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Viaggio Apostolico di Sua Santità Francesco in Messico (12-18 febbraio 2016) – La recita dell’Angelus a Ecatepec, 14.02.2016


Recita dell’Angelus presso il Centro di Studi Superiori di Ecatepec

Parole del Papa prima dell’Angelus

Traduzione in lingua italiana

Traduzione in lingua inglese

Al termine della Celebrazione Eucaristica presso il Centro di Studi Superiori di Ecatepec, dopo il ringraziamento del Vescovo, S.E. Mons. Oscar Roberto Domínguez Couttolenc, M.G., e prima della benedizione finale, il Santo Padre Francesco ha guidato la recita dell’Angelus.

Queste le parole di Papa Francesco nell’introdurre la preghiera mariana con i fedeli di Ecatepec:

Parole del Papa prima dell’Angelus

Queridos hermanos:

En la primera lectura de este domingo, Moisés le da una recomendación al pueblo. En el momento de la cosecha, en el momento de la abundancia, en el momento de las primicias no te olvides de tus orígenes, no te olvides de dónde venís. La acción de gracias nace y crece en una persona y en un pueblo que sea capaz de hacer memoria. Tiene sus raíces en el pasado, que entre luces y sombras fue gestando el presente. En el momento que podemos dar gracias a Dios porque la tierra ha dado su fruto, y así poder producir el pan, Moisés invita a su pueblo a ser memorioso enumerando las situaciones difíciles por las cuales ha tenido que atravesar (cf. Dt 26,5-11).

En este día de fiesta, en este día podemos celebrar lo bueno que el Señor ha sido con nosotros. Damos gracias por la oportunidad de estar reunidos presentándole al Buen Padre las primicias de nuestros hijos, nietos, de nuestros sueños y proyectos. Las primicias de nuestras culturas, de nuestras lenguas y de nuestras tradiciones. Las primicias de nuestros desvelos…

Cuánto ha tenido que pasar cada uno de ustedes para llegar hasta acá, cuánto han tenido que «caminar» para hacer de este día una fiesta, una acción de gracias. Cuánto han caminado otros que no han podido llegar pero gracias a ellos nosotros hemos podido seguir andando.

Hoy, siguiendo la invitación de Moisés, queremos como pueblo hacer memoria, queremos ser el pueblo de la memoria viva del paso de Dios por su Pueblo, en su Pueblo. Queremos mirar a nuestros hijos sabiendo que heredarán no sólo una tierra, una lengua, una cultura y una tradición, sino que heredarán también el fruto vivo de la fe que recuerda el paso seguro de Dios por esta tierra. La certeza de su cercanía y de su solidaridad. Una certeza que nos ayuda a levantar la cabeza y esperar con ganas la aurora.

Con ustedes, también me uno a esta memoria agradecida. A este recuerdo vivo del paso de Dios por sus vidas. Mirando a sus hijos no puedo no dejar de hacer mías las palabras que un día les dirigió el beato Pablo VI al pueblo mexicano: «Un cristiano no puede menos que demostrar su solidaridad [...] para solucionar la situación de aquellos a quienes aún no ha llegado el pan de la cultura o la oportunidad de un trabajo honorable, […] no puede quedar insensible mientras las nuevas generaciones no encuentren el cauce para hacer realidad sus legítimas aspiraciones». Y luego prosigue el beato Pablo VI con una invitación a «estar siempre en primera línea en todos los esfuerzos [...] para mejorar la situación de los que sufren necesidad», a ver «en cada hombre un hermano y, en cada hermano, a Cristo» (Radiomensaje en el 75 aniversario de la Coronación de Ntra. Sra. de Guadalupe, 12 octubre 1970).

Quiero invitarlos hoy a estar en primera línea, a primerear en todas las iniciativas que ayuden a hacer de esta bendita tierra mexicana una tierra de oportunidad. Donde no haya necesidad de emigrar para soñar; donde no haya necesidad de ser explotado para trabajar; donde no haya necesidad de hacer de la desesperación y la pobreza de muchos el oportunismo de unos pocos.

Una tierra que no tenga que llorar a hombres y mujeres, a jóvenes y niños que terminan destruidos en las manos de los traficantes de la muerte.

Esta tierra tiene sabor a Guadalupana, la que siempre es Madre se nos adelantó en el amor, y digámosle desde el corazón:

Virgen Santa, «ayúdanos a resplandecer en el testimonio de la comunión, del servicio, de la fe ardiente y generosa, de la justicia y el amor a los pobres, para que la alegría del Evangelio llegue hasta los confines de la tierra y ninguna periferia se prive de su luz» (Evangelii gaudium, 288).

El ángel del Señor anunció a María…

[00234-ES.02] [Texto original: Español]

Traduzione in lingua italiana

Cari fratelli,

nella prima Lettura di questa domenica, Mosè fa al popolo una raccomandazione. Nel momento del raccolto, nel momento dell’abbondanza, nel momento delle primizie non dimenticarti delle tue origini, non dimenticarti da dove provieni. L’azione di grazie nasce e cresce in una persona e in un popolo che sia capace di fare memoria. Ha le sue radici nel passato, che tra luci e ombre ha generato il presente. Nel momento in cui possiamo rendere grazie a Dio perché la terra ha dato il suo frutto e così possiamo produrre il pane, Mosè invita il suo popolo ad essere memore enumerando le situazioni difficili attraverso le quali è dovuto passare (cfr Dt 26,5-11).

In questo giorno di festa, in questo giorno possiamo celebrare quanto buono è stato il Signore con noi. Rendiamo grazie per l’opportunità di essere riuniti nel presentare al Padre Buono le primizie dei nostri figli e nipoti, dei nostri sogni e progetti. Le primizie delle nostre culture, delle nostre lingue e delle nostre tradizioni. Le primizie del nostro impegno…

Quanto ciascuno di voi ha dovuto passare per arrivare fino a qui! Quanto avete dovuto “camminare” per fare di questo giorno una festa, un’azione di grazia! Quanto hanno camminato altri che non hanno potuto arrivare, ma grazie a loro noi abbiamo potuto andare avanti.

Oggi, seguendo l’invito di Mosè, vogliamo come popolo fare memoria, vogliamo essere popolo della memoria viva del passaggio di Dio attraverso il suo Popolo, nel suo Popolo. Vogliamo guardare i nostri figli sapendo che erediteranno non solo una terra, una lingua, una cultura e una tradizione, bensì erediteranno anche il frutto vivo della fede che ricorda il passaggio sicuro di Dio per questa terra. La certezza della sua vicinanza e della sua solidarietà. Una certezza che ci aiuta ad alzare il capo e attendere con desiderio vivo l’aurora.

Con voi mi unisco anche a questa memoria riconoscente. A questo ricordo vivo del passaggio di Dio nella vostra vita. Guardando i vostri figli non posso non fare mie le parole che un giorno il beato Paolo VI rivolse al popolo messicano: «Un cristiano non può fare a meno di dimostrare la sua solidarietà per risolvere la situazione di coloro ai quali ancora non è arrivato il pane della cultura o l’opportunità di un lavoro onorevole […] non può restare insensibile mentre le nuove generazioni non trovano la via per realizzare le loro legittime aspirazioni». E quindi prosegue il beato Paolo VI con un invito a «stare sempre in prima linea in tutti gli sforzi per migliorare la situazione di quelli che soffrono indigenza», a vedere «in ogni uomo un fratello e in ogni fratello Cristo» (Radiomessaggio al popolo messicano nel 75° anniversario dell’incoronazione della B.V. di Guadalupe, 12 ottobre 1970: L’Osservatore Romano, 18 ottobre 1970).

Desidero invitarvi oggi a stare in prima linea, ad essere intraprendenti in tutte le iniziative che possano aiutare a fare di questa benedetta terra messicana una terra di opportunità. Dove non ci sia bisogno di emigrare per sognare; dove non ci sia bisogno di essere sfruttato per lavorare; dove non ci sia bisogno di fare della disperazione e della povertà di molti l’opportunismo di pochi.

Una terra che non debba piangere uomini e donne, giovani e bambini che finiscono distrutti nelle mani dei trafficanti della morte.

Questa terra ha il sapore della Guadalupana, colei che sempre ci ha preceduto nell’amore; a lei diciamo dal profondo del cuore:

Vergine Santa, «aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione, del servizio, della fede ardente e generosa, della giustizia e dell’amore verso i poveri, perché la gioia del Vangelo giunga sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 288).

[00234-IT.02] [Testo originale: Spagnolo]

Traduzione in lingua inglese

My Dear Brothers and Sisters,

In the first reading of this Sunday, Moses offers a directive to the people. At harvest time, a the time of abundance and first fruits, do not forget your beginnings, do not forget where you came from. Thanksgiving is something which is born and grows among a people capable of remembering. It is rooted in the past, and through good and bad times, it shapes the present. In those moments when we can offer thanks to God for the earth giving us its fruits and thereby helping us make bread, Moses invites his people to remember by enumerating the difficult situations through which it has passed (cf. Deut 26:5-11).

On this festive day we can celebrate how good the Lord has been to us. Let us give thanks for this opportunity to be together, to present to our Good Father the first fruits of our children, our grandchildren, of our dreams and our plans; the first fruits of our cultures, our languages and our traditions, the first fruits of our concerns… How much each one of you has suffered to reach this moment, how much you have “walked” to make this day a day of feasting, a time of thanksgiving. How much others have walked, who have not arrived here and yet because of them we have been able to keep going. Today, at the invitation of Moses, as a people we want to remember, we want to be the people that keeps alive the memory of God who passes among his People, in their midst. We look upon our children knowing that they will inherit not only a land, a culture and a tradition, but also the living fruits of faith which recalls the certainty of God’s passing through this land. It is a certainty of his closeness and of his solidarity, a certainty which helps us lift up our heads and ardently hope for the dawn.

I too join you in this remembrance, in this living memory of God’s passing through your lives. As I look upon your children I cannot but make my own the words which Blessed Pope Paul VI addressed to the Mexican people:

“A Christian cannot but show solidarity… to solve the situation of those who have not yet received the bread of culture or the opportunity of an honourable job… he cannot remain insensitive while the new generations have not found the way to bring into reality their legitimate aspirations”. And then Blessed Paul VI continued offering this invitation to “always be on the front line of all efforts… to improve the situation of those who suffer need”, to see in every man a brother and, in every brother Christ” (Radio Message on the 75 Anniversary of the Crowning of Our Lady of Guadalupe, 12 October 1970).

I invite you today to be on the front line, to be first in all the initiatives which help make this blessed land of Mexico a land of opportunities, where there will be no need to emigrate in order to dream, no need to be exploited in order to work, no need to make the despair and poverty of many the opportunism of a few, a land that will not have to mourn men and women, young people and children who are destroyed at the hands of the dealers of death.

This land is filled with the perfume of la Guadalupana who has always gone before us in love. Let us say to her, with all our hearts:

Blessed Virgin, “help us to bear radiant witness to communion, service, ardent and generous faith, justice and love of the poor, that the joy of the Gospel may reach to the ends of the earth, illuminating even the fringes of our world. (EG 288).

[00234-EN.02] [Original text: Spanish]

Conclusa con la recita dell’Angelus la Celebrazione Eucaristica, il Papa si è recato in auto al Seminario diocesano di Ecatepec.

[B0119-XX.02]