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Briefing per fornire informazioni su tema e metodo della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (Vaticano, 4 - 25 ottobre 2015), 02.10.2015


Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, tiene un Briefing per fornire informazioni su tema e metodo della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che si apre domenica prossima 4 ottobre e i cui lavori proseguiranno fino al 25 su: “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”.

Riportiamo di seguito l’intervento del Card. Lorenzo Baldisseri:

Intervento del Card. Lorenzo Baldisseri

Introduzione

Domani sera, in Piazza San Pietro, alla presenza del Santo Padre, si celebrerà una Veglia di preghiera in preparazione all’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo, cui saranno presenti i Padri sinodali, i partecipanti al Sinodo e tutti i fedeli del mondo, su iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana, che ha invitato le famiglie, i movimenti e le associazioni ecclesiali. Al calar della sera risplenderà la bellezza della famiglia attraverso le fiaccole accese. La fiduciosa invocazione dello Spirito Santo da parte del Popolo di Dio è il preludio ai lavori sinodali; ricordiamo infatti l’importante tono dato alla scorsa Assemblea Generale Straordinaria da parte del Santo Padre, con la sua incisiva omelia della Veglia.

Con la concelebrazione eucaristica di domenica mattina, presieduta dal Santo Padre, si aprirà l’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo sul tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”, che consentirà a tutti i fedeli del mondo di unirsi al cammino comune dei Pastori cum Petro et sub Petro.

Questa Assemblea rappresenta il momento conclusivo del percorso sinodale iniziato due anni fa, con l’invio del primo questionario a tutte le Chiese particolari, mediante il quale è stato possibile delineare il profilo della famiglia nel mondo, delle sue ricchezze e delle sue sfide. In seguito, l’Assemblea Generale Straordinaria ha elaborato una Relazione finale (Relatio Synodi) dalla quale sono scaturite ulteriori domande, le cui risposte sono confluite nell’odierno Instrumentum Laboris. Con questo testo in mano, composto dalla Relatio Synodi e dagli apporti delle Chiese particolari, i Padri si apprestano ad iniziare il loro confronto in ascolto delle sfide sulla famiglia, nel discernimento della sua vocazione, per l’annuncio della sua missione.

Composizione dell’Assemblea Generale Ordinaria

Secondo l’Ordo Synodi Episcoporum (Art. 5 § 1), all’Assemblea Generale Ordinaria prendono parte i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, i Vescovi eletti dai Sinodi dei Vescovi e dai Consigli dei Gerarchi delle Chiese Orientali Cattoliche, i Vescovi eletti dalle Conferenze Episcopali, dieci Religiosi eletti dall’Unione dei Superiori Generali e i Capi dei Dicasteri della Curia Romana. Inoltre, il Santo Padre nomina anche alcuni Membri, secondo le medesime norme sinodali (Art. 5 § 4).

I Padri sinodali che parteciperanno a questa Assemblea saranno in totale 270, suddivisi nelle tre seguenti categorie: 42 ex officio, 183 ex electione e 45 ex nominatione pontificia. La provenienza dei Padri dai cinque continenti è così ripartita: 54 dall’Africa, 64 dall’America, 36 dall’Asia, 107 dall’Europa e 9 dall’Oceania.

Appartengono ai Membri ex officio: i Capi dei 15 Sinodi dei Vescovi delle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris; i Capi di 25 Dicasteri della Curia Romana; il Segretario Generale e il Sotto-Segretario.

Tra i 270 Padri sinodali si contano: 74 Cardinali (tra cui 1 Patriarca Cardinale e 2 Arcivescovi Maggiori), 6 Patriarchi, 1 Arcivescovo Maggiore, 72 Arcivescovi (tra cui 3 titolari), 102 Vescovi (tra cui 6 Vescovi Ausiliari, 3 Vicari Apostolici e 1 Emerito,), 2 sacerdoti Parroci e 13 Religiosi.

Inoltre, prenderanno parte a questa Assemblea sinodale altri invitati (cf. Art. 7 dell’Ordo Synodi) provenienti da diverse culture e nazioni: 24 Esperti o Collaboratori del Segretario Speciale, 51 Uditori e Uditrici, 14 Delegati Fraterni. Degno di nota è il fatto che, a motivo di un’Assemblea che tratterà della famiglia, si è voluto dare particolare rilievo alle coppie di sposi, genitori e capi famiglie, che sono complessivamente 18 (17 tra gli Uditori e una tra gli Esperti). Infine, siamo ben lieti di accogliere i Delegati Fraterni che, come rappresentanti di altre Chiese e comunità ecclesiali, certamente condividono con la Chiesa Cattolica la sollecitudine per l’evangelizzazione e la cura pastorale delle famiglie nel mondo odierno.

Metodologia sinodale

A partire dall’esperienza maturata durante la III Assemblea Generale Straordinaria dell’ottobre scorso e tenendo conto di diversi suggerimenti venuti da più parti, specialmente dai Padri sinodali, la Segreteria Generale del Sinodo ha elaborato una nuova metodologia da applicare all’Assemblea Generale Ordinaria, che il Santo Padre ha approvato nella riunione del Consiglio Ordinario di Segreteria del 25-26 maggio 2015.

1. Considerando la metodologia dei precedenti Sinodi, la maggioranza dei Padri ha suggerito che l’Assemblea Generale Ordinaria sia resa più dinamica e partecipata attraverso la distribuzione degli interventi in aula dei singoli membri in tempi successivi, in modo da poter dedicare maggiore attenzione ad ogni contributo. Inoltre, i Padri hanno richiesto di valorizzare il lavoro nei Circuli Minores, ove si verifica una partecipazione più attiva alla discussione, un confronto più diretto ed immediato tra i Padri nella propria lingua, nel quale eventualmente possono intervenire gli Uditori e i Delegati Fraterni.

2. Il frutto della prima tappa sinodale, maturato nell’Assemblea Generale Straordinaria scorsa, è stato la Relatio Synodi, la quale è divenuta, insieme ad una serie di domande annesse, i Lineamenta dell’Assemblea Generale Ordinaria consegnati alle Chiese particolari e a tutti gli altri soggetti aventi diritto. L’Instrumentum Laboris, risultato dalla composizione della Relatio Synodi e delle risposte ad essa collegate, è il documento base dei lavori sinodali di questa Assemblea.

3. Nella sessione inaugurale, il Presidente Delegato rivolge il suo saluto al Santo Padre, che apre i lavori. Intervengono quindi il Segretario Generale e il Relatore Generale con le loro rispettive Relazioni. Di seguito, il Relatore Generale presenta i temi della Prima Parte (“L’ascolto delle sfide sulla famiglia”; cf. Instrumentum Laboris, nn. 6-36). Dopo la testimonianza di una coppia di coniugi Uditori, hanno inizio gli interventi dei Padri sinodali nelle Congregazioni Generali, il cui apporto costituisce uno sviluppo integrativo del testo base.

Seguono poi le sessioni dei Circoli minori, in cui i Padri riflettono sul testo base arricchito dai contributi emersi in aula, allo scopo di elaborare i “modi” con cui il testo matura ulteriormente. Al termine delle sessioni, il relatore di ciascun Circolo presenta in aula una breve relazione del lavoro svolto e nel frattempo consegna i modi che vengono inseriti nel testo base. Le relazioni dei Circoli Minori saranno rese pubbliche.

Il medesimo procedimento si ripete per la Seconda Parte (“Il discernimento della vocazione familiare”; cf. Instrumentum Laboris, nn. 37-68) e la Terza Parte (“La missione della famiglia oggi”; cf. Instrumentum Laboris, nn. 69-147), durante le due successive settimane.

La Commissione per l’Elaborazione della Relazione Finale, nominata dal Santo Padre, in cui sono rappresentati i cinque continenti, è così formata: Sua Eminenza il Cardinal Péter ERDŐ, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria), Relatore Generale; il Segretario Generale; Sua Eccellenza Monsignor Bruno FORTE, Arcivescovo di Chieti-Vasto; Sua Eminenza Cardinal Oswald GRACIAS, Arcivescovo di Bombay (India); Sua Eminenza Cardinal Donald William WUERL, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d'America); Sua Eminenza Cardinal John Atcherley DEW, Arcivescovo di Wellington (Nuova Zelanda); Sua Eccellenza Monsignor Victor Manuel FERNÁNDEZ, Arcivescovo titolare di Tiburnia, Rettore della Pontificia Università Cattolica Argentina (Argentina); Sua Eccellenza Monsignor Mathieu MADEGA LEBOUAKEHAN, Vescovo di Mouila (Gabon); Sua Eccellenza Monsignor Marcello SEMERARO, Vescovo di Albano (Italia); Padre Adolfo NICOLÁS PACHÓN, S.I., Preposito Generale della Compagnia di Gesù, in rappresentanza dell’Unione dei Superiori Generali.

Tale Commissione ha il compito di seguire ogni fase di avanzamento del progetto; pertanto, si riunisce al termine dei lavori su ogni parte e per la redazione finale. Al termine delle tre tappe di lavoro, detta Commissione sovrintende all’elaborazione del progetto della Relazione finale, che viene presentato in aula. Tenendo presente che tale progetto risulta dalla composizione di tre testi che hanno già recepito i modi collettivi dei Circuli minores – le cui relazioni sono state lette in Aula e pubblicate–, ulteriori interventi devono essere avanzati nel rispetto del lavoro collegiale sin qui condotto.

Successivamente, la suddetta Commissione sovrintende all’elaborazione del testo definitivo della Relatio finalis, che nel mattino di sabato 24 ottobre viene presentato in Aula e nel pomeriggio sottoposto al suffragio dell’Assemblea.

Conformemente alla natura del Sinodo, questo documento, frutto del lavoro collegiale dei Padri (cf. Codex Iuris Canonici, Can. 343), viene consegnato al Santo Padre (cf. Ordo Synodi Episcoporum, Art. 23 § 4), al quale competono le decisioni in merito.

4. Considerato l’alto numero di quanti hanno diritto di parola (318 tra Padri, Delegati Fraterni e Uditori) e il maggiore spazio riservato ai Circuli minores (13 sessioni), ogni oratore ha la facoltà di parlare in Aula per tre minuti e di intervenire ampiamente nei Circuli. Come già in passato, nelle Congregazioni Generali sono previsti dei momenti, della durata di un’ora ciascuno, dedicati agli interventi liberi dei Padri. Inoltre, è sempre possibile presentare alla Segreteria Generale, oltre alla versione cartacea e informatica dei testi pronunciati in Aula, altri testi in forma scritta.

5. Considerando che la comunicazione mediatica e l’informazione durante la scorsa Assemblea Generale Straordinaria è stata abbondante ed esauriente, anche per questa Assemblea Generale Ordinaria viene impiegata la medesima modalità. Al riguardo, si tiene presente il criterio fondamentale ricordato dal Santo Padre varie volte: il Sinodo deve essere uno spazio protetto perché vi possa agire lo Spirito Santo; in modo che i Padri abbiano la libertà di esprimersi con parresia.

Durante le tre settimane, come base per l’informazione si mantiene il Briefing che viene ampliato con una maggiore presenza di Padri sinodali, utilizzando tutti i mezzi di comunicazione disponibili. I Padri sono liberi di comunicare con i media a loro discrezione e responsabilità. Le varie fasi di elaborazione del documento base rimangono riservate, considerando che i testi, nel corso del cammino sinodale, sono suscettibili di continui sviluppi fino alla redazione finale. Saranno invece pubblicate le relazioni dei Circoli minori relative alle tre parti dei lavori sinodali. Un’apposita Commissione, insieme con la Sala Stampa, cura opportunamente, come di consueto, l’informazione sul Sinodo.

Ulteriori informazioni

Sabato 17 ottobre, dalle ore 9.00 alle 12.30, avrà luogo la Commemorazione del 50esimo Anniversario del Sinodo dei Vescovi, presso l’Aula Paolo VI. Oltre ai partecipanti al Sinodo, l’evento è aperto a tutti coloro che vorranno prendervi parte. Nella mente del Beato Paolo VI, che lo istituì il 15 settembre 1965, il Sinodo doveva perpetuare nella Chiesa lo spirito del Vaticano II, affinché anche dopo la conclusione di quell’Assise «continuasse a giungere al Popolo cristiano quella larga abbondanza di benefici, che durante il Concilio felicemente si ebbe dalla viva unione [del Sommo Pontefice] con i Vescovi»1

Dopo l’introduzione del Segretario Generale, la Relazione commemorativa è affidata al Cardinal Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna e Presidente della Conferenza Episcopale dell’Austria. Seguiranno le comunicazioni di cinque Presuli in rappresentanza di tutti i continenti (il Cardinale Vincent Gerald Nichols, Arcivescovo di Westminster e Presidente della Conferenza Episcopale d’Inghilterra e Galles, per l’Europa; Sua Eccellenza Monsignor Francisco Chimoio, Arcivescovo di Maputo, per l’Africa; il Cardinale Ricardo Ezzati Andrello, Arcivescovo di Santiago del Chile e Presidente Episcopale del Cile, per le Americhe; Sua Beatitudine Louis Raphael I Sako, Patriarca di Babilonia di Caldea e Capo del Sinodo della Chiesa Caldea, per l’Asia; il Cardinale Soane Patita Paini Mafi, Vescovo di Tonga e Presidente della Conferenza Episcopale del Pacifico, per l’Oceania). Infine il Santo Padre terrà il Discorso conclusivo.

Domenica 18 ottobre, alle ore 10.30, nella Basilica Vaticana, avrà luogo la Santa Messa per la Canonizzazione, tra gli altri, dei Beati coniugi Ludovico Martin e Maria Azelia Guérin, genitori di Santa Teresa del Bambino Gesù.

Nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma, il Popolo di Dio è invitato ad accompagnare con la preghiera i lavori sinodali, invocando la protezione della Salus Populi Romani e dei Beati coniugi Martin, le cui reliquie sono ivi esposte. Ogni giorno si celebrerà il Santo Rosario alle ore 17 e la Santa Messa alle 18. Nella prima settimana si prega per i figli, nella seconda per i genitori, nella terza per i nonni.

Nei pressi dell’Aula sinodale è predisposta, come al solito, una cappella per la preghiera dei partecipanti al Sinodo, dove sono esposte le reliquie di Santa Teresa del Bambino Gesù, dei suoi genitori e dei coniugi Beltrame Quattrocchi.

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1 BEATO PAOLO VI, motu proprio Apostolica sollicitudo, 15 settembre 1965, proemio.

[01613-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0747-XX.01]