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Viaggio Apostolico di Sua Santità Francesco in Ecuador, Bolivia e Paraguay (5-13 luglio 2015) – Visita di cortesia al Presidente della Repubblica dell’Ecuador e Visita alla Cattedrale di Quito, 06.07.2015


Visita di cortesia al Presidente della Repubblica dell’Ecuador nel Palazzo Presidenziale “Carondelet” a Quito

Rientrato in aereo da Guayaquil a Quito, alle ore 18.15 il Santo Padre Francesco si è recato in auto al Palazzo Presidenziale “Carondelet” per la visita di cortesia al Presidente della Repubblica dell’Ecuador, Sig. Rafael Correa.

All’incontro privato del Papa e del Presidente ha fatto seguito lo scambio dei doni alla presenza del Cardinale Segretario di Stato e del Cancelliere, quindi sono stati presentati i familiari del Presidente e le rispettive Delegazioni.

[01189-IT.01]

Visita alla Cattedrale di Quito

Parole del Papa dal Sagrato della Cattedrale

Testo del saluto preparato dal Santo Padre

Concluso l’incontro con il Presidente Correa al Palazzo “Carondelet”, Papa Francesco ha raggiunto a piedi la vicina Cattedrale. Accolto dal Rettore, è entrato per un momento di preghiera davanti al Santissimo, ed ha salutato i malati presenti.

Quindi è uscito sul sagrato per benedire la folla che lo attendeva nella Plaza Grande. Lasciando da parte il testo preparato (che pubblichiamo a parte), il Santo Padre ha rivolto ai fedeli le parole che riportiamo di seguito:

Parole del Papa dal sagrato della Cattedrale

Les voy a dar la bendición, para cada uno de ustedes, para sus familias, para todos los seres queridos y para este gran pueblo y noble pueblo ecuatoriano, para que no haya diferencias, que no haya exclusivo, que no haya gente que se descarte, que todos sean hermanos, que se incluyan a todos y no haya ninguno que esté fuera de esta gran nación ecuatoriana. A cada uno de ustedes, a sus familias, les doy la bendición.
Pero recemos juntos primero el Ave María.
Y por favor les pido que recen por mi. Buenas noches y hasta mañana.

[01219-ES.01] [Texto original: Español]

Traduzione in lingua italiana

Do la benedizione a ciascuno di voi, alle vostre famiglie, a tutte le persone care e a questo grande e nobile popolo ecuadoriano, perché non ci siano differenze, selettività, gente scartata, perché tutti siano fratelli, nessuno sia escluso e non ci sia nessuno che resti fuori da questa grande nazione ecuadoriana. A ciascuno di voi, alle vostre famiglie, do la benedizione.
Ma prima recitiamo insieme l’Ave Maria.
E per favore vi chiedo di pregare per me. Buona notte e a domani.

[01219-IT.01] [Testo originale: Spagnolo - Traduzione di lavoro]

Traduzione in lingua inglese

I give you my blessing, to each one of you, to your families, to all your loved ones and to the great and noble Ecuadorian people, so that there may be no more difference, no more exclusion, so that no-one is discarded, so that all may be brothers, so that everyone is included and no-one is left out of this great Ecuadorian nation. To every one of you and your families, I give my blessing.
But first, let us pray the Hail Mary together.
And please, I ask you to pray for me. Good night, and see you tomorrow.

[01219-EN.01] [Original text: Spanish - working translation]

 

Testo del saluto preparato dal Santo Padre

Testo in lingua spagnola

Traduzione in lingua italiana

Traduzione in lingua inglese

 

Testo in lingua spagnola

Queridos hermanos:

Vengo a Quito como peregrino, para compartir con ustedes la alegría de evangelizar. Salí del Vaticano saludando la imagen de santa Mariana de Jesús, que desde el ábside de la Basílica de San Pedro vela el camino que el Papa recorre tantas veces. A ella encomendé también el fruto de este viaje, pidiéndole que todos nosotros pudiésemos aprender de su ejemplo. Su sacrificio y su heroica virtud se representan con una azucena. Sin embargo, en la imagen en San Pedro, lleva todo un ramo de flores, porque junto a la suya presenta al Señor, en el corazón de la Iglesia, las de todos ustedes, las de todo Ecuador.

Los santos nos llaman a imitarlos, a seguir su escuela, como hicieron santa Narcisa de Jesús y la beata Mercedes de Jesús Molina, interpeladas por el ejemplo de santa Mariana… cuántos de los que hoy están aquí sufren o han sufrido la orfandad, cuántos han tenido que asumir a su cargo a hermanos aún siendo pequeños, cuántos se esfuerzan cada día cuidando enfermos o ancianos; así lo hizo Mariana, así la imitaron Narcisa y Mercedes. No es difícil si Dios está con nosotros. Ellas no hicieron grandes proezas a los ojos del mundo. Sólo amaron mucho, y lo demostraron en lo cotidiano hasta llegar a tocar la carne sufriente de Cristo en el pueblo (cf. Evangelii gaudium 24). Ellas no lo hicieron solas, lo hicieron «junto a» otros; el acarreo, labrado y albañilería de esta catedral han sido hechos con ese modo nuestro, de los pueblos originarios, la minga; ese trabajo de todos en favor de la comunidad, anónimo, sin carteles ni aplausos: quiera Dios que como las piedras de esta catedral así nos pongamos a los hombros las necesidades de los demás, así ayudemos a edificar o reparar la vida de tantos hermanos que no tienen fuerzas para construirlas o las tienen derrumbadas.

Hoy estoy aquí con ustedes, que me regalan el júbilo de sus corazones: «Qué hermosos son sobre las montañas los pasos del que trae la buena noticia» (Is 52,7). Es la belleza que estamos llamados a difundir, como buen perfume de Cristo: Nuestra oración, nuestras buenas obras, nuestro sacrificio por los más necesitados. Es la alegría de evangelizar y «ustedes serán felices si, sabiendo estas cosas, las practican» (Jn 13,17).

Que Dios los bendiga.

[01166-ES.01] [Texto original: Español]

Traduzione in lingua italiana

Cari fratelli,

Vengo a Quito come pellegrino, per condividere con voi la gioia di evangelizzare. Sono partito dal Vaticano salutando l’immagine di santa Marianna di Gesù, che dall’abside della Basilica di San Pietro veglia sul cammino che il Papa tante volte compie. Ad essa ho raccomandato anche i frutti di questo viaggio, chiedendole che tutti noi possiamo imparare dal suo esempio. Il suo sacrificio e la sua eroica virtù si rappresentano con un giglio. Tuttavia, nella statua dietro la Basilica di San Pietro viene ritratta con un intero mazzo di fiori, perché presenta al Signore, nel cuore della Chiesa, insieme al suo, i fiori di tutti voi, quelli di tutto l’Ecuador.

I santi ci invitano a imitarli, a porsi alla loro scuola, come hanno fatto santa Narcisa di Gesù e la beata Mercedes di Gesù Molina, interpellate dall’esempio di santa Marianna. A quanti oggi sono qui e soffrono o hanno sofferto come orfani, a coloro che, pur essendo ancora piccoli, hanno dovuto badare ai fratelli, a quanti si impegnano ogni giorno nel curare gli ammalati o gli anziani, dico che così fece santa Marianna e così la imitarono Narcisa e Mercedes. Non è difficile se Dio è con noi. Esse non hanno compiuto cose eccezionali agli occhi del mondo. Solo hanno amato molto e lo hanno dimostrato nel quotidiano fino a toccare la carne sofferente di Cristo nel popolo (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 24). E non l’hanno fatto da sole, ma insieme ad altri.

Per costruire questa cattedrale, i lavori di trasporto, di intaglio e di muratura sono stati fatti secondo le nostre usanze, quelle dei popoli autoctoni; un lavoro di tutti a favore della comunità, un lavoro anonimo, senza cartelli pubblicitari né applausi. Voglia Dio che, come le pietre di questa cattedrale, anche noi ci poniamo sulle spalle le necessità degli altri, aiutando a edificare o restaurare la vita di tanti fratelli che non hanno forze per costruirla o l’hanno vista crollare.

Oggi sono qui con voi, che mi donate il giubilo dei vostri cuori: «Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie» (Is 52,7). E’ la bellezza che siamo chiamati a diffondere, come buon profumo di Cristo: la nostra preghiera, le nostre buone opere, il nostro sacrificio per i più bisognosi. È la gioia di evangelizzare, e voi «sapendo queste cose siete beati se le mettete in pratica» (Gv 13,17).

Dio vi benedica!

[01166-IT.01] [Testo originale: Spagnolo]

Traduzione in lingua inglese

Dear Brothers and Sisters,

I have come to Quito as a pilgrim, to share with you the joy of spreading the Gospel. When I left the Vatican, I passed the statue of Saint Mariana de Jesús, who from the apse of Saint Peter’s Basilica keeps watch over the little street which the Pope travels so often. I entrusted to her the fruits of this visit, and I prayed that all of us might learn from her example. Her sacrifice and her heroic virtue are usually represented by a flower, a lily. Yet, at Saint Peter’s she holds a whole bouquet of flowers. Along with her own flower, she offers the Lord, in the heart of the Church, your flowers, and the flowers of all the people of Ecuador.

The Saints call us to imitate them and to learn from them. This was the case with Saint Narcisa de Jesús and Blessed Mercedes de Jesús Molina, who were challenged by Saint Mariana’s example. How many of you here today have known what it is to be orphaned? How many of you have had to assume the responsibility of looking after younger brothers or sisters, despite being young yourselves? How many of you care daily with great patience for the sick or the elderly? Mariana did just this, and Narcisa and Mercedes followed her example. It is not difficult if God is with us. They accomplished no great feats in the eyes of the world. They simply loved much, and they showed this love in their daily lives, touching the suffering flesh of Christ in others, in his people (cf. Evangelii Gaudium 24). Nor did they do this alone, they did it “side by side” with others. All the work that went into the building of this Cathedral was done that same way, our way, the way of the native peoples, quietly and unassumingly working alongside one another for the good of the community, without seeking credit or applause. God grant that, just as the stones of this cathedral were carried by those who went before us, we may carry one another’s burdens, and thus help to build up or heal the lives of so many of our brothers and sisters incapable of doing it by themselves.

Today I am here with you, and you have shared with me the joy which fills your hearts: “How beautiful upon the mountains are the feet of him who brings good tidings” (Is 52:7). This is the beauty we are called to spread, like an aroma of Christ: our prayer, our good works, and our sacrifices for those most in need. This is the joy of evangelizing and “blessed are you if you do these things” (Jn 13:17).

God bless you all!

[01166-EN.01] [Original text: Spanish]

Lasciata la Cattedrale, il Papa è rientrato in auto alla Nunziatura Apostolica di Quito.

[B0538-XX.02]