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L’Udienza Generale, 24.02.2016


Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

Saluti particolari nelle diverse lingue

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.00 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e di fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla misericordia nella prospettiva biblica, ha incentrato la sua meditazione sul tema: “Misericordia e potere” (1 Re 21,1b-4a).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, Papa Francesco ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

Proseguiamo le catechesi sulla misericordia nella Sacra Scrittura. In diversi passi si parla dei potenti, dei re, degli uomini che stanno “in alto”, e anche della loro arroganza e dei loro soprusi. La ricchezza e il potere sono realtà che possono essere buone e utili al bene comune, se messe al servizio dei poveri e di tutti, con giustizia e carità. Ma quando, come troppo spesso avviene, vengono vissute come privilegio, con egoismo e prepotenza, si trasformano in strumenti di corruzione e morte. È quanto accade nell’episodio della vigna di Nabot, descritto nel Primo Libro dei Re, al capitolo 21, su cui oggi ci soffermiamo.

In questo testo si racconta che il re d’Israele, Acab, vuole comprare la vigna di un uomo di nome Nabot, perché questa vigna confina con il palazzo reale. La proposta sembra legittima, persino generosa, ma in Israele le proprietà terriere erano considerate quasi inalienabili. Infatti il libro del Levitico prescrive: «Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti» (Lv 25,23). La terra è sacra, perché è un dono del Signore, che come tale va custodito e conservato, in quanto segno della benedizione divina che passa di generazione in generazione e garanzia di dignità per tutti. Si comprende allora la risposta negativa di Nabot al re: «Mi guardi il Signore dal cederti l’eredità dei miei padri» (1 Re 21,3).

Il re Acab reagisce a questo rifiuto con amarezza e sdegno. Si sente offeso - lui è il re, il potente -, sminuito nella sua autorità di sovrano, e frustrato nella possibilità di soddisfare il suo desiderio di possesso. Vedendolo così abbattuto, sua moglie Gezabele, una regina pagana che aveva incrementato i culti idolatrici e faceva uccidere i profeti del Signore (cfr 1 Re 18,4), - non era brutta, era cattiva! - decide di intervenire. Le parole con cui si rivolge al re sono molto significative. Sentite la cattiveria che è dietro questa donna: «Tu eserciti così la potestà regale su Israele? Alzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la farò avere io la vigna di Nabot di Izreel» (v. 7). Ella pone l’accento sul prestigio e sul potere del re, che, secondo il suo modo di vedere, viene messo in discussione dal rifiuto di Nabot. Un potere che lei invece considera assoluto, e per il quale ogni desiderio del re potente diventa un ordine. Il grande Sant’Ambrogio ha scritto un piccolo libro su questo episodio. Si chiama “Nabot”. Ci farà bene leggerlo in questo tempo di Quaresima. È molto bello, è molto concreto.

Gesù, ricordando queste cose, ci dice: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo» (Mt 20,25-27). Se si perde la dimensione del servizio, il potere si trasforma in arroganza e diventa dominio e sopraffazione. E’ proprio ciò che accade nell’episodio della vigna di Nabot. Gezabele, la regina, in modo spregiudicato, decide di eliminare Nabot e mette in opera il suo piano. Si serve delle apparenze menzognere di una legalità perversa: spedisce, a nome del re, delle lettere agli anziani e ai notabili della città ordinando che dei falsi testimoni accusino pubblicamente Nabot di avere maledetto Dio e il re, un crimine da punire con la morte. Così, morto Nabot, il re può impadronirsi della sua vigna. E questa non è una storia di altri tempi, è anche storia d’oggi, dei potenti che per avere più soldi sfruttano i poveri, sfruttano la gente. È la storia della tratta delle persone, del lavoro schiavo, della povera gente che lavora in nero e con il salario minimo per arricchire i potenti. È la storia dei politici corrotti che vogliono più e più e più! Per questo dicevo che ci farà bene leggere quel libro di Sant’Ambrogio su Nabot, perché è un libro di attualità.

Ecco dove porta l’esercizio di un’autorità senza rispetto per la vita, senza giustizia, senza misericordia. Ed ecco a cosa porta la sete di potere: diventa cupidigia che vuole possedere tutto. Un testo del profeta Isaia è particolarmente illuminante al riguardo. In esso, il Signore mette in guardia contro l’avidità i ricchi latifondisti che vogliono possedere sempre più case e terreni. E dice il profeta Isaia:

«Guai a voi, che aggiungete casa a casa
e unite campo a campo,
finché non vi sia più spazio,
e così restate soli
ad abitare nel paese» (Is 5,8).

E il profeta Isaia non era comunista! Dio, però, è più grande della malvagità e dei giochi sporchi fatti dagli esseri umani. Nella sua misericordia invia il profeta Elia per aiutare Acab a convertirsi. Adesso voltiamo pagina, e come segue la storia? Dio vede questo crimine e bussa anche al cuore di Acab e il re, messo davanti al suo peccato, capisce, si umilia e chiede perdono. Che bello sarebbe se i potenti sfruttatori di oggi facessero lo stesso! Il Signore accetta il suo pentimento; tuttavia, un innocente è stato ucciso, e la colpa commessa avrà inevitabili conseguenze. Il male compiuto infatti lascia le sue tracce dolorose, e la storia degli uomini ne porta le ferite.

La misericordia mostra anche in questo caso la via maestra che deve essere perseguita. La misericordia può guarire le ferite e può cambiare la storia. Apri il tuo cuore alla misericordia! La misericordia divina è più forte del peccato degli uomini. È più forte, questo è l’esempio di Acab! Noi ne conosciamo il potere, quando ricordiamo la venuta dell’Innocente Figlio di Dio che si è fatto uomo per distruggere il male con il suo perdono. Gesù Cristo è il vero re, ma il suo potere è completamente diverso. Il suo trono è la croce. Lui non è un re che uccide, ma al contrario dà la vita. Il suo andare verso tutti, soprattutto i più deboli, sconfigge la solitudine e il destino di morte a cui conduce il peccato. Gesù Cristo con la sua vicinanza e tenerezza porta i peccatori nello spazio della grazia e del perdono. E questa è la misericordia di Dio.

[00310-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, dans plusieurs passages des Saintes Ecritures, il est question de personnes puissantes et aussi de leur arrogance et de leurs abus. En effet, la richesse et le pouvoir sont des réalités qui peuvent être bonnes et utiles au bien commun si elles sont mises au service des pauvres et de tous, avec justice et charité. Mais si elles sont vécues comme un privilège, avec égoïsme et arrogance, elles se transforment en instruments de corruption et de mort. C’est ce qui arrive dans l’épisode biblique où le roi Akab veut s’emparer de la vigne de Nabot sous prétexte qu’elle voisine le palais royal. Cependant, Dieu est plus grand que la méchanceté et que les jeux sales des humains. Dans sa miséricorde, il invite à la conversion. La miséricorde peut guérir les blessures, et changer l’histoire. La miséricorde divine est plus forte que le péché des hommes. Nous en connaissons la puissance quand nous rappelons la venue du Fils de Dieu qui s’est fait homme pour détruire le mal par son pardon.

Santo Padre:

Sono lieto di accogliere i pellegrini di lingua francese, venuti da Belgio e Francia, in particolare i seminaristi di Bayonne e i fedeli delle Diocesi d’Agen et de Pontoise, con i loro Vescovi, come pure dalla Corsica e diverse altre regioni. Nel corso di questo tempo di Quaresima, vi invito ad accogliere la misericordia di Dio nelle vostre vite, e a seguire Gesù nell’incontro dei più deboli e dei più piccoli. Che Dio vi benedica!
Vi invito tutti ad essere autentici missionari della misericordia perché il Vangelo possa toccare i cuori delle persone e aprirli alla grazia dell’amore di Dio. Che Dio vi benedica!

Speaker:

Je suis heureux de saluer les pèlerins francophones, venus de Belgique et de France, en particulier les séminaristes de Bayonne et les pèlerins des diocèses d’Agen et de Pontoise, avec leurs évêques, ainsi que de Corse et de plusieurs autres régions. Au cours de ce temps du Carême, je vous invite à accueillir la miséricorde de Dieu dans vos vies, et à suivre Jésus à la rencontre des plus faibles et des plus petits. Que Dieu vous bénisse!
Je vous invite tous à être d’authentiques missionnaires de la miséricorde pour que l’Evangile puisse toucher le cœur des personnes et les ouvrir à la grâce de l’amour de Dieu. Que Dieu vous bénisse!

[00311-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: Continuing our weekly catecheses inspired by this Holy Year of Divine Mercy, we now consider the Bible’s teaching on the right use of wealth and power. The Scriptures show that these serve the common good if used in accordance with the demands of justice, charity and mercy. Used selfishly and arrogantly, they become a source of corruption and death, as we see in the story of Naboth, unjustly put to death so that King Ahab might take possession of his property. Jesus tells us that we show our greatness not by domineering but by humbly serving one another. Just as the Lord sent the prophet Elijah to call Ahab to repentance, he sent his Son to show the power of his mercy which triumphs over sin and injustice. Jesus is the true King, whose saving power is shown in the cross. During this Holy Year let us ask him to draw near to sinners, to show us his mercy, and to redeem the many situations of injustice in our world by the power of his grace and forgiveness.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Scozia, Irlanda, Svezia, Gabon, Mozambico e Stati Uniti d’America. Con fervidi auguri che il presente Giubileo della Misericordia sia per voi e per le vostre famiglie un tempo di grazia e di rinnovamento spirituale, invoco su voi tutti la gioia e pace del Signore Gesù. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially those from England, Scotland, Ireland, Sweden, Gabon, Mozambique and the United States of America. With prayerful good wishes that the present Jubilee of Mercy will be a moment of grace and spiritual renewal for you and your families, I invoke upon all of you joy and peace in our Lord Jesus Christ. God bless you all!

[00312-EN.01] [Original text: English]

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in der Reihe unserer Mittwochskatechesen über die Barmherzigkeit in der Heiligen Schrift wollen wir heute das Verhältnis von Macht und Barmherzigkeit betrachten. An verschiedenen Stellen der Bibel begegnen uns Menschen, die mit ihrem Reichtum und ihrer Macht nicht gut umgehen. Mit einer egoistischen und anmaßenden Gesinnung kann die Macht zu einem Werkzeug der Korruption und des Todes werden. Dies wird zum Beispiel an der Geschichte von Nabots Weinberg deutlich. Der König Ahab will sich das Grundstück seines Nachbarn Nabot einverleiben, aber dieser will es nicht veräußern. Für die Israeliten war nämlich das Land heilig. Es galt als eine Gabe des Herrn, die als Zeichen göttlichen Segens zu hüten und von Generation zu Generation weiterzugeben war. Der Königin Isebel gelingt es durch Bestechung, Nabot aus dem Weg zu räumen und das begehrte Land dem König zu verschaffen. Der Durst nach Besitz wird hemmungslos und will immer mehr. Gott ist aber größer als die Bosheit der Menschen. In seiner Barmherzigkeit schickt er den Propheten Elija zum König, um diesem zu helfen, sich zu bekehren. Das Erbarmen Gottes ist stärker als die Sünde und vermag die Geschichte zu verändern. Das zeigt uns Gott vor allem in seinem Sohn Jesus Christus, der auf die Menschen zugeht und die Einsamkeit und den Tod überwindet, in die die Sünde den Menschen geführt hat. Jesus Christus weist den Menschen den Weg zur Vergebung und zum Leben.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua tedesca, in particolare il gruppo di studenti di teologia e diritto canonico dell’Università di Vienna. Vi invito a praticare, nella vita quotidiana, la solidarietà con i deboli e la tutela del creato come patrimonio per i nostri figli. Il Signore benedica voi e le vostre famiglie.

Speaker:

Herzlich grüße ich die Pilger deutscher Sprache, insbesondere die Gruppe von Studierenden der Theologie und des Kirchenrechts der Universität Wien. Ich lade euch ein, im Alltag Solidarität mit den Schwachen zu üben und die Schöpfung als Erbe für unsere Kinder zu bewahren. Der Herr segne euch und eure Familien.

[00313-DE.01] [Originalsprache: Deutsch]

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:
En esta catequesis presentamos la historia de Nabot que nos muestra al poder y la autoridad que pierden su dimensión de servicio y de misericordia. El rey Ajab quiere comprar la viña de Nabot por conveniencia personal. Nabot se niega, porque para Israel la tierra es de Dios, prenda de su bendición, y se debe custodiar y trasmitir a la siguiente generación. Ajab se enfurece por no haber satisfecho su deseo. La reina Jezabel usará su poder para matar a Nabot y así quedarse con la viña.
Qué lejos está esto de la palabra de Jesús, que dice: «Quien quiera ser el primero… sea el servidor de todos» (Mc 9,35). Sin la dimensión del servicio, el poder se convierte en arrogancia y opresión. Si no hay justicia, misericordia y respeto a la vida, la autoridad se queda en mera codicia, que destruye a los demás en su afán de poseer. Pero la misericordia puede vencer el pecado. Dios envía a Elías para que amoneste al rey y se arrepienta. Con todo, el mal causado dejará una herida que tendrá consecuencias en la historia. Sólo Jesús puede sanar estas heridas y cambiar la historia, pues desde el trono de la cruz, el verdadero rey sale a nuestro encuentro, vence el pecado y la muerte, y nos da vida.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en especial a los grupos provenientes de España y Latinoamérica. Que el ejemplo de Jesús transforme nuestra concepción de poder para que siempre vivamos nuestra responsabilidad como un servicio, en el que manifestar su misericordia a los demás.

[00314-ES.02] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

Speaker:

A Bíblia em diversas passagens nos fala dos perigos do poder e das riquezas. Em si mesmos, riqueza e poder podem ser bons e úteis ao bem comum, colocados ao serviço dos necessitados, com justiça e caridade. Mas quando são vividos como privilégio, egoísmo e prepotência, tornam-se instrumentos de corrupção e de morte, como aconteceu no caso da vinha de Nabot, narrado no primeiro Livro dos Reis. Vemos aqui, através do exemplo do rei Acab, até onde leva a sede de riqueza e poder: transforma-se numa cobiça que nunca se sacia e que não mede esforços para alcançar o que deseja, chegando até a matar. Contudo, a misericórdia de Deus é maior do que a maldade do coração humano. Cristo, verdadeiro rei, cujo trono é a Cruz, exerce seu poder entregando a sua vida, mostrando assim que a ternura pode sanar as feridas do pecado e mudar o mundo.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua portoghese, in particolare i fedeli di Leiria-Fátima, di Nova Oeiras e Lisboa, come pure quelli venuti dal Brasile. Auguro che il vostro pellegrinaggio quaresimale a Roma fortifichi in tutti la fede e rafforzi, nell’amore divino, i vincoli di ciascuno con la sua famiglia, con la comunità ecclesiale e con la società. La Madonna vi accompagni e protegga.

Speaker:

Saúdo os peregrinos de língua portuguesa, particularmente os fiéis de Leiria-Fátima, Nova Oeiras e Lisboa, bem como os fiéis vindos do Brasil. Faço votos de que a vossa peregrinação quaresmal a Roma fortaleça em todos a fé e consolide, no amor divino, os vínculos de cada um com a sua família, com a comunidade eclesial e com a sociedade. Que Nossa Senhora vos acompanhe e proteja!

[00315-PO.01] [Texto original: Português]

In lingua araba

Speaker:

[أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء، يشكّل الغنى والسلطة واقعَين بإمكانهما أن يكونا صالحَين ومفيدَين للخير العام إذا وُضِعا في خدمة الفقراء والجميع بعدالة ومحبّة. ولكن عندما يُعاشان كامتياز بأنانيّة وغرور، كما يحصل غالبًا، يتحوّلان إلى أدوات فساد وموت. وإذ يذكّرنا بهذه الأمور يقول لنا يسوع: "مَن أَرادَ أَن يكونَ كبيراً فيكُم، فَليَكُن لَكم خادِماً. ومَن أَرادَ أَن يكونَ الأَوَّلَ فيكُم، فَليَكُن لَكم عَبداً". إذا فُقِد بُعد الخدمة، تتحوّل السلطة إلى تعجرف وتصبح تسلُّطًا واستعبادًا. هذا ما تقود إليه ممارسة سلطة بدون احترام الحياة وبدون عدالة ورحمة. وهذا ما يقود إليه التعطّش إلى السلطة: يصبح جشعًا يريد أن يمتلك كلّ شيء. أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء الرّحمة هي الدّرب الرئيسيّة التي ينبغي إتّباعها؛ ويمكننا أن نعرف قوّتها عندما نتذكّر مجيء ابن الله الذي صار بشرًا ليدمّر الشرّ بواسطة مغفرته، ويقود الخطأة بقربه وحنانه إلى فسحة النّعمة والمغفرة.]

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle, ricordatevi sempre che la misericordia divina è più forte del nostro peccato, essa può guarire le nostre ferite e cambiare la nostra storia. Il Signore vi benedica!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللغةِ العربيّة، وخاصّةً بالقادمينَ من الشّرق الأوسط. أيّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزّاء، تذكّروا دائمًا أنّ الرّحمة الإلهيّة أقوى من خطيئتنا وبإمكانها أن تشفي جراحنا وتغيّر تاريخنا. ليبارككُم الربّ!

[00316-AR.00] [Testo originale: Arabo]

In lingua polacca

Speaker:

Kontynuujemy katechezy na temat miłosierdzia w Piśmie Świętym. W różnych fragmentach mowa jest o władcach, o królach, o ludziach stojących „wysoko” a także o ich arogancji i nadużyciach władzy. Bogactwo i władza są tym, co może być dobre i użyteczne dla wspólnego dobra, pod warunkiem, że zostaną oddane na służbę ubogich i wszystkich ludzi, dopełniając wymogów sprawiedliwości i miłosierdzia. Ale kiedy, jak to się zbyt często zdarza są przeżywane jako przywilej, z egoizmem i arogancją zamieniają się w narzędzia korupcji i śmierci. Zostaje zatracony wymiar służby, a władza zamienia staje się panowaniem i uciskiem.
Jezus pamiętając o tym mówi nam: „Wiecie, że władcy narodów uciskają je, a wielcy dają im odczuć swą władzę. Nie tak będzie u was. Lecz kto by między wami chciał stać się wielkim, niech będzie waszym sługą. A kto by chciał być pierwszym między wami, niech będzie niewolnikiem waszym” (Mt 20,25-27).
Jezus Chrystus jest prawdziwym królem, ale Jego władza jest zupełnie inna. Jego tronem jest krzyż. Nie jest On królem, który zabija, lecz przeciwnie, daje życie. Jego wyjście ku wszystkim, a zwłaszcza najsłabszym, zwycięża samotność i przeznaczenie śmierci, do której prowadzi grzech. Poprzez swoją bliskość i czułą troskę prowadzi grzeszników w przestrzeń łaski i przebaczenia.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Oggi, nel cammino quaresimale dell’Anno della Misericordia, facciamo l’esame di coscienza e domandiamoci quanto nel nostro modo di pensare, di valutare e di agire influisce la tentazione di abusare del potere sugli altri o di approfittare dei privilegi. Guardiamo Gesù che si è fatto servo ubbidiente del Padre e degli uomini e impariamo a servire tutti coloro che hanno bisogno del nostro aiuto! Vi accompagni la grazia e la benedizione del Signore!

Speaker:

Serdecznie pozdrawiam polskich pielgrzymów. Dziś, na wielkopostnej drodze w Roku Miłosierdzia, robimy rachunek sumienia i pytamy się, na ile na nasz sposób myślenia, wartościowania i działania wpływa pokusa nadużywania władzy albo korzystania z przywilejów. Patrzmy na Jezusa, który stał się posłusznym sługą Ojca i ludzi, i uczmy się służyć wszystkim, którzy potrzebują naszej pomocy! Niech wam towarzyszy łaska i błogosławieństwo Pana!

[00317-PL.01] [Testo originale: Polacco]

Saluti particolari nelle diverse lingue

Saluto in lingua slovacca

Santo Padre:
Do un cordiale benvenuto aipellegrini provenienti dalla Slovacchia.
Fratelli e sorelle, l’Apostolo Paolo invita: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.” Sentiamo questo richiamo rivolto personalmente aciascuno di noi e mettiamolo in pratica con generosità.
Con affetto benedico voi e le vostre famiglie in Patria.

Speaker:
Srdečne vítam pútnikov zo Slovenska.
Bratia a sestry, apoštol Pavol vyzýva: „V mene Krista vás prosíme: zmierte sa sBohom“. Počujme toto pozvanie, ktoré je adresované každému znás aochotne ho nasledujme.
S láskou žehnám vás ivaše rodiny vo vlasti.

[00319-AA.01] [Testo originale: Slovacco]

Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Sono lieto di salutare i Vescovi amici del Movimento dei Focolari, riuniti per l’annuale convegno, esortandoli a tenere sempre vivo nel ministero apostolico il carisma dell’unità, in comunione con il Successore di Pietro. Saluto i fedeli della Diocesi di Cremona, accompagnati dal Vescovo Mons. Antonio Napolioni; la Comunità Giovanni XXIII con il Vescovo di Rimini Mons. Francesco Lambiasi e gli ex-operai della Videocon di Anagni.

Auspico che tutti, in questo Anno Santo della misericordia, vivano ogni forma di potere come servizio per Dio e per i fratelli, con i criteri dell’amore alla giustizia e del servizio al bene comune.

Saluto infine i giovani, gli ammalati e gli sposi novelli. La Quaresima è un tempo favorevole per intensificare la vita spirituale: la pratica del digiuno vi sia di aiuto, cari giovani, per acquisire maggiore padronanza su voi stessi; la preghiera sia per voi, cari ammalati, il mezzo per affidare a Dio le vostre sofferenze e sentirlo sempre vicino; le opere di misericordia, infine, aiutino voi, cari sposi novelli, a vivere la vostra esistenza coniugale aprendola alle necessità dei fratelli.

[00318-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0145-XX.01]