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Conferenza Stampa di presentazione dell’«Instrumentum Laboris» della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, 23.06.2015


Intervento del Cardinale Lorenzo Baldisseri

Intervento del Cardinale Péter Erdő

Intervento di S.E. Mons. Bruno Forte

Alle ore 12 di oggi, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, ha luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell’Instrumentum Laboris della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo” (Vaticano, 4 - 25 ottobre 2015).

Intervengono l’Em.mo Card. Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi; l’Em.mo Card. Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria), Relatore Generale della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi; S.E. Mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto (Italia), Segretario Speciale della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.

Ne riportiamo di seguito gli interventi:

Intervento del Cardinale Lorenzo Baldisseri

Papa Francesco, nel discorso conclusivo della III Assemblea Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, dell’ottobre scorso, esortava a: «maturare, con vero discernimento spirituale, le idee proposte e trovare soluzioni concrete a tante difficoltà e innumerevoli sfide che le famiglie devono affrontare; [e] a dare risposte ai tanti scoraggiamenti che circondano e soffocano le famiglie», e aggiungeva inoltre che ci sarà «un anno per lavorare sulla “Relatio Synodi” che è il riassunto fedele e chiaro di tutto quello che è stato detto e discusso in questa aula e nei circoli minori. E viene presentato alle Conferenze episcopali come “Lineamenta”» (Discorso conclusivo, 18 ottobre 2014).

La Segreteria Generale del Sinodo si è messa subito al lavoro per dare seguito all’invito del Papa, con la convocazione dei membri del Consiglio di Segreteria, riunitisi nei giorni 18 e 19 novembre 2014, sotto la presidenza del Santo Padre. In questa riunione si è presentato un progetto di Lineamenta, composto dal testo della Relatio Synodi e da una serie di 46 domande per la recezione e l’approfondimento del documento sinodale. Il testo dei Lineamenta è stato poi inviato ai Sinodi delle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, alle Conferenze Episcopali, ai Dicasteri della Curia Romana e agli altri soggetti aventi diritto, con l’invito di rispondere entro il 15 aprile 2015.

Nonostante i tempi ristretti, il numero cospicuo degli apporti pervenuti alla Segreteria Generale in questo frattempo conferma lo straordinario interesse e l’attiva partecipazione di tutto il Popolo di Dio. In tal modo, il periodo intersinodale si è rivelato un’ulteriore preziosa occasione di auditus Ecclesiae, o più esattamente di ascolto di «ciò che lo Spirito dice alle Chiese» (Ap 2,17) nella pluralità delle loro componenti.

Ad oggi, la Segreteria Generale ha ricevuto 99 Risposte da parte degli organismi aventi diritto. Ad esse si sono aggiunte 359 Osservazioni, inviate liberamente da Diocesi e Parrocchie, associazioni ecclesiali e gruppi spontanei di fedeli, movimenti e organizzazioni civili, numerose famiglie e singoli credenti. Al tempo stesso, università, istituzioni accademiche, centri di ricerca e singoli studiosi stanno arricchendo l’approfondimento delle tematiche sinodali con i loro Contributi - attraverso simposi, convegni e pubblicazioni -, che non di rado mettono in luce aspetti nuovi, secondo quanto richiesto dalla “domanda previa” dei Lineamenta. Nel frattempo, la Segreteria si è potuta avvalere dell’aiuto dei nuovi Consultori, nominati il 14 marzo scorso, e della consulenza di altri esperti.

Nella riunione del Consiglio di Segreteria, presieduta dal Santo Padre, nei giorni 25 e 26 maggio 2015, è stata esaminata la sintesi elaborata dalla Segreteria Generale da cui è scaturito l’Instrumentum Laboris che oggi si rende pubblico. Come si potrà constatare, il documento riflette in modo affidabile la percezione e le attese della Chiesa intera sul tema cruciale della famiglia, integrando il risultato della precedente Assemblea contenuto nella Relatio Synodi.

La XIV Assemblea Generale Ordinaria, alla quale ci stiamo preparando, rifletterà su La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo, in continuità con la III Assemblea Generale Straordinaria dell’autunno 2014, che ha affrontato il tema de Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione. L’intima connessione tra i due eventi sinodali fa sì che la Relatio Synodi rappresenti il solido punto di partenza per il cammino successivo; insieme alla sua recezione e all’approfondimento avvenuto in questo periodo intersinodale, l’Instrumentum Laboris sarà la base per i lavori della prossima Assemblea.

Il documento si articola in tre parti, che riprendono la struttura della Relatio Synodi, mostrando lo stretto rapporto tra le due Assemblee e il loro sviluppo interno. L’ascolto delle sfide sulla famiglia (I parte) richiama più direttamente il primo momento sinodale; mentre Il discernimento della vocazione familiare (II parte) e La missione della famiglia oggi (III parte) intendono soprattutto introdurre il tema della prossima assise.

Poiché, per la prima volta, i Lineamenta del nuovo Sinodo riprendevano un testo precedentemente approvato dai Padri sinodali, nell’Instrumentum Laboris si è preferito lasciare inalterati i paragrafi della Relatio Synodi– che sono riconoscibili dal numero tra parentesi con il testo in corsivo – ai quali si aggiungono i testi di nuova elaborazione seguendo la numerazione continua e con il carattere in tondo.

Mi permetto ora di appena enunciare le tematiche trattate nel documento, che saranno illustrate dai relatori che seguiranno.

Evidenzierei alcuni punti di novità che si riscontrano consistenti nella prima parte, intitolata «L’ascolto delle sfide sulla famiglia», specialmente tra i nn.7-27, in cui si parla del contesto antropologico - culturale, quello socio-economico e l’aspetto ecologico, che oggi risulta felicemente illuminato dalla nuova lettera enciclica Laudato si. Le sfide sono: la povertà e l’esclusione sociale, la terza età, la vedovanza, il lutto in famiglia, la disabilità, le migrazioni, il ruolo delle donne, l’affettività e l’educazione della sessualità, la bioetica.

Nella seconda parte, intitolata «Il discernimento della vocazione familiare», si arricchisce la Relatio Synodi con un ampliamento dei temi riguardanti il matrimonio naturale e pienezza sacramentale, l’indissolubilità dono e compito, la vita familiare, l’unione e la fecondità, la dimensione missionaria, la fede, la preghiera, la catechesi, l’intimo legame tra Chiesa e famiglia, i giovani e la paura di sposarsi, la misericordia.

Nella terza parte, dedicata a «La missione della famiglia oggi», prende le mosse da una riflessione ad ampio raggio su famiglia ed evangelizzazione, e si approfondiscono, tra l’altro, temi quali la famiglia soggetto della pastorale, la liturgia nuziale, un linguaggio rinnovato e un’apertura missionaria.

Si parla di «Famiglia e accompagnamento ecclesiale», dello snellimento delle procedure delle cause matrimoniali, l’integrazione dei fedeli in situazioni irregolari, l’eventuale introduzione di una via penitenziale, le problematiche pastorali circa matrimoni misti e di disparità di culto, nonché le questioni della responsabilità generativa e la denatalità, l’adozione e l’affido, il rispetto della vita, dal concepimento alla sua fine naturale, e l’educazione delle nuove generazioni, ed altro. Rilevante è il riferimento all’indigenza economica di diverse famiglie che rischiano di essere soggette all’usura e all’impegno socio-politico dei cristiani in favore della famiglia, anche nel contesto internazionale. A riguardo si ritiene utile la riproposizione della Carta dei Diritti della Famiglia, collegandola alla Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo.

Vorrei rilevare in questa sede che il periodo intersinodale è stato estremamente utile, ha permesso non solo la recezione e l’approfondimento dei Lineamenta, ma anche un effettivo ampliamento delle tematiche relative alla famiglia, grazie al coinvolgimento di ampia parte del Popolo di Dio e di numerose istituzioni ecclesiali e accademiche. Ne è risultato così un documento di spessore, avvalendosi di due anni di tempo di riflessione, dipanatisi dall’indizione della prima tappa, alla celebrazione dell’Assemblea Straordinaria con la pubblicazione della Relatio Synodi, dall’invio dei Lineamenta, alla recezione delle risposte che ora si trovano sintetizzate dal documento. In esso si possono riscontrare le diverse sensibilità culturali e geografiche, che si armonizzano in una sinfonia di voci che esprimono la ricchezza delle esperienze ecclesiali presenti nel mondo. Ciò conferma che la sinodalità effettiva e vera si realizza quando le diverse istanze si incontrano e si compongono in una sola partitura di concerto, che all’esecuzione splende per la sua bellezza armonica.

In coincidenza con il cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, anche il Sinodo dei Vescovi ricorda lietamente la propria creazione, voluta dal Beato Paolo VI il 15 settembre 1965, «affinché anche dopo il Concilio continuasse a giungere al Popolo cristiano quella larga abbondanza di benefici, che durante il Concilio felicemente si ebbe dalla viva unione [del Sommo Pontefice] con i Vescovi» (m.p. Apostolica sollicitudo, 15 settembre 1965, proemio). Motivo di ulteriore riflessione e grazia per tutta la Chiesa è il prossimo Giubileo Straordinario della misericordia, indetto da Papa Francesco per l’8 dicembre prossimo.

Vorrei ora aggiungere una parola sulla metodologia della prossima Assemblea Generale Sinodale di ottobre, che è Ordinaria e non Straordinaria. Indicherò solo alcune linee senza entrare nei dettagli che saranno opportunamente esposti nel mese di settembre prossimo, vicino alla celebrazione dell’Assemblea Sinodale

Partendo dall’esperienza della III Assemblea Generale Straordinaria dell’ottobre scorso e avvalendosi dei numerosi e arricchenti suggerimenti pervenuti da più parti, specialmente dai membri sinodali, questa Segreteria Generale si sente incoraggiata a continuare il progetto di uno svolgimento del Sinodo nella sua linea dinamica e sempre più adeguata ai nostri tempi.

Un punto fortemente richiesto dai padri sinodali è quello di evitare la lunga serie di interventi dei singoli membri come avveniva nei Sinodi precedenti, ossia di fare in modo che gli interventi dei Padri siano meglio distribuiti nel tempo e non tutti di seguito. Inoltre è stato richiesto di valorizzare sempre di più i Circuli Minores, distribuiti nel tempo e non tutti insieme, come pure quello di mantenere fermo il principio dell’ordine tematico.

Su questa linea si prevede che le tre settimane di durata del Sinodo saranno distribuite secondo le parti del documento Instrumentum Laboris, che sono tre. La prima settimana tratterà la prima parte del documento, la seconda si occuperà della seconda e la terza sarà dedicata alla terza. Alla fine della terza settimana si dedicherà il tempo necessario per elaborare il testo finale del documento, che sarà sottoposto all’Assemblea per gli ultimi modi, che saranno inseriti per l’approvazione finale.

Questo svolgimento assicurerà a tutti gli aventi diritto di intervenire in Aula, inclusa l’ora di fine giornata, e permetterà di avere più tempo da assegnare ai Circuli Minores.

Si prevede un documento finale, che sarà consegnato nelle mani del Santo Padre.

Circa l’informazione, durante l’Assemblea sinodale, sarà prestata tutta l’attenzione perché essa avvenga nella forma migliore possibile.

Spesso il Santo Padre ha ricordato che il Sinodo è uno spazio in cui possa agire lo Spirito Santo, non è un parlamento. I Padri sinodali sono invitati ad esprimersi con parresia. Essi saranno liberi di comunicare con i media a loro discrezione e responsabilità. Si sta studiando la maniera ancor più idonea per rendere il servizio della comunicazione più effettivo. La Sala Stampa curerà opportunamente, come è di consueto, l’informazione sul Sinodo.

Affidiamo alla Sacra Famiglia di Nazareth i lavori sinodali, ben coscienti che – come il Santo Padre ci ha ricordato – il Suo esempio luminoso «ci impegna a riscoprire la vocazione e la missione della famiglia» (Udienza generale, 17 dicembre 2014).

[01085-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Intervento del Cardinale Péter Erdő

I Parte dell’Instrumentum laboris

1. Il titolo ufficiale della prossima assemblea generale del Sinodo è: “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. Il tema rivela un approccio che ha richiesto una speciale attenzione alle circostanze del mondo contemporaneo. Sia la Relatio Synodi della scorsa assemblea straordinaria che il questionario trasmesso dalla Segreteria del Sinodo alle conferenze episcopali, ai dicasteri e ad altri aventi diritto hanno dato occasione a riflessioni pratiche e a raccolte di dati riguardanti la situazione della famiglia nel mondo. Il risultato di tutto ciò è presentato nella prima parte del presente documento dal titolo: “L’ascolto delle sfide sulla famiglia”. Esso si divide in quattro capitoli.

2. Il primo capitolo parla della famiglia nel contesto antropologico-culturale. Oltre al punto 5 della Relatio Synodi esso descrive gli avvenuti cambiamenti antropologici e sociali. Prende atto del fatto che solo una minoranza “vive sostiene e propone l’insegnamento della Chiesa Cattolica sul matrimonio e la famiglia, riconoscendo in esso la bontà del progetto creativo di Dio”. Certamente, come nel caso di tanti altri valori, anche riguardo ai valori del matrimonio e della famiglia esiste una differenza tra il riconoscimento teorico di un ideale e la realizzazione dello stesso. Anche se il comportamento matrimoniale poteva essere abbastanza diverso dall’ideale, fino a pochi decenni fa il riconoscimento teorico del matrimonio è stato quasi generale. Recentemente però i matrimoni, anche quelli civili, diminuiscono e il numero delle separazioni e dei divorzi è in crescita. Di separazione si parla piuttosto dei paesi dove l’istituto del divorzio nel diritto civile è relativamente recente. Altrove non si pensa neppure a separazione legale ma si ricorre subito al divorzio ad ogni crisi del matrimonio. Si parla molto della dignità delle singole persone, ma la trasformazione di questa verità in linguaggio istituzionale produce a volte delle situazioni contradittorie. L’accentuazione esagerata dei diritti individuali senza tener conto dell’aspetto comunitario dell’essere umano produce un individualismo che mette al centro la soddisfazione di desideri e che non porta alla piena realizzazione della persona. L’isolamento dell’individuo è contrario al progetto del Creatore. Sembra essere una delle manifestazioni di tale individualismo il fatto che molti hanno paura ad assumere impegni definitivi.

3. La separazione della sessualità dalla procreazione e l’individualismo generale contribuiscono fortemente alla crescente denatalità. La mobilità forzata delle masse e la visione mercantilista di tutta l’attività economica hanno la tendenza a considerare l’essere umano come una cifra, una “forza produttrice”, non tenendo conto dei bisogni elementari della persona umana. La debolezza dei legami sociali rende difficile il matrimonio e l’educazione dei figli. La coppia si vede spesso sola senza legami di amicizia e parentela e si sente incapace di affrontare la responsabilità dell’educazione.

Allo stesso tempo si registra la crescente tendenza a concepire la generazione di un figlio come uno strumento per l’affermazione di se, da ottenere con qualsiasi mezzo. Tale visione considera i figli come mezzi e non rispetta la loro dignità personale.

4. Nello stesso tempo si manifestano delle tendenze che vogliono allargare il concetto di matrimonio, famiglia e paternità svuotando così di contenuto queste stesse categorie. La confusione non aiuta a definire la specificità sociale di tali unioni affettive, mentre consegna all’opzione individualistica lo speciale legame fra differenza, generazione, identità umana… Come ha detto Papa Francesco all’udienza generale del 15 aprile di quest’anno: “La rimozione della differenza… è il problema, non la soluzione”.

5. Le politiche economiche sconsiderate mettono a rischio persino le relazioni all’interno della famiglia. In molti paesi sono cresciuti enormemente gli oneri del mantenimento dei figli e aggravati i compiti della cura sociale dei malati e degli anziani. Oneri che non sono sopportabili per moltissime famiglie, dove gli adulti sono disoccupati o così sottopagati, in un sistema di sfruttamento, che non riescono quasi nemmeno a rinvigorire le loro proprie forze lavorative – per esempio mangiare abbastanza per poter lavorare anche domani. In particolare è preoccupante la povertà e la malnutrizione infantile. In certi paesi la povertà colpisce soprattutto le famiglie che hanno figli.

6. Il secondo capitolo della prima parte parla della famiglia nel contesto socio-economico. Si ribadisce che la famiglia rimarrà sempre “il pilastro fondamentale e irrinunciabile del vivere sociale”, essa è una scuola di umanità – come dice la Gaudium et Spes (n52). L’Instrumentum si sofferma sulla necessità delle politiche famigliari adeguate, perché la famiglia non è una realtà solamente privata. Si fa cenno anche alla necessità di ridistribuire le risorse e riequilibrare gli effetti negativi della disuguaglianza o persino dell’ingiustizia sociale.

In tale conteso emerge lo stretto rapporto tra la vita famigliare e la realtà economica. Si parla con franchezza dei salari insufficienti, della mancanza di un lavoro dignitoso e di sicurezza sul posto di lavoro. Si prende atto con chiarezza del problema del traffico di persone umane e della schiavitù. Si fa menzione ripetutamente “dell’inequità economica”, espressione che può provocare qualche dubbio in un lettore non italiano. Consultando per esempio l’edizione del 1986 dello Zingarelli non si riscontra tale termine. Esiste l’iniquità che significa certamente l’ingiustizia o persino il peccato, la colpa. Sembra proprio che nel caso di certe situazioni economiche siamo di fronte a delle gravi ingiustizie, che possono essere chiamate con pieno diritto anche “strutture di peccato” come dice anche il Catechismo della Chiesa Cattolica (n.1869). L’incertezza esistenziale delle persone e il funzionamento dell’economia che distrugge l’ambiente appartengono strettamente a questa problematica.

7. Il terzo capitolo è intitolato “Famiglia e inclusione”. La parola “inclusione” non viene usata qui certamente nel senso della mineralogia il quale indica un “corpo estraneo incluso per natura nella pietra preziosa…che le toglie la purezza e ne diminuisce il valore”. Il documento, al contrario parla degli anziani, della sfida della vedovanza, delle persone che si trovano nella fase terminale della loro vita terrena. Si parla dei disabili, dei problemi provenienti dalla migrazione, del ruolo speciale delle donne e dei bambini. Tutto ciò fa parte integrante della famiglia. Anche la malattia e la morte appartengono alla vita, e le diverse generazioni si arricchiscono a vicenda. Tutti insieme rendono le famiglie fonte di crescita umana.

8. Il quarto capitolo sottolinea il ruolo della famiglia nella formazione dell’affettività. Si fa cenno ai problemi, alle sfide provenienti dalla rivoluzione biotecnologica e alla possibilità di rendere indipendente l’atto generativo dalla relazione sessuale tra uomo e donna. Si avverte la tendenza a considerare la vita umana e la genitorialità come realtà soggette ai desideri di singoli o di coppie. Questo fenomeno costituisce una novità negli ultimi tempi con profonde ripercussioni nelle relazioni personali della vita sociale e nelle legislazioni. La risposta pastorale deve prestare molta attenzione alla formazione dei giovani al matrimonio e all’accompagnamento delle coppie dopo il matrimonio.

9. Nella terza parte del documento si fa menzione della cura pastorale di coloro, che vivono nel matrimonio civile o in convivenze. In tale prospettiva si parla dello snellimento delle procedure nei casi di nullità matrimoniale (n.114). Per elaborare un progetto concreto al riguardo, Papa Francesco già l’anno scorso ha stabilito una commissione speciale. Riguardo le proposte della scorsa assemblea sinodale (cf. nr.114 – Relatio Synodi 48) sembra emergere una larga convergenza circa il superamento della cosiddetta doppia sentenza conforme, fatta salva la possibilità di appello da parte del difensore del vincolo o di una delle parti. E’ stato, infatti, Benedetto XIV che nel 1741 ha introdotto la necessità di due sentenze conformi che dichiarino la nullità del matrimonio, affinchè le parti possano celebrare un nuovo matrimonio. Dopo il Concilio Vaticano II, per evitare la frequente perdita di tempo è stato permesso per gli Stati Uniti d’America, che in mancanza di appello già la prima sentenza sulla nullità sia esecutiva. L’esperimento fatto negli Stati Uniti è terminato con il ritiro delle norme speciali da parte della Santa Sede e con la reintroduzione della necessità della doppia sentenza conforme. Tale esperienza pastorale ha mostrato i vantaggi e i rischi di un tale cambiamento. Il rischio può essere la superficialità del tribunale del primo grado. Tale rischio potrebbe essere ridotto con la dovuta sorveglianza sul lavoro dei tribunali, con la accentuazione e la serietà del ruolo del difensore del vincolo, come pure attraverso l’eventuale obbligazione del difensore del vincolo ad appellare in certi tipi di casi anche se egli personalmente non avesse obiezioni speciali. Altre proposte invece come le procedure amministrative per la dichiarazione della nullità del matrimonio sotto la responsabilità del vescovo hanno provocato non poche obiezioni e riserve. Un maggiore accordo si è manifestato circa la possibilità di un processo canonico sommario nei casi di nullità patente del matrimonio (nr. 115). Nel Codice di Diritto Canonico vigente infatti si descrive un “processo contenzioso orale” (cc. 1656-1670) che si paragona al processo sommario conosciuto nella tradizione giuridico-canonica (cf. Clemente V. decretale Saepe). L’applicazione di un tale processo in casi di nullità matrimoniale richiederebbe certamente ulteriori precisazioni.

Si è parlato spesso dell’importanza della fede personale dei nubendi per la validità del consenso matrimoniale. Nelle risposte si riscontra però una grande varietà di approcci. Nell’insegnamento magisteriale e nei codici vigenti del diritto canonico si sottolinea che “tra i battezzati non può sussistere un valido contratto matrimoniale, che non sia per ciò stesso sacramento” (CIC c.1055 § 2). La separazione del matrimonio valido tra cristiani dal sacramento del matrimonio comporterebbe delle grandi difficoltà teoriche, perché la sacramentalità del matrimonio non è la conseguenza di una volontà espressa delle parti diretta al sacramento, ma consegue dal fatto che le due parti battezzate rappresentano Cristo e la Chiesa mentre concludono un vero matrimonio secondo la volontà del Creatore.

[01086-IT.01] [Testo originale: Italiano]

Intervento di S.E. Mons. Bruno Forte

II e III Parte (aspetti teologico-pastorali)

La seconda parte dell’Instrumentum Laboris Sinodale ha come tema il discernimento della vocazione familiare. I tre capitoli che la compongono sono dedicati rispettivamente alla pedagogia divina nella storia della salvezza, alla vita della Chiesa e al cammino della famiglia verso la sua pienezza. Sullo sfondo delle riflessioni presentate si colgono le sfide descritte nella prima parte, in particolare la contraddizione rilevata da tante parti fra il desiderio di famiglia dei giovani e la crisi diffusa dell’istituto familiare, cui molti preferiscono convivenze e unioni di fatto. L’intenzione del testo non è però di rispondere alle sfide in maniera moralistica o polemica, quanto piuttosto quella di proporre positivamente la bellezza e l’importanza della famiglia alla luce della rivelazione. Grembo di umanizzazione, ovvero “scuola di umanità”, come afferma il Concilio Vaticano II (Gaudium et Spes 52), la famiglia è parimenti descritta come scuola di socialità, che fa crescere la persona nello sviluppo delle sue capacità di relazione e nella sua possibilità di contribuire alla costruzione della società, e come scuola di ecclesialità e di fede, dove apprendere a pregare ed essere introdotti all’esperienza di Dio e della Chiesa. In questa luce, l’Instrumentum, mentre valorizza tutti gli aspetti positivi dell’umano presenti nel matrimonio naturale (cf. n. 40), sottolinea la ricchezza umanizzante dell’indissolubilità coniugale, sancita dal sacramento del matrimonio, e la pienezza di senso che dà ai coniugi l’apertura alla fecondità secondo il disegno di Dio. La famiglia fondata sul sacramento nuziale è così proposta come “buona novella”, vangelo che la Chiesa è chiamata ad annunciare con convinzione alle donne e agli uomini del nostro tempo, esperienza in cui si riflette il volto del Dio trinitario, distinto nelle Persone e uno nella forza dell’amore eterno.

Nella vita concreta della Chiesa la famiglia viene vista dal testo non solo come oggetto e destinataria dell’azione pastorale, ma anche come soggetto e protagonista di essa: perciò se ne evidenzia la costitutiva dimensione missionaria, riconoscendo nella realtà familiare la “via della Chiesa” accessibile ai più per conoscere e sperimentare la misura divina dell’amore. La famiglia assolverà tanto più a questa missione quanto più sarà capace di preghiera e nutrirà la fede di ciascuno dei suoi membri. Anche nel campo della catechesi la famiglia va considerata non solo oggetto, ma anche come soggetto dell’azione evangelizzatrice e catechetica: fondamentale è in tal senso la testimonianza che i coniugi possono dare della gioia del vivere insieme. Nel tratteggiare, poi, la realtà della famiglia nel suo essere in cammino verso la pienezza a cui è chiamata nel disegno del Signore, viene evidenziato da una parte il mistero creaturale del matrimonio, dall’altra l’intimo legame tra Chiesa e famiglia, vista come dono e come compito. È dovere della comunità cristiana aiutare la famiglia nella sua crescita, educando i suoi membri all’esperienza della misericordia che viene da Dio ed esercitando la misericordia verso le famiglie ferite e fragili. Un impegno particolarmente importante oggi è quello di sostenere i giovani nell’affrontare la paura di sposarsi che spesso li prende, aspetto del timore più generale che si riscontra nelle nuove generazioni verso gli impegni definitivi, la cui verità e bellezza è legata invece proprio alla loro irrevocabilità, che con l’aiuto dall’alto può essere vissuta come fonte di gioia e consolazione.

La terza parte dell’Instrumentum si occupa della missione della famiglia oggi, soffermandosi su quattro ambiti decisivi nella vita delle famiglie. Il primo è quello dell’evangelizzazione: dopo aver ribadito quanto sia urgente e importante annunciare il Vangelo della famiglia oggi nei vari contesti, il testo si sofferma sul modo in cui la famiglia diventa essa stessa soggetto evangelizzante. Ciò avviene quando in essa si fa esperienza della tenerezza, che è la capacità di amare dando e ricevendo gioia, un’esperienza che deve essere nutrita dal continuo ricorso all’infinita tenerezza di Dio. In tal modo, la famiglia si offre pienamente come soggetto dell’agire pastorale della Chiesa: questo aspetto va messo in luce a partire dalla stessa liturgia nuziale, perché si colga che nella visione di fede la famiglia non è semplicemente realizzazione umana, ma opera di Dio a cui aprirsi e a cui restare disponibili in un’incessante conversione del cuore. Per formare a questo stile di vita familiare occorre un linguaggio rinnovato, sensibile alla necessità della mediazione culturale esigita dai diversi contesti, e soprattutto il continuo riferimento alla Parola di Dio, fonte fondamentale di vita spirituale per la famiglia. Da questa scuola di fede potranno nascere vissuti familiari diversi, di cui il comune fondarsi sul dono della rivelazione divina consentirà di mostrare l’armonia, in una significativa e arricchente sinfonia delle differenze.

A tutto questo occorre essere formati: è qui che la responsabilità della famiglia in rapporto alla formazione viene messa particolarmente in luce. I campi di questa formazione sono presentati con cura: la preparazione al matrimonio, la formazione dei futuri presbiteri, del clero e degli operatori pastorali, che tanto possono significare per accompagnare la vita familiare, la responsabilità delle istituzioni pubbliche e il connesso impegno socio-politico in favore della famiglia. Non di meno si evidenziano le condizioni che rendono difficile l’armonia della vita familiare, fra cui hanno un posto rilevante l’indigenza e i fattori che mettono le relazioni familiari a rischio di usura (condizionamenti lavorativi, stress, abitudini relazionali poco vive, ecc.). Il testo sottolinea anche quanto sia necessario guidare i nubendi nel cammino di preparazione al matrimonio ed accompagnarli specialmente nei primi anni della vita matrimoniale. Più in generale la famiglia necessita di un accurato accompagnamento ecclesiale, sia nel cammino verso il sacramento nuziale, sia nell’educazione all’esercizio quotidiano della reciproca accoglienza e del perdono, nutrito dal “grande fiume” della misericordia divina. L’arte dell’accompagnamento appare un aspetto fondamentale dell’azione pastorale della comunità cristiana nei confronti della realtà familiare. Un’attenzione peculiare va data pure alla cura pastorale di coloro che vivono nel matrimonio civile o in convivenze, e a quella delle cosiddette “famiglie ferite” (separati, divorziati non risposati, divorziati risposati, famiglie monoparentali). I separati e i divorziati fedeli al vincolo devono a loro volta essere particolarmente sostenuti dall’impegno pastorale della Chiesa. A tutti costoro va annunciato che Dio non abbandona mai nessuno!

Circa lo snellimento delle procedure nelle cause di nullità matrimoniale l’Instrumentum dà voce a una generale richiesta che arriva da ogni parte del mondo. Parimenti è stata messa in luce l’importanza di considerare la rilevanza della fede dei nubendi in ordine all’eventuale riconoscimento della nullità del vincolo. La preparazione degli operatori in questo campo e l’incremento dei tribunali ecclesiastici sono dati su cui c’è una diffusa insistenza, come pure sull’importanza di linee pastorali comuni, che puntino all’integrazione dei divorziati risposati civilmente nella comunità cristiana. Per attuare queste mete molti propongono la definizione di una specifica via penitenziale. Si chiede anche di valorizzare la distinzione e il rapporto fra comunione spirituale e comunione sacramentale di coloro che sono in situazioni irregolari o difficili. Una speciale attenzione è riservata alle situazioni derivanti dai matrimoni misti e da quelli con disparità di culto, mentre la peculiarità della tradizione ortodossa e dell’esercizio in essa praticato di accondiscendenza misericordiosa verso alcune situazioni difficili è accostata con rispetto nella sua diversità dalla teologia e dalla prassi cattolica. Infine, viene raccomandata un’opportuna attenzione pastorale all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale e di queste stesse persone.

Infine, parlando di famiglia uno sguardo specifico va rivolto al dono e all’esercizio della generatività e alle sfide dell’educazione dei figli. Il testo ribadisce l’importanza dell’impegno per la trasmissione della vita e denuncia la sfida della denatalità, specialmente grave in alcuni Paesi. Viene ribadita la responsabilità generativa degli sposi, che si rapporta al mistero intangibile e prezioso della vita umana, e si estende a comprendere il valore altamente positivo delle esperienze dell’adozione e dell’affido. Analoga rilevanza è data all’impegno educativo proprio della famiglia.

La conclusione, mentre mette in luce come l’Instrumentum sia stato frutto di un’autentica collegialità che ha coinvolto i vescovi e le chiese di tutto il mondo, richiama l’importanza per tutto il cammino sinodale della guida di Papa Francesco, che, “in coincidenza con il cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II e dell’istituzione del Sinodo dei Vescovi da parte del Beato Paolo VI, ha convocato a distanza di un anno sul medesimo tema due diverse Assemblee sinodali… Né si può dimenticare che la celebrazione del prossimo Sinodo si situa nella luce dell’Anno Giubilare della Misericordia che avrà inizio l’8 dicembre 2015”.

[01087-IT.01] [Testo originale: Italiano]

[B0499-XX.01]