and social injustice. All too often, these brothers and sisters of ours meet along the way with death or, in any event, rejection by those who could offer them welcome and assistance. May the forthcoming World Humanitarian Summit not fail to be centred on the human person and his or her dignity, and to come up with policies capable of assisting and protecting the victims of conflicts and other emergencies, especially those who are most vulnerable and all those persecuted for ethnic and religious reasons.

On this glorious day, “let the earth rejoice, in shining splendour” (cf. Easter Proclamation), even though it is so often mistreated and greedily exploited, resulting in an alteration of natural equilibria. I think especially of those areas affected by climate change, which not infrequently causes drought or violent flooding, which then lead to food crises in different parts of the world.

Along with our brothers and sisters persecuted for their faith and their fidelity to the name of Christ, and before the evil that seems to have the upper hand in the life of so many people, let us hear once again the comforting words of the Lord: “Take courage; I have conquered the world! (Jn 16:33). Today is the radiant day of this victory, for Christ has trampled death and destruction underfoot. By his resurrection he has brought life and immortality to light (cf. 2 Tim 1:10). “He has made us pass from enslavement to freedom, from sadness to joy, from mourning to jubilation, from darkness to light, from slavery to redemption. Therefore let us acclaim in his presence: Alleluia!” (Melito of Sardis, Easter Homily).

To those in our society who have lost all hope and joy in life, to the elderly who struggle alone and feel their strength waning, to young people who seem to have no future, to all I once more address the words of the Risen One: “See, I am making all things new… To the thirsty I will give water as a gift from the spring of the water of life” (Rev 21:5-6). May this comforting message of Jesus help each of us to set out anew with greater courage and hope, to blaze trails of reconciliation with God and with all our brothers and sisters. How much we need this!

[00469-EN.02] [Original text: Italian]

Traduzione in lingua tedesca

Danket dem Herrn, denn er ist gütig,
denn seine Barmherzigkeit währt ewig!
(vgl. Ps 136,1).

Liebe Brüder und Schwestern, frohe Ostern!

Jesus Christus, die menschgewordene Barmherzigkeit Gottes, ist aus Liebe am Kreuz gestorben und aus Liebe auferstanden. Deshalb rufen wir heute aus: Jesus ist der Herr!

Seine Auferstehung verwirklicht vollkommen die Prophezeiung des Psalms: Die Barmherzigkeit Gottes währt ewig, seine Liebe gilt für immer, sie stirbt nie. Wir können völlig auf ihn vertrauen, und wir sagen ihm Dank, weil er für uns ganz bis in den Abgrund hinabgestiegen ist.

Angesichts der geistigen und moralischen Abgründe der Menschheit, angesichts der Leere, die sich in den Herzen auftut und Hass und Tod hervorbringt, kann nur eine unendliche Barmherzigkeit uns Rettung bringen. Nur Gott kann mit seiner Liebe diese Leere, diese Abgründe auffüllen. Nur Gott kann es uns gewähren, dass wir nicht versinken, sondern gemeinsam unseren Weg fortsetzen zum Land der Freiheit und des Lebens.

Die österliche Freudennachricht lautet: Jesus, der Gekreuzigte, ist nicht hier, er ist auferstanden (vgl. Mt 28,5-6). Sie bietet uns die tröstliche Gewissheit, dass der Abgrund des Todes überschritten ist und damit die Trauer, die Klage und die Mühsal überwunden sind (vgl. Offb 21,4). Der Herr, der erlitten hat, dass seine Jünger ihn verließen, dass ihm eine ungerechte Verurteilung und die Schande eines Verbrechertods aufgebürdet wurde, er lässt uns jetzt teilhaben an seinem unsterblichen Leben und schenkt uns seinen Blick voll Zärtlichkeit und Mitgefühl gegenüber den Hungernden und Dürstenden, den Heimatlosen und Gefangenen, den Ausgegrenzten und Weggeworfenen, den Opfern des Missbrauchs und der Gewalt. Die Welt ist voll von Menschen, die an Leib und Seele leiden, während die täglichen Nachrichten sich mit Meldungen über grausame Verbrechen füllen, die sich nicht selten im häuslichen Bereich zutragen, wie auch über bewaffnete Konflikte größeren Maßstabs, die ganze Bevölkerungen unsäglichen Prüfungen unterziehen.

Der auferstandene Christus zeigt Wege der Hoffnung für das geliebte Syrien auf, ein Land, das von einem langen Konflikt zerrissen ist und eine traurige Folge der Zerstörung, des Todes, der Verachtung der humanitären Gesetze und des Zerfalls des bürgerlichen Zusammenlebens erfahren hat. Der Macht des auferstandenen Herrn vertrauen wir die laufenden Gespräche an, auf dass man mit dem guten Willen und der Zusammenarbeit aller Früchte des Friedens ernten und die Errichtung einer brüderlichen Gesellschaft auf den Weg bringen kann, die die Würde und die Rechte jedes Bürgers achtet. Die Botschaft des Lebens, die aus dem Mund des Engels beim weggerollten Stein des Grabes erklang, möge die Herzenshärte besiegen und eine fruchtbare Begegnung von Völkern und Kulturen auch in den anderen Gebieten des Mittelmeerraumes und des Nahen Ostens fördern, besonders im Irak, im Jemen und in Libyen.

Das Bild des neuen Menschen, das auf dem Antlitz Christi erstrahlt, begünstige im Heiligen Land das Zusammenleben zwischen Israelis und Palästinensern; es fördere auch die geduldige Bereitschaft und den täglichen Einsatz in dem Bemühen, die Grundlagen für einen gerechten und dauerhaften Frieden durch direkte und aufrichtige Verhandlungen zu schaffen. Der Herr des Lebens begleite ebenfalls die Anstrengungen, die darauf ausgerichtet sind, zu einer endgültigen Lösung des Krieges in der Ukraine zu gelangen; zugleich möge er auch die Initiativen für humanitäre Hilfe, darunter die Freilassung festgehaltener Personen, anregen und unterstützen.

Der Herr Jesus, unser Friede (Eph 2,14), der durch seine Auferstehung das Böse und die Sünde besiegt hat, lasse uns an diesem Osterfest Nähe zu den Opfern des Terrorismus verspüren, jener blinden und grausamen Form von Gewalt, die nicht aufhört, unschuldiges Blut in verschiedenen Teilen der Erde zu vergießen, wie zuletzt bei den Attentaten in Belgien, in der Türkei, in Nigeria, Tschad, Kamerun, Elfenbeinküste und Irak. Mögen die Hoffnungsansätze und Friedensaussichten in Afrika – ich denke besonders an Burundi, an Mosambik, an die Demokratische Republik Kongo und an den Südsudan, die durch politische und soziale Spannungen gezeichnet sind – zu einem guten Ausgang führen.

Mit den Waffen der Liebe hat Gott den Egoismus und den Tod besiegt. Sein Sohn Jesus ist die Tür der Barmherzigkeit, die allen weit offen steht. Seine österliche Botschaft breite sich immer mehr über das Volk Venezuelas aus angesichts der schwierigen Verhältnisse, unter denen es zu leben hat, wie auch über die, welche die Geschicke des Landes in den Händen halten, damit im Blick auf das Gemeinwohl gearbeitet und Räume des Dialogs und der Zusammenarbeit mit allen gesucht werden. Überall setze man sich dafür ein, eine Kultur der Begegnung, der Gerechtigkeit und der gegenseitigen Achtung zu ermöglichen, die allein das geistige und materielle Wohl der Bürger garantieren können.

Der auferstandene Christus, die Botschaft des Lebens für die gesamte Menschheit, spiegelt sich in den Jahrhunderten wider und fordert uns auf, die Männer und Frauen nicht zu vergessen, die auf der Suche nach einer besseren Zukunft unterwegs sind, diese immer größer werdende Schar der Migranten und Flüchtlinge – unter ihnen viele Kinder – auf der Flucht vor Krieg, Hunger, Armut und sozialer Ungerechtigkeit. Diese unsere Brüder und Schwestern finden auf ihren Wegen allzu oft den Tod oder sie begegnen immerhin der Zurückweisung derer, die ihnen Aufnahme und Hilfe bieten könnten. Die bevorstehende Veranstaltung des Welthumanitätsgipfels möge es nicht versäumen, den Menschen mit seiner Würde in den Mittelpunkt zu stellen und politische Konzepte zu erarbeiten, die geeignet sind, den Opfern von Konflikten und anderen Notlagen beizustehen und sie zu schützen. Dies gilt besonders für die Schwächsten und für die aus ethnischen oder religiösen Gründen Verfolgten.

An diesem herrlichen Tag „lobsinge die Erde, überstrahlt vom Glanz aus der Höhe“ (vgl. Österlicher Lobgesang Exsultet), obwohl sie durch eine geldgierige Ausbeutung so sehr misshandelt und herabgewürdigt wird, welche die Gleichgewichte der Natur verändert. Ich denke besonders an die Bereiche, die von den Auswirkungen des Klimawandels betroffen sind. Dieser verursacht nicht selten Dürren oder heftige Überschwemmungen mit daraus resultierenden Nahrungsmittelkrisen in verschiedenen Teilen der Welt.

Mit unseren Brüdern und Schwestern, die um ihres Glaubens und ihrer Treue zu Christus willen verfolgt werden, und angesichts des Bösen, das die Oberhand im Leben vieler Menschen zu haben scheint, hören wir wieder einmal das tröstende Wort des Herrn: „Habt Mut: Ich habe die Welt besiegt“ (Joh 16,33). Heute ist der glanzvolle Tag dieses Sieges, denn Christus hat dem Tod die Macht genommen und mit seiner Auferstehung das Licht des unvergänglichen Lebens gebracht (vgl. 2 Tim 1,10). „Er hat uns von der Abhängigkeit zur Freiheit, vom Jammer zur Freude, von der Trauer zum Fest, von der Finsternis zum Licht, von der Knechtschaft zur Erlösung schreiten lassen. Deshalb rufen wir vor Ihm: Halleluja!“ (Meliton von Sardes, Osterpredigt).

An alle, die in unseren Gesellschaften jede Hoffnung und jeden Lebensmut verloren haben, an die älteren, niedergedrückten Menschen, die in der Einsamkeit spüren, dass ihre Kräfte abnehmen, an die jungen Menschen, denen es scheinbar an Zukunftsperspektiven mangelt, an alle richte ich noch einmal die Worte des Auferstandenen: „Seht, ich mache alles neu. ... Wer durstig ist, den werde ich umsonst aus der Quelle trinken lassen, aus der das Wasser des Lebens strömt“ (Offb 21,5-6). Diese tröstende Botschaft Jesu möge jedem von uns helfen, mit größerem Mut und stärkerer Hoffnung wieder aufzubrechen, um Wege der Versöhnung mit Gott und mit den Geschwistern aufzubauen. Solche Wege brauchen wir dringend!

[00469-DE.02] [Originalsprache: Italienisch]

Traduzione in lingua spagnola

«Dad gracias al Señor porque es bueno
Porque es eterna su misericordia
» (Sal 135,1)

Queridos hermanos y hermanas, ¡Feliz Pascua!

Jesucristo, encarnación de la misericordia de Dios, ha muerto en cruz por amor, y por amor ha resucitado. Por eso hoy proclamamos: ¡Jesús es el Señor!

Su resurrección cumple plenamente la profecía del Salmo: «La misericordia de Dios es eterna», su amor es para siempre, nunca muere. Podemos confiar totalmente en él, y le damos gracias porque ha descendido por nosotros hasta el fondo del abismo.

Ante las simas espirituales y morales de la humanidad, ante al vacío que se crea en el corazón y que provoca odio y muerte, solamente una infinita misericordia puede darnos la salvación. Sólo Dios puede llenar con su amor este vacío, estas fosas, y hacer que no nos hundamos, y que podamos seguir avanzando juntos hacia la tierra de la libertad y de la vida.

El anuncio gozoso de la Pascua: Jesús, el crucificado, «no está aquí, ¡ha resucitado!» (Mt 28,6), nos ofrece la certeza consoladora de que se ha salvado el abismo de la muerte y, con ello, ha quedado derrotado el luto, el llanto y la angustia (cf. Ap 21,4). El Señor, que sufrió el abandono de sus discípulos, el peso de una condena injusta y la vergüenza de una muerte infame, nos hace ahora partícipes de su vida inmortal, y nos concede su mirada de ternura y compasión hacia los hambrientos y sedientos, los extranjeros y los encarcelados, los marginados y descartados, las víctimas del abuso y la violencia. El mundo está lleno de personas que sufren en el cuerpo y en el espíritu, mientras que las crónicas diarias están repletas de informes sobre delitos brutales, que a menudo se cometen en el ámbito doméstico, y de conflictos armados a gran escala que someten a poblaciones enteras a pruebas indecibles.

Cristo resucitado indica caminos de esperanza a la querida Siria, un país desgarrado por un largo conflicto, con su triste rastro de destrucción, muerte, desprecio por el derecho humanitario y la desintegración de la convivencia civil. Encomendamos al poder del Señor resucitado las conversaciones en curso, para que, con la buena voluntad y la cooperación de todos, se puedan recoger frutos de paz y emprender la construcción una sociedad fraterna, respetuosa de la dignidad y los derechos de todos los ciudadanos. Que el mensaje de vida, proclamado por el ángel junto a la piedra removida del sepulcro, aleje la dureza de nuestro corazón y promueva un intercambio fecundo entre pueblos y culturas en las zonas de la cuenca del Mediterráneo y de Medio Oriente, en particular en Irak, Yemen y Libia. Que la imagen del hombre nuevo, que resplandece en el rostro de Cristo, fomente la convivencia entre israelíes y palestinos en Tierra Santa, así como la disponibilidad paciente y el compromiso cotidiano de trabajar en la construcción de los cimientos de una paz justa y duradera a través de negociaciones directas y sinceras. Que el Señor de la vida acompañe los esfuerzos para alcanzar una solución definitiva de la guerra en Ucrania, inspirando y apoyando también las iniciativas de ayuda humanitaria, incluida la de liberar a las personas detenidas.

Que el Señor Jesús, nuestra paz (cf. Ef 2,14), que con su resurrección ha vencido el mal y el pecado, avive en esta fiesta de Pascua nuestra cercanía a las víctimas del terrorismo, esa forma ciega y brutal de violencia que no cesa de derramar sangre inocente en diferentes partes del mundo, como ha ocurrido en los recientes atentados en Bélgica, Turquía, Nigeria, Chad, Camerún, Costa de Marfil y Iraq; que lleve a buen término el fermento de esperanza y las perspectivas de paz en África; pienso, en particular, en Burundi, Mozambique, la República Democrática del Congo y en el Sudán del Sur, lacerados por tensiones políticas y sociales.

Dios ha vencido el egoísmo y la muerte con las armas del amor; su Hijo, Jesús, es la puerta de la misericordia, abierta de par en par para todos. Que su mensaje pascual se proyecte cada vez más sobre el pueblo venezolano, en las difíciles condiciones en las que vive, así como sobre los que tienen en sus manos el destino del país, para que se trabaje en pos del bien común, buscando formas de diálogo y colaboración entre todos. Y que se promueva en todo lugar la cultura del encuentro, la justicia y el respeto recíproco, lo único que puede asegurar el bienestar espiritual y material de los ciudadanos.

El Cristo resucitado, anuncio de vida para toda la humanidad que reverbera a través de los siglos, nos invita a no olvidar a los hombres y las mujeres en camino para buscar un futuro mejor. Son una muchedumbre cada vez más grande de emigrantes y refugiados —incluyendo muchos niños— que huyen de la guerra, el hambre, la pobreza y la injusticia social. Estos hermanos y hermanas nuestros, encuentran demasiado a menudo en su recorrido la muerte o, en todo caso, el rechazo de quien podrían ofrecerlos hospitalidad y ayuda. Que la cita de la próxima Cumbre Mundial Humanitaria no deje de poner en el centro a la persona humana, con su dignidad, y desarrollar políticas capaces de asistir y proteger a las víctimas de conflictos y otras situaciones de emergencia, especialmente a los más vulnerables y los que son perseguidos por motivos étnicos y religiosos.

Que, en este día glorioso, «goce también la tierra, inundada de tanta claridad» (Pregón pascual), aunque sea tan maltratada y vilipendiada por una explotación ávida de ganancias, que altera el equilibrio de la naturaleza. Pienso en particular a las zonas afectadas por los efectos del cambio climático, que en ocasiones provoca sequía o inundaciones, con las consiguientes crisis alimentarias en diferentes partes del planeta.

Con nuestros hermanos y hermanas perseguidos por la fe y por su fidelidad al nombre de Cristo, y ante el mal que parece prevalecer en la vida de tantas personas, volvamos a escuchar las palabras consoladoras del Señor: «No tengáis miedo. ¡Yo he vencido al mundo!» (Jn 16,33). Hoy es el día brillante de esta victoria, porque Cristo ha derrotado a la muerte y su resurrección ha hecho resplandecer la vida y la inmortalidad (cf. 2 Tm 1,10). «Nos sacó de la esclavitud a la libertad, de la tristeza a la alegría, del luto a la celebración, de la oscuridad a la luz, de la servidumbre a la redención. Por eso decimos ante él: ¡Aleluya!» (Melitón de Sardes, Homilía Pascual).

A quienes en nuestras sociedades han perdido toda esperanza y el gusto de vivir, a los ancianos abrumados que en la soledad sienten perder vigor, a los jóvenes a quienes parece faltarles el futuro, a todos dirijo una vez más las palabras del Señor resucitado: «Mira, hago nuevas todas las cosas... al que tenga sed yo le daré de la fuente del agua de la vida gratuitamente» (Ap 21,5-6). Que este mensaje consolador de Jesús nos ayude a todos nosotros a reanudar con mayor vigor y esperanza la construcción de caminos de reconciliación con Dios y con los hermanos. Lo necesitamos mucho.

[00469-ES.02] [Texto original: Italiano]

Traduzione in lingua portoghese

«Louvai o Senhor porque ele é bom:
porque eterna é a sua misericórdia» (Sl 135,1).

Queridos irmãos e irmãs, feliz Páscoa!

Jesus Cristo, encarnação da misericórdia de Deus, por amor morreu na cruz e por amor ressuscitou. Por isso, proclamamos hoje: Jesus é o Senhor!

A sua Ressurreição realiza plenamente a profecia do Salmo: a misericórdia de Deus é eterna, o seu amor é para sempre, não morre jamais. Podemos confiar completamente N’Ele, e damos-Lhe graças porque por nós Ele desceu até ao fundo do abismo.

Diante dos abismos espirituais e morais da humanidade, diante dos vazios que se abrem nos corações e que provocam ódio e morte, somente uma infinita misericórdia pode nos dar a salvação. Só Deus pode preencher com o seu amor esses vazios, esses abismos, e não permitir que submerjamos, mas continuemos a caminhar juntos em direção à Terra da liberdade e da vida.

O anúncio jubiloso da Páscoa: Jesus, o crucificado, não está aqui, ressuscitou (cf. Mt 28,5-6) oferece-nos a certeza consoladora de que o abismo da morte foi transposto e, com isso, foram derrotados o luto, o pranto e a dor (cf. Ap 21,4). O Senhor, que sofreu o abandono dos seus discípulos, o peso de uma condenação injusta e a vergonha de uma morte infame, faz-nos agora compartilhar a sua vida imortal, e nos oferece o seu olhar de ternura e compaixão para com os famintos e sedentos, com os estrangeiros e prisioneiros, com os marginalizados e descartados, com as vítimas de abuso e violência. O mundo está cheio de pessoas que sofrem no corpo e no espírito, ao passo que as crônicas diárias estão repletas de relatos de crimes brutais, que muitas vezes têm lugar dentro do lar, e de conflitos armados numa grande escala, que submetem populações inteiras a provas inimagináveis.

Cristo ressuscitado indica caminhos de esperança para a querida Síria, um País devastado por um longo conflito, com o seu cortejo triste de destruição, morte, de desprezo pelo direito humanitário e desintegração da convivência civil. Confiamos ao poder do Senhor ressuscitado as conversações em curso, de modo que, com a boa vontade e a cooperação de todos, seja possível colher os frutos da paz e dar início à construção de uma sociedade fraterna, que respeite a dignidade e os direitos de cada cidadão. A mensagem de vida proclamada pelo anjo junto da pedra rolada do sepulcro vença a dureza dos corações e promova um encontro fecundo entre povos e culturas nas outras regiões da bacia do Mediterrâneo e do Oriente Médio, particularmente no Iraque, Iêmen e na Líbia.

A imagem do homem novo, que resplandece no rosto de Cristo, favoreça a convivência entre israelenses e palestinos na Terra Santa, bem como a disponibilidade paciente e o esforço diário para trabalhar no sentido de construir as bases de uma paz justa e duradoura através de uma negociação direta e sincera. O Senhor da vida acompanhe também os esforços para alcançar uma solução definitiva para a guerra na Ucrânia, inspirando e apoiando igualmente as iniciativas de ajuda humanitária, entre as quais a libertação de pessoas detidas.

O Senhor Jesus, nossa paz (Ef 2,14), que ressuscitando derrotou o mal e o pecado, possa favorecer, nesta festa de Páscoa, a nossa proximidade com as vítimas do terrorismo, forma de violência cega e brutal que continua a derramar sangue inocente em diversas partes do mundo, como aconteceu nos ataques recentes na Bélgica, Turquia, Nigéria, Chade, Camarões, Costa do Marfim e Iraque; Possam frutificar os fermentos de esperança e as perspectivas de paz na África; penso de modo particular no Burundi, Moçambique, República Democrática do Congo e o Sudão do Sul, marcados por tensões políticas e sociais.

Com as armas do amor, Deus derrotou o egoísmo e a morte; seu Filho Jesus é a porta da misericórdia aberta de par em par para todos. Que a sua mensagem pascal possa sempre se projetar mais sobre o povo venezuelano nas difíceis condições em que vive e sobre aqueles que detêm em suas mãos os destinos do País, para que se possa trabalhar em vista do bem comum, buscando espaços de diálogo e colaboração ente todos. Que por todos os lados possam ser tomadas medidas para promover a cultura do encontro, a justiça e o respeito mútuo, os quais só podem garantir o bem-estar espiritual e material dos cidadãos.

O Cristo ressuscitado, anúncio de vida para toda a humanidade, reverbera através dos séculos e nos convida não esquecer dos homens e mulheres na sua jornada em busca de um futuro melhor; grupos cada vez mais números de migrantes e refugiados – entre os quais muitas crianças - que fogem da guerra, da fome, da pobreza e da injustiça social. Esses nossos irmãos e irmãs, que nos seus caminhos encontram, com demasiada frequência, a morte ou, ao menos, a recusa dos que poderiam oferecer-lhes hospitalidade e ajuda. Que a próxima rodada da Cúpula Mundial Humanitária não deixe de colocar no centro a pessoa humana com a sua dignidade e possa desenvolver políticas capazes de ajudar e proteger as vítimas de conflitos e de outras situações de emergência, especialmente os mais vulneráveis e os que sofrem perseguição por motivos étnicos e religiosos.

Neste dia glorioso, «alegre-se a terra que em meio a tantas luzes resplandece» (cf. Proclamação da Páscoa), mas ainda assim tão abusada e vilipendiada por uma exploração ávida pelo lucro, o que altera o equilíbrio da natureza. Penso em particular nas regiões afetadas pelos efeitos das mudanças climáticas, que muitas vezes causam secas ou violentas inundações, resultando em crises alimentares em diferentes partes do planeta.

Com os nossos irmãos e irmãs que são perseguidos por causa da sua fé e por sua lealdade ao nome de Cristo e diante do mal que parece prevalecer na vida de tantas pessoas, ouçamos novamente as palavras consoladoras do Senhor: «Não tenhais medo! Eu venci o mundo!» (Jo 16,33). Hoje é o dia radiante desta vitória, porque Cristo calcou a morte e com a sua ressurreição fez resplandecer a vida e a imortalidade (cf. 2Tm 1,10). «Ele nos fez passar da escravidão à liberdade, da tristeza à alegria, do luto à festa, das trevas à luz, da escravidão à redenção. Por isso, proclamemos diante d’Ele: Aleluia!» (Melitão de Sardes, Homilia Pascal).

Para aqueles que em nossas sociedades perderam toda a esperança e alegria de viver, para os idosos oprimidos que na solidão sentem as suas forças esvaindo-se, para os jovens aos quais parece não existir o futuro, a todos eu dirijo mais uma vez as palavras do Ressuscitado: «Eis que faço novas todas as coisas... a quem tiver sede, eu darei, de graça, da fonte da água vivificante» (Ap 21,5-6). Esta mensagem consoladora de Jesus possa ajudar cada um de nós a recomeçar com mais coragem e esperança, para assim construirmos estradas de reconciliação com Deus e com os irmãos. E temos tanta necessidade disto!

[00469-PO.02] [Texto original: Italiano]

Traduzione in lingua araba

رسالة قداسة البابا فرنسيس

إلى مدينة روما والعالم

بمناسبة عيد الفصح

27 مارس / آذار 2016

ساحة القديس بطرس

"إحمدوا الرب فإنّه صالح:

فإنَّ للأبد رحمته" (مز ۱۳٥، ١)

أيها الإخوة والأخوات الأعزاء، فصحًا مجيدًا!

يسوع المسيح، تجسيد رحمة الله، محبّة بنا مات على الصليب ومحبّة بنا قام. ولذلك نعلن اليوم: يسوع هو الرب!

إن قيامته تُحقِّق نبوءة المزمور بالكامل: رحمة الله للأبد، ومحبّته على الدوام، لا تموت أبدًا. لذلك يمكننا أن نثق به بالكامل ونرفع له الشكر لأنّه من أجلنا نزل إلى أعماق الهاوية.

إزاء الهاويات الروحيّة والأخلاقية للبشريّة، وأمام الفراغات التي تُفتَح في القلوب وتسبّب الحقد والموت، وحدها رحمة لا متناهية بإمكانها أن تعطينا الخلاص. وحده الله بإمكانه أن يملأ بمحبته هذا الفراغ وهذا الغور ويسمح لنا بألا نغرق وإنما بأن نستمرّ في السير معًا نحو أرض الحريّة والحياة.

إن إعلان الفصح الفرح: يسوع، المصلوب، ليس هنا، بل قام (را. متى ۲۸، ٥- ٦). يقدم لنا اليقين المعزّي بأن هاوية الموت قد تمّ عبورها وبهذا هُزم الحزن والصراخ والألم (را. رؤ ۲١، ٤). الرب الذي عانى هجر تلاميذه وثقل الحكم الظالم وعار الموت المُخزي، يجعلنا الآن نشارك في حياته الخالدة ويعطينا نظرته، نظرة الحنان والرأفة تجاه الجائعين والعطاش والغرباء والمساجين والمهمّشين والمقصيّين وضحايا الاستغلال والعنف. إن العالم مليء بالأشخاص الذين يتألّمون في الجسد والروح، فيما تمتلئ الأنباء اليوميّة بأخبار جرائم وحشيّة، تتم غالبًا بين الجدران البيتيّة، ونزاعات مسلّحة على مقياس واسع تُخضِع شعوب بأكملها لمِحَن لا توصف.

ليدُلَّ المسيح القائم من الموت سوريا العزيزة على دروب الرجاء، البلد الممزّق بنزاع طويل، ومسيرة حزينة من الدمار والموت والاحتقار للحقوق الإنسانيّة وتفكك التعايش المدني. إلى قوة الرب القائم من الموت نكل المحادثات الدائرة، لكي يُصار بإرادة الجميع الصالحة وتعاونهم إلى جمع ثمار سلام وإطلاق بناء مجتمع أخوي، يحترم كرامة وحقوق كل مواطن. لتتغلّب رسالة الحياة التي تردد صداها من فم الملاك قرب حجر القبر المُدحرج، على قساوة القلوب وتعزز لقاء خصبًا بين الشعوب والثقافات في مناطق أُخرى في منطقة حوض البحر الأبيض المتوسّط وفي الشرق الأوسط ولا سيما في العراق واليمن وليبيا. لتعزز صورة الإنسان الجديد، التي تشع على وجه المسيح، التعايش بين الإسرائيليين والفلسطينيين في الأرض المقدّسة، كما أيضًا الاستعداد الصبور والالتزام اليومي للعمل من أجل بناء أساسات سلام عادل ودائم من خلال مفاوضات مباشرة وصادقة. ليرافق ربّ الحياة أيضًا الجهود الهادفة إلى بلوغ حلّ نهائي للحرب في أوكرانيا ويلهم ويعضد أيضًا مبادرات المساعدة الإنسانيّة من بينها الإفراج عن الأشخاص المُعتقلين.

في عيد الفصح هذا ليحفّز الرب يسوع، سلامُنا (أف ۲، ۱٤) الذي بقيامته من الموت انتصر على الشر والخطيئة، قُربَنا من ضحايا الإرهاب، الشكل الأعمى والهمجي للعنف الذي ما فتئ يريق الدماء البريئة في مختلف أنحاء العالم، كما حصل في الاعتداءات الأخيرة في بلجيكا وتركيا ونيجيريا وتشاد وكاميرون وشاطئ العاج والعراق. وليجعل الأمل والتطلع إلى السلام يتكلَّلان بالنجاح في أفريقيا. أفكر بنوع خاص في بوروندي، وموزنبيق وجمهورية الكونغو الديمقراطية وجنوب السودان البلدان المطبوعة بالتوترات السياسية والاجتماعية.

لقد انتصر الله، بواسطة سلاح المحبة، على الأنانية والموت، ابنه يسوع هو باب الرحمة المشرَّع للجميع. ولتُشع رسالته الفصحية أكثر فأكثر على الشعب الفنزويلي الحبيب خلال الظروف الصعبة التي يمر بها وعلى من يمسكون بمصير البلاد، كي يتم العمل لصالح الخير العام، والبحث عن فسحات للحوار والتعاون مع الجميع. وليتم العمل في كل مكان لصالح ثقافة اللقاء والعدالة والاحترام المتبادل، والتي وحدها تضمن الرخاء الروحي والمادي للمواطنين.

إن المسيح القائم من الموت، إعلان الحياة للبشرية برمتها، يتردد مدى الدهور ويدعونا ألا ننسى الرجال والنساء السائرين بحثا عن مستقبل أفضل، حشود كبيرة من المهاجرين واللاجئين، بينهم العديد من الأطفال، الهاربين من الحرب والجوع والفقر والظلم الاجتماعي. إن إخوتنا وأخواتنا هؤلاء غالبًا ما يلتقون بالموت على دروبهم أو رفض من يمكن أن يوفر لهم الضيافة والعون. لا تتقاعسنّ القمة الإنسانية العالمية المقبلة عن وضع الإنسان وكرامته في المحور وصياغة سياسات قادرة على مساعدة وحماية ضحايا الصراعات وحالات الطوارئ لا سيما الأشخاص الأشد هشاشة والمضطهدين لأسباب عرقية أو دينية.

في هذا اليوم المجيد "لتبتهج أرضنا في هذا الفيض من النور الساطع" (را. المديح الفصحي) مع أنها تتعرض لسوء المعاملة والإساءة بسبب استغلال جشع يبحث عن الربح، يغيّر توازنات الطبيعة. أُفكِّرُ بنوع خاص عن تلك المناطق الخاضعة لتأثيرات التبدُّلات المناخية، والتي غالبا ما تسبب الجفاف أو الفيضانات العنيفة، ما يؤدي إلى أزمات غذائية في مختلف أنحاء الكوكب.

مع أخوتنا وأخواتنا المضطهدين بسبب الإيمان وأمانتهم لاسم المسيح وإزاء الشر الذي يبدو أنه يسود حياة العديد من الأشخاص دعونا نستمع مجددًا إلى كلمة الرب المعزية "لا تخافوا! أنا غلبتُ العالم!" (يو ١٦، ۳۳). هذا هو اليوم الذي يُشع بنور هذا الظفر، لأن المسيح داس على الموت ومن خلال قيامته من بين الأموات جعل الحياة والخلود مشرقَين (را. ۲ طي ۱، ۱۰). "لقد جعلنا ننتقل من العبودية إلى الحرية، من الحزن إلى الفرح، من الحداد إلى العيد، من العتمة إلى النور، من العبودية إلى الخلاص. فلنقل أمامه: هللويا!" (ميليتونيه دي ساردي، عظة فصحية).

إلى من فقدوا في مجتمعاتنا أمل العيش وطعمه، إلى المسنين المغلوبين الذين يشعرون بضعفهم في الوحدة، إلى الشبان الذين يبدو أنهم فقدوا المستقبل، إليهم جميعًا أوجه مرة جديدة كلمات القائم من الموت: "ها إِنّي أَجْعَلُ كلَّ شَيءٍ جَديدًا ... أَنا أُعْطي العَطشانَ مِن يَنبوعِ ماءِ الحياةِ مَجَّانًا" (رؤ ۲١، ٥-٦). لتُساعد، رسالة يسوع المُطمئِنة هذه، كل فرد منا على الانطلاق مجدّدًا بشجاعة أكبر وبرجاء من أجل بناء دروب مصالحة مع الله والإخوة. وما أحوجنا لهذا!

[00469-AR.02] [Testo originale: Italiano]

Augurio pasquale

Cari fratelli e sorelle,

desidero rinnovare i miei auguri di Buona Pasqua a tutti voi, venuti da Roma e da diversi Paesi, come pure a quanti sono collegati attraverso la televisione, la radio e gli altri mezzi di comunicazione. Possa risuonare nei vostri cuori, nelle vostre famiglie e comunità l’annuncio della Risurrezione, accompagnata dalla calda luce della presenza di Gesù Vivo: presenza che rischiara, conforta, perdona, rasserena… Cristo ha vinto il male alla radice: è la Porta della salvezza, spalancata perché ognuno possa trovare misericordia.

Vi ringrazio per la vostra presenza e la vostra gioia in questo giorno di festa. Un ringraziamento particolare per il dono dei fiori, che anche quest’anno provengono dai Paesi Bassi.

Portate a tutti la gioia e la speranza di Cristo Risorto. E per favore, non dimenticate di pregare per me. Buon pranzo pasquale e arrivederci!

[00470-IT.02] [Testo originale: Italiano]

[B0218-XX.02]