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L’Udienza Generale, 10.02.2016


Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

Saluto in lingua italiana

Appello del Santo Padre

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.00 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e di fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana, il Papa ha continuato la Sua catechesi sulla misericordia nella prospettiva biblica.

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, Papa Francesco ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello alla preghiera in occasione della XXIV Giornata Mondiale del Malato che ricorre domani, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, e che quest’anno si celebra in forma solenne a Nazareth.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buon cammino di Quaresima!

È bello e anche significativo avere questa udienza proprio in questo Mercoledì delle Ceneri. Incominciamo il cammino della Quaresima, e oggi ci soffermiamo sull’antica istituzione del “giubileo”; è una cosa antica, attestata nella Sacra Scrittura. La troviamo in particolare nel Libro del Levitico, che la presenta come un momento culminante della vita religiosa e sociale del popolo d’Israele.

Ogni 50 anni, «nel giorno dell’espiazione» (Lv 25,9), quando la misericordia del Signore veniva invocata su tutto il popolo, il suono del corno annunciava un grande evento di liberazione. Leggiamo infatti nel libro del Levitico: «Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia […] In quest’anno del giubileo ciascuno tornerà nella sua proprietà» (25,10.13). Secondo queste disposizioni, se qualcuno era stato costretto a vendere la sua terra o la sua casa, nel giubileo poteva rientrarne in possesso; e se qualcuno aveva contratto debiti e, impossibilitato a pagarli, fosse stato costretto a mettersi al servizio del creditore, poteva tornarsene libero alla sua famiglia e riavere tutte le proprietà.

Era una specie di “condono generale”, con cui si permetteva a tutti di tornare nella situazione originaria, con la cancellazione di ogni debito, la restituzione della terra, e la possibilità di godere di nuovo della libertà propria dei membri del popolo di Dio. Un popolo “santo”, dove prescrizioni come quella del giubileo servivano a combattere la povertà e la disuguaglianza, garantendo una vita dignitosa per tutti e un’equa distribuzione della terra su cui abitare e da cui trarre sostentamento. L’idea centrale è che la terra appartiene originariamente a Dio ed è stata affidata agli uomini (cfr Gen 1,28-29), e perciò nessuno può arrogarsene il possesso esclusivo, creando situazioni di disuguaglianza. Questo, oggi, possiamo pensarlo e ripensarlo; ognuno nel suo cuore pensi se ha troppe cose. Ma perché non lasciare a quelli che non hanno niente? Il dieci per cento, il cinquanta per cento… Io dico: che lo Spirito Santo ispiri ognuno di voi.

Con il giubileo, chi era diventato povero ritornava ad avere il necessario per vivere, e chi era diventato ricco restituiva al povero ciò che gli aveva preso. Il fine era una società basata sull’uguaglianza e la solidarietà, dove la libertà, la terra e il denaro ridiventassero un bene per tutti e non solo per alcuni, come accade adesso, se non sbaglio… Più o meno, le cifre non sono sicure, ma l’ottanta per cento delle ricchezze dell’umanità sono nelle mani di meno del venti per cento della popolazione. È un giubileo – e questo lo dico ricordando la nostra storia di salvezza – per convertirsi, perché il nostro cuore diventi più grande, più generoso, più figlio di Dio, con più amore. Vi dico una cosa: se questo desiderio, se il giubileo non arriva alle tasche, non è un vero giubileo. Avete capito? E questo è nella Bibbia! Non lo inventa questo Papa: è nella Bibbia. Il fine – come ho detto – era una società basata sull’uguaglianza e la solidarietà, dove la libertà, la terra e il denaro diventassero un bene per tutti e non per alcuni. Infatti il giubileo aveva la funzione di aiutare il popolo a vivere una fraternità concreta, fatta di aiuto reciproco. Possiamo dire che il giubileo biblico era un “giubileo di misericordia”, perché vissuto nella ricerca sincera del bene del fratello bisognoso.

Nella stessa linea, anche altre istituzioni e altre leggi governavano la vita del popolo di Dio, perché si potesse sperimentare la misericordia del Signore attraverso quella degli uomini. In quelle norme troviamo indicazioni valide anche oggi, che fanno riflettere. Ad esempio, la legge biblica prescriveva il versamento delle “decime” che venivano destinate ai Leviti, incaricati del culto, i quali erano senza terra, e ai poveri, agli orfani, alle vedove (cfr Dt 14,22-29). Si prevedeva cioè che la decima parte del raccolto, o dei proventi di altre attività, venisse data a coloro che erano senza protezione e in stato di necessità, così da favorire condizioni di relativa uguaglianza all’interno di un popolo in cui tutti dovevano comportarsi da fratelli.

C’era anche la legge concernente le “primizie”. Che cos’è questo? La prima parte del raccolto, la parte più preziosa, doveva essere condivisa con i Leviti e gli stranieri (cfr Dt 18,4-5; 26,1-11), che non possedevano campi, così che anche per loro la terra fosse fonte di nutrimento e di vita. «La terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti», dice il Signore (Lv 25,23). Siamo tutti ospiti del Signore, in attesa della patria celeste (cfr Eb 11,13-16; 1Pt 2,11), chiamati a rendere abitabile e umano il mondo che ci accoglie. E quante “primizie” chi è più fortunato potrebbe donare a chi è in difficoltà! Quante primizie! Primizie non solo dei frutti dei campi, ma di ogni altro prodotto del lavoro, degli stipendi, dei risparmi, di tante cose che si possiedono e che a volte si sprecano. Questo succede anche oggi. Nell’Elemosineria apostolica arrivano tante lettere con un po’ di denaro: “Questa è una parte del mio stipendio per aiutare altri”. E questo è bello; aiutare gli altri, le istituzioni di beneficenza, gli ospedali, le case di riposo…; dare anche ai forestieri, quelli che sono stranieri e sono di passaggio. Gesù è stato di passaggio in Egitto.

E proprio pensando a questo, la Sacra Scrittura esorta con insistenza a rispondere generosamente alle richieste di prestiti, senza fare calcoli meschini e senza pretendere interessi impossibili: «Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria ed è privo di mezzi, aiutalo, come un forestiero e ospite, perché possa vivere presso di te. Non prendere da lui interessi, né utili; ma temi il tuo Dio e fa’ vivere il tuo fratello presso di te. Non gli presterai il denaro a interesse, né gli darai il vitto ad usura» (Lv 25,35-37). Questo insegnamento è sempre attuale. Quante famiglie sono sulla strada, vittime dell’usura! Per favore preghiamo, perché in questo giubileo il Signore tolga dal cuore di tutti noi questa voglia di avere di più, l’usura. Che si ritorni ad essere generosi, grandi. Quante situazioni di usura siamo costretti a vedere e quanta sofferenza e angoscia portano alle famiglie! E tante volte, nella disperazione, quanti uomini finiscono nel suicidio perché non ce la fanno e non hanno la speranza, non hanno la mano tesa che li aiuti; soltanto la mano che viene a fargli pagare gli interessi. È un grave peccato l’usura, è un peccato che grida al cospetto di Dio. Il Signore invece ha promesso la sua benedizione a chi apre la mano per dare con larghezza (cfr Dt 15,10). Lui ti darà il doppio, forse non in soldi ma in altre cose, ma il Signore ti darà sempre il doppio.

Cari fratelli e sorelle, il messaggio biblico è molto chiaro: aprirsi con coraggio alla condivisione, e questo è misericordia! E se noi vogliamo misericordia da Dio incominciamo a farla noi. È questo: incominciamo a farla noi tra concittadini, tra famiglie, tra popoli, tra continenti. Contribuire a realizzare una terra senza poveri vuol dire costruire società senza discriminazioni, basate sulla solidarietà che porta a condividere quanto si possiede, in una ripartizione delle risorse fondata sulla fratellanza e sulla giustizia. Grazie.

[00213-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, le Jubilé était une institution importante d’Israël, un événement de libération, où la miséricorde du Seigneur était invoquée sur le peuple. Il s’agissait, tous les 50 ans, d’une sorte de rémission générale des dettes, une restitution des terres qui aidait à combattre l’inégalité, en permettant aux pauvres de retrouver le nécessaire pour vivre. La terre appartient à Dieu, les hommes ne peuvent s’en attribuer une possession exclusive. Le Jubilé aidait le peuple à vivre une fraternité concrète. D’autres institutions permettaient d’expérimenter la miséricorde de Dieu: la «dîme» prévoyait que la dixième partie des revenus soit versée au pauvres, aux veuves et aux orphelins; les «prémices», première partie des récoltes, étaient réservées aux prêtres et aux étrangers. Combien de situations d’usure, de nos jours, causent de la souffrance et de l’angoisse aux familles. Or, le Seigneur a promis sa bénédiction à celui qui donne avec largesse.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, in particolare i giovani venuti dalla Svizzera e dalla Francia. Entriamo oggi nella Quaresima. Vi invito a pregare gli uni per gli altri in questo tempo di conversione affinché possiamo insieme sperimentare la misericordia del Signore e trasmetterla ai più poveri tra noi. Che Dio vi benedica.

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, en particulier les jeunes venus de Suisse et de France. Nous entrons aujourd’hui en Carême. Je vous invite à prier les uns pour les autres en ce temps de conversion afin que nous puissions ensemble expérimenter la miséricorde du Seigneur et la transmettre aux plus pauvres d’entre nous. Que Dieu vous bénisse.

[00214-FR.01] [Texte original: Français]

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: We learn from Scripture that the Jubilee Year is an ancient institution: a heightened moment of religious and social life for the people of Israel, who are instructed by God in the Book of Leviticus, for the jubilee year, to cancel debts and release slaves. A jubilee is a year of “general pardon”, for all people to return to their original state: the freedom proper to the holy people of God. We should practise this pardon to combat poverty and inequality, by promoting an equitable distribution of the earth’s goods for all. The earth belongs to God, and has been entrusted to us, who are but “strangers and sojourners” on the road to eternity. As stewards of the Lord, we are called to render habitable and human the world we have received. In this jubilee year, we are also challenged by the ancient prescription of tithing, offering God the first fruits of our work. This wisdom calls us to be generous with those in need, to help eliminate poverty, and contribute to a society based on solidarity, fraternity and justice.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua inglese presenti a questa Udienza, particolarmente quelli provenienti da Inghilterra, Irlanda, Croazia, Taiwan e Stati Uniti. Vi auguro un buon cammino di Quaresima, ricco di atti di misericordia, specialmente durante quest’Anno giubilare. Dio vi benedica tutti!

Speaker:

I warmly greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, in particular those from England, Ireland, Croatia, Taiwan and the United States of America. I wish you a good Lenten journey, filled with acts of mercy, especially in this Jubilee Year. May God bless you all!

[00215-EN.01] [Original text: English]

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in der Heiligen Schrift, besonders im Buch Levitikus, hören wir von der Stiftung des „Jubeljahres“. Jedes fünfzigste Jahr soll für heilig erklärt werden und als Jubeljahr gelten, das am Versöhnungstag durch den Klang des Horns eröffnet wird. Es handelte sich um eine Art „Generalvergebung“, die allen ermöglichte, ihre ursprüngliche Situation wiederzuerhalten: jede Schuld wurde getilgt, Grund und Boden zurückgegeben, die eigene Freiheit wiederhergestellt. Das Jubeljahr diente dem Volk Israel dazu, die Armut und Ungleichheit zu bekämpfen, allen ein würdiges Leben und eine gleiche Verteilung der Güter zu sichern. Dahinter stand die Idee, dass die Erde letztlich Gottes Eigentum ist. Das Ziel war eine auf Gleichheit und Solidarität gegründete Gesellschaft, wo Freiheit, Besitz und Geld ein Gut für alle und nicht nur für einige wenige sind. Das Jubeljahr vertieft das Vertrauen auf Gott, der als guter Vater seine Schöpfung erhält. Zugleich stärkt es im Volk Gottes das Bewusstsein, die Brüderlichkeit und gegenseitige Hilfe konkret zu leben. So können wir das Jubeljahr in der Bibel als ein „Jubeljahr der Barmherzigkeit“ bezeichnen.

Santo Padre:

Do il benvenuto ai pellegrini provenienti dai paesi di lingua tedesca, come pure dal Lussemburgo, dal Belgio e dai Paesi Bassi. Saluto in particolare i ministranti della Diocesi di Bolzano-Bressanone, accompagnati dal loro Vescovo Mons. Ivo Muser, nonché l’Associazione Pro Petri Sede. Cari amici, nei prossimi giorni visiterò il Messico. Vi prego di accompagnare con la preghiera il mio Viaggio Apostolico e l’incontro con il Patriarca Cirillo a Cuba. Grazie! Buon inizio della quaresima.

Speaker:

Gerne heiße ich die Pilger aus den Ländern deutscher Sprache wie auch aus Luxemburg, Belgien und den Niederlanden willkommen. Besonders grüße ich die Ministranten der Diözese Bozen-Brixen in Begleitung von Bischof Ivo Muser als auch die Vereinigung Pro Petri Sede. Liebe Freunde, in den kommenden Tagen werde ich Mexiko besuchen. Ich bitte euch, meine Apostolische Reise und die Begegnung mit Patriarch Kyrill auf Kuba mit eurem Gebet zu begleiten. Vielen Dank! Ich wünsche euch einen guten Beginn der Fastenzeit.

[00216-DE.01] [Originalsprache: Deutsch]

In lingua spagnola

Queridos hermanos:

Reflexionamos hoy sobre el sentido bíblico del Jubileo. Cada 50 años, en el día de la expiación, tenía lugar un gran evento de liberación. Consistía en una especie de indulto general por el que se cancelaban las deudas y se restituía la tierra a sus propietarios. La idea central es que la tierra pertenece a Dios y ha sido confiada a los hombres como administradores. El jubileo bíblico era un verdadero jubileo de la misericordia, que tenía la función de ayudar al pueblo a vivir una fraternidad concreta buscando, a través de la ayuda recíproca, el bien del hermano necesitado. Otras instituciones, como el pago del diezmo y las primicias, así como la prohibición de dar préstamos con intereses desproporcionados (los usureros), estaban también destinadas a favorecer a los pobres, a los huérfanos y a las viudas. El mensaje del jubileo bíblico nos invita a construir una tierra y una sociedad basada en la solidaridad, en el compartir y en la repartición justa de los recursos.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España y Latinoamérica. Al comenzar hoy el tiempo de cuaresma, pidámosle al Señor que nos ayude a prepararnos para la Pascua abriendo nuestros corazones a su misericordia, para que también nosotros sepamos vivirla en nuestra vida diaria, con las personas que nos rodean. Muchas gracias.

[00217-ES.02] [Texto original: Español]

In lingua portoghese

Speaker:

A instituição do Jubileu acontecia de 50 em 50 anos como um momento culminante da vida religiosa e social do povo de Israel. Se uma pessoa tivesse sido obrigada a vender a sua terra ou a sua casa, no Jubileu recuperava a posse delas, e se alguém contraíra dívidas que não pôde saldar e fora reduzido à escravidão pondo-se ao serviço do credor, no Jubileu podia voltar livre para a sua família e reaver todas as suas propriedades. Era uma espécie de «perdão geral», que permitia a cada pessoa voltar à sua situação original. Quem empobrecera voltava a ter o necessário para viver e quem enriquecera restituía ao pobre o que lhe apanhara. O objectivo era criar uma sociedade assente na igualdade e na solidariedade, onde a liberdade, a terra e o dinheiro voltassem a ser um bem para todos e não só para alguns. O Jubileu tinha por função ajudar o povo a viver uma fraternidade concreta, feita de mútua ajuda. Podemos dizer que o jubileu bíblico era um «jubileu de misericórdia». A mensagem bíblica é muito clara: abrir-se com coragem à partilha entre compatriotas, entre famílias, entre povos, entre continentes. Contribuir para realizar uma terra sem pobres quer dizer construir sociedades sem discriminações, assentes na solidariedade que leva a partilhar aquilo que se possui numa divisão dos recursos fundada na fraternidade e na justiça.

Santo Padre:

Con animo gioioso e riconoscente, saluto i professori e gli alunni delle diverse comunità scolastiche di Barreiro, Bragança, Coimbra e Lisboa. Su di voi e su tutti gli altri pellegrini di lingua portoghese, invoco la protezione della Vergine Maria: Ella vi prenda per mano lungo i prossimi quaranta giorni, aiutandovi a diventare più simili a Gesù risorto. Vi auguro una Quaresima santa e ricca di frutti.

 

Speaker:

Com ânimo feliz e agradecido, saúdo os professores e os alunos das diversas comunidades escolares de Barreiro, Bragança, Coimbra e Lisboa. Sobre vós e demais peregrinos de língua portuguesa, invoco a protecção da Virgem Maria. Que Ela vos tome pela mão durante os próximos quarenta dias, ajudando-vos a ficar mais parecidos com Jesus ressuscitado. Desejo-vos uma santa e frutuosa Quaresma!

[00218-PO.01] [Texto original: Português]

In lingua araba

 

Speaker:

أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء، نتوقّف اليوم عند التأسيس القديم العهد للـ "يوبيل" الذي يشهد له الكتاب المقدّس. كلّ خمسين سنة، و"في يوم التّكفير" عندما كانت تُطلب رحمة الربّ على جميع الشّعب، كان صوت البوق يعلن حدث إعتاق كبير. لقد كان نوعًا من "العفو العام" يُسمح من خلاله للجميع بالعودة إلى الحالة الأساسيّة مع محو كلّ دين وإرجاع الأرض وإمكانيّة التنعّم مجدّدًا بحريّة أعضاء شعب الله. مع اليوبيل، يعود الشخص الذي قد أصبح فقيرًا للحصول على الضروريّ للعيش، والذي قد أصبح غنيًّا يُعيد للفقير ما أخذه منه. لقد كان الهدف من ذلك خلق مجتمع يقوم على المساواة والتضامن؛ في الواقع يهدف اليوبيل لمساعدة الشعب على عيش أخوّة ملموسة تقوم على المساعدة المتبادلة. وبالتالي يمكننا القول إنّ اليوبيل في الكتاب المقدّس كان "يوبيل رحمة" لأنّه كان يُعاشُ في البحث الصّادق عن خير الأخ المعوز. أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء، إنّ الرسالة البيبليّة واضحة جدًّا: الإنفتاح بشجاعة على المقاسمة. بين مواطنين وعائلات وشعوب وقارات. إنّ المساهمة في إقامة أرض بدون فقراء تعني بناء مجتمعات بدون تميّيز تقوم على التّضامن الذي يحمل على مقاسمة ما نملك، في توزيع للموارد يقوم على الأخوّة والعدالة.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente, soprattutto ai membri del coro “Santa Rafka” provenienti dal Libano! Cari fratelli e sorelle, la Quaresima è un tempo favorevole per intensificare la vostra vita spirituale: la pratica del digiuno vi sia di aiuto per acquisire padronanza su voi stessi; la preghiera sia per voi il mezzo per sentire la presenza amorevole di Dio; le opere di misericordia vi aiutino a vivere la vostra vita aprendola alle necessità dei fratelli! Buona Quaresima e il Signore vi benedica!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللغةِ العربية، وخاصةً بالقادمينَ من الشرق الأوسط ولاسيما بأفراد جوقة القديسة رفقا القادمين من لبنان! أيّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزّاء، يشكّل الصوم فرصة مناسبة لتعميق حياتكم الروحيّة: لتكن ممارسة الصوم عضدًا لتهذيب أنفسكم؛ والصلاة وسيلةً لتشعروا بحضور الله المُحِبّ وأعمال الرحمة لتعيشوا حياتكم وتفتحوها على حاجات الإخوة! صوم مبارك وليبارككُم الرب!

[00219-AR.01] [Testo originale: Arabo]

 

In lingua polacca

Speaker:

Dziś skupiamy się na starożytnej instytucji „jubileuszu”, o jakiej mówi Pismo Święte. W Księdze Kapłańskiej czytamy: „Będziecie święcić pięćdziesiąty rok, oznajmijcie wyzwolenie w kraju dla wszystkich jego mieszkańców. Będzie to dla was jubileusz - każdy z was powróci do swej własności i każdy powróci do swego rodu” (25,10.13). Zgodnie z tymi przepisami, jeśli ktoś został zmuszony do sprzedania swojej ziemi lub swego domu, to w roku jubileuszowym mógł je odzyskać; a jeśli ktoś zaciągnął długi i nie mógł ich spłacić, czy został zmuszony do służby wierzycielowi, mógł swobodnie wrócić do swojej rodziny i odzyskać cały swój majątek. Był to rodzaj „ogólnego darowania długów”.

Podobnie także inne instytucje i inne przepisy regulowały życie ludu Bożego, tak aby można było doświadczyć miłosierdzia Pana za pośrednictwem miłosierdzia ludzi. Stąd zachęta do dawania „dziesięciny” na potrzeby biednych, „pierwocin” dla lewitów i cudzoziemców, do udzielania pożyczek z zaniechaniem lichwy, do odważnego otwarcia się i dzielenia z innymi – w rodzinie, między rodzinami, w społeczeństwie, pomiędzy narodami i kontynentami. W istocie, jak w przeszłości, tak i teraz, jubileusz ma służyć nam pomocą, byśmy konkretnie żyli braterstwem, budowanym na wzajemnej pomocy.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini polacchi. Oggi iniziamo la Quaresima dell’Anno Giubilare della Misericordia. È un tempo particolarmente opportuno per chiedere al Signore la grazia del perdono di ogni male, e per realizzare con cuore aperto e sincero le opere di misericordia verso gli altri. Siate misericordiosi come il Padre! La Sua benedizione vi accompagni sempre! Sia lodato Gesù Cristo!

Speaker:

Pozdrawiam polskich pielgrzymów. Dziś rozpoczynamy Wielki Post Roku Jubileuszowego Miłosierdzia. Jest to szczególnie sposobny czas, aby prosić Pana o łaskę przebaczenia każdego zła, i by spełniać z otwartym i szczerym sercem dzieła miłosierdzia dla innych. Bądźcie miłosierni jak Ojciec! Jego błogosławieństwo niech Wam stale towarzyszy! Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!

[00220-PL.01] [Testo originale: Polacco]

Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana. Saluto in particolare i Direttori Diocesani delle Pontificie Opere Missionarie; le Francescane dell’Immacolata Concezione di Lipari; l’Associazione Mani Tese e gli insegnanti di religione della Diocesi di Concordia-Pordenone. Saluto i gruppi parrocchiali e gli studenti delle Scuole L’Arca di Legnano e Don Luigi Monza di Cislago. Vi esorto a ravvivare la fede con il passaggio attraverso la Porta Santa, per essere testimoni dell’amore del Signore con concrete opere di carità.

Dopodomani inizierò il viaggio apostolico in Messico, ma prima mi recherò a L’Avana per incontrare il mio caro fratello Cirillo. Affido alle preghiere di tutti voi sia l’incontro con il Patriarca Cirillo sia il viaggio in Messico.

Un pensiero speciale rivolgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Oggi, Mercoledì delle Ceneri, inizia il cammino quaresimale. Cari giovani, vi auguro di vivere questo tempo di grazia come un ritorno al Padre Misericordioso, che tutti attende a braccia aperte. Cari ammalati, vi incoraggio ad offrire le vostre sofferenze per la conversione di quanti vivono lontani da Dio; ed invito voi, cari sposi novelli, a costruire sulla salda roccia dell’amore divino la vostra nuova famiglia.

[00211-IT.02] [Testo originale: Italiano]

Appello del Santo Padre

Domani, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, ricorre la XXIV Giornata Mondiale del Malato, che avrà la sua celebrazione culminante a Nazareth. Nel messaggio di quest’anno abbiamo riflettuto sul ruolo insostituibile di Maria alle nozze di Cana: «Qualsiasi cosa vi dica, fátela» (Gv 2,5). Nella sollecitudine di Maria si rispecchia la tenerezza di Dio e l’immensa bontà di Gesù Misericordioso. Invito a pregare per gli ammalati e a far sentire loro il nostro amore. La stessa tenerezza di Maria sia presente nella vita di tante persone che si trovano accanto ai malati sapendo cogliere i loro bisogni, anche quelli più impercettibili, perché visti con occhi pieni di amore.

[00222-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0100-XX.01]