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L’Udienza Generale, 02.03.2016


Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

Saluto in lingua italiana

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.00 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e di fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla misericordia nella prospettiva biblica, ha incentrato la Sua meditazione sul tema: “Misericordia e correzione” (Is 1,16b-17.18b).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, Papa Francesco ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

Parlando della misericordia divina, abbiamo più volte evocato la figura del padre di famiglia, che ama i suoi figli, li aiuta, se ne prende cura, li perdona. E come padre, li educa e li corregge quando sbagliano, favorendo la loro crescita nel bene.

È così che viene presentato Dio nel primo capitolo del profeta Isaia, in cui il Signore, come padre affettuoso ma anche attento e severo, si rivolge ad Israele accusandolo di infedeltà e corruzione, per riportarlo sulla via della giustizia. Inizia così il nostro testo:

«Udite, o cieli, ascolta, o terra,
così parla il Signore:
“Ho allevato e fatto crescere figli,
ma essi si sono ribellati contro di me.
Il bue conosce il suo proprietario
e l’asino la greppia del suo padrone,
ma Israele non conosce,
il mio popolo non comprende”» (1,2-3).

Dio, mediante il profeta, parla al popolo con l’amarezza di un padre deluso: ha fatto crescere i suoi figli, ed ora loro si sono ribellati contro di Lui. Persino gli animali sono fedeli al loro padrone e riconoscono la mano che li nutre; il popolo invece non riconosce più Dio, si rifiuta di comprendere. Pur ferito, Dio lascia parlare l’amore, e si appella alla coscienza di questi figli degeneri perché si ravvedano e si lascino di nuovo amare. Questo è quello che fa Dio! Ci viene incontro perché noi ci lasciamo amare da Lui, dal nostro Dio.

La relazione padre-figlio, a cui spesso i profeti fanno riferimento per parlare del rapporto di alleanza tra Dio e il suo popolo, si è snaturata. La missione educativa dei genitori mira a farli crescere nella libertà, a renderli responsabili, capaci di compiere opere di bene per sé e per gli altri. Invece, a causa del peccato, la libertà diventa pretesa di autonomia, pretesa di orgoglio, e l’orgoglio porta alla contrapposizione e all’illusione di autosufficienza.

Ecco allora che Dio richiama il suo popolo: “Avete sbagliato strada”. Affettuosamente e amaramente dice il “mio” popolo. Dio mai rinnega noi; noi siamo il suo popolo, il più cattivo degli uomini, la più cattiva delle donne, i più cattivi dei popoli sono suoi figli. E questo è Dio: mai, mai rinnega noi! Dice sempre: “Figlio, vieni”. E questo è l’amore di nostro Padre; questa la misericordia di Dio. Avere un padre così ci dà speranza, ci dà fiducia. Questa appartenenza dovrebbe essere vissuta nella fiducia e nell’obbedienza, con la consapevolezza che tutto è dono che viene dall’amore del Padre. E invece, ecco la vanità, la stoltezza e l’idolatria.

Perciò ora il profeta si rivolge direttamente a questo popolo con parole severe per aiutarlo a capire la gravità della sua colpa:

«Guai, gente peccatrice, […] figli corrotti!
Hanno abbandonato il Signore,
hanno disprezzato il Santo d’Israele,
si sono voltati indietro» (v. 4).

La conseguenza del peccato è uno stato di sofferenza, di cui subisce le conseguenze anche il paese, devastato e reso come un deserto, al punto che Sion – cioè Gerusalemme - diventa inabitabile. Dove c’è rifiuto di Dio, della sua paternità, non c’è più vita possibile, l’esistenza perde le sue radici, tutto appare pervertito e annientato. Tuttavia, anche questo momento doloroso è in vista della salvezza. La prova è data perché il popolo possa sperimentare l’amarezza di chi abbandona Dio, e quindi confrontarsi con il vuoto desolante di una scelta di morte. La sofferenza, conseguenza inevitabile di una decisione autodistruttiva, deve far riflettere il peccatore per aprirlo alla conversione e al perdono.

E questo è il cammino della misericordia divina: Dio non ci tratta secondo le nostre colpe (cfr Sal 103,10). La punizione diventa lo strumento per provocare a riflettere. Si comprende così che Dio perdona il suo popolo, fa grazia e non distrugge tutto, ma lascia aperta sempre la porta alla speranza. La salvezza implica la decisione di ascoltare e lasciarsi convertire, ma rimane sempre dono gratuito. Il Signore, quindi, nella sua misericordia, indica una strada che non è quella dei sacrifici rituali, ma piuttosto della giustizia. Il culto viene criticato non perché inutile in sé stesso, ma perché, invece di esprimere la conversione, pretende di sostituirla; e diventa così ricerca della propria giustizia, creando l’ingannevole convinzione che siano i sacrifici a salvare, non la misericordia divina che perdona il peccato. Per capirla bene: quando uno è ammalato va dal medico; quando uno si sente peccatore va dal Signore. Ma se invece di andare dal medico, va dallo stregone non guarisce. Tante volte non andiamo dal Signore, ma preferiamo andare per strade sbagliate, cercando al di fuori di Lui una giustificazione, una giustizia, una pace. Dio, dice il profeta Isaia, non gradisce il sangue di tori e di agnelli (v. 11), soprattutto se l’offerta è fatta con mani sporche del sangue dei fratelli (v. 15). Ma io penso alcuni benefattori della Chiesa che vengono con l’offerta - “Prenda per la Chiesa questa offerta”- è frutto del sangue di tanta gente sfruttata, maltrattata, schiavizzata con il lavoro malpagato! Io dirò a questa gente: “Per favore, portati indietro il tuo assegno, brucialo”. Il popolo di Dio, cioè la Chiesa, non ha bisogno di soldi sporchi, ha bisogno di cuori aperti alla misericordia di Dio. È necessario avvicinarsi a Dio con mani purificate, evitando il male e praticando il bene e la giustizia. Che bello come finisce il profeta:

«Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova» (vv. 16-17).

Pensate ai tanti profughi che sbarcano in Europa e non sanno dove andare. Allora, dice il Signore, i peccati, anche se fossero scarlatti, diventeranno bianchi come la neve, e candidi come la lana, e il popolo potrà nutrirsi dei beni della terra e vivere nella pace (v. 19).

È questo il miracolo del perdono che Dio; il perdono che Dio come Padre, vuole donare al suo popolo. La misericordia di Dio è offerta a tutti, e queste parole del profeta valgono anche oggi per tutti noi, chiamati a vivere come figli di Dio.

[00340-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, comme un bon père de famille Dieu éduque et corrige ses enfants, favorisant leur croissance dans le bien. Dans le livre d’Isaïe, le Père est blessé et déçu par l’ingratitude des fils d’Israël, portés, dans leur orgueil, à des prétentions d’autonomie et d’autosuffisance. Dieu en appelle à leur conscience pour qu’ils se repentent et se laissent de nouveau aimer. La conséquence du péché est alors la souffrance, car là où il y a refus de Dieu, la vie n’est plus possible, elle perd ses racines, tout est perverti et anéanti. Mais le châtiment même doit faire réfléchir le pécheur, pour l’ouvrir à la conversion et au pardon. Le salut comporte ainsi la décision d’écouter et de se laisser convertir. Il est nécessaire de se rapprocher de Dieu, les mains purifiées, évitant le mal et pratiquant le bien et la justice.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, in particolare i gruppi delle Diocesi di Saint-Denis, di Grenoble e di Mamfe, con i loro Vescovi, come pure i seminaristi di Tolosa. La misericordia di Dio è offerta a tutti. Usiamo questo tempo di Quaresima che ci è dato per rimpiangere i nostri peccati e per impegnarci coraggiosamente in una vita nuova. Vi auguro un buon cammino verso la Pasqua, e che Dio vi benedica.

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, en particulier les groupes des diocèses de Saint-Denis, de Grenoble et de Mamfe, avec leurs évêques, ainsi que les séminaristes de Toulouse. La miséricorde de Dieu est offerte à tous. Mettons à profit ce temps du carême qui nous est donné pour regretter nos péchés, et nous engager courageusement dans une vie nouvelle. Je vous souhaite un bon chemin vers Pâques, et que Dieu vous bénisse.

[00341-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters,

In these weekly catecheses inspired by the present Holy Year of Divine Mercy, we have often reflected on God’s fatherly love and forgiveness. The Prophets present this love also as involving correction, a summons to conversion and the renewal of the Covenant. Every parent knows the challenge of helping children to grow in freedom and responsibility. In the Scriptures, God expresses his dismay at the rejection of his love, as seen in the disobedience and sin of his children. If he chastizes his people, it is to move them to repentance and conversion. In his mercy, he asks them to turn back to him with all their hearts and to receive a righteousness that is itself his gift. God is pleased, Isaiah tells us, not by ritual sacrifice but by rejecting evil and practising justice. Though our sins be like scarlet, he will make them white as snow. May all of us be open, during this year of grace, to our heavenly Father’s merciful invitation to come back to him and to experience this miracle of his love and forgiveness.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Irlanda, Camerun e Stati Uniti d’America. Con fervidi auguri che il presente Giubileo della Misericordia sia per voi e per le vostre famiglie un tempo di grazia e di rinnovamento spirituale, invoco su voi tutti la gioia e pace del Signore Gesù. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, including those from Ireland, Cameroon and the United States. With prayerful good wishes that the present Jubilee of Mercy will be for you and your families a moment of grace and spiritual renewal, I invoke upon all of you joy and peace in our Lord Jesus Christ. God bless you all!

[00342-EN.01] [Original text: English]

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in Bezug auf die Barmherzigkeit Gottes wird gerne das Bild eines Familienvaters gebraucht, der seine Kinder liebt, sie erzieht und auch zurechtweist, wenn sie etwas falsch machen, um ihr Wachstum im Guten zu fördern. So stellen die Propheten den Bund zwischen Gott und dem Volk Israel oft als eine Vater-Kind-Beziehung dar. Gott liebt sein Volk, es gehört ihm und soll diese Zugehörigkeit in Vertrauen und Gehorsam leben. Die Abkehr des Volkes aber entstellt diese Beziehung. Die Folge der Sünde ist ein Zustand des Leidens. Wo Gott abgelehnt wird, ist kein Leben möglich, verliert das Dasein seine Wurzeln. Doch auch dieser schmerzliche Augenblick geschieht im Hinblick auf das Heil. In der Prüfung erfährt das Volk die Bitterkeit und trostlose Leere dessen, der Gott verlässt und den Tod wählt. Doch der Herr vergilt uns nicht nach unsrer Schuld (vgl. Ps 103,10). Wenn uns eine göttliche Strafe trifft, dann nur um uns zum Nachdenken und zur Umkehr zu führen. Gott vergibt seinem Volk und mahnt in Liebe seine Kinder, dass sie bereuen und sich wieder neu lieben lassen. Das Heil erfordert die Entscheidung, auf Gott zu hören und sich bekehren zu lassen, bleibt aber immer ein unentgeltliches Geschenk. Gott zeigt den Weg. Es ist jedoch nötig, sich Gott mit gereinigten Händen zu nähern, indem man das Böse meidet und das Gute tut. So schenkt Gott wie ein Vater die wunderbare Vergebung. Seine Barmherzigkeit steht allen offen.

Santo Padre:

Sono lieto di accogliere i pellegrini di lingua tedesca. Saluto in particolare il gruppo di docenti e studenti dell’Istituto di Diritto Canonico di Münster. Dio ci ama sempre, nonostante i nostri peccati. Approfittiamo del tempo di Quaresima per ricevere il Suo perdono nel Sacramento della Confessione e per vivere come veri figli di Dio. Di cuore vi benedico tutti.

Speaker:

Mit Freude heißte ich die Pilger deutscher Sprache willkommen. Besonders grüße ich die Gruppe von Lehrenden und Studierenden des Instituts für Kanonisches Recht in Münster. Gott liebt uns immer, auch trotz unserer Sünden. Nutzen wir die Fastenzeit, um seine Vergebung im Sakrament der Beichte zu empfangen und als wahre Kinder Gottes zu leben. Von Herzen segne ich euch alle.

[00343-DE.01] [Originalsprache: Deutsch]

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Hoy reflexionamos sobre la misteriosa relación que existe entre misericordia y corrección divina.
Dios se comporta con nosotros como un padre de familia, que ama a sus hijos, los socorre, los cuida y los perdona. Y que también los educa y corrige cuando se equivocan, para ayudarlos a ser responsables, a crecer en el bien y en la libertad. La relación “padre-hijo” es figura de la alianza entre Dios y su pueblo. Esta relación se fragmenta cuando el hombre rechaza la paternidad de Dios. A causa del pecado, pretende convertir la libertad en autonomía y, dejándose llevar por el orgullo, se contrapone a él y vive en una ilusión de autosuficiencia.
Cuando el pueblo se aleja de Dios, desconfía de él y no le obedece, experimenta entonces la aflicción de la prueba. Dios la permite con vistas a la salvación, para que el pueblo pecador, sintiendo el vacío y la amargura del estar lejos de él, pueda abrirse a la conversión y al perdón. Dios habla amorosamente a la conciencia de sus hijos, para que se arrepientan y se dejen amar de nuevo por él. La salvación siempre es un don gratuito de Dios. Pero supone la decisión de escucharlo y dejarse corregir por él.
La corrección forma parte del camino de la misericordia divina. Dios perdona a su pueblo, siempre deja una puerta abierta a la esperanza, Dios nunca cierra la puerta, y le indica que el camino de la salvación no es el de los sacrificios, sino la práctica del bien y la justicia.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España y Latinoamérica. Que el Señor Jesús nos alcance la gracia de acoger el perdón y la misericordia que el Padre ofrece gratuitamente a todos, para que aprendamos a vivir como hijos suyos. Muchas gracias.

[00344-ES.02] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

Speaker:

Na Sagrada Escritura, aparece Deus também com a amargura de um pai desiludido: gerou e fez crescer filhos, que agora se revoltaram contra Ele. Embora ferido, Deus deixa falar o amor e faz apelo à consciência destes filhos degenerados, para que se convertam e se deixem amar de novo. A missão educativa dos pais tem em vista fazer crescer os filhos em liberdade, torná-los responsáveis, capazes de fazer o bem. Mas, por causa do pecado, a liberdade torna-se pretensão de autonomia absoluta e o orgulho leva à contraposição e à ilusão de auto-suficiência. A consequência do pecado é um estado de desolação geral. Onde se rejeita Deus e a sua paternidade, não é possível haver vida: a existência perde as suas raízes, tudo acaba pervertido e aniquilado. Mas também esta dolorosa situação visa a salvação. Como pai, Deus educa seus filhos e, quando erram, corrige-os favorecendo o seu crescimento no bem. A provação é enviada para que possam experimentar a amargura de quem abandona Deus, vendo o vazio desolador duma opção de morte. O sofrimento, derivado duma decisão autodestrutiva, deve fazer reflectir o pecador para o abrir à conversão e ao perdão. A punição torna-se o instrumento para fazer reflectir. Vemos assim que Deus sempre quer perdoar ao seu povo: Ele não destrói tudo, mas deixa aberta a porta à esperança. O caminho do regresso não passa tanto pela multiplicação das ofertas rituais do culto – que devem exprimir a conversão e não substituí-la – como sobretudo pela prática da justiça. O culto sim, mas oferecido com mãos puras, evitando o mal e praticando o bem.

Santo Padre:

Carissimi pellegrini di lingua portoghese, un cordiale saluto a tutti voi, specialmente ai fedeli della parrocchia di Nossa Senhora do Lago de Brasília. Sui vostri passi, invoco la grazia dell’incontro con Dio: Gesù è la Tenda divina in mezzo a noi. Andate da Lui, vivete nella sua amicizia e avrete la vita eterna. Su di voi e sulle vostre famiglie scenda la Benedizione di Dio!

Speaker:

Amados peregrinos de língua portuguesa, cordiais saudações para todos vós, de modo especial para os fiéis da paróquia de Nossa Senhora do Lago de Brasília. Sobre os vossos passos, invoco a graça do encontro com Deus: Jesus Cristo é a Tenda divina no meio de nós. Ide até Ele, vivei na sua amizade e tereis a vida eterna. Sobre vós e vossas famílias desça a Bênção de Deus!

[00345-PO.01] [Texto original: Português]

In lingua araba

Speaker:

[تابع البابا اليوم تعاليمه حول الرحمة مذكرا بأن الله هو أب لنا، ومستشهدا بسفر النبي إشعياء الذي، ‏كالكثير من الأنبياء، يقدم الله كأب لشعب إسرائيل ولجميع أبنائه: يحبهم، ويعضددهم، ويعتني بتربيتهم ‏ويصلحهم حين يخطئون. لكن خطيئة الأبناء تشوه هذه العلاقة البنوية، وتدخل الشعب والبلد في حالة شقاء. إذ ‏حيث يكون هناك رفض لله ولأبوته، يحل الشقاء والجفاء والموت. لكن الله، وبالرغم من جرحه، يسمح لمحبته ‏أن تتكلم، ويناشد ضمير الأبناء كي يتوبوا ويتركوا الله يحبهم من جديد. فيسمح الله بالمحنة كي يتمكن الشعب ‏من اختبار مرارة هجره، وليحث الخاطئ أن يفكر في أن يفتح قلبه للتوبة وللمغفرة. إن خلاص الله يستلزم ‏الإصغاء لصوته والتوبة. إلا أن الله لا يعاملنا بحسب خطايانا، بل بحسب عظمة رحمته، ويهب الخلاص ‏للجميع ومجانا، بمغفرة الخطايا‏].

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua araba, specialmente quelli provenienti dalla ‎Siria e dal Libano. La misericordia di Dio ci chiama tutti alla conversione e a ‎pentirci dei nostri peccati. Dio, da padre, usa pazienza con il peccatore per ‎condurlo al pentimento, ma non trascura mai le urla dei suoi figli oppressi. Egli ‎respinge le preghiere e i sacrifici di tori e di agnelli macchiati dal sangue, dalle ‎ingiustizie dei nostri fratelli, ma accoglie i pentiti e le persone di buona volontà ‎che si avvicinano a Lui con mani purificate e con cuori che evitano il male e ‎praticano la bontà e la giustizia. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga dal ‎maligno!‎‎

Speaker:

أتوجه بتحية حارة للحجاج الناطقين باللغة العربية، وخاصة القادمين من سوريا ومن لبنان. إن رحمة الله ‏تدعونا جميعا للتوبة وللارتداد عن خطايانا. فالله كأب يصبر على الخاطئ كي يتوب، ولكنه لا يهمل أبدا ‏ ‏صراخ أبنائه المظلومين. وهو يرفض الصلوات والذبائح والثيران والحملان الملطخة بالظلم وبدم الإخوة،‏ ولكنه ‏يقبل التائبين والأشخاص ذوي الإرادة الصالحة الذين يقتربون منه بأيد مطهرة، وبقلوب تتجنب الشر وتمارس ‏الخير والبر. ليبارككم الرب جميعا ويحرسكم من الشرير!‏‏

[00346-AR.01] [Testo originale: Arabo]

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, myśląc o Bogu Miłosiernym przywołujemy często postać ojca rodziny, który kocha swoje dzieci, wychowuje je i napomina, pomaga im we wzrastaniu, przebacza błędy. Bóg, tak właśnie przedstawiony jest w Księdze Izajasza, jako Ojciec miłujący, troskliwy, uważny – niekiedy surowy, kiedy wypomina swym dzieciom niewierność i zepsucie obyczajów, pragnąc na nowo sprowadzić naród wybrany na drogę sprawiedliwości. Bóg, Który jest Miłością, niekiedy zapomniany i lekceważony przez ludzi, pragnie jednak ich nawrócenia, odrodzenia ducha miłości, odnowienia przymierza z nimi. Relacja rodzic-dziecko, często ulega jednak wypaczeniu. Dzieje się tak wówczas, gdy wolność staje się żądaniem niezależności, prowadzi do przeciwstawienia się ojcu, buntu, ułudy samowystarczalności, grzechu. Konsekwencją tego staje się jednak cierpienie. Wielokrotnie doświadczał tego naród wybrany, doświadcza tego także człowiek współczesny. Kochający Bóg ciągle nas upomina, pragnie obdarzyć przebaczeniem. Zapewnia nas, jak kiedyś naszych przodków, że jeśli okażemy skruchę „nasze grzechy choćby były jak szkarłat, jak śnieg wybieleją, choćby były czerwone jak purpura, staną się białe jak wełna” (Iz 1, 18).

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Il Giubileo della Misericordia che è in corso, ci ricorda che dobbiamo avvicinarci a Dio con cuore puro, rinunciando al male e al peccato, intraprendendo la via della giustizia e condividendo con gli altri la carità. Che la nostra vita sia un pellegrinaggio verso la Casa del Padre Misericordioso, che attende con gioia il nostro pentimento e il nostro desiderio di conversione coi propositi di cambiamento. Affidando a Dio nella preghiera il vostro perseverare nel bene, vi benedico di cuore.

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie pielgrzymów polskich. Trwający Jubileusz Miłosierdzia uświadamia nam, że do Boga trzeba zbliżać się z czystym sercem, wyrzekając się zła i grzechu, kierując się sprawiedliwością, dzieląc się z innymi dobrem i miłością. Niech nasze życie będzie ufnym pielgrzymowaniem do domu Miłosiernego Ojca, który z radością dostrzega nasz żal, chęć przemiany, nawrócenie, postanowienie poprawy. Polecając Bogu w modlitwie wasze pragnienie wytrwania w dobrym, z serca wam błogosławię.

[00347-PL.01] [Testo originale: Polacco]

Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana. Sono lieto di accogliere gli amministratori pubblici del territorio della Diocesi di Cefalù con il Vescovo Mons. Vincenzo Manzella; la delegazione della fiaccola benedettina “pro pace et Europa una”, accompagnata dall’Arcivescovo di Spoleto-Norcia, Mons. Renato Boccardo e gli ospiti della Casa Emmaus con l’Arcivescovo di Cagliari Mons. Arrigo Miglio. Saluto gli allievi del Corso di formazione per Vigili del Fuoco; il sesto reggimento del Genio Pionieri; i focolarini di diversi paesi; i bambini affetti da glaucoma congenito e il gruppo degli ammalati di Mondovì con il Vescovo Mons. Luciano Pacomio A tutti auguro che la Quaresima di questo Giubileo della misericordia favorisca in tutti un riavvicinamento a Dio e un costante esercizio delle opere di misericordia materiali e spirituali.

Saluto i giovani, gli ammalati e gli sposi novelli. Dopodomani sarà il Primo Venerdì del Mese, dedicato alla devozione al Cuore di Gesù. Cari giovani, trascorrete il giorno in cui si fa memoria della morte di Gesù con particolare intensità spirituale; cari ammalati, guardate la croce di Cristo come sostegno nella vostra sofferenza; cari sposi novelli, esercitate nella vostra casa coniugale il digiuno dalle opere del male e la pratica delle virtù.

[00348-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0160-XX.01]