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L’Udienza Generale, 04.03.2015


L’Udienza Generale

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

Saluto in lingua italiana

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.00 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
Nel discorso in lingua italiana il Papa, riprendendo il ciclo di catechesi sulla famiglia, si è soffermato sulla figura dei nonni.
Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.
L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

La catechesi di oggi e quella di mercoledì prossimo sono dedicate agli anziani, che, nell’ambito della famiglia, sono i nonni, gli zii. Oggi riflettiamo sulla problematica condizione attuale degli anziani, e la prossima volta, cioè il prossimo mercoledì, più in positivo, sulla vocazione contenuta in questa età della vita.

Grazie ai progressi della medicina la vita si è allungata: ma la società non si è "allargata" alla vita! Il numero degli anziani si è moltiplicato, ma le nostre società non si sono organizzate abbastanza per fare posto a loro, con giusto rispetto e concreta considerazione per la loro fragilità e la loro dignità. Finché siamo giovani, siamo indotti a ignorare la vecchiaia, come se fosse una malattia da tenere lontana; quando poi diventiamo anziani, specialmente se siamo poveri, se siamo malati, soli, sperimentiamo le lacune di una società programmata sull’efficienza, che conseguentemente ignora gli anziani. E gli anziani sono una ricchezza, non si possono ignorare.

Benedetto XVI, visitando una casa per anziani, usò parole chiare e profetiche, diceva così: «La qualità di una società, vorrei dire di una civiltà, si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune» (12 novembre 2012). E’ vero, l’attenzione agli anziani fa la differenza di una civiltà. In una civiltà c’è attenzione all’anziano? C’è posto per l’anziano? Questa civiltà andrà avanti se saprà rispettare la saggezza, la sapienza degli anziani. In una civiltà in cui non c’è posto per gli anziani o sono scartati perché creano problemi, questa società porta con sé il virus della morte.

In Occidente, gli studiosi presentano il secolo attuale come il secolo dell’invecchiamento: i figli diminuiscono, i vecchi aumentano. Questo sbilanciamento ci interpella, anzi, è una grande sfida per la società contemporanea. Eppure una cultura del profitto insiste nel far apparire i vecchi come un peso, una "zavorra". Non solo non producono, pensa questa cultura, ma sono un onere: insomma, qual è il risultato di pensare così? Vanno scartati. E’ brutto vedere gli anziani scartati, è una cosa brutta, è peccato! Non si osa dirlo apertamente, ma lo si fa! C’è qualcosa di vile in questa assuefazione alla cultura dello scarto. Ma noi siamo abituati a scartare gente. Vogliamo rimuovere la nostra accresciuta paura della debolezza e della vulnerabilità; ma così facendo aumentiamo negli anziani l’angoscia di essere mal sopportati e abbandonati.

Già nel mio ministero a Buenos Aires ho toccato con mano questa realtà con i suoi problemi: «Gli anziani sono abbandonati, e non solo nella precarietà materiale. Sono abbandonati nella egoistica incapacità di accettare i loro limiti che riflettono i nostri limiti, nelle numerose difficoltà che oggi debbono superare per sopravvivere in una civiltà che non permette loro di partecipare, di dire la propria, né di essere referenti secondo il modello consumistico del "soltanto i giovani possono essere utili e possono godere". Questi anziani dovrebbero invece essere, per tutta la società, la riserva sapienziale del nostro popolo. Gli anziani sono la riserva sapienziale del nostro popolo! Con quanta facilità si mette a dormire la coscienza quando non c’è amore!» (Solo l’amore ci può salvare, Città del Vaticano 2013, p. 83). E così succede. Io ricordo, quando visitavo le case di riposo, parlavo con ognuno e tante volte ho sentito questo: "Come sta lei? E i suoi figli? - Bene, bene -Quanti ne ha? – Tanti. - E vengono a visitarla? - Sì, sì, sempre, sì, vengono. – Quando sono venuti l’ultima volta?". Ricordo un’anziana che mi diceva: "Mah, per Natale". Eravamo in agosto! Otto mesi senza essere visitati dai figli, otto mesi abbandonata! Questo si chiama peccato mortale, capito? Una volta da bambino, la nonna ci raccontava una storia di un nonno anziano che nel mangiare si sporcava perché non poteva portare bene il cucchiaio con la minestra alla bocca. E il figlio, ossia il papà della famiglia, aveva deciso di spostarlo dalla tavola comune e ha fatto un tavolino in cucina, dove non si vedeva, perché mangiasse da solo. E così non avrebbe fatto una brutta figura quando venivano gli amici a pranzo o a cena. Pochi giorni dopo, arrivò a casa e trovò il suo figlio più piccolo che giocava con il legno e il martello e i chiodi, faceva qualcosa lì, disse: "Ma cosa fai? – Faccio un tavolo, papà. – Un tavolo, perché? – Per averlo quando tu diventi anziano, così tu puoi mangiare lì". I bambini hanno più coscienza di noi!

Nella tradizione della Chiesa vi è un bagaglio di sapienza che ha sempre sostenuto una cultura di vicinanza agli anziani, una disposizione all’accompagnamento affettuoso e solidale in questa parte finale della vita. Tale tradizione è radicata nella Sacra Scrittura, come attestano ad esempio queste espressioni del Libro del Siracide: «Non trascurare i discorsi dei vecchi, perché anch’essi hanno imparato dai loro padri; da loro imparerai il discernimento e come rispondere nel momento del bisogno» (Sir 8,9).

La Chiesa non può e non vuole conformarsi ad una mentalità di insofferenza, e tanto meno di indifferenza e di disprezzo, nei confronti della vecchiaia. Dobbiamo risvegliare il senso collettivo di gratitudine, di apprezzamento, di ospitalità, che facciano sentire l’anziano parte viva della sua comunità.

Gli anziani sono uomini e donne, padri e madri che sono stati prima di noi sulla nostra stessa strada, nella nostra stessa casa, nella nostra quotidiana battaglia per una vita degna. Sono uomini e donne dai quali abbiamo ricevuto molto. L’anziano non è un alieno. L’anziano siamo noi: fra poco, fra molto, inevitabilmente comunque, anche se non ci pensiamo. E se noi non impariamo a trattare bene gli anziani, così tratteranno a noi.

Fragili siamo un po’ tutti, i vecchi. Alcuni, però, sono particolarmente deboli, molti sono soli, e segnati dalla malattia. Alcuni dipendono da cure indispensabili e dall’attenzione degli altri. Faremo per questo un passo indietro?, li abbandoneremo al loro destino? Una società senza prossimità, dove la gratuità e l’affetto senza contropartita – anche fra estranei – vanno scomparendo, è una società perversa. La Chiesa, fedele alla Parola di Dio, non può tollerare queste degenerazioni. Una comunità cristiana in cui prossimità e gratuità non fossero più considerate indispensabili, perderebbe con esse la sua anima. Dove non c’è onore per gli anziani, non c’è futuro per i giovani.

[00348-01.01] [Testo originale: Italiano]

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

Sintesi della catechesi e saluto in lingua francese

Sintesi della catechesi e saluto in lingua inglese

Sintesi della catechesi e saluto in lingua tedesca

Sintesi della catechesi e saluto in lingua spagnola

Sintesi della catechesi e saluto in lingua portoghese

Sintesi della catechesi e saluto in lingua polacca

Sintesi della catechesi e saluto in lingua araba

Sintesi della catechesi e saluto in lingua francese

Speaker :

Frères et sœurs, la qualité d’une civilisation se juge en partie dans la manière dont elle traite les personnes âgées. Grâce aux progrès de la médecine, la vie s’est allongée, mais nos sociétés ne sont pas assez organisées pour leur laisser une place, respectant leur fragilité et leur dignité. Une certaine culture du profit les considère comme une charge : elles ne produisent rien et sont donc à rejeter. Au contraire, les anciens devraient être, pour toute la société, des porteurs de sagesse. L’Église a toujours encouragé la proximité avec eux, l’accompagnement affectueux et solidaire de cette dernière étape de la vie. Ce sont des hommes et des femmes dont nous avons beaucoup reçu, qui sont passés avant nous, sur la même route que nous ; et bientôt, nous serons comme eux. Nous ne devons pas les abandonner à leur destin mais réveiller envers eux nos sentiments de gratitude, d’estime et d’hospitalité.

Santo Padre :

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, in particolare i sacerdoti caldei d’Europa, accompagnati da Mons. Ramsi Garmou, e i numerosi gruppi di giovani. Vi invito tutti a farvi vicini alle persone anziane che vi circondano e di far sentire loro il vostro affetto, la vostra stima e la vostra riconoscenza. Sappiate approfittare della loro esperienza e della loro saggezza. Buon pellegrinaggio.

Speaker :

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, en particulier les prêtres Chaldéens d’Europe, accompagnés de Monseigneur Ramsi Garmou, et les groupes de jeunes venus nombreux. Je vous invite tous à vous faire proche des personnes âgées qui vous entourent et de leur faire sentir votre affection, votre estime et votre reconnaissance. Sachez profiter de leur expérience et de leur sagesse. Bon pèlerinage.

[00349-03.01] [Texte original: Français]

Sintesi della catechesi e saluto in lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our catechesis on the family, we now reflect on the importance of the elderly. Nowadays people tend to live longer, yet often our societies not only fail to make room for the elderly, but even consider them a burden. The quality of a society can be judged by the way it includes its older members. This is a particular challenge for our Western societies, marked on the one hand by aging populations and on the other by a cult of youth, efficiency and profit which tends to discard everything not considered productive or useful. Because of their vulnerability and their special needs, our elderly, above all those who are alone or ill, call for particular attention and care. Rather than a burden, they are, as the Bible tells us, a storehouse of wisdom (Sir 8:9). The Church has always accompanied the elderly with gratitude and affection, making them feel accepted and fully a part of the community. Without such solidarity between generations, the life of society is impoverished. In showing concern for our elderly, we strengthen the social fabric and ensure the future of our young.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente quelli provenienti da Gran Bretagna, Austria, Danimarca, Svezia, Giappone, Corea e Stati Uniti d’America. Su voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace nel Signore Gesù. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, including those from Great Britain, Austria, Denmark, Sweden, Japan, Korea and the United States of America. Upon you and your families I cordially invoke joy and peace in the Lord Jesus. God bless you all!

[00350-02.01] [Original text: English]

Sintesi della catechesi e saluto in lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, im Rahmen der Katechesen über die Familie möchte ich über die Großeltern sprechen. Zunächst wollen wir heute einen allgemeinen Blick auf die problematische Lage vieler alter Menschen werfen. Dank des medizinischen Fortschritts dauert das Leben immer länger, doch in unserer Leistungsgesellschaft scheint kein Platz für die Alten zu sein. Vielfach werden sie als Ballast angesehen und ausgesondert, „weggeworfen", weil sie nichts „produzieren". So empfinden sich alte Menschen selbst als Last und sind in den Schwierigkeiten und Einschränkungen des Alters oft auf sich allein gestellt. Gemäß ihrer Tradition hat die Kirche immer eine Kultur der Nähe und die Bereitschaft gefördert, den alten Menschen voll Liebe und Solidarität beizustehen. Der rechte Umgang mit den alten Menschen zeichnet eine echte Zivilisation aus. Sie sind die „Weisheitsreserve" der Gesellschaft. Sie sind keine Fremden, sie haben uns viel gegeben und wir selbst werden früher oder später zu ihnen zählen. Wo den Alten keine Achtung entgegengebracht wird, gibt es keine Zukunft für die Jungen. Wir dürfen die alten Menschen, besonders die kranken und einsamen unter ihnen, nicht ihrem Schicksal überlassen. Setzen wir uns noch stärker dafür ein, dass die alten Menschen angenommen werden und das Miteinander der Generationen wächst. Wenn in einer Gesellschaft es nicht mehr Nähe und unentgeltliche Zuneigung ohne Gegenleistung, auch zwischen fremden Personen, gibt, dann ist es eine pervertierte Gesellschaft.

Santo Padre:

Con gioia saluto i pellegrini e visitatori provenienti dai paesi di lingua tedesca. Uno speciale benvenuto rivolgo ai vari gruppi scolastici e all’Associazione delle Katholische Hochschulgemeinden in Germania. Il vostro pellegrinaggio a Roma vi confermi nella fede e vi faccia sperimentare la comunione della Chiesa Universale. Lo Spirito Santo vi colmi di sapienza e di gioia.

Speaker:

Mit Freude grüße ich die Pilger und Besucher aus den Ländern deutscher Sprache. Insbesondere heiße ich die verschiedenen Schulgruppen und die Arbeitsgemeinschaft Katholischer Hochschulgemeinden in Deutschland willkommen. Eure Pilgerfahrt nach Rom stärke euch im Glauben und lasse euch die Gemeinschaft der weltweiten Kirche erfahren. Der Heilige Geist schenke euch seine Weisheit und seine Freude.

[00351-05.01] [Originalsprache: Deutsch]

Sintesi della catechesi e saluto in lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

La catequesis de hoy está dedicada a la situación de los ancianos en la sociedad actual.

Gracias a los avances de la medicina, la vida del hombre se ha prolongado, pero nuestras sociedades, a menudo basadas en el criterio de la eficacia, no han alargado el corazón a esta realidad.

La cultura del descarte considera a los mayores un lastre, un peso, pues no sólo no producen, sino que además constituyen una carga y, aunque no se diga abiertamente, a los ancianos se los desecha. Y muchas personas mayores viven con angustia esta situación de desvalimiento y abandono. Una sociedad sin proximidad, donde la gratuidad y el afecto sin contrapartidas van desapareciendo, es una sociedad perversa.

Fiel a la Palabra de Dios, la tradición de la Iglesia siempre ha valorado a los ancianos y ha dedicado un cuidado especial a esa etapa final de la vida. Por eso mismo, no puede tolerar una mentalidad distante, indiferente y, menos aún, de desprecio a los mayores, y pretende despertar el sentido colectivo de gratitud y acogida, para que los ancianos lleguen a ser parte viva de la sociedad.

Los jóvenes de hoy serán los ancianos de mañana. También ellos lucharon por una vida digna, recorriendo nuestras mismas calles y viviendo en nuestras casas. Tengamos bien presente que, donde los ancianos no son respetados, los jóvenes no tienen futuro.

Saludo a los peregrinos de lengua española venidos de España, México, Venezuela, Argentina y otros países latinoamericanos. Queridos hermanos, recordemos hoy a los ancianos especialmente a los que están más necesitados, que viven solos, que están enfermos, dependientes de los demás. Que puedan sentir la ternura del Padre a través de la amabilidad y delicadeza de todos. Muchas gracias.

[00352-04.01] [Texto original: Español]

Sintesi della catechesi e saluto in lingua portoghese

Speaker:

Figuras importantes na família são os avós, a reserva sapiencial da vida. Infelizmente uma certa cultura do lucro insiste em fazer aparecer os idosos como um peso, que se deve descartar. Isto não se diz abertamente, mas é assim que se procede. Com o progresso da medicina, foi possível alongar a vida, mas a sociedade não soube "alargar-se" para a acolher e rejubilar com ela. A Igreja não pode nem quer conformar-se com o modelo consumista actual que olha com impaciência, indiferença e desprezo para a velhice. Os idosos são homens e mulheres, pais e mães que percorreram, antes de nós, as mesmas estradas, estiveram na mesma casa, travaram a mesma luta diária por uma vida digna. São homens e mulheres de quem muito recebemos. Temos de despertar o sentimento colectivo de gratidão, apreço, hospitalidade, que faça sentir o idoso como parte activa da sua comunidade. O idoso é cada um de nós daqui a alguns anos; inevitavelmente, embora não pensemos nisso. Todos os idosos são frágeis; mas há alguns que o são de modo particular porque sem ninguém e a braços com a doença: dependem absolutamente dos cuidados e da solicitude dos outros. Mas, por esse motivo, vamos abandoná-los? Uma sociedade, onde a gratuidade e o afecto desinteressado vão desaparecendo – mesmo para com os de fora da família –, é uma sociedade perversa. A Igreja, fiel à Palavra de Deus, não pode tolerar tais degenerações. Uma comunidade cristã, onde deixassem de ser consideradas indispensáveis a proximidade e a gratuidade, com elas perderia a sua alma. Onde não são honrados os idosos, não há futuro para os jovens.

Santo Padre:

Con grande affetto saluto i pellegrini di lingua portoghese, augurando a voi tutti di rendervi sempre conto di quanto la vita sia davvero un dono meraviglioso. Vegli sul vostro cammino la Vergine Maria e vi aiuti ad essere segno di fiducia e di speranza in mezzo ai vostri fratelli. Su di voi e sulle vostre famiglie scenda la Benedizione di Dio.

Speaker:

Com grande afecto, saúdo os peregrinos de língua portuguesa, com votos de que possais vós todos dar-vos sempre conta do dom maravilhoso que é a vida. Vele sobre o vosso caminho a Virgem Maria e vos ajude a ser sinal de confiança e esperança no meio dos vossos irmãos. Sobre vós e vossas famílias desça a Bênção de Deus.

[00353-06.01] [Texto original: Português]

Sintesi della catechesi e saluto in lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry,

Katecheza dzisiejsza i w przyszłą środę będą poświęcone osobom starszym, którymi w środowisku rodzinnym są dziadkowie. Papież Benedykt XVI, odwiedzając dom seniora, użył słów jasnych i proroczych: „Jakość danego społeczeństwa, powiedziałbym cywilizacji ocenia się także po tym, jak są traktowane osoby starsze, a także jakie miejsce jest dla nich zarezerwowane we wspólnym życiu" (12 listopada 2012 ).

Na Zachodzie uczeni przedstawiają obecne stulecie jako wiek starzenia się: spada liczba dzieci, przybywa starców. To zachwianie równowagi jest dla nas wyrzutem, a wręcz wyzwaniem dla współczesnego społeczeństwa. Tymczasem pewna kultura zysku nalega, by ukazywać osoby starsze jako ciężar, „balast", którego najlepiej byłoby się pozbyć. Jest coś podłego w tym przyzwyczajeniu do kultury odrzucenia. Chcemy usunąć nasz nasilający się strach przed słabością i bezbronnością; ale czyniąc w ten sposób zwiększamy w osobach starszych udrękę z powodu złego traktowania i opuszczenia.

Kościół nie może i nie chce podporządkować się mentalności niecierpliwości, obojętności i pogardy wobec starości. Musimy rozbudzić zbiorowe poczucie wdzięczności, uznania, gościnności, które sprawiają, że człowiek starszy czuje się żywą częścią swej wspólnoty.

Tam, gdzie nie ma szacunku dla osób starszych, tam nie ma przyszłości dla ludzi młodych.

Santo Padre:

Un cordiale saluto rivolgo ai pellegrini polacchi. San Giovanni Paolo II ha osservato che "la cosiddetta terza o quarta età è spesso deprezzata, e gli anziani stessi sono indotti a domandarsi se la loro esistenza sia ancora utile" (…), mentre - continua il santo - "la comunità cristiana può ricevere molto dalla serena presenza di chi è avanti negli anni. (…) Gli anziani capaci di infondere coraggio mediante il consiglio amorevole, la silenziosa preghiera, la testimonianza della sofferenza accolta con paziente abbandono (…) diventano più preziosi nel disegno misterioso della Provvidenza" (Lettera agli anziani). Fino a qui San Giovanni Paolo II. Ringraziamo il Signore per i nostri nonni, e chiediamo per loro una particolare Benedizione. Sia lodato Gesù Cristo!

Speaker:

Serdeczne pozdrowienie kieruję do pielgrzymów z Polski. Św. Jan Paweł II zauważył, że „tak zwany trzeci lub czwarty wiek jest często lekceważony, a sami ludzie starsi muszą zadawać sobie pytanie, czy ich życie jest jeszcze użyteczne", (…) podczas gdy „ - kontynuuje Święty - chrześcijańska wspólnota może wiele skorzystać dzięki obecności osób w podeszłym wieku. (…) „Starsi umiejący dodać otuchy przez życzliwą radę, milczącą modlitwę, świadectwo cierpienia znoszonego z wytrwałą ufnością (…) stają się szczególnie cennymi narzędziami tajemnych zamysłów Opatrzności" (por. List do osób w podeszłym wieku). Dziękujmy Panu za naszych dziadków i prośmy o szczególne dla nich błogosławieństwo. Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!

[00354-09.01] [Testo originale: Polacco]

Sintesi della catechesi e saluto in lingua araba

Speaker:

أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء، إنّ تعليم اليوم وتعليم الأربعاء المقبل مكرّسان للمسنّين، الذين، وفي إطار العائلة هم الأجداد. بفضل التقدّم الطبّي أصبحت الحياة أطول: لكنّ المجتمع لم ينفتح على الحياة! لقد تضاعف عدد المسنّين لكنّ مجتمعاتنا لم تتنظّم بشكل كاف لكي تقدّم لهم المكان اللائق، مع الإحترام الصحيح والتقدير الملموس لهشاشتهم وكرامتهم. خلال خدمتي في بوينوس آيرس لمست بيدي هذا الواقع مع مشاكله: "المسنّون يتركون، ليس في حالة انعدام الإستقرار الماديّ فقط، بل ويتركون في عدم العجز الأنانيّ عن قبول محدوديّتهم، وفي الصعوبات المتعدّدة التي ينبغي عليهم تخطّيها اليوم ليبقوا على قيد الحياة في حضارة لا تسمح لهم بالمشاركة أو بقول ما لديهم. لا يمكن للكنيسة، كما وأنّها لا تريد، أن تتأقلم مع ذهنيّة تأفّف، أو عدم مبالاة واشمئزاز تجاه الشيخوخة. علينا أن نوقظ مجدّدًا المعنى الجماعيّ للإمتنان والتّقدير والضيافة الذين يجعلون المُسنّ يشعر بأنّه جزء حيّ من جماعته. أيّها الإخوة والأخوات الأعزّاء المسنّون هم رجال ونساء، آباء وأمّهات كانوا قبلنا على دربنا، وفي بيتنا ونضالنا اليوميّ من أجل حياة كريمة. إنّهم رجال ونساء قد منحونا الكثير. فهل سنتركهم لمصيرهم؟ لا يمكن للكنيسة الأمينة لكلمة الله أن تسمح بهذا الإنحلال، لأنّه حيث لا يوجد إكرام للمسنّين لا يوجد مستقبل للشّباب.               

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dal Medio Oriente! Cari fratelli e sorelle, rispettiamo i nostri anziani: loro sono la nostra memoria e la nostra saggezza. Il Signore vi benedica!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللغةِ العربية، وخاصةً بالقادمينَ من الشرق الأوسط. أيُّها الإخوةُ والأخواتُ الأعزّاء، لنحترم مُسنّينا، إنَّهم ذاكرتنا وحكمتنا. ليُبارككُم الرب!

[00355-08.01] [Testo originale: Arabo]

Saluto in lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto i docenti e gli studenti della Pontificia Università Salesiana che ricordano il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco; i diaconi della Arcidiocesi di Milano e i numerosi soci del Rotary Club. Saluto i fedeli di Anzio, che celebrano l’anno dedicato a Papa Innocenzo XII; l’AIDO di Vigevano nel 40° di fondazione, e i disabili di Mondovì accompagnati dal Vescovo Mons. Luciano Pacomio.

Cari amici, il nostro tempo, segnato da tante ombre, sia sempre illuminato dal sole della speranza, che è Cristo. Egli ha promesso di restare sempre con noi e in molti modi manifesta la sua presenza. A noi il compito di annunciare e testimoniare il suo amore che ci accompagna in ogni situazione. Non stancatevi, pertanto, di affidarvi a Cristo e di diffondere il suo Vangelo in ogni ambiente.

Saluto i giovani, gli ammalati e gli sposi novelli. Cari giovani, il cammino quaresimale che stiamo percorrendo sia occasione di autentica conversione perché possiate giungere alla maturità della fede in Cristo. Cari ammalati, partecipando con amore alla stessa sofferenza del Figlio di Dio incarnato, possiate condividere fin d’ora la gioia della sua risurrezione. E voi, cari sposi novelli, trovate nell’alleanza che, a prezzo del suo sangue, Cristo ha stretto con la sua Chiesa, la base del vostro patto coniugale.

[00356-01.01] [Testo originale: Italiano]

[B0160-XX.01]